Crisi sistemica e cambio di paradigma

UPDATE: Debora è uscita in parallelo, con un articolo simile sul blog Petrolio, che vale la pena di leggere.
Basta pensarci un attimo e la cosa è intuitiva.
Il crollo dei prezzi del barile sta fermando, unitamente al sempre più difficile accesso al credito, gli imponenti progetti di ricerca e sviluppo che avrebbero dovuto garantire non solo il mantenimendo della attuale produzione petrolifera ma anche il suo incremento, per seguire la crescente domanda mondiale.
Il calo della domanda all'origine di questo crollo, insieme, come tra i primi abbiamo sostenuto, alla liquidazione coattiva delle posizioni speculative resa necessaria dalla crisi finanziaria, non è invece cosi grande come si potrebbe pensare.
I dati aggiornati della produzione mondiale mostrano un modesto calo di circa un milione e mezzo di barili tra Agosto e Settembre seguito da un forte recupero ad Ottobre.
In pratica il 2008 si dovrebbe chiudere con una produzione complessiva simile a quella del 2007 mentre per il 2009 si prevede un calo di circa 800.000 barili il giorno, il che vuol dire che probabilmente il picco teorico della produzione di petrolio andrà spostato qualche mese più in là.
Teorico, appunto, perchè, a questi prezzi, la maggior parte dei produttori di petrolio estrae in perdita, come ha mostrato bene Il Professor Bardi, in un post di una settimana fa sul Blog di ASPO Italia , da cui è tratta l'immagine di questo post.
La situazione, chiaramente, non può durare. Molto presto, i prezzi torneranno ad aumentare fino ad equilibrare di nuovo domanda ed offerta.
Certo, con ogni probabilità l'economicamente disastrato mondo attuale non si potrà più permettere i prezzi recentemente raggiunti.
Ma, se i prezzi si mantenessero ai livelli attuali, sarebbe il segnale di un arresto totale dell'economia mondiale, un vero e proprio Armageddon.
Dove arriveremo, quindi, nell'auspicabile ipotesi di una "discesa agli inferi" controllata?
Beh, una stima ragionevole minima si ottiene immaginando che la domanda si riduca di qualche %, a causa del forte rallentamento economico (le previsioni dell'EIA propendono per un 1%).
Come si vede dallo schema, anche un' ENORME riduzione della domanda del 10% (8,5 milioni di barili, poco meno dell'intera produzione dell'Arabia Saudita) richiederebbe comunque che i prezzi si stabilizzino oltre i 70 dollari a barile, per garantire un minimo di margine ai paesi produttori.
Una diminuzione rapida di queste dimensioni, in ogni caso, sarebbe senza precedenti ed implicherebbe un collasso economico globale, senza alcun precedente nella storia.
Senza precedenti ma non impossibile e in ogni caso con probabili (necessari) analoghi episodi successivi, visto che il previsto declino medio della produzione dopo il picco petrolifero oscilla intorno ad una media annuale del 5%.
Senza energia a buon mercato, credo che lo si possa dire, in questo blog, senza stare a ripetere il bi ed il ba, l'economia non può crescere.
L'energia a buon mercato, per un bel po di anni a venire, sarà solo un ricordo.
Prima si capirà la logica conseguenza di questo dato di fatto, la FINE DEL PARADIGMA ECONOMICO DELLA CRESCITA CONTINUA, meglio sarà.
Per ora, auguriamoci che il prezzo del petrolio risalga. Sarebbe, come avete visto, una buona notizia.
parlando di petrolio..ma non ho capito dal 1990 fino al 1999 che mi ricordo che ci stava la lira il petrolio veniva venduto a 25 euro al barile circa e si diceva che il prezzo era alto ora invece a 40 dicono che deve salire altrimenti falliscono i paesi produttori x me tutte cazzate.se continuano ad abbassare si andrà molto meglio x tutti
Andrea, la quantità di ore-lavoro necessarie è oggi giorno inferiore rispetto a quella di un tempo. Un po' di sana frugalità potrebbe ridurla ulteriormente facendo sì che ogni lavoratore sia in grado di "mantenere" (mamma mia!) una quantità di "pensionati improduttivi" (ri-mamma mia al cubo!) ancor maggiore. I gggiovanissimi sono altrettanto "improduttivi" e "costosi" dei vecchi, se vogliamo metterla su questo piano (errato, a mio modo di vedere), per cui quel che spendi in più da una parte lo risparmi dall'altra. Mettiamo nel conteggio qualche milionata di disoccupati che, giovani o meno giovani, rimangono una "passività" (argh!!!!) e ci si accorge che lasciar ridurre la popolazione nei modi indicati sarebbe una manovra assolutamente praticabile, oltre che indispensabile.
