Crisi sistemica e cambio di paradigma
Tra tutte le perfide multinazionali, delle quali siamo sempre pronti a credere ogni sorta di nefandezze, l'Ikea brilla per la sua assenza: confessiamolo, ci è sempre stata simpatica. Sarà la sua immagine hippy e anche un po' alternativa, sarà che da sempre si affannano a sottolineare quanto siano sostenibili (nei limiti...) e rispettosi dell'ambiente, sarà che tutti noi passiamo volentieri un pomeriggio a far scorta di cuscini e candeline sentendoci molto meno in colpa che a trascorrerlo nel più bieco dei centri commerciali, fatto sta che verso l'Ikea abbiamo avuto tutti un soft spot.
Ebbene: fine delle illusioni. Non si può essere dei giganti globali senza essere cattivi. E fine anche del geniale marketing Ikea, che finora ci aveva fatto credere alle favole nordiche dolci come i biscottini verdi al cioccolato.
Un ex manager svedese del gruppo ha preso carta e penna e ha scritto un libro, che sta facendo parecchio scalpore. Nel libro, La verità sull'Ikea, si afferma senza mezzi termini che:
- L'Ikea è una delle più misteriose compagnie del mondo, dove il management deve mostrare fanatica lealtà e devozione al capo, mr. Kamprad, e ai suoi figli. Una lealtà da perseguire "fino alla morte".
- L'Ikea usa metodi generalmente associati a quelli della tristemente famosa Stasi, la polizia segreta della Germania Est, per spiare i propri dipendenti e tenerli in riga, ricorrendo persino a infiltrati ed informatori e preparando dossier.
- I dipendenti stranieri vengono chiamati "i negri" dai manager svedesi, e non hanno chances di carriera.
- La storia del fondatore è stata abilmente manipolata dal marketing, offrendo la falsa immagine di un eccentrico vecchietto ascetico che vive in semplicità malgrado le sue ricchezze, e la cui casa è arredata con l'economico divano Klippan e la modesta libreria Billy.
- E per quanto riguarda gli atteggiamenti ambientalisti, la compagnia semplicemente detta legge sul mercato imponendo prezzi stracciati ai fornitori ed usando materie prime di qualità infima.
Johan Stenebo, l'autore, ha deciso di uscire allo scoperto e le sue accuse stanno avendo enorme eco in Svezia. La reazione dell'Ikea? E' solo un punto di vista.
I dolcetti svedesi e i menu biologici hanno adesso uno strano sapore di cheeseburger...
non e' mia intenzione tediare i lettori di questo blog con i nostri battibecchi. Scrivo questa breve nota e poi per me l'argomento e' chiuso.
Mi duole vedere la tua tendenza ad etichettare tutto e tutti. Fossi cattiva o traviata dai cattivi, ti garantisco che non lascerei correre le tue illazioni del tipo "visto i tuoi trascorsi...." ti beccheresti una bella denuncia per diffamazione. Siamo tutti liberi di scegliere la vita che vogliamo. Io sono felice qui. Crogiuolati pure nel tuo fiele e nelle tue frasi fatte.
Comunque....visto che la pensi cosi', perche' non consigli a tua moglie di dimettersi da questa azienda che fa schifo?
p.s.: la risposta piccata e' dovuta non alla mia natura Umbra (altra etichetta data senza avere la piu' pallida idea di cosa voglia dire essere umbri) ma al fatto che mi insulti (abbi la bonta' di leggere cosa hai avuto il coraggio di scrivermi).
