Una nuova era dell'abbondanza? Kitegen: ora si fa sul serio
Pubblicato da Pietro Cambi alle 10:33 in Apocalypse now, Clima, Energia, Finanza, Vita quotidiana
Stem in volo: qui il filmato. Per chi non avesse quicktime, necessario per visualizzarlo, scaricatelo da qui.
Update: Oltre ad Ugo Bardi su The Oil Drum, ne parlano anche Debora su petrolio e Gianluca Riccio su futuro prossimo.
Update 2: Per chi volesse approfondire sul piano tecnico:
- controllo automatico degli "aquiloni" Si basa sui dati SPERIMENTALI del primissimo prototipo, il KSU1 da 50 KW di potenza max..
Con centinaia di migliaia di disoccupati in più ogni mese, con il crollo verticale dell'economia, con morbi, siccità, terremoti, incidenti e pestilenze varie che si abbattono da tutte le parti è difficile essere ottimisti.
A parlare di una "nuova era dell'abbondanza" si rischia addirittura di essere presi per matti, specie se si ha, come noi di questo blog, la fama di "Cassandre" istituzionali.
Eppure i nuovi sviluppi del progetto Kitegen ci prefigurano, addirittura, uno scenario di energia abbondante, a basso costo, affidabile e distribuita equamente.
Intendiamoci: è vero che una società avanzata che sia sostenibile non dipende SOLO dalla disponibilità di abbondante energia rinnovabile e "pulita" a basso costo; è vero che senza un imponente cambiamento "sistemico" ci troveremmo in ogni caso ad aggravare, a velocità crescente, i problemi di depauperamento delle risorse e, più in generale, del pianeta, che stiamo già affrontando.
Nonostante questo una qualunque prospettiva di stabilizzazione DEVE in primo luogo passare da una RAPIDA transizione dalle fonti di energia "fossile" a quelle rinnovabili.
Abbiamo ed avremo bisogno di energia per nutrire la popolazione mondiale, per vestirla, per trasportarla, insomma per mantenere l'economia ed il sistema sociale mondiale, ANCHE abbandonando, mai troppo tardi, l'attuale dispendiosissimo e compulsivo vacuo consumismo globale.
Questa energia dovrà essere rinnovabile sia perchè stiamo raggiungendo i limiti produttivi per il petrolio, il gas e il carbone ( si, è cosi, nonostante la crisi e la diminuzione dei consumi, ne riparleremo) sia perchè dobbiamo tagliare il più velocemente possibile la produzione di CO2, per evitare la catastrofe climatica ormai quasi concordemente prevista nei prossimi decenni.
Perchè sia RAPIDA, la transizione, è necessario che le fonti di energia rinnovabili siano abbondanti, economiche ( sia in termini meramente monetari che nel senso più ampio di una efficiente allocazione di risorse), ancora largamente sfruttabili, rapidamente implementabili, non discontinue.
Le fonti di energia rinnovabili attualmente diffuse, purtroppo, soffrono, per un verso o per un altro di notevoli limiti.
O non sono economiche ( è il caso sopratutto del fotovoltaico) o non sono abbondanti ( è il caso, a livello mondiale, della geotermia) o non sono più largamente disponibili ( è il caso dell'energia idroelettrica, senza contare il grande impatto sul territorio).
Resta quindi l'eolico, che in effetti è attualmente il settore di più rapida crescita, specialmente in Europa, dove, in paesi come la Spagna, la Germania e la Danimarca ha raggiunto % importanti della produzione elettrica.
Tuttavia anche l'eolico "tradizionale" ha notevoli limiti.
Il principale, a parte il costo a KWh, ancora superiore alle fonti non rinnovabili ( il gap si è notevolmente ridotto, tuttavia, in tempi recenti) è la discontinuità di fornitura, che del resto affligge il fotovoltaico.
La cosa è evidente. Anche nei posti più ventosi non c'è sempre vento e non è detto che ve ne sia quanto se ne vorrebbe, nel momento in cui lo vorremmo.
Benchè sia in prospettiva possibile concepire una rete elettrica europea integrata in modo da permettere di gestire surplus e carenze produttive di eolico e fotovoltaico su scala continentale, questo non sarà ne facile ne economico, senza contare che comunque risulterebbe piuttosto difficile far corrispondere le curve giornaliera della domanda e dell'offerta di energia elettrica, senza ricorrere a fonti non rinnovabili.
Il Kitegen, il generatore eolico d'alta quota di concezione, ricordo, tutta italiana permette invece di superare questi limiti.
Ne abbiamo già parlato su Crisis, in un paio di circostanze, qui e qui.
In sintesi: l'idea è quella di andare a cercare il vento dove ce n'è tanto, e per tanto tempo.
Ovvero in quota, dove la velocità del vento è maggiore, per più tempo e su aree più estese.
Questo è il motivo principale per cui le torri eoliche devono essere le più alte possibili ( e quindi cosi "impattanti" sul paesaggio). Un aumento modesto di velocità del vento, infatti, ad esempio di solo il 25%, si traduce in un RADDOPPIO, più o meno, della potenza media e, in ultima analisi, anche della produzione.
