Crisi sistemica e cambio di paradigma
Due storie, tanto per "rallegrarci" la domenica. Mi sono divertita ad intervistare due piccoli imprenditori, il proprietario di un bar e quello di una bella falegnameria. Entrambi hanno qualche dipendente, un'attività avviata da oltre un decennio -il primo- e da vent'anni il secondo.
Il proprietario del bar, situato in una zona vivacissima del centro storico di Roma, ha recentemente avuto bisogno di un prestito per alcuni ammodernamenti. Ha chiesto alla banca un leasing di 100 mila euro, niente di eclatante per un'azienda sana che va avanti benissimo da anni. La banca ha chiesto una garanzia sull'azienda, poi un'altra garanzia sull'appartamento (del centro, ma gravato da mutuo) del proprietario. Poi non bastava ancora, occorreva che l'anziana madre garantisse anche con il suo appartamento. Un'azienda e due appartamenti del centro di Roma a fronte di un leasing di appena centomila euro.
Il proprietario del bar non se l'è sentita: ha optato per un'altra soluzione. Ha chiesto un semplice mutuo sull'appartamento della madre, che è stato prontamente erogato senza chiedere spiegazioni, e con questi soldi ha potuto ammodernare il suo bar. La banca preferisce erogare mutui a settantenni anziché finanziare piccole aziende sanissime.
L'artigiano, proprietario di una grande falegnameria, doveva acquistare un macchinario e ha chiesto alla banca uno scoperto di miserrimi diecimila euro. La sua azienda non ha mai mancato un colpo: fornitori da sempre pagati puntualmente, mai uno scoperto, mai la richiesta di un prestito, un'azienda modello oltre che sana e produttiva.
La banca ha rifiutato lo scoperto di diecimila euro, lasciandolo ai 2500 precedenti. Il falegname ha deciso che comprerà il macchinario mettendo i soldi da parte ogni mese, come un bambino col salvadanaio, e non chiederà mai più nulla alle banche. Un artigiano d'altri tempi, la cui precedente diffidenza era evidentemente ben riposta.
Nel raccontare queste due storie, a stento riesco a tenere a freno la mia fantasia complottista. Viene inevitabilmente da pensare che ci sia un disegno, che lo facciano apposta, che le banche si siano messe d'accordo per distruggere sadicamente le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti italiani. L'alternativa è un'impunita delinquenziale idiozia che si fa davvero fatica ad accettare. Forse anche a loro glielo ha detto il diavolo...
@48 & @49
...piccola o grande iniziativa non ci vedo molte differenze: per parte mia io sarei farvorevole a sanificare l'economia escludendo dal gioco la finanza. Sarà una posizione estremista, polpottiana, ma direi che ognuno si inizi l'attività che vuole,ma lo faccia solo con i suoi soldi. Chiaro che una posizione del genere certo non persegue l'aumento del PIL: per alcuni anni ci sarebbe un marasma noevole, ma poi si uscirebbe con un'economia risanata, back-to-basic, e a prova di bomba. Il vero ostacolo non è la macchina economica, è la macchina della finanza, che in italia e nel mondo produce profitti enormi SENZA lavorare. E metterla in quel posto a banche, assicurazioni, finanzieri, SIM... è ben difficile considerando che sono loro che comandano gli stati. In piccolo si può comunque sperare che il trend cambi prestando i soldi molto più dificilmente, e certo evitando di prestarli per scopi futili. Che si vendano a rate anche le brioches ancora un po' è assurdo! Persone fisiche e giuridiche sono portate a indebitarsi inutilmente e in modo incontrollato e malsano: se non hai i soldi è meglio che tu non faccia niente, stop.
Così la vedo, ciao a tutti
Paolo
Di solito chi intraprende, necessita di un po' di 'fresco' per avviarsi, e non è per nulla sbagliato chiederlo alle Banche: in teoria ci sono apposta.
Pero', se passano 10 anni, e l'arredamento è da rifare, cosa buona e saggia sarebbe averceli i soldi: o non li hai perchè il bar non rende (e allora forse è il caso che ti guardi attorno e ti dai una mossa), o non li hai perchè nel frattempo hai cambiato il tenore di vita: avevi i soldi nel cassetto e non hai 'ammortizzato' le spese che non vedevi; o, peggio ancora, sei andato avanti a spendere ed accendere altri debiti (incassi al momento e paghi a 90 giorni).
Fatto sta che NON esiste che una società possa accendere passivita' nei confronti della collettivita' e col supporto interessato delle banche che superano decine di volte quanto messo a rischio dell'imprenditore.