Se lo desideri veramente contattami Tu, io non ho più il Tuo numero nè posso dartelo qui, perchè ciò scatenerebbe i kapò di Ikea contro chi Tu sai ! Quanto a quello che dici su Tua madre e sulla presunta comprensione e magnanimità di Ikea posso solo dirti che non vi è atto di quella gentaglia che non sia attentamente valutato prima in termini di quanto gliene possa tornare in asservimento psicologico di chi ne è oggetto e di conseguenza di quanto poi queste possano essere sfruttate per collaborare sino al sacrificio di sè stesse in funzione dell' unico obiettivo che hanno in testa e che perseguono con una feroce determinazione che non si ferma dinanzi a niente e nessuno : vendere, vendere, vendere, vendere sempre di più ed a qualunque costo. Distruggere commercialmente ed economicamente la concorrenza e rimanere i soli in un delirio di onnipotenza che potrà concludersi solo con il loro Götterdämmerung. Tutte le chiacchere che raccontano ai poveri mediocri che rappresentano il loro parco buoi (come clienti) e carne da cannone (come dipendenti) su solidarietà sociale, rispetto ambientale, dignità delle persone, frugalità, modestia, tensione verso cose ancora da fare ed altre belle favolette sono appunto tali, una impostura manipolatoria creata ad arte, con estrema ipocrisia e alcuna considerazione proprio per quelli di cui dicono di voler soddisfare i bisogni di vita e familiari ma che per loro sono solo delle macchine da consumo. Sono incerto se sto facendo un errore a risponderTi perchè, visti i tuoi trascorsi, nulla mi dice che anche Tu non faccia parte dell' organizzazione di informatori e delatori descritta da Johann Stenebo nel suo libro e che il "grande" Ingvar, che Tu evidentemente ammiri tanto, ha creato all' interno della sua "creatura" i quali Ti informo che ultimamente hanno fatto fuori un nostro caro amico (con moglie e tre figli) che lo aveva servito fedelmente per oltre 20 anni, probabilmente solo perchè si è permesso di esprimere qualche perplessità sugli ultimi deliri del Vs. paterno Fuhrer, subito ovviamente a lui riferiti. Ma non sono, nè lo sarò mai, un vigliacco come la larghissima parte di coloro che rappresentano i volenterosi collaboratori di questo mostro che divora l' anima delle persone e ne annulla la personalità, sostituendo alla realtà vera una realtà illusoria da cui, come nel tuo caso, non riescono più a distaccarsi. E che ne condiziona persino il modo di affrontare i problemi, mai focalizzandone il nucleo ma sempre girandoci intorno, e persino il modo di relazionarsi con le persone, credendo di essere sempre i portatori della verità e di conseguenza abolendo ogni forma di ascolto delle ragioni della controparte che vengono cancellate ancor prima di giungere ad un livello cosciente. Sui presunti rientri in Ikea di chi ci ha già lavorato sai di mentire a Te stessa, perchè chi esce dalla multinazionale "democratica" vi rientra solo se è svedese o tuttalpiù scandinavo e comunque è stato ideologicamente fedelissimo, quindi per favore niente bugie ! Comunque dove lavori c' è una persona molto amica di chi tu sai e se vuoi veramente farlo puoi recuperare il mio recapito. Potrò fornirti, semmai ti interessasse veramente, ma come ikeana doc ne dubito, ampie prove sia giornalistiche che e in ricerche su cui ho formato il mio convincimento, oltre che ovviamente sull' esperienza che ho vissuto di persona nella "casa dei buana bianchi". Ti saluto
P.s. La tua risposta piccata è tipica della tua natura umbra e credo che testimoni che ho colto nel segno !
Caro Mauri(zio) Bar (?? non ne sono sicura). Se sei stato in IKEA sai perfettamente come contattarmi direttamente. Mi piacerebbe continuare questa discussione, anche se con tutto il discorso qui sopra, mi dai dell'imbecille che non e' in grado di pensare da sola. Il sussulto di amor proprio e dignita che ci portasse a licenziarci? Io mi sono licenziata nel lontano 1997 non per un sussulto di dignita', per semplice voglia di cambiare. L'unico sussulto l'ho avuto quando mi sono resa conto di come fossero le altre aziende.Ti posso garantire che in tutto il tempo che ho lavorato con IKEA non sono dovuta scendere a compromessi morali di qualsiasi tipo. Pura curiosita': quale terribile cosa ti ha fatto Ingvar o chi per lui? Per quanto mi riguarda, piccolo esempio: quando ho trascorso 3 mesi al capezzale di mia madre morente, l' "aguzzino" mi ha fatto stare a casa a stipendio pieno e senza farmi intaccare un solo giorno di ferie. E' lavaggio del cervello questo? Se e' cosi', benvenga.
