Crisi sistemica e cambio di paradigma

Le mie vacanze natalizie sono state piuttosto traumatiche dal punto di vista... termico. In tre step, ho riveduto e corretto l'intero mio approccio esistenziale e questo dà da pensare. Sarà colpa dell'anno nuovo, mah.
1: Trentino. Ci chiediamo perché stia finendo il petrolio, i russi chiudano i rubinetti del gas, arrivi la crisi energetica. Ebbene: finalmente l'ho scoperto. La colpa è dei trentini. L'immaginario popolare li vuole gente tosta e temprata ai rigori del gelo, che passeggia a meno 20 e si rotola nella neve per irrobustire le ossa. Invece, cari miei, i trentini son mammolette: e quando fuori segna -8°, tengono i termosifoni a tutta birra con una temperatura interna a +24°. Così, ecco i rudi alpini circolare per casa in ciabattine e t-shirt sorseggiando spumante ghiacciato, e inorridendo nel sentire i miei rimproveri di romana che tiene il termostato a 18°. Con trenta gradi di escursione termica, ho preso due raffreddori in una settimana e fatto fuori una confezione di vitamina C.
Sono ripartita indignatissima, trentini più spreconi degli ucraini, che mollezze da basso impero! I loro nonni con gli scarponi e lo sciarpone si rivolteranno nella tomba!
2: Toscana. Finalmente si ragiona. Come forse qualcuno saprà, nella mia microcasina in un paesino toscano non ho voluto compromessi: niente allaccio alla rete del gas! Starete mica scherzando? Arriva la catastrofe, vorremo mica dipendere dalle reti? Io mi rendo indipendente, cari miei! Una bella stufa nella zona notte, il camino nella zona giorno, un maglione e via!
I paesani mi hanno guardato scettici. Vanno tutti a stufa e camino, ma il contado tosco è benestante e quindi non ha nessuna intenzione di surgelarsi le terga: assieme alle belle tradizioni hanno allacciato anche i termosifoni perché non si sa mai. (Tutti, tranne un misterioso vicino di cui in paese si vocifera abbia un termovalorizzatore in salotto: dal suo comignolo escono misteriosi fumi e nessuno l'ha mai visto uscire col sacchetto della mondezza. Mah.)
Insomma, per farla breve è stata una tragedia. Ho battuto i denti per cinque giorni, mentre non si faceva altro che rifornire di legna le insaziabili bocche da fuoco che ingoia ingoia parevano non restituire alcun calore. La cucina era un frigorifero, l'olio ghiacciato, il vino gelato, ho messo il pane a lievitare davanti al camino e ho aggiunto anche qualche blandizia per convincerlo a crescere in tanto gelo.
Le camere da letto sembravano quelle dell'Overlook Hotel, mancavano solo il gatto delle nevi in garage e il marito che urlava "Weeeendyyyy sono a casa caraaa!". Per togliersi e rimettersi i vestiti toccava rassegnarsi al caldobagno, con grave crisi esistenziale nonché consumi elettrici. Alla fine ho ceduto e non ce l'ho fatta più: basta! Aridateme la civiltà! Voglio tornare a Roma!
3. Roma. Appena scesa dalla macchina, uno splendido sole e un dolce ponentino primaverile mi hanno offerto una carezza di benvenuto. 12 gradi. Entrata in casa, con un solo semplice gesto "click!" ho avviato l'impianto di riscaldamento che, tutto da solo, ha prelevato gas dal gasdotto ucraino e ha cominciato a bruciarlo nei miei termosifoni. Dopo appena un paio d'ore, eccomi qui in poltrona al calduccio, a navigare su Internet sorseggiando un caffè.
Quando arriva la fine della civiltà occidentale fatemi un fischio, che porrò fine alla mia esistenza in modo rapido ed indolore.
