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Gen 0921

Tesi a costo zero: lettera aperta di una laureanda ad un professore

Pubblicato da Pietro Cambi alle 15:57 in Vita quotidiana


 

humour laureato

 

 

Si è parlato tanto della "famigerata" riforma Gelmini, poi, dopo tante tavole rotonde, discussioni, manifestazioni e proteste è caduto tutto, come al solito, nel dimenticatoio.

Ma i danni fatti, qualunque cosa potesse dire il Ministro erano REALI, sostanziali ed è bastato pochissimo tempo per mostrarne il risultato.

Io non credo che si sia capito BENE la magnitudine della INFAMIA che si è perpetrata: ci stiamo giocando il futuro dei nostri giovani, specialmente quello dei più bravi. Per quattro palanche, qualche centinaio di milioni di euro che finiranno in utilissimi raccordi autostradali, svincoli e pannicelli caldi per istituti finanziari vari.

Più di tanti bla blabla contano le esperienze sul campo, le conseguenze DIRETTE di certe scelte demenziali.

Pubblico volentieri, con il permesso dell'autrice, una lettera inviata al proprio "Tutor" da una laureanda della Università di Torino. A me ha lasciato, mi succede di rado, senza parole.

Ho pensato al vecchio adagio anglosassone: "non esistono pasti gratis".

Anche qui il costo di certe decisioni lo pagheremo, e salatamente, nel futuro.

 

Gentile Professor XXX, le riassumo brevemente in questa pagina la mia esperienza personale.

Temo che non sarò la sola a dover pagare per le condizioni attuali dell’Università italiana e chissà, forse qualcuno leggendo le mie parole si consolerà pensando al “mal comune, mezzo gaudio”.

Iscrittami a settembre all’ultimo anno della Laurea Specialistica “Analisi e Gestione dell’Ambiente” presso l’Università di Torino, arriva all’inizio dell’Anno Accademico il momento di decidere quale sia l’argomento di cui mi voglio occupare per la mia Tesi Magistrale.

Le tematiche affrontate dal mio corso di laurea sono tante, attuali e di interesse notevole: chimica degli inquinanti, discariche, trattamento rifiuti, bonifiche, biomonitoraggio, fitorisanamento, rischio idrogeologico, valutazione d’impatto ambientale, ecologia, gestione della fauna, conservazione del suolo…chi più ne ha più ne metta nel calderone di discipline che rientrano nel campo “Ambiente”.

Spinta da un interesse personale, forse influenzata dall’essere Valsusina ed avere a cuore la tematica “amianto”, decido di chiedere una tesi in ambito mineralogico. La disciplina potrà risultare più consona ad un geologo, ma anche la mia laurea in Scienze Naturali mi ha fornito buone conoscenze mineralogiche e petrologiche, perciò non mi perdo d’animo e accetto la sfida.

Mi viene offerto di frequentare un corso abilitante per l’utilizzo di SEM-EDS presso l’Università e di iniziare poi un lavoro sperimentale di analisi di campioni d’aria e di campioni biologici polmonari in cerca di particolato inorganico atmosferico.

Non ho più dubbi: è quello che voglio fare, nonostante io debba aspettare l’inizio del corso previsto alcuni mesi più tardi, e debba poi mettere in conto un lavoro di Tesi di circa un anno in laboratorio.

Non mi spaventa la mole di lavoro, né il tempo che dovrò impiegare: per una Tesi che ha per me un così alto valore scientifico, decido che posso anche laurearmi sei mesi più tardi rispetto ai due canonici anni previsti per la Specialistica, nonostante l’impegno messo in precedenza per superare tutti gli esami, in modo da essere perfettamente “in corso”.

Attendo l’avvicinarsi del corso di microscopia elettronica e passano così alcuni mesi.

Quando chiedo al Docente notizie a riguardo del corso e della mia Tesi, ricevo una risposta che mi lascia sconcertata: l’Università ha tagliato i fondi, “riducendo del 50% i fondi a disposizione”, perciò tutte le Tesi sperimentali previste in quel laboratorio devono essere annullate, compresa la mia, in quanto non ci sono i fondi necessari a sostenere le spese di una Tesi.

Non so come descrivere ciò che ho provato in quel momento…un misto di delusione, senso di impotenza e sconfitta, ma anche tanta rabbia.

Mi risulta difficile non tanto credere, bensì accettare, che un Dipartimento possa essere impossibilitato ad accettare tesisti per mancanza di fondi, in un ambito così importante dal punto di vista scientifico, ambientale, sanitario.

Sono tristemente note le condizioni non rosee delle università e della ricerca italiane, ma non è noto che arrivino a precludere la possibilità a giovani studenti, motivati e pieni di aspettative, di lavorare in un Dipartimento universitario per svolgere la propria Tesi Specialistica.

E’ questo il punto a cui siamo arrivati? E’ questo il futuro dell’Università?