La prossima volta che mi devi dare della fessa, per lo meno abbi il coraggio di farmi capire chi sei.
Carissima (Fran)Cesca Car., noi ci conosciamo e bene anche, e con tutto l' affetto che Ti ho voluto e Ti voglio non posso che dirTi che al lavaggio del cervello ti hanno sottoposta eccome, purtroppo !! E' chiaro che questa pratica, che rappresenta uno dei pilastri della manipolazione continua e costante che l' IKEA mette in atto verso tutto ciò con cui viene a contatto (realtà, situazioni, dipendenti, clienti, fornitori) può avvenire solo sulle personalità predisposte (e tu sai che io ne conosco bene altre) e quindi, codesti,come nel tuo caso non riescono a rendersene conto. Per questo motivo io ne sono uscito anni fà mentre Tu hai continuato ad ascoltare le "sirene" ikeane che Ti illudevano parlando di valori e idealità che non solo non avevano e hanno mai avuto intenzione di rispettare, ma che gli servivano solo a permettere e giustificare , in chiave di presunta mission e di "filosofia" di continuare ad arricchire il guru fondatore, afflitto da gravi patologie psichiatriche quali il folle egocentrismo, la smisurata sete di potere ed una incontenibile avidità, e la cricca dei suoi sicofanti (svedesi e non) che da mediocri e poveri di spirito quali sono li hanno anteposti a qualsivoglia principio morale, etico e di rispetto degli altri. Ora, date tali premesse comprendo che Tu possa definirTi "felicissima dipendente di Ikea", e ciò nonostante tutti i presunti "doveri", le costrizioni vendute come opportunità e i sacrifici intesi come sempre dovuti, cui questa mentalità perversa e diabolica Ti ha sottoposto, ed avere cioè ancora la totale incomprensione di quanto Ti è realmente avvenuto e quindi nessuna coscienza che le cose sarebbero potute essere vissute in modo diverso e forse migliore se non avessi incontrato la mano salvifica dell' Ikea. D' altronde credo che il punto di svolta, che spieghi tutto della Vs. mentalità di vittime sacrificali sull' altare del delirio di un pazzo, sia stata quella rappresentata dal disvelamento dei trascorsi e dell' attualità di nazista e finanziatore di movimenti razzisti e xenofobi del Vs. fondatore nonchè ancora oggi unico "padrone". Pochissimi di Voi hanno avuto quel sussulto di amor proprio e di dignità che Vi portasse a licenziarVi e a ripensare criticamente al perchè avete sprecato le migliori energie ed anni della Vs. vita a perseguire una impostura. Ribellione che ci si aspetterebbe in una tale condizione da persone normali, per di più sottoposte come Voi ogni giorno, proprio da quel losco personaggio e dalla sua tristissima cricca, ad un martellante bombardamento di ideali, precetti e presunti esempi sulla moralità, sull' etica e sui comportamenti conseguenti che si dovevano tenere verso l' interesse di un singolo e la sua minoranza di servitori spacciati per interesse generale e bene comune. Io ne sono uscito da tempo, disgustato da tutto quanto ho cercato di riassumere in queste poche righe, e sebbene L' Ikea mi abbia fatto la terra bruciata intorno dal punto di vista lavorativo mi ritengo fortunato ed orgoglioso di non aver collaborato a questa aberrazione ed utilizzo delle persone come oggetti a perdere. MI spiace di cuore per Te, credimi, ma non ho colpa è proprio vero quello che diceva un nostro caro e comune amico di quei tempi cioè che "I fessi sono il patrimonio dei furbi". Con ogni augurio di felicità (quella vera) Francesca e che Tu possa non svegliarTi mai da questo sogno.
Mahurin
per quanto possa valere la mia opinione, magari penserete che sono stata sottoposta ad un lavaggio del cervello....
