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Crisis, what crisis? Meditazioni di ferragosto.

Sabato 15 Agosto 2009, 10:38 in Apocalypse now, Mass media di

Sun.png


Il sole mi ha dato alla testa.

E così voglio proporre a quei 2 gatti che si trovano davanti al computer anziché sulla spiaggia del Billionaire (lo so che la frequentate) una piccola meditazione di Ferragosto.

Ho amici accorti ed informati sulla crisi in corso. Amici, diciamo che "la pensano come noi". Tali amici, però, mi costringevano ad una riflessione: il nascondere la situazione, come stanno facendo governi e stampa, non sarebbe poi tutto questo gran guaio. E' vero che così facendo non si consente ar popolo di prepararsi al peggio, ma siamo poi certi che la reazione dei più sarebbe quella di quietamente "prepararsi", prendendo provvedimenti per se stessi, la propria famiglia, e agendo contemporaneamente per un cambiamento profondo nella società?

Non per fare la parte dei classisti col complesso di superiorità, ma per la maggior parte dei telespettatori il campionato di calcio è un diritto inalienabile e l'auto nuova un diritto umano. Lo stile di vita che andiamo conducendo da una trentina d'anni a questa parte is not negotiable, guardiamoci in faccia, non la pensano così solo gli americani. Un messaggio concretamente catastrofico come quello che passa su questo blog, è davvero digeribile dalla casalinga di Voghera, dall'aspirante velina di Casoria, dal leghista di Treviso convinto che tutto il male siano gli extracomunitari?

Inoltre, quanti approfitterebbero del "disastro incombente" per licenziare gente, appioppare fregature, organizzare truffe, mandare sul lastrico debitori, imbrogliare sul peso, smerciare rifiuti, darsi alla delinquenza? E senza andare lontano, quanti smetterebbero semplicemente di prendere qualsiasi iniziativa, dall'andare al mare a comprare il prosecco, solo perché "non si sa mai"? Prima di lapidarmi per ciò che dico, ricordiamoci che decrescita va bene, ma non tutto di un botto dalla sera alla mattina. 

Insomma, odio anch'io questo "tutto va bene madama la marchesa". Ma a meno di trasformare stampa e governi in decrescitisti, aspisti e noglobal che educano la popolazione guidandola per mano verso il sol dell'avvenir (appunto), forse troppa scelta non c'è.

 

34
34 commenti
34
29 Ago 2009
alle 14:26

barbara

mah.. tanta gente nega anche di fronte all'evidenza, non si rassegnano a cambiare il loro tenore di vita se non davanti la catastrofe o più probabilmente solo dopo di essa. sentite questa storia che ultimamente mi sta sconvolgendo.

c'è una coppia di miei amici con figli piccoli. mesi fa hanno messo in vendita la loro casa perché non riuscivano a pagare il mutuo. scene di disperazione, pianti, sfoghi interminabili con noi amici. giova ricordare che al momento lui possedeva un'auto e una moto entrambe di grossa cilindrata. l'idea era quella di liquidare la banca e comprare una casa più piccola.

dopo qualche mese lei mi annuncia tutta contenta che erano riusciti a vendere casa. passa appena qualche giorno e la vedo sfrecciare a bordo di un'auto nuova, certo di piccola cilindrata, ma pur sempre NUOVA fiammante. giorni fa la chiamo per sentire come va e mi comunica che sono in VACANZA. in vacanza, dico! per 15 giorni.

ecco come si sono spesi i soldi dell'acconto che hanno ricevuto per la casa: auto nuova, vacanze, cavolate così. chissà se alla fine dopo aver liquidato la banca, riusciranno davvero a ricomprarsi un'altra casa, io visto l'andazzo ne dubito molto. sono sicura che torneranno a vivere coi genitori di lei.

temo che ahimé ce ne sia in giro parecchia di gente così. si accorgeranno di essere rovinati solo quando sarà troppo tardi.