Mi chiedo se presto ciascuno studente non sarà costretto ad auto-finanziare la propria tesi e magari ciascun ricercatore il proprio lavoro.

In alternativa magari ci sarà permesso di svolgere una Tesi a costo 0, che preveda possibilmente solo l’utilizzo di un computer, ovviamente di nostra proprietà. Un lavoro di inserimento dati, o di ricerca bibliografica. Questo sì che ci sarà concesso, perché non ha spese.

Ma come si può ancora parlare di Ricerca italiana? Di meritocrazia? Di scoperte scientifiche? Di tecnologia? Dove si può operare davvero tutto questo?

A chi denuncia la scarsa volontà ed impegno dei giovani italiani, la mancanza di ideali, la “fuga dei cervelli”, vorrei far presente qual è la realtà dei fatti. Non mancanza di volontà, né di passione, né di idee, né di ideali, ma mancanza di possibilità concrete di realizzarli, per motivazioni che non dipendono certamente da noi studenti.

 

Daniela Testa

 

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Commenti

1. Mino, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 18:32

Questo fa capire che siamo un paese senza futuro.

2. sc, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 20:19

Cara Daniela credo che ad un certo punto si debba pensare a noi stessi e fare delle scelte che portino dei vantaggi solo a noi. Perciò ti dico : vattene da questo paese.

E' l'unico modo per poter fare quello che sogni. Altrimenti ti aspetta solo precariato e in ambiti diversi da quelli sognati.

Stiamo andando verso il baratro a velocità sostenuta e secondo me è impossibile ormai fermarsi prima di fare una bella botta che ci porterà verso il secondo mondo.  Impegno e spirito di sacrificio non bastano più. Auguri per il tuo futuro.

 

3. Maurizio T., Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 20:31

#2

Ironia della sorte, sono le stesse parole che dico a tutti i miei allievi che ambiscono a lavorare seriamente nella ricerca, e non solo

4. lupolucio, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 20:35

quanta mistificazione pur di creare dissenso attorno alla riforma.

La scuola italiana è sempre stata uno stipendificio al servizio del clientelismo dei partiti ha sempre (da almeno 30 anni) fatto acqua da tutte le parti creando generazioni sempre più ignoranti, ma, udite udite:

Da quando è arrivata la Gelmini si è scoperto che avevamo la migliore scuola del mondo, in tutti i campi, a tutti i livelli e in ogni settore!!!

Una rivoluzione copernicana!

Con tutto il rispetto e il dispiacere per la studentessa che giustamente è contrariata, la informo che I fondi che mancano per la sua tesi sono spesi attualmente in stipendi per gente superflua.

Anche io patisco simili problemi anche se non come studente ma come genitore:

Il conservarorio ha dimezzato le ore di lezione (ma ovviamente la retta è rimasta la stessa) motivo? con solerzia ci informano che ovviamente la colpa è della Gelmini che ha tagliato i fondi. (del 50%!!,  aggiungono compiti)

Eppure vedo decine di segretarie, vedo sprechi di tutti i generi, ma nessun dirigente ha pensato di fare tagli e di eliminare spese non necessarie, anzi, si assumono nuove segretarie, si spende in stupidaggini e piuttosto si dimezzano le ore dei maestri e assistenti, veri precari e vittime insieme a noi utenti di questa situazione.

Stessa scena pietosa quando le maestre dell'altro mio figlio ci informavano con malcelato compiacimento che  non sapevano se il prossimo anno si sarebbero potuti mantenere i moduli.

"ehhh sa...." aggiungevano, "..la gelmini... i tagli..."

Tipico caso di informazione manipolata: Non sanno, non hanno nessuna notizia, ma vogliono informarci delle loro congetture: forse in futuro ci sarà un disservizio a causa del governo!

Vogliono instillarci un senso di frustrazione, di rabbia, contro quei cattivoni che tagliano l'istruzione dei nostri figli, e invece sono loro che succhiano l'energia vitale della scuola e la disperdono.

E allora, va bene essere contrariati per la situazione, ma occorre saper vedere i veri colpevoli.

Ben vengano i tagli (peraltro modestissimi), che però i dirigenti scolastici, il personale docente e non docente, in tutt'italia, come un sol uomo, stanno sapientemente amplificando, ingegnandosi per aumentare gli sprechi e l'inutile, lasciando meno risorse possibili per le cose utili e cercando di peggiorare il servizio in tutti i modi, e strombazzando con grande solerzia che la colpa di tutto è dei tagli previsti dalla famigerata Gelmini.

Come dicevo prima, si tratta di un modo subdolo per creare dissenso attorno alla riforma che evidentemente è vista come pericolosa per privilegi, caste e clientele ormai secolari che infestano e avvelenano la scuola italiana.

5. sc, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 20:49

purtroppo a questo :

 

Come dicevo prima, si tratta di un modo subdolo per creare dissenso attorno alla riforma che evidentemente è vista come pericolosa per privilegi, caste e clientele ormai secolari che infestano e avvelenano la scuola italiana.