Ho 53 anni e sono in contatto con IKEA fin dai tempi in cui lavoravo con un fornitore Italiano. Ero il contatto principale per i compratori IKEA e posso garantire che il rispetto che mi hanno portato, da parte del mio datore di lavoro Italiano, me lo potevo soltanto sognare. Sono stata assunta da IKEA nel 1984 e mi sono trovata non, bene, benissimo. Ho avuto possibilita' di crescere. Ho espresso il esiderio di fare esperienze all'estero e il mio desiderio e' stato esaudito. Dopo 13 anni ho sentito il bisogno di cambiare aria e mi sono dimessa. Posso garantire che la liberta', la possibilita' di sperimentare la mie idee, la possibilita' di sbagliare, non le ho trovate presso altre aziende. Sono rientrata in IKEA 2 anni fa, sono in Olanda nel Concept Center. Di nuovo mi sento libera e stimolata: l'azienda si fida di me.
Posso garantire che negli anni ho visto "centinaia" di persone lasciare IKEA per poi tornare. Secondo voi succederebbe se ci fosse l'atmosfera da lager che descrive Stenebo? Altra domanda: perche' il Signor Stenebo ha deciso di parlare degli "orrori" soltanto dopo aver litigato con un membro della famiglia?
cordiali saluti da una FELICISSIMA dipendente IKEA
ho speso 35k per arredare la mia sala con mobili B&B di alta qualità... e sono soddisfatto!
ho scovato all'ikea tante promo a prezzi stracciati per arredare taverna, camera dei bambini, librerie d'emergenza, poltrone e sedie che uso saltuariamente... ho speso un'inezia e mi ci trovo bene!
Debora, secondo me qui hai toppato in pieno. Tutti, e dico tutti i mobilifici alternativi ad IKEA* garantiscono per contratto una qualità identica se non inferiore, un prezzo assurdamente maggiore ed una politica sociale/ambientale non dico peggiore: proprio inesistente.
E la fonte delle critiche invece che una seria inchiesta fra dipendenti e terzisti sarebbe un ... ex-manager, cioè un altro di quegli incapaci strapagati che si è arrichito felicemente e si poi sarebbe "pentito"? Ma scherziamo? E per dirci che l'IKEA ha politica severe e c'è un velato atteggiamento razzista, o che l'immagine del capo è costruita a tavolino? Che scandalo, oh, immagino che in Svezia cadrà il goveno..
* escludendo i pochi artigiani rimasti ed il commercio equo, che comunque in vendita hanno davvero poco. Per avere l'IKEA in Sardegna farei le barricate!
@24 sai come ci fregano con la pubblicità delle lampade a basso consumo e "lunga durata"? La lampada effettivamente durerebbe molto, se non fosse per la parte elettronica studiata in modo che si rompa dopo pochi mesi... Di gran lunga preferisco le lampade tradizionali e il potenziometro nell'interruttore, non sempre si ha bisogno della massima potenza luminosa
le lampadine a risparmi energetico dell'ikea costano poco, ma durano poco; anche quelle che ultimamente stanno regalando alle famiglie i vari comuni italiani durano poco (1 anno o poco più) e quelle che ho io sono "sponsorizzate" Enel, mentre le costosissime lampadine a risparmio energetico che vendevano anni fa duravano anche 5 anni. Questo per dire che non ti regala niente nessuno, ma in Italia, quando si parla di commercio, l'arte della fregatura non ce la deve insegnare nessuno!! ;)
la qualità è bassa bassa
l'omologazione globale propugnata da ikea mi mette i brividi
lo si sapeva già ...;)
Il proprietario di Ikea è uno tra gli uomini più ricchi del mondo eppure si vanta di fare una vita semplice, spartana: fa la spesa al supermercato, va in giro con una vecchia volvo, dentro casa sua ci sono solo i mobili dell'azienda e prende l'aereo solo per lavoro.
A me viene da fare il confronto con zio paperone di walt disney, forse sarebbe più giusto define Ingvar Komrad l'uomo più tirchio del mondo, in quest'ottica non meraviglia affatto che schiavizzi i suoi dipendenti.
Io comprai una cosa dall'Ikea da studente e dopodiché mai più. Adesso preferisco andare in giro per milano la notte e racattare i bellissimi mobili in legno di stupenda fattura che la gente butta via. Ce li risistemiamo e customizziamo e siamo felici e contenti.