Ovviamente, per motivi pratici, economici e strutturali, le torri eoliche hanno dei limiti di altezza pratici ed è difficile che si superi di molto le taglie attuali, intorno a 3 megawatt di potenza nominale.
Nominale, appunto, perchè in realtà la potenza MEDIA è tipicamente assai inferiore, tipicamente di un fattore cinque o sei. In questo modo, salvo paesi particolarmente ventosi come appunto la Spagna e la Danimarca,l'energia eolica rimarrà ancora a lungo marginale, specialmente in u paese non ventosissimo come l'Italia.
L'idea del kitegen, invece è quella di sfruttare le correnti a quote più alte, potenzialmente fino a migliaia di metri di altezza, portando fin lassù un profilo alare che generi portanza, facendo muovere un generatore elettrico. Il risultato è una produzione assai più costante, nel tempo, modulabile e sopratutto economica ed ABBONDANTE. In quota, infatti, di vento ce n'è tantissimo e per tanto tempo.
Si parla di oltre 5000 ore di funzionamento a potenza "nominale" da confrontare con le circa 1500-2000 ore tipiche dei generatori tradizionali. Si parla, nella configurazione cosiddetta "a carosello" di potenze di GIGAWATT ovvero paragonabili a quelle di una centrale nucleare, ad un costo frazionario e con rischi ed occupazione del suolo infinitamente inferiori.
Il concetto di "estrarre" energia ad alta quota non è nuovo e viene portato avanti da altri centri di ricerca pubblici e privati, si veda ad esempio qui, per un buon riassunto dello stato dell'arte.
Il Kitegen, tuttavia., è attualmente quello arrivato allo stato di realizzazione più avanzato.
L'idea, di per se, è semplice: far volare un'ala simile a quelle del volo libero o dei kitesurf ( il primissimo prototipo utilizza infatti proprio ali da Kite) su un percorso ad 8, facendogli "svolgere" un grande "rocchetto" di cavo che è connesso ad un generatore elettrico e che produce energia.
Arrivata al culmine della traiettoria l'ala viene messa "a bandiera" e rapidamente recuperata in poche decine di secondi.
Dopodiché riparte un nuovo ciclo "produttivo", di alcuni minuti.
Nel complesso l'ala passa oltre il 90% del tempo in regime "produttivo" ed il 10% del tempo in fase di recupero, mentre il rapporto tra le energie prodotta e consumata è ancora più favorevole. In pratica dovete immaginarvi un enorme Yo-yo. Enorme, si, ma infinitamente meno invasivo, in termini di paesaggio, di una pala eolica di pari potenza, si veda, a riprova, il filmato da cui ho tratto l'immagine di questo post.
Una configurazione che preveda decine di "aquiloni" che facciano girare una specie di "carosello" è potenzialmente in grado di arrivare a centinaia di MW o addirittura ad un GW, una potenza uguale a quella di una centrale nucleare, sfruttando le correnti d'alta quota.
Ovviamente, se l'idea è intuitiva la tecnologia che sta dietro alla sua concreta realizzazione non lo è affatto e richiede materiali e conoscenze allo stato dell'arte in diversi settori.
Fortunatamente In Italia, a parte l'incrollabile tenacia di Massimo Ippolito e degli altri della KGR, tali eccellenze sono presenti e quindi è in fase di ultimazione il primo prototipo "produttivo" del Kitegen, il cosiddetto "Stem", che si prevede possa cominciare i primi test già a Settembre.
Non si tratta, quindi di idee futuribili ma ancora sulla carta. Dell'ennesimo annuncio ad effetto seguito poi dal nulla mediatico.
Si tratta di una realizzazione CONCRETA che potrà esser riprodotta in centinaia di esemplari, già immediatamente competitivi con i maggiori generatori eolici tradizionali, in attesa dello sviluppo degli step successivi, di un paio di ordini di grandezza più grandi.
Nel filmato, che tra l'altro comprende anche esempi di funzionamento reale del primissimo prototipo, il KSU1, si vedono due grosse "ventole" che si azionano all'inizio per poi fermarsi quasi immediatamente.
Servono per il lancio "in automatico" dell'ala. Il controllo, infatti è totalmente automatico e sempre in automatico vengono gestite le improvvise anomalie di volo, le raffiche di vento, le turbolenze, etc etc.
Proprio in questo, anzi sta l'originalità e la maggior parte del know-how ( e dei brevetti) originali del Kitegen.
Con la realizzazione dello Stem si aprono scenari di enorme importanza per il nostro paese, una opportunità irripetibile che permetterebbe di trovarci, una volta tanto, ad essere all'assoluta avanguardia, con evidenti clamorose ricadute in termini di occupazione, di competitività industriale, di finanza ed immagine.
Ancora più rilevante risulterebbe la possibilità di renderci energeticamente indipendenti, con evidenti e non trascurabili ricadute in termini di strategie geopolitiche.
Ovviamente l'era dell'abbondanza energetica, se davvero vi arriveremo, porta con se una ENORME responsabilità: come ricorda in modo autorevole Ugo Bardi, in un articolo uscito su TOD, la disponibilità di energia a buon prezzo non evita in alcun modo il collasso sistemico del sistema economico e sociale mondiale, cosi come è strutturato attualmente. Piuttosto lo ritarda, rendendone però più severe le conseguenze.
