Crisi sistemica e cambio di paradigma
La popolazione è un altro di quegli argomenti che scalda gli animi. Oggi ho reperito tre notizie tra loro molto contraddittorie. Una vecchia intervista di James Lovelock, dove afferma che l'insostenibilità del nostro sistema globale comporterà una riduzione della popolazione mondiale ad appena un miliardo di persone entro il secolo:
Pietro, ti rispondo con le parole di Bordiga del 1953, che dello stalinismo della Russia (capitalismo di Stato, non socialismo) è stato sempre un feroce oppositore:
Il mondo in cui viviamo soffoca tra mille sofferenze, ma non perché siano molti gli uomini che popolano il pianeta, non perché le famiglie proletarie segnino alti indici di natalità. Se la produzione di alimenti non si equilibra con l'aumento della popolazione mondiale, ciò dipende unicamente dal fatto che il capitalismo amministra disastrosamente le forze produttive in continuo inarrestabile incremento. Oramai, si sente tutti i giorni lamentare che il mondo non basta a nutrire la popolazione che ospita. ma ciò avviene perché il capitalismo devia verso rami di produzione socialmente inutili e dannosi le energie produttive che dispoticamente controlla, e mentre impone alle masse di consumare articoli superflui, non riesce, non riuscirà ad assicurare una stabilità di vita alla società.
#35 Antonio: in Russia non c'erano ( in pura teoria) capitalisti, al tempo dellUrss.
Quindi in >Russia tutot bene? Nesusno spreco?
Nessuna devastazione ambientale?
Fosse cosi semplice, fosse riducibile ad una questione da tifoserai dx vs sx...
auff via alemno qui i discorsi finto intelligenti risparmiamoceli.
Ma che credi? Che se per intervento divino diretto il mezzomilione di persone ricche al mondo scomparisse gli altri starebbero meglio automaticamente?
NON ce ne sara' abbastanza per tutti, NON e' cosi semplice.
Siamo troppi, troppie troppi, qualunque scenario si scelga.
BISOGNA calare, assolutamente, e lo faremo.
Con le cattive ormai mi pare ovvio, questo e' davvero un tabu intoccabile, comunista, maomettano, cattolico induista o zoroatastriano che uno possa essere.
Dedicato ai fan di Malthus:
http://www.avantibarbari.it/news.php?sez_id=1&news_id=254
Il piccolo borghese che invidia lo speculatore fortunato o l'imprenditore favorito dalle banche, implora: «Meno figli. Meno bocche da sfamare». Ma il proletario preparato che vuole la distruzione del modo di produrre e di vivere del capitalismo, dice: «Meno aerei, meno cannoni, meno transatlantici. meno automobili. Basta con lo sperpero delle forze produttive. Basta col parassitismo capitalista. Sopprimiamo il mercantilismo, il commercio, l'affarismo, per i quali il lavoro sociale viene sottomesso agli interessi della accumulazione. Volgiamoci a fabbricare ciò che è utile ai lavoratori, ce ne sarà abbastanza per tutti». Ma i fautori del maltusianesimo da questo orecchio non ci sentono. Loro sono in ansiosa attesa dell'antifecondativo infallibile che dovrà mettere la parola fine alle prepotenze... dello spermatozoo! Non a caso, i peggiori nemici del materialismo economico, cui si rimprovera non si sa quali e quante sordidezze, sono incapaci di collocare i grandi problemi sociali al di sopra del piano del basso ventre...
@31
i vegetariani consumano molti latticini. Questo è quello che intendevo. I vegani ( i cosidetti "puristi" del vegetale) rappresentano una minoranza dei vegetariani. Quindi i latticini per vegetariani e non servono e sono una componente importante in molte diete.
Quindi omettendo la macellazione le vacche servono lo stesso insieme a pecore, capre e altri animali da latte.