33
28 Ago 2009
alle 10:17

Nicola

Solo quando proverete a vivere come vivevano i nostri nonni o come vivono gli Elfi di Pistoia, solo allora capirete che forse gli agi che il sistema (che io, in primis, rifiuto)ha prodotto, non sono poi così male...
Per cui forse è meglio rimanere ignoranti e tirare a campare, vivendo di (false) speranze, permettendosi il lusso di leggere il giornale davanti ad un cornetto caldo ed un caffè cocente?
Magari ciò verrà comunque a svanire (o vedrà un ridimensionamento) una volta terminato il petrolio che ci porta il caffè dal Sud America, ma siamo, noi stessi "illuminati", in grado, ORA, di rinunciare anche a quelle cose che ci sembrano piccole ma che in realtà prevedono un enorme e globalizzato lavoro alle spalle, oggetto principe delle nostre critiche? Riusciremmo ad essere perfettamente coerenti, concretamente, con ciò che pensiamo. 

Secondo me, a parte poche scelte individuali in questo senso,la maggior parte delle persone modificherà stile solo nel momento in cui ci sarà una catastrofe a giustificare un cambiamento di vita radicale, ecocompatibile (davvero..) e moralmente accettabile.
Da quando io ho iniziato ad "aprire gli occhi" e a farmi domande e a guardare in modo più o meno critico ciò in cui sono stato catapultato, vivo forse meglio? Ogni giorno passa come un macigno, mi sento come Sisifo. Ogni volta che giungo in cima e capisco che l'unica risposta sarebbe quella di dover cambiare vita, radicalmente, mi spavento e ritorno a valle.

Per cui non mi sento di attaccare, ma nemmeno giustificare la condotta di vita di coloro che, a volte anche per necessità o perchè costretti, non hanno voluto o non hanno avuto la possibilità e il tempo di porsi delle domande.

E' tutto troppo complesso. L'unica risposta sono le piccole comunità ed un ritorno ad una vita frugale, ma serve coraggio. 

32
20 Ago 2009
alle 18:11

giotisi

@31

Mi inchino alla cortesia e all'educazione. Buon forum.

31
20 Ago 2009
alle 14:34

Antò

@29

La crisi non l'ho inventata io quindi non la spiego. :-)

Scherzi a parte, non siamo tenuti a spiegare alcunché ai sordi/stupidi. E se qualcuno dice il contrario allora voglio da lui la busta paga.

30
19 Ago 2009
alle 18:47

marco

Negli anni '70 piu' che scarsita' c'e' stato un aumento "politico" dei prezzi.Negli anno '80 sono arrivati poi nuovi giacimenti ed il crollo anche economico dell "impero sovietico". Qualche depistatore,con ottimo stipendio, parla di aumento della domanda di petrolio del 50% o 100% entro il 2050 ma credo proprio che questi aumenti di produzione non avverranno mai piu'. Il futuro e' pero' molto aperto, petrolio se ne spreca tanto e se si sostituisse immediatamente tutto il greggio che gia' ora si puo' sostituire cambierebbero molte cose (ma lo dovrebbe dire il governo,il tg e l' Universita' ...non noi).

29
19 Ago 2009
alle 17:53

giotisi

Non confondo cause ed effetti, però spiegami perchè se ce ne restavano solo 30/40 anni, adesso ne abbiamo ancora ALMENO per 30/40 anni.... non è che sono previsioni fatte con il pallottoliere? (sto facendo l'avvocato del diavolo, spero sia chiaro....)

28
19 Ago 2009
alle 10:46

Antò

#27: "Poi si è scoperto che serviva solo a far sviluppare l'industria nucleare e a mettere la mordacchia a un certo ambientalismo tedesco e americano; adesso chi ci crede piu'?"

Non confondiamo la causa con l'effetto. Nel 1973 (e poi nel 1979) il crollo del flusso petrolifero e affini c'è stato veramente, ed è stato il primo segnale che qualcosa non andava visto che non si era mai verificato prima (vedi grafico). Ora a distanza di 36 anni siamo alla resa dei conti.

