Crisi sistemica e cambio di paradigma
(Nota: questo post non parla della tragedia di chi ha perso il lavoro e deve pagare il mutuo e mantenere la famiglia. Parla invece del dramma di tutti gli altri.)
Un'amica su Facebook un bel giorno se ne esce con questo status: Non sono disoccupata ma in vacanza. Userò la vacanza per diventare una cuoca, una moglie, una zia, una poliglotta e una viaggiatrice migliore. Da molto tempo volevo consigliarvi un libro uscito almeno 13 anni fa, che si chiama L'orrore economico, la cui autrice è la giornalista francese Vivianne Forrester entrata di diritto nel club delle Cassandre. In pieni anni '90, Vivianne anticipava il disastro della globalizzazione, delle chiusure delle fabbriche, del dumping sui salari, della forza lavoro nei Paesi sottosviluppati. Ma più di tutto, la saggia giornalista rimetteva in discussione la mitologia del lavoro: quella secondo cui siamo realizzati solo con una carriera, o almeno un "posto nella società" anche se è solo un cubicolo da call center. Per poter andare a testa alta (anche se la abbassiamo tutti i giorni davanti a un datore di lavoro sprezzante), per "non dover chiedere niente a nessuno" (anche a prezzo di umiliazioni inenarrabili - molto superiori al chiedere venti euro al papà pensionato).
La crisi, tra i tanti sconvolgimenti che produce, sarà anche causa di una completa revisione della nostra percezione di lavoro, posto di lavoro, ruolo sociale. Il disoccupato, come sottolineava anche la Forrester, è stato finora persona invisibile, che striscia lungo i muri oppresso dalla propria vergogna e dal proprio senso di colpa, perché "se non trovi lavoro è perché non lo cerchi abbastanza". Nulla come la disoccupazione è stato causa di depressioni, ansie, persino tentati suicidi. Altro che le corna.
Fermo restando, come premesso, il rispetto per chi non ha da dar da mangiare ai figli, ci si chiede se sia sensato ed opportuno per tutti gli altri abbandonarsi alla disperazione quando è ormai assodato che non c'è più trippa per gatti. Non avere lavoro sarà sempre più la norma, ed averlo l'eccezione. E qui torniamo alla mia amica: in presenza di una solidità alle spalle, che siano i genitori pensionati, il coniuge con un reddito, o la casa di proprietà, vale davvero la pena rischiare la propria salute mentale e fisica a disperarsi per la perdita di un lavoraccio magari precario e sottopagato? Non sarà meglio dedicarsi alla cucina e buonanotte?
In fin dei conti, è sempre stato così. Fino a cinquant'anni fa, la zia zitella, il nipote orfano, il fratello fannullone avevano qualcuno che li manteneva. Era normale, la solidarietà familiare. Oggi ci si sente subito "parassiti", non appena si smette di racimolare quei 400 penosi euro col proprio lavoro "creativo", "intellettuale" o sfruttato che sia. Cucinare cibi sani per la famiglia, fare volontariato sulle ambulanze, cimentarsi con orti e giardini pubblici, impegnarsi per l'ambiente, non sono attività che configurerei come parassitarie, tutt'altro. E questi ruoli saranno sempre più riconosciuti socialmente, anche dal papà pensionato e dal marito con la busta paga. E' la fine della vergogna da disoccupazione, se vogliamo considerarla una buona notizia.
Probabilmente non sarete d'accordo con me e leverete alti lai. Non mi importa: precaria da una vita, ho capito da tempo che nel disperarsi si rischia solo la salute. Noi non siamo qualche biglietto da cento, siamo parte di una comunità a cui possiamo essere utili in mille modi. Gli yuppie sono morti da un pezzo, seppelliamoli senza rimpianti e riprendiamoci la nostra esistenza... senza vivere "alle spalle di qualcuno", ma dando qualcosa, molto, in cambio.