Il Kitegen, insomma è una grande, straordinaria opportunità.
La sapremo cogliere appieno, utilizzandola per affrontare le immense sfide che ci attendono?
Speriamo.
Se appena rifletto sull'attuale quadro mondiale ecco che mi viene una irrefrenabile voglia di rimettermi a fare la Cassandra...








1. andreaX, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 10:44
Dico subito che io approvo comunque chi ha il coraggio di percorrere strade nuove, ma a me questo progetto lascia molto perplesso. Ci rendiamo conto che abbiamo una struttura sospesa in aria in perenne movimento?, la torre eolica è piantata a terra ed occupa spazio solo in verticale, invece questa struttura è composta da una parte in movimento la cui superficie corrispondente al suolo è molto ampia, per ovvi motivi di sicurezza tutta la superficie al suolo deve essere chiusa al pubblico, se poi la parte in movimento si stacca?. A questo punto non sarebbe meglio una pala eolica posta sotto adun pallone aerostatico vincolato al suolo con dei cavi?, rischio per rischio almeno la superficie corrispondente al suolo è minore ed in caso di guasto il pallone aerostatico perde quota lentamente.
2. Pietro C., Lunedì 6 Luglio 2009 ore 11:11
#2 Ovviamente il fattore sicurezza è AMPIAMENTE discusso.
In sintesi l'evento caduta dell'aquilone è quanto mai poco probabile ed in ogni caso POCO pericoloso. Il motivo risiede proprio nelle tecnologie e nei controlli usati.
Semplicemente allo stato dell'arte del settore e come tale PROVATAMENTE in grado di governare gli imprevisti.
In caso di rottura di una delle funi, ad esempio il kite si mette a bandiera e viene recuperato.
La caduta a terra è sostanzialmente impossibile perche' i sensori di bordo ( accelerometri a tre assi etc etc) sono in grado di comunicare in tempo reale ed il computer è inn grado di gestire qualunque trubolenza.
In ogni caso anche lo scenario pochissimo probabile di una caduta dell'aquilone si riduce ad un po di stoffa caduta a terra, non esattamente lo stesso nel caso in cui cada una torre eolica o perda una delle pale ( e puo succedere, con una probabilità almeno paragonabile).
Riguardo alla tua idea, se guardi tra i link a idee simili, esiste ma ha una produttività di circa un decimo ( o meno) perche' l'aquilone spazza una superfice enormemente superiore, cosi "estraendo" energia da un'area anche essa enormemente superiore. Vi sono poi alcuni problemi seri di sicurezza per gli aerostati, in caso di eventi meteo estremi, che qui non approfondirò.Negli stessi casi l'aquilone può essere recuperato in poche decine di secondi.
Questo in sintesi.Ovviamente molto c'e' da dire e molto c'e' da conoscere, ad esempio nel settore dell'automazione e della controllistica automatica ( c'e' anche un po di matematica superiore da conoscere, per convincersi che tali controlli automatici possono funzionare, siamo infatti allo stato dellarte del settore, in un campo dove si fanno i dottorati di ricerca proprio sui fondamenti matematico/numerici della faccenda).
Tutto questo è bla bla bla.
Il punto è che il kite già ESISTE ed ha accumuilato migliaia di ore di funzionamento in cui è stato propro sottoposto a test e stress per verificare il recupero in emegenza etc etc.
Ne è uscito alla grande già il prototipo KSU1 ( che si vede volare in alcuni brevi spezzoni all'interno della demo) e le prospettive per lo STEM sono di gran lunga migliori.
3. AndreaX, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 13:21
Speriamo allora che vada in porto, per una volta saremo orgogliosi di essere italiani.
4. Dr Ganzetti Francesco, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 13:51
Bene, letto anche l'articolo su theoildrum ; a naso credo anche che il solare a concentrazione di Rubbia abbia una lifespan molto superiore al fotovoltaico ; quello che sottolinerei della tecnologia kitegen, come del solare a concentrazione, fra gli altri aspetti già descritti , è che non è una rinnovabile "democratica", nel senso che non sarà possibile afffidarlo al singolo privato....Socialmente quindi sarà piutosto differente dal minieolico o dai fotovoltaico su abitazioni private ; cmq non credo sia possibile riconvertire tutti gli occupati nel settore automotive ( o più precisamente quelli che perderanno il lavoro nei prossimi anni) nelle rinnovabili, così come specificatamente in Italia convertire il trasporto su gomma o su nave senza perdere ulteriori occupati...Non si può salvare capra e cavoli : evidentemente non è termodnamicamente possibile.
5. daniele.spagli, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 14:24
Il Kitegen mi ha sempre affascinato e devo ammettere che ne sono rimasto subito folgorato... ma questo filmato è davvero entusiasmante.
Da progettista posso dire che il progetto sembra effettivamente la "quadratura del cerchio"... poche volte posso dire di aver visto un progetto così ben calibrato e studiato.