Le banche, come nel ben noto aforisma, in tempi di grassa, con il sole splendente han dato ombrelli a tutti, salvo adesso richiedrli indietro perchè piove (o meglio, grandina)
beh io pensavo al bar da comprare proprio, non affittare e comunque le attività varie si aprono con capitali sociali minori di 60mila euro per due, certo ben venga se c'è la possibilità ma si parte da poco, molto poco
certo per un bar non è che fai indagine di mercato, presentazione dei prodotti e proiezioni di vendita l'esempio era limite
@zerouno 36
Sai che non ho mica capito l'esempio del bar? Che è proprio un esempio terra terra ce va nella direzione che sostengo io. mettiamo che io e te ci siamo stufati del nostro lavoro e decidiamo di aprire un bar: troviamo un locale ad uso commerciale in una buona posizione, vediamo che l'affitto sono 40mila euro all'anno, sentiamo il comune e l'ASL per eventuali autorizzazioni, disponiamo avori di ristrutturazione o imbiancatura e di arredo per 50mila euro, assumiamo una ragazza per servire ai tavoli, preventivando una spesa di 30mila euro l'anno. Fanno 120 mila euro l'anno di spese, se siamo d'accordo partiamo, ognuno di noi ne mette 60mila per iniziare e siamo soci. Che i soldi uno debba farseli prestare da una banca non ha molto senso, o no? Perché se siamo senza una lira... beh, muti e rassegnati continuiamo a fare ciò che facciamo adesso, anche se non ci piace. Se poi il nostro bar incasserà 200mila euro l'anno, il primo anno ci guadagneremo 40mila a testa (ripagato il nostro investimento), e dal secondo anno ce ne guadagneremo 65mila, perché la ristrutturazione l'avremo pagata una volta sola. Cosa c'è di sbagliato nel mio business plan secondo te? Cosa richiede che ci rivolgiamo a una banca?
Perché io le mie attività le ho sempre gestite così, non so te... e io in banca ho pochi soldi, se mi chiamassi Agnelli forse potrei anche mettere su un'azienda automobilistica :-)
@45
Ognuno vede ciò che vuole e dove vuole.
Se l'impresa fa qualcosa che serve per migliorare la nostra vita o se chi fa impresa pensa solo a guadagnare magari in modo improprio e a spese di altri è senz'altro un buon argomento su cui pensare (a partire da chi fa impresa).
Nel primo caso però le buone intenzioni non bastano... anche e sopratutto se fai qualcosa di utile per migliorare la vita devi fare i conti con le risorse che hai e che puoi reperire, incluse quelle finanziare, perché mica poi arriva qualche entità divina a dirti "bravo, hai fatto qualcosa di utile, però hai fatto un buco, mo' te lo riempio io perché sei meritevole".
Nel secondo caso qualsiasi tentativo di avvicinarsi a quell'aspetto verrà liquidato con frasette tipo "pensate solo ai soldi", "modi vecchi di pensare", ecc. Per motivi più che ovvi.
vedo un modo di pensare vecchio che e' quello che ci ha portato dove siamo oggi.
continuate a pensare solo ai soldi, io penserei piuttosto non se l'impresa guadagna o meno ma se l'impresa fa qualcosa che serve per migliorare la nostra vita.
si hai rigione sul discorso del rapporto debito/patrimonio, troppe aziende hanno i patrimoni bassi perchè non accantonano a riserve ma girano gli utili ai soci, dovrebbero tenere un patrimonio proporzionale al giro d'affari e invece si indebitano al 6%, 8% o magari oltre e poi i soci a cena con gli amici si lamentano perchè i 150mila euro in banca firmati a bot rendono zero, ecco questa gente non merita di essere a capo di un'azienda
Giò, quello che dici è sacrosanto, infatti se si dovesse dare una colpa alle banche io non le accuserei tanto per il fatto di non dare credito alle piccole imprese in un momento come questo, ma per il fatto di non dire chiaramente ed apertamente il perché (che almeno servirebbe a far crescere un po' la cultura imprenditoriale)...
E se non lo dicono è perché in altre situazioni (che fanno da preludio a questa) torna invece comodo far finta di non vedere le magagne di un'impresa, darle credito senza pretendere grosse garanzie, e magari addirittura magnificare le sue magagne come se fossero pregi e così facendo attirare investitori verso di essa...
Guardate che le PMI italiane, IN MEDIA, son tutte sottocapitalizzate! Qui non stiamo parlando di start-up biz, dove è evidente che un po' di grano te lo devi far prestare, ma di imprese piccole, quasi piccole, medie, medio grandi, che dopo 10, 15 20 anni di onesta attività NON hanno una lira per comprare i macchinari (le Jaguar ai titolari, ai figli si, per quelli li hanno avuti).
C'è proprio un meccanismo distorto, un tarlo mentale per cui un imprenditore, i soci di una srl, il CA di una SpA ritengono NORMALE avere leve di 4-5 volte il patrimonio; poi un anno ti va storto, per ripianare ti mangi il patrimonio e ti ritrovi con i numeri che ho rilevato prima.