Salve a tutti....ahimè noi trentenni stiamo pagando le colpe dei nostri predecessori...del famoso Boom economico che ha portato ad un esubero di personale assunto sia nel pubblico che nel privato...ed era normale che l'impatto con una crisi così tanto forte come quella dell'ottobre del 2008 abbia fatto cadere anche i grossi colossi....xò penso anche che nn sia tutto perduto....che ci vuole tanto impegno, tanta forza di volontà e soprattutto nn bisogna buttarsi giù e prima o poi anche noi riusciremo a trovare uno spazio in questa società...xkè è vero che il lavoro nn è tutto, ma è una condizione necessaria per vivere, xkè la famiglia, gli ziii, i coniugi nn ci saranno x sempre...xciò ragazzi , non smettiamo di sognare e non smettiamo di dire no ai vari soprussi dei datori di lavoro, ma soprattutto non smettiamo di cercare un lavoro (il Ns lavoro)!!!!
Sino a 50 anni fa il lavoro era necessario per vivere e la sua connotazione principale era il permettere al lavoratore di sbarcare il lunario.Dopo la seconda guerra mondiale questa utilità del lavoro é stata affiancata dal concetto di "carriera" o di possibilità di realizzazione personale "attraverso il lavoro": di per sé non é un male ma ha portato tutti ad essere, forse, eccessivamente ambiziosi/esigenti: tuttavia finché il lavoro c'era non vi sono stati grossi problemi (mi riferisco ad avanzamenti di carriera dovuti ad anzianità o a mercati del lavoro con moltà mobilità, caso tipico l'italia del boom economico)...ma ora il sistema é saturo e la mobilità é scarsa; il lavoro come realizzazione di sé é quasi un miraggio ( tra retribuzioni ridicole, condizioni lavorative assurde e possibilità di carriera di conseguenza nulle) ecco che si dovrebbe tornare ad un modo di pensare al lavoro solo come un mezzo necessario per mettere in bocca il pane...più o come quasi 100 anni fa.Il cerchioquasi si chiude.
Come sempre é il quasi che ci frega, perché 100 anni fa il mondo aveva davanti a sè un crescendo delle condizioni globali mentre noi ora abbiamo esattamente l'opposto :-)
Scusate il post fiume ma volevo espriemere un concetto, secondo me, molto importante.
Saluti,
J.S.
Personalmente trovo che questo articolo non ha senso.
Va a confondere la condizione lavorativa odierna(precariato, retribuzioni da barzelleta, condizioni di semischiavitù) con la necessità di lavorare.
Fornisce inoltre una soluzione(in quanto tale deve essere applicabile a tutte le variabili del dominio di interesse) inattuabile. Mi spiego meglio: cosa succederebbe se tutti seguissero il tuo consiglio dell'autrice?
Appoggiarsi a terzi(i genitori), significa diventare dipendenti da loro. Così facendo non solo togliamo libertà a noi stessi, ma anche ai nostri genitori!
Io, invece, penso che il lavoro(dalla rivoluzione industriale in poi) ha perso di personalità: e' stato tutto inscatolato in lunghe e veloci catene di montaggio in nome del guadagno economico. Dovremmo imparare ad appassionarci alle cose a cui lavoriamo, non pensare il lavoro in base alla retribuzione. Bisogna ritirare fuori i vecchi mestieri e distaccarci da tutte le logiche da supermarke. Bisogna dare l'opportunità alle persone di scegliere cosa fare.
Rassegnarsi passivamente(come dice l'autrice nell'articolo) a questo mondo del lavoro mi sembra una stupidaggine(senza offese).
Tutto molto interessante, ma questo è un meccanismo che funziona in un certo modo (non entro nel merito se sia giusto o meno): lavoro-produzione-consumo-lavoro ecc...
Puoi uscire dal meccanismo oppure puoi esserne stritolato, ma non puoi restarci dentro girando al contrario. Non funzionerebbe perché, come in un orologio, ogni singolo ingranaggio è pensato per svolgere una determinata funzione, funzioni diverse non sono tollerate.