 

non si può francamente rispondere. Quando si arriva a credere questo non si può più tornare indietro.

Quando si crede che il lavoro degli altri sia sempre NON indispensabile,arriva ben presto il giorno in cui il PROPRIO di lavoro non verrà considerato indispensabile.

Quando si crede che le pensioni, a Lei caro lucio, l'assistenza sanitaria, i trasporti e quant'altro siano garantiti da diritti divini invece che da chi lavora e paga le tasse non si può altro che continuare fino a scoprire di non averla più, una pensione,un'assistenza sanitaria, dei trasporti funzionanti,perfino il poliziotto con una volante e la benzina .

E quella che lei chiama casta non occuperò il 30-50-70% dei posti, ma il 100%.

Auguri anche a Lei, forse ne ha più bisogno di Daniela.

6. daniele.spagli, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 21:00

@4

:-)

Non posso dire che tutto quello che dici è falso, gli svogliati, gli incapaci... nel settore pubblico forse esistono con più concentrazione che non nel settore privato... accanto però a moltissime persone intelligenti e volenterose.

Per contro tieni anche conto che nel settore privato ci sono persone bravissime e attivissime, che non esitano un attimo a fare enormi disastri come inquinare torrenti, bruciare boschi per il loro tornaconto personale come invece avviene abbastanza spesso nel settore privato.

Ma c'è un problema di fondo... il risanamento non si fa tagliando i fondi e magari costringendo qualche buon maestro o professore ad elemosinare dai genitori qualche scatola di pennarelli o un rotolo di scottex, visto che i fondi percomprarli non ci sono.

Il risanamento si fa attraverso un'attività di managment adeguata, attraverso controlli sull'attività degli insegnanti, attraverso ottimizzazione delle risorse ecc.

Il risanamento potrebbe forse anche venir fatto licenziando o quantomeno sanzionando gli insegnanti fancazzisti o incapaci, ma questa cosa non verà mai fatta, proprio per via del clientelismo del quale tanto ti lamenti.

Si sceglie sempre la strada più semplice e meno efficace per risolvere i problemi... quella capace di raccogliere consensi, sfruttando i peggiori sentimenti degli esseri umani, quella nutrita del peggior qualunquismo.

Quella in breve che i problemi non li risolve, ma in compenso buonissima per crearne altri... quella in grado di mettere solide basi per far nascere le peggiori emergenze, prima fonte di nutrimento delle peggiori forze di questo paese.

Penso non valga la pena esemplificare... sei benissimo in grado di capire quello che sto dicendo.

7. daniele.spagli, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 21:21

per blogosfere:

METTETE IL MODO DI EDITARE I NOSTRI MESSAGGI !!!!!!!!!

 

per i lettori:

scusate dei miei errori... mi è rimasto un pezzo da cancellare.

 

UFFA !!!!

8. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 21:33

Se gli italiani avessero il coraggio di dire effettivamente le cose come stanno.... invece di cercare di difendere chi, forse, si trova nelle proprie stesse condizioni....

 

....nelle universita' ci sono migliaia di docenti "particolarmente" remunerati che andrebbero sbattuti fuori.

Io ne conosono uno... viscido... che.. percepisce uno stipendio netto in busta paga superiore ai 15.000 euro mensili... e si lamenta sempre piu' spesso che gli hanno tagliato i fondi e non puo' acquistare il materiale necessario a mandare avanti il laboratorio.

Peccato che ultimamente si e' concesso 3 settimane in giro negli USA per un convegno di appena 3 giorni... al quale ha partecipato con il portatile nuovo di pacca (mentre gli studenti hanno dei pc obsoleti o rotti)!

Insomma.... nell'universita' italiana quello che e' indispensabile e' prima di tutto lo stipendio. Poi, forse, vengono anche i laboratori e gli studenti!

 

9. Wurzu, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 22:26

Le caste sono sempre esistite. Quindici anni fa il mio professore di  Diritto Costituzionale ci salutò a metà lezione dicendo "ragazzi ci vediamo fra tre settimane. Vado a sciare."
Antiproiettile.
Invulnerabile.
Un autentico membro della casta.
Qualunque paragone con i servi frustrati & frustati che si barcamenano nel privato mi era ed è improponibile.
Ma non fregava nulla  a nessuno.  Al di là  di sterili proteste  di principio il "pane in tavola" c'era per tutti.
Quindi milioni di giovani, ingannati dalla Moratti, si iscrivevano alle università convinti di diventare milioni di avvocati e commercialisti e fiorivano corsi universitari creati ad hoc per sistemare il lecchinassistente di turno.
"Diritto costituzionale di tutti i paesi che hanno una K nel nome" e "Teoria Giuridica Atlantidea"
Ora è tempo di svegliarsi.
Nun c'è più trippa per gatti.
Se continua così, a breve, non ci saranno più nemmeno i gatti.
I fondi per l'università vanno indirizzati dove serve.
Mi frega assai se a "scienze della comunicazione" non possono attivare il corso sperimentale di cinema.
Altro discorso è se chiudono i dipartimenti di ingegneria .... o se mancano i fondi per la ricerca medica.
Per quanto riguarda "gli onesti lavoratori del pubblico" mi è capitato di svolgere il militare in comune.

