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L'insurrezione che arriva?

Mercoledì 15 Luglio 2009, 11:01 in Apocalypse now, Ordine Pubblico di

zanonargentina.jpg

Tra chi segue quotidianamente il dipanarsi della crisi sistemica mondiale, la domanda rappresenta un po' l'elefante nella stanza. Quando scoppieranno le prime rivolte? Non siamo gli unici: la stessa domanda serpeggia anche nelle cancellerie mondiali, anzi più che una domanda è un'inquietudine che rasenta il terrore.

Quando ci chiediamo perché diamine non si faccia nulla per prendere provvedimenti seri, per impugnare saldamente in mano il timone di questa nave alla deriva e guidarla in modo sensato verso una transizione costruttiva, forse la risposta non è da cercare tanto lontano. Lasciare tutto così com'è, non dare scossoni, far finta che la vita continuerà as usual è il modo più sicuro per evitare "disagio sociale", eufemismo usato dalla stampa e dai politici per indicare le temutissime rivolte. Non un'idea geniale sicuramente, ma si sa che la paura talvolta paralizza.

Infatti. Mentre stanno tutti lì paralizzati dalla paura della "gente in piazza", i francesi passano alle vie di fatto. "Situazione in lento deterioramento", direbbe qualcuno. Dopo il sequestro degli amministratori delegati, ora si passa direttamente a far saltare le fabbriche. Qualche giorno fa alla New Fabris, oggi alla Nortel, gli operai sotto minaccia di licenziamento piazzano bombole del gas e detonatori perché "La gente - ha detto uno dei quattro rappresentanti dei lavoratori di Nortel - non ha più niente da perdere, andranno fino in fondo".

Esattamente quello che tutti paventavano. E dalla Francia si diffonde anche un libretto che sta facendo il giro del mondo: si chiama "L'insurrezione in arrivo". Un libretto, sì, una cosa davvero retrò questo scrivere libelli rivoluzionari anonimi, farli circolare sottobanco e discuterli in gruppo nei circoli carbonari... quando si tratta di fare la rivoluzione, non usciamo dalla mentalità ottocentesca. Tant'è, comunque è almeno liberamente scaricabile: potete farlo ad esempio da qui. Se amate Debord vi piacerà, lo stile è quello. A me non è dispiaciuto: diciamo che l'analisi della crisi sistemica è impietosa e corretta, e così l'inevitabilità delle insurrezioni prossime venture. Un po' meno condivido le "istruzioni per gli insorti": tra l'hippy e il sessantottino, con qualche nostalgia per i metodi anarchici da primo novecento. Manca di creatività, ecco, come se il subcomandante Marcos non fosse mai esistito.

Mentre, tornando alle fabbriche, un po' di creatività non guasterebbe proprio: ci vuole molto più coraggio, ad esempio, per fare come gli operai dell'ormai famosa fabbrica Zanon in Argentina. Invece di sabotare o far saltare, dopo aver visto la chiusura dell'impianto, hanno rotto i lucchetti, sono rientrati e hanno riavviato la produzione. Adesso, sotto controllo operaio, la fabbrica produce utili divisi equamente tra tutti i lavoratori.

Più che di insurrezione, insomma, c'è bisogno di rivoluzioni creative. Quelle sì, mettono paura: persino a chi dovrebbe farle.

(Nella foto: si riunisce il "consiglio di amministrazione" alla Zanon)

 

25
25 commenti
25
24 Lug 2009
alle 11:22

poetto

 

Mi domando se esiste una relazione tra crisi mondiale e influenza suina.

Mi spiego: è possibile, astrattamente, che l'influenza possa essere stata messa in giro per tenere la gente a casa, prospettandone una possibile pericolosità, in modo tale da ridurre possibili rivolte che la crisi si porterà dietro?

Il governo si sforza a dire che il peggio è passato, esistono , però, dei segnali che ci fanno intuire un qualcosa di diverso, un po' come suonare il campanello di una casa, sentire dei rumori all'interno ma nessuno viene ad aprirci, è evidente che qualcuno c'è dentro, qualcosa non torna.

Il potere d'acquisto, in Italia, negli ultimi anni si è ridotto notevolmente costringendo le famiglie a ridurre i risparmi; la crisi, che inizierà a sentirsi ad Ottobre/Novembre, colpirà persone con un ridotto pacchetto di risparmi, anzi, visto i prezzi delle case, delle auto etc, forse con debiti di una certa entità.

Penso che, dopo l'estate, i governi faranno di tutto per cercare di tenere buona la gente, per evitare rivolte, sommosse ed ogni genere di disordine sociale che la disperazione, causata dalla crisi, si porterà dietro.

Forse, ma qui siamo nella fantapolitica, potrebbe anche essere utile una influenza che potrebbe mutare e diventare come la “Spagnola”, chi lo sa!

24
22 Lug 2009
alle 21:39

Guido

Le 5 Banche Ebraiche(Americane) finanziarono la Rivoluzione Russa nel 1912 con 92 milioni di$ ed il Nazismo con 122 milioni nel 1922.Nel 27' il Partito Nazional Socialista era alla bancarotta e fu salvato dalla Harriman(Ebrea/Inglese).Lenin,Trosky e soprattutto ''Karl Marx''(Moses Merchaday levi)erano ''Illuminati di Baviera''.