L'unica sarebbe ripensare a un nuovo meccanismo...
finalmente qualcuno che parla di cose serie...
non c'è più lavoro e questo è un fatto. ma il problema principale non è questo. la domanda che dovremmo farci è "esistono risorse a sufficienza per tutti?". fino a prima della crisi pensavo di no, poi ho riflettuto un attimo (sono pure ingegnere) è ho cambiato idea. Perchè la risorsa fondamentale, l'energia, è tutta intorno a noi: solare, eolica, GEOTERMICA, mareomotrice, ecc. gratis e infinita. Non come con il petrolio che lo devi estrarre, traformare e poi pure bruciare!
Solo che a qualcuno fa comodo dire che di risorse ce ne sono poche (in effetti di petrolio ce n'è poco), così ce lo fanno pagare di più....
avete mai pensato all'assurdo del fatto che per produrre cibo ci vuole il petrolio???
io la verdura la prendo dai miei genitori e suoceri, tutti i weekend, adesso che è estate. Lo sapete che con un orticello di 10 x 5 metri mangiano circa 10 persone? e molta roba viene pure buttata via??? e che il costo di produzione sono solo le sementi e un pò d'acqua e fertilizzante? e ovviamente "il lavoro" di chi lo segue. Ma chi lo segue lo fa unicamente per passione, perchè da pensionato trova soddisfazione (molta più di quella che aveva nel vecchio "lavoro", quello retribuito) nel produrre un pomodoro buono (molto più buono di quello del supermercato) senza usare antiparassitari chimici....
Ma noi non abbiamo l'orto mi direte... esatto, perchè non avete l'orto? perchè nelle case moderne non è previsto, nenache in quelle costruite nei piccoli centri, nei paesi di 10mila abitanti. e perchè? perchè siamo in tanti risponderà qualcuno, dobbiamo vivere più stratti.... falso! le lezioni di geografie di trentanni fa quando facevo le elementari io me le ricordo ancora, eravamo già più di 50 milioni, ora siamo in 60, basta un incremetno demografico di meno del 20% a giustificare la scomparsa degli orti?
vuoi vedere che ci fanno le case piccole per costringerci (tra l'altro) a pagare salato il cibo.
Finisco con un ultimo dato: negli anni 70 la mia famiglia era di 5 persone, monoreddito da lavoro dipendente. Vivevamo bene e mio padre si è pure costruito la casa. Retrospettivamente posso dire che l'unica cosa che mi è mancata sono state le vacanze (ma abitavamo vicino al mare). Oggi una famiglia di 5 persone monoreddito da lavoro dipendente vive male, a volte malissimo.
Cosa è successo in questi anni? è una bestemmia pensare di poter tornare indietro?
Una soluzione c'è, arruolatevi nella guardia nazionale, sono alla ricerca di personale:
http://roma.repubblica.it/dettaglio/ronde-nere-choc:-siamo-le-nuove-legioni/1667536
L'italico è troppo abituato a qualcuno (Stato o azienda o mafia) che gli offre un lavoro, invece il passo da fare è inventarselo. Probabilmente sopravviveranno quelli che hanno un briciolo di spirito rinascimentale dentro. Gli altri saranno sceglieranno il macero delle crociate o andranno a far gli schiavi della classe dirigente.
Non si tratta di far andare avanti le cose ad ottimismo, ma si tratta semplicemente di guardare anche alle cose che dimostrano che la crisi si può superare. Un esempio? Facciamone due: i saldi tirnao, e c'è un cospicuo aumento delle vendite rispetto allo scorso anno. I luoghi di vacanza sono pieni, soprattutto di italiani. Quindi la crisi non scalfisce la voglia e la possibilità di spendere per le voci di cui sopra. Anche questo può contribuire a superare la crisi.
Vorrei dire un miliardo di cose, non so neanche da dove cominciare, ci provo.
Se io avessi qualcuno che mi mantiene ad andare a lavorare non ci penserei proprio, penserei solo a fare le cose che mi piacciono e che mi interessano.
Se io avessi qualcuno che mi mantiene sarei fiero di non lavorare perchè in questo modo lascio un posto di lavoro libero a qualcuno più bisognoso di me.
Se io avessi qualcuno che mi mantiene non dovrei tutte le mattine alzarmi con quell'odiosa sveglia che alle 7 in punto fa: ti-tì-ti,ti-tì-ti ,ti-tì-ti,ti-tì-ti,ti-tì-ti ....
