Crisi sistemica e cambio di paradigma
Ne abbiamo parlato fin troppo... poco. All'improvviso stamattina, durante il mio giro sui miei soliti siti di informazione, trovo un boom di articoli su orti urbani e casalinghi. Che succede? Beh, non per essere scontati, ma arriva la primavera: e questa primavera di crisi trova tantissime persone pronte a seminare e raccogliere roba da mangiare.
Il fatto è che a tanti è venuto il sospetto che per affrontare questa "recessione" non basta qualche caffè in meno e una macchina a metano. Tanti altri, senza lavoro o in cassa integrazione, cominciano a pensare che possono rendersi utili alla famiglia attraverso l'autoproduzione di cibo. "Il consumismo è morto" afferma come sempre drastico James Kunstler, ma probabilmente ha ragione.
Per gli orti urbani la pressione cresce, e i Comuni non potranno più far finta di niente come accaduto finora. Si affollano richieste per occupare spazi verdi abbandonati, terreni limitrofi alle ferrovie, campi incolti dentro le città. Mi dicono gli esperti che è sempre bene far analizzare il terreno, se si decide per l'occupazione o il guerrilla gardening: purtroppo, non si sa se qualcuno ci ha scaricato roba tossica o semplicemente immondizia, ed è meglio prima verificare.
Per l'orto casalingo, sul terrazzo o in giardino, si può ambire a zucchine, pomodori, peperoni, carote, insalata. Non è assolutamente vero che ci si può limitare solo a salvia e mentuccia! Per partire dalla semina è un po' tardi, e chi è principiante fa benissimo a comprare le piantine: intanto ci si allena con i tanti problemi della crescita. Sole, acqua e malattie sono sufficienti a metterci alla prova, ai semenzai ci penseremo l'anno prossimo! Chi ha un giardino non piccolissimo e ben soleggiato tutto l'anno (e non fronte tangenziale...), può seriamente pensare di diventare quasi autosufficiente per quanto riguarda un bel po' di ortaggi.
Sul forum c'è un intero settore dedicato all'argomento. E mentre aspetto che smetta di piovere (uff), carta e penna alla mano sto progettando il mio orto del 2009. Ci metterò un sacco di roba, non si sa mai...
sabato 20 febbrario presso l'orto botanico del museo della scienza e domenica 21 febbraio in pza s spirito, sempre a firenze, ci sarà lo scambio di semi e marze. Lì possiamo avere consigli su come allestire un piccolo orto sul balcone o curare un piccolo pezzetto di terra.
Ciao
ho letto troppo tardi questo post per mettermi in ballo con l'orto sul balcone... o forse c'è qualche ortaggio che posso seminare ora (fine agosto)?
Comunque memorizzo il link del blog che mi sembra molto ben fatto.
Ciao
bah saro' di coccio, sara' il fatto che non solo non concepisco l'agricoltura in citta' ....ma non concepisco neppure lo stile di vita di un umano in citta'. Pero' non ho detto che in una zona pulita non si possa coltivare in vaso (io per esempio lo faccio in modo intensivo sotto serra). Ho detto che non vedo molta differenza tra un balcone cittadino e i bordi di una autostrada..
E' vero che se un cristiano si adatta a vivere su un balcone+ 60mq di appartamento in via Roma figuriamoci se non puo pure mangiarsi l'insalata all'idrocarburo.. del resto i ristoranti cinesi son sempre pieni...e se si sopportano quelli.. ;).
Non e' questione di egoismo, solo di riflessioni. Tu potrai scaldare la tua mansarda a legna.. (io gia lo faccio per tutta la casa).. ma voglio vedere come faranno i cittadini di piazza Castello a trovare ,segare,essicare per due anni,trasportare e conservare la legna nel loro bell'appartamento.
vabbe ,speriamo non debba mai succedere, speriamo non si debbano piu coltivare i pomodori nelle vasche da bagno.
Comunque oggi c'era un bel sole e una aria splendida.. ho scavato buche tutto il giorno.. ho piantato piu di 40 alberelli di albicocco di varieta' diverse.