Sembra NORMALE che si paghi a 90-120 gg dffm (data-fattura-fine-mese.... e io aggiungo 'forse').... tanto 'te li fai anticipare dalla banca'; prova tu a portare una fattura a una banca tedesca e vedi cosa ti dicono.....
Oltretutto la distorsione è doppia! Perche' le Banche non sono cretine come i fornitori.... certo che anticipano... ma vogliono le cosiddette 'garanzie reali' cioè ipoteche sui beni privati dell'imprenditore: cosi quando poi c'e' un fallimento, per lo meno loro un po' al riparo... e nelle tasche la prendono tutta per intero i fornitori.
E questa è una evasione 'nei fatti' dell'articolo del CC che prevede che TUTTI i creditori si mettano in fila secondo la graduatoria stabilita per legge.
Ps. scusate se mi scaldo ma sono anni che lo vado ripetendo a tutti i convegni in cui mi capita di parlare.... invano :D
PS2: nessuno ha raccolto la mia provocazione precedente: avete controllato il vostro estratto conto? tutto ok?
il problema è che il credito a consumo con cifre limitate (<10k euro) è una manna per le banche che hanno quasi la certezza di solvibilità e incassano interessi incredibili, il problema è poi la liquidità, da un lato c'è tanta carta stampata in giro e quindi il denaro ha un valore inferiore anche per le banche che tendono a preferire quindi asset e commodieties dall'altra ci sono titoli di debito ovunque, di ogni tipo
le banche hanno anche la funzione di assistenza finanziaria e si pappano le commissioni quindi gestiscono le finanze dei clienti che comprano azioni, titoli di stato e bond di SPA e la liquidità per i prestiti a quella che è la vera economia diminuisce. profit what else? business as usual
Sul "creadenarodalnulla". In parte e' vero, succede ogni vlta che qualcuno presta del denaro. Io continuo ad usare il denaro nel mio bancomat (che e' in realta' stato prestato dalla nanca nel frattempo) semplicemente trasferendo un "credito" (che e' denaro) dal mio conto a quello del negoziante. E chi ha ricevuto il mio denaro dalla banca lo usa (sempre lo stesso denaro). Ma la banca non ha "creato" denaro, solo lo fa usare (e riceve i relativi interessi) in media 4 volte.
Non facciamoci imbrogliare dalle versioni a bufala del "signoraggio".
Sul prestare denaro. Un'attività richiede dei soldi, che quando la inizio non ho. C'e' poco da fare, o me li faccio restare dal babbo (se li ha) o da una banca. Poi ci sono le esagerazioni, il capitale sociale che e' un quarantesimo o meno dell'indebitamento, ma senza un po' di soldi in prestito non si fa nulla.
Adesso le banche soo in paranoia piu' assoluta, non ti prestano neppure 10 mila euro per un'attività minima, ma se invece vuoi comperare l'auto ti fanno tutti i finanziamenti possibili. Ho appena avuto un prestito, sull'unghia, senza problemi e senza garanzie, per 12 mila euro per acquistare un garage. Mio fratello ha penato per avere 4000 euro per anticipo fatture (con fatture per 12 mila).
A proposito di situaizoni poco rosee. Mio fratello, ingengnere freelance (cioè semidisoccupato), ha una fattura aperta con una grossa ditta del nordest (di quelle GROSSE, con prodotti in tutti i vari Euronics ecc). Va a chiedere "Ma questi 6000 euro me li pagate?" e loro tergiversano, poi IL DIRETTORE gli dice "Senta, Comoretto, se per caso sa di qualche opportuità di nuovi mercati, qualche idea di un prodotto, ci faccia sapere". A me ha fatto paura........
@ indoparma
non si parla di mercato di cartoralizzazioni (che non so nemmeno scrivere u_u) per il settore del finanziamento alle aziende, la banca gestisce denaro dei risparmiatori e il banchiere rischia eccome quando il prestito va male e l'azienda è insolvente arrivano le svalutazioni crediti a bilancio che tagliano gli utili immediatamente
3. L'azienda sta crescendo troppo velocemente e senza generare autofinanziamento, e quello che al piccolo imprenditore appare come un merito attribuitogli dal mercato (che magari lo premia più per le condizioni di pagamento che concede pur di crescere cerscere crescere, che per altri meriti), alla banca fa subito pensare "eccone un altro che s'è montato la testa e va a passi da gigante, si, ma verso l'insolvenza...".
@zerouno
il banchiere, nel momento che accorda un prestito, crea tale denaro dal nulla. poi si possono verificare 2 casi:
1- l'imprenditore ha successo e coi soldi costruisce il suo nuovo business (beni, servizi). in questo caso i soldi creati dal nulla servono per pagare le cose create. sul mercato c'e' un nuovo bene/servizio ed e' stato creato il relativo denaro per scambiarselo.
