Crisi sistemica e cambio di paradigma

Buona lettura
Fonti di energia
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Signor Presidente del Consiglio,
il 7 agosto scorso su “il Giornale”, quotidiano di proprietà della Sua famiglia, e quindi sicuro interprete delle Sue personali opinioni, è comparsa un’intervista da Lei concessa ad Adalberto Signore, sotto questo titolo a tutta pagina:
A colloquio col premier - "Gas e nucleare, il grande slam dell'Italia"-
Ebbene, chi ha vinto le elezioni viene spesso poi accusato di aver fatto meno di quanto promesso, ma a Lei mi duole invece far notare la disinvoltura con cui su almeno un punto è andato molto oltre il Suo programma 2008. Nel quale la parola “nucleare” compariva una volta sola, in questo contesto:
<<Partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione.>>
Un proposito lodevole, che significava però "affiancare gli altri paesi europei nella ricerca, verso tecnologie nucleari nuove" e non era certo interpretabile come "costruire sul nostro territorio impianti nucleari con tecnologie vecchie". Intenzione questa che deve aver escluso anche quel 46 e passa per cento di elettori che il 14-15 aprile 2008 Le hanno dato il voto. Il 22 ottobre 2007 infatti, secondo un sondaggio IPR Marketing, gli italiani favorevoli al nucleare-subito erano solo il 38 per cento e sono risultati ancora solo il 38 per cento dopo le elezioni, secondo un sondaggio Eurispes del 24 febbraio 2009.
Non per caso, all’interno stesso del PdL e nelle regioni da esso governate, il tema del nucleare sarebbe oggi considerato da tenere in sordina perché pericoloso sul piano elettorale. Lo ha sostenuto Fosca Bincher in un articolo pubblicato il 16 luglio scorso su ItaliaOggi. Gli 11 siti candidabili ad ospitare una centrale nucleare, essa ha scritto, sarebbero già stati individuati, ma saranno tenuti gelosamente segreti almeno fino a dopo elezioni regionali del 2011. Che mi risulti, nessuno l’ha smentita.
Riguardo ancora al Suo programma elettorale 2008, Le faccio notare che subito dopo quell’accenno al nucleare esso prevedeva:
<< Incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili: dal solare al geotermico, dall’eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani.>>
Due righe che in sostanza anticipavano di molti mesi, sul tema energia, il programma con cui Barak Obama sarebbe poi diventato Presidente degli Stati Uniti.
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In quella stessa intervista ad Adalberto Signore, Lei aveva inoltre espresso un concetto di per sé inesatto e che sottintendeva un corollario usatissimo dai sostenitori del nucleare, ma quanto meno discutibile:
<<dobbiamo guardare alla Francia, che produce l' 80 per cento della sua energia dal nucleare>>.
In realtà:
a)- la Francia, col nucleare, produce solo l' 80 per cento del suo fabbisogno elettrico; mentre il suo fabbisogno totale di energia è molto maggiore; tanto che essa importa più petrolio dell'Italia (non è una pignoleria: nelle questioni tecniche, la proprietà di linguaggio è essenziale);
b)- il sottinteso che in Italia l’elettricità sia più cara che altrove per via della rinuncia al nucleare è smentito dal fatto che la tariffa elettrica italiana per utenze domestiche - dati 2007 - é la più alta fra quelle degli 11 paesi europei privi di centrali nucleari ed é superiore di oltre il 56 per cento alla media delle altre 10 tariffe (http://www.swivel.com/data_sets/show/1005446). Del resto, in un paese dove da 17 anni la truffa delle “fonti assimilate Cip6” sta derubando gli utenti elettrici e dove si fa credere ai cittadini che le rottamazioni incentivate di auto e moto abbiano un fine ambientale, è legittimo sospettare che le vere cause del caro-bolletta siano ben diverse dall’assenza di centrali nucleari.
Sul piano mondiale, la maggiore fonte di energia è tutt’ora il petrolio. E un’allarmante novità al riguardo sta nel fatto che la IEA - International Energy Agency, per la prima volta da quando esiste (mai stata catastrofista), è preoccupata per la disponibilità futura, appunto, di petrolio. Dal rapporto 2008 del suo economista capo, Faith Birol, risulta che il declino dell'estrazione mondiale di greggio – risorsa non infinita - è oggi del - 6,7% annuo, non del - 3,7% come si era ritenuto in precedenza, e sarà del - 8,6% nel 2030. Ciò è emerso controllando, uno ad uno, tutti gli 800 principali punti mondiali di estrazione, anziché fidarsi di semplici stime come la IEA aveva sempre fatto in precedenza
(http://www.iea.org/Textbase/press/pressdetail.asp?PRESS_REL_ID=275 ).