27
19 Ago 2009
alle 00:28

giotisi

Il problema di 'vendere' il picco al supposto 'popolo bue' ha due corni: è assolutamente ed estremamente impopolare, tanto che la gente, che pure diffida del Progresso molto piu' di 30 anni fa (per fortuna ha cominciato a capire che andare avanti non è sempre sinonimo di progresso), comunque tronca la discussione con un atto di fede: tanto qualcosa troveranno o HANNO GIA' TROVATO (e qui di solito tirano in ballo Grillo o qualche 'mio amico ha letto su internet')

La seconda cosa che rende difficile parlare di picco è che non si puo' sparare due volte la stessa cartuccia; non so quanti di voi hanno vissuto la crisi del 73, il razionamento, le domeniche a piedi: a quel tempo la tesi corrente era che il petrolio sarebbe finito in 30-40 anni... e ci si poteva anche credere...

Poi si è scoperto che serviva solo a far sviluppare l'industria nucleare e a mettere la mordacchia a un certo ambientalismo tedesco e americano; adesso chi ci crede piu'?

26
17 Ago 2009
alle 22:16

marco

Non ho ecceduto nel post con la polemica, e vado cauto anche ora. Comunque credo che la divulgazione del concetto di picco petrolifero, con tutte le connessioni che si porta dietro sul futuro, disturberebbe alcune impostazioni economico-politiche. E' per questo che credo, forse sbagliando, che trovare la maniera di comunicare di piu' le "nostre" convinzioni-informazioni possa essere molto utile e sia anche possibile.

Mi scuso per l' insistenza ed l'eccessiva sicurezza con cui sostengo queste posizioni ma sono, al momento,profondamente convinto di questo. Il problema e' come comunicare di piu' e meglio.

25
17 Ago 2009
alle 18:57

Aldo

Marco: "[...] tanti ambientalisti anche di professione [...] Legambiente [...]"

Legambiente è uno tra i tanti soggetti che propongono un ambientalismo debole, di facciata, autoreferenziale e privo di contenuti sostanziali. Tant'è che Legambiente evita con deliberato scrupolo di occuparsi della questione del rapporto quantitativo popolazione/territorio, considerato troppo impopolare e lesivo dell'immagine. Pare che per quelli di Legambiente, come per quelli di tanti altri soggetti dello stesso tipo, l'ambiente sia un mezzo, non un fine -- un mezzo per affermare se stessi.

24
17 Ago 2009
alle 18:16

marco

Anch' io tra le persone che vedo quotidianamente, quando introduco l' argomento trovo disinteresse e disinformazione. Ma quello che mi ha colpito e' che la disinformazione sia anche tra coloro che sono solitamente sensibili a certi temi. Mi sono chiesto se il tema "picco" non faccia parte delle tematiche ambientali come pensavo io, visto che tanti ambientalisti anche di professione non ne parlano. Lo slogan di Legambiente "le rinnovabili per il clima contro il nucleare" mi mette di cattivo umore, lo trovo un depistaggio verso persone che invece sarebbero sensibili a ragionare sulla transizione energetica.

"La servitu' volontaria" e' un classico, scritto non ricordo quando,ma prima del 1800 e viene considerato uno dei testi fondamentali per la cultura nonviolenta.

23
17 Ago 2009
alle 17:32

Alex I.

@ Marco

In effetti io non conosco UNA sola persona a cui interessa il problema dell picco petrolifero e connessi. Non sanno nemmeno di cosa parlo, al max mi rispondono "troveranno un sostituto".

Io credo che noi possiamo fare poco nel senso che, oltre informarci e cercare di informare chi conosciamo - anche se quasi sempre non ascoltano - ridurre i nostri consumi ed indirizzarli su cose più sostenibili, i veri cambiamenti devono essere presi da chi ha potere, potere di fare un piano energetico nazionale sulle rinnovabili, cambiare il sistema di trasporto, ecc.

Grazie mi informerò su quel libro!

22
17 Ago 2009
alle 17:08

fausto

Ah, fantastico Tremonti: nella sua passata legislatura da ministro ha venduto agli amici le sedi di alcuni ministeri; di cui ora paghiamo l'affitto.
Siamo in buone mani. Mi immagino come sarebbero finite le nosre lirette con menti simili a guidarci.

