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USA. Rimesse agli emigrati, e bambini alla fame.

Martedì 17 Novembre 2009, 14:46 in Vita quotidiana di

foodstamps.jpgLa crisi ci fa spesso vedere inversioni di rotta o tendenze che si capovolgono, ma questa notizia pubblicata dal New York Times sa proprio di mondo alla rovescia.

La disoccupazione ha colpito così duramente le comunità di migranti negli Stati Uniti, che è stato scoperto uno sconcertante nuovo fenomeno: invece di ricevere rimesse in denaro dai parenti che lavorano nel Paese più ricco della Terra, alcune povere famiglie messicane si ritrovano a dover mettere insieme qualche peso da inviare ai propri cari negli Stati Uniti.

Entrano pesos negli States, per sostenere intere famiglie. A conferma di quanto vado sospettando da un po', a differenza dei più: la crisi non causerà invasioni di immigrati in cerca di pane, viceversa probabilmente assisteremo ad un ritorno in Patria di coloro che si trovano qui da tempo. Se si deve morire di fame, insomma, meglio farlo a casa propria dove la vita costa di meno e si sa come muoversi per racimolare qualcosa.

Succederà probabilmente lo stesso anche in queste famiglie messicane. I parenti emigrati torneranno a casa, e d'altronde non si capisce cosa stiano a fare negli USA, dove ormai una famiglia su sette ha problemi a mettere qualcosa da mangiare sulla tavola. Quasi il 15% del totale, 49 milioni di persone, 16 milioni dei quali sono bambini. Una ricerca recente (pubblicata da Associated Press) ha rilevato che nel giro di qualche anno ben il 50% dei bambini statunitensi si ritroverà a dipendere dalle tessere annonarie per il cibo, e addirittura il 90% dei bambini di colore.

Così un pediatra dell'Università di Stanford:

L'attuale recessione probabilmente genererà per i bambini degli Stati Uniti il più clamoroso livello di deprivazione materiale che mai vedremo nella nostra vita professionale. 

Qualcuno ha pubblicato questa notizia su Facebook, e qualcun altro ha scritto: "Che vergogna! E noi a pensare ai regali di Natale!"

Senza neppure accorgersi di aver commentato una notizia dall'America come si è soliti commentarne una dalla Somalia.

 

21
21 commenti
21
19 Nov 2009
alle 17:09

bruno

completamente d'accordo con Massimo (15). Qui si leggono dei commenti da nazisti.

20
19 Nov 2009
alle 15:27

Francesco

C'è un reality americano, "The biggest loser", dove degli obesi vengono tenuti a stecchetto e a trottare in palestra (+ varie altre prove per vincere punti) e vince chi perde più peso.

Ebbene, questo show va avanti da diversi anni, ma nelle ultime 2 edizioni è frequente una nuova prova che consiste nel raccogliere cibo da mandare alle famiglie povere d'America. Ormai la beneficenza si fa in casa.

19
19 Nov 2009
alle 13:42

andrea

Ieri dalla Gruber il responsabile delle politiche alimentari ha dichiarato che da 860milioni si e' passati ad 1miliardo e 125miloni di affamati globali,bisognerebbe capire se nel conto rientrano anche gli americani indigenti che sono qualche milione.

Ci tocchera' indirizzare i fondi FAO anche negli States?

18
18 Nov 2009
alle 15:15

mm

Al di là del mio p.s. del quale Debora ha certamente capito lo spirito ironico-polemico verso chi sa lei... ;-)

... prendo con forza le distanze dal cinismo dei commenti #16 #17.

A me i bambini che soffrono, di qualsiasi etnia e sotto qualsiasi latitudine, provocano indignazione e una profonda sofferenza. Punto. Ogni distinzione, anche se con qualche minimalista motivazione di facciata, non è altro che l'espressione di un disgustoso istinto vendicativo da miserabili. Nulla più.

I piccoli di essere umano sono uguali dappertutto e da che mondo è mondo (antropologicamente parlando) non ce ne sono alcuni più uguali degli altri!

17
18 Nov 2009
alle 14:48

paola

Anche a me i bambini americani obesi a dieta fanno poca pietà.

Non fa male a questa società iper-sprecona tirare un pò la cinghia.

16
18 Nov 2009
alle 13:51

andreaX

Gli americani, spreconi come sono, se anzichè ingozzarsi di hamburger e patatine  fritte facessero un po più di dieta o digiuno non è che gli farebbe male.

Sinceramente a me fanno molta più pena i paesi che poveri lo sono da sempre.

15
18 Nov 2009
alle 12:24

Massimo

Vedo che in questo salotto basta "saper stare" e tra un pasticcino e l'altro si possono dire cose che farebbero passare Himmler per un dilettante.

Bene!

Infatti stiamo affondando proprio grazie a questo modo di ragionare. Forse e' meglio cosi'.  

 

14
18 Nov 2009
alle 11:51

Bolla451

Io credo che se esiste un problema di alimentazione infantile nella prima economia mondiale tocchi agli americani rivedere l'allocazione delle loro risorse, mi sbaglio?

Per quanto riguarda l'interruzione ed eventualmente l'inversione dei flussi migratori chi aveva profetizzato un'invasione durante la crisi ignora le dinamiche migratorie. La storia del XX secolo è piena di esempi in tal senso, basta informarsi prima di aprire bocca.

Per finire l'inversione delle rimesse è un fenomeno curioso, sarebbe interessate avere dei dati più consistenti altrimenti diventa cronaca e non economia.

