Crisi sistemica e cambio di paradigma
Qualche giorno fa, sul forum, ci si preoccupava per gli studi dei figli. "Rimango disoccupata" diceva Maria "ma mia figlia dovrà proseguire gli studi come si deve! Ne va del suo futuro!"
Jay Hansen, il creatore dell'ormai mitico dieoff.com, pionere del peakoil e uno dei più estremi catastrofisti in giro per la Rete, ha affermato: Se sei nato dopo il 1960, probabilmente morirai violentemente, o di fame, o di malattia contagiosa. Ve l'ho detto, che è un catastrofista. Le generazioni successive ai boomers sono state poi chiamate la X generation, la Y generation, e la differenza tra l'una e l'altra consisteva sostanzialmente in consumi diversi, gli uni il cellulare gli altri l'iPod. Ma chi è nato intorno al 2000 fa parte di quella che più di qualcuno oggi chiama la "F Generation", la Generazione F, dove la F sta per fucked... ovvero fottuta.
E' una generazione che ha fatto in tempo a crescere con lussi, comodità, tecnologia, consumi e sprechi. Ma non ne godrà. Ha senso allora preoccuparci del futuro dei nostri figli nello stesso modo in cui l'abbiamo fatto finora, o l'hanno fatto le generazioni precedenti? Ha senso, tanto per fare un esempio, progettare corsi universitari, master all'estero, corsi di lingue, per un ragazzino tredicenne? "Devo offrirgli delle opportunità!" per carità: sacrosanto. Ma siamo certi che esisterà ancora il luxury designer, o il marketing dei mercati emergenti, il senior finance analyst, l'esperto di macchinari diagnostici ospedalieri ad alta tecnologia, siamo sicuri che il mercato del lavoro tra dieci o quindici anni si baserà ancora su master internazionali, conoscenze multilingue e multitecnologie?
Dieci o quindici anni. Non so quanto sia salutare abbandonarsi a sogni automatici, immaginare il pargolo ormai cresciuto che salta su un aereo per un meeting a Singapore sulla penetrazione nel mercato coreano della lingerie d'autore francese, e mamma che saluta commossa al check-in. Oppure, più deprimente, raffigurarsi il figliolo trilingue che con due master in tasca fa la fila per un posto al call center... ci saranno ancora, i call center, tra 15 anni?
Un momento: lungi da me affermare che non serve studiare. Per carità, non sto suggerendo di instradare i figli all'antica arte del maniscalco o del norcino. La cultura ci servirà più che mai, in futuro... se non altro per farsi prendere un po' meno per i fondelli. Quello che voglio discutere, invece, è il togliersi il pane di bocca per programmare un percorso di studi da mondo globalizzato e in perenne crescita là dove non ha più alcun senso. Creando inoltre assurde aspettative in ragazzini a cui dovrebbe essere invece insegnato un po' di sano realismo.
Il curriculum del 21° secolo sarà molto diverso dal nostro, meglio mettercelo in testa. Ben venga allora il figlio dottore, se sa fare una diagnosi senza l'aiuto di 2 faldoni di analisi con macchinari elettronici e sa aprire e richiudere una pancia senza laser e microtelecamere.
Ne riparleremo.
@ 33
Antonello, esaminiamo brevemente cosa significa la vita in dittatura per il cittadino medio, quello del basso profilo che si fa i fatti suoi.
Per mantenere il potere, la piccola oligarchia che si è appena conquistata il governo totalitario del paese sviluppa *sempre* una polizia politica col compito di far fuori tutti i potenziali pericoli interni e questa cosa ramifica *sempre* fino a permeare tutta la società, fino alla più piccola comunità che la costituisce.
Questo processo inevitabilmente degenera e sviluppa un clima paranoico nel quale la delazione diventa assolutamente abituale. Vuoi un vicino invidioso, qualcuno con cui si è litigato per futili motivi anni prima o addirittura per nessuna apparente ragione, il cittadino medio vive nel rischio costante di essere denunciato e di finire quindi sotto gli occhi di quei tipi che nessuno vorrebbe mai conoscere di persona, che hanno tutto l'interesse a farlo a pezzettini. Ovviamente là i diritti individuali non vengono minimamente garantiti e quindi si finisce in un marchingegno dove portare a casa la pelle diventa il meglio a cui si può sperare, magando facendo di ritorno il delatore e mettendo così nei guai un vicino, un parente o persino un amico. Spero di aver reso l'idea.
Il ladro, il corrotto o comunque la persona sociopatica e senza scrupoli purché con un minimo di intelligenza in quel clima invece ci sguazza. Si fa gli amici giusti per coprirsi le spalle, magari facendo qualche "lavoretto", alcuni favori qua e là, insomma cose che il cittadino perbene non avrebbe mai lo stomaco di fare (per un esempio vedi la voce delazione qui sopra). Che tipo di società pensi venga fuori da una simile pressione selettiva?