Se io avessi qualcuno che mi mantiene sarei il figlio di un imprenditore oppure il marito di una riccona, oppure uno che ha vinto alla lotteria, siccome così non è ed il soldi mi servono mi tocca andare a lavorare, e se il lavoro non c'è finisco in mezzo ad una strada, punto.
Tutti nostri guai derivano dalla banca moderna, ovverosia denaro creato dal nulla. Fintanto resisterà questo demone vi sarà schiavitu'. Ora pare che queto sistema stia tirando le cuoia.
Aiutamolo a morire, cercate di non pagare piu' niente ne luce ne acqua, non saldate piu' i debiti, fate circolare meno moneta possibile e la liberta' quella vera sara' nostra.
@26 pino ha scritto: "(...)è un diritto concedersi anche un pò di svago almeno una volta l'anno, senno che si campa a fare?(...)"
Sai come fai se non hai i dindini per andare in vacanza? Te ne stai a casetta durante le ferie: ci si rilassa e ci si ricarica ugualmente sai !
Io mi sentirei molto più teso alla fine delle vacanze se avessi fatto dei debiti per andarci.
In effetti le aziende dovrebbero pagare in ottimismo, le auto andare ad ottimismo e se è possibile anche fare le plastiche ottimiste!
Allora si che ci salveremo!
Avete citato due bei libri, ne posso consigliare un terzo dove si cerca di ipotizzare una soluzione: manifesto per un mondo senza lavoro, di Ermanno Bencivenga: 1999.
Dai che ci vuole un pizzico d'ottimismo per andare avanti, la crisi passerà come sono passate tutte le altre che l'hanno preceduta, l'economia tornerà a crescere e torneranno i posti di lavoro, gli investimenti, le opportunità. E' così da sempre, il mondo non finirà. Ad esempio, se invece di piangersi addosso o parlare di fine del mondo a marzo alcuni avessero guardato alle cose con ottimismo, adesso avrebbero guadagnato almeno un 50% con gli investimenti in borsa, tanto questa è salita in soli 3 mesi. E in tempi di crisi poi. Ottimismo ci vuole, e positività.
@29
Purtroppo agli autotrasportatori - come all'industria automotive in cui sono purtroppo immerso - andrà male.
Per i pescatori, bè forse sarò cinico e vado un po' off topic, però per salvare il "posteriore" a noi stessi uno dei più grossi aiuti che si possono dare al risparmio energetico è quello di smetterla di nutrirsi di animali. Solo l'allevamento e la produzione di carne impattano di un bel 18% sul riscaldamento del pianeta rispetto ad un 15% del trasporto mondiale. Possiamo parlare di rinnovabili quanto vogliamo ma bisogna cambiare anche alimentazione perchè insostenibile, altrimenti restano solo parole, parole e parole.
Per me restare senza pescatori, macellai e allevatori sarebbe una grande conquista
discussione interessantissima!!!
dal mio punto di vista però non mi ci vedo senza lavoro...perchè mio nonno prima e mio padre poi me lo hanno insegnato.
E io lo sto insegnado a mia figlia: il lavoro nobilita l'uomo.
E' certo però che il lavoro di oggi è bene diverso da quello di mio nonno e di mio padre.
Forse il lavoro di oggi non vale la pena di tenerselo stretto...ma vorrei continuare a credere di poter mettere a disposizione di altri la mia professionalità e il mio impegno per costrire un mondo migliore
con il mio lavoro
con il lavoro di tutti
@12 Alex
You wrote "...Senti, se perdo il lavoro e il padrone di casa viene a chiedermi i soldi dell'affitto, ci parli te vero?.."
Tra poco avremo un mare di persone che hanno lavorato, costruendo fisicamente la casa che occupano, ed alle quali viene detto che quella casa non se la meritano. Decisamente facile spedirli in strada se sono pochi, raccontandogli che il loro sudore di tanti anni non vale niente. Piuttosto difficile eseguire la stessa operazione se sono tanti. Impossibile se sono una marea.