Da Architetto posso notare principalmente gli aspetti strutturale e posso dire che strutturalmente è un capolavoro: l'uso di materiale in tensione e non in flessione-compressione permette di ridurre al minimo il materiale utilizzato(specie se confrontato con le torri tradizionali).
Anche dinamicamente è un piccolo capolavoro: il cambio di forma per il recupero e il comportamento a yo-yo sono esattamente quanto è necessario per sfruttare al meglio le capacità del vento di "tirare" e quindi sfruttare al massimo l'energia del vento.
Il carosello mi aveva sempre lasciato un po perplesso, specie così come era stato rappresentato nel sito del kitegen, ma questo stem mi sembra semplicissimo e sicuramente pronto per la messa in produzione.
I miei più vivi complimenti.
6. Freddoloso, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 15:38
Io ritengo che l'energia in abbondanza semi-gratuita per tutti sia invece la chiave di volta per cambiare la societa' attuale.
Il fatto di non dover pagare la bolletta e fare il pieno di benzina ci permettera' di vivere con molto meno, specie visti gli stipendi ridicoli che ci sono adesso e la disoccupazione.
In uno scenario di sovrappopolazione mondiale e quindi di sovrapproduzione e' ovvio che non possono lavorare tutti, perche' non ce n'e' abbastanza per tutti. Pero' tutti hanno bisogno di campare.
Ecco allora la soluzione: meno lavoro per tutti, una vita e una societa' piu' umane e solidali. Energia gratis per tutti e piu' nessuno spettro di crepare di fame.
Bello no?
7. Boston George, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 18:06
questi sono ripieghi,,,
la soluzione stà nella RIDUZIONE DELLA POPOLAZIONE MONDIALE,,,
con il benessere ed economia che tira,,, ci sarebbe un aumento di popolazione,,,probabilmente le soluzioni ci sono già, ma non è possibile che ne traggano beneficio tutti,,,
ci sono troppi interessi economici,,,
8. J.S., Lunedì 6 Luglio 2009 ore 21:57
@7
Tecnicamente sono daccordo con te...però che facciamo, dimezziamo la popolazione mondiale prendendo a mitragliate chi ci sta attorno? non mi sembra una gran soluzione...
Saluti,
J.S.
9. Boston George, Martedì 7 Luglio 2009 ore 01:14
@8
ascolta per fare qualsiasi progetto devi avere dei dati, riferimenti,,,
se si vuole fare energia, dobbiamo sapere per quante persone serve questa energia,,non puoi fare una casa e non sapere quante stanze deve avere!!! o quanto materiale necessiti per la costuzione,,,ecc,,,
cerchiamo di capire che il mondo è un SISTEMA CHIUSO,,, cioè quello che c'è dentro è tale,, non si puo' aggiungere risorse,,
noi abbiamo un andamento come avviene per la crescita dei batteri, nell'incubatore,, finchè ci sono i nutrimenti continuano a moltiplicarsi quando cominciano a mancare vi è il periodo stazionario e poi la fase discendente in cui le morti superano le nuove nascite,,
la soluzione è, controllare la crescita demografica DOVE AVVIENE IN MODO INCONTROLLATO,
il risultato delle migrazioni di oggi è dovuto all'abbandono a loro stessi degli stati dopo il colonialismo,,se si vuole controllare la crescita mondiale bisogna riscrivere le regole,,,e che valgano per TUTTI,, e per controllare bisogna essere SUL POSTO! in prima linea,,
dobbiamo cominciare ora, altrimenti domani è troppo tardi,, quando saremo 11 miliardi le materie prime cominciano a scarseggiare,,,
bisogna fare progetti (di qualsiasi natura), con un idea di quelli che sono poi gli utilizzatori, non mettere su un progetto a caso con la speranza che,,,, finchè tira, tira,,,
ora parliamo di energia pulita, ecc,,ecc,, si', ma quanta? quanta ne serve? nessuno riesce a dare una risposta,,,
quante pale eoliche, pannelli solari, convertitori di energia maremotrice, turbine per l'energia geotermica, convertitori di energia moto ondoso SONO NECESSARI?????? NON POSSIAMO RISPODERE PERCHE' NON ABBIA DELL'IDEA DI QUANTE PERSONE CI SARANNO E QUANTA ENERGIA CONSUMERANNO,,,
10. andreaX, Martedì 7 Luglio 2009 ore 08:58
@9
Intanto cominciamo ad avvantaggiarci, poi si vedrà...
11. Lorenzo , Martedì 7 Luglio 2009 ore 12:17
Che belle ste affermazioni campate per aria e senza una minima visione di lungo periodo delle cose: ".però che facciamo, dimezziamo la popolazione mondiale prendendo a mitragliate chi ci sta attorno?".
Domanda semplice semplic:
La popolazione mondiale e' passata da 2 miliardi a 7 durante una notte? Bon...allora perche' non la finiamo di sparare frasi che non sono nemmeno degne di essere scritte in un post?
12. alex, Martedì 7 Luglio 2009 ore 15:20
Secondo voi un progetto di questo tipo quando potrebbe essere impiegato per produrre elettricità per usi civili?