Dal punto di vista dell'organizzazione generale invece, tutte le dittature che hanno sostituito un governo non assolutista hanno *sempre* lasciato il paese in condizioni assai peggiori di quando lo avevano preso in mano, non importa quanto male andassero le cose inizialmente. In certi casi i danni sono stati tali da richiedere diverse generazioni per riportare le cose a come erano prima della dittatura.
La teoria è una cosa, ma nella pratica chi ha lo stomaco, l'opportunità e le capacità per diventare un dittatore non è un buon amministratore. E una volta che si ha il potere piuttosto si brucia tutto, ma cederlo mai! Non una buona idea augursi una dittatura. Decisamente no, c'è infatti il rischio di essere esauditi e di ricevere un tantino più di quello che si è desiderato.
Forse un sistema politico delocalizzato, piccolo e federalizzato potrebbe essere adeguatamente funzionale. Ma tutto meno che la dittatura.
i blog sono belli ( o brutti a seconda di punti di vista) perchè chiunque ci può scrivere quello che gli pare a rischio di dire boiate grandi quanto la crisi che ci ha investito.
le opinioni le rispetto tutte.
spesso di questo blog non condivito il modo di ragionare, perrchè non supportato adeguatamente dalla logica, ma piuttosto dalla rabbia e dalla faziosità.
E soprattutto non mi importa come e quando muoio...tanto devo morire come tutti voi...qualche Highlander??
P.S. a tutti quelli a cui importa il futuro a breve e medio termine..se anche abbiamo meno laureati magari non è così grave, anzi: qualche Ing. in meno e qualche PI in più forse le nostre aziende andrebbero meglio no??
Secondo me cio' che serve non e' tanto una forma speifica di governo, quanto la capacita' di prendere decisioni importanti in tempi estremamente brevi. E nella dittatura, ma e' meglio la monarchia, le decisioni possono richiedere anche soltanto poche ore.
La differenza tra dittatura e monarchia, tuttavia, e' importante e di primaria importanza. Ed e' per questo che mi sento di esprimere un parere NEGATIVO a favore della dittatura.
Nel prossimo futuro, infatti, cio' che serve e' una organo (governo o gruppo di comando o quel che e'...) che coordini la popolazione e che faccia solo il bene della popolazione. Questo organo dovra' quindi amministrare i beni e i servizi dei cittadini PER I CITTADINI.
La dittatura nasce, invee, per amministrare i beni e i servizi dei cittadini PER I PROPRI INTERESSI PERSONALI.
Ecco quindi il perche' va rivista la forma di governo.
Ma anche se ci fosse una democrazia, in stile occidentale, andrebbe ugualmente bene. L'importante e' riuscire a prendere decisioni importati in tempi brevi.
In USA forse e' piu' o meno cosi'. In altri stati anche. Ma in Italia non c'e' speranza in quanto ci sono troppi interessi personali da parte di chi e' membro dei vari organi di governo.
Le Generazioni F, quella E (Erasers) e quella attuale D (Destroyers), la nostra, dovranno prendere coscienza di cio' che sta accadendo e decidere se fregarsene abbondantemente del futuro dei propri figli o se tentare di porvi rimedio.
E se decidono di tentare di porvi rimedio, quelli della generazione D che hanno causato tutto questo disastro, dovrebbero avere l'accortezza di fare un passo indietro ed ammettere di aver agito in modo impulsivo e sregolato.
Il futuro ora e' nostro... non dei nostri nonni (70enni). Siamo noi che dobbiamo decidere se cambiarlo o meno. Loro non possono che peggiorare lo stato delle cose!
@31
Nessuno dice che così sarà tutto perfetto MA penso che in futuro ci sarà un periodo di transizione molto duro e pericoloso per il quale solo un tipo di super-dittatura si potrà dedicare efficacemente soprattutto alla stabilità sociale e alla protezione dei cittadini (dai nemici interni ed esterni) molto più di quanto sarebbero capaci di fare tutte le nostre "democrazie" stile Weimar, altrimenti non avrebbe ragione di esistere.
La crisi è grossa, che il futuro sia incerto è vero ed è vero che sta naufragando l'impero anglosassone sta sotto i nostri occhi. Con tutte le sciocchezze che hanno commesso negli ultimi 20anni se lo meritavano e una prima cosa si può fare: abilire l'inglese dalle scuole prima che i ragazzi imparino cose cattive. LA seconda cosa urgente è rivisitare il sistema bancario e tagliargli le unghie dei derivati mediante un fallimento. Siamo a mezza strada il resto verrà da se.