Questa faccenda è istruttiva: mette a nudo l'idiozia di un sistema che assegna alla serietà ed all'impegno sul lavoro un valore nullo.
Credo che dovremmo far tornare in vigore l'articolo uno della nostra Costituzione.
"Inutile ripetere che la crisi non è casuale, ma frutto delle stupide politiche economiche dei governi (ma non voglio essere ripetitivo parlando di ciclo economico austriaco)."
Oh mio dio. Gli Austriaci sono arrivati anche qui.
Resta un puro esercizio accademico il capire se -come sostengono i nipotini di Hayek- in assenza di un intervento statale in economia la crisi non ci sarebbe stata, o piuttosto sarebbe stata peggiore.
Non dimentichiamo che Julian Simon è ideologicamente affine alla Scuola Austriaca.@ Frank
Con l'ovvia ricaduta sui prezzi dei generi alimentari - e non solo -, cosa che farà precipitare nella miseria ulteriori fasce di popolazione
Tutto giusto.
Di una cosa poco si parla, però: per passare da una fase A (ad alta occupazione, industrializzazione etc) alla fase B (slow energy) passeremo attraverso il picco dello street fighting .
I focolai catalizzatori saranno le categorie fortemente penalizzate da una crescita incontrollata dei prezzi dei carburanti (ad es., mi vengono in mente i casi dei trasportatori e pescatori, dejà vu)
Vorrei anche aggiungere che, finchè la ricchezza sarà in mano di pochissimi, le cose non cambieranno.
Se ci fosse una distribuzione più equa credo che ci sarebbe anche più lavoro perchè più persone avrebbero più possibilità.
Lo so che non sono e non saranno bei momenti,
date un'occhiata a questo sito
Si ma la vacanza al mare (o in montagna)? Come la faremo? Del resto è un diritto concedersi anche un pò di svago almeno una volta l'anno, senno che si campa a fare? Senza lavoro e reddito come faremo a pagarci lo svago? E l'industria del turismo? In Italia è una voce tutt'altro che secondaria.
@ Debora dici:
"Forse non ci siamo capiti.
N o n c' è p i ù l a v o r o."
Diciamola in maniera più corretta... c'è qualcosa che impedisce alle persone di poter liberamente offrire il proprio lavoro.
"Ora le opzioni sono 2: o ci si fa mantenere da qualcuno che ancora lavora facendo qualcosa in cambio"
Ma guarda che, come giustamente fa notare Ste, in pratica questo si chiama lavoro.
In uno società libera il lavoro potrebbe mancare solo nel caso impossibile in cui tutti i bisogni delle persone siano soddisfatti.
Visto che, oggettivamente, manca il lavoro, significa o che tutti i bisogni sono soddisfatti o che viviamo in una società dove le persone non possono liberamente offrire i propri servizi per soddisfare i bisogni delle altre persone.
A occhio non mi pare che tutti i bisogni e le aspettative delle persone siano soddisfatte, quindi c'è spazio per il lavoro.
Nella nostra società oltre alle regole e i vicoli che impediscono oggettivamente alla gente di lavorare, ci si aggiunge la crisi globale dove tantissime imprese contemporanemente si trovano costrette a chiudere o a ridurre drasticamente la propria attività. Inutile ripetere che la crisi non è casuale, ma frutto delle stupide politiche economiche dei governi (ma non voglio essere ripetitivo parlando di ciclo economico austriaco).
Se quindi uniamo le due cose (crisi + mercato del lavoro bloccato) è facile prevedere il risultato.
Perché ritieni che dedicarsi agli orti urbani e all'ambiente debba essere considerato parassitario? Non pensi che invece potrebbe essere una opportunità di lavoro?
Perché invece di chiedere allo stato nel nome dell'interesse collettivo di premiare lavori socialmente utili (secondo il giudizio di chi non si sa), non chiedete di togliere i premi (sempre dati nel nome dell'interesse collettivo) dati all'agricoltura intensiva?
Magari una volta che lo stato smette di alterare la realtà, si scopre che coltivare un orto può non essere parassitario.
