Crisi sistemica e cambio di paradigma

Shopper ecologico, dal sito di Nuove Tecnologie Energetiche.
Update: un responsabile della Novamont, che produce il MaterBi ha scritto ad Ugo per alcuni chiarimenti. Secondo me i chiarimenti sono interessanti ma confermano, a grandi linee, che c'e' ancora parecchio da lavorare per rendere davvero biodegradabili in tempi non geologici gli shopper. Trovate QUI la risposta.
Ugo è un amico.
E' anche l'unica persona che conosca che abbia più interessi del sottoscritto.
Aggiungerei che è anche parecchio più bravo del sottoscritto a rappresentare, ereticamente, la cruda realtà che sta al di sotto delle nostre pie speranze di sostenibilità, ecocompatibilità, biodegradabilità, rispetto per l'ambiente, bla bla.
Ovviamente, essendo amico mio, è anche, necessariamente, un po pazzerello.
Per motivi, come dire, culturali, nella sua lieve pazzia c'e' del metodo e questo lo porta, abbastanza spesso, a scoperte interessanti.
Insomma, da bravo eretico, ogni tanto gli viene la voglia di controllare se il re è nudo e, aimè la risposta è quasi sempre si, o almeno è vestito in modo così succinto da rasentare i limiti dell'oltraggo al pudore (ammesso che questo pudore esista, quando riferito ad un "Re" o in genere ad un "potente").
L'ultima che ha combinato è stata di verificare, una buona volta, se i famosi (e costosi) sacchetti per la spesa o shoppers biodegradabili, perchè ricavati dal mais, lo siano davvero.
La risposta, dopo una analisi interessantissima e documentata, che vi consiglio vivamente di leggere, purtroppo è negativa. Il motivo è semplice: i suddetti sacchetti non sono integralmente realizzati in Mater Bi, la plastica ricavata dal mais, ma contengono anche una buona percentuale di poliestere, per garantire la necessaria durata, resistenza, etc etc. In effetti i sacchetti sono legalmente e correttamente dichiarati compostabili, ai sensi della normativa europea, (la norma applicata, chissà quanti lo sapranno, è la EN 13432 che prevede una permanenza di TRE MESI A 50 GRADI ed un residuo finale non biodegradato di non oltre il 10%).
La differenza c'e', è sostanziale, ma ai più sfugge.
Benchè gli shopper compostabili siano quindi un passo avanti rispetto a quelli tradizionali (in termini di energia e risorse fossili consumate, tra l'altro, è ancora tutto da verificare) siamo ancora lontani dal poterli dichiarare davvero "nature friendly".
In analogia con quanto successo per le lampadine, anche qui si potrebbe pensare ad un pò di graduale "enforcing" dall'alto: abolizione degli shoppers che non siano 100% BIODEGRADABILI e contemporanea reintroduzione agevolata del loro logico sostituto: la vecchia sporta della spesa, magari di iuta, volendo avere qualcosa di "compostabile" più duraturo della carta, comunque quasi altrettanto leggera, possibilmente cerata, in modo che possa essere sufficientemente economica ma comunque adatta a contenere anche l'immondizia senza far passare liquami vari, rimanendo certamente biodegradabile.

Sintesi:perche' inventarsi cose complicate, sostanze che NON esistono in natura, dalle dubbie caratteristiche "ecologiche", quando abbiamo già tutto quel che serve?
Perchè, ainoi, alla plastica siamo morbosamente (quanto coattivamente) affezionati, anche se non lo ammetteremmo mai.
NDA: Aere perennius, "più duraturo del bronzo", da Orazio che scrisse, ahem vado a memoria Aere perennius monumentum exegi, ho edificato un monumento più duraturo del bronzo. Lui si riferiva ai suoi poemi. Io, più prosaicamente, alla plastica.
A cosa serve produrre shopper in Mater-Bi se poi posso soltanto essere compostati in impianti di compostaggio ad alta temperatura (+58°)?