Vorrei far notare che le vacche non producono latte se non sono gravide.Poi partoriscono il cinquanta( circa )% di vitelli maschi che ghiocoforza deveno essere macellati(non c'e di che nutrirli).Quindi chi mangia latte e latticini e' assolutamente equivalemnte a chi mangia carne.Inoltre non trascuriano anche la produzione di cuoio che e' alimentata dallo stesso giro.Ch'e' anche da tener presente che molto banalmente i suini ed ibovini (ed anche gli altri ) sono immagazzinatori di proteine che mangiano quando ce ne' in abbondanza e rendono quando non ce ne'(hailoro).Inoltre nel ciclo agrario erano produttori del concime che serviva per far crescere i legumi da cui si trevano le proteine indispensabili a noi comunque per vivere.Ed inoltre a petrolio finito come areremo i campi,a mano??La cosa importante e' rimanere in equilibrio con l'ambiente circostante.Se poi dovremmo diminuire le circostanze non ci chiederanno il permesso
@30
Ciao,
quei dati li avevo visti e sentiti su un video di quest'anno su youtube.
Comunque sia, faccio ammenda.
Detto cio', questa non la considero una causa ma la considero come una necessita' per tutti per cui la causa di tutti. Su questi numeri tutti dovrebbero prendere coscienza e consumare meno, specialmente la carne. Per me se uno vuol mangiare carne lo puo' fare tranquillamente, solo che deve anche tenere conto dei bisogni e diritti degli altri. Gia' consumare carne due volte in meno alla settimana da' dei vantaggi sia per la salute di chi la consuma sia per la salute di chi non ha da mangiare sia per le risorse terrestri. Poi ognuno agisce secondo coscienza.
Alberto
@27
essendo vegetariano dal '97 e vegano da quest'anno direi che hai proprio ragione...non ne so proprio niente.
Tu fai capire che la dieta di un vegetariano si basa su derivati animali e non è vero. Un vegetariano mangia anche latticini e uova ma la base della sua dieta è vegetale
Alberto, #21
Io non contesto minimamente il fatto che tu sia vegetariano (anzi, hai la mia stima) o il fatto che vuoi convincere la gente a consumare meno carne per motivi morali, salutistici o sociali (e anche su questo, condivido).
Ma sparare numeri a caso che trovi su Internet , e Pietro ci ha già pensato a rettificare (quel miliardo di maiali, tra l'altro, sono tutti i maiali viventi, di cui solo una percentuale verranno macellati nell'anno, quindi il tuo 56 miliardi, mi dispiace, non sta nè in cielo nè in terra), non serve alla tua causa (pur giusta), anzi la dequalifica.
Io non volevo sminuirti, volevo solo dirti di fare un po' più attenzione a raccogliere i dati che trovi su Internet e a valutarli con spirito critico prima di spiattellarli come verità suprema
Con stima e rispetto
Hunter76Lima
Sorry, 500 milioni di persone non 500.000 milioni di persone. :)
Alberto
@25
Ok, se teniamo per buono il dato di 1.280.000.000 bovini al mondo significa che questi mangiano per:
1.280.000.000 x 12 = 15.360.000.000 uomini.
A questi sommiamo 7.000.000.000 di uomini presenti sulla terra e vediamo che attualment, senza contare l'apporto dei suini, la Terra potrebbe dar da mangiare a 22 Miliardi di uomini.
Ora, quello che la nostra societa' sta facendo e che noi gli permettiamo di fare e' che sta:
- facendo morire di fame 1 Miliardo di persone;
- uccidendo all'anno l'equivalente di piu' di 15 Miliardi di uomini;
- inquinando i terreni agricoli e non per via dell'allevamento intensivo;
- disboscando il mondo per via dell'allevamento intensivo sottraendo risorse alla fauna locale;
tutto e solo per il mero profitto e per far mangiare come maiali 500.000 milioni di persone al mondo.
Alberto
@11
Si vede proprio che non sai cosa sia una dieta vegetariana...
CHI TEME LA RIDUZIONE DELLA POPOLAZIONE?
Anthony Browne
traduzione di Carpanix
Chi teme la riduzione della popolazione? Solo i politici, ossessionati dal potere e dal prestigio. Gli altri, particolarmente i lavoratori, sarebbero più ricchi.
Ha fatto parte dell’avanzamento e del riflusso della società umana fin da quando abbiamo conquistato la posizione eretta. Ma ora, dopo una assenza quasi totale dalla rivoluzione industriale, minaccia di ritornare vendicativa nell’intero mondo occidentale. E non ci piace per nulla.
