I giovani non leggono, e indovinate di chi è la colpa.
Pubblicato da Debora Billi alle 14:00 in Mass media
![]()
Non passa giorno senza che Tv e carta stampata ci propinino la consueta demonizzazione della Rete Internet. Pedofili e violentatori in agguato, picchiatori e bulli su YouTube, reclutamento di porno adolescenti, truffe online, phishing che ti svuota il conto in banca, hackeraggio di ogni tuo più riposto segreto, cancellazione da remote dell'intiero hard disk, spionaggio della tua camera da letto da webcam, e così via terrorizzando. A sentir loro, si vive più tranquilli a passeggiare nottetempo per il Bronx coperti solo di gioielli e Chanel n°5.
L'ultima di oggi, inviataci via TG1, è la seguente: si vende meno saggistica, i giovani non leggono i libri, e la colpa è... di Facebook. Con tanto di inviata speciale per le strade (mi chiedo a quanto ammonti il suo stipendio) che pone ai malcapitati adolescenti di passaggio il seguente quesito: Leggi libri? All'ovvia risposta, No, segue astutissima domanda E vai su Facebook? Il poveretto risponde Si, e rimane fregato. Noi con lui: è lasciata infatti alla nostra immaginazione la scontata correlazione tra i due eventi. Chi sta su Facebook non legge. Che debba però essere almeno alfabetizzato quel tanto da riuscire a leggere Facebook non sfiora l'astuta cronista: buona parte della popolazione giovanile italiana non ha probabilmente neppure gli strumenti culturali per riuscire a leggere le informazioni del newstream di Facebook, per quanto cretine siano in alcuni casi.
E non ci si pone neppure un'altra logica domanda: appena tre anni fa, quando Facebook non esisteva, la nostra gioventù era forse prima al mondo per l'alto consumo di saggi e romanzi? Batteva ogni record di cultura libresca? Trascorreva le proprie giornate in biblioteca?
Ma che importa, se si propina un'informazione di schifo, se neanche ci si prende la briga di guardare due statistiche messe in croce. L'importante è che il messaggio arrivi forte e chiaro ai telespettatori, a quell'enorme fascia di popolazione che guarda il TG, guarda Colorado, guarda Lucignolo e si annoia a morte appena apre una pagina Internet con più di due righe scritte: la Rete è male, la Rete va evitata, la Rete è il diavolo. Maneggiatela con cautela, anzi meglio se non la maneggiate per niente. Altrimenti chissà cosa vi mette in testa.








1. fabio1979, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 15:48
Il problema e' che anche su facebook puoi trovare notizie non conformi ai media standard e questo non va bene.
2. GiBi, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 17:00
Beh... per me Facebook nemmeno esisterebbe...
Comunque, a parte che non si tratti di saggi o di storie, ma mi sembra che si legga molto di più su Internet che in classe....
E sicuramente molto di più che in passato.
Solamente che le letture... vogliono essere pilotate, come tutto il resto...
GiBi
3. Logico, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 19:23
forse ai giovani non piace l'ultimo libro di Bruno Vespa!!! (alla RAI sembra che quello sia l'unico libro uscito negli ultimi 12 mesi...).
In fondo è storia vecchia: il rock è la musica del demonio, la TV inibisce i rapporti sociali, ora tocca ai social networks... finchè i potenti non sono sicuri di aver messo i bavagli giusti, la trasmissione di messaggi incontrollati può diventar pericolosa...
Oltre al "sondagggista con la gggente di strada" mi pare si citassero anche statistiche stilate da "esperti". Non meglio qualificati né identificati. Saranno i facebucologi 'mmericani???
:-(
4. cesare, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 20:13
credo che a questo punto anche le pietre abbiano capito cosa e' Minzolini.
Il problema e' che stanno preparandosi a fottere la rete (ammesso che ci riescano...)
La banda larga gia' e' stata definanziata...ora vedremo...
5. uno, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 21:24
Un servizio degno di studio aperto, e ho detto tutto
6. Mark, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 21:33
Leggi libri? All'ovvia risposta, No, segue astutissima domanda E guardi il TG1? Il poveretto risponde Si (perché tagliati tutti i no come per quelli che leggono i libri), e rimane fregato. Noi con lui: è lasciata infatti alla nostra immaginazione la scontata correlazione tra i due eventi. Chi guarda il tg1non legge. :)
7. federico, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 21:49
postdemenziale ...oppure post demenziale?
beh se si vuole che le persone siano inermi ed indifese prima bisogna allontanarle dai libri poi dalla rete enon il contrario.
come si dice nel post sembrerebbe che è meglio leggere che stare su facebook ( ma ciò è pericolosissimo perchè ci si potrebbero formare delle coscienze autonome e incontrollabili!!)
no non regge.per me. E si che facebook è una colossale puttanata
8. Giorgio Fracchiolla, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 22:55
Per il lavoro che svolgo ho l'opportunità di vedere molte case, particolarmente di gente laureata. Posso assicurarvi che almeno il 90 per cento di loro dal giorno della laurea non ha più acquistato o letto un libro. Conosco professionisti affermati, sicuramente preparati nel loro campo, che non saprebbero rispondere a delle elementari domande di cultura generale. Parlano spocchiosamente di tutto ma non sanno niente....
La gran parte dei laureati è incapace di scrivere un breve testo in italiano che sia leggibile. Tutti si giustificano dichiarando di non leggere per mancanza di tempo, e passano ore a guardare il "grande fratello".