I sacchetti sono biodegradabili, ossia vengono convertiti in anidride carbonica come conseguenza della respirazione microbica in un tempo che varia tra 45 giorni e sei mesi al massimo. Questo è un fatto, ossia il risultato di una sperimentazione ripetuta svariate volte e che può essere riprodotta da terzi, in modo indipendente, utilizzando i metodi di laboratorio standardizzati. Inoltre questo fatto è certificato, ossia un istituto terzo, accreditato, si è preso la responsabilità di verificare i risultati di prova ottenuti da un laboratorio indipendente e di fornire certificazione di conformita agli standard correnti. L'istituto di certificazione inoltre fornisce anche un servizio di verifica (sorveglianza) nel tempo. Le affermazioni ed i dubbi del Prof. Bardi erano basati sulla difficoltà oggettiva nel reperire alcune informazioni necessarie per poter dare origine a un giudizio compiuto. Avendo realizzato che esiste questo deficit informativo, mi rendo disponibile a colmarlo fornendo le informazioni del caso. In particolare,se esistono associazioni o gruppi portatori di interesse che desiderano ricevere risposte circostanziate, ossia rapporti di prova, dati ecc. sono disponibile ad inviarli e a dare tutte le spiegazioni del caso. Questo l'ho gia fatto col Prof. Bardi. Saluti, Francesco Degli Innocenti
Non chiedetemi perchè il post si è ripetuto perchè davvero non lo so.... comunque scusate
@ 23
Ma la storia dell'ECM è una bufala che gira su internet da diverso tempo!!! Tra la'ltro, la storia dell'additivo che inserito all'1% rende biodegradabile o addirittura compostabili le plastiche tradizionali (quindi il petrolio) mi sembra davvero una sciocchezza sebbene io, ripeto, non sia un tecnico!
@ 20 mischiare bioplastiche, armi e quant'altro, con i toni che usi, non mi sembra aiuti la discussione... comunque libero di farlo se ti sembra utile
@ 23
Ma la storia dell'ECM è una bufala che gira su internet da diverso tempo!!! Tra la'ltro, la storia dell'additivo che inserito all'1% rende biodegradabile o addirittura compostabili le plastiche tradizionali (quindi il petrolio) mi sembra davvero una sciocchezza sebbene io, ripeto, non sia un tecnico!
@ 20 mischiare bioplastiche, armi e quant'altro, con i toni che usi, non mi sembra aiuti la discussione... comunque libero di farlo se ti sembra utile
@23
questo e' passare dalle chiacchere ai fatti.
quello che puo' fare ognuno di noi e' diffondere la notizia finche' un giorno incontrera' la persona giusta, vuoi un politico o vuoi chi fa packaging.
ma se noi non vogliamo la plastica biodegradabile questa non arrivera' mai!!! facciamoci sentire nella vita quotidiana, diciamo che ci piace la plastica biodegradabile, pensiamolo anche solo perche' i pensieri prima o poi portano cambiamento.
cosi' da un blog potra' partire il cambiamento, attraverso il contributo di tutti, senza aspettare il santone di turno.
È presente oggi sul mercato internazionale una nuova tecnologia capace di rendere i tradizionali manufatti plastici totalmente biodegradabili in alternativa alle bioplastiche. Questa tecnologia è stata sviluppata dalla ECM BIOFILMS INC, essa si basa su un additivo che, combinato ad una percentuale minima dell’ 1% alle resine plastiche tradizionali, rende il prodotto finale completamente biodegradabile conservando le stesse caratteristiche meccaniche .I prodotti plastici realizzati con il MasterBatch ECM: 1. Si biodegradano completamente a partire dai 9 mesi ai 5 anni .2. Si biodegradano totalmente se riversati in qualunque luogo in cui ci siano sostanze in decomposizione (sia aerobicamente che anaerobicamente:· In Discariche, · In Compost (in giardino o anche in servizi commerciali), · Sotterrati o riversati nei rifiuti, · In ambienti agricoli o a rischio idro-geologico. 3. Sono riciclabili. 4. Possono essere realizzati con resine riciclate. 5. Non necessitano di luce, calore o azione meccanica per attivare il processo. 6. Non richiedono un trattamento speciale (a differenza del PLA e dei prodotti oxo-degradabili ). 7. Non contengono metalli pesanti (a differenza della maggior parte dei prodotti oxo-degradabili). La plastica trattata con il metodo ECM può essere depositata in discarica, interrata, oppure può essere compostata. Sebbene siano state introdotte sul mercato molte bioplastiche , ciascuna di esse deve essere compostata (ovvero si biodegrada totalmente solo in condizioni controllate in impianti industriali) e nessuna di esse si biodegrada nelle discariche. L’utilizzo del masterbatch ECM non richiede particolari requisiti per la produzione ovvero non bisogna trasformare i vecchi impianti produttivi,ma semplicemente effettuare una corretta miscelazione. La tecnologia ECM consente la fabbricazione di materie plastiche che si biodegradano in condizioni aerobiche o anaerobiche.
#18 e#19, Indopama.
Alla fine, è vero, hai ragione tu.
Il cambio di paradigma pretende un salto di consapevolezza quasi epocale.