@28,
fin ora tutte le superdittature sono andate a finire sempre molto, ma molto male. Dubito che sarebbe una buona idea.
In tutte le superdittature inoltre non sono necessariamente i ladri o i corrotti a doversi preoccupare di più dei così detti cittadini onesti. Anzi direi proprio il contrario. Quel tipo di categorie hanno infatti la capacità di adattarsi ai cambi di regime molto più sviluppata del resto delle masse e quindi continueranno ad essere ladri e corrotti più e meglio di prima. Invece il cittadino "onesto", che in quel contesto corrisponde al qualunquista, che gli italiani sono così bravi ad essere, non viene necessariamnte protetto dall'essere stritolato per il fatto che tiene bassa la testa ed il profilo basso.
Il miglio sistema di archiviazione di masse enormi di dati resta sempre e comunque il cervello umano. Persone dotate di elevato QI potrebbero redersi disponibili a tale scopo. E tramandare poi ai loro figli o a persone scelte all'interno della societa', tutto cio' che hanno appreso durante la loro vita. Si ritrorna ai ritmi e agli stili di vita tipici di un passato che noi conosciamo quasi esclusivamente attraverso i film.... e che ora potremmo ritrovarci a vivere!
#28
è già il tempo e il luogo ...
#26
La cosa bella da fare, se ci si fidasse del prossimo
bisogna ritrovare il prossimo, i vicini, gli amici
la società attuale ha tagliato molti legami.
#27
....e ancora una volta tornano in auge gli Ecovillaggi
certamente delle comunità autosufficenti
e rimanendo in tema si tratterà di conservare anche
parecchio SAPERE ... DVD e HD durano poco...
@ 26
"...sperando che addirittura non scoppi una guerra o una dittatura di quelle che il vecchio fascismo farà sorridere."
Se la super-dittatura è quello che serve (come credo) per tamponare la situazione allora ben venga! Di cosa hai paura delle guerre? Le fanno anche le democrazie con la differenza che ti prendono pure per i fondelli dicendo che in fondo l'hai votata pure tu! Hai paura delle persecuzioni? Di certo chi fa il ladro, il terrorista, il mafioso, lo stupratore, il politico "democratico" corrotto, ecc. si deve preoccupare molto di più delle persone oneste che si fanno i fatti propri e vivono con un tozzo di pane al giorno.
"...gruppi strutturati che mettono a disposizione le loro conoscenze e capacità"
A tempo e luogo sorgeranno come funghi, ma non pensare che saranno molto "democratici".
Riporto integralmente dal blog Mercatolibero
PROGETTO SOPRAVVIVENZA
Visti i probabili esiti futuri di questa enorme truffa che chiamano crisi sto pensando ad un progetto per unire le energie e le risorse di alcuni allo scopo di creare un gruppo di persone che potranno superare meglio i probabili dissesti:
In sintesi io sono proprietario di un azienda agricola con annesso casolare, quindi posso garantire cibo prodotto in loco e alloggio. Servono persone che aiutino a produrre e difendere il cibo e che costituiscano un gruppo in grado di autosostenersi. Aspetto eventuali candidature e suggerimenti.
Grazie
Ziobarbero
Penso possa essere un buon inizio...
....e ancora una volta tornano in auge gli Ecovillaggi :)
Indubbiamente qua ci sono commenti intelligenti. Però, forse, si discute un po' sopra le righe, come se la cosa fosse lontana e teorica. La cosa è reale e ci tallona brutalmente. Non so voi, ma io credo che sia il caso di pensare veramete in negativo. Sta per arrivare una di quelle sberle lunghe che ci fiscieranno le orecchie per anni, sperando che addirittura non scoppi una guerra o una dittatura di quelle che il vecchio fascismo farà sorridere.
La cosa bella da fare, se ci si fidasse del prossimo e se esistessero ancora delle forme solidali ma pratiche, sarebbe di iniziare velocemente ad organizzarci in sistemi di futuro aiuto, gruppi strutturati che mettono a disposizione le loro conoscenze e capacità.Magari una volta questo lo faceva un partito ma oggi .... non so, credo che mangeremo m...a in silenzio, chi più e chi meno.... Mah!
Premetto che non voglio offendere nessuno.
Ma nel commento #22 ci sono 2 errori enormi che allo stato attuale non possiamo permetterci di fare:
1) Chi potrà permettersi educazioni specializzate lo farà e continuerà a farlo e farà bene a farlo, se non altro per una buona consapevolezza di se stesso e per un miglioramento della società (una buona cultura aiuta a crescere) e probabilmente le possibilità di successo economico saranno anche maggiori, visto che le persone che se lo potranno permettere sono sempre meno.