Questa settimana, se il tempo aiuta, conto di impiantare almeno 250 meli. Voi cosa avete fatto di divertente?.
mio caro e gentile luigi, SEI-DI-COC-CIO!
cercherò di spiegarmi meglio:
tutto quel che dici è assolutamente ragionevole compresa l'altezza delle case ma credo che partiamo da due punti diversi:
tu parti da quello che sarebbe l'ottimo
io parto da quello che si ha (per poi ovviamente migliorare verso l'ottimo possibile).
coltivare su di un balcone cittadino sarà meno sano del biobio ma forse più sano del bio-fronte-autostrada-a-moncalieri e sicuramente più sano della verdura non bio del mercato.
okkkeeei, il biobio, controllato,certificato,studiato è meglio di quel che c'è su un balcone di corso xy nella cotale città, ma anche costa.
rapporto costo-beneficio monetario immediato favorevole.
poi come ho cercato di spiegarti, si impara, si migliora e magari tra 4 o 5 anni qualche cittadino cambierà casa ma saprà almeno che per un'insalata ci vogliono da seme un paio di mesetti scarsi e che un pomodoro non cresce in una notte e il resto lo avrà imparato o lo imparerà nel frattempo.
se invece lasciamo i cittadini schiavi del loro portafogli come potremo mai aspettarci che in caso di crisi (e siamo su di un blog che si chiama crisis) sappiano almeno provare a cavarsela?
Egosticamente che dovremmo fare? lasciarli schiavi del loro portafogli e prepararci col fucile quando, in caso di crisi (e speriamo di no), verranno a rubare in campagna/montagna come già fanno adesso perchè nemmeno sanno che per produrre anche le castagne ci vuole lavoro e sudore?
p.s. non sono così sicura che mio nonno avrebbe riso di chi coltiva sul balcone, da che mi ricordo io mia mamma tiene qualche insalata nei vasi in fondo al balcone per le emergenze visto che l'orto è un pò lontano e magari capitano i due giorni che piove a dirotto etc etc etc.
comunque ti ringrazio molto per i consigli, l'anno scorso ero arrivata tardi perchè convinta di vivere troppo al fresco, quest'anno ho deciso di mettere qualche insalata che cresce e che tu mi confermi che forse sta meglio a questa temperatura che a quella di luglio.
Mentre ci sono e visto che parlavamo di insalate vi do qualche informazione per una corretta coltivazione della lattuga.
partiamo dalle caratteristiche del terreno :
La tessitura del terreno deve essere da media a a moderatamente fine
il drenaggio deve essere buono e non devono verificarsi ristagni d'acqua, la profondita utile del terreno deve essere garantita in almeno 40 cm, il PH deve essere compreso tra 6 e 7.
Importante il calcare attivo che deve essere inferiore al 15%, attenzione che la lattuga tollera poco il sale per cui la salinita del terreno deve essere limitata.
si devono intercalare almeno tre cicli colturali con altre specie prima di poter ripiantare lattuga nello stesso terreno. NON si deve piantare in successione alla lattuga cavoli , barbabietole,cicoria e naturalmente endivia.
Se si alleva lattuga in serra o vaso protetto la protezione DEVE avere una volumetria MINIMA di 2,5 mcubi ciascun metro quadro di terreno ed essere dotata di prese di aerazione.
DI ESTREMA IMPORTANZA E' LA TRASPARENZA DELLA COPERTURA, in quanto ad una bassa trasparenza corrisponde un aumento del contenuto di nitrati nelle foglie. qUINDI BADATE DI GARANTIRE LUCE ALLE PIANTE ALTRIMENTI MANGIATE CANCEROGENI.
prima della semina va valutata la dotazione del terreno riguardo queste sostanze
AZOTO N
FOSFORO E POTASSIO
se la dotazione e' bassa terreno povero almeno qualche mese prima della semina e del trapianto (in genere una stagione) va ammendato il terreno con l'apporto di concimi organici
letame di vacca , letame di cavallo, o pollina Attenzione alla pollina, ricchissima di azoto, se si esagera con la dose vi mangiate i nitrati.
il Letame di vacca dovrebbe essere composto con paglia e non con risone e dovrebbe essere maturo e provenire da mucche certamente allevate non con mangimi e non gonfiate (se no vi mangiate antibiotici e estrogeni)
Il terreno dovrebbe essere lasciato riposare per un bel po' al sole in modo da "cuocere" ed iniziare le reazioni biologiche.
Per le quantita di letame/pollina/ammendanti bisognerebbe analizzare la dotazione del terreno e poi fare i calcoli, purtroppo il test chimico costa sui 150 euro e mi pare francamente improponibile per un balcone.. del resto se si esagera con il letame l'insalata si carica di sostanze nocive .. per cui suggerirei di metterne pochissimo e poi piano piano trovare un equilibrio tra crescita e sostanza immessa. cercando sempre di stare piu sul magro che sul ricco.NON PRENDEREI IL TERRENO DEL BRICO QUELLO DA VASI CHE E' IMBOTTITO DI PORCHERIE PER FAR FIORIRE I FIORI IN FRETTA.
