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Feb 0916

Le aziende italiane e il "mercato della decrescita".

Pubblicato da Debora Billi alle 09:05 in Reimparare, Vita quotidiana


stufaalegna.jpgBeh, finalmente in TV si parla della crisi. Finalmente, invece di incentrare il dibattito nazionale su moribonde, stupratori e bufere di neve, qualcuno si degna di prendere una telecamera e informare er cittadino su cosa accade nelle aziende di tutta Italia flagellate dalla crisi. E dai furbetti, perché da quel che trapela dal bel reportage di Riccardo Iacona andato in onda ieri sera, si intuisce che un sacco di prenditori approfittano della contingenza per scaricare i dipendenti in collo a mamma.

Tant'è. Mi ha molto colpito il caso di Piero Della Valentina, davvero clamoroso: è (era) il produttore dei migliori parquet industriali italiani, un po' il Della Valle del parquet. Persona piuttosto seria, caso raro in Italia dove l'imprenditoria medio-piccola oscilla tra il familismo arruffone e il bieco caporalato. Diceva Della Valentina, più o meno: "La crisi finirà, ma tanta gente si aspetta che alla fine il mercato ricomincerà a riprendere come prima. Non sarà così, stavolta. Dopo la crisi ci ritroveremo in un mondo completamente diverso. E ce la farà soltanto chi oggi sa prevedere in anticipo come sarà, questo mondo diverso. Non una cosa facile." Un ragionamento da imprenditore, ovviamente, ma assai sensato.

Io non faccio l'imprenditore e non ne ho le doti. Ma posso dire che se i signori imprenditori avessero desiderato farsi un'idea di quello che ci aspetta nei prossimi anni, le informazioni c'erano tutte. Bastava la volontà di prenderle sul serio. Invece le Cassandre sono state tacciate di pessimismo, perché "chi fa impresa" deve essere "ottimista a tutti i costi", salvo poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano per essersi ostinato a non voler vedere fino all'ultimo istante.

Il mondo sarà molto diverso, si. Ma nel frattempo, chi ha il coraggio di guardare in faccia la realtà senza mascherarsi da "ottimista" potrebbe ancora avere opportunità di fare business. C'è spazio, per chi capisce dove stiamo andando e vuole dare una mano al soft landing. E non mi riferisco allo speculatore che strappa case e capannoni agli indebitati per un tozzo di pane.

Parlavo qualche tempo fa con un signore che ha un'industria e un grande negozio di camini e stufe. Mi diceva che non sa più come accontentare i clienti, ha raddoppiato il fatturato, sia per i prodotti che rivende ma ancor di più per la sua produzione interna. "Va di moda la stufa", mi diceva. Però ha poi ammesso a mezza bocca che tanta gente installa la stufa e spegne la caldaia a gas, per scaldare magari una sola stanza invece di tutta la casa e risparmiare sulla bolletta.

Questa è la direzione in cui si va. Risparmio, si: ma non più come prima, quando risparmio significava comprare le stesse cose a prezzo inferiore. Ora quelle cose non si desiderano proprio più. Magazzini pieni di abiti firmati, che finiscono poi alla Caritas, piazzali pieni di automobili in attesa di aiuti di Stato, e invece stufe a legna e macchine per fare il pane che vanno alla grande. Vi dice niente tutto ciò? Io lo chiamerei "il mercato della decrescita", quello in cui si spende qualcosa ora solo per non dover poi spendere più.

Mi auguro che i colleghi di Piero Della Valentina sappiano alla fine capirlo. Contiamo sugli imprenditori italiani, insomma, perché ci offrano le soluzioni per decrescere felicemente e in modo intelligente.

(Capirai, siamo in una botte de ferro, direbbe il mio papà...)

 

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Commenti

1. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 10:18

Nel mondo reale la "decrescita" si chiama recessione... ;)

2. Alberto, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 10:32

Ma che "soft landing" non puo' esserci il soft landing. ci sara' solo un grosso enorme botto.. sperando che qualcuno non decida di passare alle armi -_-.

3. Alberto, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 10:33

P.s. Fate mettere a posto la data di sto' cesso di server.. Se e' uno Unix suggerisco un "rdate time.ien.it".

 

4. Maurizio T., Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 10:35

Il tuo papà è un ammiratore di Attilio Regolo, vero ?