Un declino di produzione tanto più rapido del previsto da ridurre a 10, scrive Birol, i 20 anni che secondo le stime IEA precedenti sarebbero passati prima che l’offerta di petrolio diventasse inferiore alla domanda. Per cui, conclude: “Bisogna abbandonare il petrolio prima che il petrolio abbandoni noi”. Merita notare che appena 20 giorni prima che Faith Birol esponesse a The Independent il riassunto del suo rapporto 2008 (3 agosto 2009), il nostro presidente dell’Eni, Paolo Scaroni, aveva invece dichiarato a La Repubblica (13 luglio 2009) che “Galleggiamo nell'oro nero” e aveva ipotizzato di stabilire regole internazionali grazie alle quali tenere fermo il prezzo del petrolio. Chiedersi chi dei due sia più attendibile sarebbe, secondo me, domanda retorica.
Va da sé che l’inquietante scoperta IEA determinerà un aumento dei prezzi non solo dello stesso petrolio, ma anche delle altre due fonti primarie non inesauribili, per le quali l’Italia è del tutto estero-dipendente: il gas e l'uranio.
Tornando alla Francia, i suoi giacimenti nazionali di uranio si sono esauriti da decenni e il Presidente Sarkozy - che evidentemente era stato informato del rapporto Birol 2008, come il Presidente Obama, presumo - il 9 giugno scorso (fonte Associated Press) ha affermato <<Puntare esclusivamente sul nucleare a discapito delle energie rinnovabili fu un errore collettivo">>. Ed ha quindi preso impegno <<Laddove si spende un euro per il nucleare, a spendere la stessa cifra per la ricerca sulle tecnologie alternative. Un obiettivo da raggiungere non nel 2015 o nel 2020, ma il più presto possibile.>> La Francia, ha detto, dovrà diventare <<leader del domani nelle tecnologie a emissioni zero, senza nulla abbandonare delle conoscenze tecnologiche acquisite nel campo del nucleare civile. >>. E che egli avesse ottimi motivi per fare quella dichiarazione è provato da una notizia comparsa sul Corriere della Sera del 15 agosto: le tariffe elettriche francesi sono state aumentate dell’ 1,9 per cento, nell’ambito di un programma che prevede per esse aumenti del 20 (!!) per cento in tre anni. Una notizia che del resto non sorprende, considerato il debito di 24 miliardi di euro accumulato dalla nuclearizzatissima EdF - Electricitè de France.
Aggiunga che uno dei paesi tecnologicamente più avanzati, la Germania, sta esaminando da tempo seriamente un abbandono graduale del nucleare, ad iniziare dalle centrali più vecchie.
Perfino sul piano, diciamo, affettivo (mi perdoni l’intrusione in quell’ambito), la Sua personale fede nel nucleare lascia perplessi, considerato che a volere, fortemente volere, il referendum del 1987 era stato Claudio Martelli, allora delfino del Suo grande amico – da Lei mai rinnegato, a lodevole differenza di troppi altri - Bettino Craxi. Peccato che, mentre lasciare il nucleare allora, quando vi eravamo all’avanguardia, fu un grosso errore (personalmente a quel referendum votai NO), ritornarvi ora, in posizione di dipendenza tecnica, e non solo tecnica, sia una scelta strategicamente sbagliata, come Le hanno spiegato i 24 docenti universitari nella lunga “lettera aperta” inviataLe l’8 maggio scorso (primo firmatario il prof. Vincenzo Balzani, docente di Chimica all’Università di Bologna - http://www.energyforfuture.net/lettera-aperta-maggio.pdf).
Tanto più che oggi l’Italia, oltre ad essere essa stessa un ricco e perenne giacimento di energia, solare e geotermica, è tecnicamente all’avanguardia in un’altra, promettentissima, fonte rinnovabile, l’eolico di alta quota, per merito di una piccola azienda di Chieri (Torino). La risonanza internazionale avuta da questo primato italiano emerge dal fatto che cercando “Kite Gen Research” (il nome dell’azienda) su Internet si ottengono 215.000 risultati, nelle principali lingue del globo, e cercandovi “Massimo Ippolito” (il suo fondatore) se ne ottengono 872.000.
INCISO – Leggi razziali cretine, oltre che criminali, costrinsero Enrico Fermi ad andare a continuare il suo lavoro a 7.000 chilometri da dove lo aveva iniziato. Chieri è a 100 chilometri dalla frontiera francese e a 140 da quella svizzera.