La temperatura minima al di sotto della quale la lattuga gela e' di meno due gradi
Perche la lattuga cresca e' e necessario mantenere la temperatura notturna tra 3 gradi e 12 gradi
La temperatura di germinazione non deve essere inferiore a sei gradi.IN GENERE E' BENE PORTARLA A 15 GRADI PERALMENO 48 ORE PER FAVORIRE LA GERMINAZIONE E POI ABBASSARE A CIRCA 6 GRADI ARIEGGIANDO ABBONDANTEMENTE
Per ottenere il massimo rendimento dalla pianta la temperatura diurna deve essere compresa tra 16 e 20 gradi la temperatura notturna tra 10 e 14 gradi Attenzione che temperature notturne superiori ai 16 gradi e diurne superiori ai 24 gradi costringono la pianta a montare a fiore per cui regolatevi :).
Irrigazione il terreno va tenuto in condizioni di elevata umidita' ma non bagnato per evitare marcescenze e muffe
in pratica microirrigazione frequente a terreno fresco e misura costante della percentuale di acqua.
Se coltivata in vaso il diserbo da infestanti deve avvenire a mano.
iN CASO DI AVVERSITA' TIPO PARASSITI ,CRITTOGAME,MARCIUME BASALE,BATTERIOSI O VIROSI ,PIUTTOSTO CHE INTERVENIRE A MUZZO CON FITOFARMACI O CON ESPERIMENTI,CONSIGLIO VIVAMENTE DI BUTTARE TUTTO E RICOMINCIARE DA CAPO
mmh Lalica, in tempo di crisi penso che un attico al decimo piano senza ascensore non sia riscaldabile ne abitabile. I nostri nonni vivevano perlopiu al freddo e le loro case mai andavano oltre al quarto piano.
Voglio dire, il 70% degli appartamenti cittadini costruiti dopo gli anni 50 probabilmente in caso di crisi dura diverrebbero inabitabili per ovvie ragioni logistiche.
per quanto riguarda l'orto, beh io coltivo circa 30 ettari.. su questi solo un ettaro e' adatto a coltivazione orticola estiva autunnale e poco meno di un ettaro e' adatto a coltivazione invernale primaverile. Tuo nonno appunto si guardava bene dal tentare di coltivare il pezzetto davanti casa e se ne scendeva a valle, sapeva per esperienza che la fatica dello spostarsi valeva la differenza tra la sopravvivenza e l'inedia.
Credo che anche tuo nonno avrebbe guardato gli orti da balcone cittadino con un sorriso e poi si sarebbe incamminato verso il suo orto. Come Fukuoka sicuramente anche tuo nonno aveva ben compreso che la natura va lasciata in pace e non ostacolata.
E se vogliamo l'agricoltura sinergica.. per favore lasciamo fare alla natura.. muoviamo il culo e andiamo a cercare il luogo dove la natura c'e'.Poi senza distruggerla facciamo il possibile per lasciarla lavorare secondo la sua energiaed inclinazione.
Un balcone cittadino e' quanto piu simile ad un deserto avvelenato io riesca ad immaginare. Sono assolutamente favorevole a chi pianta su un balcone, ma attenzione, da li a dire che il coltivato sia sano ce ne passa. Commestibile lo sara sicuramente, del resto se c'e' gente che mangia i pesci pescati nel Po e le insalate coltivate ai bordi dell'autostrada a Moncalieri beh possiamo mangiare pure quello che facciamo crescere sul balcone. Da li a pensare che fa bene secondo me c'e' una bella differenza. Mi vengono in mente i lenzuoli bianchi esposti che in pochi giorni divengono grigio sporco, quello sporco, quelle polveri nocive si depositano sulle foglie..vengono fissate e assorbite , in parte vengono smaltite dalle radici nel terreno del vaso(avvelenandolo) in parte si combinano e formano composti che restano nella pianta e nel frutto.
Avete idea di qual'e' la reazione di una pianta a contatto del benzene? e cosa comporta il contatto di una pianta con gli idrocarburi dissolti in aria?
Insomma, e' chiaro che per te che sei su un monte con terra pressoche vergine , acqua di ruscello di montagna, e aria quasi pulita la probabilita' di coltivare roba buonissima migliore del bio che trovi in bancarella e' molto alta. A meno di errori gravi sei praticamente certa del risultato. Diverso e' il caso del balcone con vista sul Campidoglio :)
Comunque si.. se ti servono informazioni e consigli su orticole , se so aiutarti, non hai che da chiedere.. :)
e come consigli di scaldarlo un attico (da me si chiama soffitta o al massimo mansarda) in tempo di crisi?