5. Luigi Lucato, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 11:07

Diceva Della Valentina, più o meno: "La crisi finirà, ma tanta gente si aspetta che alla fine il mercato ricomincerà a riprendere come prima. Non sarà così, stavolta. Dopo la crisi ci ritroveremo in un mondo completamente diverso.

Il problema è quanto diverso (dopo il BOTTO)

intanto chi vuole cambiare, e io ci sto provando,

è legato dalle pastoie della burocrazia

provate a costruire una casa ad energia zero in zona agricola

fuori dai prg ( impatto ambientale zero!)

per molti imprenditori il problema è e sarà svincolarsi

dall'abbraccio della burocrazia

e imparare a camminare da soli

 

 

6. Luigi Lucato, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 11:12

Decrescita soft ...

no col botto

non basta la volontà di alcuni singoli

è tutta la struttura sociale che deve cambiare 

nei valori di riferimento ...

non vedo cambiamenti voluti

per migliorare le prospettive di futuro

vedo solo cambiamenti subiti dalle nuove circostanze.

vedoun mare di vincoli dati da regolamenti varii

stesi da persone di una altra epoca 

e nessuna volontà di cambiare ... si perde la poltrona.

7. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 11:34

@3

In effetti ultimamente si impalla spesso e volentieri.

@5

La burocrazia purtroppo è sempre il problema più grosso.

 

8. indopama, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:04

@7

LA BUROCRAZIA SIAMO NOI.

QUINDI: SIAMO NOI IL PROBLEMA PIU' GROSSO, ANZI IL SOLO PROBLEMA.

9. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:08

@8

Perchè la burocrazia saremmo noi, scusa?

10. andreaX, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:25

Comunque questo articolo la dice lunga sul fatto che la gente ormai sta aprendo gli occhi.

Le persone hanno preso consapevolezza del problema e si stanno attrezzando, come possiamo vedere il popolo non è così bue come molti lo dipingono.

11. Alby, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:31

Se la burocrazia è il vero ostacolo allora W la deregulation berlusconiana, con certificati di impianto non più necessri e installatori che fanno tutto in nero.

Io per avere la fattura a fine 2007 per la manodopera relativa all'installazione di una caldaia e di un impianto di riscaldamento a pavimento (necessaria per poter usufruire dell'incentivo "55%") ho dovuto sudare 7 camicie.

La fattura, datata 31/12/2007 aveva numero "4", e adesso qualcuno trovi le parole giuste per convincermi che in un anno intero quell'installatore aveva fatto solo altri 3 impianti ;-)

12. Luigi Lucato, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:44

#11 costava caro ...

 

13. Luigi Lucato, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:50

Burocrazia

purtroppo ci avvolge e controlla la nostra vita

soft landing

come se le regole non lo permettono

e il tempo di cambiarle  (o la volontà ) non esiste

io ad oggi sono contro un muro (di gomma)

voglio realizzare una casa a energia zero e impatto zero

ma con 4Ha di terreno agricolo ( non vedo come fare coltivazioni in citta)

non si può

come cambiare realmente, e drasticamente

... diventando abusivo ?

 

 

 

 

14. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 12:57

@11

E quale sarebbe il vero ostacolo?

15. AAndrea, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 13:08

pretendere di costruire case su terreni agricoli al di fuori del piano regolatore è burocrazia?

 

16. Luigi Lucato, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 13:11

Chi ha stabilito i limiti delle varie aree

e dove pensi di costruire per usare Sole Vento e agricoltura

 

17. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 13:20

@15

E che altro sarebbe?

18. AAndrea, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 13:33

@16, 17 

Per usare sole vento e agricoltura prenditi un'area dove puoi farlo, che ragionamento è?

Chi lo ha stabilito? una amministrazione comunale, di concerto con una commissione edilizia, con una approvazione parecchio faticosa regionale.

I piani regolatori sono tutt'altro che strumenti perfetti, ma mica si può fare il cazzo che si vuole solo perchè lo dice Enrico, altrimenti togliamo pure la segnaletica stradale, perchè è una assurda imposizione statalista contro la libera espressione della guida.