Dopo 200 anni di continua rapida crescita della popolazione, c’è poco che provochi tanto panico tra i dirigenti politici, i grandi affaristi e i populisti di destra, quanto la prospettiva di una riduzione della popolazione – che è imminente, secondo le Nazioni Unite, in oltre 60 Paesi.
Alcuni Paesi, quali il Giappone, la Russia e gli Stati del Baltico, sono già caduti nell’abisso. La popolazione dell’Italia e della Germania sono puntellate solo dall’immigrazione. Il recente censimento inglese ha evidenziato un calo della popolazione in Scozia e in parti dell’Inghilterra settentrionale. Nel Regno Unito nel suo complesso, il calo inizierà verso il 2020. In Scozia, come altrove, la riduzione della popolazione ha procurato due reazioni prevedibili. Da una parte, Alex Neil del Partito Nazionale Scozzese ha sollecitato sgravi fiscali per incoraggiare le coppie a “concepire per la Scozia”. Dall’altra, il governo scozzese ha detto alla gente di prepararsi a una maggiore immigrazione. Il Primo Ministro, Jack McConnell, ha detto all’equivalente locale della Confindustria: «Per un’economia in crescita, abbiamo bisogno di una popolazione in crescita, e sono determinato a indirizzare la politica scozzese verso il raggiungimento di quell’obbiettivo».
Eppure, la risposta razionale è quella che non avete mai udito pubblicamente: «Non fatevi prendere dal panico, lasciate che i numeri calino. Per noi sarà un bene».
Il calo della popolazione richiama visioni di mercati al collasso, di recessione permanente, di comunità devastate, di fondi pensionistici in bancarotta e di anziani decrepiti senza giovani per sostituirli e sostenerli. Tutto ciò potrebbe essere vero se il calo della popolazione fosse rapido. Un declino graduale della popolazione sarebbe una questione ben diversa. I benefici ambientali sono ovvi – meno automobili, meno case, più aree allo stato naturale. Ma il calo della popolazione potrebbe anche rafforzare i lavoratori, migliorare la condizione degli emarginati, ridurre le disuguaglianze e sradicare la povertà. Non renderebbe la Gran Bretagna più povera, come temono i politici, ma più ricca. Dalle università inglesi ai gruppi di esperti giapponesi, i benefici di un lento decremento della popolazione vengono sempre più studiati e promossi. Ma questo nuovo modo di pensare deve ancora raggiungere gli scaglioni dei politici.
Il decremento della popolazione è solitamente associato col declino economico, con i disordini politici, con la fame e la malattia – ma ciò non accade perché esso li provochi, quanto piuttosto perché esso ne è provocato. Le economie in declino inducono la gente a partire per cercare opportunità altrove – un quarto della popolazione del Paesi europeo più povero, la Moldavia, è emigrato dal momento del collasso del comunismo. L'HIV [il virus che provoca l’AIDS - N.d.T.] in alcuni Paesi africani, può invertire la precedente prodigiosa crescita della popolazione, così come la Morte Nera [la peste - N.d.T.] spazzò via un terzo della popolazione inglese. Un cambiamento climatico devastante eliminò le colonie medievali in Groenlandia. La carestia della patata ridusse la popolazione irlandese da otto a quattro milioni per mezzo della fame e dell’emigrazione.
Per millenni, quando l’umanità non era autrice del suo proprio destino, la popolazione saliva e scendeva insieme all’umana fortuna. Le situazioni favorevoli portavano ad una crescita della popolazione, quelle sfavorevoli a un suo declino. Ora, per la prima volta nella storia, ci troviamo di fronte a un declino causato non da una situazione sfavorevole, ma da una favorevole. Ora è la ricchezza materiale, non la povertà, che porta a un calo della popolazione.