21
17 Ago 2009
alle 10:49

Pietro G.

Cara Debora,

si sono daccordo il sole ti ha dato alla testa :) !!!

Voglio solo fare una piccola riflessione sulla decrescita: l'affermazione che fai "decrescita va bene, ma non tutto di un botto"mi lascia un po' perplesso...

Ho letto qulacosa sulla decrescita ed in questi anni mi sono fatto una mezza idea... la parola "decrescita" va presa come provocazione e non in senso letterale... gli effetti della decrescita la stiamo vedendo in questi mesi... significa perdita di posti di lavoro, tragedie umane.

Quando parliamo di decrescita bisogna ricordare che prima di tutto stiamo dicendo che e' necessario pensare ad un "nuovo sistema economico" possibilmente basato sulla a-crescita (un sistema economico in cui la crescita non sia l'elemento fondante e vitale, stazionario). Richiedere la decrescita in questo sistema economico non ha senso; significa richiedere il collasso del sistema ma la decrescita non ha come obiettivo la distruzione di questo sistema economico ma la creazione di un altro.

Altro appunto: non credo che tenere la gente nell'ignoranza possa davvero essere utile... se la gente non capisce cosa sta succedendo ha paura, non sa perche' tutto va a rotoli, e comincia a sparare alla cieca contro tutto e tutti; si alimenta la paura e ci si affida al Duce illuminato che li possa guidare. Paura ed ignoranza sono proprio i nostri nemici.

 Saluti e state al fresco!

 

20
16 Ago 2009
alle 18:11

marco

x alex       post n.14  (se torna ancora a leggere i commenti di questo post.)

 Io sono convinto che si possa fare qualcosa, forse molto. In realta' la divulgazione delle nostre convinzioni (informazioni) su picco e crisi non e' fatta neanche da ambientalisti, sinistra estrema ,perennemente controcorrente. Addirittura non sono consapevoli del prossimo declino petrolifero (che io do per scontato, ma comunque non dobbiamo essere dogmatici nelle nostre convinzioni) molte delle numerose persone che lavorano, piu' o meno, con le energie rinnovabili.

Non voglio farla lunga, se ti interessa l' argomento possiamo discuterne via posta. Ma a volte per sconfiggere il pessimismo sui risultati delle nostre azioni, pessimismo su cui lavorano consapevolmente i media, dovremmo leggere "La servitu' volontaria" di La Boitie' (sperando che si scriva cosi'...).

19
16 Ago 2009
alle 11:06

Aldo

I dirigenti non è che semplicemente "non informano", quello potrebbe anche essere il male minore. E' proprio che attivamente si danno da fare per peggiorare la situazione. Continuo, ad esempio e non a caso, a non capire in che modo aggiungere ogni anno una mezza milionata di persone a un territorio allo stremo può aiutarci a conseguire gli obiettivi tanto spesso proposti su questo blog. Evidentemente chi ci dirige ha davvero un cervellino molto più brillante del mio. (ironia)

18
16 Ago 2009
alle 10:15

Logico

non so... se è vero che non c'è decrescita negoziabile, se è vero che "il popolo è bue", quindi non recuperabile in tempo utile, è meglio la "sindrome da disastro incombente" o è meglio la "rivolta delle banlieue da risveglio improvviso degli affamati"?

 Lo so: la Storia insegna che gli italiani siano poco portati alle rivoluzioni, ma ho come la sensazione che chi coordina il governo sia propenso al secondo scenario...

Logico

17
15 Ago 2009
alle 23:28

nicoletta forcheri

il fatto di non dichiarare ufficialmente il fallimento tecnico fraudolento del pase Italia non fa che occultarne i responsabili consentendo loro di continuare indisturbati

a farci fallire (ad esempio con i derivati e altre truffe), a liquidare il paese (con fusioni e acquisizioni e tanti licenziamenti), acquisire titoli, crediti, sovranità, diritti su di noi, il nostro futuro, i nostri figli, la nostra terra, il nostro mare, il nostro mangiare, la nostra produzione (ma il made in italy è già in mano alla finanza globalista....), il nostro ingenio.