Ipotizzando che io sia un ente e domani voglio mettermi a produrre energia in questo modo...quel domani...quanto sarebbe lontano...da oggi?
13. Boston George, Martedì 7 Luglio 2009 ore 16:06
@ 12
non si puo' costruire senza avere un idea di quanti KW/h ora ti servono.
NON SI PUO' COSTRUIRE finchè le lobby del petrolio NON si sono messi d'accordo sui brevetti! società come ENI non puo' rischiare e inoltre mi sembra poco probabile a breve fisto i recenti contratti firmati in medio oriente
ma non capite che CHI VENDE PETROLIO NON HA IL MINIMO INTERESSE A ENERGIA ABBONDANTE PER TUTTI?? finchè c'è scarsità il prezzo rimane ALTO!14. Bernardo Mattiucci, Martedì 7 Luglio 2009 ore 18:29
@12 almeno 10 anni... se non qualcosa in piu'!
Oltre alle evidenti tecnologie da rendere mature e assolutamente SICURE al 200%, c'e' da considerare che Terna e GSE non potranno ricevere SUBITO una grande quantita' di energia prodotta localmente. Cioe'... bisognera' che queste societa' (quelle cioe' che gestiscono la rete elettrica nazionale) si dotino di una o piu' dorsali per smaltire la corrente prodotta.
A Colleferro, ad esempio, la realizzazione del termovalorizzatore venne ritardata di diversi anni solo perche' l'Enel non voleva realizzare le 3 dorsali per smaltire i MW prodotti (Albano, Chieti e Latina, se non erro). Poi alla fine lo realizzarono... ma con anni di ritardo.
Per la realizzazione di un generatore Kitegen che produca quanto una centrale nucleare... beh... di anni ne passerebbero diversi... almeno 10!
15. daniele.spagli, Martedì 7 Luglio 2009 ore 18:31
@13
bisogna vedere anche quanto abbondante e quanto a buon mercato può essere... perché qualche paesello povero povero che non può permettersi di comprare tanto petrolio in giro c'è, e non sono affatto sicuro che siano in grado o vogliano golpizzare il 60-70% della popolazione mondiale.
Io però non ci vedrei tutta questa potenza distruttrice nel kitegen: non scordiamoci i tempi di transizione, lo scarseggiare di petrolio & c. e che il petrolio non serve solo per essere bruciato.
il kitegen arriva esattamente nel momento che volevano che arrivasse... probabilmente il petrolio potrebbe a questo punto aumentare di prezzo molto più velocemente e facilmente se esistesse unafonte energetica alternativa.
Non dimentichiamoci che a tirar troppo la corda questa si strappa... avete presenti le ripercussioni politiche economiche ecc. che può portare uno stato arabo che mette alla fame uno stato povero? o peggio uno stato arabo che mette alla canna del gas l'economia del gigante USA?
Tenete anche presente che tutti questi figuri hanno in mano una quantità talmente abnorme di carta filigranata che oltre un certo limite non fa comodo a nessuno il prezzo del petrolio alto. Certo che se ci fosse un po di energia in giro i prezzi potrebbero aumentare senza rischiare troppo.
16. Pippo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 09:19
@15
Ma scusa, ma se l'energia aumenta di quantita, come potrebbe mai aumentare di prezzo? non ha senso.
Se si trova una fonte di energia alternativa molto economica, le altre sono costrette a diminuire di prezzo per essere competitive... semplicemente il petrolio, se non sarà più conveniente usarlo per produrre energia, verrà usato per gli altri 10000 scopi per cui è adatto... e durerebbe molto più a lungo.
Se il Kitegen mantiene le promesse è potenzialmente la soluzione tecnica grazie alla quale vincono tutti.
Aggiungo che come hai fatto giustamente notare, non è che abbia sta potenza distruttiva, non è che dall'oggi al domani saremo in grado di sostituire tutta la produzione di energia con il kitegen (tra l'altro non credo che sia semplice come installare un campo fotovoltaico o un campo eoilco, credo che una centrale kitegen abbia bisogno di uno spazio aereo interdetto abbastanza ampio, non può essere messo ovunque) e semplicemente chi installerarà le prime centrali avrà la possibilità di ampi margini (il fatto di essere in grado di produrre energia in maniera molto economica non vuol dire automaticamente di essere disposto a venderla a un prezzo molto più basso di quello di mercato)... il calo dei prezzi dell'energia ci sarà effettivamente quando il numero di centrali di kitegen inizieranno ad essere rilevanti.
Per i novelli pianificatori che parlano di regolazione demografica e batteri da sterminare... faccio presente che la migliore regolazione demografica che esiste è quella del benessere diffuso. Le popolazioni che crescono sono quelle povere, quelle che decrescono sono quelle ricche... invece di inseguire la povertà diffusa, forse sarebbe meglio perseguire la ricchezza diffusa.
17. J.S., Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 09:23
@8
il tuo discorso é logico ma non funziona.
