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Il picco delle illusioni

Pietro Cambi avatar Giovedì 9 Luglio 2009, 01:01 in Apocalypse now, Ordine Pubblico, Reimparare, Vita quotidiana di Pietro Cambi

 

laila peak

Nei paesi anglosassoni, dove sono maestri nel cogliere il tormentone del momento in una sigla, hanno creato una seria di neologismi che riflette l'attuale situazione storica.

In pratica si tratta ( per coloro che ci sono arrivati) della graduale presa di coscienza del fatto che la ricreazione è finita, che la Crisi attuale NON è una crisi meramente di crescita ma è LA crisi di crescita ovvero il raggiungimento della capacità portante del pianeta.

C'e' chi l'ha chiamata multicrisi, chi l'ha chiamata "clusterfuck" ( ahem, preferirei non tradurre) chi l'ha chiamata "peak everything".

Ovviamente il dibattito è acceso, i pareri discordano, la gente mormora e gli opinionisti analizzano.

A noi di crisis, scusate, vorrei che ci risparmiaste l'arduo compito di ripetervi in modo succinto tutto il bi ed il ba, come l'abbiamo descritto, previsto e vaticinato ( ehm) nell'ultimo mezzo lustro, in qualche centinaio di post.

Siamo tutti d'accordo che ci vuole un po di ottimismo, ed infatti quando qualche buona notizia capita non siamo certo noi a trattener la penna e/o abbassar la voce, anzi.

Il punto è che il tipo di ottimismo che ci vuole è quello di chi, conscio di avere davanti una sfida quasi impossibile, la più ardua, anzi, da quando una curiosa scimmia nuda dal pollice opponibile e la mente fantasiosa vaga per il pianeta, non ne rinnega o sminuisce l'importanza ma si da da fare per affrontarla per quella che è: una crisi di crescita, intesa sia in senso stretto sia in senso psicologico.

Dal punto di vista fisico c'e poco da fare: dobbiamo fare transizione, con le buone o con le cattive verso un livello di sfruttamento inferiore, MOLTO inferiore, delle risorse del pianeta.

Punto.

Non ci servirà a nulla aver salvato i posti di lavoro, grazie al posticipo del protocollo di Kyoto ed ad un po di alchimia finanziaria, se nel processo finiremo morti di fame, annegati e/o assetati, ammesso che non ci si stermini a vicenda per le risorse residue.

Faremo inoltre bene anche a smetterla di illuderci che esista un silver bullet, un proiettile d'argento, una tecnologia salvifica, che ci consenta di continuare come se niente fosse, la vita insensata che ci stanno cercando di convincere sia quella a cui dovremmo aspirare. Le tecnologie, anche quelle eccezionali come il kitegen, NON ci salveranno. Potranno solo ritardare il raggiungimento di ALTRI limiti e neppure di tanto, data la crescita di tipo esponenziale che abbiamo seguito fino ad ora e che in pratica esige l'attuale sistema.

Per quanto ci riguarda, perchè ci riguarda direttamente, vorrei ricordare, se ci limitiremo a sfruttare l'eventuale arrivo dell'energia a basso costo per continuare come se niente fosse, dovremo affrontare nuovi e più gravi problemi di raggiungimento dei limiti, con meno risorse, con meno tempo, con più anni sul groppone.

La filosofia, invece, il modo in cui le useremo e le finalità per cui le useremo determineranno, scusate la franca brutalità, non solo il destino dei nostri figli ma il NOSTRO, ivi compresa una serena dipartita in tarda età circondati dagli affetti o una solitaria e prematura scomparsa violenta, vittime di qualche cavaliere dell'apocalisse. Sarà QUESTO, che eventualmente ci salverà. Il pensare, il ragionare SULLE COSE. SUI FATTI.

Il fermarsi davvero a riflettere su quello che stiamo facendo e sul perche' lo stiamo facendo e prendere le decisioni necessarie. Nel processo cercando di farcele piacere, già che ci siamo. 

Se non sono interamente d'accordo con la Debora, che nel post precedente incitava i disoccupati a farsene una ragione è perchè si dovrebbe fare di PIU'.

Integrarsi, passare ad una rete in cui ciascuno mette a disposizione tempo e capacità in cambio di qualcosa d'altro. Il denaro è comodo ma non è tutto.

Il denaro, mio modesto avviso, passerà un orrendo quarto d'ora nei prossimi anni e paradossalmente il disoccupato autoorganizzato potrebbe passarsela meno peggio del dipendente pubblico o privato pagato con una moneta svalutatissima e che nessuno vuole. Potrebbe succedere. Lo scenario de debito pubblico americano da qui a dieci anni, nei dati degli enti UFFICIALI non lascia nessun spazio all'illusione.