Scusami per l'"h" in più sul nome, era involontario
Deborah,
il post è molto simpatico e in qualche modo l'umiltà che traspare ti fa onore; ma il problema che hai è semplice e palese, non ci capisci un acca di termotecnica applicata agli edifici!
La prossima volta che scegli una seconda casa, fatti prima consigliare da un bravo Geometra, Architetto o Ingegnere del settore.
Ma, ahimè, per la tua casa in pietra non ci sono soluzioni: l'inerzia termica elevata e l'alta trasmissività termica del muro sono un problema insormontabile per un uso saltuario. Se la parete esterna è con pietra a vista e sei in un un paese di un certo interesse turistico, non hai neppure la possibilità di applicare un cappotto esterno, perché condomini e ufficio tecnico del Comune non ti daranno mai il permesso.
PS: nella mia casa di residenza a Vinci fattami costruire dai trentini bastano 8-9kg di buona legna nei giorni più freddi per riscaldamento e ACS. Neppure io ho l'allaccio al metano, ma all'energia elettrica sì e la pompa di calore aria-acqua interviene alla bisogna quando il termocamino rimane spento.
Ciao,
certo con il giungere della crisi si cercano di trovare alternative economiche oltre che ecologiche.
io da alcuni anni ho riscoperto la stufa a legna e trovo che il comfort sia estremamente elevato, con una sola stufa scaldo bene 90 metri quadrati.
Il probelma della stufa che ho faticato a risolvere è stato quello della sua scarsa autonomia: trovare ogni mattina ed ogni sera al rientro la stufa da riaccendere e la casa fredda è estremamente spiacevole!
Volevo evitare il pellet perchè ho delle mie potature da bruciare ed in più temevo (come sta accadendo per la seconda volta) che il pellet potesse sfiorare il prezzo del gas. Ho poi scoperto che ci sono delle stufe a legna con lunga autonomia, restano accese oltre 12 ore! Oggi mi scaldo con una di queste ed ho raccontato la mia esperienza sul sito www.stufefocolari.com che invito a visitare per documentarsi.
bah.. noi qui scaldiamo a legna oramai da un paio di anni.
Bisogna apprendere le malizie per domare le stufe e soprattutto avere legna varia e di prim'ordine.
Comunque governare tre stufe e' un vero lavoro.. consumiamo circa 100 kg di legna al giorno e questa va approvvigionata,trasportata e spaccata.Insomma, nessuno qui si lamenta della mancanza di sport ;)
Deborah,
il post e' molto simpatico e con fondi di verita' e mi fermerei qui, ma permettimi qualche osservazione tecnica sulla tua casa Toscana. Con un muro di pietra di 1 metro non puoi considerarla ben isolata. Piuttosto l'effetto dell'enorme massa di pietra di costringerebbe a riscaldarla tutto l'anno per alzare la temperatura da quella media del luogo ai 18-20° desiderati.
Usandola 20 gg, e' chiaro che ti cucchi se va bene i 14° permanenti (media temperatura centro italia n.d.r). Le pareti di irradiano sulla schiena a 37 i loro 14 e tu senti quel freddo. Qualsiasi sia la tecnologia puoi avere l'aria a 20-25 gradi, andare a letto ed alzarti la mattina con la temperatura imposta dalle pareti che forse in inverno potrebbero essere vicine ai 4-5.
Con simpatia
Andrea
massi: " non dimentichiamo che la capacità di adattamento degli esseri viventi è fortissima"
Sì, ma non dimentichiamo neppure che avviene per selezione e che essere sottoposti a selezione non è piacevole, perché si potrebbe finire nel folto gruppo degli scartati. E in genere non è una scelta.