Forse non e' chiaro un concetto fondamentale: la societa' nella quale viviamo, basata sullo scambio (piu' o meno equo) del Dio Denaro, ci sta portando sull'orlo del baratro. Continuare a pensare ad una societa' basata sul Dio Denaro significa non accorgersi che la societa' nella quale viviamo e' in crisi.
2) Il nostro futuro andrebbe in qualche modo progettato, più che supinamente subito.
Certo.... Progettato. Ma per progettare il nostro futuro... per risolvere gli attuali problemi di oggi, bisogna prima di tutto analizzare il presente e comprenderne le cause dell'attuale collasso. Non si puo' progettare un futuro che sia differente dall'attuale presenza partendo dagli stessi presupposti e utilizzando gli stessi metodi che ci hanno condotto sull'orlo di questo baratro.
Il che significa che se non si ha la capacita' di analizzare l'attuale presente a 360°.... considerando ogni aspetto diretto e indiretto della societa' nella quale viviamo e del livello culturale che abbiamo raggiuto, non si potra' mai progettare un qualcosa che sia diverso e che possa garantire a tutti un futuro migliore di quello eventualmente non programmato.
#22
La scuola si sta smantellando perchè lo Stato Italiano che ostino a scrivere maiuscolo ha imboccato la perigliosa strada dell'insolvenza. Il mese scorso sono rimasti senza stipendio i secondini di Reggio Emilia (e non solo), il mese prima sono stati pagati stipendi di novembre alle maestre di Modena , quello prima ancora i pompieri di altre province hanno tirato la cinghia. Il fatto grave è che non è l'orco cattivo che sta chiudendo e smantellando le scuole , è che nessuna economia basata sulla crescita geometrica o esponenziale (liberalismo o socialismo) poteva e puo' garantire in perpetuo il funzionamento lineare o geomerico della sua stessa scuola pubblica. Finora si sono usati gigatonnellate di energia per produrre un mondo che apparentemente ha sbagliato TUTTA la propria programmazione sociale , economica e finanziaria. Usare quel 5% di fonte energetica per tenere a galla una decina di università in più o in meno , mi sembra come quell'uomo che tanti anni fa prese la rincorsa sperando di poter prendere il volo e ancora è li' che corre.
Concludo : il 90% dei comuni italiani ha legato a triplo filo il proprio bilancio alle concessioni edilizie negli ultimi 15 anni. Quasi ovunque è tutto fermo da un triennio circa perchè semplicemente non c sono più altri terreni e i terreni dei piani regolatori di qualche anno fa con sopra le villettine o i palazzi sono miseramente invenduti perchè sopravvalutarono anche la domanda naturale di alloggi. Allora cosa pensate che succeda a questo 90% dei comuni italiani?
In questo quadro , si arriva alle fatidiche domande : salvare gli enti locali amministrativi ? Salvare gli ospedali ? Salvare scuole elementari e medie ? Salvare tutto significa rimandare la soluzione del problema e significherà ammazzare il settore privato (già moribondo) che dovrà pagare questi salvataggi. Ma se pagherà questi salvataggi , per formare chi queste scuole lavoreranno se per tenerle in piedi chiuderanno le aziende teoricamente in loro attesa?
Ottimismo e "progettismo" vanno bene , ma devono partire "dal prima del prima".
E' il concetto di scuola/cultura di massa resa di gran moda con il boom degli anni '60 che è messo in crisi a causa della deindustrializzazione strisciante. Prima non era raro che un padre dicesse: "io non ho potuto studiare, ma mio figlio si prenderà una laurea" confondendo spesso lo studio (che è sempre utile) con il titolo di studio (che non è sempre utile). L'università era considerata una specie di super-passaporto che ti apriva la strada verso innumerevoli professioni altamente qualificate e gratificanti. Anche all'epoca c'era però un pizzico di propaganda visto che ovviamente non tutti potevano diventare tutto.
Oggi l'università (con le nuove riforme) è diventata solo un gigantesco "liceo"; una Babilonia con innumerevoli girandole di nuovi corsi semestrali, corsi annuali, lauree lunghe, brevi, meno brevi, con integrazioni o senza, master, contro-master, specializzazioni, perfezionamenti, ecc, ecc. Oggi l'unico motivo di esistenza di questo pachidermico apparato è far SOPRAVVIVERE i vari figli/e di papà, nipoti, amici, amici degli amici ecc. ecc. regalandogli una cattedra di una materia appena inventata e spesso inutile. Ad ogni modo l'ambiente accademico può far crescere tantissimo una persona a patto che abbia le idee chiare su ciò che vuole e lo faccia solo perché ama veramente studiare e basta.
