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Ma n'Dubai? ( Se le banane non ce l'hai?)

Pietro Cambi avatar Venerdì 27 Novembre 2009, 11:48 in Apocalypse now, Bugie, Finanza di Pietro Cambi

 

dubai tsunami
Idea: Dario. Realizzazione: Pietro

Buoni ultimi arriviamo anche noi a parlare dello sconquasso che è successo a Dubai.

Di che si tratta ve l'hanno già raccontato ampiamente i media ordinari.

Personalmente confesso che  questo genere di notizie mi ha quasi ( quasi!!) stufato. Nel senso che rientrano nel solco del tutto già scritto, detto, letto e sentito.

La finanza mondiale è marcia, dalle fondamenta, perchè si regge su principi folli (Senza contare la follia dei Principi, che proprio nel piccolo principato svetta al massimo grado, strictu sensu). Principi senza principii e finanza "allegra", consona ai ricchi ereditieri che, con scarso o nessun merito si siano trovati a "gestire" ( rectius: sperperare) l'enorme tesoro che si trova sotto i loro piedi.

Dal loro punto di vista, con l'immane afflusso di capitali legato alla vendita dell'"oro nero" (puah) è parsa una buona idea investire tempo, energia e capitali per educare le nuove generazioni alla gestione dei medesimi. Di per se, visto che un giorno il petrolio finirà e il desertico paesaggio non pare particolarmente promettente per una economia rurale, non è detto che fosse una cattiva idea.

Diventa invece una PESSIMA idea, nel momento in cui non si coglie il banal fatto che il VERO capitale di un paese come quello è l'energia rinnovabile gratuita, inesauribile, che si sono trovati in mano.

Il sole, il vento.

I ragazzi che hanno studiato a New York e si sono specializzati a Londra, come avrebbero potuto capirlo?

Hanno applicato BENE quanto appreso, tornando a casa e facendo un immane casino buco finanziario.

Il punto è questo, infatti: una BUONA e CORRETTA gestione finanziaria, nel mondo finanziario ATTUALE porta a quel genere di risultati.

L'alternativa è vedersi scappare i capitali sotto il naso, a rotta di collo.

Questo succede , manco a dirlo, perche' sono i capitali che muovono le teste e non viceversa.

Ancora una volta, per l'ennesima volta, il sonno della ragione libera i peggiori mostri nei lobi frontali di questa gente.

Cosa credete che succedera'? Una bella iniezione di fiducia, un grosso paghero' garantito dallo stato di turno ( Il Dubai, in questo caso) e tutto continuerà come prima. Si sposta un poco piu' in la l'amaro calice, i debiti aumentano in modo vertiginoso, ma ANCORA si riesce a farne e la palla viene passata di mano.

Quando ci si accorgerà che la tavola è rotonda, la palla in realtà è una bomba e la miccia continua a bruciare, sarà tardi. E' un gioco che ha una sola e certa, CERTA, fine: il collasso monetario, finanziario, bancario ed assicurativo mondiale.

I numeri, enormi, immani, ingestibili, sono li e crescono a ritmo vertiginoso.

Ne abbiamo parlato talmente tante volte qui su crisis che non voglio ripetermi nemmeno un poco.

Santi numi: Il Debito pubblico americano è raddoppiato in otto anni (2009 su 2001), il deficit federale viaggia intorno al 10-12% e dobbiamo ancora spiegare PERCHE' la situazione è insostenibile? L'inaudito pompaggio delle ultime riserve e risorse disponibili serve solo a rallentare, come avete visto, ma non ad invertire seriamente la tendenza. TROPPI, TROPPI nodi stanno venendo al pettine e, secondo una delle tante leggi di Murphy, lo stanno facendo nel peggiore ordine possibile.

Ogni volta che mi capita di vedere il rituale inizio delle contrattazioni a Wall Street, con un "fortunato" di turno che suona la campana, mi viene in mente il meraviglioso scritto di John Donne, che Hemingway citava all'inizio di un suo famoso romanzo:

No man is an island, entire of itself. Every man is a piece of the continent, a part of the main. If a clod be washed away by the sea, Europe is the less, as well as if a promontory were, as well as if a manor of thy friends or of thine own were. Any man's death diminishes me, because I am involved in mankind and therefore never send to know for whom the bell tolls it tolls for thee.