è lapalissiano che si usa meno energia con la stufa a piano terra che al quinto piano. altrettanto lapalissiano che la stufa a legna è l'unica cosa che ti consente di scaldarti senza comprare necessariamente il combustibile.
quello che cerco di dirti è che convenienza, costo, etc presto potrebbero essere parole che non servono più molto, perchè la mia energia, quella che mi consente di portare la legna al quinto piano, potrebbe essere l'unica materia prima disponibile in abbondanza.
Chi glielo faceva fare a mio nonno di andare a coltivare il pezzetto a fondovalle visto che ne aveva altri più vicino e che andava a piedi?
Nessuno: solo che, seppur energeticamente sconveniente, quel pezzo consentiva di arrivare a primavera.
p.s. non so quando è meglio raccogliere l'insalata, e non mi parlare di nitrati che mi sono sempre chiesta perchè il limite consentito in acqua potabile è di 50mg/l, un livello che per i miei pesciotti è insostenibile e velenoso.
Però se vuoi dare consigli, e sarei io ad avere male inteso, ben venga il tuo aiuto.
p.s.2 non serve che mi ricordi che non ci si inventa contadini dall'oggi al domani, te l'ho scritto sopra:chi pensa che un contadino sia ignorante o che coltivare sia facile è un imbecille
ah ancora una cosa citando un commento prima..
L'unica azione che appoggerei è l'esproprio dei terreni e rifrazionarli riassegnandoli ai tutti i cittadini ...
l'unica azione che appoggerei e' l'esproprio dei Suv e degli Ipod e li rifrazionerei in tante belle zappe riassegnandole a tutti i cittadini ...che dicono non sappiamo fare impresa e poi fanno i cococo comprando a rate le peggio porcherie :)
lalica..
Vedi.. il bio (inteso come marchio) non e' semplicemente coltivare in casa delle piantine senza diserbante.
Vendere bio significa che io produttore accetto di mettere sotto osservazione il mio terreno e l'ambiente circostante per almeno cinque anni, e durante questo tempo rispettare un disciplinare rigorosissimo che difende il consumatore.
Per seguire questo disciplinare non ci si inventa contadini dall'oggi al domani.
Questo non vuole dire che il mio pomodoro sia migliore del tuo..vuole solo dire che se metto il marchio bio chi lo compra sa che e' stato coltivato con un certo metodo e lo paga di piu proprio perche ritiene quel metodo migliore.
Se io lo applico senza rispettare le regole, a mio modo di vedere frego il cliente, e' come se applicassi il marchio Ferrari ad una cinquecento e la facessi pagare il doppio. La cinquecento e' un'ottima auto ma non e' fatta con la cura della ferrari. Tutto li.
Per quanto riguarda il resto, non voglio tarpare le ali a nessuno e neppure dire "io mi son fatto il mazzo che volete voi?"
E ti assicuro, della concorrenza di quattro balconi davvero non mi interessa, tentavo solo di ragionare in termini energetici appunto in caso di crisi, esattamente come ritengo una stufa a legna poco pratica in un attico (soprattutto se manca la corrente),ritengo poco pratico un orto sul balcone.
Insomma volevo solo proporre la mia poca esperienza per aiutare ad evitare errori banali o nocivi...
Ad esempio qualcuno sa a che ora della giornata e' meglio raccogliere l'insalata e come concimarla perche' non sia zeppa di nitrati che tra l'altro son fortemente cancerogeni?
Vabbe' il senso dei miei interventi era quello di dare una mano..poi evidentemente invece bisogna lasciar giocare le persone con i loro desideri e non disilluderle o perlomeno lasciare che facciano le loro esperienze da sole.
Tutto qui..
vedi luigi, tu parli di bio dando un'etichetta alle coltivazioni. io non sento il bisogno di qualificare come bio una coltivazione perchè per me è l'unico modo di essere di una coltivazione.
badabene, sono ignorante sia in materia di coltivazioni che in altri campi, però il fatto che uno coltivi bio in casa e venda con l'etichetta bio (come peraltro fanno i coltivatori diretti in ogni angolo di strada delle zone non cementificate) non mi pare disdicevole e non mi pare truffa.
o meglio, è vero che in passato (e probabilmente anche oggi) molti han truffato, ma sarei anche stufa che gli onesti, oltre a tirare avanti duramente perchè onesti, paghino le spese dei comportamenti dei disonesti.
quanto a chi vive sulle cime di un colle, come ad esempio me, io posso, se voglio, usufruire di cinema e teatro, cultura universitaria e cultura non convenzionale, spostandomi fisicamente o, molto più facilmente, utilizzando le "nuove tecnologie".
perchè un cittadino non dovrebbe potere provare a coltivare parte del suo cibo sul terrazzo?