Perché? non puoi calcolare a priori quante materie prime ed energia consuma una persona durante la sua vita perché siamo tutti diversi ed abbiamo esigenze diverse.Al limite puoi fare una stima ma il tuo calcolo non potrà essere preciso e di conseguenza tornerò in una situazione simile al punto di partenza (magari meno grave,ok ma il problema permane).Tutto questo a meno di non fare il calcolo solo per fornire lo stretto necessario...
@11
Il punto che la gente come TE non vuole capire é che il problema della sovrappopolazione non é un problema nostro inteso come Italia e quindi, dal nostro punto di vista, poco possiamo fare (ricorda che de facto nei paesi occidentali é già praticato il controllo delle nascite).E' un problema GLOBALE (nel senso che le ripercussioni sono planetarie) ed é presente nei paesi africani ed asiatici.L'ideale sarebbe convincere proprio questi paesi ad alta natalità a smettere di figliare come conigli ed i metodi che conosco sono solo 3:
1- Ne parli, cercando di convincerli
2- "li prendi a mitragliate"/scateni conflitti.
3- provochi carestie/povertà/epidemie.
Secondo i complottisti della tua risma la 2a e la 3a opzioni sono quelle attualmente praticamente a bassa intensità.Ora, moralmente parlando, io sono per l'opzione 1 anche se penso che sicuramente non si verrà ben accolti.
Visto che parli tanto e dai patenti agli altri, TU cosa stai facendo?
Saluti,
J.S.
18. Pippo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 09:24
@14
" Per la realizzazione di un generatore Kitegen che produca quanto una centrale nucleare... beh... di anni ne passerebbero diversi... almeno 10! "
Oppure basterebbe costruire i kitegen al posto delle centrali nucleari programmate (credo che anche le centrali nucleari abbiano bisogno di uno spazio aereo interdetto al volo)
Costerebbe una frazione e magari ci vorrebbe anche meno tempo. (ma queste sono solo mie speranze)
19. Boston George, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 09:30
@16
il benessere diffuso per TUTTI è impossibile,,, e come diceva malthus è il benessere che porta ad aumento della popolazione, nei paesi poveri l'aumento della popolazione non è dovuto ad un fattore legato alla ricchezza, ma al TIPO DI CULTURA,,, o se la vuoi mettere in modo brutale all'ignoranza del popolo...
è la cultura che fà la differenza, non prendiamoci in giro,,,
e la cultura è la stessa che dice nei paesi industrializzati che "se ho le possibilità allargo la mia famiglia, se non ho la possibilità non allargo la mia famiglia"
si è visto infatti come il "tuo" benessere abbia mantenuto la popolazione bassa dal dopo guerra ad oggi, nel periodo del "boom economico" la popolazione mondiale è piu' che raddoppiata,,,
non capisco su quali ragionamenti hai tratto la tua conclusione pippo,,,
20. Pippo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 09:55
@17
Sono completamente d'accordo.
ma manca il 4 metodo che va a braccetto col 1
4- smetti di "aiutarli" e di "esportargli" la democrazia e gli permetti di assumersi liberamente le proprie responsabilità.
21. Pippo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 09:59
@19
Forse dal fatto che i più poveri fanno più figli dei più ricchi?
Secondo te la cultura è qualcosa di completamente scollegato dalla ricchezza? secondo te se qualcuno è costretto a preoccuparsi di sopravvire ha oggettivamente il tempo e le risorse per potersi dotare di cultura?
22. daniele.spagli, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 12:25
@16
prova a fare concimi, plastica & c. con un po di elettroni se ti riesce. :-)
Noi tutti dimentichiamo che il petrolio non è solo energia.
23. Boston George, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 12:39
@21
"secondo te se qualcuno è costretto a preoccuparsi di sopravvire ha oggettivamente il tempo e le risorse per potersi dotare di cultura?"
- - ma guarda che per cultura non significa andare tutti a scuola, laurearsi, ecc,,,per cultura è inteso come contesto socio-culturale, in cui si deve capire che se hai le possibilità puoi procreare e se non le hai dovresti evitare... ma è un concetto cosi' facile da capire, è al fondamento della selezione naturale,,,tanti individui che competono per le stesse risorse, si scontrano e alcuni muoiono altri continuano a vivere, ma effettivamente, piu' che risorse economiche per la cultura, potrebbero mancare logica e pensiero razionale.
allora non ci arrivi alla soluzione?????
Sono gli stati industrializzati che devono METTERE MANO nel controllo delle nascite nei paesi piu' poveri!!!!!!!!!!!!!!!!!!! con interventi diretti in quei paesi,,,il risultato di questa incontrollata crescita è dovuta all'abbandono a loro stessi di tutti gli stati una volta colonie,,,
cosa dobbiamo fare TROVARCI FRA 50 ANNI COME GLI UIGURI IN CINA MASSACRATI DAGLI HAN?? dobbiamo veramente diventare una minoranza???
