Crisi sistemica e cambio di paradigma
Torno or ora dal mio eremo toscano, un micropaesino dove non c'è Internet, niente giornali e persino la TV arriva male (almeno a casa mia). Così, degli eventi di Messina so ancora poco, specialmente per quanto riguarda i pur immaginabili retroscena. Ho a malapena ascoltato dieci minuti di TG, ma quel che ho sentito basta e avanza per riferirne.
Dopo le doverose scene di disastro (una roba incredibile, ma di cui non si può dire che sia senza precedenti) arriva l'intervista a Bertolaso. Ormai non si riesce più a guardare Bertolaso senza immaginarlo a Palazzo Grazioli ad ascoltare Apicella, ma tant'è, sentiamo che dice. Riporto a memoria.
"Questa catastrofe era pienamente annunciata!" Tuona. Caspita, è incavolato.
"Il territorio italiano è ridotto ad un disastro! E ci sono colpe precise! L'abusivismo, il costruire senza criteri!" Urca, bravo Bertolaso.
"Si fanno le cose senza prendere precauzioni! Non si esamina lo stato del dissesto idrogeologico! Qui andrebbero spesi milioni di euro per mettere tutto in sicurezza! Ed è ora di farlo!" Grande! Cantagliela chiara, Bertolaso! Finalmente qualcuno che dice pane al pane!
"E' ora di smetterla! Si buttano miliardi per opere inutili!" Ecco, ora lo dice, ora lo dice, vai Bertolaso! Sei tutti noi! Si, ribèllati finalmente! Dillo, dillo!
"Insomma, basta con lo spender soldi per la sagra della salsiccia!"
Come sarebbe: la sagra della salsiccia??? Intendevi il Ponte sullo Stretto, il cavalcavia sull'Hindukush, il traforo dell'Himalaia, vero Bertolaso? Non intendevi DAVVERO la sagra della salsiccia organizzata dal paesino di 500 anime per attirare 4 turisti in croce, vero Bertolaso? Non è con QUEI soldi lì che vuoi mettere in sicurezza l'intero Paese, coi soldi delle salsicce e dello stand della patata montana, vero? Dimmi che ti sei sbagliato, che si tratta di un refuso verbale, che ti sei confuso con l'intervista di ieri, che sei troppo stanco per via delle antiche case aquilane che stai ri-costruendo.
Ma ti prego, Bertolaso, non dirmi che i miliardi che servono urgentemente per puntellare un Paese pericolante, soggetto a terremoti, frane, alluvioni, massacrato da lottizzazioni mafiose e grandi opere altrettanto mafiose, che quei miliardi vadano rapinati dalle casse dei Comuni di montagna, i quali magari per reperirli finiranno col chiedere altri prestiti alle banche. Perché vedi, Bertolaso, forse non lo sai ma la sagra della salsiccia costa due lire e spesso si ripaga da sola. Mentre invece le piramidi di Cheope le paghiamo noi, e le paghiamo due volte: quando le costruiamo, e quando dobbiamo tirar fuori altri quattrini perché intanto crolla tutto il resto.
Giusto per sfatare qualche mito, strumentalizzato dalla balorda propaganda attuale: il ponte sullo stretto di messina sarà costruito senza alcun onere per lo Stato, e non sarà quindi sottratto fondo alcuno ad altri progetti.
Evvai! Oggi in Europa le borse sono cresciute quasi di 3 punti percentuali! Alla faccia della crisi...crisi? What's crisi?! :-D
Ho fatto un culo per aiutare ad organizzare la sagra della salsiccia al paesello, il tutto per attirare qualche turista e ridare un pò di fiato all'asfittica economia locale, il tutto pagato dai soci della pro loco con la loro tessera, e tutt'al più ripagato con i miseri introiti relativi alla vendita della salsiccia stessa...e ora scopro, in quest'Italia, che i criminali sono le pro loco che organizzano la sagra della salsiccia.