 

19. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 13:46

@18

Un'amministrazione comunale, di concerto con una commissione edilizia ecc ecc. insomma una bella cricca di mangiapane a tradimento... ;)

A parte il fatto che esisono esperimenti interessanti anche sull'efficacia della deregolamentazione stradale, non mi sembra che il tuo esempio c'entri molto con quello di cui si parlava. Perchè mai sulla mia proprietà non potrei fare quello che voglio se questo non danneggia proprietà altrui?

20. AAndrea, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 13:53

@19

Hai ragione. Fai pure quello che ti pare.

21. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 14:00

@20

Mi piacerebbe, ma il mondo è pieno di rompiscatole che sono convinti di agire per il "bene comune"... ;)

22. fausto, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 14:34

C'è una cosa che mi fa paura: la legna.

In Italia non c'è, così come ogni altro combustibile. Siamo importatori netti di legname in ogni ambito di applicazione: pasta di cellulosa, legnami di pregio, perfino quella da ardere. Le nostre produzioni sono sempre state insufficienti, ed il problema resterebbe anche riducendo gli sprechi.

Abbiamo già sperimentato l'uso massivo dei legnami nazionali, grossomodo tra la fine dell'800 e la fine della seconda guerra mondiale; ne è derivato il più disastroso evento di dissesto idrogeologico che l'Italia abbia mai vissuto. Negli anni '50, le montagne emiliane erano ancora sostanzialmente spoglie, la ripresa del manto forestale è stata possibile solo con l'arrivo del petrolio facile e la fuga dei pastori e dei boscaioli.

Secondo me, stiamo imboccando una strada da suicidio. Il riscaldamento tramite caldaie andrebbe proibito, pena la distruzione di boschi e suoli montani che non possiamo tornare a perdere.

E lo dico con un misto di vergogna e di rabbia, visto che a casa mia, abbandonata la folle caldaia a gasolio, qualcuno ha pensato bene di rimettersi (e rimettere i familiari) a spaccare legna. Dopo quindici anni di segatura, cenere, incidenti, fumo e fatica, credo di poter dire con cognizione di causa che quella non è una strada simpatica da percorrere.

23. Debora/Crisis, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 14:40

Il problema, Fausto, sarà quando come in tempo di guerra la gente brucerà vecchie sedie e altri articoli in legno o pseudotale. A differenza del 1943, però, oggi nella mobilia da ardere il legno è in bassissima percentuale, rispetto alle plastiche, le colle e altri materiali altamente tossici... :-(

24. Andrea, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 14:58

@Enrico: quindi posso costruire il mio palazzone di 400 piani o la mia fabbrichetta nel mio terreno agricolo confinante al tuo, giusto? :P

 

 

Parlando d'altro: qua bisogna capire solo una cosa: verso cosa stiamo andando? Verso il botto? E che intendete per botto? 

25. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 15:15

@24

Se questo non lede in qualche modo i miei o gli altrui diritti di proprietà, dove sta il problema?

Riguardo al "botto", penso che ognuno abbia un'idea diversa. A mio parere il rischio più grande è una bella iperinflazione mondiale modello Weimar, ma visto che la sfera per prevedere il futuro non ce l'ha nessuno...

26. Alby, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 15:40

...hai presente uno di quei sacchettini per imballaggio che quando hai sballato lo scatolone che ti ha appena portato il corriere li puoi schiacciare e fanno "bum!" ... ecco, quello è un "botto", ma non è quello cui ci stiamo riferendo ;-)

@11: Berlusca ha eliminato l'obbligatorietà di certificazione, l'unico risultato è solo che in quel settore chi vuol fare del nero ora ha mano libera e chi è onesto paga le tasse anche per chi non lo fa più di prima.

Se l'andazzo deve essere questo vorrà dire che mi uniro' al coro di brindisi all'inaugurazione del palazzone di 400 piani a 3 metri da casa tua. ;-)

27. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:08

@26

Ho forse mostrato apprezzamento per qualche misura messa in atto da Berlusconi?

Dubito che un palazzone di 400 piani a 3 metri da casa mia non violerebbe i miei diritti di proprietà. In Italia può darsi, visto che praticamente non esistono.

In base a che cosa definisci automaticamente "onesto" chi paga le tasse e "disonesto" chi non lo fa?

28. Omino Verde, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:18

@25

Non ci sono solo i diritti di proprietà.