Io sono una che ci bada molto a queste cose (sono la martire del riciclaggio, nel quartiere ormai mi odiano, e via dicendo), ma diciamoci la verità, purtroppo i prezzi sono esageratamente competitivi. Ho dovuto acquistare una libreria per il mio corridoio, ne ho viste tutte oltre 1500 euro (pure con la scaletta scorrevole, il mio sogno). Ma ragazzi, i soldi non ci sono proprio e, non so dove vivete, ma anche i mercatini dell'usato qui sparano prezzi allucinati. Mi ricordo mio padre, morì il marito della vecchietta del piano di sotto, e le chiese se poteva vendergli la sua bici usata. La vecchietta gli rispose che aveva dato sia la sua bici che quella del marito al prete da vendere al mercatino in beneficienza. Mio padre è andato e gli sono stati chiesti 150mila lire (parlo di anni e anni fa). Per due bici mezze scassate. Da quel momento mi fido relativamente dei mercatini e non è che i prezzi siano così convenienti come dite. Concordo anche con la persona che ha parlato della puntata di Report sui divani. Se devo comprare divani firmati per poi scoprire che sono fatti a due lire sfruttando immigrati cinesi, allora mi tengo il mio divano da due lire. Così come mi sono accontentata di 4 Billy che reggono 2 file di libri a mensola da 8 anni (no, non sono la classica consumista che compra cavolate per cambiarle poi ogni anno, quella libreria rimarrà al suo posto ancora molto a lungo).
@16 Esatto, il punto è che spesso si comprano a prezzi alti prodotti made in China con marchi nostrani, perlomeno Ikea per gli stessi prodotti mantiene i prezzi bassi, nonostante spenda soldi in marketing e pubblicità... E comunque saranno pure usa e getta, ma quelli che ho io da anni continuano a svolgere il loro compito egregiamente.
@16
complimenti x l'acquisto
Ma perchè non avete visto la puntata di Report sui divani italiani sofà e sofà? Ma in che mondo vivete? E di Montezemolo che produce in Cina la linea 'a basso costo' (sono parole sue) cioè le magliettine di cotone a 100 euro? Ho comprato un giubbotto Ciesse (420 euro): made in Taiwan e lavoro ad un operai o cinese.
Almeno Ikea ha i prezzi bassi! fosse vero che per ogni albero che tagliano ne piantano 1.. ma certo che se FORSE Ikea lo fa sicuramente non lo fanno tutti gli altri che neanche lo dicono
@enrico: non ti illudere, nessuno regala nulla. esistono parecchi tipi di truciolare foderati in formica. chiaramente pagando meno non è che ti danno il migliore. e nell'ampio spazio tra Cassina, Valcucine, Moroso & co. e l'Ikea ci sono tante aziende di qualità medio-alta che di sicuro non ti fregano.
l'ikea va bene per un mobile usa e getta, ha un'immagine più trendy rispetto al mercatone (vedi catalogo, vedi ambientazioni in negozio, vedi campagne pubblicità) però se il prezzo più o meno è lo stesso, c'è poco da illudersi sulle differenze di qualità.
a me puzza sta storia.
vebbè la qualità dell'ikea la conosciamo tutti, per qui prezzi non si può pretendere di più.
ma l'articolo l'ho letto anche io e mi sembra strano che nessuno che ci lavora dentro abbia negato o confermato.
So più o meno come lavora ikea e come si lavora in ikea e non credo che sia nè meglio nè peggio di altre grandi aziende.
una cosa certa la so: conosco una ditta che fornisce ikea: fanno i soldi a palate. non so se le condizioni che pretendono siano così stracciate, ma di certo l'impresa fornitrice genera sontuosi utili e per lo meno si utilizza legno riciclato ( non so quanto il processo sia ecologico, ma il legno proviene effettivamente dalla "spazzatura").