Ovviamente qualcosa del genere già esiste ma, per ora, non è ancora diventato un fenomeno di massa.

Non preoccupatevi: lo diventerà.

Non è il caso di illudersi che salterà fuori qualcosa o qualcuno che rimetterà su l'economia offrendo un nuovo miserabile e sottopagato posto di lavoro.

L'economia non tornerà con ogni probabilità MAI PIU' ai livelli passati, perchè sarà impossibile ripagare i debiti enormi attualmente accumulati a ritmo forsennato dalle banche centrali senza strangolare l'economia o senza dichiarare, in un modo diretto o indiretto ( inflazione) un sostanziale default.

Del resto ammesso e non concesso che ricominci a crescere con i ritmi degli ultimi anni ci vorrebbero attualmente circa dieci anni di crescita ininterrotta per recuperare i livelli perduti e questo, causa progresso tecnologico, automaticamente implica che gli attuali livelli di disoccupazione durerebbero DI PIU', a parità di sistema economico.

In realtà la spaventosa iniezione di liquidità infilata nel settore bancario è un vero e proprio crimine dato che vengono sottratte risorse imponenti alle azioni che sarebbero necessarie per buttarle a tappare una falla assolutamente non chiudibile.

La dimostrazione?

Beh, ce l'avete davanti agli occhi: gli USA, nonostante un deficit che viaggia verso il 15% del PIL, nonostante un debito pubblico che raddoppierà nel giro di quattro o cinque anni, raggiungendo livelli italici e quindi richiedendo analoghi livelli di tassazione per essere sostenuto, SENZA nessuno dei servizi che lo stato ci garantisce, bene o male ( sanità pubblica, scuola pubblica, previdenza pubblica, assistenza pubblica) nonostante questo spaventoso sforzo, Obama è solo riuscito ad evitare il collasso immediato, mentre il sistema, alla meglio non mostra nessun segno REALE di ripresa. Al massimo un rallentamento del crollo.

Lo sforzo fatto, in pratica, non è sostenibile ne ripetibile e quindi, molto semplicemente, si è trattato di "o la va o la spacca".

La spaccherà: le banche usano il denaro regalato per tappare i buchi e NON prestano.

Senza prestiti l'economia si ferma.

I governatori delle banche centrali si lamentano pietosamente quanto flebilmente, come nel caso di Draghi, di questo fatto ed esortano gli istituiti di credito ad aprire i cordoni della borsa.

Beh: potrebbero dare il buon esempio per PRIMI e prestare DIRETTAMENTE alle imprese che si ristrutturino con certe modalità.

Uh?!

Eresia !!

Non si può!!! Non ci sarebbe il benefico effetto moltiplicatore del credito, dove finirebbe la riserva frazionaria etc etc.

Si può si può...

Quel che è certo  è che le illusioni, il mondo fittizio che ci hanno squadernato davanti per tanto tempo, hanno raggiunto un picco e ora scemano anche esse.

E' naturale, via via che le promesse fatte, le assicurazioni date, e gli scenari prefigurati evaporano, la gente è sempre più disincantata.

In questa fase bisognerebbe fornire informazione REALE a tutta forza, chi se ne frega del PIL che soffre!!!

Il punto non è salvare qualche centinaia di migliaia di posti di lavoro ancora per qualche mese.

Il punto è gestire l'impatto psicologico, la presa di coscienza, mentre il superamento del picco delle illusioni in un futuro progressivo e radioso, eteroprogettato e eterodiretto si trasforma in una distopica quotidianità alienata.

I nostri governanti, ailoro ( ainoi/aivoi/aiessi) credono che con una bella pettinata e un paio di cucchiaiate di ottimismo artificiale si risolva tutto.

Le cose NON stanno cosi e rimandare la presa di coscienza renderà più traumatico l'impatto e più improbabile la stessa tenuta del tessuto sociale.

Fuori di metafora: quando la gente è disperata e pronta a tutto è tardi, troppo tardi, per qualunque misura razionale, condivisa, graduale.

La mia impressione è che una parte non trascurabile della nostra classe politica sia consapevole di questo e stia preparandosi, ciascuno per il proprio bacino elettorale, a cavalcare l'onda.

Sembra un giochino un po cupo. molto cinico, ma all'interno della "temperie culturale" della nostra storia politica, finora.

Vorrei invece far presente cosa succede se si supera il livello di guardia, qualunque sia il regime, la latitudine o la struttura sociale.

Dirò solo un nome: Neda.

Per favore: nessuno si azzardi ad augurarsela, una cosa del genere.

Da che mondo  è mondo, quando si arriva allo scontro frontale, sono SEMPRE gli ultimi che ne vanno di mezzo, quale che sia il lato.