sicuramente non è facile: ho estirpato una pianta di pomodori in vaso pensando che fosse malata, poi quando agosto è finito la pianta a fianco, che non avevo strappato solo perchè aveva già dei pomodorini, ha ricominciato a mettere fuori frutti, i fiori impollinati si erano fermati per il troppo caldo del balcone e non lo avevo capito. L'anno scorso non lo sapevo, quest'anno lo so e riproverò a mettere pomodori sul balcone oltre che nel giardino (l'anno scorso aveva piovuto settimane di fila ed avevo i piantini che stavano proprio messi male. ho messo qualche pianta nei vasi perchè nell'orto non ci potevo andare e pensavo così di salvarle dalla scarsità di terra in cui stavano. poi sono rimaste nei vasi) così imparerò altre cose.
io capisco il tuo dubbio sulla possibilità di chiunque di coltivare perchè ho capito ed imparato, coltivando, che chi pensa che un contadino sia ignorante o che coltivare sia facile è un imbecille che non ha proprio capito niente, però poi mi incavolo quando fai il discorso energetico. Perchè capisco che essendo quello il tuo lavoro tu combatta ogni giorno con questo tipo di discorsi e che quindi ragioni automaticamente su quanto costa (monetariamente od energeticamente perchè alla fine è lo stesso) questo e quello, ma vorrei sottolineare che se non si impara oggi attraverso un hobby (come lo hai chiamato forse non sbagliando di tanto)domani si potrebbe morire di fame (il periodo non è bello e non da ora, solo che eravamo troppo presi da tv e telefonini per accorgercene). Ma soprattutto mi incavolo perchè ho avuto come l'impressione che il tuo fosse un discorso tipo: "ohhhhh cicci! io ho studiato, imparato, investito tempo denaro e vita, mi sono spaccato la schiena per produrre cibo genuino e voi pensate che basti prendere dei vasi e andare avanti?" Non è che questo tuo discorso mi sembri sbagliato dal tuo punto di vista, ma è che è sbagliato dal punto di vista globale perchè vedi, se la mia impressione si dovesse rivelare esatta, tu avresti sbagliato il tuo investimento esattamente come uno che si fosse comprato 10 box auto.
Spiego? spiego!
tu ti saresti spaccato la schiena per avere un lavoro ed un guadagno in denaro, un denaro che i tuo clienti potrebbero presto non avere più (esattamente come il tipo dei 10 box auto potrebbe non trovare + gente che ha l'auto da ricoverare).
Però non saresti colpevole, il mondo in cui vivevamo portava a questo ed il tuo modo di avere del denaro era immensamente più "pulito" di quello di molti altri.
solo ti chiedo di ragionare alla luce delle nuove condizioni in cui versa il mondo.
Poi, alla fine queste sono solo le mie considerazione da muntagnina ignorante, quindi prendile per quel che valgono, però, ti prego, non tarpare le ali a chi vuole provare a tornare indietro coltivando il proprio cibo, lasciali(lasciaci) fare, giocare, sperimentare quanto sia difficile. il peggio che te ne può venire è che i "cittadini" capiscano che coltivare non è una roba da ignoranti, che non basta mettere lì un seme o un piantino per raccogliere copiosamente dei frutti; solo provando a fare il tuo mestiere si può davvero capire quanto sia difficile, lasciali(lasciaci) fare e capire cosa è la natura.ah ..per la cronaca. la mia azienda agricola..per scelta ad oggi non ha usufruito di nemmeno un euro di finanziamenti ne' aiuti pubblici.
E' una realta' che cammina con le proprie gambe pagando tasse e per fortuna resiste in attivo.
mah.. io pure sono fortemente contrario alla pac ed agli aiuti all'agricoltura..
Lasciamola pure andare dove vuole il mercato,senza tanti aiuti controproducenti che alla fine arricchiscono solo le mogli dei politici (le famose contadine in tacchi a spillo).
Per quanto riguarda il bio di Lalica, fai benissimo ad autoprodurlo e a distribuirlo agli amici.
Diverso e' il caso di chi coltiva in casa in modo empirico e vende con l'etichetta bio, a me pare una truffa verso il consumatore. Poi ciascuno fa quel che vuole nella vita.
Alla fine, penso che abitando isolato sulla cima di un colle non si possa pretendere di trovare il cinema o il teatro sotto casa,allo stesso modo chi vive in citta' per forza di cose non debba aspettarsi risultati impossibili dall'orticoltura cittadina.
Infine, come ho gia detto prima, ribadisco la mia disponibilita' a condividere quel poco che ho imparato in orticoltura.
