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Abruzzo. Shock Economy e New Town... "Light".

Lunedì 18 Maggio 2009, 10:46 in Bugie, Sprechi di

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Dopo il terremoto in Abruzzo, il premier provò subito a venderci la sua ideona delle New Town, precedente al sisma ma di cui quest'ultimo era ottimo apripista. Il Paese si rivoltò come un sol uomo: ma come, cadono borghi medioevali, torri quattrocentesche, case antiche e noi vogliamo lasciar lì le macerie limitandoci a ricostruire robaccia moderna "un po' più in là"? Orrore!

Così, ecco la solita rapida marcia indietro spinta dai sondaggi. Niente New Town. Faremo soltanto dei "moduli abitativi" provvisori, ma "nel verde", che diventeranno poi campus studenteschi. Urca, è riuscito a infilarci tutto, persino l'allusione alla Casa dello Studente.

"Nel verde", linguaggio stile Milano 2, significa che saranno tanto belline e quindi se alla fine dovrete rimanerci settant'anni non sarà poi così male. "Nel verde" significa anche che devono espropriare terreni che appartengono ad altri terremotati, che con quei terreni ci campano oppure ci volevano ricostruire su la nuova casa. Non sono affatto contenti.

I "moduli abitativi", saranno sicuramente antisismici. Però, dato che son provvisori, con ogni probabilità avranno tramezzi di cartongesso, infiltrazioni di umidità, e nel giro di due o tre anni saranno invivibili. Mere ipotesi catastrofiste e/o communiste? Mah. D'altra parte se i nostri prenditori costruiscono case di fango quando devono fare roba che duri, figuriamoci per abitazioni temporanee. E' più che legittimo nutrire perplessità. (A proposito di prenditori, ancora non si conosce chi avrà il privilegio di ingozzarsi di soldi pubblici, 700 milioni. E non sperate in un bando di gara: la legge non lo prevede, si fa in procedura negoziata aumme aumme.) E prima che qualcuno dica "in Abruzzo fa freddo", suggerisco di chiedere agli ingegneri abruzzesi.

Così, eccoci ripropinate le New Town ma in versione light. Nessuno se ne accorge, basta cambiare le parole. E grazie al sisma, ecco pronta anche una nuova ghiotta occasione di profitti, spartizioni, mazzette, e sprechi. Shock Economy al suo massimo fulgore: chi osa infatti lamentarsi? C'è di mezzo il terremoto!

 

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6 commenti
6
19 Mag 2009
alle 07:55
5
18 Mag 2009
alle 15:32

Vil

...tipico esempio di applicazione della pnl.

4
18 Mag 2009
alle 13:47

Danx

La repubblica di Merdaset: via i concerti rock dai parchi cittadini torinesi, ma avanti il Grande Bordello negli stessi! Alla faccia!!

Ma alla faccia all'onestà intellettuale ahah

Cazzo di Chiamparino

3
18 Mag 2009
alle 13:39

Roberto

Questa crisi economica sara talmete lunga e distruttiva, che le case provvisorie abbruzzesi, saranno un lusso in Italia.

Al primo rialzo dei tassi, ci saranno milioni di persone in bancarotta, finita la cassa integrazione e la mobilità, avremo milioni di disoccupati.

Noi ci stiamo preparando

www.ecolcity.it

2
18 Mag 2009
alle 12:58

andrea

A Torino si riempiono le piazze per il Grande Fratello e Amici, quindi il mondo è salvo.

Per quanto riguarda la New Town, bisognerebbe invitare la Klein in Italia. il suo libro ha bisogno di un nuovo capitolo dedicato all'Italia della Shock Economy! Rifiuti, terremoto, clandestini, segreto di stato, testamento biologico, Alitalia... è tutto un'emergenza. La repubblica del cemento.  

1
18 Mag 2009
alle 11:46

medo

Mi giungono brutte voci da Torino.

Mentre a Detroit regna la calma piatta da povertà oramai conclamata , nella città governata a casaccio da Chiamparino e dai vertici di Fiat e San Paolo si sta provvedendo a distruggere tutto. In prima linea le solite figure : poliziotti , operai e studenti.

Siamo alle solite , eppureda 40 annisi avvertiva del sottile strato di ghiaccio su cui pattinava la città...

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