I veri colpevoli, gli artefici della metastasi sociale, alla peggio si salvano ghirba e serena pensione in qualche paradiso fiscale; in ogni caso sono sempre, sempre, sempre, gli ULTIMI a pagare le conseguenze delle loro decisioni.

E' il tempo delle rivoluzioni si.

Anzi della RIVOLUZIONE, tutto maiuscolo.

Ma una rivoluzione delle idee, una rivoluzione galileiana che ci rimetta, una buona volta, all'interno del ciclo fisico del pianeta, una piccola affascinate scheggia di stella che si interroga su se stessa sul suo futuro, sulla probabilità di averlo, un futuro....

30
30 commenti
30
14 Lug 2009
alle 21:54

solitario

Con i risparmi ho investito (così pensavo) nelle azioni... adesso me ne rimane sì e no una metà circa... e questo mi ha angosciato moltissimo. Comincio a vedere le cose con la convinzione che tutto dovrà prima o poi finire... non importa come! Tutto questo attendere per il meglio o per il peggio fa' male davvero tanto!

Non ho capito niente della attuale situazione e non credo che le informazioni siano sufficienti e tutte rivelate... possiamo supporre ma possiamo sicuramente sbagliare perché di solito la realtà tende verso una situazione che nessuno mai immagina... è l'imprevedibilità del futuro! Possiamo avvicinarci ad esso ma difficile "catturarla".

La situazione è brutta per tutti ma credo anche ai miracoli... l'importante però è che non dobbiamo farci sconfiggere dall'affanno... coraggio! Se sarà peggio ci rimboccheremo le maniche ma vorrei farlo subito e non subire questi momenti da persona che deve aspettare... perché più ti muovi e più ti fai del male. Avete presente coloro che per non annegare si agitano e così vanno a fondo e con loro tutta quella paura che invece di essere un campanello di allerta diventa una campana a morto...

29
10 Lug 2009
alle 09:40

Aldo

Persenaro [#25]: "Se non fosse per l'immigrazione, la popolazione autoctona italiana nel giro di qualche lustro, scenderebbe sotto i 50 milioni e si assesterebbe sui 40 milioni."

Appunto, se non fosse per l'immigrazione. Ma l'immigrazione è ed è tabù parlarne come di un male da curare (ovvero da ridurre "al lumicino"). Dunque la popolazione in Italia non sta affatto calando, anzi, cresce al vertiginoso ritmo di poco meno di mezza milionata di persone l'anno. Ogni paio d'anni scarsiuna nuova città delle dimensioni di Genova da collocare sul nostro già sovrassaturo territorio.

Avete mai visto Genova? Se pensate che sto scrivendo idiozie, provate Google Map e fatevi un'idea guardando dal satellite. Se non basta, immergetevi nella realtà e attraversate la città a piedi da un capo all'altro -- le proporzioni e le caratteristiche della città vi impressioneranno e vi daranno il senso concreto di quante sono ottocentomila persone. Non sono un numero, sono molto peggio.

P.S. Genova, in effetti, conta poco meno di settecentomila persone, non ottocentocinquantamila. 

28
10 Lug 2009
alle 06:33

indopama

@hackatao

lo stai dicendo a quelli che  verranno scrollati, infatti nessuno ci ha fatto caso.    :-)

27
09 Lug 2009
alle 22:45

massimo

"E' il tempo delle rivoluzioni si.

Anzi della RIVOLUZIONE, tutto maiuscolo.

Ma una rivoluzione delle idee, una rivoluzione galileiana che ci rimetta, una buona volta, all'interno del ciclo fisico del pianeta, una piccola affascinate scheggia di stella che si interroga su se stessa sul suo futuro, sulla probabilità di averlo, un futuro...."

 

Ma, io potrei anche essere daccordo, e magari il mio vicino dirimpettaio e il cameriere del bar all'angolo, anzi diciamo che siamo tutti daccordo... e allora? Dove si comincia?  Andiamo noi tre dai vari berlusconi fini e bossi (le minuscole non sono una svista) e gli proponiamo le tue belle ispirate parole? oppure ci vai tu a far 4 chiacchiere con loro?

Poiche' non mi voglio perdere tu che parli di piccole scheggie di stelle ai sopracitati, e gia' che ci sei alle varie lobby, al gruppo rockfeller, ai trafficanti d'armi, ai magnaccia, ai disegnatori di moda ecc. per favore registra tutto. 

26
09 Lug 2009
alle 19:28

Mammifero Bipede

"Lavorare meno perché si ha meno necessità di soldi perché si consuma meno e meglio.
Hai detto (forse senza accorgetene caro Bipede) la stessa cosa."