Sai qual è il problema? Che nessun mandriano è d'accordo a lasciare che si riducano le dimensioni della mandria sulla quale basa la sua fortuna. NOI siamo la mandria, i nostri DIRIGENTI sono i mandriani. Ci considerano bestie da macello, polli da batteria, vacche da mungere... per questo pianificano le attuali migrazioni (fingendo di contrastarle), per rimpolpare una mandria che, anche a causa dei disagi dovuti al sovraffollamento, è troppo poco sensibile alle lusinghe della propaganda natalista. In altre parole, ci pigliano per il sedere.
Ad ogni mandriano il benessere dei singoli capi di bestiame interessa solo entro quei limiti che aiutano ad aumentarne la produttività. Oltre, si abbatte il capo che non conviene più e lo si sostituisce con un'alzata di spalle. (qualcuno ricorda i recenti discorsi di Napolitano? quelli sulle "energie fresche per il Paese"?)
Meditate gente, meditate... (questa era per Debora)
Va bene Aldo, ma non mettere al mondo figli vuol dire firmare la fine dell'assistenza pensionistica. Già oggi i vecchi sono più dei giovani, questo vuol dire che in futuro a questi ritmi nessuno pagherà le pensioni dei 20-30enni di oggi
Tempo fa scrissi che, in mancanza di una autosufficienza almeno per quanto riguarda i beni primari (quelli che servono per vivere e che il nostro territorio non è in grado di fornire ad una popolazione numericamente eccessiva come quella attuale), la nostra possibilità di campare dipende dalla nostra appetibilità all'estero. In altre parole, se non vendiamo cose inutili, non possiamo comprare quelle indispensabili.
Orbene, in un clima di crisi globale, chi potrà voler comprare le nostre cose inutili per darcene in cambio di essenziali? Grane su grane si profilano. Grane su grane su grane su grane man mano che la popolazione presente sul nostro territorio continua a crescere. Sarebbe appena il caso di mettere da parte l'ideologia del "più siamo meglio stiamo", la sindrome dell'accoglienza compulsiva e i sensi di colpa, e cominciare a invertire la rotta.
Prima tappa: interventi restrittivi sull'immigrazione.
Seconda tappa (contestuale): interruzione della propaganda natalista e delle sovvenzioni basate sulla numerosità delle famiglie.
Alternativa: continuare a aumentare la pressione fino al momento, non lontano, in cui il bombolone esploderà. Già si sentono parecchi scricchiolii...
@Pinnettu
Mah , io direi che di guai ne sono iniziati già abbastanza ma la natura di questi guai è tale per cui sono più simili a dei meccanismi.
Cioè : il 2009 viaggia ad un -10% TOTALE , ok ?
La domanda è oggi come siamo messi?
Risposta : in un certo modo.
Se il 2009 avrà avuto un -20% , come saremmo messi OGGI ?
Risposta : nello stesso modo in cui siamo messi.
Quindi non ci saranno guai più seri di quelli di oggi. Nel senso che ad oggi ogni ora si perdono 1000 posti di lavoro ad esempio e con la depletion peggiore se ne perderanno 1200. Il danno è pressapoco simile. Il fatto è che tra un anno in ogni caso ci sarà tantissima gente senza lavoro e sarà sparito molto denaro. L'unico guaio grave sarà stato il non avere capitalizzato nessun sapere e nessuna esperienza dela propria vita , come ci hanno spinto a fare da 40 anni.
@ Pietro
Ottimo post. Un appunto però sulla produzione totale. Con tutta probabilità la produzione del 2008 sarà superiore a quella del 2007 di oltre 1 ml b/g.
Giorni fà avevo postato sul forum lo stato della produzione, proprio sulla base dei dati forniti dall'EIA, che sono gli stessi da te indicati.
http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=5&t=937
@ Medo
Interessante (anche troppo) quello che dici. Rimango però molto perplesso. Poniamo pure che nel giro di uno o due anni spariscano i 5 ml b/g di Sweet Light Crude. Rimangono comunque decine di milioni di barili, di qualità sicuramente inferiore, che verrebbero raffinati in ogni caso.
