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Stefano Cucchi, l'altro crocifisso.

Domenica 8 Novembre 2009, 12:32 in Ordine Pubblico di

mantegna.jpg

Mentre il Paese discute l'avvincente questione dei crocifissi finti appesi nelle nelle scuole, nessuno se la sente di dibattere davvero il problema dei crocifissi veri che costellano strade e carceri.

Si parla dell'importanza dei simboli fino a sgolarsi, e pare che l'uomo appeso a una croce di legno sia un simbolo di una tale potenza evocativa da non potervi proprio rinunciare. Io sono assolutamente d'accordo: questioni dottrinali a parte, a me quello pare il simbolo di tutti gli ammazzati ingiustamente da un potere più grande di loro, e alle loro istanze del tutto indifferente. Un potere che nella maggior parte delle volte rimane impunito.

Eppure, sono ragionevolmente sicura che molti di coloro che difendono con passione la presenza del crocifisso finto, con altrettanta convinzione sostengono che il crocifisso vero Cucchi in fondo era un tossico che spacciava e quindi se lo è meritato. Non colgono la contraddizione, e magari non gliene importa nulla.

Quanto somiglia al Cristo deposto del Mantegna il corpo di Stefano Cucchi sul tavolo dell'obitorio? La somiglianza, è il caso di dirlo, è impressionante.

E dire che c'è stato persino chi ha trovato le immagini talmente sgradevoli da rimproverare chi le ha pubblicate. Anch'io mi ribello quando qualcuno pubblica i bambini straziati delle guerre mediorientali: non occorre il raccapriccio per sapere cosa combina una guerra, bastano abbondantemente le descrizioni e persino i freddi numeri. Ma il caso di Cucchi è completamente diverso: come dice la sempre perfetta Lameduck, qui si è trattato di ostensione della verità, a mò di Sacra Sindone, una verità che altrimenti sarebbe stata minimizzata, discussa, e alla fine inevitabilmente negata. E' già successo, mille volte.

Ciò su cui non mi illuderei è invece che dopo la verità arrivi la giustizia: le due, seppur spesso menzionate appaiate, quasi sempre divergono. A cominciare da Bolzaneto e dalla Diaz, passando per il giovane Aldrovandi e per tutti i morti o picchiati in carcere o zone limitrofe (che aumentano del 20% l'anno), sembra proprio di assistere ad una sfilata di Ponzio Pilato, di sadducei e di legionari romani che la sfangano alla grande, insieme ai tanti ladroni che svicolano condanne ogni giorno.

 

18
18 commenti
18
19 Nov 2009
alle 17:16

bruno

ahhhhh finalmente qualcuno che la spiega alla Forchieri. PS: ma non ha un suo blog da tener dietro?

17
13 Nov 2009
alle 13:26

Alessandro B

Il problema, cara Nicoletta, e' che la foto della regina negli uffici pubblici del Commonwealth e' presente in quanto Capo dello Stato e non in quanto capo della Chiesa Anglicana.

Non riconoscere questa differenza la dice lunga sulla tua incapacita' di distinguere lo Stato dalla Chiesa, nella tua testa prima ancora che negli uffici pubblici.

Il riconoscere e rispettare questa differenza o, piu' propriamente separazione, si chiama laicita'. In Italia ancora non e' arrivata.

PS Questa 'intrusione', come la chiami, tu deriva dall'adesione italiana alla Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo firmata a Roma nel 1950 e cui l'Italia aderi' fin dall'inizio. E, tanto per chiarire dubbi, non ha nulla a che fare con l'Unione Europea.

16
11 Nov 2009
alle 18:04

XXXXX

per favore leggete e fate girare su blog e social network questo appello: http://bit.ly/FOSiK
no all'omicidio di stato!

15
10 Nov 2009
alle 14:38

Luca C.

Quello che sorprende non sono tanto i pestaggi. Che in carcere ci fosse gente che viene corcata di botte dai secondini per un nonnulla è una triste realtà praticamente da sempre, seppur dolorosa. Ciò che preoccupa è che da qualche anno a questa parte siano un po' troppi quelli che ci lasciano le penne. Sia in carcere che fuori, per banali operazioni di polizia come trarre in arresto una persona un po' su di giri.

14
09 Nov 2009
alle 20:07

vin

quanti i casi ne commentati ne conosciuti, alla democrzia c`é stata sempre una dittatura parallela, il fascismo ed il famoso articolo del codice ecc ec ecc che dava autoritá a far dire ad ogni costo la veritá ai mal capitati di turno non é stata mai abbolito

13
09 Nov 2009
alle 18:33

mym

Tra i Cristi crocifissi in carcere ricordiamo (non lo nomina mai nessuno...) Aldo Bianzino, 54 anni, un figlio di 14, morto in carcere a Perugia proprio due anni fa. L'autopsia rivelò: traumi cerebrali, epatici e due costole rotte.
Aldo Bianzino in carcere non era stato in contatto con altri detenuti. Un saluto, mym

12
09 Nov 2009
alle 13:54

Debora/Crisis

Nico, io non ce l'ho coi bacchettoni né tantomeno con chi, come te, difende il Paese dalle eccessive intrusioni altrui. Sono posizioni che condivido.