Ma se le cause sono benigne, che dire delle conseguenze? Se il calo della popolazione è più lento della crescita naturale della produttività (o della produzione individuale), allora l’economia continuerà a crescere. Per esempio, un modesto calo della popolazione dello 0,25% all’anno, ridurrebbe la crescita economica annuale della Gran Bretagna dal 2,25% al 2%. Difficilmente si può parlare di recessione. La quantità dei consumatori può ridursi, ma la crescita del reddito – e il mercato dell’esportazione – assicureranno che la domanda resti elevata. Nè ci sarà una crisi demografica, con enormi quantità di anziani a sovraccaricare le persone in età lavorativa. Il declino della popolazione comporta anche meno bambini da mantenere, istruire ed educare per i primi venti anni economicamente improduttivi della loro vita. La percentuale di dipendenza tra lavoratori e non-lavoratori resta virtualmente inalterata tanto che la popolazione cresca dello 0,25% all’anno, quanto che cali dello 0,25% all’anno. Gli adattamenti verso una società che invecchia – scoraggiare i pensionamenti precoci, passare a sistemi pensionistici a capitalizzazione – saranno necessari in ogni caso.
Però, una popolazione in calo – e questa è la ragione per la quale il mondo degli affari la teme – comporterà una graduale ma significativa ridistribuzione del potere da chi detiene il capitale verso chi detiene il lavoro. Una forza lavoro in via di riduzione mette coloro che lavorano in una posizione più forte – e per i lavoratori marginalizzati, può avere un effetto alquanto importante. Le aziende saranno obbligate a formare i lavoratori non specializzati, a mettere in atto politiche a favore della famiglia per non perdere le donne e per allettare i più anziani a restare al lavoro piuttosto che costringerli ad andarsene. La gente che possiede proprietà dovrà affittarle a prezzi minori, mentre coloro che affittano potranno scegliere posti più grandi nei quali vivere.
Gli effetti evidenti e benefici di questo trasferimento di potere da coloro che possiedono le strutture produttive a coloro che possiedono il lavoro – dai datori di lavoro ai lavoratori – si verificarono dopo la Morte Nera, che ridusse di un terzo la popolazione, portò al collasso del feudalesimo e annunciò “l’età d’oro dei contadini”. I proprietari terrieri non poterono più costringere i senza terra a lavorare gratis per loro secondo i legami feudali – la carenza di forza lavoro era tale che i contadini potevano andarsene altrove e pretendere vere retribuzioni. Le morti dovute alla malattia possono essere state devastanti, ma la vita di coloro che sopravvissero migliorò notevolmente.
Sui maiali, ad esempio:
i bovini cercateveli da soli, 'che mi fa fatica...
#21 Alberto: 1) Il tuo link non funge.
2) Come qualunque lettore dotato di buona volontà potrà verificiare abbiamo circa un miliardo di bovini, nel mondo e un numero equivalente di suini.
Il che comunque fa impressione, visto che per ogni mucca ci vogliono (ci vorrebbero, in condizioni normali) almeno un paio di ettari di pascolo, il che si traduce, al minimo, in decine di milioni di km quadrati di territorio destinati ai bovini, da conforntare con la superfice degli USA, della Russia, dell'India, della Cina e dell'Europa...E' anche vero che, se annullassimo gli sprechi, ci sarebbe da mangiare a sufficienza per tutti.
un SE, enrome, purtroppo e, realisticamente, non aggirabile.
Il punto è che ci sarebbe da mangiare per tutti, ok, MA PER QUANTO TEMPO? Le falde acquifere sono profndamente intaccate, i suoli agricoli sono profondamenti intaccati, il clima e' cambiato e stiamo pure finendo le risorse energetiche necessarie per metterci una pezza. Cose come il surplus produttivo sono alle spalle da un paio di annie le riserve di molti cerali etc etc diminuiscono da alcuni anni.
Punto.
Credo che ogni volta che qualcuno tiri fuori il discorso del decremento demografico, soprattutto quando lo fa nei termini quali quelli usati da Lovelock, voglia in realtà sterminare i popoli e la maggior parte della popolazione per il semplice motivo di continuare come ora a perpetrare un elite che conservi il potere e i privilegi così come ce li hanno oggi. Temono che gli si rovini il giocattolo, quindi auspicano virus letali, esplosioni nucleari, guerre termo nucleari globali, così da sterminare la maggior parte della popolazione. Se si tenta di legare il fatto alla questione cibo, è una gran boiata, in quanto di cibo ce ne sarebbe per il doppio e più dell'attuale popolazione, salvo rivedere la distribuzione e i sistemi economici attuali.