Certo ci sarebbero dei rialzi vertiginosi dei prezzi dei raffinati. ma non è che và tutto in malora.
Resto del parere (modestissimo) che i guai seri inizieranno solo in seguito al calo della produzione totale, che per il momento non è ancora arrivata.
Ansa:
2009-01-28 16:38
FMI:PROSPETTIVE ITALIA FOSCHE,MARGINI MANOVRA LIMITATI WASHINGTON - "Per l'Italia le prospettive sono estremamente fosche: il pil continua a contrarsi. L'Italia ha fatto il suo ingresso in questa crisi globale in una posizione già estremamente debole". Lo ha detto Charles Collyns, vice capo economista del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).
L'Italia "ora è colpita da un crollo nell'export e rispetto ad altri paesi ha uno spazio molto limitato di reagire con stimoli fiscali".
Per questo "siamo particolarmente preoccupati per l'Italia e vediamo il bisogno di riforme fondamentali e strutturali anche una volta usciti da questa crisi globale".
Che dire.....
Vivo all'estero ma sono originario di Mantova , ci sono tornato quest'estate ed ho visto i lavori di cui parlavo nel commento. Come mai questa domanda ? Li' abbiamo tutto comunque dalla raffineria , inceneritori , turbo-gas , ... Tutti aggeggi che sveleranno presto la loro reale natura.
@23
ok, esaustivo, grazie
Ciao, Medo, sei mica di Mantova?
"La notizia" che lo sweet light crude oil è finito non potrei postarla perchè NON c'è e non sarà ufficiale molto presto. Di articoli pieni di calcoli , previsioni e dubbi sullo sweet ne trovi a sufficienza per iniziare a toccare peperoncini o altri amuleti.
Tuttavia per conformazione geologica , solo in medio-oriente ne hanno (non si sa bene quanto , ma ne possono ancora produrre qualcosina) ma in base a incrocio di tutti i grafici che ho visto , degli 85 mbd giornalieri , record 2008 , realisticamente 5 mbd furono di Sweet Light Crude e credo siano in giro nelle stive dei cargo oppure siano tutti raffinati o in fase di raffinazione.
E poi solo in questo modo , inondando il mercato di medium ed heavy (per non parlare della truffa economico-industriale delle "tar sands"!) si poteva fare un record del genere.
Purtroppo di questo tipo di dati ci si renderà conto solo a primavera inoltrata in modo direi ufficiale , ma sarà anche il "tempo delle mele" per l'Arabia Saudita (e l'Iran già siamo tutti preparati al tracollo) che dovrà svelare le carte ed è l'unico dato di cui ho fisicamente paura perchè questi signori si apprestano a comunicare dati terrificanti che non voglio nemmeno abbozzare e perchè dalla variabile "quanto petrolio resta ai Saudit" dipende a spanne almeno il 30% degli stock market mondiali e non so quante vite umane (siamo nell'ordine dei milioni).
sei stato molto chiaro
il calo annunciato nel WorldEnergyOutlook oscilla dal 6% (da quest'anno) al 9% (tra qualche anno)
non hai però postato la notizia che il Sweet Light è finito
La generica produzione di petrolio , nelle sue misurazioni officiali ed ufficiose , non ha dato al momento segni di crollo più forte rispetto a cali del passato e questo da un lato rasserenerebbe , ma sappiamo che sarebbe questo di oggi lo scenario anche nel caso che poi il calo accelerasse geometricamente.
Teniamo presente che il danno sistemico lo hanno fatto i piccoli ammanchi rispetto alla domanda e che adesso un ulteriore ammanco (anche ad una domanda in calo) non causerebbe morte e distruzione ma ci parrebbe vedere attorno a noi una decandenza di poco piu accelerata. Quindi : aspettare di vedere nella realtà i danni legati strettamente all'abbondanza di carburante , ok , ma non è questo il punto. O meglio : il punto è qui se tutti convenite che Pfizer , Fiat , Chrysler , la Russia stanno rapidamente crollando per ragioni varie ma tra queste c'è una futura (certa) rapida diminuzione di disponibilità di raffinati petrolchimici.