PER FAVORE NON DICIAMO VACCATE. META' DELLA GENTE PASSAVA IL TEMPO A FARE IL SOLITARIO.
E META' - PER CARITA' - LAVORAVA!
Qualunque ditta privata avrebbe dato il canonico calcio nel posteriore alla metà improduttiva.
Invece stanno tutti ancora lì, vent'anni dopo.
A svolgere attività di fotosintesi, a coltivare il loro secondo lavoro in nero, a lamentarsi dell'eccessiva fatica.
Vent'anni di nostre tasse, che magari potevano servire ad altro.   

10. Debora/Crisis, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 22:37

lupolucio,

nella lettera non è menzionata neanche di striscio la Gelmini. Ti vedo vittima dell'irreggimentazione bipolare. Qui.

11. lupolucio, Mercoledì 21 Gennaio 2009 ore 23:17

Debora,

...Si è parlato tanto della "famigerata" riforma Gelmini...

Ti vedo vittima pure io....

 

 

12. Debora/Crisis, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 00:01

Sai leggere? L'articolo è di Pietro Cambi e non mio.

Inoltre, nella lettera della studentessa non c'è menzione. E quella conta.

13. Roberto, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 00:44

Vi faccio una domanda

Ma chi lo dice che la nostra classe di politici burattini, ma sopratutto coloro che tirano i fili, vogliono che il figlio della classe operaia e media, cresca ben istruito?

Io credo che il loro disegno sia proprio l'opposto, perché la casta nazionale e mondiale dovrebbe aiutare l'emancipazione culturale di qualcuno che invece dovrà sfruttare come bassa manovalanza.

Perchè è proprio questo il problema, in un contesto di competizione tra nazioni, si può pensare che una nazione che istruisce ad alto livello i propri giovani diventi più competiva, ed il progresso venga assicurato da una sana competizione tra stati sovrani.

Ma in un mondo globalizzato, governato dalle oligarchie bancarie e dalle corporation, dove non esiste più il cittadino, ma il consumatore, a cosa serve istruire miliardi di persone.

Forse a qualcuno sarà tutto più chiaro dopo aver visto questo:

http://it.youtube.com/watch?v=G7J5AqdoCY0&feature=PlayList&p=1411DF15106193AF&index=0&playnext=1

Roberto

www.ecolcity.it 

14. lupolucio, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 01:44

Sai leggere? L'articolo è di Pietro Cambi e non mio.

 Io so leggere, tu invece dovresti spiegarmi dove hai letto che io attribuivo l'articolo a te

Inoltre, nella lettera della studentessa non c'è menzione. E quella conta.

I criteri in base ai quali stabilisci unilateralmente cosa può o non può essere oggetto di un commento mi sfuggono totalmente.

La gelmini era citata nell'articolo, io ho espresso la mia opinione sul contenuto dell'articolo e non sulla sola lettera. Non ti garba? mi dispiace tanto.

Riguardo al pensiero mainstream, chi è senza peccato scagli la prima pietra.

15. jobannez, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 01:54

Niente di nuovo, penso lo si sappia tutti.

Ho cominciato a leggere la lettera della studentessa con il classico atteggiamento della serie "Bof, già visto, già sentito". Poi scopro che la (semi)laureanda in questione è una studentessa di Scienze Naturali e qui mi sono fatto più attento ed interessato. Intendiamoci, l'atteggiamento del "già visto" non cambia di una virgola, tuttavia per una volta mi sento di poter fare del qualunquismo, e forse me lo posso permettere proprio perché anche io sono un laureando in Scienze Naturali (laurea specialistica).

I casi come quello riportato dalla lettera non saranno così comuni, tuttavia è pur certo che limitazioni e privazioni di qualsiasi sorta sono all'ordine del giorno, soprattutto nell'ambito dei corsi di laurea prettamente scientifici. 

Non dico niente di nuovo e mi limito ad aggiungere la mia voce al coro...

La tesi a cui sto lavorando ormai da mesi (e che proseguirà ancora per un bel pezzo) ha l'obiettivo di relazionare la biodiversità lichenica con aree più o meno percorse da incendi. Il mio lavoro si divide in "uscite sul terreno" (completamente a mie spese per quanto riguarda i trasporti) e lunghe sessioni in laboratorio per l'identificazione e la determinazioni dei licheni stessi. Io lo ammetto, non me la passo poi così male: al di là di attrezzature che sono per un buon 50% appartenenti agli anni settanta ed un 20% inutilizzabili perché danneggiate, per il resto tutto fila liscio... In fin dei conti per fare quello di cui mi occupo io ci vuole solo un buon stereoscopio (ed in effetti è proprio quello che abbiamo...uno!), un computer collegato alla rete (idem) ed un microscopio (per fortuna quello non manca). Finché sono l'unico tesista (ovviamente dottorandi esclusi) ad occuparmi di licheni nell'ambito dell'intero Orto Botanico non mi posso lamentare... Quando cominciamo ad esser due o più beh, si riesuma qualche stereoscopio dai tempi di Galileo e ci si arrangia come si può (aggiungi un posto a tavola).