In verità spero di essermene accorto ;-)

In epoca di carenza di risorse energetiche si lavora anche per consumare meno. Per esempio riparando le cose anziché ricomprandole. Per esempio cucinando anziché andando a cena fuori. Per esempio zappando l'orto anziché andando al mercato. Tutte cose sicuramente gratificanti (a patto di saperle fare) ma, appunto, di lavoro si tratta, non di svago. Poi, se sei bravo, riesci a farle anche per altri, ricavandone qualcosa in cambio, ma se non sei bravo...

Anche considerando il solo cibo, in epoca di agricoltura meccanizzata si va di trattore: poco lavoro, tanto ricavo, un sacco di gente che può permettersi di fare altro. In tempi di carburanti rari si va di aratro a mano e buoi: tanto lavoro, poco ricavo, un sacco di gente che non ha più il "problema del tempo libero".

25
09 Lug 2009
alle 19:16

persenaro

Caro Alex ci si può sposare e avere uno o due figli senza patemi d'animo, perchè con questi numeri le società europee stanno lentamente ma costantemente calando. Se non fosse per l'immigrazione, la popolazione autoctona italiana nel giro di qualche lustro, scenderebbe sotto i 50 milioni e si assesterebbe sui 40 milioni.

Naturalmente questa positiva opportunità, è vista come il fumo negli occhi dalla ideologia dello sviluppo infinito, ma vedo che di fronte a una crisi di sistema come quella attuale, qualche timido segnale si comincia a percepire.

http://www.corriere.it/cronache/09_l...4f02aabc.shtml

24
09 Lug 2009
alle 18:43

Alex I.

@Aldo

Vasectomia? Scherzi? E poi quando parli con le persone che ti dicono "ma non ti vuoi fare una famiglia? ma quando sarai vecchio vorrai stare da solo? Ma se non fai filgi che senso ha?" cosa rispondi a sta marea di cazzate?

Ma anche questa storia del fare figli è frutto della società in cui si vive. Siamo cresciuti a base di cartoni animati, storie, telefilm, film e indottrinamenti religiosi vari che hanno fatto il lavaggio del cervello alle persone che pensano che possono essere felici solo se sposati e con figli. Infatti è pieno di famiglie felici in giro, eh sì.

Questo purtroppo è a netto svantaggio delle donne, se una donna sulla trentina dice che non vuole avere figli è massacrata da tutti, amici, parenti, colleghi conoscenti.. "ma come, è nella natura di ogni donna..." 

 

23
09 Lug 2009
alle 18:36

hackatao

Signori, la Terra reagirà e si scrollerà di dosso l'Umanità. Non tutta. Una bella succulente fetta di materia fattasi "Intelligenza" tornerà a fecondare la Sacra Terra. Alcuni si salveranno e questa volta non dimenticheranno. Almeno per un po' di anni. Ecco.

 

22
09 Lug 2009
alle 17:35

Wiking78

Sarò OT, ma secondo me è indicativo i un certo clima... per lo meno per capire da chi è guidato il mondo...

http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=123990483942&h=y7IlH&u=5zP_2&ref=nf

... questi signori sono ben lontani dall'essere una intellighenzia superiore... sono dei disgraziati come noi... prepariamoci al peggio!

21
09 Lug 2009
alle 17:10

ciasky

Lavorare meno perché si ha meno necessità di soldi perché si consuma meno e meglio.
Hai detto (forse senza accorgetene caro Bipede) la stessa cosa.

E poi iniziamo anche a cambiare i termini: il tempo libero, ma libero da che?..ri-giriamo il concetto: il mio tempo.
E quando "lavoriamo" sarà il tempo degli altri. No?..già suona meglio...
Così forse staremo più attenti a cosa fare del nostro tempo.

Sui politici poi, eviterei di concentrare troppe energie. Rappresentano una stanca e triste farsa giunta alla miliardesima replica. E gli spettatori sono sempre meno e sempre più annoiati e distratti.
Prendiamo il g8: "promettiamo di contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi"...qualche giornalista, qualche cittadino, ha riso e/o spernacchiato a questa ennesima boiata?..non mi pare. Tutti troppo impegnati. I politici a fare le foto, gli altri a mangiare i pop-corn.

 

20
09 Lug 2009
alle 16:08

Mammifero Bipede

Debora, è un po' troppo semplice buttare la croce addosso ai "politici".
Se quelle persone stanno lì è perché sono state elette da qualcuno, anzi, da molti. E questi "molti" sono gli stessi che, quando ci vai a parlare, scuotono la testa, o la seppelliscono direttamente sotto la sabbia. Sono gli stessi che, invece di informarsi, leggono la Gazzetta dello Sport, guardano "La ruota della fortuna", ascoltano Sanremo o il Festivalbar. Persone che faticano a leggere e spesso non sanno nemmeno scrivere.
Persone cresciute in tempi di abbondanza che un mondo diverso non sono nemmeno in grado di immaginarlo.