A rendere problematica la buona riuscita del Suo “grande slam italiano”, se il fine è quello di aumentare la nostra indipendenza, energetica e quindi anche politica, concorre inoltre la circostanza che l’Enel si sia accorto (con singolare ritardo, devo dire) di non avere tutti i fondi che gli servirebbero per realizzare le centrali nucleari delle quali si è assunto l’incarico. E che andando alla questua fra i possessori di grandi capitali, ne abbia trovato uno solo, sembra, disposto a dargli una mano: Gheddafi. Un personaggio che, giusto nei giorni un cui scrivo, ha aggiunto al suo già grasso “carniere”, infischiandosene del suo impegno a bloccare in Libia il contrabbando di esseri umani (facilissimo, per un dittatore come lui) 73 eritrei, morti di fame e sete nel canale di Sicilia; e che ha accolto in patria con tutti gli onori Abdelbaset al Megrahi, colpevole della strage di Lockerbie (258 morti).
Fatto sta che, cercando su Internet “nucleare enel libia”, si ottengono 67.800 risultati, fra cui questo:
Da “Borse.it” del 03/06/2009, ore 09:20 – Enel: bene l’aumento di capitale, in arrivo i libici
Dopo l’avvio dell’aumento di capitale da 8 mld di euro, l’Amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti si è detto decisamente ottimista in merito al buon esito dell’operazione, che garantirà alla società “maggiore stabilità finanziaria". Conti ha poi ribadito di aver rilevato un grande interesse dei fondi libici anche se al momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. (A cura della Redazione Borsa).
Puntualmente, poco più di due mesi dopo quel 3 giugno, il 7 agosto, la Libia aveva ricominciato a protestare e a minacciarci di gravi ritorsioni per gli sconfinamenti dei nostri pescherecci in quelle che essa considera proprie acque territoriali – quelle entro 72 miglia dalla costa - mentre, per il Diritto Marittimo Internazionale, le acque territoriali di uno stato arrivano fino a sole 12 miglia dalla costa.
A questo punto, signor Presidente, dovrei commentare la Sua recentissima decisione di compiacere un personaggio di quel genere facendo partecipare ufficialmente il nostro Paese (con la Pattuglia Acrobatica !!!) ai festeggiamenti per l’anniversario del colpo di stato col quale egli prese il potere. Ma non saprei davvero come urbanamente definirla. Essa mi appare infatti soltanto una (chiedo scusa) calata di braghe invereconda, che non potrà non avere riflessi negativi sui nostri rapporti con la parte del mondo alla quale apparteniamo, l’Occidente, ma è stata fatta come extrema ratio per salvare il nucleare dell’Enel,
Concludendo, perciò, accetti un consiglio, che mi permetto di offrirLe con le migliori intenzioni. Nel febbraio 2007 Lei aveva presentato in modo molto elogiativo il libro “L’illusione dell’energia dal Sole”, col quale il prof. Franco Battaglia avrebbe voluto demolire per sempre le fonti rinnovabili di energia. Da allora sono passati due anni e mezzo, durante i quali l’interesse fattivo per quelle fonti è “esploso” in tutto il mondo. Le tre grandi potenze tecnologiche che oggi più stanno puntando su di esse, Germania, Giappone e USA, sono paesi ad economia di mercato come lo sono, e vi puntano, paesi minori ma avanzati, come Spagna, Svizzera, Danimarca, Olanda, Israele, Cipro. Un Suo Ministro, Claudio Scajola, il 28 luglio 2005 ha emanato per primo in Italia un decreto sul “Conto energia” per il fotovoltaico, decreto dal quale sono poi derivati grandi sviluppi (certo migliorabili, come ogni cosa umana). Se Lei dovesse quindi ribaltare le Sue personali opinioni sulla materia sarebbe un segno di coraggio e lungimiranza, non certo di debolezza. Per favore, ci rifletta !
La ringrazio dell’attenzione, rimango a Sua disposizione e Le porgo cordiali saluti.
Leonardo Libero
il signor gheddafi le centrali se le costruisse a casa sua!!! in un futuro non molto lontano i paesi del nordafrica avranno bisogno di dissalatori se non vorranno crepare di sete,e allora se proprio qualcuno deve ostinarsi col nucleare questo qualcuno non siamo noi. e secondo me neanche loro, visto che dispongono di sole in abbondanza. il nucleare non serve a nessuno, è una tecnologia superata da alternative più economiche e meno distruttive. e bisogna ricordare ai sigg. scajola e berlusconi che il loro piano è illegale o quantomeno incostituzionale, visto che è stato fatto un referendum. se questi dovessero continuare sulla loro linea, invito tutti i contrari ad unirci e fare ricorso, se necessario andiamo a bruxelles.
E' ora di svegliarsi, una volta per tutte!!! Per capire proviamo a verificare le zone sismiche in Italia visualizzando la mappa sul sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html
Come al solito tenteranno di farci passare sotto il naso ogni decisione in merito: non ci danno informazioni chiare anzi, tentano in ogni modo di confonderci le idee o distrarci da iniziative di interesse nazionale spostando l'attenzione dei cittadini su fatti di nessuna gravità o addirittura legati alla vita privata dei nostri governanti.