Proprio simpatico il post. Volevo fare un paio di appunti: l'uomo dell'era preindustriale soffriva molto, freddo, fame e infezioni, questo è vero e rimarra' sempre nella nostra memoria collettiva il rifiuto insormontabile di ritornare a patire le avversità naturali. Ma è vero anche, come accennava qualcuno, che i nostri avi si ingegnavano molto raggiungendo dei risultati anche ottimi utilizzando tecniche perlopiù empiriche o addirittura difficilmente comprensibili. Ecco questo forse noi l'abbiamo dimenticato, abbiamo costruito milioni di abitazioni a c... di cane solo perchè siamo riusciti a sfruttare le energie fossili. Siamo stati semplicemente dementi.
Altra cosa: non bisogna avere troppa paura per il futuro che ci aspetta; non dimentichiamo che la capacità di adattamento degli esseri viventi è fortissima. Chiunque sarebbe capace di affrontare l'inverno senza gas, a patto che non sia l'unico sfigato. Cioè se dovesse mancare proprio a tutti riscopriremo immediatamente tanti accorgimenti e tanto spirito solidale.
Bene, perché non cominciare dal pretendere le stesse condizioni amministrative?
I trentini hanno importato le passive haus in italia. I trentini sono stati i primi ad adottare la certificazione energetica della casa. I trentini sono stati i primi a creare un consorzio per case a basso consumo. Direi che noi lombardi,veneti,piemontesi,emiliani,toscani, laziali etc etc dobbiamo solo imparare da loro.
con riscaldamento solare
http://ourworld.compuserve.com/homepages/phil_reddy/
oppure mooolto sul rustico
queste
http://www.thatroundhouse.info/
Forse sono meglio queste
http://www.erdhaus.ch/main.php?fla=y&lang=en&cont=earthhouse
....bellissimo POST...i miei complimenti.
Anche io ho deciso...che se sarà.... voglio morire con la civiltà che mi ha cresciuto.Immaginarmi a trasportare legna per scaldarmi , non mi ci vedo.Troppo pigro....
ciao Giovanni
@30
Pensa che bello se ci riuscissero, sarebbero possibili anche i viaggi interplanetari!.
Se arrivassimo su titano, una luna di saturno, avremmo tutto il metano che ci serve, visto che li, letteralmente, il metano scorre a fiumi.
non sempre il primo link della ricerca è il migliore
http://www.correrenelverde.com/cucina/bibenda/bevande/karkade.htm
Segnalo anche questo link (ci si arriva anche dal precedente):
Si chiama ibernazione, per quanto riguarda gli umani... e al momento solo gli esperimenti sulle cavie da laboratorio hanno prodotto risultati efficienti. Un paio di anni fa, in USA, erano decisi a fare una prima sperimentazione su un essere umano vivo, volontario. Ma dei risultati non ho saputo piu' nulla. So che c'erano dietro i militari... e questo la dice lunga!
Ma a parte questo, il concetto di seppellirsi non e' del tutto sbagliato. Il terreno, mediamente, si tiene ad una temperatura piu' o meno costante, specialmente se sopra vi sono erba e foglie.
La casa "ideale", quindi, potrebbe essere quella degli HOBBIT de "Il signore degli Anelli"... o qualcosa di simile!
Senti, scandalizzerò, ma il problema di scaldare casa con la legna è semplicemente di PESTARCI, giù legna, asciutta e di qualità, ovviamente
La notte è fondamentale pestar dentro ciocchi di quelli grossi, e comunque prima di giorno una botta e un riattizzo vanno dati...