2- l'imprenditore fallisce, i soldi sono stati creati e spesi, sono in giro per il mercato ma non e' stato creato che una parte del bene/servizio oppure anche niente. in questo caso e' aumentato il denaro in circolazione ma non la quantita' di beni, e' stata creata quindi inflazione.
il rischio per la banca non esiste poiche' non presta denaro suo o dei risparmiatori ma denaro che crea dal nulla nel momento del prestito. esiste solo un problema di inflazione.
come fa qualcuno a dire che un imprenditore deve fare investimenti solo con le sue risorse? ma in che mondo vivete?
un'azienda fa il suo business plan con la proiezione dei flussi di cassa e lo presenta alla banca (forma semplificata del fenomeno) e la banca mette a disposizione il denaro a prestito per l'investimento facendo la proiezione delle rate compatibili con il flusso di cassa previsto dal BP
non si può aprire un bar in 10 soci con un capitale sociale di 100mila euro, bisogna anche considerare poi che gli utili devono remunerare il capitale dato che nella piccola e media impresa i soci traggono sostentamento proprio dagli utili distribuiti
poi le questioni relative alle evasioni, ai bilanci piatti o in perdita sono altri discorsi
comunque quando una banca, dopo aver preso visione delle proiezioni di bilancio aziendale, non concede il prestito le situazioni sono 2:
1. prestito insostenibile per le condizioni di mercato quindi i soldi te li sogni, la tua azienda non merita di continuare a crescere o a restare in piedi
2. la banca stringe la quota di denaro destinata ai prestiti a favore delle attività speculative finanziarie, è qui il male, perchè le banche devono sostenere l'economia reale, hanno un dovere morale, una responsabilità sociale che non può mancare e l'abilità del banchiere è proprio quella di riuscire a far crescere le aziende clienti garantendo la sostenibilità del bilancio della banca
Forse gli sciacalli delle banche prediligono le vecchiette pensionate, sperando che non possano rientrare, per mettere le mani sulle loro proprietà immobiliari ...
In ogni caso, non mi preoccuperei tanto del "grido di dolore" della piccola impresa, che rappresenta la piccola evasione fiscale, la CGIA di Mestre, a nord i trablisti della Lega, quanto della condizione del lavoro dipendente.
Un saluto anticapitalista, antiliberista e antiliberaldemocratico
Ottorino La Lingoiatra
Purtroppo sono storie normali in questi tempi. Se avete visto le ultime due puntate di Report anche li c'erano molti casi descritti...
Ci sono associazioni senza scopo di lucro come Arcipelago SCEC che stanno tentando di salvaguardare la piccola e media impresa italiana costruendo una piccola rete e portanto avanti dei progetti che aiutino a ricostruire i tessuti economici che stiamo piano piano perdendo in seguito all'arrivo della grande distribuzione.
Vi invito a dare un'occhiata al progetto: http://www.arcipelagoscec.org/
l'anomalia e' che le banche possono diventare proprietarie di beni reali.
col potere che hanno di creare denaro dal nulla questo NON DOVREBBE MAI SUCCEDERE, dovrebbero solo interessarsi a regolare il denaro nella societa', come quantita' e velocita' di circolazione, questo sarebbe il loro ruolo.
ma non possono inposessarsi dei nostri beni perche', mentre noi dobbiamo lavorare e faticare per averli, alle banche basta digitare qualche numero sul computer... questa l'anomalia.
lasciamo alle banche creare il denaro dal nulla ma proibiamo loro di comprare cio' che noi produciamo con fatica. ecco perche' la banca privata ha poco senso, la banca dovrebbe appartenere a tutti i cittadini.
termino dicendo che lo scopo della creazione di denaro dal nulla e' quello di mantenere ridotta l'oscillazione dei prezzi in modo da facilitare gli scambi.
@federico
l'impresa DEVE prendere soldi in prestito dalla banca perche' sta creando un prodotto NUOVO per il quale NON ESISTE ANCORA il denaro per comprarlo.
alessandro di sopra ha detto bene, fa parte del meccanismo per cui si crea DENARO DAL NULLA a fronte della creazione di un NUOVO BENE.
se il denaro non si creasse dal nulla ci sarebbe una continua DEFLAZIONE, carenza di denaro a fronte di un aumento di produzione di beni.
oggi hai 1 uovo ed 1 euro, un uovo quindi costa un euro. se domani la gallina ti fa 2 uova e tu hai sempre e solo 1 euro allora un uovo o vale mezzo euro oppure decidi di creare un euro dal nulla (cosi' in totale hai 2 euro) in modo che l'uovo continui a costare un euro. questo nuovo euro lo stampi nel mentre ti accorgi che la gallina sta facendo l'uovo anche se non e' ancora uscito in modo che appena uscira' avrai i soldi per comprarlo.
cosi' si fa con gli imprenditori... si crea il denaro per comprare un nuovo bene prima che il bene sia prodotto.