La cosa piu' importante comunque e' trovare delle 'Soluzioni' e per quanto mi riguarda il miglior modo per smascherare la Globalizzazione del N.W.O e' attaccare la loro arma piu' visibile, vale a dire la BALLA del Co2 e dell'Effetto Serra creato con le SCIECHIMICHE e con le H.A.A.R.P .Con l'Immigrazione ormai non e' piu' il caso e sarebbe controproducente dato che ci sono leggi pronte a reprimere i nativi(Mancino 122 e Mastella)  non ancora attuate.E' importante pero' prendere coscienza che diventeremo a breve una minoranza.La Storia(Vera) recente dei Balcani ha molto da insegnare.

 

23
22 Lug 2009
alle 16:03

Andrea

Ora non ricordo, ma i finanziamenti a Lenin fino a quando avvennero? Da che data a che data?

22
22 Lug 2009
alle 13:04

alnilam

A proposito di illuminati, come giustamente guido (20) accennava, credo sempre più in una macchinazione da laboratorio sociale meditata a tavolino da parte delle elite e l'opuscolo della anonimo collettivo o commissione potrebbe esserne il frutto. Come dire la storia si ripete (ovviamente i riferimenti ai finanziamenti della oligarchia finanziaria a Lenin etc. sono puramente casuali e non voluti..)

21
22 Lug 2009
alle 11:41

Andrea

Figurarsi...infatti nelle sedi di rifondazione è in corso l'addestramento a tattiche paramilitari, eggià

20
22 Lug 2009
alle 09:32

Guido

Caro Andrea spero che tu possa continuare a ridere(rifiuto di vedere) fino ed oltre il 2012 ,Illuminati permettendo ...

19
21 Lug 2009
alle 12:06

Andrea

Sui centinaia di migliaia di Compagni rivoluzionari sono scoppiato a ridere

18
21 Lug 2009
alle 10:54

Guido

Debora ottima analisi,lucidissima e miglior indicazioni di uscita.C'e' un altro,gravissimo problema che l'Italia ha,14.000.000 di Immigrati che puppano da anni in ogni modo e maniera(Case popolari,sussidi di ogni genere,pensioni senza contributi versati,semi impunita',leggi contro i nativi ecc),8 dei quali di religione Islamica,con centinaia di migliaia di Compagni che non aspettano altro che il ''LA'' per scatenare il caos(Rivoluzionario)insomma una Societa' pronta ad esplodere.

L'Argrntina ha tenuto ed e' risorta grazie ad una grande maturita' ed unita' dimostrata dal Popolo;le 200 etnie pigiate a forza in 15 anni in questa piccola penisola sapranno,sapremo fare  lo stesso ?

17
16 Lug 2009
alle 21:37

Aldo

Mi sto impegnando a leggere "L'insurrezione che viene". Una mappazza difficile da gustare che dà l'impressione d'un polpettone ideologico ottenuto rimasticando diversi sapori già nell'aria da tempo e vomitando di mala grazia il bolo così ottenuto. Il tentativo è quello di offrire un tutto organico, ma a due terzi del testo devo dire che gli autori non mi sembra siano riusciti nell'intento.

Come sempre accade in questo tipo di operazioni, non mancano momenti di lucidità, ma appaiono più come il frutto d'un caso che d'una vera sintesi.

16
16 Lug 2009
alle 19:08

lotus

secondo me ci vuole la dittatura del proletarato. A maggior ragione che in Russia si sono visti tutti gli errori da evitare.

15
16 Lug 2009
alle 16:15

fabio1979

@14

vai su arcipelagoscec.org

14
16 Lug 2009
alle 15:16

nicoletta forcheri

bisogna creare la nostra moneta

perché l'italia è in questo stato soprattutto perché manca il credito da 50 anni

13
16 Lug 2009
alle 11:12

Ludd

Bisogna togliere l'ossigeno al sistema, quindi niente consumi, riciclaggio estremo di ogni cosa riciclabile, rifiuto del lavoro che tanto non c'è, orticelli ovunque per sfamarsi, tanto tempo libero da dedicare a se stessi e al sociale se se ne ha voglia. Soprattutto inibire i consumi, e il sistema morirà da solo per soffocamento.