Poveri noi...ogni giorno tocca sentirne una...
Bertolaso ha riciclato se stesso!
http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=10322&contenuto=Notizia&check=1#commentform
I soldi, oltre a quelli che butteranno per NON fare il ponte e centrali nucleari, potevano e possono prenderli dalla TAV.
Dalla puntata di ieri sera di PRESA DIRETTA su rai3, la TAV è la grande opera più costosa della storia d'italia.
Solo il progetto dell'interramento della ferrovia di Firenze è allucinante, per non parlare dei costi della TO-MI e il disastro del Mugello (dov'era Bertolaso o chi per lui?).
Questi scempi DEVONO FINIRE!
Ottimo il servizio di Alessandro Sortino
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-03d93a6e-7b31-4102-832f-fbe279715b1b.html?p=0
su google news, cercando "sagra della salsiccia" siete al primo posto
L' ultima di Matteoli "Che c'entra il ponte? ".
Ma non voglio distrarre Matteoli, entro il 31 dicembre 2009 deve risolvere la questione Tirrenia. Dovessi vendere un appartamento entro il 31 dicembre avrei timore di non riuscire a venderlo bene. La Tirrenia entro il 31 dicembre invece sara' smembrata, venduta con una gara europea e il 1 gennaio ..anno nuovo compagnie navali nuove per tutte le isole. Sono sicuro che ci riusciranno, sono tutti cosi bravi governo Berlusconi e regioni rosse. Sono curioso pero' di vedere come risolveranno tutto questo in meno di tre mesi.
ESPERTO CNR, IN ITALIA 5.500 COMUNI A RISCHIO FRANE
(ANSA) - NAPOLI, 5 OTT - Sono 5.500 i comuni italiani a rischio calamita' naturali, rischio che aumenta nel sud e in Campania in particolare dove almeno 82 comuni sono costretti a rivedere subito i loro piani regolatori. Lo denuncia Antonio Coviello, docente nella Seconda Universita' di Napoli ed esperto del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRAT), all'indomani della tragedia che ha colpito il messinese. In una lettera indirizzata al presidente del consiglio Berlusconi, aggiunge il ricercatore, Guido Bertolaso ha tracciato ''i rischi di cinque possibili calamita' naturali a cui l'Italia potrebbe andare incontro, tra cui un'eventuale eruzione del Vesuvio''. ''Le catastrofi naturali - spiega Coviello - costano allo Stato due miliardi all'anno. Un impegno che, in un Paese con un territorio in gran parte a rischio, potrebbe essere sostenuto piu' efficacemente con una polizza assicurativa mista pubblico-privata, coperta a livello comunitario. Il denaro 'risparmiato' dallo Stato verrebbe cosi' utilizzato per prevenire tali disastri, intervenendo con politiche di risk management sul territorio''. Secondo i dati ufficiali del ministero dell'Ambiente, sono a ''rischio elevato'' calamita' naturali l'89% dei comuni umbri, l'87% di quelli lucani, l'86% in Molise, il 71% in Liguria e Val d'Aosta, il 68% in Abruzzo, il 44% in Lombardia. Quanto alla Campania ci sono 291 comuni a rischio idrogeologico e 82 che devono subito rivedere i loro piani regolatori: otto in provincia di Napoli, sei in provincia di Avellino, quattordici in provincia di Benevento, quattro in provincia di Caserta, 50 nel Salernitano. Inoltre, circa 300 comuni necessitano un continuo monitoraggio per individuare eventuali rischi di calamita' naturali legate a fenomeni di smottamenti e frane.
Anche da qui si capisce che questo paese 70 milioni di abitanti non li reggera' certo, e che regga nei prossimi 10 anni quelli che siamo oggi e' tutto da dimostrare
E' il suo cavallo di battaglia.
http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=10322&contenuto=Notizia
E comunque Bertolaso ha ragione: le grandi opere come la TAV e il ponte sullo stretto si devono fare per portare le genti alle sagre della salsiccia. Tutto nasce da lì.