Non so se ci sono complotti o meno ma non mi sorprende affatto se le banche si fidano poco delle garanzie date dal patrimonio di persone giuridiche (imprese) e preferiscono avere garanzie da quello di persone fisiche. Il primo è sempre un po' fumoso ed evanescente, anche quando non c'è malizia da parte dell'imprenditore.
Se fossi un imprenditore al quale è stato negato un credito, qualche domanda sullo stato reale della mia impresa me la farei.
@ Federico. Per vari motivi: perché normalmente l'investimento va fatto prima di ricavarci soldi e non è detto che prima ne hai abbastanza, perché per come funzionano le imprese possono esserci periodi in cui sono a secco anche se sono in utile (questione di dilazioni di pagamenti e incassi), per sfruttare la c.d. leva finanziaria... solo i primi che mi vengono in mente.
Qualcuno mi spiega perchè una impresa deve prendere soldi a prestito per fare business, ammodernare, ristrutturare?
Io non lo capisco, non ci arrivo, devo essere ottuso: se fossi imprenditore col casco che vado a chiedere un centesimo ad una banca!
Gli utili d'impresa si mettono da parte per gli impegni futuri.
@20 Andrea.de
Gli investimenti devono essere commisurati alle risorse di cui si dispone: forse se non hai in tasca 70mila euro per comperare un macchinario industriale è un segno che è meglio che tu non lo comperi? Non è che io predichi bene e razzoli male: ad esempio io faccio il medico, forse potrei mettere a garanzia tutti i beni miei e di tutta la famiglia allargata, farmi prestare 10 milioni di euro da una banca e aprire una clinica privata, che magari guadagnerebbe un sacco di soldi, permettendomi di restituire il prestito e fare una vita da nababbo (non credo perché lavorare bisogna sempre), oppure più probabilmente far finire sul lastrico me e tutti i miei cari. Siccome però sono prudente, non chiedo soldi a nessuno, mi gestisco le mie piccole attività con i quattro soldi che ho, e campo discretamente. Non vedo perché l'artigiano dovrebbe regolarsi diversamente e farsi finanziare progetti grandiosi... vedi qualcosa di insensato in questo ragionamento? Per questo per parte mia sono dell'idea che meno soldi le banche prestano meglio è per la salute dell'economia "vera", perché tanti soldi che girano non fanno che drogare il mondo dell'impresa e del commercio. Vedo il prestito come uno strumento da riservare a pochissime iniziative, al limite l'acquisto di un immobile (che comunque ha a garanzia ipotecaria l'immobile stesso), ma se dipendesse da me non consentirei che venissero finanziati acquisti a rate di auto, elettrodomestici, macchinari industriali... Tra l'altro la facilità del credito crea anche inflazione: vorrei vedere se i mutui non esistessero se qualcuno riuscirebbe a valutare mezzo milione di euro un trilocale a Milano...
E se non si hanno i liquidi si chiude, e si chiude prima di indebitarsi. D'altronde se un business non fa profitto avrà qualcosa di sbagliato, meglio dedicarsi ad altro.
Ciao
Paolo
Bel post, è ora che si parli di banche. :)
Le banche hanno dato soldi a pioggia alle PMI che oggi sono straindebitate: tanto per fare un esempio, ho fatto uno studio sui bilanci di 40 aziende di un certo settore (summenzionato, tra l'altro), in una zona specifica: bene, 38 su 40 hanno impegni bancari che superano 2 volte il loro patrimonio, 10 su 40 hanno debiti che superano 40volte il loro patrimonio.
Come a dire che per 10.000 euro 'rischiati' dall'imprenditore, la Società Civile, operai, banche, fornitori, erario, ne rischiano 400mila: per cui, signori imprenditori, 'prima' di piangere, mettersi in linea con Basilea2, poi ne riparliamo.
Detto questo, se siamo a qs punto lo dobbiamo alle banche, che hanno finanziato tutto e di +: solo in italia esiste il pagamento con RiBa, e solo in italia esiste lo sconto delle RiBa stesse: tu vendi, fatturi, appoggi i pezzi di carta in banca, e la banca anticipa i soldi: va tutto bene finchè il giro cresce, ogni mese ti viene anticipato piu' di quanto ti serve (quindi ci sta il Bentley, la barca ecc.ecc.), quando il fatturato cala, è un disastro.
Non voglio farla lunga, ma appoggiare in banca un 20% meno del solito, significa che ti mancano milioni di euro nel giro di mesi! E questo è classico delle PMI
Ovvio adesso che chi si è scottato e si sta scottando con la minestra calda, soffi sulla fredda: rincorrono i buoi ormai scappati.
Ma... non ho visto un solo post sulla vera indecenza del momento in campo bancario: la commissione concessione fido: ne vogliamo parlare?
@18
Tullio, il tuo amico ha un'impresa di onoranze funebri? ;-)
Hai ragione Medo, ma dobbiamo chiederci se è ancora importante continuare a produrre manufatti che per un 80%, altro non sono che una folle espansione di quello che ci è realmente necessario per continuare a vivere in maniera decente.