Pertanto non parlare è solo deleterio. Parlare come fa Tremonti in cambio, per chi voglia intenderlo, è giudizioso, una sorta di via di mezzo.

Con la sua provocazione sulla golden tax ha detto molto a chi riesce a capire.

16
15 Ago 2009
alle 23:22

nicoletta forcheri

l'alternativa è una sorta di mussolini che affronta il fallimento fraudolento e ne promulga l'amnista, metta sotto controllo Bankitalia ed esca dall'euro per battere moneta, esca anche dall'UE per potere decidere gli aiuti di Stato e la redistribuzione delle ricchezze secondo i nostri bisogni e non secondo le turbe della Commissione europea e del gruppo di rabbini che la domina

15
15 Ago 2009
alle 20:43

Antò

Cara Debora chi ha studiato la Bibbia sa che il problema è vecchissimo: Il profeta dice che presto ci sarà un disastro a causa della grande corruzione di tutti, ma al re e ai suoi cortigiani questo non piace, quindi iniziano a deriderlo, sorgono poi falsi profeti (riconosciuti come "veri" dalle autorità) che dicono che invece il futuro sarà radioso, in pochi credono al profeta, la grande maggioranza preferisce credere al re perché è più comodo... Trovi qualche analogia con il presente? Come vedi "nulla di nuovo sotto il Sole" come direbbe Salomone.

Adesso potresti domandarmi: e che succede alla fine?

La fine è sempre quella: un sacco di mazzate per tutti, anche per quelli che hanno creduto e rispettato il profeta con la differenza però che quest'ultimi in genere salvano la pelle.

Se ti interessa approfondire l'argomento ti consiglio come lettura illuminante: Geremia.

14
15 Ago 2009
alle 20:40

Alex I.

@13

Dici? Il fatto è che noi, tranne che nei piccoli gesti, credo che possiamo cambiare ben poco le cose (anche se spero vivamente di avere torto)

13
15 Ago 2009
alle 19:13

marco

Se le convinzioni (o le informazioni?) che abbiamo noi fossero maggiormente diffuse cosa cambierebbe? Forse il caldo ha dato alla testa anche a me (a Debora non credo) ma  io sono convinto che cambierebbero molte cose !!!

12
15 Ago 2009
alle 18:59

claudio tipo

@11

fossi in te allora farei una bella scorta di bottiglie 

da stappare!

11
15 Ago 2009
alle 18:20

gelsomino

@ Roberto,sei simpatico

no,non ho mai chiesto prestiti perchè ho studiato la bibbia.

"Il ricco domina sul povero e chi riceve prestiti diventa schiavo del suo creditore."

La bibbia-antico testamento-proverbi,cap.22,versetto 7.

Buon ferragosto anche a te.

10
15 Ago 2009
alle 18:11

fausto

#7

Bellissima collezione davvero; i luoghi abbandonati hanno un fascino tutto loro. Ne ho visitati parecchi, soprattutto paesini dell'appennino distrutti da frane. Tra le foto, mi ha impressionato l'americana Centralia; ci avevano fatto anche un bel film tanti anni fa.

Dalle mie parti ci sono interi complessi industriali che chiudono; saranno i soggetti di domani per queste meste raccolte di relitti e memorie.

9
15 Ago 2009
alle 18:00

roberto

x Gelsomino

Ma il prestito poi alla fine te lo ha fatto?...:-)

buon ferragosto

 