E chi non è daccordo è un farabutto sfascista vegetariano bolscevico e pure mancino.
Tanto non importa niente cosa succede: dallo smottamento di messima allo sbarco degli alieni, la cantilena non cambia: parlano sempre e solo di SOLDI.
Infatti trapiantare il buon senso in certe etnie (tipo non costruire le case sulla sabbia [lo dice persino la bibbia...] o in mezzo alle fiumare) e' impresa impossibile.
Ortoprocapite.Cercatetevelo su Google se volete.
Non mi mi firmo neanche, non per viltà o paura, ma per la consapevolezza della tragica insignificanza dell'opinione del cittadino ordinario.
Sto cercando un de profundis da ascoltare, per lenire il dolore causatomi dalla crudele idiozia imperante nel mio Bel paese del Sole.
Lo ascolterò in silenzio, sapendo comunque che non sarò perdutamente solo nel farlo.
Vi saluto con un anagramma.Apparentemente senza senso.
raonassdlcamcir
RAGASSUOLI !!
Certe volte ho l'impressione che ad un certo punto qualcuno mi sveglierà o mi spiegherà che è tutto uno scherzo.
Fatto sta che, notizia fresca fresca, bertolaso aveva quantificato in circa 20 miliardi di euro la cifra per mettere in sicurezza almeno le situazioni piu' gravi dei comuni dissestati d'italia.
Sono, a seconda delle stime e di come la si voglia vedere, dalla metà a due terzi del totale.
Solo per l'Arno ci vorrebbero 4 miliardi di euro e ne sono stati stanziati circa 400 milioni, per ora.
Bene. Bertolaso ha detto che ci vogliono 20 miliardi di euro e Berlusconi....
Bleurp. scusate non ie la fo... Quando mi passa la nausea ci faccio un post. >8-&
Sì mi sembra che l'assurda osservazione del tuttofare Bertolaso sia in sintonia con la politica del governo di demandare agli altri, e intendo i cittadini, le responsabilità, magari travestite da colpe. Una politica ben interpretata da Brunetta, così, per fare un esempio.
In realtà il monito che ti aspettavi da Bertolaso è arrrivato da Napolitano:
Meglio investire sulla sicurezza che in opere faraoniche. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, lancia un monito al governo e, commentando la tragedia di Messina, sottolinea che ''o c'e' un piano serio che investa, piuttosto che in opere faraoniche, per garantire la sicurezza in queste zone del paese o si potranno avere altre sciagure''.
Ovviamente il Governo ha rilanciato i suoi progetti 'faraonici'.
Col dissesto idrogeologico attuale e il climate change sempre più grave, ne vedremo delle belle (si fa per dire).
bel post cazzo!
alle 13:16
Hunter76Lima
Non volevo scrivere niente ma una boiata così va ribattuta.
Lallallo, secondo te una frase così (sotto riportata) vuol dire che lo stato "sicuramente" non dovrà versare un euro?
Lo schema di finanziamento proposto dalla società "Stretto di Messina" non prevede l'erogazione di contributi a fondo perduto, né il rilascio di garanzie da parte dello Stato.
Infatti i finanziamenti dell'opera saranno assicurati da un aumento di capitale della Stretto di Messina di 2,5 miliardi di euro pari a circa il 40% del fabbisogno complessivo.
Il restante 60% sarà reperito con la tecnica della finanza di progetto (project financing), che prevede un risarcimento delle spese tramite le entrate che verranno dai pedaggi, quindi il progetto per buona parte risulta autofinanziabile.
Un aumento di capitale del 40% della società "Stretto di Messina" (con i solddi chi sarebbe bello saperlo) e il restante 60% con i pedaggi dei prossimi ... quanti ... 100 anni?
Evviva ... tra 100 anni saremo in pareggio ... se il ponte esisterà ancora e l'Italia nel frattempo non sarà andata in bancarotta !!!
Ma ci faccia il piacere !!!