L'altro giorno ho trovato un ex collega di lavoro, il quale mi ha confidato che non ha più l'auto per divertirsi, ma in compenso ha acquistato un trattorino nuovo tuttofare, che gli permette di lavorare e far rendere in maniera soddisfacente il suo pezzo di terra; con molte più soddisfazioni rispetto al tempo perso nelle lunghe code dirette al mare.
Ci dovremo abituare a questi nuovi paradigmi.
#22
La stragrande maggioranza di macchinari di questo tipo, in Italia, processano materia prima importata. Questo la banca non lo sa, ma "lo sa" il Mercat, lo stesso Mercato che sa che le materie prime si fanno rare e che la tal ditta o la tal altra DEVE fallire per ragioni fisiche sistemiche.
Esempio.
Non esistono uomini cosi intelligenti da fermare da oggi a domani tutte le aziende che lavorano il mercurio in Europa perchè la Cina è rimasto da qualche mese l'unico produttore mondiale e quindi "tanto vale". Esistono solo uomini cosi stupidi da crederci fino alla fine, cosi da creare ogni volta un nuovo dramma inutile.
Stesse cose accadranno via via che questo o quel prodotto che non sarà non più fabbricabile per carenza di una o più componenti.
E' per queste semplici ragioni che non esiste una rilocalizzazione possibile, poichè l'economia produce la produzione via via laddove c'è materia e quando ha esaurito A passa a B e poi a C. Il contrario è "scarso", difficile rimettere il dentrifricio nel tubetto quando lo hai estratto tutto..
Non so se avete visto report ieri sera ma quel pezzo in cui un paio di economisti parlavano del "punto dinon ritorno" a proposito della combinazione tra deficit e costo crescente degli interessi e riduzione delle entrate fiscali causa deficit.. ecco mi ha messo la paura dell'ARGENTINA ! questi sono tutti piccoli passi verso quella situazione.. Teoricamente il fatto di essere in Europa ci dovrebbe salvare ma a tirare troppo la corda alla fine si spezza!
Roberto
E' logico che se ti serve una macchina automatica da mezzo milione di €, sei una micro srl e non li hai in tasca devi prenderli a strozz... ehm in prestito.
Ma anche gli investimenti van fatti in proporzione alle proprie risorse di base, anche se sei un'azienda.
Crescere troppo in fretta è molto rischioso: in molti casi è meglio un uovo oggi che una gallina domani, perchè se poi quella gallina non arrivain padella al suo posto ci finisci proprio tu.
Dal mio punto di vista il progetto è molto semplice stiamo dirigendoci verso un mondo in cui un agglomerato oligarchico di pochi comanda su miliardi di persone. Se notate i negozi vengono sostituiti prima da supermercati poi da centri commerciali, le banche si fondono in superbanche le industrie in multinazionali. Sempre meno spazio per il piccoli pesciolini, l'Italia risulta una vera e propria anomalia per il modello anglosassone imperante ovvero presenta un forte tessuto di medie piccole imprese che il potere a deciso di sopprimere, il controllo globale sta nel ridurci tutti sotto un unico datore di lavoro, un'unica banca, un unico stato. Il Trattato di Lisbona che in silenzio hanno approvato, senza sentire il volere democratico dei cittadini, è un ulteriore passo verso la fine degli stati e verso un controllo sovietico in cui il cittadino eleggerà dei maggiordomi al servizio di chi non eletto veramente comanda.
Va bene tagliare i costi, va bene risparmiare, ma un conto é comprare una lavastoviglie, un conto é investire 70.000€ in un macchinario industriale. Soprattutto ora la piccola imprenditoria non si puó permettere di aspettare per investire, e le banche dovrebbero essere lí a sostenere quella parte di imprenditoria con le idee. Sono anche daccordo con chi sostiene che il credito ora come ora sia giusto non concederlo a tutti: quante ceramiche nella zona si Sassuolo stanno facendo milioni di € di debiti per pagare stipendi e fornitori? Quante di queste sopravviveranno al 2010? Poche, non sparo percentuali, ma saranno sicuramente poche.
Qui in Germania i problemi sono simili: anche chi ha lavorato bene per anni (penso al servizio clienti nel settore elettrodomestici), si vede un cliente grosso che cade (Quelle) e si ritrova in una situazione disperata, con dipendenti da pagare, fatture e via dicendo. Un'azienda, anche se piccola, non segue le stesse dinamiche di una famiglia.
Mi sa proprio che questo sia l'inizio della vera crisi...