L'allusione nel post era verso quei sempliciotti che difendono i crocifissi solo in funzione di dàlli al negher. Le Santanché, per intenderci! Dal dàlli al negher al dàlli al drogato il passo è brevissimo... ;-)

11
09 Nov 2009
alle 13:42

nicoletta forcheri

cara debora

c'è una sfumatura tra il difendere a spada tratta il crocefisso, perchè bachettoni, e il trovare il giudizio intrusivo di una corte fuori dal paese su nostri usi e costumi, cioé il metodo. Io sono tra coloro che trova insopportabile tale intrusione, e che vi scorge un inizio di inquisizione: al rogo tutti i simboli che disturbano. Perché se si inizia a fare le pulti in questo campo a me allora  disturba l'icona della regina, capo della chiesa anglicana, in tutti gli uffici pubblici del commonwealth - e sono tanti - come anche il fatto  che il giorno del suo compleanno sia una festività pubblica. Scommettiamo però che mai nessuno, provasse a ottenere un giudizio simile, la spunterebbe? La sfumatura è la stessa che corre tra sfegatato berlusconiano - magari suo elettore - e critico insofferente verso i metodi da complotto utilizzati per farlo fuori politicamente.

Detta questa premessa, capirai benissimo che quindi chi potrebbe avere dato l'impressione di difendere il crocefisso - nella fattispecie la sottoscritta - per le radioni di cui sopra, critica a tutto spiano e si indigna per l'uccisione ignobile di cucchi, che assolutamente, non considero un drogato. E mi preoccupo come te dell'aumento di violenza gratuita da parte delle forze dell'ordine su giovani inermi che come unica colpa avevano quella della loro età e delle scorribande tipiche della loro età (e spesso neanche quelle).

 

 

10
08 Nov 2009
alle 22:54

marco palombo

Esistono persone che sono ritenute indegne di rispetto e di conseguenza meritevoli di trattamenti discriminatori talvolta anche violenti . Ieri sono passato velocemente da Tor Pignattara ed ho visto nel corteo dei migranti. Non so se erano persone che conoscevano Stefano o erano presenti solo perche' colpiti dalla vicenda, ma la mia sensazione, forse sbagliata, e' stata che questi migranti sapessero piu' di tutti gli altri presenti come la mancanza di rispetto nel sentire comune si traduca spesso anche in atteggiamenti discriminatori, offensivi e arbitrari da parte di rappresentanti dello stato.

9
08 Nov 2009
alle 21:37

Andrea Cioni

Complimenti per la riflessione, che ho letto su Facebook, riportata dalla pagina di INFORMARE PER RESISTERE, e che condivido pienamente. Gesú, con la sua vita e la sua morte, ha insegnato che ogni uomo è portatore di diritti. La morte di Stefano, dice Rodotà nel tg3 di questa sera, è dovuta a persone che non riconoscono nell'altro, nell'emarginato, drogato, o immigrato, un portatore di diritti; è dovuta a uno Stato che non è piú uno "Stato costituzionale di diritto, al centro del quale è la persona". Moltissimo ora si gioca nella capacità di reazione dello Stato, ma anche dei cittadini tutti.

8
08 Nov 2009
alle 18:09

Lameduck

Cara Debora,

ringraziandoti per la citazione, voglio solo aggiungere che se Gesu Cristo tornasse tra di noi farebbe la stessa fine, anzi perfino peggiore.

Duemila anni ci hanno solo reso più cattivi. 

L'unica speranza sarebbe per lui tatuarsi come Corona, andare regolarmente a mignotte, spacciare droga, farsi proteggere dai potenti e scegliersi come avvocati Pecorella e Ghedini.

Forse allora se la caverebbe con un buffetto sulla guancia. 

Ciao!

 

7
08 Nov 2009
alle 17:03

Pirkos

Capisco che questo parallelismo va di moda ..ma non confondiamo la merda con la cioccolata.

6
08 Nov 2009
alle 16:56

persenaro

L'immagine del Cristo nelle aule e in ogni altro luogo pubblico e privato, non riesce purtroppo a veicolare il messaggio di amore e verità che da 2000 anni ci viene proposto.

L'incoerenza e l'apatia verso questo simbolo, è la stessa che puntualmente esprime questa società, di fronte a ogni nuova vittima.

Ogni valore etico e morale sta lentamente scomparendo nel torbido mare di un devastante relativismo, privo di ogni spiritualità, di ogni senso del sacro e del trascendente.

 

 

 

5
08 Nov 2009
alle 16:00

fabio1979

Rispetto per il povero Cucchi.

Se vorranno fare giustizia bene altrimeni la mia fiducia scenderà ancora un po'

4
08 Nov 2009
alle 15:28

redarrow

La penso come te perfino sulle virgole ;-)

3
08 Nov 2009
alle 14:15

vin

Questo é solo un p di quel che si sa, é accaduto a Roma e la cosa é trapelata, fosse l Itala isolata totalmente dal mare, non saremmo molto di meno che una fattispecie di paese di impronta militare come lo é il sud America, ma in fondo é un impronta latente

2
08 Nov 2009
alle 14:04

Nino

Qualsiasi cosa avesse fatto Cucchi, non meritava certo la fine che ha avuto.

1
08 Nov 2009
alle 13:32

massimo

Wow!!!!

Juicy.

Voglio proprio vedere cosa salta fuori dai commenti.

P.S. Mi aspetto di tutto percio' non deludetemi, e non preoccupatevi di dire quel che pensate.

P.P.S. Ma non incazzatevi e soprattutto non dite parolacce.

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