In realtà il controllo da parte di alcune associazioni avviene, se pur non alla luce del sole ,,,pero' perchè ti devo parlare della PLANNED PARENTHOOD (immaginate da dove arrivano i finanziamenti) se sono un novellino e non capisco un cazzo, e tu sei l'oracolo da cui tutti devono pendere,,,,sinceramente non lo capisco pippo...
p.s. ancora non hai spiegato la storia del capitalismo liberale morto 100 anni fà,,,o dai spiegazioni di ciò che scrivi o smetti di sparacchiare stronzate a dx e sx,,,
24. Boston George, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 12:55
@ 17 J.S.
concordo con tutto ciò che hai detto, pero' la statistica ci puo' venire incontro per quanto riguarda il calcolo dei consumi,,,
puoi' fare un approssimazione osservando i consumi del passato, tenendo conto che i consumi di questi ultimi anni sono tra i piu' alti di sempre, e d'ora in poi si costruiranno macchine sempre piu' efficienti,
sicuramente non si puo' decidere da un giorno all'altro "oggi faccio energia pulita da fonti rinnovabili" ma si parte dai piccoli esperimenti Tipo samso (http://it.wikipedia.org/wiki/Sams%C3%B8) per osservare se è possibile attuare il progetto per poi portarlo in larga scala.. poi in fase di sviluppo ci puo' cmq essere un supplemento...pero' si deve partire da una base di dati... logico che se ha samso la popolazione aumenta del 100% (quindi raddoppia) bisogna incementare l'energia...
25. Pippo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 15:01
@23
Grazie, meglio di così non si può.
Non serve che io dimostri quanto la pretesa di essere in grado di plasmare l'umanità sia futile e dannosa, bastano le tue parole.
Il mondo è pieno di persone che credono di avere il diritto di imporre agli altri il loro volere per il bene comune, non sarai il primo e neanche l'ultimo.
Se sei sinceramente convinto che per il "bene comune" è giusto sopprimere le libertà e violentare il prossimo non posso fare nulla per convicerti del contrario... forse te ne accorgerai quando qualcun'altro vorra imporre a te il suo originale progetto di selezione artificiale.
@24
Per quanto riguarda le tue stime statistiche ti posso dire che sei completamente fuori strada... è fisicamente impossibile prevedere l'evoluzione di un sistema complesso.
E' ragionevole ritenere che una moltitudide di soggetti siano in grado autonomamente di fare previsioni più o meno accurate nei campi di loro pertinenza quando dotati delle corrette informazioni e della suficiente motivazione... ma questo è possibile solo in quel sistema liberale morto da più di 100 anni.
(che ad essere più correnti non è neanche mai esistito)
In un sistema del genere gli errori (sempre presenti) di previsione vengono assorbiti senza troppi danni, in un sistema centralizzato dove le decisioni vengono prese da pochi pianificatori nel nome dell'umanità, gli errori, oltre ad essere più probabili, hanno anche un impatto devastante. (Aggiungo che ritengo moralmente inaccettabile che qualcuno abbia il potere di imporre agli altri le proprie agghiaccianti teorie di eugenetica e di controllo delle nascite)
26. Pippo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 15:15
@22
Ma infatti mi pare di aver detto che il petrolio potrebbe essere destinato agli altri 10000 scopi per cui è indispensabile.
Se l'energia elettrica diventa economica grazie a tecnologie come il kitegen, mentre il petrolio rimane costoso a causa dei costi superiori di estrazione e raffinazione... potrebbe esserci un aumento dei prezzi per i prodotti di derivazione petrolifera, ma non per l'energia elettrica, questo secondo me è solo un bene (anche se significherebbe che il mio investimento in pannelli solari nella previsione di un forte aumento del prezzo dell'energia elettrica si dimostrerebbe errato.... d'oh)
Non ci dimentichiamo anche delle promettenti ricerche sugli idrocarburi estratti dalle alghe che potrebbero soppiantare progressivamente il petrolio in quei 10000 scopi diversi dalla produzione di energia elettrica.
27. Boston George, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 16:26
@25
teorie di eugenetica?? ho per caso parlato di miglioramento della razza??????????????????????????????????????
ma dove vedi le teorie di eugenetica? perchè trai conclusionI dal nulla?????? TI PREGO fai a meno di mette in mezzo l'eugenetica e la genetica,,,ho solo detto che ormai non si puo' andare avanti come conigli a riprodursi,,,,perchè in questo mondo da commensali (esseri che vivono in equilibrio) stiamo diventando PARASSITI!!! ogni specie se cresce di numero in modo incontrollato diventa PRASSITARIA,,,
ma la cosa che piu' mi fà ridere è che tu stai finanziando in modo indiretto e inconsapevole la planned parenthood senza nemmeno saperlo mentre stai usando il tuo PC!!!
ma dov'è la libertà? la libertà di diventare in un numero cosi' elevato di individui da far morire il pianeta sfruttando fino al suo limite???? a me sembra FOLLIA,,,
28. daniele.spagli, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 16:46
@26
se leggi bene il mio primo post io parlavo di aumento del prezzo del petrolio, non dell'energia: poi quello che hai in mente o hai capito tu come faccio a saperlo?
Siccome stavamo parlando di interessi e di lobby del petrolio dicevo semplicemente che il fatto che l'energia costi poco no significa necessariamente che costi poco il petrolio o che questo vada contro gli interessi di quelle lobby
29. Pippo, Mercoledì 8 Luglio 2009 ore 18:51
@27
Non l'ho dedotto dal nulla, ma dal fatto che tu stabilisci che noi popoli civili abbiamo la responsabilità di impedire la crescita dei popoli incivili.