Scusate, ma se davvero ci sono tante cose utili che uno può mettersi a fare quando è disoccupato, quello è lavoro. E allora non è vero che non c'è lavoro. Lo possono fare quelli con lo stipendio invece di stare lì a piagnucolare che c'è la crisi manco fosse un evento metereologico, no?
@21 "forse in futuro [...] caio mi visita il gatto e cosi' via"
attento che non te lo pappi... :-)
Forse non c'è più questo genere di lavoro.
Ma se tanto sarà solo una questione di tempo e dovremo abbandonare l'energia fossile credo che per ripensare tutto il sistema occorrerà lavorarci e tanto.
Se l'energia diventerà molto cara e scarsa forse i lavori che, facendo un'ipotesi, fanno macchinari molto energivori, saranno fuori portata e dovranno essere fatti di nuovo dall'uomo. Torneranno sicuramente utili i cosiddetti "mestieri" e ci sarà un enorme bisogno di riparare le cose invece di buttarle no?
Probabilmente un po' di lavoro si perde, altro cambia forma. E poi in questa "società di democrazie evolute" ci sono sempre le guerre no? Portano distruzione ma anche "ricostruzione"...è ironia ovviamente, non vorrei essere preso sul serio con quest'ultima frase ;)
mai arrendersi...il lavoro si PUO' CREARE con l'iniziativa, il lavoro finchè l'uomo sarà sulla tessa ci sarà sempre,,
forse in futuro non si fà per i 1000 euro, ma se io faccio il latte tu mi dai i pomodori, tizio mi ripara il rubinetto, caio mi visita il gatto e cosi' via,,,,
boston george
il vantaggio sapete quale sarà? che alcuni lavori come il medico che oggi viene svolto solo peri SOLDI tornerà ad essere una professione per gente appassionata professionale che ama il proprio lavoro,,,,
boston george
io faccio la mamma e la moglie a tempo pieno, e non mi vergogno di dire che della carriera non me ne puo fregar di meno!
[continua]
Sappiamo bene che la tecnologia, che loro ci tengono nascosta, e' in realta' decenni e decenni avanti a quella che ancora ci propinano. E che ci sarebbe energia gratis per tutti, non ci sarebbe necessita' di "schiavi moderni" o "generazione invisibile" o "generazione 1000 euro", in una societa' piu' moderna ed equilibrata.
Se non sbaglio Rifkin scrisse un libro negli anni '90, "La fine del lavoro"... ne lessi un pezzo, fino ad un paio di anni fa questo libro era deriso perchè si lavorava come pazzi, e sempre di più. Ora come giustamente osservato nel post la mentalità cambia, se fra qualche mese si avranno il 20-30% di disoccupati direi che saremo ufficialmente in Depressione. Adesso siamo al 10%. Rifkin se non ricordo male parlava di fine del lavoro "manuale", per cui come futurologo secondo me topperà in pieno: rovistare nei cassonetti in cerca di cibo è lavoro manuale. Si comincerà o si comincia già adesso a vedere gente in strada nullafacente ma che in qualche modo ancora campa... *ancora*, appunto. Siamo in una breve fase di transizione, duri qualche mese o qualche anno non importa, troppo poco tempo per pensare di tirare avanti con redditi altrui, come sistema di vita intendo
[continua]
I quali continuano a derubarci e a tiranneggiarci, facendo "il salvataggio delle banche"...
Loro la societa' la vogliono come nel 1956, o nel medioevo. Gli altri a sgobbare e loro a godere.
Se vogliamo una societa' nuova, piu' giusta per tutti, ce la dobbiamo fare da noi.
QUOTE Deborah:
Forse non ci siamo capiti.
N o n c' è p i ù l a v o r o.
Ora le opzioni sono 2: o ci si fa mantenere da qualcuno che ancora lavora facendo qualcosa in cambio, oppure ci si spara alla tempia. Tertium non datur.
E se non riuscite proprio ad accettare la prima opzione, potete sempre optare per la seconda.
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Beh c'e' sempre la terza: darsi alla rapina stile "Dick & Jane operazione furto"! haha!