Piu' che i tassi dei banchieri scendono, piu' tutto va giu': trattasi di sistema insolvente e non si può fare niente, non leggo più i giornali, non guardo più quella noiostà della televisione,piena di notizie di nessuna utilità, non mi sono mai fidato delle banche, ed ora ci sto lontano come dalla peste, non ascolto i politicanti che non dicono più niente che promettono libertà e poi finisci in catene, e mi dedico al mio campo, ragazzi in questo modo si sta bene.
La vita è fatta di estremismi e di mezze misure.
Gli estremismi non ci han portato ad un buon punto ma continuano ad essere utilizzati a piene mani.
Debora ha lanciato dei semi, forse qualcuno cadrà in buona terra ed attecchirà, forse qualcuno di questi potrà produrre semi a sua volta.
E invece vedo questioni partigiane e di lana caprina.
peccato.
(ah io non certifico niente bio perchè niente devo certificare, non uso acqua piovana di torino perchè peste mi colga piuttosto che tornarci, non commercio in prodotti biologici super controllati. Non sono nemmeno così tranchant verso chi vive in città e prova ad industriarsi (forse perchè la mia sussistenza ed il mio lavoro non dipendono dai loro consumi). Provo solo ad imparare a coltivare, con gli spazi che ho, qualcosa del poco che mangio. )
qui trovo gli iperrazionali inciampano nell'eccessiva specializzazione. Il pomodoro sul balcone serve alla persona media per rapportarsi con un qualcosa che vede solo + disegnato sulla scatoletta. Quanto tempo ci mette, quante cure ci vogliono, quanto patisce, abitua a conoscere l'oggetto di cui discutiamo ed il rispetto per la propria alimentazione ed etica in generale. poi si è bello fare una bella cena in tarda estate con i frutti del nostro balconcino. io ho sperimentato che le patate resistono al gelo invernale torinese se lasciate incolte e sotterrate. tanta conoscenza pratica acquisita senza investire milioni alla ricerca di un orto con ascensore. quindi benvenga anche il bonsai in ufficio: il popolo famigliarizzi, una zappa ce la daranno, intanto ci stan danzo la zappata.
a meno di avere una decina di mq di terreno credo che sia piuttosto inutile coltivarsi 3 pomodori e 2 zucchine sul terrazzo.
Una frase mi ha molto infastidito però.( ma è comprensibile, nessuno lo so ): il più grande problema dell'agricoltura è che ci finiscono soldi dello stato e questi agricoltori che dovrebbero essere degli impreditori in realtà non lo sono e fanno andare a rotoli le loro aziende ( appunto) agricole.
Non solo poi questi pseudo imprenditori non sono capaci di fare sistema e svendono ciò che è finanziato dallo stato alla GDO a prezzi ridicolo senza la possibilità di guadagni.
L'unica azione che appoggerei è l'esproprio dei terreni e rifrazionarli riassegnandoli ai tutti i cittadini ...
Oh qualche bravo contadino c'è per carità, che lavora sodo e sa far fruttare i propi campi
@medo
immagino seguirai rigorosamente il disciplinare per la produzione bio..e certificherai tutte le fasi della filiera.
Senza mettere in dubbio la qualita' delle tue piantine , il tuo post e' un 'ulteriore prova dell'inutilita' del marchio bio..
le mie patate al sacco stanno già spuntando, oggi ho piantanto il prezzemolo e ieri ho messo i semi di pomodoro nei bicchieri di plastica sopra il davanzale della finestra (interno), ci sono nei tempi per il trapianto nei vasi?
Ma io invece pensavo: oltre a farsi gli orti, perchè la gente non smette di spendere 25 milioni in lire o più per l'auto, 60 milioni di lire per i box, altri soldi per assicurazioni, benzina, ecc., altri milioni per la tv (+ altri milioni per tutte le tv di una vita, + prezzo canone, abbonamenti vari, lettori, registratori, elettricità, ecc.) che non serve a niente, solo a far poltrire sia il corpo che il cervello, e si godesse la vita fregandosene (considerando tutto il risparmio) del primo loro lavoro precario dopo anni di lavoro sicuro e così via?
La crisi è il momento buono per cambiare stile di vita e iniziare a decidere noi cosa fare!
E' assurdo lavorare per spendere tutto in auto e tv!
Due cose :
1) le interessanti ricette della 93enne americana già ribattezzata "Nonna Gran Depressione" : http://www.youtube.com/watch?v=9zXqkHvs0po
2) nel mio piccolo ho piantato un mese fa in incubatrice in casa delle piantine aromatiche particolari (vervena citronella , timo citronella , salvia , cumino maltese , menta verde , rosmarino , etc) e ho fatto un accordo con un venditore di prodotti bio del mercato : venderà le mie giovani piantine a giugno , cercando di raccogliere anche prenotazioni per le fine dell'estate su altre piante più mature ; da 3-4 ore di lavoro e da questa mini-serra casalinga conto di incassare circa 200 Euro.