Quando si intraprende la strada dell'ingegneria sociale e si cerca di stabilire a tavolino chi deve proliferare e chi no, il punto d'arrivo è sempre l'eugenetica.
Nel momento che stabiliamo che è doveroso regolare le nascite per il bene della collettività, perché non lasciar nascere solo gli individui migliori? in definitiva non c'è spazio per tutti, perché mai dovremmo consentire a chi non è utile alla collettività di sprecare le limitate risorse del pianeta?
30. Boston George, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 01:40
@29
"che noi popoli civili abbiamo la responsabilità di impedire la crescita dei popoli incivili."
NOOOO!!!!!!!!!!!!
noi popoli civili abbiamo la responsabilità di MANTENERE UN EQUILIBRIO DI POPOLAZIONE!
31. Giuliano Lepri, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 10:59
@18
questa sì che mi sembra una osservazione molto sensata: che ne dite ragazzi?
32. Pietro/c, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 11:41
#18.
Certo ed infatti è revisto.
Anzi, ti dirò di più: sarà machciavellico ma è stato proposto di usare una centrale a kite come difesa ATTIVA dello spazio aereo sopra la centrale nucleare che dovesse essere realizzata: in questo caso, infatti, si potrebbero dirottare i kite verso il veicolo in arrivo e invilupparlo, con ottime probabilità di impedirne la caduta sulla centrale o almeno di socnsigliare questo gneere di operazioni kamikaze.
Si tratta di un macchiavellismo, ccerto, perche' cpaite bene che ben presto si imporrebbe un confronto fra le rispettive produttività c, imbarazzanti conseguenze per i fautori dle nucleare.
33. Pinnettu, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 12:15
Come per il nucleare, il problema del petrolio rimarrebbe sempre. Il KIT produce elettricità.....ma la maggior parte degli impieghi del petrolio non hanno nulla a che vedere con l'elettricità.
La percentuale di greggio brucciata per produrre elettricità è bassisima.
Possiamo avere tutta la corrente elettrica che vogliamo ma senza la melmaglia nera, gli aerei non voleranno, le automobili non camineranno, le ruspe non scaveranno ecc.....
Certo, potremmo abbandonare il trasporto aereo, circolare con piccole automobili e rinunciare alla smisurata potenza e versatilità di svariati mezzi da lavoro, ma non sarebbe la stessa cosa. La scarsità dei combustibili fossili ci porterà comunque verso un mondo diverso, dove l'abbondanza non sarà di casa.
34. Francesco Muscio, Lunedì 13 Luglio 2009 ore 18:50
# 2
Per la precisione, in aggiunta a quanto affermato correttamente Pietro, per capire cosa succede se cade a terra un'ala di un Kitegen devi immaginare cosa succede se ti cade in testa un fazzolettino (o anche un lenzuolo) dal quinto piano di un palazzo.
La risposta è che non succede niente. Questo lo può immaginare chiunque anche se non ha mai studiato fisica.
Per chi, invece, l'ha studiata si può dire che il danno che può arrecare un oggetto in caduta libera dipende dalla sua densità di massa. Questo parametro per le ali del kitegen è simile a quello di un lenzuolo.
35. Francesco Muscio, Lunedì 13 Luglio 2009 ore 18:54
# 2
Per la precisione, in aggiunta a quanto affermato correttamente Pietro, per capire cosa succede se cade a terra un'ala di un Kitegen devi immaginare cosa succede se ti cade in testa un fazzolettino (o anche un lenzuolo) dal quinto piano di un palazzo.
La risposta è che non succede niente. Questo lo può immaginare chiunque anche se non ha mai studiato fisica.
Per chi, invece, l'ha studiata si può dire che il danno che può arrecare un oggetto in caduta libera dipende dalla sua densità di massa. Questo parametro per le ali del kitegen è simile a quello di un lenzuolo.
36. Martino, Giovedì 4 Febbraio 2010 ore 23:28
un pò OT
C'è chi si preoccupa dei soldi (signoraggio); chi dell'energia (kite gen ma anche fusione fredda, geotermica ecc);chi dei combustibili e derivati chimici(canapa,alghe ecc.);chi dei trasporti (+ della metà dei camion oggi in circolazione è quasi vuota);chi dell'informazione (evviva i blog);chi dell'alimentazione (basterebbe mangiare una volta alla sett. meno carne per avere il frumento necess. a sfamare tutto il terzo mondo);chi della medicina(lavorare meno stare + a contatto con la natura e cercare la felicità toglie l'80% delle malattie se poi diventiamo + eco. meno PM10 ecc.)ecc.ecc.ecc...
Mi dispiace ma questa sera per la prima volta mi sento mussoliniano/socialista:
LA NOSTRA MENTE NON CONOSCE OSTACOLI
Convinciamoci di questo e troviamo tante soluzioni ai tanti problemi che ci sono e che verranno, prima di tutto liberiamoci delle logge massoniche e del loro pensiero, vedrete che poi il cambio di paradigma non sarà così drammatico