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USA. Là dove c'era una città...

Martedì 16 Giugno 2009, 10:19 in Relocation di

durant-01.jpg

E' davvero curioso che questa notizia arrivi proprio da Flint, nel Michigan, la città di Michael Moore e forse la prima ad aver vissuto una depressione economica simile a quella odierna. Nel 1989 Moore testimoniò, con il suo primo film Roger & Me, lo sfacelo di una comunità in seguito alla chiusura degli stabilimenti General Motors (vi ricorda niente?) e al licenziamento di 35 mila persone in seguito diventate 80 mila.

Oggi Flint, una volta regno del benessere operaio, è ovviamente una delle più povere città degli States. Per questo si pensa di far partire da lì un progetto pilota che prevede di radere al suolo interi quartieri disabitati e riportare la terra "alla natura". Là dove c'era una città, ora c'è l'erba, per parafrasare Celentano. Mr Kildee è l'ideatore e sostenitore del progetto, che ha illustrato anche a Barak Obama e che vuole attuare in altre 50 città della "rust belt" come Detroit e Pittsburgh. Se l'era industriale è finita, deve essersi detto, allora tanto vale tornare alla campagna.

Il punto non è che le città si restringano, ci stiamo tutti restringendo, ma che ciò accada in un modo distruttivo o sostenibile. Il declino fa ormai parte della vita di Flint, e resistergli è come tentare di resistere alla forza di gravità. 

La proposta è quella di demolire altre 3000 abitazioni disabitate, oltre alle 1000 già demolite, e ripristinare ambienti naturali come campi e boschi. In questo modo, la città perderà la sua identità unitaria ormai inutile, per diventare un sistema di borghi separati da spazi di campagna.

L'idea è ottima, e in America viene accolta come tale. Provo ad immaginare invece lo stupore che saluterebbe una simile proposta qui da noi, dove la cementificazione selvaggia è ancora simbolo di benessere come negli anni '50 ai tempi di Celentano. Demolire case per metterci boschi? Dovete essere pazzi. Certo, in Italia fortunatamente non abbiamo migliaia di case in abbandono per default bancario, né chilometri di sobborghi inutili, né centri storici desolati, ma basterebbe la saggezza di fermare la cementificazione di aree agricole che continua indisturbata. Non è più tempo di costruire new towns, è tempo di valorizzare l'ambiente.

E non perché sia tanto carina la natura: ma perché la terra ci tornerà utile. Specialmente vicino alle nostre città.

(Nella foto: la hall dell'Hotel Durant, che era il più lussuoso di Flint. Titanic, vero?)

 

21
21 commenti
21
28 Lug 2009
alle 17:11

luise

non vi preoccupate, una buona parte degli immigrati andra´via senza bisogno di pregarli, visto che questo paese assomiglia sempre piu´a quelli da cui sono emigrati. e allora di periferie da demolire ne avremo in abbondanza.comunque e´vero quanto dice nicoletta (post n.13), la gente abbandona i paesini perche´le leggi che regolano produzione e vendita di alimenti (fonte primaria dell´ economia rurale) rende loro la vita impossibile, e le muntiNAZIonali del turismo non vedono l´ora di impossessarsi di questi ultimi baluardi di bellezza(vedi tuj a castelfalfi).

propongo di trasferirci in massa a ripopolare i paesini 

20
17 Giu 2009
alle 01:37

Aldo

J.S., tant'è che secondo demo.istat.it in soli sei anni abbiamo "accolto" (clandestini esclusi) ben 2.689.239 persone dall'estero.

Nello stesso periodo, il saldo naturale è stato di -63.792 unità, per cui la popolazione ufficialmente residente (clandestini esclusi) è aumentata di ben 2.625.548, *totalmente* a causa dei moti migratori in ingresso.

Ora, 2.625.548 persone equivalgono all'intera popolazione di due città delle dimensioni di Milano. Dove sarà stata collocata la volumetria necessaria a soddisfare le esigenze dirette e indirette di una simile moltitudine?