Ad esempio la fabbrica potrebbe ledere il mio diritto a respirare, mentre il grattacielo di 400 piani potrebbe ledere il mio diritto alla luce solare.

In realtà senza dover per forza cementificare terreno agricolo, basterebbe agevolare le ristrutturazioni e il recupero dell'esistente.

29. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:25

@28

Intendevo anche quelli che hai citato tu come diritti di proprietà, che poi attualmente non vengano riconosciuti come tali è un altro discorso. 

30. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:29

@28

Io non voglio cementificare proprio nulla, ma se uno, come diceva Luigi Lucato, ha voglia di costruirsi la sua casetta indipendente dal punto di vista energetico sulla sua proprietà senza ledere i diritti di nessun'altro, perchè dovrebbe esserci qualcuno che decide se può farlo o meno in base alle sue "disinteressate" valutazioni?

31. Alby, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:37

@27 chi non paga le tasse è incontestabilmente un parassita alle spalle degli altri: se le pagasse ne pagherebbe probabilmente meno e soprattutto non usufruirebbe dei servizi dello Stato alle spalle di chi invece le paga.

Poi possiamo anche discutere se la tasse sono troppe, ci mancherebbe, ma il principio è questo ed è banale.

Per quanto riguarda il palazzone di 400 piani: a meno di 5 metri di distanza dal confine nel comune do ve risiedo io anche una baracca in muratura è abusiva.Poi esistono le servitu' di elettrodotto, di ferrovia, stradali, ecc. mica puoi costruire un ca..o di n piani dove ti gira, eh! Se costruisci qualcosa poi esistono anche quelle cose che si chiamano "oneri di urbanizzazione", che sono contributi che servono a portare alle nuove costruzionifognature,strade, luce, acqua e altri servizi di base.

32. Alby, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:42

L'alternativa è l'anarchia costruttiva: bellissima, soprattutto per i palazzinari che sguazzano a costruire qualsiasi cosa abusivamente e senza un piano di servizi decenti saccheggiando di fatto il territorio.

La burocrazia dovrebbe essere piu' efficiente, non essere annullata, ma questo è un altro discorso.

33. Alby, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:46

@30 Non è la regola che va colpita in quel caso, ma l'amministratore in malafede.

Se il PRG prevede che lì non ci puoi costruire nulla ma va preservata la zona agricola ci sarà un motivo tecnico valido, o no?

34. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:56

@31 @32

Il principio per te sarà pure banale, ma a me sembra più parassita quello che le tasse le pretende e mi elargisce "gentilmente" in cambio servizi (in genere scadenti) che io non ho richiesto. Chissà come mai quando l'entità che fa questo si chiama mafia o camorra, la stessa cosa viene chiamata pizzo... ma ti sei già risposto da solo quando parli di "servitù".

Perchè notoriamente invece con il sistema attuale i palazzinari fanno la fame. Basta pagare la mazzetta al politico giusto e come per magia le regole svaniscono. E intanto quelli come Luigi che non possono permetterselo restano con un palmo di naso.

Che la burocrazia dovrebbe essere più efficiente mi sa che lo diceva già qualcuno ai tempi degli antichi romani, o di Thutmose I come direbbe mm ;)

35. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 16:58

@33

Un "motivo tecnico valido" deciso da qualcuno che agisce "per l'interesse comune"? Se ci credi tu... ognuno ha le sue idee.

36. Alby, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 17:19

Non sai di cosa stai scrivendo, "in diritto si definisce servitù (o servitù prediale) un diritto reale minore di godimento su cosa altrui, consistente in "un peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario" (art. 1027 del codice civile).(...)"

http://it.wikipedia.org/wiki/Servit%C3%B9

che è proprio quel diritto che tu dici di voler rispettare, 'gnorante!

37. Omino Verde, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 18:25

@32

Alby, normalmente i palazzinari dalle parti di Roma prima costruiscono e poi si aggiorna il piano regolatore.

Come al solito la ricetta sarebbe banale: meno regole ma fatte rispettare fino in fondo a tutti. (che poi essendo di meno sarebbe pure più facile)... invece nel marasma di norme e regole italiote gli unici che la prendono in quel posto sono i "soliti" onesti.

38. isidoro, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 19:33

parzialmente off topic... a me continua a girare in testa un nome... "Girolimoni, Girolimoni"

39. Vincenzo, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 19:59

OT, anche se di parte, i tiggì non lo dicono:

 http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o14272 

40. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 20:24

@36

Concordo.