Quanti di loro comprenderanno in tempo il rischio che stiamo correndo? Quanti cercheranno una soluzione in grado di porvi rimedio, e quanti invece "cavalcheranno l'onda" per ottenere vantaggi immediati? Su queste domande si gioca il futuro di tutti, e non mi sento ottimista, nemmeno un po'.

"Lavorare meno" è secondo me un falso problema. Negli anni '40 l'umanità sognava un mondo in cui a lavorare fossero le macchine. Oggi potemmo vivere quell'utopia, ma la maggior parte di noi, del tempo libero, non sa che farsene. La maggior parte di noi preferisce sgobbare dalla mattina alla sera pur di possedere un'automobile "figa", pur di appiattirsi su uno "status sociale" basato sul possesso. La vera rivoluzione, se riusciremo ad intraprenderla, consisterà nel "desiderare meno" (o, piuttosto, desiderare meglio). Ma finché continueremo a delegare ad altri le decisioni su "cosa" desideriamo (la "moda" questo è: gestione dei desideri altrui) potremo solo continuare a farci sfruttare e condurre al macello. Come bovini nei moderni allevamenti intensivi.

19
09 Lug 2009
alle 16:02

Paolo B.

Il futuro più vivibile è nelle piccole comunità autosufficienti dal punto di vista agricolo e moderatamente tecnologiche, con un discreto commercio con altre comunità simili. I grandi e medi centri urbani a mio avviso diventeranno invivibili.

Ma per arrivare a questa sorta di società feudale del XXI(o XXII) secolo, semmai ci arriveremo, chissà quanta acqua(cattiva) passerà sotto i ponti...

18
09 Lug 2009
alle 15:37

fabio1979

@12
(anche i miei amici per due anni mi hanno detto uguale,
ma siccome credo nel crash del sistema io ho fatto mia un celebre frase di un famossissimo film

"il giorno piu' lungo"
al comandante inglese del gruppo che con gli alianti atterranno e devono salvare un ponte importante viene detto

"REGGERETE FINCHE' NON VI SOSTITUIRANNO"

il nostro scopo e' di informare e coinvolgere piu' gente possibile, nel frattempo fare la transizione e prepararci per attutire il colpo.

Questa e' una guerra per la sopravvivenza se non ci sara' cibo per tutti chi lo terra' l'ordine pubblico?

Fare l'eremita aspettando il crash non mi piace
io voglio ricostruire le comunita' locali in chiave sostenibile

p.s.
io non posso certo ritirarmi in un'isola o scappare
mi giochero' tante carte alla riunione di ASPO a Capannori
conosco un sacco di gente nella mia comunita' locale.

17
09 Lug 2009
alle 14:51

ciasky

Abbiamo capito che le droghe di Ottimo Massimo sono migliori delle nostre: "...la green economy. Se tutto andrà bene, trainerà la crescita, riprenderanno i consumi..."
E questa perché dovrebbe essere una buona notizia?
E poi, le provocazioni ok, ma almeno un po' di originalità...

16
09 Lug 2009
alle 14:30

Luigi Lucato

Il Picco delle ILLUSIONI non è ancora passato lo sarà quando si spegneranno certi programmi televisivi ... il problema non è la televisione ... ma i contenuti.

I picchi Climatici, Energetici, Economici, delle Risorse ecc... sono tutti intorno a noi

Il Picco peggiore è quello della qualità umana ... siamo in una società che ha isolato l'uomo,  lo ha reso un perfetto consumatore solo ... staccato dal mondo reale ... staccato dalla natura ... ignorante dei suoi cicli e dei suoi ritmi.

L'Uomo è stato ridotto a un oggetto senza più spiritualita , rapporti umani ... intesi come scambiare opinioni con il vcino guardandolo negli occhi ... non con una WEBCAM !

Per ripartire si deve uscire dall'attuale paradigma solo economico ... la crescita è finita.

Si deve recuperare la componente spirituale dell'uomo , la componente sociale come vita insieme ... il telematico non vale ... non si può sentire le emozioni di una persona con un SMS.

Si deve tornare a vivere a contatto con la Terra e la Natura , non bastano le aree verdi si deve vivere sulla terra ... conoscerne ritmi e cicli ... e su questi vivere in simbiosi.

Soluzioni politiche ecc ... non esistono ... sono il problema ... hanno creato questo mondo.

La fase di passaggio sarà tremenda ... perchè chi ha il potere cercherà solo di mantenerlo e le risorse non bastano più per tutti ... il calo non sarà felice.