Ripeto: non mi lamento. So soltanto per certo che, una volta finita ed impacchettata la mia bella tesi mi andrò a cercare un lavoro qualsiasi (e trovarlo!). Forse me la sono andata a cercare... Forse si. Tuttavia col presente resoconto non voglio fare niente di più che aggiungere una insignificante storia tra le tante: la ricerca scientifica pura, senza applicazioni dirette ed immediate, senza subitanei tornaconti vale zero, così come valgono zero il mio lavoro, la mia tesi e la mia formazione. 

Anche gli "applicati" non se la passano poi così bene comunque. La mia ragazza, dottoranda in Scienze della terra che si occupa di mineralogia ambientale (inquinanti metallici, annessi e connessi) sta aspettando di conoscere l'esito di alcuni finanziamenti (che si presagiscono magri) che occorreranno per l'attivazione (o meno) di corsi e/o trasferte all'estero necessari per la sua "alta formazione".

Potrei citare molte altre storie di ragazzi e ragazze, laureati anche a pieni voti in facoltà scientifiche (soprattutto di stampo ambientale) brancolanti senza meta in un limbo che, dopo qualche anno, li porta ad accettare lavori qualsiasi (e per carità, meno male che ci sono quelli, a volte!). Eh he, ce la siamo cercata, non potevamo studiare qualcosa di più profiquo? Forse si.

Per quel che mi riguarda avrò più opportunità di lavorare in campo ambientale quando dovrò zapparlo (il campo) dopo la fine della civiltà occidentale.

Buonanotte.

 

Dimenticavo, questo blog è davvero geniale. Lo seguo ormai da un bel pezzo e niente riesce a scatenarmi una sana angoscia pre-sonno come Crisis. Bello.

 

Gli errori sintattico-ortografici sono dovuti all'orario (sono un tesista-fannullone, me lo posso permettere) sorry...

16. lupolucio, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 02:10

#5 sc,

Quando si crede che il lavoro degli altri sia sempre NON indispensabile,arriva ben presto il giorno in cui il PROPRIO di lavoro non verrà considerato indispensabile.

Grazie e altrettanto :-)

Io comunque ho accettato questo rischio molti anni fa, rinunciando al privilegio del "posto fisso"

Quando si crede che le pensioni, a Lei caro lucio, l'assistenza sanitaria, i trasporti e quant'altro siano garantiti da diritti divini invece che da chi lavora e paga le tasse non si può altro che continuare fino a scoprire di non averla più, una pensione,un'assistenza sanitaria, dei trasporti funzionanti,perfino il poliziotto con una volante e la benzina .

E' paradossale il totale ribaltamento prospettico.

Lei accusa me di adagiarmi su diritti e privilegi? Io il posto di lavoro me lo devo inventare tutti i giorni. Per me non c'è nulla di garantito. Non ho diritto a nulla e la mia pensione sarà proporzionale al montante che sarò riuscito ad accumulare altro che diritti divini!

Sono piuttosto le mie tasse e quelle di milioni di peones senza voce come me che garantiscono diritti e privilegi a vita e laute pensioni indicizzate all'ultimo stipendio dei dipendenti pubblici.

Con questo non voglio dire che essi siano fannulloni o incompetenti. E' tutta brava gente che tiene famiglia come me.

Solamente sono troppi, maledettamente troppi e sono tutti intoccabili.

Non ci sono più spazi per assunzioni clientelari, raccomandazioni e voti di scambio. Semplicemente costano troppo.

17. daniele.spagli, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 08:57

@lupolucio

"Il conservarorio ha dimezzato le ore di lezione (ma ovviamente la retta è rimasta la stessa) motivo? con solerzia ci informano che ovviamente la colpa è della Gelmini che ha tagliato i fondi. (del 50%!!,  aggiungono compiti)

Eppure vedo decine di segretarie, vedo sprechi di tutti i generi, ma nessun dirigente ha pensato di fare tagli e di eliminare spese non necessarie, anzi, si assumono nuove segretarie, si spende in stupidaggini e piuttosto si dimezzano le ore dei maestri e assistenti, veri precari e vittime insieme a noi utenti di questa situazione."

Le hai scritte tu queste parole e purtroppo non fanno che confermare le mie teorie: la riforma Gelmini non serve a migliorare la scuola.

Serve semmai a creare i presupposti ad un peggioramento ulteriore del nostro sistema scolastico perché agisce sui sintomi (alti costi) e non sulle cause.