Dunque. Riprendendo...
una media dei grafici picchisti diceva grosso modo che nel 2009 si sarebbe calato di qualcosina su tutta la massa di prodotto e che avremmo riconosciuto il picco totale dopo aver riconosciuto il picco dell'esportato mesi e mesi fa , ma il World Energy Outlook ci dice ufficialmente ben altro e che "senza investimenti e bla bla" ci aspetterà da subito un bel corposo -10% (arrotondato) e stiamo verificando dalle varie depletion e dagli annunci (vedi Norvegia pochi giorni fa) che dovremo aspettarci tra un anno di leggere il seguente dato : da 85 mbd di petrolio a circa 70 mbd con scomparsa ufficializzata dalla produzione dello sweet light crude. Che poi mi risulta che alcune raffinerie anche europee ed anche italiane (e spesso vetuste , addirittura la raffineria mantovana del '48) possa continuare a raffinare prodotto anche NON-sweet e in estate sono appunto stati fatti lavori in tal senso.
Quindi , la risposta alla domanda "a che punto siamo?" è la solita : per tutti coloro che hanno perso il reddito in questi mesi , per loro il petrolio ha un costo asintotico ed ha sorpassato da molto i famosi 300 o 500 $ al barile. Quindi il barile ad oggi vale molto ma molto di più di quel che si quota ed il mercato ha perso la sua logica e vive di meccanismi sconosciuti a tutti gli attori e che si valuteranno con calma solo tra mesi (o anni).
Detto questo : per chi ancora il reddito ce l'ha ed ha moneta scritturale , sarebbe il caso che trasformasse nel modo più intelligente possibile questo "di più" che ci è stato dato per essere moltiplicato o se volete ci è stato consentito o anche boh regalato per qualche decina d'annie che appunto lo trasformasse in beni durevoli , in strumenti utili , in un progetto all'interno della propria vita (urbana o rurale) che possa creare il massimo di ricchezza REALE appena attorno a lui ivi comprese le persone che sono accanto a lui. Sbagliato fare scorte alimentari , meglio informarsi su reti di orti urbani ed iscriversi a queste associazioni anche se non si ha terra. Sbagliato comprare 10 fucili , meglio festeggiare il proprio compleanno mettendo un annuncio scritto a penna nella cassetta delle lettere dei vicini. Sbagliato far costruire un serbatoio per carburante da 50mila litri nel proprio giardino , giusto seguire un piccolo corso di orticultura biodinamica e comprarsi un paio di buoni stivali di gomma.
SE mi sono spiegato , bene. Se non mi sono spiegato ,la mia e-mail è : medo@gmx.co.uk
Arrivederci a tutti e pure se non vi conosco , che siate illuminati , da dentro e non dall'Enel , sempre di più e per quanto possiate.
oops, l'arteriosclerosi avanza....
medo dice una cosa vera, il light crude si sta esaurendo
se ne è parlato su petrolio
qualche link sui dati di produzione sarebbe comunque ben accetto
ciò che dice medo concettualmente è corretto, se ne è parlato anche su Petrolio.
qualche link specifico, però, sarebbe sicuramente gradito
Medo. ma è vero quello che dici? Perchè se fosse vero siamo tutti nella merda. E fino al collo
( intanto a Detroit la singolare storia del pensionato afroamericano che vende procioni congelati , che sarebbero un tipico piatto delle feste degli stati del sud mahhh , ed è subissato di ordini ; ha sfruttato l'unica cosa che gli è rimasta : la corrente elettrica per alimentare il suo freezer e la sua chitarrona )
Caro Claudio ,
rettifico una cosa : si quota "per abitudine" o meglio consuetudine il pezzo forte e la qualità forte , poi da anni ormai circola tantissimo "medium" ed "heavy" ,tanto che da un decennio è ufficiale il sorpasso della produzione NON-sweet nel paniere. Tuttavia mentre il problema delle parole e delle nomenclature puo' essere minimo , i paesi "ricchi" nel corso degli ultimi anni hanno potuto aggiornare le raffinerie , ma non tutti , gli altri non potranno. E se non è stato fatto entro il 2008 , anche le raffinerie rimaste inadatte rimarrano al palo.