Vedo la soluzione solo in piccole comunità sul territorio autosufficenti ... ma anche il terreno Agricolo ha da tempo passato il Picco per qualità e quantita ... ne rimane per pochi.

L'unico paragone che mi viene in mente come paragone della situazione attuale è la fine di un impero ... la storia ce ne presenta tanti ...

ma anche Cassandra ... non era ascoltata.

si deve cominciare nel nostro piccolo a costruire il nuovo ... sperando di riuscire a difenderlo.

 

 

 

 

15
09 Lug 2009
alle 14:21

Ottimo Massimo

Secondo me la ripresa verrà. Si tratta solo di evitare gli sbagli del passato, e trovare un nuovo settore sul quale investire, ad esempio la green economy. Se tutto andrà bene, trainerà la crescita, riprenderanno i consumi, e il mondo andrà avanti come sempre è andato dalla rivoluzione industriale ad oggi.

14
09 Lug 2009
alle 13:57

Aldo

La mia rivoluzione, radicale ed efficiente, l'ho già fatta tredici anni fa. Si chiama "vasectomia". Costa poco. Funziona. Risolve. Se non ne siete convinti, vi dico solo un numero: 7.000.000.000. Ma, se siete di quelli che preferiscono "giocare in casa", forse apprezzerete di più quest'altro: 60.000.000. In entrambi i casi, visto quante cifre? Ebbene, continuano a crescere, ma non per colpa mia. Vedete voi...

13
09 Lug 2009
alle 12:26

Paolo B.

@9

Obama e Tremonti sono relativamente giovani 40/50 anni o poco più eppure scrivi, e i fatti lo dimostrano, che i loro orizzonti temporali sono limitati a domani mattina.

Quindi predicare il rinnovamento, nel senso dello svecchiamento della classi dirigenti, non avrebbe senso.

Per questo io credo che prima subiremo il tracollo doloroso del nostro modo di vivere e poi forse, dopo una fase di transizione di durata incertissima, si cominceranno a porre le basi per un mondo più a misura d'uomo...

 

12
09 Lug 2009
alle 12:22

daniele.spagli

com'è che quando lo dico ai miei amici mi guardano come un marziano e appena voltano l'angolo si toccano i co...oni? In giro si sente solo dire "speriamo che finisca presto", oppure, dicono che la crisi sia finita, ma in giro non è che si veda questa gran ripresa.

Intanto registro un incremento esponenziale di gente licenziata... per adesso disperazione non ne vedo dalle mie parti (area piuttosto ricca ed operosa), ma per quanto potrà durare?

11
09 Lug 2009
alle 11:55

indopama

@ciasky

il tuo post lo incornicio.

grazie per far vedere che c'e' ancora qualcuno in funzione su questo pianeta, la maggior parte mi sembra scollegato. 

10
09 Lug 2009
alle 11:43

ciasky

Una decrescita non controllata, in un sistema pensato esclusivamente per continuare a crescere all'infinito, è una disgrazia che porterà guerre globali (anche se camuffate, diverse da come siamo stati abituati dalla storia) su questo siamo d'accordo.
La RIVOLUZIONE di cui parla Pietro io la prendo anzitutto da un punto di vista culturale, informativo, di consapevolezza.
Essere travolti da un terremoto mentre si è davanti la TV, dentro una casa non anti-sismica, può essere fatale.
Nel momento in cui si conoscono i fatti, le cifre e i dati della catastrofe ambientale ed economica verso cui stiamo correndo, non si dovrebbe più tornare indietro.
Molte persone aprono gli occhi a quel punto. Il problema è che poi, passata qualche ora, tornano davanti la TV, in ufficio, al bar, e tutto torna a sfumare, ad essere percepito come una cosa lontana, che non li riguarda direttamente. Bisogna insistere, battere, replicare, tirare per la giacca. Non per fare proselitismo (e nel nome di che, poi?) ma per provare a RIVOLUZIONARE le proprie cattive abitudini di cittadino occidentale opulento ma indebitato, che sta rendendo il pianeta un'unica enorme discarica.
C'è ancora tempo, forse, per parlare di un nuovo risorgimento-illuminismo.
Ma c'è bisogno di gente illuminata che ci aiuti, e su questo purtroppo sono un po' scoraggiato.

9
09 Lug 2009
alle 11:13

Debora/Crisis

Mammifero, hai ragione: è per questo che Obama tampona, Tremonti tampona, tutti tamponano. Non gliene è mai fregato nulla ai politici del futuro, quel che interessa loro è il prossimo voto, la prossima elezione. Hanno un orizzonte ristretto, tutti, fermo al proprio personale domattina.