Talmente è vero che anche persone che si sono dedicate e si dedicano all'aspetto FINANZIARIO del sistema, in modo da renderlo, ove possibile, umano e sostenibile, uno per tutti il mio permanente santino Yunus, lo vanno affermando.
E' utopistico?
Ma certo.
Come il concetto di democrazia nel 1009, più o meno.
Il fatot NON è casuale.
E? chiaro che siamo in UN medioevo.
Strictu sensu, di età di mezzo, trnasizione tra due equilibri ( mbuh) diversi.
COme sarà, questo medioevo, dipende da noi.
Una occiata, storica, ai medioevi precedenti lascia poco da sperare, se non, magari sul piano letterario ( A parte la nostra Divina Commedia, il decamerone e i raccnoti di Canterbury, l'Iliade ed Odissea furono scritte, piu' o meno, nel cosidetto "medioevo ellenico")
@18 indopama
Purtroppo per tutti noi hai perfettamente ragione! :-|
Più passa il tempo e più trovo amaramente vera la pièce di Ascanio Celestini "Ponzio Pilato" quando conclude che il popolo sta con Barabba ovvero il ladro di polli di turno... è evidente che se non ci fosse una correità di pancia di grandi parti delle popolazioni molte nefandezze non sarebbero possibili.
In fin dei conti, è amaro ammetterlo, siamo ancora all'età della pietra e molta strada ancora attende di essere percorsa...
Ciao.
@19
anche le bombe che mutilano i bambini afgani sono made in italy, ne sei cosi' fiero?
avete tutti perso la favella, davanti ai soldi siete impazziti, e piu' che scarseggiano e piu' che impazzite.
ve ne rendete almeno un po' conto? non sapete piu' dove sbattere la testa...confusione totale.
occorre prendere fiato e ripensare la nostra vita, non ci e' consentito proseguire oltre in questo modo, o siete convinti del contrario?
vedo solo sforzi per cercare di continuare imperterriti nella stessa direzione di prima, nessuno che si mette in discussione, niente.
nessuno disposto a rinunciare o a cambiare qualcosa, tutti con la PAURA di perdere. e' il caos.
Caro dottor Degli Innocenti, grazie delle precisazioni che ha inserito nel blog del dott. Bardi http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/06/17/sacchetti-ecologici-la-risposta-della-novamont/
Non le nascondo che da ieri, come vede anche dal mio post sopra, prendendo per buono quello che diceva Bardi mi sentivo un po preso in giro da Novamont e da tutti quelli che promuovono il Mater bi.
Ho sempre saputo che il Mater Bi non è la soluzione finale e non si può certo pensare ad una sostituzione della plastica 1 a 1... Però vedo che in moltissime applicazioni il vostro prodotto può essere la soluzione migliore: dal packaging alimentare, al catering, ai sacchetti per l'umido... forse domani arriveranno altre soluzioni - magari proprio da Novamont - però oggi continuerò ad usare il mater bi.
Un'ultima cosa magari insignificante ma che è quella che ha accentuato il mio interesse questo prodotto: è un prodotto italiano, nato da ricercatori italiani, da una donna italiana che - Catia Bastioli - che mi sembra sia stata premiata come inventore dell'anno dall'Unione Europea e dall'Ufficio Europeo dei Brevetti.... per una volta che abbiamo una vera eccellenza italiana perchè non esserne anche fieri?....
Posto questo mio intervento anche nell'altro blog
@17
la soluzione non e' la canapa ma la fine dell'egoismo. non vedete che rimbalziamo da un gossip all'altro ma nel concreto non cambia niente?
quando dici: " Risposta: il profitto" e' li' il succo della questione, chi mira al profitto (che e' personale) non pensa agli altri e nemmeno all'ambiente.
la soluzione e' solo: siamo un po' meno egoisti, un po' di meno ogni giorno, nelle nostre piccole azioni quotidiane. ascoltiamo i bisogni degli altri, incluso quelli del pianeta.
questo e' cio' che possiamo fare REALMENTE, il resto e' e rimarranno solo chiacchere.
Domanda (Pietro/Crisis) : "...perche' inventarsi cose complicate, sostanze che NON esistono in natura, dalle dubbie caratteristiche "ecologiche", quando abbiamo già tutto quel che serve?" Risposta: il profitto
Damanda: soluzioni alternative? Risposta: iuta certo. Ancora meglio: la canapa.
Qui un film illuminante sulla canapa e i perché del suo abbandono / criminalizzazione.
Grazie monsieur Dupont !