12
16 Lug 2009
alle 10:37

TED MARCIANO

L'autore del post dimentica che siamo in Italia.Un posto in cui non vi e' alcuna possibilita' di redenzione, di nessun tipo, nemmeno a fronte di miseria e poverta'.Il fatto che l'Italia abbia gia' affrontato in modo egregio situazioni disagiate (dopoguerra) non certifica nella maniera piu' assoluta la capacita' e l'indole a cavarsela anche questa volta.Siamo reduci da un instupidimento tale che ogni forma di cultura, senso civico e solidarieta' sono stati sepolti cosi' tanto sottoterra che ora e' quasi impossibile dissotterarli.L'avvento del disordine sociale per noi portera' solo una cosa, ovvero disordine sociale.Questa forma di entropia non si trasformera' come d'incanto in rivoluzione o riorganizzazione e non attingera' al proverbiale "spirito di adattamento" italiano.Questa crisi sociale, che si presentera' alle porte a partire probabilmente da gennaio/febbraio 2010, fara' affiorare la nostra vera indole, individualismo, meschinita', invidia e competizione per la sopravvivenza.Non e' pensabile per un popolo tanto lobotomizzato di poter organizzare e regolare in modo autonomo cio' che istituzioni e regolamenti non sono riuscite a fare negli ultimi 30 anni.Il futuro del nostro Paese e' pieno di dolore, un brusco risveglio alla realta piu' triste, di chi non ha lavoro, di chi non riuscira' a pagare il mutuo, di chi si vedra' intaccare in modo pesante pensione e TFR, di chi si e' preoccupato fino ad oggi solo ed esclusivamente a dimostrare cio' che non si era, solo per la triste legge che premiava l'apparire piuttosto che l'essere.Esempi di fabbriche che si autoregolano vanno bene per altri posti, con altre culture, con altri valori, con differenti percorsi e trascorsi.Per noi sono esempi che non contano nulla.Qui sara' solo miseria e dolore.Passaggio necessario a ritarare completamente la cultura di un popolo che ha dimenticato le proprie origini e le proprie tradizioni, alla ricerca della felicita' di cartone.Riforma culturale.Da li dovra' ripartire tutto.Senso civico, onesta', solidarieta', tolleranza.Parole che dovremo per forza di cose imparare a fare uscire dalle pagine bianche del dizionario, senza le quali non e' possibile fondare e regolare nessuna societa' civile degna di tale nome.

TED MARCIANO

11
16 Lug 2009
alle 09:35

sdfsdf

test comment

10
16 Lug 2009
alle 07:19

Ste

"l'intelligenza non è sapersi adattare - o meglio, sì, questa è certamente una forma di intelligenza, ma è quella degli schiavi. La nostra incapacità di adattarsi, la nostra fatica nel farlo, sono problemi solo dal punto di vista di chi vuole sottometterci."

Presa dal libretto. Mi piace. E' un piccolo antidoto contro la creatività che ci ammorba da tutte le direzioni con intenti creativi come quello di curarci l'"ansia artificialmente indotta".
9
15 Lug 2009
alle 23:58

Aldo

Ho come l'impressione che molti di voi ripongano grandi speranze in un presunto senso di fratellanza tra gli esseri umani. Mah... mi permetto d'essere scettico, specie quando quella presunta fratellanza dovrebbe manifestarsi in momenti di "contrazione". Eviterei di dimenticare che l'animale umano è una delle fiere più aggressive in circolazione.

8
15 Lug 2009
alle 17:32

Debora/Crisis

Ennò, niente "esproprio": la fabbrica era stata chiusa, e fermata a tempo indeterminato. Lasciata lì ad arrugginire (come tante altre). E' diventata "sin patron" per il semplice motivo che il patron era salito su un aereo e si era trasferito all'estero al tempo del crash argentino, per non più ritornare.

Non hanno tolto nulla a nessuno. Semmai, qualcun altro aveva tolto qualcosa a loro... e senza nessuna ragione, neppure quella del guadagno.

7
15 Lug 2009
alle 17:25

il pavone

insurrezioni fini a sè stesse è un ossimoro

benettazzo chi? il comico?

macchè autogestione, la zanon è un esempio di esproprio proletario. e infatti ha pure cambiato nome, ora si chiama FaSinPat = Fabrica sin Patron

6
15 Lug 2009
alle 16:12

maurizio

secondo me l'unica e vera rivoluzione sarebbe quella di rifiutare:carte di credito,assegni ecc.andare in banca e prelevare più soldi contanti possibili.Allora si che ci divertiremmo..

5
15 Lug 2009
alle 13:58

fausto

Bah, chissà...questa faccenda delle autogestioni è bella, sulla carta; però deve poggiare su basi solide: una conoscenza adeguata dei problemi circa energia/risorse. Sennò ci troviamo con una fabbrica di auto a petrolio gestita dai dipendenti. Alla fine deve chiudere lo stesso.

4
15 Lug 2009
alle 13:55

Paolo B.

Te le vedi Telecom, Enel, Eni, ecc sotto il controllo dei propri dipendenti? Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno, ma certamente prima che accada faremo in tempo a vedere il sole diventare supernova...

3
15 Lug 2009
alle 13:00

paolo p.

Qua un sito che si occupa della transizione verso il caos e dei possibili ordini locali che potrebbero sorgere.

2
15 Lug 2009
alle 12:44

Spengler

per dare spessore economico alle tue previsioni, le analisi di Benetazzo http://www.eugeniobenetazzo.com/ottobre_rosso.htm

1
15 Lug 2009
alle 11:51

anonimo

Insurrezioni fini a sè stesse non servono a nulla, anche se sono un sintomo di disagio. Non è un caso che Marx parlasse di necessità di un programma e di un partito.

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