Il blog è spesso un blog di qualità ed è sempre interessante farci un salto.
Debora e Pietro però mi permetteranno una piccola critica... a volte gli articoli sono, a mio modo di vedere, eccessivamente pieni di supponenza e questo mi spiace.
Le visioni apocalittiche di un futuro decadente, per quanto basate su dati certi e difficilmente controvertibili, sono indisponenti quanto le previsioni della ripresa nel 2010-2011.
La verità è che nessuno ha ricette pronte per il futuro... chi si proclama vate della verità lo fa a proprio rischio e pericolo di sparare ad imperitura memoria immani ca..te.
Il nostro futuro andrebbe in qualche modo progettato, più che supinamente subito... il problema è semmai questo: che tipo di futuro è stato per noi progettato? a quale tipo di futuro andremo incontro senza un progetto? che speranze ci sono che la maggioranza si riappropri della propria vita e delle loro capacità decisionali?
Probabilmente il futuro non sarà roseo, probabilmente nel nostro futuro ci sarà più povertà e conflitto sociale ecc. ecc.
Ma per piacere risparmiateci frasi come "ne riparleremo" che secondo me andrebbero bannate al pari di "meditate gente meditate". Un po di umiltà per piacere... non guasta mai.
Sinceramente non so in quanti tra i lettori stiano pensando di progettare masters all'estero per i propri figli tredicenni, ne quanti immagino il proprio figlio su un aereo per un convegno a Singapore... ne tra quelli che non sono lettori. Ognuno darà il massimo per il proprio figlio esattamente come hanno fatto i nostri genitori con noi, compatibilmente con quelle che sono le proprie possibilità economiche... con un occhio di riguardo ad una maggiore educazione ad una sana consapevolezza del mondo e di se stessi.
Chi potrà permettersi educazioni specializzate lo farà e continuerà a farlo e farà bene a farlo, se non altro per una buona consapevolezza di se stesso e per un miglioramento della società (una buona cultura aiuta a crescere) e probabilmente le possibilità di successo economico saranno anche maggiori, visto che le persone che se lo potranno permettere sono sempre meno. Gli altri si accontenterano di altro, così come sempre è stato.
Preoccupiamoci invece perché si sta smantellando la struttura scolastica pubblica in Italia, quella che dovrebbe garantire una buona base culturale comune alle generazioni future. Anzi... alla luce di ciò forse varrebbe la pena consigliare chi ne ha la possibilità di far effettivamente studiare i propri figli in strutture di qualità magari all'estero, prima di lasciarli marcire in questo ambiente fatto di calcio e veline.
#18
Mah , io questa cosa del se uno ha 40 o 4 anni è fottuto , bah. Dipende da dove abita , chi ha sposato , di chi è figlio , se ha denaro o no , se ha due braccia e due gambe o è disabile fisico , se va ancora a votare o da tempo ha smesso di credere alle cagate.
Io dico che se uno ha 50 anni , è super-specializzato e sta per perdere il lavoro a Milano e ha metà mutuo da pagare a Milano , è morto entro un decennio e di fame. Se uno ha 4 anni ma i suoi genitori sono orticoltori (di quei pochi che riseminano e vendono i cesti a pochi conoscenti o al mercato locale) e vive in zona pedemontana in Abruzzo , beh farà una vita migliore anche dei suoi genitori.
Stessa cosa per il giovane anche disoccupato di Enna (che prima o poi sarà assorbito dal contesto rurale che avrà bisogno di un paio di braccia anche in cambio del solo vitto) , ha un futuro molto più roseo di tutti quei pazzi scriteriati iscritti ad ingegneria aeronautica in tutta Europa.
Ma non lo sanno. E nemmeno il tipo di Enna lo sa.
#9
Mi cito e ti consiglio quanto ho scritto al termine del post
http://aspoitalia.blogspot.com/2008/12/spigolature-linkoteca-di-aspo-italia_26.html#links
Funziona che è una meraviglia, e le lamette son solo più un ricordo
Il rasoio di Vil l'ho visto anch'io dai cinesi, e ovviamente è il massimo dell'ecologico.
Ma mi pare che in Italia fu vietato trent'anni fa per sicurezza, sostituito dagli orrendi BI.TRI.PENTA.lama costosissimi e poco ecologici.
o no?
Oggi nessuno canterebbe "dammi una lametta che mi taglio le vene"...
Vil, se non ci fossi dovrebbero inventarti!
Tornando al post, la mia unica figlia é nata nel 2003 ed anche se non l'ho mai inclusa nella generazione F, da quando frequento Petrolio e Crisis ho incominciato a pensare che il suo futuro sia incertissimo.