41. Debora/Crisis, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 20:56

Ragazzi so per esperienza in Rete che queste diatribe Stato si/Stato no vanno avanti anni, non conducono a nulla e monopolizzano i discorsi impedendo di parlare di qualsiasi altra cosa.

Io ve l'ho detto, poi fate vobis...

42. Enrico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 21:04

@40

Vabbè, tanto di qualcosa si deve parlare... :P

43. federico, Lunedì 16 Febbraio 2009 ore 21:51

come sempre si parla e sparla di qualunque banalità...luoghi comuni e via discorrendo.

volevo rmanere IN TOPIC: sulla legna, si la legna ha voluto dire disboscamento. ma ho imparato che è rinnovabile. si può piantare e  seminare in pianura, non in montagna e si taglia ciò che si è programmato di tagliare in base al fabbisogno di legna da ardere.

fino a qualche tempo fa credo anche io nella decrescit...oggi per merito o  colpa della crisi ci credo un po' meno: sicuramente ha aspetti positivi ma vuol anche dire un sacco di posti di lavoro in meno ( qualche milione solo in Italia??? ...può essere) non so se sia economicamente e socialmente sostenibile. bisogna decrescere poco alla volta, molto lentamente, se no ...il botto di cui sopra.

@tutti quelli che parlano di tasse OT: le tasse sono bellissime come diceva Padoa Schioppa...ma lui lo ha spiegato male. In uno Stato che funzioni un cittadino sarebbe onorato di pagarle...ma ci vorrebbe uno stato e una cultura ( soprattutto ) diverse.

 

 

44. Marco I., Martedì 17 Febbraio 2009 ore 01:44

si torna sempre al solito problema.

ve le immaginate 60 milioni di persone che vogliono la legna per scaldarsi?

io rivedo un ritorno al nazionalismo in 'sti tempi.

non italiano, ma globale. così come fu alla vigilia della seconda guerra mondiale.

45. francesco, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 04:09

R 42 : per una decrescita equilibrata bisognorebbe comincuare a tagliare l'assistenza sanitaria ai malati cronici e togliere i benefit ( assegni familiari e scuola gratuita) dal terzo figlio in poi ; questo fin da oggi.

Con i soldi risparmiati taglio tasse ed investimenti pubbblico-privati in rinnovabili.

46. francesco, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 04:12

R 44 : scusate per il typing veloce e conseguenti errori ortografici : volevo solo aggiungere che ho ripreso queste idee dagli ultimissimi post su theoildrum a proposito di sovrapopolazione.

47. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 08:02

Ero assente e riepilogo:

case intendo qualche cosa con questo tipo di struttura

http://www.erdhaus.ch/main.php?fla=y&lang=en&cont=earthhouse

 

48. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 08:08

e con questo impatto ambientale

http://www.theundergroundhouse.org.uk/

49. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 08:11

50. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 08:18

Il Rinnovabile da fonti a bassa intensità, Sole, Vento

e destribuite sul territorio, lo devi raccogliere sul territorio.

Altre fonti legna ecc... hanno senso se sei sul territorio , per la loro bassa concentrazione di energia, non ha senso trasportarle a grandi distanze .... consumi più energia di quella che produci

i PRG non tengono conto con strumenti appositi o altro, di interventi INNOVATIVI sul territorio

hanno solo FOSSILIZZATO la situazione ai modelli di sviluppo di 50 anni fa

 

51. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 08:35

Se non si permette di costruire con modelli di sviluppo diversi, non ci può essere il SoftLanding

già è difficile attuarlo, siamo in tanti sul territorio

se poi si devono seguire le REGOLE che hanno creato il CAOS ambientale ed Energetico

e i Palazzinari non li ho inventatti io, sono cresciuti con le attuali regole.

con una abitazione su 40.000 mq , ne fai pochi di palazzi, o a Km. uno dall'altro

Il mio è un caso ... quanti altri ...

ma se si vuole un futuro si deve rimettere in discussione TUTTO

non si può Ristrutturare moltissima Edilizia Esistente, semplicemennte non sarà mai a basso consumo

Anzi è nata per essere ad alto consumo , anche solo nelle manutenzioni.

se presento un progetto , perchè non deve essere valutato nella sua qualità intrinseca e non solo per compatibilità alle regole esistenti ( che fossilizzano il passato)

 

 

 

 

52. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 08:40

"La crisi finirà, ma tanta gente si aspetta che alla fine il mercato ricomincerà a riprendere come prima. Non sarà così, stavolta. Dopo la crisi ci ritroveremo in un mondo completamente diverso.