E' uno dei mali della democrazia. Nelle dittature (in quelle storiche) non succede. La Chiesa, o la Cina, possono permettersi di pianificare per trent'anni perché non temono di perdere voti. Poi che pianifichino male anche loro è un'altra questione... he hee :D

8
09 Lug 2009
alle 10:38

Gianni C

Dirò solo un nome: Neda.

Dai su... il video di Neda è un falso. Non facciamoci prendere in giro!

7
09 Lug 2009
alle 10:06

hackatao

...Bellissimo Post.
Noi siamo pronti alla chiamata!

6
09 Lug 2009
alle 09:19

enrico

@2 che dice: il dottore viene pagato non solo a prestazione ma anche semplicemente per tenere in buona salute i pazienti senza necessità di ricoverarli ...

Nella medicina tradizionale cinese il medico viene pagato per prevenire le malattie, nel momento in cui il suo paziente si ammala, deve curarlo gratuitamente. 

5
09 Lug 2009
alle 08:44

Mammifero Bipede

Purtroppo l'alternativa è fra la padella e la brace.

Mi spiego: o la crescita si arresta, ed è quello che sta accadendo, con problemi enormi ed immediati, oppure si trova il modo di continuarla, con problemi ancora più enormi spostati in là solo di qualche anno.

Trovare nuove fonti energetiche è solo un palliativo, se non saremo in grado di ripensare l'utilizzo che stiamo facendo del pianeta. Forse fermare tutto adesso ci consentirà di salvare gli ultimi habitat naturali ancora non distrutti, come larghe porzioni della foresta amazzonica.

4
09 Lug 2009
alle 07:52

indopama

mi sento anche di offrire la soluzione:

bruciare la tv e al suo posto aprire una bella finestra cosi' da avere la visione del mondo reale.

troppo semplice?

3
09 Lug 2009
alle 07:46

indopama

SI  SI  SI. E' tutto qui il problema e il resto sono solo chiacchere da Bar. ottimo post.

bisognerebbe ripeterlo all'infinito quest'articolo, almeno una volta alla settimana perche' il problema e' SOLO del pianeta e non dei soldi. e noi viviamo sul pianeta e del pianeta che ci da tutto cio' di cui abbiamo bisogno.

bisogna risvegliarsi dal torpore in cui siamo caduti da quando e' arrivata la tv e guardare in faccia alla realta', quella che ci troviamo ogni momento fuori dall'uscio di casa. 

la cosa non e' difficile, basta solo un po' di voglia perche' le capacita' di tornare in armonia col pianeta ce le abbiamo.

ma dobbiamo metterle in pratica, non dobbiamo sempre aspettare che arrivi qualcuno con la bacchettta magica e risolva tutto. questo accade solo nei film, in tv, ma nella vita reale e' ognuno di noi che deve fare la propria parte lavorando insieme agli altri, ricucendo quell'isolamento che si e' creato dalla nascita della tv. dobbiamo vivere insieme che vuole dire confrontarsi quotidianamente sui problemi con gli altri. ora come ora viviamo nel piu' completo isolamento, le notizie le prendiamo dalle tv e dai giornali, assurdo!!! le notizie le dobbiamo prendere dalla gente che vive attorno a noi!!! ed e' conla gente che dobbiamo accordarci sul da farsi senza aspettare che ce lo dica un babbeo sulla tv.

a mio parere la cosa e' semplice, basta passare da una vita virtuale (tv e giornali) ad una vita reale (cio' che ti accade attorno).  chi lo fara' sara' ancora qui a parlarne tra qualche anno, chi si rifiuta salutera' tutti e partira' per la prossima vita perche' il pianeta quando dice basta e' basta, non fa delle chiacchere alla tv ma passa all'azione.

 

2
09 Lug 2009
alle 03:35

Dr Ganzetti Francesco

Perfettamente d'accordo con lei Sig. Cambi ; in buona sostanza si tratta di far capire alla gente, non solo in termini comprensibili, ma anche con i riferimenti giusti, che cosa sta succedendo : da questo punto noi in Italia siamo avvantaggiati visto che sono 10 anni che il paese cresce molto poco..(Parlo di PIL )

Se preferisce , voglio portare questo esempio : perchè una persona, sola, anziana, in pensione  e che quindi non lavora, può (spesso) permettersi di pagare una persona che la accudisca e al contempo vivere ( spesso ) all'interno della propria casa di proprietà , quando  invece una persona che lavora, magari il  suo stesso nipote, è spesso precaria o cmq non ha un reddito tale da garantirsi una soluzione abitativa autonoma ?