Noi cittadini italiani abbiamo il diritto e il dovere di impedire tutto ciò che può essere dannoso per il nostro Paese; non è con diatribe e polemiche che potremo difenderci da decisioni deleterie: dobbiamo tenerci informati con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione e Internet offre informazione a 360°. Per comprendere è necessario leggere e confrontare tutte le informazioni in merito, siano esse pro o contro le nostre convinzioni.
ma in tutto questo, si pensa al fatto che tutta l´italia e a rischio terremoti?
quali potrebbero essere i siti idonei individuati?
se in italia(tutta a rischio terremoto, ripeto) non si costruiscono le case antisismiche, non vedo possibilita che lo facciano con una centrale nucleare, che, tra l´altro, é secondo me completamente obsoleta come il petrolio, le auto a carburante fossile e cosi via......
Sembra proprio che i (fondi) libici speculeranno e si arricchiranno sulla salute degli italiani.
Qualche tumore per fare più ricco il raìs (e i suoi più stretti amici italiani) lo possiamo concedere...
...o no?
Da lontano Scajola urlava sul palchetto “Chi subira’ il disturbo psicologico (perche’ solo di questo si tratta) di ospitare una centrale nucleare dovra’ essere premiato e non si tratta solo di premiare il Comune o la Provincia che certamente dovranno avere delle royalties, ma dobbiamo andare direttamente sui cittadini che dovranno pagare l’energia molto, molto, meno che negli altri posti, grazie a bollette piu’ leggere”
la maggior parte delle persone non conosce la differenza tra l'energia nucleare e una pizza, quindi il politico che gioca sul concetto "gratis" o bollette più leggere, ha capito tutto; e fino ad ora gli argomenti a supporto del nucleare che ho sentito si riferiscono solo a questo: risparmio. Resta il fatto che la seconda generazione di chi ha concesso i propri terreni (espropriati in cambio di poche lire negli anni '60) per construire raffinerie ecc.. è sempre li a pensare a quello che hanno perso, a pagare benzina, elettricità e gas molto più cari rispetto alle zone dove questi ambaradan non esistono, in barba alle promesse di sviluppo, benessere, e risparmio energetico. Se dopo 40 anni si abbocca alla solita esca, non vedo alternative!
Sarebbe forse sufficiente capire che in alcuni posti il nucleare non è necessario.
Roby,
puoi nominare con precisione la fantomatica "università pubblica" dove Ippolito avrebbe fatto ricerca?
Sono tutta orecchie, guarda. Anche perché gli hai dato del criminale, e al momento non cancello.
Alcune osservazioni:
1) Il Premier in campagna elettorale aveva più volte affermato che intendeva fare il possibile perchè entro la fine della legislatura fossero iniziati i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare, poi vorrei ricordare che in italiano il termine "ultimo" può significare "che è il più recente" e non è un sinonimo di futura o prossima.
2) la Germania intende sostituire le centrali nucleari con centrali a carbone, motivo? loro hanno grossi giacimenti di questo minerale.
3) Votare no ad un referendum è come votare si vota o si sta a casa per non far arrivare il quorum.
Se chi ha votato no se ne stava a casa il referendum non sarebbe andato in porto.
4)24 docenti universitari dicono no al nucleare? io ne conosco personalmente una trentina che sono favorevoli e tutti in settori affini, quindi competenti, poi alcuni dei docenti sono di dipartimenti di chimica ben sovvenzionati da aziende petrolifere.
5) Ippolito è un "criminale" che ha usato una università pubblica per fare ricerca a spese dei contribuenti e vuole intascarsi i proventi della vendita con una società privata.
chiedo scusa: se non è chiedere troppo non si potrebbero correggere i difetti dell'html dell'articolo (o come diamine si chiamano)?
Sono curioso di sapere cosa risponderà,
oppure visti i tempi se cadrà il governo.
Aggiungo solo che se aspettiamo che "l'utilizzatore finale" di escort capisca questa lettera stiamo freschi. Franco Battaglia scrive per lui, non c'è altro da aggiungerei direi
alle 08:47
Hunter76Lima
Francesca #9,
Anch'io sono contrario al nucleare, ma in termini di costi/tempi di realizzazione che non permetterebbero di contrastare efficacemente l'ipotetico declino post peak-oil.
Per non parlare del problema realtivo all'individuazione dei siti di stoccaggio e smaltimento delle scorie radioattive e i costi e le problematiche sociali e ambientali connessi
Il discorso della sismicità del territorio non mi sembra proprio così vincolante: non ti dice niente l'esperienza del Giappone che di centrali nucleari ce ne ha un poì sparse su tutta l'isola?
E pensa che il livello di pericolo sismico in Giappone è ben più grande che in Italia.
Quindi da questo punto di vista la cosa è gestibile se realizzato e considerato in fase progettuale ... per gli altri aspetti che ho ciatto prima invece la vedo parecchio più dura