"Non chiederti per chi suona la campana: suona per te"

18
18 commenti
18
27 Nov 2009
alle 19:42

Pessimismo della ragione

La bolla speculativa è l'aspetto superficiale della crisi, se l'economia fosse stata forte si sarebbe superata agevolmente. In questo caso la bolla è solo un primo avviso di cosa potrebbe accadere se le cose continuano ad andare in questo modo. Attualmente le economie occidentali sono totalmente fasulle. I prezzi non indicano valori ma valutazioni di scambio. Un banalissimo bene che da noi vale 100 euro lo si può acquistare in altre nazioni per 5 euro. Il sistema sta cedendo e la produzione ha perso totalmente convenienza. Purtroppo il primo crollo sarà probabilmente il peggiore: il valore della manodopera. Non essendo più conveniente la produzione diminuirà l'impiego; le tasse serviranno per gli ammortizzatori sociali e la loro mancata diminuzione non soltanto inficerà la rimanente produzione ma favorirà fughe di capitali. Sempre meno individui potranno destinare redditi per il mantenimento di altri individui. Soltanto misure protezionistiche saranno in grado di far frenare il tracollo, ma porteranno benefici effimeri per tempi brevi. L'Europa considererà la possibilità di trattare l'industria alla stessa stregua dell'agricoltura e magari di ampliare l'area euro alla Russia. Il contingentamento di alcuni beni diventerà la regola e vi saranno problemi di ordine pubblico.
Il film è appena iniziato.

16
27 Nov 2009
alle 19:34

Luigi Lucato

La storia si ripete

la TORRE di BABELE rimane INCOMPIUTA

http://www.comedonchisciotte.org/images/Burj-Dubai-Skyscraper-0410.jpg

da MERCATO LIBERO

QUALI SONO LE SOCIETA' ITALIANE CHE LAVORANO IN QUEL PAESE?


grazie Brugo

ABB-Transmission&Production,
ABB-Energy Automation,
Ansaldo Energia,
Astaldi,
Gas Turbine Technologies (ex Fiat Avio),
Belleli,
Fisia Italimpianti,
Snamprogetti,
Saipem,
Danieli-Officine Meccaniche SpA,
IANUA,
Fantini Mosaici,
Nuovo Pignone,
Italconsult,
Alitalia,
Messina Line,
Pizzarotti,
Telecom Italia,
Tecnosistemi,
Tecnimont,
Aster,
Tower & Power,
Agusta,
Consonni,
Gava Forwarding,
Assicurazioni Generali,
Italian Design,
ITS,
Luxottica,
Optitalia,
Pirelli,
Swissboring,
Technip Italy,
Pacorini SpA,
Salini Spa.

Il totale delle imprese italiane è di circa 80 operanti in loco.

oltre a questo potrebbero ritirare i loro soldi investiti da noi.

 

15
27 Nov 2009
alle 18:04
14
27 Nov 2009
alle 17:46

sc

Dubai comunque non ha petrolio

 

13
27 Nov 2009
alle 16:41

Mimmetto

Se questo accade per accaparrarsi l'offerta del TV a lcd, cosa succederà quando ci sarà il razionamento del petrolio, o peggio del cibo?

http://www.youtube.com/watch?v=CIBKo04DURo

12
27 Nov 2009
alle 16:40

Alex I.

io gli manderei giù tremonti a sti arabi da strapazzo, così tanto x dargli il colpo di grazia

11
27 Nov 2009
alle 16:28

daniele.spagli

@2

Ehm... io non ci giurerei proprio. Alcuni giorni fa sono stato contattato da un'azienda che ha importanti lavori a Dubai e che cercava un tecnico che gli seguisse i cantieri.

Si tratta di arredi, ma se non ti pagano non penso faccia molta differenza tra mattoni e legno.

Ed ho idea che non sia un caso isolato.

10
27 Nov 2009
alle 15:33

Paolo B.

@9

Non mi riferisco a te ma a quelli che discorrono sui soli aspetti finanziari della crisi e concludono che il sistema reggerà(ottimo massimo non fa testo).