Camino e cucina economica o stufa devono andare simultaneamente
Col camino e la stufa a legna puoi trasformare casa in un FORNO
Non ti pensare di scaldare casa con troiai tipo pino o truciolati, ci vuole leccio, corbezzolo, ideale se hai ulivo o vite. Per vivere la casa tutto l'inverno in maremma calcola, una famiglia media casa media, 10 metri di legna, un metro 3 qli, quindi tre ton
Ma per farci 15 giorni vacanze, dovrebbe bastare un Ape (misura concretometrica consistente in quanta legna sta nel cassone di un Ape 500) più tre o quattro pacchi di mattonelle di carbone di legna, che sono preziose per tenere su la stufa la notte e non dover scendere ogni poche ore a riattizzare, fai 60 o 80 kg; un caloriferino elettrico per stanza bimbi ci sta, di quelli con termostatino, va da solo quando è il caso come lo setti; dove si trova nella macchia la radica, quelle radicione dello scopo con cui si fanno le pipe, tenerne un certo numero di scorta, non esiste un legno paragonabile, ti porta il forno della cucina economica a 300 gradi e ci fai il pane.Fondamentale un fiasco di rosso sempre a tiro, contribuisce all'isotermia generale... :)
Fausto: "Sennò deciso: scavo un buco e mi ci seppellisco fino a primavera."
Chissà se l'ingegneria genetica sarebbe in grado di dar vita a una varietà umana in grado di andare in letargo nei mesi più freddi... sarebbe un passo evolutivo di tutto rispetto e assai desiderabile, no? :)
(sarà poi una battuta?)
valerio,
la casa è nel paesino, quindi non esposta ai mille venti anche se molto ben esposta al sole!
pietro,
praticamente casa mia segue tutte le tue regole: camino in ghisa, infissi a tenuta (tranne sotto la porta dove piazzai na bella "salsiccia"), niente presa d'aria perchè ahimè il muro dietro il camino è confinante. La stufa è al piano inferiore appunto, dove ci sono le camere da letto col soffitto basso (e infatti, battute a parte, le camere sono calde), e c'è un letto per ospiti "soppalcato" in salotto dove sta il camino! Caldo anch'esso! :-)
Il tetto l'ho semirifatto apposta per coibentarlo, inorridivo al pensiero di tutto quel caldo che usciva di tra le pianelle.
Insomma: leggo ste robe da anni, non sono sprovveduta. Diciamo che ho fatto tutto quello che potevo senza fare investimenti insensati per una seconda casa. Però... a gennaio se sbubbola! :D
In camera mia 12°C al mattino, 14-15 la sera. All'esterno da -3 a -6 la notte, circa 0° di giorno, umidità terribile, nuvole. Poco metano, molta legna, ottime stufe a tenuta ermetica con una rigida regolazione dell'aria in ingresso.
Risultato decente, visto che riscaldiamo un immobile grande.
Ma io mi sono stufato davvero di sbaraccare legna. Dopo una quindicina di anni di sega, accetta e carriola ne ho le paxxe piene. Vivere coperti di cenere e segatura è antipatico.
Chi riesce ad ideare un metodo efficace per captare la luce diffusa dell'inverno padano e portarla in casa (senza dover usare semiconduttori!) per me può beccarsi un paio di nobel, assieme a tutta la mia stima...
Sennò deciso: scavo un buco e mi ci seppellisco fino a primavera.
Suggerimenti terra terra:
camino: capisco che sia bello ma, al 90% ha una efficienza immonda, i primi camini decenti sono stati realizzati alla metà dell'800,, in Inghilterra.
Per rimediare almeno un po' di calore la prima cosa è sistemare una bella piastra di ghisa dietro il fuoco ( si scalda e scalda, per irraggiamento, la stanza). In questo modo, probabilmente, raddoppi l'efficienza del focolare.
Un'altra cosa è procurare che gli infissi siano a tenuta.
Non basta, infatti, avere vetri a triplo strato. Il camino crea una depressione che "tira dentro" aria e per di piu' proprio nelle parti piu' lontane della casa, dove si gelerà anche di piu'.
Soluzione: creare una alimentazione separata per il camino stesso, ovvero una bella condotta di aria che arriva nella fossetta dove si raccolgono le ceneri.
FORSE una semplice forassite grossina e relativa traccia nel muro ( magari uno zoccoletto) potrebbero bastare.
Questa soluzione l'ho vista in almeno un paio di case coloniche "adattate" alla bell'e meglio in tempi moderni, evidentemente da qualcuno che aveva idea di eliminare l'inconveniente.