Sono anni che uso 2 sporte in tela di cotone, una grande ed una piu' piccola da tenere in tasca quando esco in bici per fare la spesa (quasi tutti i giorni, una piccola spesa, dato che mi muovo in bici).
E quindi, sono anni che NON uso piu' sporte di plastica.
Da circa un anno, l'umido lo 'gestico' da me: utilizzo un paio di secchielli di plastica, a rotazione, che riempio e poi svuoto nel luogo dove faccio il compost.
Per vetro, carta, cartone, qualche rara bottiglia di plastica: va tutto nelle campane della raccolta differenziata.
Gianni, l'usa e getta per il party è anche giustificato, visto che accade due volte l'anno. Ma ci sono tanti che usano piatti e bicchieri di plastica tutti i giorni, e magari sono appena in due o tre in famiglia...
Ho risposto in modo analogo in un altro blog.
Il mater-bi è qualcosa che va usato dove serve. Per far la spesa NON SERVE IL SACCHETTO, le sporte di juta van benissimo e durano anni. L'investmento energetico è maggiore, difatti costano circa 50 volte tanto, ma durano 500 volte tanto.
La maggior parte delle applicazioni usa-e-getta della plastica sono assurde, usare piatti di carta per la festicciola o per il catering, oltre che scomodissimo, ha scarse ragioni di essere. Ma anche i catering eco-equo-solidali, che tendono ad usare stoviglie lavabili, usano il mater-bi in alcuni casi in cui le prime non sono praticamente utilizzabili. E qesti casi esistono. Allora avere qualcosa di "compostabile" anche se non totalmente biodegradabile, è comunque in passo avanti rispetto all'incenerimento di tonnellate di plastica.
E infine il conferimento dell'umido nella raccolta differenziata forse è più pratico in sacchietti di mater-bi che non in sfuso. Certo, se uno ha la compostiera in giardino è diverso. Per la raccolta "residua" (nel mio caso contenitori misti non differenziabili, un scchetto la settimana) non vedo perché utiizzare il mater-bi, visto che il tutto non verrà comunque compostato. Mi sembra un uso ragionevole della plastica, fiche ce n'è. Poi non ci sarà neppure l'indifferenziato da metterci dentro.
@10
Già, egoismo è la parola giusto. L'ecologismo però dovrebbe essere un atto collettivo per avere degli effetti. Io, personalmente, non penso che gli atti collettivi si formino grazie all'unirsi di numerosi atti individuali. Insomma, ci vuole un'autorità che faccia in modo che certi atteggiamenti si mettano in modi, senza aspettare che gli ecologisti del mondo si uniscano sotto la stessa bandiera.
Questo perché molte persone vanno educate e spesso non riusciamo a educarci da soli perché abbiamo bisogno della motivazione. La motivazione, o anche minaccia di multa se vogliamo metterla così, bisogna che arrivi dall'alto.
Buongiorno, mi chiamo Francesco Degli Innocenti e sono il Responsabile del Gruppo Ecologia dei Prodotti e Comunicazione ambientale della Novamont. Intervengo in questo blog perchè mi rendo conto che c'è un deficit di informazioni che genera, come normale conseguenza, un po' di confusione. Sono pronto a rispondere alle domande che vedo poste e alle questioni sollevate, compatibilmente con le altre attività lavorative...Ossia se il numero di domande dovesse diventare insostenibile mi immagino che ci saranno dei rallentamenti. Sono già in contatto col Prof. Ugo Bardi per approfondire le tematiche da lui sollevate. Saluti per ora.
.... da poco seguo con regolarità il vostro Blog.
La regolarità significa che è entrato nella mia top-list.
E stato trattato in passato questo argomento? In linea con la domanda sul biodegradabile delle buste.Complimenti a Ugo.
Ma sono così eco le lampadine eco?
http://www.ecoblog.it/post/7380/bandite-dalla-ue-le-lampadine-a-incandescenza-dal-2010-ma-chi-le-smaltisce-quelle-al-mercurio/@9
io avrei detto piu' chiaramente:
non capisco quella GENTE (la moda) a cui non frega un cazzo di inquinare gettando via le sportine di plastica anche se lo sanno benissimo che prima o poi ce le ritroveremo in culo.
volgare?
eppure e' la verita', quella che non volete dire perche' interessa voi e non la sportina, perche' la colpa diventa vostra e non del materiale della sportina. quindi dovreste cambiare ma non volete.
ripeto la parola? egoismo. non ve ne frega un cazzo di usare le sportine di plastica perche' non vi interessa a chi gli arrivera' in culo... anche se e' uno come voi.
scusate la volgarita' ma mi piaceva esprimermi col linguaggio di tutti i giorni. la maschera la lascio a chi ha ancora voglia di portarla, io sono come mi leggete.