Sarebbe come dire che un brutto neo sta cambiando forma e colore diventando antiestetico ed io vado in profumeria a comprarmi un cosmetico, guardandomi bene dal controllare che non sia un cancro.

Spero di non essere stato troppo lugubre nell'esemplificare.

Tutto questo per chiarire che se la gente si lamenta della Gelmini non è detto che si tratti di "mistificazione pur di creare dissenso attorno alla riforma".

 

 

18. daniele.spagli, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 09:07

Ah... appena fatto colazione e sentito (per sbaglio, giuro che non l'ho fatto apposta) 2 parole 2 del TG.

Obama ha congelato gli stipendi oltre i 100.000 dollari... certo un provvedimento anche discutibile nella sua eccessiva semplicità, ma che da l'impressione di muoversi verso le cause e non verso i sintomi.

19. Walter, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 09:33

Pero' si consoli signorina.... Kakà rimane al Milan, non é contenta?

20. lupolucio, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 10:06

Daniele,

Le hai scritte tu queste parole e purtroppo non fanno che confermare le mie teorie: la riforma Gelmini non serve a migliorare la scuola.

 Per risolvere quel genere di problemi non serve la riforma ma gente onesta e preparata sul posto di lavoro, a partire da dirigenti e amministratori.

Purtroppo questi impiegati non hanno la minima responsabilità e non subiscono il minimo controllo sul loro operato.

Conosciamo tutti la PA. Tutti fanno un sacco di cazzate, buttano soldi, lavorano in modo improduttivo per 30 anni senza mai chiedersi se ci sia un modo migliore, ma formalmente i resoconti e i bilanci sono ineccepibili le spese sono tutte giustificatissime e tutto torna al centesimo.

Poi manca la carta igenica nei cessi e la colpa è della gelmini.

Come dice Obama, è ora che ciascuno si prenda le proprie responsabilità

21. daniele.spagli, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 11:00

@20

"poi manca la crta igienica nei cessi e la colpa è della Gelmini"

Certo che non è colpa della Gelmini, ma la Gelmini ha fatto qualcosa per risolvere il problema o l'ha aggravato?

La riforma Gelmini punta a risolvere il problema o a raccogliere consensi da chi pensa che tutti i dipendenti comunali siano fancazzisti?

E infine... giustissimo prendersi ognuno le proprie responsabilità... quali sono le responsabilità della Gelmini? Quali sono i suoi poteri? Si limitano a gestire il portafoglio? Non credo.

E' intelligente tagliare i fondi e lasciare che la gestione rimanga nelle mani dei responsabili del dedrado?

Non ricordo chi... mi sembr Einstein, diceva che un problema non può essere risolto da colui che l'ha creato.

Se vuoi intaccare la casta non puoi lasciare che questa continui a gestire i provvedimenti che dovrebbero intaccarla.

22. daniele.spagli, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 11:11

insomma... si licenziano i precari, si tagliano i servizi... ma i manager da millemila euro rimangono al loro posto: telecom, alitalia ecc. docet

23. marco, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 12:00

Signori miei tutti,

tutto quello che voi dite è vero e pienamente condivisibile. Ma forse non è vero come ripetutamente ricordato da molti di voi su Crisis e Petrolio stiamo diventando troppi su questa terra?Troppa gente che mangia, troppa gente che vuole viaggiare ma anche troppa gente che studia.Intendiamoci: studiare per sapere, per difendersi dall’ignoranza è fondamentale per noi tutti esseri umani. Ma sperare oggi di studiare per ottenere una retribuzione per vivere (i.e. mangiare sopratutto) è non più applicabile.Nessuna riforma Gelmini può cambiare a mio modesto avviso questo paradigma, e mi sto riferendo anche alle cosiddette lauree scientifiche (i.e. la mia in Aeronautica).Se , come è vero abbiamo raggiunto o raggiungeremo presto la max capacità di carico del pianeta, che senso ha sfornare (mi attengo al mio campo) migliaia di ingegneri aeronautici nel mondo (paradossalmente, anzi no non è poi così paradossale, oggi il settore “militare” è messo meglio dell’automotive )? Perché non abbiamo il coraggio di eliminare anche questi corsi di laurea (è il mio accidenti! Non sapete come mi stringe il cuore) non più applicabili? Astenersi aficionados petrolio sintetico o biofuel per favore.Questo è il coraggio: tagliare per investire in altro.Ma poi siamo sicuri che ai nostri figli servirà studiare così tanto in futuro?Dovrei consigliare ai miei figli di studiare ingegneria meccanica per le future auto elettriche? Auto elettriche?!?!Un altro esempio e scusate la provocazione, perdonatemi spero ne comprendiate il senso: migliaia di studiosi per risolvere malattie come demenza senile e Alzheimer :a che pro?E potrei andare avanti citando altri esempi.La crisi di oggi purtroppo mette in crisi qualsiasi sistema universitario mondiale sul tipo dei corsi di laurea da aggiornare, altro che riforma Gelmini! 