Comunque e' vero: non c'e' piu' lavoro. E' normale, con la decrescita economica, la recessione e la deindustrializzazione e le ditte che chiudono per forza che c'e' meno lavoro. Molto meno.
Lo sbaglio e' stato non pensare ad un'evoluzione della societa':
Ma diciamocelo: davvero si pensava che gli anni, i decenni, i cinquantenni, il secolo nuovo arrivasse, il progresso e la tecnologia progredissero.... e tutto rimanesse come prima?
Questo lo dico soprattutto ai "capitalisti", ai "padroni".
Ma davvero pensavate che nel 21° secolo le civilta' occidentali si sarebbero ancora accontentate di fare il "popolo bue" e di farvi da schiavi 10 ore al giorno affinche' solo voi possiate godere della porche e della villa al mare?
Non dico che dovremmo essere gia' in una societa' futuribile alla "star trek", ma ormai e' evidente a quasi tutti che lavorare piu' o meno da schiavi 8 ore al giorno per tutta la vita non e' il massimo dell'aspirazione per l'uomo moderno.
Come dicevo ormai l'hanno capito quadi tutti. Tranne quelli che comandano.
Facciamo così.. prima di darmi alla prima opzione.. attendo che un pò di persone optino per la seconda. Ma la domanda è... Se non c'è più lavoro.. chiccazzo mi mantiene per fare qualcosa (cosa poi?).
Sta saltando filiera del lavoro palliativo glamour e virtuale, corsi di modellistica di mollica di pane, free lance di house organ, copyrighter, etc. ma si tratta di lavoro MAI ESISTITO, erano pretesti per sostenere la domanda aggregata distribuendo dividendi della rapina imperialista in Asia ai nostri disoccupati intellettuali di sempre. Presto con il precipitare ci sarà lavoro VERO per tutti, fornai, pescatori, lavandaie, fruttarole, inservienti di mensa popolare. E sarà la LIBERAZIONE dal glamour e dal parassitismo familiare eterno-bamboccione! ;)
Forse non ci siamo capiti.
N o n c' è p i ù l a v o r o.
Ora le opzioni sono 2: o ci si fa mantenere da qualcuno che ancora lavora facendo qualcosa in cambio, oppure ci si spara alla tempia. Tertium non datur.
E se non riuscite proprio ad accettare la prima opzione, potete sempre optare per la seconda.
beh il post mi piace.
Senti, se perdo il lavoro e il padrone di casa viene a chiedermi i soldi dell'affitto, ci parli te vero?
Nicoletta, ci ho messo tre anni di studi per sentirmi "preparata" a discutere di peak oil.
Col signoraggio proprio non je la fo! ;-)
Non celebro il lavoro, ma penso che vivere sulle spalle degli altri non sia giusto, soprattutto per chi ci sostiene. Perché un figlio deve farsi mantenere ad oltranza dai suoi? Perché una moglie deve farsi mantenere dal marito se non ha figli o sono già grandicelli?
Io, personalmente, detesto avere qualcuno che dipende da me. Insomma, è bello parlare del lato positivo della disoccupazione, ma fintanto che c'è qualcuno a mantenerci.
ok, ma al papà pensionato chi gliela paga la pensione, se la gente che lavora è sempre meno?
e come ha specificato alex I nel primo commento, ormai i più non hanno nessuno alle spalle.
Mammifero scrive:
"La trottola impazzita si fermerà, ma non saremo
attrezzati culturalmente per apprezzarlo".
Ci vorrà un po' di tempo, ma riusciremo a scordarci la follia del creare i bisogni, per creare i consumi.