Vi invito quindi tutti ad interessarvi al "roof gardening".
qualora finisse mai questo inverno inizierò a piantare: pomodori, zucchine e cetrioli. poca varietà ma massima resa. anche gli olivi han fatto grandi quantità quest'anno...abbandono i peperoni e le carote, che dalle mie parti non rendono molto. poi ho piantato un fico e un albicocco. più svariati lamponi...ovviamente concimato con compost creato in casa.speriamo!
massi Debora, hai ragione. Nessuno ruba il mestiere agli agricoli, che lavorare duro per essere pagati quasi zero nessuno lo vuol fare :).
Pero' permettimi un paio di osservazioni.. l'acqua potabile, che la porti a spalle o che te la spinga su un acquedotto stessa energia ci vuole. Inoltre l'acqua potabile di acquedotto non e' proprio adattissima ad una coltivazione orticola. La terra se e' in vasi esposti diventa in breve poco utilizzabile (a meno di concimazioni e trattamenti), e accumula polveri nocive in concentrazione mica da poco.
Per il resto mi piace il lavoro che fai sul web e ti ringrazio per il tempo che dedichi alla gestione del sito. Se posso esserti utile in qualcosa cerchero di aiutarti volentieri .. :)
Mah, non si parlava di vantaggi energetici, che comunque tu esageri. La terra al 5° piano ce la porti una volta, mica tutti i giorni, e l'acqua viene dal rubinetto mica me la trascino a spalla. Il verde in eccesso va nella compostiera in giardino.
Quanto al resto, mi dispiace tanto, ma le mie zucchine del balcone non hanno nulla a che vedere neanche lontanamente con quelle del mercato, e neppure con quelle biologiche (che inoltre costano il quadruplo).
Non sfamerò eserciti, ma a me viene solo convenienza da tutta l'operazione. Di piante ne ho parecchie, e bastano. E gli agricoltori stiano tranquilli: nessuno gli ruba il mestiere... :D
ah ,giusto per il gusto di fare le cose per bene, per chi pensasse di utilizzare l'acqua piovana raccolta su un tetto di una citta come Torino o Milano.. fate una prova.. raccoglietene un bicchiere poi andate in farmacia e comprate una cartina tornasole per valutare il ph. Se non ce l'hanno ripiegate sui test per le piscine (son meno precisi) e provate a misurare l'acidita' della pioggia.
Anni fa costruivo barche a vela.. gli alberi in alluminio,costruiti per resistere al sale del mare, lasciati alla pioggia della citta si macchiavano e corrodevano in poche settimane.
Da agricolo e parlando in termini energetici, non capisco dove stia il vantaggio della coltivazione da balcone rispetto ad un prodotto ben coltivato in un orto/serra e poi distribuito. A parita' di terra e acqua consumate (anche se sul terrazzo sicuramente si consuma piu acqua). Invece di trasportare fino al quinto piano un kg di pomodori.. devo trasportare 8 kg di terra, 10 kg di vaso.. 40 kg di acqua potabile(l'acqua buona per gli umani quasi mai piace alle piante :)), poi devo smaltire il verde in eccesso, seguire quasi quotidianamente il "campo" ,smaltire il terreno "esaurito" e impestato dallo smog e dal cloro dell'acqua ed infine sterilizzare il vaso per permettere la nuova coltura....Al di la' dell'indubbio divertimento del fare una cosa inusuale sul terrazzo.. qualcuno puo' spiegarmi i vantaggi energetici?
Ma dai, il balconcino....Le campagne italiane superstiti sono ancora miniere di bontà e biodiversità, e a PREZZI STRACCIATI. FACCIAMOLE SOPRAVVIVERE anche e soprattutto per il bene dei nostri figli. Agricoltura Nuova a Spinaceto, biologico e di stagione per chi è di Roma, oppure i Gruppi di acquisto solidale, ma anche tanti coloratissimi mercati rionali. E poi ben venga anche quest'acqua forse troppa ma forse mai in eccesso in un Paese che rischia SERIAMENTE la desertificazione e non solo da cementasfalto.
@6
"La strada per arrivare all'autosuffcienza è lunga..."
dici benissimo, infatti con gli orti ci si passa solo il tempo ma non ci si sfama. e' il passatempo preferito degli anziani.
per mangiare ci vuole ben altro, molto di piu'. per chi ha veramente paura che la crisi porti ad un'insufficienza di cibo e' meglio spendere il tempo a coltivare amicizie ed accordi con i piu' vicini agricoltori.