Il che é evidentemente un errore colossale...

9
27 Nov 2009
alle 14:56

pietro cambi

beh, #Paolo B, se dai una occhiata a quel che scriviamo, davvero, vedra' che NON pensiamo che sia solo una questione finanziaria. Non per millantare credito ma quando parlavamo di picco del petrolio et similia il resto del mondo parlava ancora del millenium bug...gli e' che non si puo' ripartire da Hubbert ogni volta; in ogni caso la faccenda non e' sostenibile a prescindere da picchi et alia parafernalia. Se ci si mette pure il petrolio, a latitare, beh, che dire, forse capirete perche' siamo tanto tanto convinti che le rogne non siano finite manco per niente...

8
27 Nov 2009
alle 14:50

Paolo B.

Non dimenticate che la crisi é solo apparentemente finanziaria.

Sappiamo bene che in realtà é strutturale perché alla base c'é la fine della disponibilità di petrolio(e tra poco anche gas) a buon mercato e, visto che il picco é alle nostre spalle, non vedo come il sistema possa reggere ancora a lungo.

Da come scrivete sembra che sia tutto una conseguenza di porcate finanziarie ma l'equazione crisi=prezzo elevato del petrolio(picco) é quella che spiega intimamente tutto il crack finanziario degli ultimi mesi.

Il sistema non reggerà, semmai si adatterà,  decrescendo, alla minore offerta petrolifera, questo é certo...

 

7
27 Nov 2009
alle 14:39

io

E' una buona notizia, il mondo non fallira', ma la city è già fallita ed e' una buona notizia, sta perdendo la catena di comando, ed è una buona notizia.

6
27 Nov 2009
alle 14:03

fabio1979

@5

Concordo che il sistema reggera' anche perche' tutto il mondo non puo' fallire, lo terranno in terapia intensiva  fino a che ce ne sara' bisogno, ma inizieranno a fare piu' attenzione a dove e cosa costruiscono, dalle case, all'industrie, etc.

p.s.

vediamo a gennaio come saranno andate le vendite natalizie nei vari paesi, da li' avremo un quadro piu' chiaro sul futuro.

5
27 Nov 2009
alle 13:40

Ottimo Massimo

Il sistema non crollerà, in quanto ormai ha gli anticorpi a questa e ad altre crisi. C'è un problema? Si trova il modo di finanziarlo e la giostra continua. Fosse anche attraverso manovre virtuali, il sistema sa difendere se stesso, e la giostra continuerà più o meno come prima (inutile aspettarsi crolli epocali).

4
27 Nov 2009
alle 13:34

anonimo iettatore

Crollerà tutto, ma quando? Sono stanco di aspettare, sempre m'illudo che sia la volta buona, e sempre non accade. Io voglio il crollo del sistema economico mondiale.

3
27 Nov 2009
alle 13:23

Pietro/crisis

#2 Come scrivevo non succedera' nulla. In fondo si tratta di 58 miseri miliardi di dollari ( piu' o meno). Cosa vuoi che sia, di fronte a MIGLIAIA di miliardi di dollari di buchi assortiti?

Solo le carte di Credito ad esempio...

2
27 Nov 2009
alle 12:58

andreaX

Cosa succederà adesso?, ci sarà un effetto domino o i danni saranno malgrado tutto circoscritti?.

Qui in italia credo non succeda nulla in quanto mi sembra che nessuna impresa italiana abbia investito su Dubai.

1
27 Nov 2009
alle 12:44

Lego

Guardavo iersera uno dei tanti servizi sul crollo di Dubai:dicevano che manca la raccolta dei rifiuti, hanno costruito talmente bene che si son dimenticati le piazze (intese soprattutto come luogo di incontro, la classica agorà), i prezzi degli immobili sono crollati del 50%...

Ma porca mucca, io mi domamdo e dico, sti arabi si son fatti i miliardi col petrolio, sanno che non durerà in eterno, che il mondo è affamato di energia, i soldi per investire li hanno, e che ti fanno? palazzi, isole artificiali, cattedrali nel deserto.

Gli sta bene si che falliscano, gli sta.

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