24. Alex, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 12:07

Ma perché poi in Italia c'è una proliferazione di facoltà umanistiche o pseudo tali? Bisognerebbe mettere il numero chiuso a lettere e arginare la produzione di umanisti. Io frequento lingue e letterature straniere ma mi accorgo di quanto sia controproducente sfornare troppi laureati, togliendo risorse alle ben più utili facoltà scientifiche.

25. Pietro/Crisis, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 12:13

15# Jobannez: un abbraccio, grazie per i complimenti e...non demordere.

La cultura, quale che essa sia non è mai inutile.

Come per il maiale, se mi passi la metafora un po forte, non si butta via nulla.

La mia variegata e zuzzurellona esperienza, passando per nowcasting metereologico e certificazione qualita' ambientale, è partita da una tesi sulla realizzazione di mappe automatiche  di suscettibilità alla erosione, ha girato intorno all'ingegneria idraulica, si è incistata nel ventre molle della italica (in)giustizia, arrabattandosi in vari lavoretti oscillanti tra il collaudatore di sw per telerilevamento e il direttore tecnico di una impresa sequestrata a un fratello di latte di Toto' Reina, svicolando infine su iniziative varie a metà tra il penitenziagite, il cambio di paradigma e lo speriamocheiomelacavo, la mia esperienza, dicevo, è li per dimostrarlo.

Tranquillo, il lavoro fisso, lo scenario definito, non esiste più.

Per nessuno.

Tanto vale non solo accettarla, ma farsela piacere, questa prospettiva.

Alla quarta volta che cambi COMPLETAMENTE campo di studio/applicazione, scopri che la fatica è tanta ma, almeno, non si fa in tempo ad annoiarci ed a mettere su ragnatele.

Il tempo degli iperspecializzati, forse perchè occhieggia un generalismo da caverna Wurmiana, volge al crepuscolo, almeno per chi ha mente sveglia.

 

26. daniele.spagli, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 12:13

@24

:-)

Di la verità... sei l'immancabile compagno di classe che si lamentava dei corsi di Italiano e di storia che non servono a niente.

27. Alex, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 14:29

@26

No, perché italiano e storia erano tra le mie materie preferite.;)Al massimo mi lamentavo della mia incapacità in economia aziendale.  Io dico solo che visto che le facoltà umanistiche offrono pochi sbocchi lavorativi (insegnamento, editoria, industria culturale,...) devono essere altamente selettive così da essere frequentate solo da chi è veramente interessato alle materie insegnate. A volte temo che certe facoltà (sociologia, scienze della comunicazione, scienze politiche) dai nomi roboanti e a metà fra le umanistiche e le scientifiche siano delle specie di parcheggi. 

28. jobannez, Giovedì 22 Gennaio 2009 ore 21:50

25#

Grazie molte per l'incoraggiamento. Per quanto riguarda i complimenti beh, dico solo la verità come si suol dire!

Devo confessare che, forse per eccessivo zelo nell'applicazione del metodo scientifico (ah ha) o forse semplicemente per curiosità, mi ero a suo tempo informato un minimo sugli autori di questo blog per comprendere in che termini avrei dovuto interpretare le notizie in esso pubblicate (spero di non aver arrecato alcuna offesa)... Ora ricevo da te la definitiva conferma del tuo background dedito alle scienze, per cui mi metto il cuore in pace!

Ciò che ho scritto aveva principalmente valore di testimonianza (oltre che una velatura di denuncia)...

Per quanto riguarda le mie opinioni a proposito ti confesso che non mi spavento: sono infatti in parte d'accordo con Marco (#23) e sono altrettanto consapevole che il "lavoro fisso" appartiene ad altri tempi. Se poi volessimo collocare la mia vicenda così come quella della studentessa in un ambito di crisi sistemica (scriverlo da una certa diabolica soddisfazione) risulta ben chiaro come in un contesto di forzato ridimensionamento di tutti gli aspetti della nostra attuale civiltà, la questione del lavoro desiderato e desiderabile, del suo mercato, della formazione e chi più ne ha più ne metta assuma un valore del tutto differente. Talmente differente che risulterebbe ridicolo accennare solo ad un vago lamentarsi per non aver trovato un lavoro consono alla propria preparazione ed alle proprie attitudini.

Ancora una volta, come in molti altri casi, dipende dal sistema di riferimento, dall'unità di misura a cui si sceglie di relazionarsi. Ma anche questo è mostruosamente ovvio.

Circa il generalismo Wurmiano mi trovi del tutto d'accordo. Risulta anche una buona scusa per non fissarsi solo ed eslusivamente su di un unica disciplina/argomento.