Eh, Debora, qui c'è una che, altro che pollice verde! Pollice nero. Con me schiattano anche i gerani (gli animali però vivono bene). Non essendo automunita, e non avendo voglia di andare in un garden center a comprare la terra, ho chiesto a mia sorella di accompagnarmi in campagna, chè voglio coltivare le patate.
Ossantocielo, l'avessi mai fatto! Un cazziatone. Della serie: ma cosa vuoi coltivare le patate sul balcone che costano un euro al chilo, pensa piuttosto a trovare il modo di coltivare i tartufi che costano 100 euro all'etto. Non privo di una sua logica, peraltro. Resta un problema: i tartufi non crescono sul balcone...
Fr@ancesco: "Risultato delle nostre fatiche: 10 pomodori spazzolati in due giorni."
Eh, già, hai ragioni da vendere perché per fare delle coltivazioni orticole che non siano solo simboliche occorre parecchio terreno, altro che qualche vasca sul balcone! Si parla di parecchie migliaia di metri quadrati. Se poi si intende allargare il giro anche a coltivazioni meno remunerative in termini di resa per metratura (non ultima la legna da ardere) le unità di misura diventano rapidamente gli ettari.
Fr@ancesco: "[...] ora non ho semplicemente tempo."
Altro fattore determinante. Se si gioca a fare l'orto non c'è problema, ma se si intende fare sul serio l'agricoltura è un mestiere a tempo pieno, non un hobby. Da questo punto di vista, sarebbe bene smetterla di diffondere leggende: un orto amatoriale è un (bel) passatempo, non certo un investimento né sicuramente una garanzia.
da un'analisi dei consumi alimentari della Coldiretti, risulta che al Sud, la spesa alimentare è superiore rispetto al Nord, strano! è sempre stato il contrario. Mi sa che in Campania, ad esempio, dove esiste tutto un gran coltivare di ortaggi vari, mica se la mangiano la verdura che coltivano (magari vedono dove sono situati i terreni) è tutta roba per i mercati generali del nord.
e sono anche in aumento, ove possibile, acquisti direttamente dal produttore.
l'acqua per innaffiare modeste coltivazioni, si può recuperare da quella utilizzata in cucina, se ne butta parecchia.
buon lavoro!
aglio rigoglioso e le cipolle si stanno affacciando...
piselli e spinaci ancora dormienti.
in semenzaia sono in attesadi pomodori, zucchine, sedano, zucche e altro...
vediamo se ho conservato le sementi nel modo giusto.
cmq concordo con Angelo, l'acqua è il problema maggiore, e poi i furti :)
non mi intendo di orti, ma l'anno scorso con mia moglie ho provato a coltivare dei pomodori sul balcone di casa.
Risultato delle nostre fatiche: 10 pomodori spazzolati in due giorni.
La strada per arrivare all'autosuffcienza è lunga...
Certo, se fossi senza lavoro potrei pensare di investire seriamente in un orto, ma ora non ho semplicemente tempo. In ogni caso è meglio che siano gli agricoltori (che hanno mezzi e conoscenze adeguati) a lavorare la terra: l'agricoltura andrebbe sostenuta dallo Stato in tutti i suoi aspetti.
ho appena seminato le zucchine. tra un mese i pomodori. negli altri vasi ho già i broccoletti a buon punto, una 25na di cm. gli spinaci stentano, troppa acqua dal cielo forse. niente fagioli quest'anno, non hanno dato i risultati sperati. la borragine è rigogliosa. sto effettuando un tentativo con le patate.
vi ricordo che le piante possono essere fertilizzate con il compost fatto in casa. io uso un grosso bidone.
Il problema (non da poco) rischia di essere l'acqua per annaffiare le piante. Spesso è più quel che si spende in acqua che quello che si raccoglie. Ovvio, si ha però il controllo sulla provenienza e la genuinità del cibo prodotto.
alle 19:28
Mallo2011
Ciao,
secondo me il problema maggiore nel fare l'Orto sul Balcone utilizzando i vasi tradizionali è la necessità di innaffiare molto sovente. Piante come pomodori, melanzane, zucchine in piena estate necessitano acqua anche due o tre volte al giornio, proprio quando ci farebbe piacere poter passare un bel week-end al mare senza problemi!
Il vaso che illustra questo articolo è un vaso a riserva d'acqua, che risolve il problema garantendo almeno un paio di giorni di autonomia alla pianta, tuttavia, almeno nella mia Città, questo tipo di vaso ha costi proibitivi. Però con un po' di semplice fai-da-te è facile e poco costoso costruirsi dei vasi perfettamente efficienti (ecco il mio suggerimento).
Ciao e grazie,
Mallo2011