Credo che sia più sano che chi vuole fare impresa lo faccia con i propri soldi. Farsi prestare soldi per fare a me personalmente sembra avallare un comportamento da cicale: l'artigiano faccia fruttare la sua attività e con i soldi risparmiati ammoderni l'attività o comperi il macchinario, né più né meno di come dovrebbe fare il cittadino che se vuole l'elettrodomestico nuovo dovrebbe verificare se ha i soldi, altrimenti ne fa a meno. Proprio in questi giorni si fa un gran parlare dell'esposizione degli Italiani che hanno comperato a rate, un nonsenso, soprattutto se si vuole finalmente smettere di perseguire il business-as-usual, e andare verso un'economia di crisi, ma più sana.
Paolo
La mie piccole ricerche non corrispondono con la mia cara Debora stavolta. Parlavo con un amico commerciante che ha un'azienda sana e un rapporto invidiabile con le banche. Questa "media" azienda lavora con solo due istituti di credito (Report diceva ieri che le aziende lavorano con una "media" di 4/5 banche!!!?): sono le tanto (giustamente) vituperate MPS e Intesasanpaolo. Lui dice di non aver mai avuto alcun problema con nessuna delle due "succhiasoldi" le quali si rendono disponibili ad aumentare fidi e concedere prestiti all'occorrenza. E voglio vedere, dico io! Sicuramente hanno fatto i loro studi e ricerche e considerano l'azienda del mio amico un investimento sicuro. Sarà un caso straordinario, ma credo che alle banche non convenga non sostenere l'eccellenza. Semmai ritengo che, con la crisi attuale, siano diventate più "pavide" e meno stimolate al rischio verso un'economia reale che non si prevede rialzi la testa per lungo tempo. Credo che abbiano, carte alla mano, deciso di investire tenendo conto più che altro di quei settori dell'economia che hanno più probabilità di sopravvivere al collasso. La vecchia zia, presumo camperà altri cent'anni! :)
Le banche fanno mutui anke ai condannati a morte se c'è il capitale e c'è un buon ratios (cm in questo caso 100mila a fronte di un valore di 400mila), xkè ?
Semplicemente xkè l'ipoteca è su tutta la casa e se gli eredi vogliono ereditare devono accettare anke il mutuo. Le eredità sn sempre x attivi e passivi e nn si può scegliere cosa prendere e cosa lasciare ;)
Quindi la banca è in una botte di ferro sempre e cmq !!!
Se l'erede accetta deve anke ripagare il mutuo e se nn ce la fà la banca riscatta l'ipoteca e con tutta calma si rivende all'asta l'appartamento riaddebitandogli tutte le spese, quindi senza perderci manco un euro, anzi.
Se poi l'erede lascia, la banca si cucca tutto il 400mila quindi doppio affare ;)
MAX_ALEX
www.isoladieden.com
@ aphex
lo scopo delle banche non e' fare soldi prestandoli ma creare il denaro dal nulla.
i beni prodotti aumentano di numero, la popolazione aumenta di numero e il denaro? rimane sempre quello?
il sistema ha bisogno di aumentare il denaro in rapporto a cio' che ci scambiamo e le banche sono li' per quello, per creare denaro e darlo all'imprenditore che sta creando un bene nuovo.
le banche... lo creano dal nulla (e non esiste altra possibilita'), quello degli interessi e' un'altro discorso.
Di questi tempi on conta se hai sempre pagato in passato: dal momento che ci sono un sacco di aziende che stanno con una mano davanti e una dietro e che i consumi (inclusi quelli da bar) stanno calando è logico che la vecchietta è un investimento più sicuro che un prestito di un ordina di grandezza inferiore al proprietario di un bar o al falegname che vuole prendere un nuovo macchinario.
Io stesso da quando ho compreato casa sto facendo comequel falegname: li spendo quando li ho messi da parte e 'fanculo le banche. Questo sia per i lavori di casa che per l'attività lavorativa vera e propria.
Distruggere sadicamente le imprese ma per quale scopo scusa? Così tanto per fare?
Il mestiere delle banche è quello di far soldi prestandoli, quindi se si rifiutano evidentemente non possono (vedi Basilea2). Prestare 100.000 ad una vecchietta posseditrice di un appartamento che ne vale 400.000, beh se la faccenda si complica la banca mal che vada avrà nei suoi asset un immobile del valore comunque quadriplo....piuttosto mi chiedo come mai se non ci si indebita fino al collo tanti imprenditori non sanno come si fa ad"intraprendere"?....risparmiare sul superfluo (es. berlinotte tedesche, uffici degni di una multinazionale, fiere marketing e quant'altro spesso inutile, o come nel caso del bar di Trastevere in ammodernamenti che tanto il caffè o il gelato sarà sempre uguale) no eh?
@Guido
tu dici:
"Le banche sanno che molte aziende non saranno in grado di restituire i soldi presi in prestito, perché dovrebbero darglieli?"
rispondo:
perche' e' il lavoro delle banche prestare i soldi alle imprese e perche' le banche i soldi non li perdono perche' li creano dal nulla.