L'unico vero colpo all'aumento progressivo della popolazione potrà darlo l'esaurimento del petrolio, quello si che può essere un fattore discriminante.
Tempo di raddoppio.
Un modo veloce per calcolare il tempo di raddoppio di una popolazione che cresce dell'x% all'anno è di dividere il numero 70 per x. Es: per una popolazione che cresce del 5% all'anno è 70/5 = 14 anni (cioè la popolazione raddoppia in 14 anni).
Attualmente la popolazione mondiale cresce circa dell'1,3% all'anno con un tempo di raddoppio di circa 60 anni.
Se l’attuale e modesto 1,3% annuo continua, la popolazione della terra crescerà fino a raggiungere la densità di una persona per metro quadrato di terra asciutta in soli 780 anni, e la massa delle persone eguaglierà la massa della terra in soli 2400 anni. Naturalmente noi possiamo sorridere di tutto ciò, sappiamo bene che questo non avverrà. La lezione è quindi che, prima o poi, dovrà avvenire la crescita zero della popolazione. Possiamo anche metterci a discutere se ci piace o
non ci piace la crescita zero, ma questo comunque avverrà ( a meno di non emigrare su latri pianeti) . Che ne discutiamo o meno, che ci piaccia o meno, questa cosa è assolutamente certa. La gente, oltre una certa densità, semplicemente non può sopravvivere sulla superficie della terra. In conseguenza, l’alto tasso di nascite odierno deve crollare e il basso tasso di morti odierno deve crescere finchè i due non avranno lo stesso valore numerico.
@20
Di boiate ne sento e ne leggo ogni giorno della mia vita......
Basta che fai una semplice ricerca si google del tipo "56 miliardi di animali macellati" (ovviamente senza le doppie virgolette). Che ti costa fare questo piccolo sforzo? Sei andato sul link che ho postato? Sappi che non e' l'unico.
Sono vegetariano estremo da tre anni ed ho fatto questa scelta per tre motivi: la mia salute, la diminuzione della fame nel mondo, la diminuzione del massacro di animali.
Se poi sono squalificato in partenza da chi non si degna nemmeno di verificare se e' la verita' beh:peggio per lui e le sue credenze.
Alberto
P.S. Comunque ho scritto 56 miliardi di animali tra bovini e suini e cioe' che sono in tutto 56 miliardi divisi tra bovini e suini e non 56 miliardi di bovini piu' 56 miliardi di suini.
Alberto, ma ci sei?
56 miliardi di bovini/suini ???
Dove pensi di vivere, in muccalandia?
A dire boiate così grosse ti sei già squalificato già in partenza
per il momento la situazione e´questa: in alcune parti del pianeta si produce troppo e si buttano via tonnellate di alimenti. i prezzi crollano e molti coltivatori buttano la spugna perche´vendere ai prezzi imposti per es. dall´unione europea non conviene. in altre parti del mondo la gente ha fame non perche´non c´e´pane ma perche´costa troppo. tutto questo per il momento, quindi se si smettesse di buttare via il cibo si potrebbe per qualche anno sfamare quel miliardo di affamati che pesano sulla coscienza. dopodiche´si arriverebbe al collasso comunque, perche´le coltivazioni intensive prima o poi distruggono i terreni e i raccolti crollano. e´necessario cambiare metodi di coltivazione e abitudini alimentari dei paesi ricchi. il mangime per gli animali europei viene coltivato in gran parte altrove, per es. in mato grosso..e li´non c´e´abbastanza cibo per la popolazione locale!! questo perche´il ricco europeo vuole ingozzarsi di carne senza pensare ai costi ambientali e sociali. dopo aver modificato suddette abitudini ed eliminato le coltivazioni intensive, si puo´vedere quanta gente puo´vivere sul pianeta. da qualche parte ho letto che e´stato fatto un paragone tra la dieta mediterranea, quella americana e quella di un indiano di ceto povero. questi i risultati: se tutti adottassero la dieta americana il pianeta potrebbe sfamare 2,5 miliardi di persone obese e diabetiche; con la dieta di un indiano povero: 10 miliardi di persone sottonutrite e malate; dieta mediterranea: 5 miliardi e passa di persone nutrite a sufficienza e sane.