Vista la nostra situazione territoriale, dubito che un incremento di tale devastante portata possa contribuire ad attenuare una qualsivoglia "crisi", indipendentemente dal punto di vista che si intende prendere in esame.

Personalmente sono preoccupato soprattutto per lo sfondamento, ormai di vecchia data e sempre più grave, della capacità di carico nelle varie realtà locali.

19
16 Giu 2009
alle 22:47

J.S.

persenaro ha ragione.Da vendere.

Sappiamo a chi giovano queste invasioni e perché, quindi é inutile parlarne ulteriormente...tanto abbiamo già capito da che parte tira il vento qui.

Torno IT:favorevolissimo a far saltare per aria mezza Italia, anzi mi offro volontario per demolire con il lanciagranate.già che ci siamo si potrebbe rivedere il piano regolatore é disporre il tutto in maniera più ordinata e meno prona a creare casino, che ne dite? (un piccolo esempio: evitare di strizzare gli ospedali dentro la città sarebbe una buona idea)

Saluti,

J.S.

18
16 Giu 2009
alle 21:12

persenaro

E' vero Debora, gli Usa hanno 10 volte i nostri immigrati, ma sono per estensione 30 volte la nostra penisola. 

Quanto al "fenomeno" immigratorio che assume gli aspetti di una invasione, mi sembra assomigli più a un progetto.

 

17
16 Giu 2009
alle 20:59

nigidiofigulo

E intanto: British airways - sempre più in crisi - chiede ai suoi dipendenti di lavorare (un mese) gratis:

http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=2240

http://www.guardian.co.uk/business/2009/jun/16/british-airways-unpaid-work

16
16 Giu 2009
alle 20:05

Carlo Fusco

In Michigan non riescono più a fare la manutenzione delle strade asfaltate e stanno tornando all'uso della ghiaia: http://www.wwmt.com/articles/roads-1363526-mich-counties.html

15
16 Giu 2009
alle 18:07

Roberto Ecolcity

Se pensi di voler passare dalle parole ai fatti, da una città, ad una eco comunità o eco villaggio.

Noi ci stiamo organizzando.

www.ecolcity.it

14
16 Giu 2009
alle 17:29

fabio1979

@tutti

Su quante case avremo in abbandono in Italia ne parliamo tra 2 anni, anche perche' gli immigrati stanno andando via e i vecchi difficilmente mettono su aziende. Se credete che l'Italia attrarra' investimenti stranieri allora possiamo parlarne

13
16 Giu 2009
alle 17:14

nicoletta forcheri

Debora ti contraddico su un punto. Noi abbiamo migliaia di paesini semi deserti che avrebbero solamente bisogno di un piccolo ritorno di forza giovane per rivivere. Figuriamoci se decidessero di spianare le case abbandonate da una immigrazione tanto violenta quanto repentina. Borghi preda delle multinazionali del turismo adesso.

Basterebbe favorire il ritorno di emigranti e di spostati. Basterebbe non perseguitare il panettiere quando fa il pane nel forno a legna ed è tormentato dalle asl che gli intimano di chiudere. Oppure quando perseguitano gli allevatori diretti perché non si conformano ai mangimi animali e altre condizioni di "igiene". Basterebbe non perseguitare i cittadini nel loro modo di vita tradizionale, anzi aiutarli con qualche centesimo. Ma la volontà è un'altra.

12
16 Giu 2009
alle 16:58

ciasky

Far entrare l'immigrazione in questa notizia, è un po' deviare da quella che era la riflessione che debora ci suggeriva.
In quella città nessuno va (o vuole più andare) a cercare lavoro e quindi a vivere, perché di lavoro non ce n'è più. Almeno apparentemente, nel senso più classico e "produttivo" del termine. Nessuna produzione=nessun lavoro=case vuote.

Io credo che oggi dobbiamo tentare di uscire da queste equazioni, e prendere come rivoluzionarie scelte come quella di Flint, dove demolire significa guardare ad un presente più sobrio, meno produttivo, più legato alla Terra.