Bel post! complimenti sinceri a Debora.
#1
Forse è off topic, forse no, però io una cosa non capisco:
Marrazzo è stato pizzicato con dei transessuali e si è dovuto dimettere. Berlusconi è stato pizzicato con escort e minorenni ed è ancora al suo posto. A me qualcosa non quadra.
A me quadra perfettamente, infatti per come la vedo io, marrazzo è solo una risposta di avvertimento ai poveri sinistrati italiani che di solito hanno la doppia morale, quella da applicare ai nemici e quela da applicare ai "compagni che sbagliano"
Siccome sono nati pirla, continueranno a costringere alle dimissioni chiunque di loro verrà beccato con le mani nella marmellata, solo per dimostrare che loro sono più bravi cristiani di berlusconi, non perchè non vadano a puttane e trans, ma almeno loro hanno la dirittura morale per dimettersi....
Povere bestioline confuse...
Se continuano a rompere i maroni con la loro solfa moralista si beccheranno (meritatamente) ulteriori quintali di cacca....
Alessandro, la vecchietta è andata in banca, ha chiesto centomila euro di mutuo sul suo appartamento da quattrocentomila, e la banca glielo ha concesso in due balletti e senza battere ciglio.
Ecco che si ricomincia a far le pulci ai casi personali.
Dubito che un bar nel bel mezzo di Trastevere non sia in grado di ripagare miseri centomila euro...
Concordo con Guido. Le banche sanno che la crisi non sara' passeggera. Non sanno se un'azienda, anche fino ad oggi sanissima, sopravvivera', e nel dubbio non prestano nulla. Se la pensassero come Damiano, presterebbero con una ipoteca sui mezzi di produzione. Ma se la ditta non paghera', e' perche' quei mezzi non producono piu', e allora a che serve?
Sono sempre più convinto anche io cara Debora che ci sia un bel disegno sotto. I soldi non rappresentato una ricchezza di valore assoluto, la vera ricchezza è l'apparato produttivo, le persone, i mezzi, le idee. Ve lo dico io quando finirà la crisi: quando le banche avranno preso il possesso totale della vera ricchezza, solo allora ci sarà ripresa. Tale evento coinciderà con quello della nascita di una nuova specie: l'homo sapiens servus.
Le banche sanno che molte aziende non saranno in grado di restituire i soldi presi in prestito, perché dovrebbero darglieli?
Voi prestereste dei soldi a qualcuno che non potrà restituirveli? Se proprio volete darglieli glieli regalate.
In effetti una anziana proprietaria di un appartamento è più affidabile di un'azienda, soprattutto se piccola.
Brava Debora anche secondo me le banche si son messe d'accordo, però ci sono due fatti da tener presente.
Le banche essendo enti privati non sono caritatevoli e siccome alcune piccole aziende non sopravviveranno alla crisi direi almeno 1 su 3 salterà hanno deciso di fregarsene tanto non sono strategiche e poi lo stato non copre i loro fallimenti, mentre per le grandi è un po' diverso.
Quando anni fa il nostro sistema imprese era nelle canne hanno precarizzato i contratti e sottopagato le persone da far schifo per rendere le aziende competitive, ora non so cosa faranno. Secondo un economista Giulio Sapelli ci aspettano 10 anni di lacrime e sangue se la politica si sveglia o 20 se la politica non fa niente.
..Io invece dalle mie parti vedo aziende con qulache decina di dipendenti, condotte ancora dal loro fandatore storico, ormai quasi settantenne, ancge se magari ha mess i figli dentro l'azienda, ( e non per questa il fatturato aumenta ), che si indebitano di quote pari al 50%-100 % del fatturato annio per pagare ( con ritardo di mesi ) stipendi e fornitori : secondo discorsi tipo peak oil non sanno cosa sia...Io personalmente chiuderei o venderei prima di indebitarmi.....
@Debora,
ma il mutuo sull'appartamento della mamma se lo è intestato il proprietario del bar o è riuscito veramente a intestarlo alla mamma sulla base della sola pensione come lasci ad intendere??
Perché nel primo caso si tratta della normale patente idiozia tipica del banchiere moderno che non ha idea di quale sia la funzione sociale delle banche, ma nel secondo caso c'è da chiamare la neuro e fare internare il direttore della filiale!
Scusa ma sircana non si dimesso ed è rimasto portavoce unico del governo prodi ,allorquando mele invece non è stato ricandidato ..dipende da quanto conti.Comunque pare che ci siano due filmini su marrazzo,nel primo, girato da una simpatica coppia di trans, sembra ci sia pure la droga.
Forse è off topic, forse no, però io una cosa non capisco:
Marrazzo è stato pizzicato con dei transessuali e si è dovuto dimettere.
Berlusconi è stato pizzicato con escort e minorenni ed è ancora al suo posto.
A me qualcosa non quadra.
alle 23:48
hamilton
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