Cinquanta anni fa la percentuale di persone colte era forse dello 0,2 per cento della popolazione. Oggi che il numero delle persone con un titolo di studio superiore è enormemente maggiore rispetto ad allora la percentuale delle persone colte è rimasta la stessa.
9. hackatao, Martedì 24 Novembre 2009 ore 07:59
Quelle rare volte che guardo la Tv m'innervosisco, mi sento preso per il culo, mi sembra di star là ad ascoltare un monologo, non posso rispondere, non posso far altro che spegnerla e fare di meglio.
(A parte RAI Storia che mentre dipingo la tengo di sottofondo e mi faccio i miei viaggi nei tempi)
10. marco, Martedì 24 Novembre 2009 ore 08:08
Internet non ha ancora sviluppato tutte le sue potenzialita' ,ma tanti suoi effetti sull' informazione reale del paese non sono evidenti ma sono rilevanti. Io sono convinto che con la rete si possa fare ottima informazione a basso costo. Credo e spero che i numeri dei contatti di questi blog "crisis e petrolio"e altri siti di informazione "piu' libera" lo confermino. Ma si potrebbero fare sinergie e toccare temi diversi, unire 5 o 6 giornalisti. Ambientalismo "vero", energia. Magari su altri temi presentare punti di vista differenti tra loro (io su antimilitarismo e razzismo sono "troppo radicale" ma mi piacerebbe anche trovare le mie posizioni a confronto con altre diverse).
11. io, Martedì 24 Novembre 2009 ore 09:50
I media tradizionali, appartengono al passato, sono così noiosi che proprio non li sopporto, se mi danno una notizia per reazione la ritengo falsa, preferisco cercarmela da me nei vari blog e mi faccio un'idea. Insomma i mediai politici, sindacali, e quelli religiosi sarebbe bene che si adeguino o cambino mestiere. Tanto piu' che chiaccherano piu' si screditano.
12. rip, Martedì 24 Novembre 2009 ore 10:08
volevo solo fare il precisino: la correlazione c'è. In realtà quello che manca è il nesso di causalità.
13. Andrea.de, Martedì 24 Novembre 2009 ore 10:10
"I media tradizionali, appartengono al passato, sono così noiosi che proprio non li sopporto, se mi danno una notizia per reazione la ritengo falsa, preferisco cercarmela da me nei vari blog e mi faccio un'idea."
Ehehe, fosse cosí semplice! Ma il pubblico varia giá tra i diversi TG, varia ancora dal pubblico delle radio e in maniera ancora piú profonda da quello dell'informazione online. Perché anche le informazioni online non le cerchiamo "da me", non credo (io no lo faccio) che per tutti gli articoli letti online si vadano a verificare tutte le fonti. Si instaura pian piano un rapporto di fiducia col blog o con la fonte d'informazione, ma questo rapporto ha bisogno di tempo, di energie e di capacitá d'analisi.
La televisione no, si basa solo su un rapporto di fiducia, ha bisogno di meno energia (perché non fornisce fonti, e se uno vuole le fonti abbandona la tv) e vive su uno status quo che non é facile da alterare.
14. Giorgio, Martedì 24 Novembre 2009 ore 12:03
Sono OT, ma magari mi potete aiutare: come faccio a inscrivermi al forum forum.crisis.blogosfere.it??? è una settimana che l'iscrizione è pending: chi posso contattare?
grazie
15. mia, Martedì 24 Novembre 2009 ore 12:27
Ieri mio figlio (13) mi ha mandata questa, trovata in facebook. E una citazione di Jim Morrisson.
"Ho incontrato un bambino cieco. Mi ha chiesto com'era il sole e gliel'ho descritto...... Mi ha chiesto com'era il Mare e gliel'ho descritto. Mi ha chiesto com'era il Mondo e piangendo gliel'ho inventato."
L'ha inoltrata ad una amico cieco che era contento del saluto. Le vie di facebook... dipendono sempre da chi ci cammina dentro mi pare e di cosa ne fa... come nel resto del mondo. .. . Io non ci sto in facebook, ma vedo che qualcosa crea. Non hanno fatto anche di tutto per non far' andare in rete? Porno, truffe si diceva anni fa ecc..... mai incontrato per conto mio e sono anni che navigo in abbondanza.. sempre questione di chi fa scelte...o pilotare certe scelte...che sia tutto controllato... ma sempre di più e tutto...be...
16. Debora/Crisis, Martedì 24 Novembre 2009 ore 14:19
Giorgio provvedo subito, approfitto per ricordare a chi vuole iscriversi al forum che è opportuno usare nick che "suonino italiani": non per patriottismo, ma perché c'è un severissimo filtro antispam ed è difficile riconoscere gli utenti "veri" se usano nick incomprensibili!
:D
17. Debora/Crisis, Martedì 24 Novembre 2009 ore 14:26
(Giorgio, se sei "katobleto" vengo lì e ti meno :D, mi è toccato fare una ricerca su Google dato che sembrava proprio un nick da spam!!!!)
18. Giorgio, Martedì 24 Novembre 2009 ore 14:40
grazie! sono proprio "katobleto"
:P
19. Rioda, Giovedì 26 Novembre 2009 ore 02:57
Accidenti, ma io che leggo un sacco di libri e frequento anche facebook?
Comunque che la rete dia fastidio è normale visto che dà alle persone la possibilità di scegliere di quali informazioni usufruire, senza contare che possono mettersi in contatto con le altre persone interessate facilmente.