Significa che ci sarà , nonostante calo della domanda di prodotto petrolifero , un razionamento o con aumento costo benzine o con congelamento prezzo e razionalizzazione (ulteriore) del comparto con approvvigionamento nelle pompe più grandi e gestite da meno personale (modello del supermercato , modello francese dove ti puoi fare 40 km di statale senza nessuna pompa nei paesi o paesini sotto i 5000 abitanti.
Se "dopo" si riuscirà ad aggiornare le raffinerie per l'heavy oil , non lo so e purtroppo non lo sa nessuno. Il fatto è che nessun ora potrebbe fare uno studio di quanto possono durare gli stock di raffinat.
Per gli USA essendo calato il consumo è normale che cali lo stoccato in situazione "business as usual" se guardate il report settimanale dell'EIA ( http://www.eia.doe.gov/oil_gas/petroleum/data_publications/weekly_petroleum_status_report/wpsr.html ) si nota che
FINISHED MOTOR GASOLINE
è passata da 124 milioni di barili in gennaio 2007 a 96 in ottobre 2008 , questo non significa che si esaurisce tra pochi giorni , ma lo stoccato è la quantità di "cuscinetto" tra quello che esce dalla raffineria e quello che entra nei serbatoi e questo grosso calo puo' essere dovuto ad un calo di produzione medio in rapporto ad un calo leggero di domanda. Vogliono rimanere forze più liquidi? Mah.
In quest'altra pagina ( http://tonto.eia.doe.gov/dnav/pet/pet_pnp_wiup_dcu_nus_w.htm ) trovate invece i dati ultimissimi sulla OPERATIVITA del sistema di raffinazione e produzione americano , grafico che mostra come il PICCO di UTILIZZAZIONE di tutta la filiera petrolifera ha piccato appena dopo il 1998 e da allora in poi un plateau fino al 2005 ed ora lo scivolamento. Significa che , consumi o meno , l'investimento nel "raffinare" ha avuto il suo break-even da dieci anni e che se oggi in USA non si ha almeno un orto avviato , il futuro non sarà roseo.
La situazione dell'Italia non ce l'ho sotto-mano , dovremmo avere gli stock piuttosto alti. Pero' a differenza degli USA , a noi non interessano tanto i carburanti da trasporto ma il raffinato col quale accendiamo la luce , il frigo raffredda , la TV ci mostra un sempre presente Magalli.................
Mmm... ho come l'impressione di cominciare a comprendere le finalità di alcuni assetti normativi ed istituzionali che si stanno implementando da qualche tempo. Il potere si attrezza per riportare indietro di un bel due-tre secoli l'organizzazione sociale. Coi mezzi tecnici di oggi, son cavoli amari.
x medo: molto interessante quanto preoccupante come discorso.
in particolare, quando dici "chi ha progetti li realizzzi entro massimo due mesi" intendi dire che tra due mesi circa si avranno pessime sorprese?
se il light crude è finito, e le raffinerie sono ferme, FINIRA' TUTTO IL COMBUSTIBILE DI SCORTA RIMASTO? mi sembra strano, come fanno a fermarsi le raffinerie...?
mi auguro che tu abbia serie e concrete informazioni per dire ciò che dici.....sono molto preoccupato e spaventato perchè devo fare un medio investimento (ristrutturazione azienda) a lungo termine (rate piccole quindi) e mi ci stai facendo pensare...
Non so quanto abbia senso continuare con questa tiri-tera sul "prezzo del greggio". Rimango basito del fatto che si parla di "greggio" e basta. Si sa che non è finita li' la questione e che è basilare per comprendere come e perchè stiano sparendo montagne di denaro : ovvero perchè sparisce la quotazione che più garantisce la massa di moneta circolante nel mondo e si chiama SWEET LIGHT CRUDE OIL/
Lo SWEET LIGHT CRUDE OIL è finito (anche se si quota ancora!) , cercato dove cazzo vi pare le analisi del light che si produce e vende da qualche tempo , e la fiammata dei prezzi come molti hanno analizzato era per accaparrarsi anche l'ultima goccia di questo prodotto raffinabile con facilità.
Quindi ora il mercato del greggio è schiattato , perchè quel che c'è in giro di buono rimasto è poco ed il resto in pochissimi lo possono raffinare , anche in Europa.
Questa è una faccenda di una gravità estrema. Questa è l'unica faccenda che va affrontata anche se i singoli possono nulla e potranno sempre meno.