Basterebbe avere 2 o 3 borse di iuta, oppure 2 o 3 scatoloni di cartone con cui andare a fare la spesa e usare sempre quelli finché non si sfondano e sono da buttare.
Con la spazzatura idem. Se la raccolta differenziata fosse attiva ovunque, si usano borse e cartoni per vetro, plastica e carta che non sporcano, per poi riutilizzare questi contenitori. Per l'umido invece una specie di secchiello da pulire.
In effetti non capisco la moda dell'usa e getta per quanto riguarda le sportine.
per la spazzatura si fanno le case col sistema per la spazzatura. quando vai in bagno tiri l'acqua e tutto va giu', perche' per la spazzatura no?
ve lo spiego io il perche', perche' ognuno di noi e' ossessionato dal desiderio di fare dei soldi e non gliene frega niente di fare solo cio' che e' meglio per la societa', per gli altri.
in una parola sola: egoismo.
non ne ha colpa la sporta di plastica ma chi l'ha fatta. dovreste dire: guarda che coglioni quelli che hanno fatto una borsa di .....
finche' spostate l'attenzione dagli uomini alle cose non risolverete niente.
idem col signoraggio, bisogna dire: guarda che stronzi quelli la' che si fottono tutti i soldi.
la gente e' il problema, non il signoraggio. allora focus sulla gente.
L'ho già scritto sull'altro blog ma provo a vedere anche qui se qualcuno mi aiuta a capire:
Non sono un tecnico ma inserendo in google sia la norma citata (C’è una norma specifica, la ISO 14855, che definisce la biodegradabilità ma non la trovo applicata al MaterBi in nessun posto) che “mater bi” mi esce questo file di Novamont
http://www.novamont.com/ita/html/PDF/EPD_NF_1802021.pdf
Mi sembra di poter dire che la norma sia applicata al prodotto; o sbaglio? Credo sia importante fare chiarezza perchè io, come tanti altri, sto “sposando” il mater bi e vorrei capire se ci si sta sbagliando su questo sito o se qualcuno ci ha preso in giro!!!
Ugo Bardi dovrebbe essere ministro!! (non in un governo di nani e ballerine come questo però)
mi sfugge il motivo del grassetto nella frase "tre mesi a 50 gradi"; mi sembra assolutamente normale, le temperature che si raggiungono nel compost sono proprio quelle, quindi non vedo perchè farla sembrare una cosa strana, anzi, in cumuli di grandi dimensioni, si raggiungono pure i 70 gradi. Cosa che credo la maggior parte dei lettori di questo blog sappia.... Quindi, personalmente, i sacchetti derivati dal mais, che dopo tre mesi a 50 gradi si decompongono del 90% mi sembrano un ottimo risultato.
E' un cane che si morde la coda, se si vieta l'uso della plastica si passerà all'uso di carta, cartone e iuta...che sono si biodegrabili ma per avere le materie per fare i sacchetti bisogna comunque devastare la natura,no?In un modo o nell'altro non ci esci.
Bisognerebbe pensare ad un metodo più efficiente di distribuzione magari evitando i centri commerciali e rivolgendosi alla distribuzione locale per acquistaregiorno per giorno il necessario, come una volta.Si evitano sprechi di cibo, denaro ed energia (per stoccaggio merci,trasporto, etc).
Saluti,
J.S.
In paesi più avanzati del nostro, per esempio il Rwanda, hanno da tempo vietato l'uso dei sacchetti di plastica, semplicemente perché non sanno come fare per smaltirli. Certo, a dire tutta la verità fino in fondo, forse c'entra anche il fatto che un'esponente del governo è anche uno dei più grossi produttori dei sacchetti di carta ;-) che sostituiscono quelli di plastica, ma il risultato alla fine della fiera è che di sacchetti di plastica se ne vedono in giro proprio pochi...
d'accordo col sacchetto di iuta per la spesa...
per la spazzatura non saprei, bisogna valutare anche quante tonnellate di iuta servirebbero per questo scopo.
personalmente ho trovato la soluzione, al momento, più ecologica possibile... recuperare gli scatoloni disponibili nei supermercati (che poi a casa diventeranno contenitori per la carta) per metterci la spesa... 0 sacchetti, 0 problemi di biodegradabilità
alle 15:25
rocco
+58° e' la temperatura dell'asfalto in estate, se lei la chiama alta temperatura. certo, il terreno e' piu' fresco.