Io credo che i veri fottuti siano quelli nati tra il 1960 e i primissimi anni '70(me incluso classe 1963), troppo abituati agli agi del XX-XXI secolo e non più tanto giovani per adattarsi con facilità alla penuria prossima ventura.
La generazione del 2000 forse avrà abbastanza anni di vita(sempre che la speranza di vita alla nascità non sia drasticamente calata nel frattempo) per vedere qualcosa di buono dopo il passaggio della tempesta globale.
Almeno voglio pensarla "ottimisticamente" da questo punto di vista.
Comunque la sfida futura per le generazioni che subiranno il crollo di questo paradigma, sarà soprattutto nella capacità di adattamento alle mutate condizioni di vita, in peggio ovviamente...
Ormai lo sapete... sono disoccupato. Di quelli che si rifiutano comunque di farsi fottere per un tozzo di pane. Se per andare a lavorare e guadagnarmi 20 euro al giorno devo restar fuori casa per 16 ore e spendere praticamente la meta' del salario e rischiare la salute mangiando solo panini.... o peggio rischiando nel traffico caotico di una quasi metropoli distante 120 km, allora preferisco restarmene disoccupato.
Ma c'e' una magra consolazione. Questo e' il periodo di transizione, quello in cui la laurea non serve ormai piu'.... ma senza di essa comunque non ti assume nessuno.
Tra qualche tempo, mesi o anni, la gente verra' nuovamente messa alla prova. Se riesci a fare un determinato lavoro o se dimostri di saperlo fare, allora ti assumono. Altrimenti no!
E sara' la rivincita di tutti quelli che, anche andando all'universita', avranno imparato ad usare la propria testa. Cosa, purtroppo, non sempre vera per i laureati degli ultimi 10 anni almeno.... che andando all'uni hanno imparato a memoria nozioni vecchie di 40 anni e "modi di ragionare" conformati a quelli dei loro professori o degli autori dei libri.
Quindi Maria, tua figlia e' forntunata gia' per il suo QI (Complimenti!!!).... e lo sara' ancor piu' in futuro se scegliera' un corso di laurea o degli scudi (anche non accademici) che la portino a migliorare ulteriormente quella sua capacita'. Sai com'e'.... i computers senza energia elettrica non funzionano. E tua figlia funziona grazie solo ad un piatto di spaghetti.
#15
Il cambiamento è in corso e se il sistema Educativo non risponde più alle necessità si abbandona
le conseguenze saranno più o meno catastrofiche ...
anche qui tocca cambiare la realtà avanza e non è quella descritta dai media
Università carriere sistemi di ricerca ... ultimamente quali ricerche e quali frutti
Come per ogni altro sitema si può parlare di costi/benefici se le risorse usate sono troppe rispetto ai risultati ... fallisce
raggiunto anche il Picco Dell'istruzione (per questo sistema).
Quello da cui bisogna guardarsi sono le attese di aspettative (lavorative o altro) basate su certificati diplomi Lauree
ormai non rappresentano più quanto richiesto da un mondo in rapidissimo cambiamento
Conoscere Studiare informarsi ... per affrontare il futuro OK
sperare che il problema del prorio futuro si risolva con un pezzo di carta che ci inserise nella società è sbagliato ... anche perchè questa società sta saltando ...
io ho un Figlio e una Figlia ed è dura , ma non mi preoccupo del titolo di studio, quanto di quello che sannno fare e della loro capacità di adattamento.
la tendenza è già iniziata :
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universita-2009-1/iscrizioni-in-calo/iscrizioni-in-calo.html
le persone che vanno all'università sono sempre meno.
Secondo me questo fallimento del nostro sistema educativo sarà catastrofico per il nostro paese.
"Se sei nato dopo il 1960, probabilmente morirai violentemente, o di fame, o di malattia contagiosa. (...)chi è nato intorno al 2000 fa parte di quella che più di qualcuno oggi chiama la "F Generation", la Generazione F, dove la F sta per fucked... ovvero fottuta."
...se invece sei nato prima del 1960 puoi scegliere se morire di incidente automobilistico, cancro al polmone, alzheimer oppure attaccato ad un rene artificiale.... ma andiamo, via, la morte è quel che è (da sempre).
"Se sei nato dopo il 1960, probabilmente morirai violentemente, o di fame, o di malattia contagiosa. (...)chi è nato intorno al 2000 fa parte di quella che più di qualcuno oggi chiama la "F Generation", la Generazione F, dove la F sta per fucked... ovvero fottuta."
L'unico motivo che puo' generare uno scenario del genere è una guerra mondiale entro il 2020.
Scusate ma mi tocco, non ho nulla di ferroso sottomano...