Non ha senso per ora , e fino ad una riforma del mercato NYMEX che quota e vende una merce che non esiste più se non sotto-forma di contratti, stare a guardare il prezzo del greggio (la cui oscillazione minima oggi genera incalcolabili danni , soprattutto durante e dopo i ribassi) , l'unica cosa che ha senso visto il periodo è vedere se e quante pompe di benzina periferiche hanno ritardi ed ammanchi perchè il raffinato che gira è un raffinato da prodotto acquistato nel primo semestre 2008 signori miei. Per il resto , dalla Menarini alla Pfizer alle industrie petrolchimiche di ogni genere e tutto cio' che è piu legato alla sintesi "petrolitica" sta andando a puttane a ritmi rapidissimi. E non a caso.
Di questo dovreste occuparvi , perchè sono cose che l'occhio e le mente non sempre vedono : che un tipo di petrolio è già finito e quello che resta al momento è FUORI dai mercati e la conseguenza è il razionamento , predetto durante quest'anno e nonostante il forte calo della domanda (che per altro è una conseguenza della scomparsa dello Sweet Light Crude Oil).
Che fare innanzi a questo ?
Mah... Ognuno faccia i propri ragionamenti secondo la propria situazione , se ha idee in testa le metta in pratica prima di un paio di mesi.
ste... il regolamento va preso alla lettera.... nel senso di "rispettato" e non preso... lettera per lettera.... ed inserito nei commenti! :D
@ berny
il "fascista" l'ha tirato in ballo il #4
ho cercato di prendere 2 piccioni con un fava...
ma guarda caso non ci sono riuscito... ok gente,ora che mi sono svegliato vado a meditare con un buon caffè....
;-P
Vi ricordo che su questo blog sono severamente vietati i seguenti termini:
- Meditate gente meditate
- Sveglia/svegliatevi
- "Guarda caso..."
Vi prego di attenervi al regolamento! :D
...e da dove salterebbe fuori il "fascista" in questi discorsi?
ma soprattutto... perche'?
Proprio non si riesce a fare un discorso senza metterci di mezzo gli ideali politici?
minc...
lezioni universitarie di economia
va bene la critica alla riserva frazionaria e alla truffa del signoraggio, però non semplifichiamo tutto a "cocomeri e fascisti"....
a proposito: resto dell'idea che l'unico fascista buono è il fascista morto
minc...
lezioni universitarie di economia
va bene la critica alla riserva frazionaria e alla truffa del signoraggio, però non semplifichiamo tutto a "cocomeri e fascisti"....
a proposito: resto dell'idea che l'unico fascista buono è il fascista morto
Omino verde... ti sbagli!
Le banche centrali stampano pezzi di carta ai quali danno un valore.
I soldi sono tutt'altro!
Per "soldo" si intende un pezzo di carta che ha un valore REALE nella RELATA' delle cose. Se io ho un biglietto da 1 euro... e nella societa' in cui vivo c'e', ad esempio, un cocomero del valore di 1 euro... allora quello e' un soldo!
Ma se io ho 10 miliardi di pezzi di carta con scritto 1 euro... e nella societa' c'e' solo quel misero cocomero che vale 1 euro... quelli che ho sono solo pezzi di carta!
Ed ora quel che abbiamo nel mondo sono solo pezzi di carta!
Ehm... le banche non hanno soldi?
Vi faccio presente che le banche centrali i soldi li stampano, e adesso li stanno stampando a manetta.
Vi faccio presente che le banche commerciali sono proprietarie delle banche centrali.
L'unico dato di fatto è che per ora le banche i soldi non li prestano e non se li prestano tra di loro, ma non è verosimile credere che non ne abbiano.
@2
Analisi inappuntabile e condivisibile, per quanto riguarda le possibili soluzioni, non solo riguardo il problema petrolio, sono tutte ovviamente di natura finanziaria e nello specifico nella MONETA.
Dire che le banche non concedono più mutui finanziamenti e fidi per l'attività economica poiché non dispongono più di soldi è eguale a dire che gli ingegneri non possono costruire più strade perché mancano di "chilometri". La massa monetaria è difatti creazione delle banche centrali ma anche e soprattutto commerciali.