 

In attesa di ulteriori destabilizzazioni clilmatiche, dell'interruzione della Corrente del Golfo, della "mini era glaciale europea", dell'esaurimento delle risorse primarie, della totale deforestazione del pianeta, della riduzione della biodiversità a 3 sole specie, al dilagare di fame, epidemie, guerre, crisi economiche ed energetiche, cercherò rifugio dalla paranoia in qualche forsennato videogame, finché la centrale a carbone dell'Enel fa funzionare il pc. Dopo vorrà dire che ripiegherò su un generatore eolico (o anche a pedali, anche se in effetti risulti energeticamente sconveniente).

 

Fine del tedioso excipit.

Vi saluto e grazie!

29. melissa, Venerdì 23 Gennaio 2009 ore 16:00

a me, laureata in sc. naturali, è andata peggio. Ho dovuto cambiare università, non solo per le difficoltà di lavorare alla tesi ma anche per i pesanti ricatti.   Ordinaria amministrazione

 

30. Daniela Testa, Venerdì 23 Gennaio 2009 ore 19:05

Ringrazio tutti coloro che hanno letto e commentato la mia lettera e che, con i commenti fatti, mi hanno fatta sentire un po’ meno “sola”.

I commenti hanno preso una piega spiccatamente politica e questo un po’ mi rammarica, in quanto io non ho fatto cenno alla politica. Volutamente non ne ho parlato, in quanto per me la cultura non DEVE avere colore, ma purtroppo a non averne uno è sempre e soltanto il nostro malgoverno.

Voglio precisare che la mia disavventura nello specifico non è dovuta ai tagli relativi alla Riforma Gelmini, in quanto le conseguenze di quest’ultima (in termini di tagli) avranno effetti visibili "soltanto" a partire dal 2010.

E’ perciò logico pensare che la situazione non potrà che peggiorare ancora.

Grazie a Walter, che mi ha fatto sorridere ricordandomi simpaticamente che Kakà è rimasto al Milan...ricordo che c’è anche chi è diventata famosa per avere una (rifatta) sesta di reggiseno e non avrà più problemi lavorativi in futuro…a questo punto mi chiedo se invece che pagare per 5 anni di tasse universitarie avrei dovuto farlo anch’io...non sarebbe forse stato un migliore investimento?!

 Grazie a tutti, cari saluti.

31. Logico, Venerdì 23 Gennaio 2009 ore 19:30

La domanda, ma è solo una battuta, nasce spontanea: per risparmiare sui corsi inutili si potrebbe iniziare dalle "scienze più inutili": scienze politiche e scienze economiche?!? ;-)

In Italia abbiamo il genio italico: basta leggere le acrobazie a cui sono sottoposti gli autori dei commenti. Il genio, la capacità di inventare soluzioni, una delle merci più rare al mondo: noi ce l'abbiamo!!!

Quale è allora il problema? Ci mancano solo: la responsabilità, il senso civico, le capacità organizzative e di gestione etc etc.

In poche parole: applichiamo il nostro ingegno allo riuscire a stare a galla nel mare dei problemi creati da chi ci amministra male, e ci offre sempre nuovi problemi superflui, anziché poterci applicare a cercare un progresso per il Paese. Risultato: chi ha le capacità e i mezzi, và all'estero (e si fà spesso valere); i più pigri o impediti (cerebralmente, caratterialmente ma anche chi economicamente NON ce la fà), resta e "nuota per galleggiare".

Un Paese con tanti illustrissimi grandissimi stimatissimi prof. Tafazzi.

 

32. rosaroce, Sabato 24 Gennaio 2009 ore 18:12

il sistema no ha neanche più i soldi per finanziare se stesso,il fallimento è arrivato a tal punto.

33. anonimo anti gelmini, Mercoledì 23 Settembre 2009 ore 21:43

io dico solo che questi politici vivono solo per fregare la gente e aricchirsi quando invece il loro compito sarebbe aiutare a mandare avanti questo paese e gestirlo peccato che questi non sappiano gestire nemmeno la loro vita da soli.La gelmini non sà neanche cosa sia la scuola e così la gestisce a caso tagliando i fondi del 50% chissà poi dove vanno gli altri 50        credo che vadano sul loro conto bancario o in una super cassaforte

cara studentessa ti dò un consiglio se vuoi andare avanti a studiare vattene da questo paese perchè qui tra poco non ci sarà + neanke un soldo

34. cate, Sabato 14 Novembre 2009 ore 19:26

Leggo mentre cerco online la mail di alcuni professori a cui chiedere un appello straordinario per dicembre.

Leggo e penso...

Queste paure che solitamente tengo a freno hanno preso forma in questa lettera aperta e  hanno frenato il mio entusiasmo.

Penso e mi rassicuro (da sola)... vediamo... qualcosa succederà!!! (non è molto)

Sono anni che pago tutto all' Università,a partire dala retta salatissima per servizi mediocri. Niente è "offerto", non un progetto finanziato nè tantomeno la tesi.

Vi lascio questo commento sgomenta, rammaricata e soprattutto impotente!

 

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