Ci compro abbastanza spesso, avevo già da tempo sentito le voci che giravano, ma l'informazione e la disinformazione sono due facce della stessa medaglia, e per di più è difficile capire quale sia quella a cui dar credito. Mi raccontavano di dipendenti schiavizzati, ma poi un amico ha cominciato a lavorare per loro e da quello che racconta non c'è niente di anormale, altrimenti se ne sarebbe già andato da un pezzo. Comunque piuttosto che essere presi per il culo da un mobiliere italiano che poi compra dagli stessi grossisti di Ikea, oppure spara prezzi a casaccio, preferisco di gran lunga Ikea, mi piacerebbe potermi permettere un tavolo di cassina o una libreria della Aulenti, ma mi devo accontentare della Billy e garantisco che con due tocchi sapienti di pittura al gusto italiano, l'atmosfera che crea in casa è davvero piacevole. Ci tornero' a breve, mi serve un pensile per la cucina, il falegname qui vicino mi ha chiesto 250 euro più il montaggio, dagli svedesi molto ma molto ma molto meno.Ah, il materiale è chiaramente lo stesso, truciolare foderato in formica....
@10
Cambia modo di pensare e cerca bene, non sai quanti mobilifici vendono mobili usati ad ottimo prezzo, magari usati anche solo 6 mesi causa coppie che scoppiano o che non hanno soldi x tirare avanti
Mi occupo di mobili da una vita, e di Ikea ho sempre avuto la massima disistima.E il mio pensiero è condiviso dalla maggioranza dei commercianti di mobili.Devo però ammettere che il signor "Ikea" ha avuto la brillante idea di unire l'arte del bricolage (il più delle volte i mobili ve li dovete montare, spesso mancano le viti, i buchi, i tasselli), con la pratica dell'usa e getta. Ti sei stufato della libreria pagata 30 euro? Buttala e sostituiscila con un'altra libreria pagata 29 euro.Poco importa il reale costo di produzione, o se, a causa di questa politica (la stessa per le automobili, i cellulari, i vestiti etc.), ci troviamo a dover gestire un idea di economia tanto perversa.
Ma tutto questo, qui dentro, come diceva Debora, gia lo sappiamo, è farlo capire a chi sta la fuori, il difficile.
p.s: nel mio piccolo e con l'aiuto di commercianti che praticano la politica della compravendita dell'usato, abbiamo dato vita ad una sorta di riciclaggio dell'usato e del riutilizzo delle scorte di magazzino nuove ma invendute.Veri mobili, non "cose" fatte di MDF, tamburati, laminati plastici (tossici) simil legno.
E' probabile che sia così ma i mobili costano poco e in tanti hanno pochi soldi; se devo arredare casa cosa faccio? Un altro mutuo? O me li date voi i soldi? :-D
@8
tanto ormai trovi solo quelle
Le batterie ricaricabili costano poco.
Io compero solo quelle e le lampadine a basso consumo. Si, si, Debora; so che non sei d'accordo con le lampadine...
Io sono andato all'ichea , il design è soddosfacente per i tempi di oggi, e i moboli sono fatti gli altri ( il mobile tamburato scodativelo a meno di svenarsi) .
Una signorina che comprava, mi ha detto: " vede io convivo, e non so quanto ancora conviverò con il mio lui, chiaramente quando ci lasciamo, e prima o poi è sicuro. Allora senza rimpianti porterò tutto al deposito comunale e comincerò un'altra vita."
Tempi moderni, non importa fare rivoluzioni per distruggere tutto basta che nessuno progetti più il futuro .
D'altronde è noto che il signor ikea è un ex nazi, quindi nulla di nuovo sotto il sole. Qualcosa ci ho preso anch'io, non faccio il santo, perché quando il portafogli stringe e devi sorregere dei libri… resta il fatto che bisogna scremare e riscremare per trovare qualcosa di decente, ma in emergenza si cade in peccato ;) L'ikea ha creato un marchio forte che veicola un messaggio chiaro il "design" per tutte le tasche, il problema è che il design e i buoni prodotti costano e il mercato per il design italiano non è più la classe media, perché la classe media sta svanendo nel nulla, e allora ikea ha preso il posto vacante. Ma non fatevi illusioni che i prodotti di design italiano siano fatti tutti in Italia!