Se il dopo sarà Vivibile o una Discarica dipende da noi, ma si deve cambiare le regole e le persone o non esiste futuuro ... e il tempo è finito.

53. indopama, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 09:47

secondo me non esiste il problema di reperire legna per i 2 miliardi di abitanti del pianeta, ce n'e' a sufficienza...

54. Alby, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 10:09

@40 ok Debora, convengo che è meglio tacere e lasciare chi ha marinato la scuola invece di studiare un po' di educazione civica ai tempi delle superiori nella loro ignoranza, inutile discutere di regole con chi non le conosce: le servitu' prediali ( http://it.wikipedia.org/wiki/Servit%C3%B9 ) non le ha scritte Toto' Riina nel "Manuale del Giovane Picciotto", ma fan parte del Codice Civile.

Dopo la costituzione eliminamo anche quello, meno regole più opportunità, purtroppo pero' nell'anarchia ci sguazza meglio chi ha potere e denaro.

55. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 10:39

#53 Alby

Regole codici ... chi ha scritto cosa

a quale modello di sviluppo pensavano ... o immaginavano visti i tempi

se si deve cambiare cambiano anche le regole

e deve cambiare la qualità delle persone

se si ha bisogno di troppe regole forse le qualità delle persone è bassa

Le regole e i codici attuali ... con la qualità delle persone attuali .... ha creato la CRISI

 

56. Alby, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 11:27

Luigi, ok per cambiare le regole, ma per cambiarle bisogna prima conoscerle, senno' il risultato son solo discorsi da bar.

57. Luigi Lucato, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 11:35

#55 Alby

le conosco 

e per questo ti dico che vanno cambiate

sostengono un sistema che non ha più futuro

impediscono il cambiamento

poi che ci sia sempre chi vuole aprofittare della situazione ...

lo so ma anche questo ormai appartiene al passato ...

non si può barare ancora, o almeno si dovrebbe smettere

o dopo il BOTTO rimagono solo i cocci.

Io cercherò di costruire un futuro ...

 

58. Enrico, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 11:35

@53

Non mescolare le cose, quando parlavo di comportamento simile a quello della mafia mi riferivo alle tasse. Se avessi letto tutti i miei commenti poi, avresti capito che non ho mai contestato il fatto che certi diritti siano distibuiti in maniera equa tra i diretti interessati, ma solo che un'entita artificiale chiamata Stato decida a priori per tutti in che modo questo debba essere fatto.

Comunque sono d'accordo sul fatto che sia meglio chiudere qui. L'educazione civica, i codici civili e le costituzioni le lascio volentieri a chi preferisce continuare a vivere da schiavo invece di pensare con la sua testa.

59. indopama, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 13:40

non dovrebbe essere difficile riscrivere le regole tra i 2 miliardi di abitanti del pianeta...

60. Enrico, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 14:28

@58

Hai già fatto anche i conti di quanti ne restano? :)

61. Alby, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 15:39

@57 Quindi io vivrei da schiavo e non penserei con la mia testa solo perchè non penso come te che sia necessario vivere nell'anarchia.

62. Enrico, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 17:28

@60

Prendevo esempio da te nel fare generalizzazioni.

63. Debora/Crisis, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 18:46

Si, qui viviamo da schiavi e nell'ignoranza perché non parliamo di educazione civica, codici civili e costituzioni.

Non parliamo neppure di endocrinologia, pasticceria tedesca, calcio a cinque, tessitura africana, filologia romanza, eccezioni dei verbi urdu, partiture di violino, Grande Fratello, trucco teatrale, cucina sushi, sviluppo motorio nell'infanzia, allevamento del gatto, campionati superbike, architettura finlandese, teatro NO, ritocco photoshop, candidati all'Oscar, smalti per unghie, smart phones, turismo in Puglia, omeopatia, festival di Sanremo, balli latini, esegesi biblica, e tutto il resto dell'umano scibile per il quale sono certa si trovano approfonditi siti al riguardo.