Maria non piangere, c'è un altro post per te in arrivo, appena riesco a mettere insieme le parole giuste (altro non so fare... mi spiace...).
Quanto alla tua figliola, ci sarà estremo bisogno di persone molto intelligenti nel futuro.
Vil, uomo del rasoio, sei un mito!
Autarchia e autoproduzione, parole d'ordine per il XXI secolo!
(e una Norimberga per i banchieri, questa entro l'anno)
I malthusiani ritengono che la soluzione alla crisi passi per una brutale eliminazione della popolazione resa superflua dall'aumentata capacità produttiva, che genera le crisi di sovrapproduzione di merci. Le guerre mondiali (e probabilmente quella in preparazione) perseguono tale finalità .
Eppure dimenticano che le teorie di Malthus sulla popolazione furono superate da quelle di Marx. E che se l'economia rispondesse ad una logica cosciente e razionale, e non alle cieche esigenze di un Capitale sempre più disumanizzato, ci sarebbe posto nel mondo per i bisogni di tutti.
La critica marxista del capitalismo consiste nel comprendere e fissare le ragioni e le tappe dello sviluppo di esso, e nel dimostrare non solo possibile, ma logicamente inserita nello sviluppo storico, una organizzazione dell'economia opposta e superiore a quella della società borghese. Questa nuova organizzazione si differenzia per la abolizione della azienda privata e della economia individuale concorrentistica, e la istituzione di una amministrazione centrale e collettiva delle forze di produzione. La superiorità del rendimento di questa nuova organizzazione sta nella sua corrispondenza alla utilizzazione scientifica delle risorse di cui oggi la umanità dispone, vantaggio anche più lato di quello che conseguirebbe numericamente dalla abolizione dello sciupio di ricchezza causato dal parassitismo dei capitalisti viventi a spese del lavoro espropriato al proletariato. Il problema di giustizia distributiva è messo nella luce più vasta di un problema di organizzazione superiore. La critica del capitalismo marxisticamente svolta dimostra che questo, per appropriarsi di un plusvalore dato a danno della classe proletaria, instaura e mantiene con tutti i mezzi un meccanismo sociale che disperde utili sforzi produttivi in una misura molto superiore a quel margine di defraudazione.
Più che accusare il regime borghese di essere ingiusto e crudele, il marxismo lo denunzia come irrazionale, e, più che denunziarlo, lo condanna dimostrandolo destinato a cedere il posto a forme superiori di vita sociale.
http://www.quinterna.org/archivio/1924_1926/movimento_dannunziano.htm
OT: RASOI
Ho deciso di cominciare a radermi regolarmente e sono uscito alla ricerca di un rasoio: mi reco nel centro commerciale + grosso della regione e per 20 minuti rimango a confrontare e valutare i vari modelli di rasoio: 3,4,5,6 lame, mach, patch, sentor, bollor. volevo un rasoio che mi durasse nel tempo a cui avrei potuto facilmente trovare ricambi ma non ve ne erano. solo dopo aver girato per diversi tabaccai ed essermi fatto consigliare da tutti gli sbarbati sono finito per caso in una coltelleria dove vendevano ancora i classici rasoi svitabili che usavano una lametta per volta da entrambi i lati. c'è la possibilità di tagliarsi se non lo usi bene ma ha il vantaggio di essere eterno: queste lamette sono prodotte gia da piu di un secolo e non vi sono parti usurabili. Ora mi sto documentando su come si affilano le lamette usate. In questa scelta ho pensato molto al personaggio di orwell [winson mi pare] che chideva lamette ad amici x che ve n'era penuria. mi rendo conto che è una paranoia superficiale ma così affronto la vita.
E' il concetto di scuola/cultura di massa resa di gran moda con il boom degli anni '60 che è messo in crisi a causa della deindustrializzazione strisciante. Prima non era raro che un padre dicesse: "io non ho potuto studiare, ma mio figlio si prenderà una laurea" confondendo spesso lo studio (che è sempre utile) con il titolo di studio (che non è sempre utile). L'università era considerata una specie di super-passaporto che ti apriva la strada verso innumerevoli professioni altamente qualificate e gratificanti. Anche all'epoca c'era però un pizzico di propaganda visto che ovviamente non tutti potevano diventare tutto.
Oggi l'università (con le nuove riforme) è diventata solo un gigantesco "liceo"; una Babilonia con innumerevoli girandole di nuovi corsi semestrali, corsi annuali, lauree lunghe, brevi, meno brevi, con integrazioni o senza, master, contro-master, specializzazioni, perfezionamenti, ecc, ecc. Oggi l'unico motivo di esistenza di questo pachidermico apparato è far SOPRAVVIVERE i vari figli/e di papà, nipoti, amici, amici degli amici ecc. ecc. regalandogli una cattedra di una materia appena inventata e spesso inutile. Ad ogni modo l'ambiente accademico può far crescere tantissimo una persona a patto che abbia le idee chiare su ciò che vuole e lo faccia solo perché ama veramente studiare e basta.