Fuor di metafore e provocazioni io faccio una proposta concreta per garantire ( nell'ambito a me più familiare) servizi + equi per tutti e per tutte le generazioni, risparmiando al contempo almeno 50 miliarducci di euro qui in Italia ( fatti non solo di tagli ma anche di entrate dirette per pagamento prestazioni ) che io investirei fin da subito in 3 parti uguali : 1) ripianamento deficit pubblico 2) rinnovabili 3) riduzione  cuneo fiscale

UNA SANITà SOSTENIBILE

Sia ben chiaro che non parlo di sanità privata : quella ha senso soltanto per prestazioni di elite, per meno dell' 1% della popolazione e con vantaggi clinici il più delle volte discutibili.
( Per inciso, il problema della Sanità americana non è solo di escludere circa il 15% della popolazione dalla maggior parte dei trattamenti, ma anche, e direi soprattutto, di costare moltissimo agli assicurati per avere in cambio una assistenza non di livello adeguato: ricordate che ci devono guadagnare anche le assicurazioni ed i medici.
Proprio adesso si sta promuovendo a livello pubblico in america un programma per cui il dottore viene pagato non solo a prestazione ma anche semplicemente per tenere in buona salute i pazienti senza necessità di ricoverarli .

Io proporrei un sistema in cui una parte delle prestazioni, sempre eseguite all'interno della struttura pubblica, siano a pagamento, senza che il medico ne riceva un vantaggio economico; proporrei anche la totale cessazione degli accreditamenti con le strutture private, proporrei anche l'esclusività del rapporto del medico ( o pubblico o privato ); proporrei anche un meccansimo per cui se una ASUR sfonda il bilancio annuale previsto a ripagarlo siano i sui dipendenti con tratttenute in busta paga; proporrei anche che ogni persona sia trattata con la stessa priorità alla partenza, con una sorta di carta del paziente a punti : più necessiti di ricoveri e trattamenti, ed anche, ma in misura minore, più invecchi, più perdi punti e quindi priorità ai trattamenti a beneficio di chi magari, a 60 anni, si trova ad essere ricoverato la prima volta e riceve una diagnosi di neoplasia in ritardo e con trattamenti di standard medio basso perchè il sistema è oberato da malati cronici : tutto questo lo dico per far sopravvivere il sistema e guidarlo, scientemente, non solo alla sua sopravvivenza ma ad una impronta socio-ecologica sostenibile e giusta nei riguardi di tutte le componenti generazionali della società.
I risparmi servono a far sopravvivere il sitema, oltre che a debellare la piaga del precariato nelle strutture sanitarie pubbliche, che vi garantisco essere esteso e sintomo di gravi falle dello stesso.
Fatte queste cose, si avranno servizi chiari ed equi per tutti : vedrete che il 99 % delle attuali strutture private chiuderanno in un battibaleno.

Ecco un piccolo schema di una proposta concreta per liberare risorse : dobbiamo ridemensionarci tutti, come diceva nel suo bel post sig. Cambi, e ritengo doveroso riformare profondissimamente e subito la Sanità non solo per garantirla anche a me fra 40 o più anni e ai miei fra 10-15, ma anche perchè la sua sopravvivenza potrebbe essere un fattore determinante di non deflagrazione sociale nei prossimi 5-10 anni.

PS: per inciso la sanità, privata o pubblica, occupa almeno 1/6 del pil delle nazioni occidentali : se ne avessimo trasferito il 3 /% delle risorse negli ultimi 20 anni alla ricerca energetica ( e non intendo ricerca di nuovi pozzi, ma anche solo a nuovi tipi di batterie), credo che avremmo almeno 1 piede al di là del fosso che ci stà davanti......Secondo me questa crisi ci mette con le spalle al muro, se la vogliamo vedere più in profondità, sussurrandoci prima, e poi probabilmente più brutalmente imponendoci, di aggiornare i nostri valori morali a schemi termodinamicamente più sostenibili : la sovrappopolazione e come riusciremo a controllarla  sarà la cartina tornasole della nostra capacità di fare un reset valoriale e ripartire . ( Io consiglierei la rilettura di Nietsche e quando nel " così parlò Zaratustra "parla di leoni nel deserto...)...Sempre meglio gestirli, i problemi, decidendo a cosa rinunciare, piuttosto che farsene travolger all'ultimo...( Mi pare che siamo più indirizzati sulla seconda strada, quindi gioiamo della crisi che ci à l'occasione di tornare sulla retta via prima di una discesa troppo ripida....)

 

PS al PS: cmq rileggevo su il sole 24 ore che l'ideogramma di crisi non è tanto pericolo+opportunità quanto pericolo+decisione critica.Diciamo che abbiamo forse l'opportunità,ora, se cambiamo decisamente strada, di non tracollare miseramente ed irrimediabilmente fra pochissimi anni

1
09 Lug 2009
alle 03:23

puffo brontolone

grande puffo, sei un impostore

sembravi comunista ma sei un dittatore

la soluzione è solo questa

rivoluzione

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