Rimangono tuttavia un bel po' di altri argomenti che qui trattiamo, contribuendo comunque ad alleviare l'ignoranza generale...

:D

64. Enrico, Martedì 17 Febbraio 2009 ore 19:24

@62

Quello dipende sempre dai punti di vista... ;)

65. Alby, Mercoledì 18 Febbraio 2009 ore 11:04

Oh! A me gli argomenti trattati qui interessano, senno' mica verrei a leggere ;-)

Come ha appena scritto Enrico dipende dai punti di vista: il mio è diverso dal suo, me lo tengo e buonanotte ai suonatori.

 

66. sarah piglia, Venerdì 20 Febbraio 2009 ore 16:25

Gentile redazione,

 

Soldionline.it sta attraversando una fase di rinnovamento importante e vorrebbe lanciarsi nella costituzione di una sezione di Finanza Personale. All’interno di questa, troverebbe spazio una sezione dedicata al settore immobiliare. A questo proposito siamo alla ricerca di collaboratori esterni, persone con comprovata esperienza che possano dare un contributo significativo e di qualità ai nostri lettori e che possano scrivere contributi originali ed esclusivi per Soldionline.

La collaborazione sarebbe a titolo gratuito, ma sarebbe ricompensata con strumenti di visibilità (banner, link ad eventuali blog o siti, recensioni, interviste…).
Se siete interessati a dare visibilità al vostro lavoro e a valorizzare la vostra conoscenza ed esperienza, contattatemi.

Cordiali Saluti

Sarah Piglia

67. Avv. Filippo Matteucci, Venerdì 18 Settembre 2009 ore 16:02

I REGALI DI MAMMA MERKEL I giornali di oggi riportano la notizia che la cancelliera tedesca Angela Merkel vuole tassare ulteriormente i prodotti finanziari, in altre parole i risparmi dei lavoratori e degli anziani. La Merkel fa finta di non sapere che i risparmi sono già supertassati dall'inflazione (e l'inflazione è una tassa, la peggior tassa, anche se i mass media di regime si guardano bene dal dirlo).La Merkel ben rappresenta le famiglie padrone, la grande industria assistita, sovvenzionata, sussidiata, succhiasoldipubblici. In Italia ricordiamo i politici vicini alle famiglie padrone (Ferrero, Giordano, Fini, Casini, Alemanno, Follini ecc. , poco importa che siano dipinti di rosso, di bianco o di nero) che richiedevano qualche anno fa il raddoppio della tassazione sulle rendite finanziarie, ovvero sempre sui risparmi di lavoratori e anziani. Ovvio che queste tasse sui risparmi andrebbero a colpire sempre e solo il popolo, la gente comune, e mai i veri ricchi, i veri padroni, le famiglie dominanti, quelli che fanno eleggere certa gente alle cariche politiche. I veri ricchi di tasse non pagano una lira, anzi usano lo stato e il fisco per impadronirsi dei soldi degli altri, del popolo, di noi gente comune. Lo stato e il fisco sono roba loro, roba dei padroni, strumenti dei padroni; dare più soldi e più potere allo stato vuol dire dare più soldi e più potere alle famiglie padrone, contro il popolo. Lo stato è sempre dei padroni e contro il popolo. Lo stato non siamo noi; lo stato è contro di noi. Lo stato è uno strumento della famiglie padrone contro le altre famiglie, contro la mia famiglia, contro le nostre famiglie. Alle famiglie padrone piacciono i soldi, i soldi degli altri, i soldi nostri.La Merkel ben rappresenta certa destra statalista e tassaiola, depredatrice di lavoratori e risparmiatori. Anche Berlusconi poteva risparmiarsi certe uscite contro la speculazione sulle borse merci: la crisi è stata causata dai tassi di interesse troppo bassi che hanno provocato la bolla immobiliare e creditizia del 2008, e non dalla speculazione; lo sanno tutti, ma ai mass media di regime fa comodo far finta di non saperlo. Interventi degli stati servi dei padroni sui mercati finanziari sono interventi liberticidi. I mercati finanziari sono l'ultima oasi di libertà, di libera concorrenza, di libero mercato: ogni intervento dello stato dei padroni contro i mercati finanziari è un intervento contro il popolo, contro i lavoratori che risparmiano. Ma i padroni non vogliono che i servi risparmino e si facciano un capitale familiare, temono le famiglie concorrenti. I servi devono rimanere servi, i servi devono essere tutti uguali davanti al padrone, e fare la fila proni e ossequienti per elemosinare un miserabile posto pubblico. Tornando alla Merkel, ricordo alcuni suoi regali ai lavoratori che risparmiano: le azioni Volkswagen, che hanno perso in un anno il 70 % (la ditta va bene, ma i suoi padroni giocano a spennare i risparmiatori, e il loro (!) governo glielo permette...), le azioni dei magazzini Arcandor Karstadt Quelle, ditta fatta fallire dal rifiuto di aiuti da parte della Merkel, divenute carta straccia, le azioni della banca (di fatto pubblica) IKB, crollate del 97 % ... questi sono i regali ai risparmiatori di mamma Merkel.  Invito tutti i risparmiatori a non comprare e a boicottare azioni e obbligazioni tedesche finché la statalista e tassaiola Merkel rimane al governo.   Per chi ha la voglia e il tempo di approfondire l'argomento consiglio le seguenti letture: http://epistemes.org/2008/01/10/dieci-buone-ragioni-per-non-tassare-le-rendite/Articolo di Benedetto Della Vedova, Piercamillo Falasca e Mario Seminerio http://www.tradersxsempre.com/public/forum/index.php?showtopic=1253&pid=135606&mode=threaded&start=(intervento di Luciano Priori Friggi) by http://www.lewrockwell.com/paul/paul334.html(articolo sull’Inflation Tax di Ron Paul) http://www.clubeconomia.it/articoli/articolo.php?id=553(articolo di Gian Battista Bozzo) http://www.ideazione.com/rivista/6-06/mancia_06_06.htm(articolo di Andrea Mancia) http://www.italia-risparmio.it/finanza/rendite_finanziarie_ipotesi_sugli_effetti_di_un_aumento_di_tassazione.php(articolo mio) http://www.fff.org/freedom/0293c.asp(articolo di  Victor Niederhoffer) Avv. Filippo Matteucci                   