Saluto

13
18 Nov 2009
alle 11:51

louise

#9

è comprensibile che i problemi di casa nostra ci interessino un pò di più di quelli di paesi estranei e lontani dal nostro. sicuramente che nel paese più ricco del mondo ci sia tanta gente ridotta alla fame è una notizia che fà pensare, ma per mè è più urgente concentrarsi sui problemi della nostra penisola affondante.

anche io credo che si debba affrontare urgentemente il problema della sovrappopolazione in italia, paese con 192 abitanti per km²  con  le falde idriche che si abbassano  e i terreni agricoli che diminuiscono sempre di più per far posto a condomini e capannoni.

se non si affronta il problema razionalmente lasciando perdere i buonismi sado-masochisti e le minkiate tipo "abbiamo bisogno di più immigrati sennò nessuno paga le pensioni", in pochi anni avremo la guerra civile.

12
18 Nov 2009
alle 10:17

andreaX

Prevedere quali possano essere gli effetti della crisi sull' emigrazione non è affatto cosa banale.

La crisi può invertire il flusso da certi paesi ma può anche aumentarlo per altri. Questo perchè la crisi potrebbe avere effetti anche più negativi su certi paesi per cui anche se in italia le cose peggiorano peggiorando ancor più in altre nazioni l'italia rimane comunque appetibile.

11
18 Nov 2009
alle 08:40

mm

# 9 Debora

La risposta è: rimozione. La rimozione classica e comoda di molti verso una delle tante realtà veramente orrorifiche come quella che molto opportunamente hai evidenziato. Altrimenti non sarebbero possibili le innumerevoli nefandezze di pochi verso i molti.

Ciao.

 

p.s.: però ora basta con questi scenari per perdenti e vediamo invece  il bicchiere di vermut mezzo pieno perdiana! Pensa a quanti professionisti veramente ma veramente bbravi saranno contesi a suon di dollaroni dalle tante multinazionali (Zaibatsu) nei prossimi anni!! Se gli altri non sono sufficientemente bbbravi per tenersi il posto peggio per loro! Darwin aveva già detto tutto quello che c'era da dire eccheddiamine!!! Bisogna ricordarlo ogni volta?!?

;-D

10
18 Nov 2009
alle 01:08

eco1

l'italia è sovrappopolata, lo sono anche gli USA, rimane nei paesi di forte emigrazione la convinzione di poter avere un futuro roseo qui e in america e invece non è così

bisogna gestire con mano ferma i flussi migratori che portano povertà e degrado

il peggio deve ancora venire e se qualcuno se ne torna a casa con le sue gambe non è affatto male, anche questa è un'inversione di tendenza del modello della totale globalizzazione che si è scontrata con la crisi che non passerà

9
18 Nov 2009
alle 00:20

Debora/Crisis

PS Nessuno commenta il fatto che in USA ci sono 50 milioni di persone e bambini coi buoni cibo? Vi interessano solo gli immigrati?

;-)

8
18 Nov 2009
alle 00:18

Debora/Crisis

Beh, mica ho detto che è già successo o succede domattina. Però nel medio periodo (qualche anno), e SE la crisi si aggrava, sarà così.

7
17 Nov 2009
alle 21:48

Harry Lime

Questo è uno dei pochi argomenti per i quali non sono d'accordo con Debora, ho la netta sensazione che la cifra di 60 milioni di anime che ci propinano come attendibile vada rivista decisamente al rialzo..

..nella mia città vi sono quartieri dove puoi camminare per interi minuti prima di sentire l'idioma italico..

6
17 Nov 2009
alle 20:39

aphex

Ultimi dati ISTAT che smentiscono in modo netto il post

http://demo.istat.it/bilmens2009gen/index.html

5
17 Nov 2009
alle 19:11

Pippo

Sarà, ma nella mia zona di Roma ci sono sempre più immigrati (di tutte le nazionalità, africani, maghrebini, cinesi, indiani, bangladesh, ecc.) e sempre meno italiani, i negozi italiani chiudono e vengono regolarmente rimpiazzati da negozi gestiti da immigrati (per lo più frutterie e call center).

4
17 Nov 2009
alle 18:33

MaxTrieste

mah ...che il Bugiardino (quotidiano locale di Trieste) porti notizie vere e documentate sarebbe già una notizia!!

I croati che tornano a casa a fare che???Ma di che parli?

Stipendio medio 700€ al mese con crisi totale di TUTTI i settori e costi x alimentari pari ai nostri?

 Non escludo che in futuro succeda...ma oggi proprio no. Che poi la crisi vera debba ancora arrivare in Italia siamo perfettamente daccordo!

 

3
17 Nov 2009
alle 16:35

Federica

Sta già succedendo in Italia ed esattamente a Trieste, città dove vivono molti serbi e croati. Ieri il quotidiano locale riportava la notizia che molti cittadini croati tornano a casa perchè in città non si trova più lavoro. Molte donne croate e serbe venivano qui per fare le domestiche e inviavano il denaro alle famiglie rimaste a casa. Un mio amico assicuratore mi ha detto che la maggior parte dei suoi clienti , appartenenti a quella che era definita la media borghesia, aveva fatto degli investimenti , che negli ultimi due anni sono stati ritirati prima della scadenza, per far fronte alle spese correnti. Ora che il fondo del barile è stato raggiunto che si fa???? 

2
17 Nov 2009
alle 16:01
1
17 Nov 2009
alle 15:59

Pavel

La cosa "ironica", se vogliamo, è che ancora qualche giorno fa sentivo alcune persone che, a proposito di alcuni problemi tipici dell'Italia, commentavano così: "Come in America, dobbiamo fare come in America, lì funziona tutto!"

 

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