Il lavoro tornerà a Flint  ma con altri numeri, altri percorsi, altre prospettive.

Qui stiamo ancora contando gli immigrati. E a sofisticare sui termini usati.
Grazie o a causa di che? 

11
16 Giu 2009
alle 16:57

Danx

Si che è carina la natura, ci rinfresca, ci delizia con profumi ed aria salubre!

Poi ci da anche da mangiare.

Cosa volere di più??

Io fuggo sempre dai casermoni per starmene in mezzo a silenziosi boschi pieni di vita ed energia!

10
16 Giu 2009
alle 16:05

Aldo

Persenaro, il "grazie" usato in quel contesto (e quasi "in automatico" sulla bocca di tutti perché ci hanno "formati" ad usarlo senza neppure più pensare al suo significato) è ormai pervasivo. Hai fatto quanto mai bene a precisare, anche se arriva pure da molte altre "categorie" di persone, alcune in odore di vero conflitto di interessi, altre avvezze a "legar l'asino dove vuole il padrone", altre semplicemente poco propense al ragionamento autonomo.

Più corretto sarebbe l'uso di un più neutro "a causa" (causa=>effetto), ma se usi "a causa" i benpensanti insorgono perché non porti avanti la loro linea propagandistica. Personalmente uso *comunque* "a causa" e non perdo occasione di rimarcarlo.

9
16 Giu 2009
alle 15:58

Debora/Crisis

persenaro, gli USA hanno 10 volte gli immigrati che abbiamo noi. Credi che l'immigrazione sia un fenomeno che avviene solo in Italia? :D

8
16 Giu 2009
alle 15:21

Michele

Per il sequestro di bond, c'è questa notizia:

http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601101&sid=afJXAA1ahZyo

7
16 Giu 2009
alle 15:02

persenaro

Hai ragione Aldo, demolire le costruzioni in Italia costa moltissimo per il tipo di immobili che ci ritroviamo.

Inoltre questo discorso non si pone nemmeno qui da noi, perché aumentiamo di mezzo milione di persone ogni anno, grazie* agli immigrati.

* Il grazie arriva dai cementificatori e immobiliaristi che sperano che i flussi non si interrompano mai.

 

 

 

6
16 Giu 2009
alle 13:59

Aldo

Nel paragonare le demolizioni USA a quelle italiane, occorre tenere presente le diverse tecniche costruttive. E' un particolare non da poco.

5
16 Giu 2009
alle 13:58

Aldo

Ma la gente che abitava quelle case è scomparsa o si è trasferita altrove, richiedendo di fatto la costruzione di altre case? Se, come ritengo che sia, si è trasferita altrove, nell'economia complessiva di questo "gioco" qual è la volumetria effettivamente distrutta?

4
16 Giu 2009
alle 13:28

luk

ero rimasto colpito dai post sui giapponesi con la borsa piena di bond, ne sapete più niente? come si evolvono le indagini?

se scoprite qualcosa di nuovo fatecelo sapere.

 un saluto a tutti luca

3
16 Giu 2009
alle 12:57

redarrow

quando ho letto "1000 case già demolite" sono rimasto a bocca aperta... tu immagina in italia, che montagna di carte occorrerebbe per demolire 1000 case, tra sorveglianza edilizia, ricorsi, controricorsi, ordinanze di demolizione, sospensive del TAR, corte d'appello e sentenze della Cassazione! :-))))

2
16 Giu 2009
alle 12:45

Lego

Come dice Serge Latouche (ho scritto giusto?), dobbiamo inparare dalla lumaca.Arrivata ad un certo punto, smette di costruire la sua casetta perchè proseguire diventa insostenibile.

 

1
16 Giu 2009
alle 12:05

animax

Incominciano ad esserci interi quartieri "nuovi" mai finiti o consegnati per mancata vendita !Scheletri da 10 -15 piani!

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