... si compra... 6/7mila euro un diploma, sui 12 mila euro una bella laurea, alcuni poi nascono già imparati ;-)
Argomento che condivido, anche se ho trovato l'introduzione abbastanza storci-budella e forse avrei preferito non leggerla. Mentre sul resto, sono d'accordissimo, anche l'istruzione, importantissima, dovrà abituarsi alle mutate e mutanti condizioni che si verificheranno presto. Altrimenti diverrà presto un ramo secco.
Come del resto certe infrastrutture, come il Ponte sullo Stretto di Messina, che Silvio ci assicura si farà, assieme ormai alla TAV, l'altro fantasma che popola ormai gli incubi delle persone un po' più ragionevoli.
Debora, che dirti? Hai detto tutto e niente, parola della Maria chiamata in causa dal tuo post. Il "niente" non è una critica, è solo l'urlo personale della Maria in questione, la Maria che sta piangendo (roba che non capitava da vent'anni almeno), la Maria che è disperata e senza lavoro, che la sua laurea può usarla per pulisici il c. ma che ha una figlia e che deve crescerla da sola. Una figlia a cui piace studiare, una figlia che ha qi 160, tanto per mettere in piazza le cose. La Maria che sbatterebbe la testa contro il muro, e non sa cosa fare
Il libero sviluppo della personalità, diceva il barbogio.
Se tua figlia è felice e si realizza facendo la parrucchiera,per dire, deve fare la parrucchiera, se lo è col violino, deve fare violino.
Apprendere usando tutto quello che abbaimo a disposizione (Internet, libri, ecc..) per avere la capacità di affrontare le sfide che ci aspettano , i titoli (Laure. master ecc...) sono fanno parte del passato, ormai svalutati come tutto quello che è quotato in Borsa.
Non mi preoccuperei molto del titolo conseguito, quanto della capacità di ragionare e vedere con i propri occhi la realtà che ci circonda, indipendentemente da come i media ce la presentano.
Molta Molta capacità di adattarsi e reinventarsi.
Salve a tutti,
è da molto tempo che ho il piacere di leggere gli interessantissimi posts di questo sito.
Fin'ora non avevo mai scritto.
Oggi vorrei farlo per dirvi:
GRAZIE !
Grazie di questo fantastico spazio ricco di riflessioni.
Grazie di condividere il vostro acume.
Vi saluto con affetto
Un amico
Anche in questo caso ci troviamo di fonte al classico atteggiamento del "business as usual"...
Purtroppo moltissime previsioni, che ancora oggi vediamo su TG e giornali, si basano su questo vizio di continuare a vedere il futuro come una semplice estensione (in meglio) del presente.
Per la serie se oggi produco/vendo/consumo 10 tra 5 anni produrrò/venderò/consumerò 50...
Interessantissimo questo post, io sono fortunato, mia figlia nascerà ad Aprile, avrà tutto il tempo di crescere prima di affrontare studi specialistici, fino a 18anni dovrà imparare a leggere ed a ragionare; quando dico leggere intendo che dovrà saper utilizzare tutti gli strumenti che ci saranno in modo intelligente e consapevole, senza subirli.
Io nel mondo del lavoro ho visto persone costruirsi nuove carriere e riciclarsi in nuove attività, ma solo se hanno testa e sanno ragionare, credo che sia l'unica salvezza per il futuro, perchè sarà ancora più incerto del presente, quindi facilmente si dovrà saltare da un settore ad un altro.
Greco, latino e filosofia e media fino a 18anni, poi si vede come sarà il mondo in quel momento.
alle 12:16
Astroganga
"Se sei nato dopo il 1960, probabilmente morirai violentemente, o di fame, o di malattia contagiosa."
Quelle descritte in questa frase, sono le modalità di morte consuete durante tutto il corso della storia e, in alcune parti del mondo, anche quelle attuali. E' l'aspettativa di vita che abbiamo raggiunto dalla seconda guerra mondiale in avanti, che ci ha abituati un po' troppo bene. Ma cosa sono una settantina d'anni rispetto alla storia dell'umanità? Saranno ricordati come l'apice della civiltà: un fuoco di paglia (o forse di petrolio...) consumato in meno di un secolo, ma comunque una situazione quantomeno singolare e anomala rispetto a ciò che è venuto prima e che verrà dopo.