D'altronde è noto che il signor ikea è un ex nazi, quindi nulla di nuovo sotto il sole. Qualcosa ci ho preso anch'io, non faccio il santo, perché quando il portafogli stringe e devi sorregere dei libri… resta il fatto che bisogna scremare e riscremare per trovare qualcosa di decente, ma in emergenza si cade in peccato ;) L'ikea ha creato un marchio forte che veicola un messaggio chiaro il "design" per tutte le tasche, il problema è che il design e i buoni prodotti costano e il mercato per il design italiano non è più la classe media, perché la classe media sta svanendo nel nulla, e allora ikea ha preso il posto vacante. Ma non fatevi illusioni che i prodotti di design italiano siano fatti tutti in Italia!
Alex, il post non è per me o per te. Ma tanta gente boicotta McDonalds o Nike e poi fa la spesa all'Ikea.
non c'era bisogno del libro del manager per rendersi conto che le materie usate ad esempio sono di qualità infima
proprio adesso che magari ci sarà un ritorno di interesse nel design italiano, per colmo di sfortuna, le migliori industrie stanno chiudendo i battenti, diciamolo anche per colpa di quei coglioni "tutto ikea" tutt'intono a noi
Io, come Guido, non ho mai comprato niente. Qua a Torino ne hanno appena aperta una (spostando quella che già c'era) enorme. Ci sono andato una volta e oltre alla tristezza che mi ha fatto venire il posto in generale e molti dei prodotti che vendono, ho spulciato qua e là ed è stracolmo di roba fatta in cina.
Ma quale azienda rispettosa di che cosa...ma veramente vi siete fatti infinocchiare fino ad oggi?
Ho sempre evitato con cura l'IKEA.
La spazzatura, anche in un bell'incarto è sempre spazzatura.
alle 00:41
Mahurin
Come già detto non è possibile discutere con Voi. Quanto Vi si dice non arriva neanche al livello della coscienza ma viene rimosso automaticamente prima ancora. Troppa è la paura incoscia di doversi confrontare con una realtà scomoda e che rimetterebbe in discussione tutta la Vs. vita, spesa per arricchire un pazzo e vissuta con lo zelo ed il coinvolgimento che forse solo una religione meriterebbe (per me neanche quella esendo io un laico). Ma si sa chi non ha la forza di affrontare la vita a viso aperto deve cercare uno scoglio, come diciamo dalle mie parti, a cui aggrapparsi. Ti ho solo detto e scritto, come faccio sempre, quello che pensavo e non me ne pento nè ritengo di dovermene vergognare. Mi dispiace che Ti senti offesa ma questo è il mio pensiero e sarebbe stato più dignitoso, se veramente volevi discutere delle mie opinioni che mi chiamassi perchè io non ho niente contro di Te ma solo contro un certo tipo di "ambiente" che per me fa male alle persone che ci vivono troppo a lungo. Ti ringrazio, comunque, per le minacce di "denuncie" per diffamazione (di cui non capisco il senso neanche giuridico che, infatti non c'è) e sopratutto per il riferimento a mia moglie, che non hai avuto neanche il buon gusto nè il rispetto, il che la dice lunga sulla tua lucidità, di non tirar dentro questa discussione sebbene ti avessi fatto capire chiaramente di lasciarla fuori da tutto quanto io penso. Questo perchè conosco la ferocia dei tuoi "camerati" che ho già avuto modo di sperimentare su di me e sul nostro amico Jerome, di cui peraltro non ti sei minimamente preoccupata di chiedere, totalmente intossicata come sei dal credo ikeano. Bene a questo punto dimmi solo perchè non dovrei pensare che ora la venderai agli "angeli sterminatori" che abbondano nell' azienda che Ti piace tanto per ingraziarteli o forse solo per ripicca nei confronti di chi ha avuto la correttezza e la coerenza di dirti come stanno le cose "dal di fuori". Addio Francesca e che Tu ci creda o no sappi che mi dispiace, ma ho sempre pensato che una sgradevole verità sia sempre meglio di una pietosa bugia. Vajas con Dios