68. carlacciolo, Venerdì 15 Gennaio 2010 ore 14:54

Vabbè, è il solito Filippo Matteucci , l’economista ideologo del privatismo e dell’economia turnaria , ormai lo conosciamo tutti , meno male che ce l’ha coi giornali di regime, sennò i suoi articoli li troveremo anche sul giornale al bar . io non capisco i consensi entusiasti che suscitano i suoi articoli ( guardate qua http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2009/12/articolo-interessante-che-mi-e-stato.html l’ho letto stamattina ) , e anche più non capisco lui , no per quello che scrive che sopratuttodi economia ci capisco poco , ma non capisco lui come personaggio , sto Filippo Matteucci Di San Ginesio , sarà che lui è nobile e io un ignobile, sara che lui è un dotto prof e io non c’ho manco la laurea , ma come fa uno che dice di essere libertario e anarchico a farsi applaudire dai picchiatori fascisti che lo chiamano camerata Matteucci, e sono anni che scrive sui giornali della destra più tradizionalista e nostalggica , come cz fa uno che dice di essere ultraliberista è parla sempre contro l’assistenzialismo a essere applaudito da quelli che vivono nelle borgate degradate , come cz fa uno che odia da anarchico lo stato e ce l’ha sempre coi padroni a dire di essere il primo sostenitore delle forze dell’ordine. Io a sto Filippo Matteucci non lo capisco . e manco mi piace più che quello che dice il tono come lo dice , con la puzza sotto al naso dell’aristocratico pare il nuovo messia , pare il Vittorio Sgarbi dell’ economia politica , non mi piace la cattiveria con cui usa la sua cultura che c’avrà pure , per pigliare per il c++lo chi lo contraddice, e pure quì pare Sgarbi.Di quello che dice salvo due cose, quando ce l’ha coi professori universitari che fanno i liberisti libertari snobb contro lo statalismo e pigliano il megastipendio statale, che quando avevo provato io l’università non c’erano mai manco 2 giorni a settimana ; e la sua idea della democrazia turnaria  un elaborazione della democrazia diretta, l’unica cosa democratica e geniale che ha inventato.Vabbè , ho detto la mia

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