E poi, di questa storia si parla dai tempi di Malthus, che prevedeva impoverimenti e catastrofi a nastro senza controllo demografico. Duecento anni dopo la popolazione mondiale è cresciuta di circa 20 volte e con politiche adeguate sarebbe possibile nutrirla tutta. E siamo ancora qui a parlare della fine del mondo? Per quella basta aspettare il 2012.
Erano cinque miliardi di troppo, prima, ovviamente
Sarei curioso di sapere da qualcuno di quelli che trovano normale parlare un miliardo di persone in tutto sulla terra quale sarebbe la loro reazione qualora venissero informati che nei cinque milioni di troppo ci sono anche loro, e quindi...
@13
Si proprio 56 miliardi fra bovini e suini macellati ogni anno senza contare uccelli, pesci ed insetti . (gia', perche' qualcuno mangia anche quelli) Inoltre convivono per un periodo anche quellinati da poco ovviamente per cui l'allevamento di animali intensivo superadi gran lunga quella cifra.
@3
I conti ed i censimenti li hanno gia' fatti e sono giusti. (se vuoi un link a caso: http://www.trieste.com/animali/news/allarme-fao-fame.html) Oltre ai cereali questi animali mangiano farine fatte con i resti dei precedenti macelli. In definitiva la carne deve costare quello che costa se no i produttori vanno sul lastrico, per cui anche se c'e' abbondanza di carne questa viene fatta mangiare sotto forma di farine proteiche per non far abbassare il prezzo della carne. E' l'equivalente scempio ce fanno i siciliani ogni anno per mantenere il prezzo delle arance ad un certo livello: la differenza e' che le arance sono arance ed hanno poca coscienza di esistere, mentre gli animali la coscenza ce l'hanno.
@for ever
Se ne volete sapere di piu' leggetevi "Miti e Realta' nell'alimentazione umana" del Prof. Armando d'Elia.
Alberto
@13
La perenne crescita della popolazione è come la perenne crescita economica dura un tempo limitato.
@3
56 MILIARDI???!!! cioè vorresti dirmi che ogni essere umano corrispondono ben 7 capi tra bovini e suini??? Cioè vorresti dirmi che in Italia stando a questo rapporto ci sarebbero sempre tra bovini e suini ben 420.000.000 unità??? Ma quando battiamo i nostri polpastrelli sulla tastiera pensiamo un attimo a quello che scriviamo??? Comunque senza fertilizzanti chimici, pesticidi, motori a combustione interna, con terreni ormai esausti e consumati dal cemento, anche a voler essere tutti vegetariani credo sia una battaglia persa cercare di continuare a riempire a tutti i costi miliardate di stomaci in perenne crescita.
Troppo catastrofista.. cent'anni fa in era pre-petrolifera eravamo tre miliardi..
Già eliminare gli sprechi del 50% significa sfamare il 50% in più, e questo solo in America. Oltre il cibo buttato, quanto viene trasformato in inutility come le merendine? Quanto riso occorre per milionate di barrette al cioccolato ed al riso soffiato, tanto per dirne una?
@9
un bovino mangia come 12 persone ma mica possiamo ammazzarli tutti dato che fanno anche il latte ( i vegetariani cosa mangiano?).
I vegetali? Tu che dici?
Grazie Alex
@3
A voler essere carnivori una vacca sfama 8 persone per un anno un maiale 2. Quindi se TUTTI mangiassero carne , e facciamo pure che qualcuno pure di più:
7 miliardi di persone / 2 = 3,5 miliardi di maiali
7miliardi di persone / 8 = 875 milioni di vacche
totale = 4,4 miliardi di animali macellati
Questo se tutti si ingozzassero di carne.
In realtà il consumo è parecchio inferiore. Solo poco più di un miliardo di persone hanno un discreto consumo di carni rosse
Inoltre il consumo medio di carne tra questo miliardo fa si che un maiale basti per 4 persone circa e una vacca basta per 16.
Se gli altri 5 miliardi consumano come il miliardo consumista allora si hanno 2 miliardi di buoni consumatori di carne:
2 miliardi di persone /4 : 500 milioni di suini
2miliardi di persone /16 :125 milioni di bovini
totale circa 625 milioni di capi abbattuti.