Il vero problema finora è stato l'impiego principalmente in settori speculativi e volti alla creazione di cosiddetti prodotti finanziario-esoterici che hanno prodotto con un effetto leva guadagni immensi per le oligarchie finanziarie a scapito della remunerazione da lavoro (per chi non l'avesse ancora capito!).
La soluzione ci sarebbe o meglio c'é ed è sotto l'occhio di tutti:
E' chiaro che il programma di cui sopra NON è in agenda di ALCUN movimento politico "parlamentare"...e lo si capisce!
"Cui prodest" si era chiesto il GRANDE EZRA POUND(Onore e Gloria sempiterna al suo nome!):gli riservarono un trattamento degno di uno psicopatico (dopo averlo esposto alla berlina in una gabbia sotto il sole cocente estivo di giorno e sotto i riflettori la notte nel campo di prigionia a Pisa lo rinchiusero per 14 anni in manicomio negli USA)
Meditate gente..
Ad aprile infatti c'è il G20, che rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre a più del 90% del PIL mondiale
Mi sa incazzare, da un lato, e sorridere, dall'altro, le continue previsioni del PIL e dei vari altri indici da qui ad 1 anno... con una "sicura" (?) ripresa a partire dalla seconda meta' di quest'anno... ed ancor piu' decisiva nel 2010!
Stronzate!
Ecco cosa sono!
Partiamo dal petrolio.
Una volta scavato il pozzo ed iniziata l'estrazione... questo lo si dovra' mantenere attivo fino all'ultimo. Sia che ci si guadagni, sia che si vada in perdita. Chiuderlo significa perderlo definitivamente!
Detto questo... facciamo un piccolo appunto sulla crisi sistemica:
All'inizio si e' materializzata con una forte crisi finanziaria che ha colpito principalmente i grossi operatori che operano in borsa.
Da li' si e' spostata, inevitabilmente alle banche!
E qui c'e' da fare una precisazione: se le banche non hanno denaro... nessuno ha denaro!
E' inutile girarci intorno perche' e' questa la realta'!
La gente comune ha i risparmi, non i soldi. Le aziende non hanno fondi per acquistare materiali, macchinari, materie prime... e per pagare gli stipendi. Hanno solo quel poco che gli viene pagato mensilmente dai clienti che hanno dei risparmi.
E giustamente... se le banche non hanno soldi, e le aziende non ne ricevono, neanche i cittadini li hanno.
E bloccandosi in un verso (ovvero banche -> industrie -> cittadini), il circuito si blocca anche in senso inverso (cittadini -> commercio -> banche).
Per cui se le banche non hanno soldi, queste non ne avranno per molto tempo... perche' nessuno glieli porta... in quanto non ne ha!
Con il blocco dei soldi e la mancanza di liquidita' da parte delle banche... chi basa il suo lavoro sulla vendita di un prodotto (in questo caso il petrolio) o su un servizio (ad esempio il trasporto via mare) da pagare anticipatamente e con forti quantita' di soldi, inizia a fermarsi.
Per il trasporto via mare il problema e' limitato.... alcuni per qualche mese hanno continuato a navigare in perdita. Altri si sono fermati in attesa di tempi migliori.
Per quanto riguarda il petrolio, invece, questo va comunque estratto... almeno fino a quando ci sara' spazio suffiiente per poterlo immagazzinare. Dopodiche'... se la situazione non dovesse cambiare.... ci sono 2 possibilita':
1) venderlo a credito... ovvero io ti do il petrolio oggi e tu me lo paghi appena hai i soldi
2) vederlo in cambio di.... ovvero io ti do il petrolio e tu me lo paghi con beni o servizi
L'eventuale terza ipotesi e' quella di chiudere i pozzi. E farlo significherebbe una riduzione della capacita' estrattiva di diversi punti percentuali!
Chiudere un pozzo significherebbe perdere la capacita' produttiva dello stesso. Ma anche mettere a rischio produttivo gli altri pozzi nelle vicinanze!
Per cui il problema non e' singolo... ma e' sistemico.
E va affrontato in blocco... a livello di G8... o melgio ancora andrebbe affrontato a livello di G-ONU (192 stati)!
alle 10:56
Pietro/Crisis
#34 Ciccio. Dai un'occhiata qui: http://www.aspoitalia.it/.
Poi torna e dicci come la vedi.
8o)