8
15 Ago 2009
alle 17:19

gelsomino

il direttore della banca dove vado io,è un mio ex compagno di scuola ed insieme siamo stati militanti di estrema sinistra a cavallo degli anni '70-80.Per rendere meglio l'idea eravamo fra quelli che stappavano una bottiglia quando le b.r. accoppavano qualcuno.Oggi "il direttore" e tuttora mio grande amico,dice quello che hai scritto tu.Al popolo bue bisogna dire sempre che va tutto bene,che deve chiedere prestiti,che deve consumare,che deve comprare titoli di stato e se gli avanzano soldi comprare azioni e poi vedrete che andrà sempre meglio.Basta racccontargli delle balle,fare delle promesse e sono tutti felici e contenti,tanto non capiscono un cazzo,e se un giorno perderanno tutto(molto probabile)chi se ne fotte?l'importante è che noi non ci facciamo cogliere di sorpresa quando la fogna scoppierà.Esiste un'altra soluzione? secondo me,no.Perchè siamo arrivati ad un punto in cui non si può più tornare indietro.Come quando uno a furia di drogarsi diventa un tossico,oppure un alcolizzato cronico; o dà un taglio netto ad alcol,droghe e si fa curare,entra in una clinica e affronta l'inferno(crisi di astinenza,incubi ecc.)oppure tira dritto finchè  non schianta e muore.A me sembra che l'economia globale e il sistema di vita occidentale(in particolare)abbiano scelto la seconda via.

7
15 Ago 2009
alle 16:14

daniele.spagli

crisisti... guardate questo. :-)

6
15 Ago 2009
alle 16:04

daniele.spagli

E come si fa a spiegare alla gente che i nostri governanti stanno giocando con il nostro futuro? Un mondo basato sulla moneta come scambio, che sta rischiando di fallire miseramente... e noi Italiani che abbiamo se torna lo scambio? :-)

5
15 Ago 2009
alle 13:25

teoterzo

Alla c.a. di Debora 

Sarebbe molto utile, oltre che informare il pubblico sugli sviluppi della crisi che incombe, che sembra inevitabile, avere una sorta di vademecum della soppravvivenza, che informi il pubblico quali sono le  contromisure da prendere e come adottarle per alleviare le difficolta che ci aspettano. Molti miei colleghi di lavoro,come me, seguono questo Blog ed altri, come ad esempio: "Comedonchisciotte" ed a volte si domandano come me ad una notizia  "Cosa dobbiamo fare?" , non hanno un'idea. Sarebbe utile una guida,oppure solo un suggeritore che faccia da "Grillo Parlante"  della nota  favola di Collodi, sarebbe fantastico se potessimo avere un "Padre" superpartes, una guida. Forse pretendo troppo.

4
15 Ago 2009
alle 13:17

cica

Tanto,le ruberie da te citate,avvengono lo stesso. Sia con la consapevolezza della crisi,sia senza.

3
15 Ago 2009
alle 13:13

Alex I.

Condivido il ragionamento. Se però, oltre che spiegare la cosa, coloro che sono nei posti di comando cominciassero a prendere le contromisure necessarie allora sarebbe tutto diverso (ecco che tornano dentro di me pensieri di utope lontane).

Per la lapidazione non preoccuparti Debora, finchè abbiamo i leghisti difensori della polenta e dei dialetti padani contro il babau musulmano non corri nessun rischio  :)

2
15 Ago 2009
alle 13:05

Lego

Non puoi vincere, non puoi perdere, non puoi nemmeno pareggiare...

Debora, condivido quello che hai scritto. Il mio pensiero è che, nascondere la verità di quello che sta accadendo, è come dar solamente da mangiare ad un'affamato: domani si troverà nella stessa medesima situazione, o anche peggio.

Personalmente ritengo che se fin dall'inizio si fosse spegato alla gente cosa stava accadendo, la crisi la si sarebbe potuta aggirare giocando d'anticipo e arrivando la dove per forza di cose ci siamo incamminati. Con meno dolore, più consapevolezza e cavalcando, invece di subire, le conseguenze di un cambiamento oramai improcrastinabile. (IHMO)

 p.s:fa lo stesso se, invece che frequentare il billioner mi faccio un giro in bici? sai, sono allergico a plastica e silicone ...

1
15 Ago 2009
alle 13:04

redarrow

Credo che tu abbia perfettamente ragione, la decrescita deve essere graduale e "felice".. se uno viene licenziato, è vero che il suo stipendio decresce, ma non credo che per questo sia felice :)

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