Il resto sarà conseguenza.
brava debora bel post
e pensare che c'è chi vuole strumentalizzarci con la creazione del movimento delgi invisibili
altro che invisibili, sempre piu visibili dobbiamo essere
il discorso tiene ma continui a non affrontare il nodo del problema, credit crunch prefabbricato e signoraggio bancario
sono quelli che tolgono la linfa alla società e degradano il poco lavoro esistente
e tolgono anche la retribuzione delle attività che descrivi che non sono prioritarie per le banche perché poco redditizie
mentre per gli OGM circolano i MILIONI per prezzolare professori ricercatori e funzionari in quel senso
il problema sono ENORMI BOLLE DI CAPITALI SPORCHI che corrompono la società nel senso non voluto dai cittadini, guerre ogm cementificazione privatizzazioni
mentre per salute volontariato cittadinanza lavori normali e benefici per la società MANCANO I SOLDI appropriati dalle speculazioni finanziarie di cui sopra
i capitali sporchi quando circolano e sono in sovrannumero, crano DEBITO su tutti noi
Lavorare meno, costruire meno, spendere meno, divertirsi lo stesso (forse di più), mangiare meno, bere meno, viaggiare meno (forse anche viaggiare meglio).
La trottola impazzita si fermerà, ma non saremo attrezzati culturalmente per apprezzarlo.
ma come si può non essere d'accordo?
federico
io non mi sono mai vergognato di non fare un cazzo,specie in un paese assurdo,in tutti i sensi,come questo.Se vivessi in un paese civile,sicuramente ragionerei diversamente.Leggetevi "il paese del pressapoco"di Raffaele Simone.ed.Garzanti
@2
Sinistra?? In Italia?? Scordatela....avremo solo mangiapane a tradimento.
L'invecchiamento demografico a me pare cosa buona, nel senso che non è + possibile continuare a riempire sto pianeta di persone, la sovrappopolazione è un problema enorme in questo periodo di prossima mancanza di risorse
..Bene Debora , stai riprendendo il concetto di decrescita felice Di Latouche ; peccato che nel suo meraviglioso libretto egli dedichi solo 3 righe al capitolo sulla sosteniblità welfare sanitario pensioni, dicendo che potrebbero esser4ci gravi problemi...( Ricordiamoci della prevista gobba lunga della curva demografica dei prossimi 3 decenni nei paesi occidentali, Italia in primis, non dovut agli immigrati o alle nuove nascite ma " alle poche morti ", nel senso di età sempre più avanzata)
Mi piacerebbe vedere un mercato del lavoro unico ed una università in equilibrio con i bisogni del paese ( = chiusurà di almeno metà delle sedi e molti più soldi per la ricerca ai centri d'eccellenza )
Sto aspettando una sinistra che faccia propria in Italia una lotta di classe fra generazioni.....Arriverà ?
Purtroppo il problema è che sono sempre di + quelli che alle spalle non hanno nessuno.
Io se dovessi perdere il lavoro - lavorando nell'automotive non credo sia difficile prima o poi - e trovassi una donna disposta a mantenermi, cucinerei MOOOOLTO volentieri invece di lavorare! ;)
alle 11:01
Rosantica
ma sento suonare note stonatissime quando si afferma che uno può vivere serenamente senza lavoro.
ma scherzate?
L'uomo cosi come la donna si identifica con un ruolo sociale e per la donna non è quello della casalinga. Vogliamo nel 2010 relegare il ruolo della donna nella cucina di casa? Con i tempi che stiamo vivendo sia la donna che l'uomo necessitano di lavorare per condurre una vita dignitosa. E si, i soldi sono dignitosi almeno che uno non rubi o non faccia il ladro. Senza quello stipendio non si mangia, non possiamo curarci la salute, non possiamo andare dal dentista, sempre che qualcuno non abbia chi lo mantenga.
poi, scusate, ma farsi mantenere credo laceri la nostra libertà personale. Significherebbe che la nostra vita, quello che siamo, quello che vogliamo dipende dalla vita di un altro. A me da l'impressione di essere legata con le catene. E la stima epr noi stessi?
non sono d'accordo che i soldi non fanno la felicità, la fanno e come. e chi afferma il contrario è solo un ipocrita. sono del parare che i soldi facciano la felicità e bisogna saperli gestire affinchè non diventino un'ossessione tanto da doverne accumulare sempre di più
i soldi ci permettono di vivere dignitosamente, ci permettono di curare la nostra salute, ci permettono di realizzare qualche sogno. e mai vorrei che questa felicità potesse dipendere economicamente da un altro.