Quindi direi che 560 milioni di capi all' anno sono decisamente più credibili di 56 miliardi.
un bovino mangia come 12 persone ma mica possiamo ammazzarli tutti dato che fanno anche il latte ( i vegetariani cosa mangiano?). Riduciamo solo la macellazione del 50%
12 x 60 milioni di capi = 720 milioni
Dimezziamo pure il maiale (ricordando però che questo magia anche scarti che non manco ci sognamo di mettere in bocca):
4 x 250 milioni di capi = 1 miliardo
Ora noi potenzialmente potremo dare da mangiare a 1,7 miliardi di persone in più: meno di quelle che sono sottonutrite adesso...
..Grande Persenaro; quanto al commento n. 3 , non è proprio così : per fare 1kg di carne bovina ci vogliono l'equivqlente di 16 kg di cereali, circa 9 per quella suina , 3-4 per l'aviario,apppena 2 per le carpe da allevamento con ciclo integrato ( i più bravi in quest'ultimo campo sono i cinesi ) : gli studi più ottimistici con tecniche di permacoltura alla fuckuoca parlano di 3/ 4 miliradi di persone : è facilmente comprensibile che allo scrseggiare dei fertilizzanti artificili, occorrono decenni per arricchire dei suoli erosi, drogati ed ipersfruttati come la pianura padana, ad esempio...Quindi sulla terra può nutrire soddisfacentemente al massimo 4 miliradi di persone, ma non dal giorno dopo delle prima crisi di fertilizzanti azotati e nitrati, si intende..Diciamo 20 anni dopo.
Quando finirà il petrolio con tutti i suoi derivati, in particolare fertilizzanti e concimi, vedremo quante decine di miliardi di persone potranno sopravvivere, anche convertendosi interamente al vegetale.
La posizione di Lovelock non è così assurda ma ha un difetto di origine. Per sostenere la tesi, lui, parte dal presupposto della produzione di CO2 pro capite. Ora, sebbene sia convinto che noi si sia un po' troppi... vogliamo mettere la produzione di CO2 di uno Yacht in Costa Azzurra con quello di un villaggio in Belize? La posizione di Lovelock porta alla demonizzazione del povero... e, di nuovo, quando la smetteranno di affermare che l'agricoltura "alternativa" non è in grado di sfamare una crescente popolazione mondiale? Basterebbe riformulare i propri consumi...
@3
se nel mondo non ne macellassero proprio sarebbe meglio... imparando a rispettare la vita degli esseri più deboli impareremmo a rispettare anche quella degli uomini
66 miliardi, ecco la popolazione ideale; con un po' di buona volontà ci arriveremo, ma non mettiamoci limiti una volta raggiunta questa cifra.
Lovelock...vaff!!!!
Nel mondo ogni anno vengono macellati 56 miliardi tra bovini e suini: un bovino mangia cereali per 12 persone mentre un suino da 4 a 6 persone. Ora se nel mondo macellassero un miliardo in meno di bovini, si potrebbe dar da mangiare cereali a 12 miliardi di esseri umani senza contare quelli gia' presenti. inoltre, favorendo la coltivazione dei frutteti si espande la capacita' della Terra di sostenere circa 66 miliardi di esseri umani.
Diciamo che vogliono ridurre la popolazione per poterla controllare e schiavizzare meglio, visto che da un punto di vista alimentare i problemi non sussistono in quanto l'uomo essendo per specie un vegetariano puo' benissimo rinunciare alla carne per far mangiare i propri simili.
Alberto
Se ne rompono anche per molto meno... basta spingere nella maniera sbagliata (esperienza non personale, ovviamente, ma di una mia amica e di una mia zia).
7 kg? spero x lei non di parto naturale ;)
alle 22:00
louise
sono vere entrambe le cose:
-siamo in troppisul pianeta
-consumiamo troppo (noi occidentali agiati), sprechiamo, e si produce tanta monnezza inutile tanto per offrire lussi e passatempi di cui potremmo fare a meno.
il decremento demografico fine a se´stesso non basta,oltre a questo e´indispensabile anche ridimensionare il nostro stile di vita. ma anche questo ridimensionamento da solo non basta, se le bocche da sfamare restano comunque troppe rispetto alle risorse del pianeta.