Uno era un vecchio frantoio di famiglia, con una piccola dependance colonica. La "condotta" era in mattoni e alimentava anche il forno per il pane (ENORME, corpiva le necessità settimanali di una famiglia contadina...), che cosi poteva essere chiuso, diventando, praticamente, una Stube.
2) Esistono stufe moderne a chippato e legna che sono efficienti e pure belle.
Difetto: costano.
3) Il calore sale. Quindi la stufa dovrebbe essere, in primo luogo, nella stanza al primo piano.
4) Cantina. Un ventilatore è tutto quello che serve per avere una pompa di calore di bassa potenza ma in grado di tenere la casa qualche grado piu' calda ( o piu' fredda, secondo necessità) dell'esterno, a maggior ragione se le mura sono spesse e i solai sono ben coibentati.
INFATTI la maggior parte delle dispersioni sono proprio dai solai, nelle vecchie case.
In ogni caso, visto che il calore SALE, anche se le stanze sono ben isolate, quando si comincia a scaldare si finisce per dover scaldare PRIMA la parte alta delle stanze di diversi gradi in piu' di quelli voluti per avere una temperatura acccettabile al livello delle nostre delicate trachee cittadine.
Soluzione?
Buh, valutare la possibilità di soppalcare almeno le camere da letto, magari solo per metà, con l'altra meta chiusacon pannelli amovibili o, banalmente, un semplice telo/ lenzuolo, prontamente rimovibile d'estate, di sera, quando invece la circolazione d'aria è benvenuta....
Debora, è come per il frigo, se lo apri poco serve poca energia per mantenerlo ad una temperatura diversa dall' esterno, ma quando lo riaccendi dopo averlo sbrinato per far scendere la temperatura serve una barca di energia.
Il camino e la stufa vanno magari bene per mantenere calda una stanza già scaldata ma non basteranno mai a scaldare un' enorme massa di roccia che peraltro se ho capito bene è una villetta isolata che scambia calore in tutte le direzioni con cielo vento e terra gelida...
altro è un appartamento cittadino... se hai il riscaldamento autonomo puoi accenderlo anche un paio d' ore solo nei giorni di particolare freddo, purchè gli inquilini vicini non facciano altrettanto la temperatura resterà accettabile!
se ci vivi nella casa di campagna è un altro discorso, la mantieni sempre bella calda, ma se arrivi e stai per tre giorni, o hai un impianto di riscaldamento potente, magari che accendi via telefono 24 ore prima, sennò tisane bollenti, maglioni e non ti devi spostare da davanti al camino....
Però considera che se davvero ti allacci al gas con caldaia e tutto, se vai dieci giorni, i primi due terrai il riscaldamento a manetta, ma poi, piano piano in quelli successivi consumerai via via meno... se ci vai per solo tre giorni invece non cambia nulla, brucerai kilometri cubi di gas ogni volta...
DEB... 1 metro e passa di muri in pietra son buoni per l'inerzia termica.
vuol dire che probabilmente d'estate ci stai d'incanto ma d'inverno (specie se non la abiti continuamente) è un bagno di sangue (anche perché prima di scaldare quei muri ce ne vuole).
Prova con una stufa o camino come si deve, copri le pareti con qualcosa di meno freddo e dormi accanto al caminetto... non è garantito il risultato ma hai qualche chance in più. ;-)
@21 Un surrogato concentrato di cannabinolo.....
No, scherzo, è una bevanda nordafricana che ha delle buone proprietà sul corpo umano.
http://it.wikipedia.org/wiki/Karkad%C3%A8
@ 20
....e cosa sarebbe?
quante parole..
comunque al posto della vitamina C in scatola consiglio un bicchierone di karkadè.
L'articolo è divertente ma rivelatore dell'inquietante andazzo dell'ecologismo occidentale.
Se si vogliono cambiare le cose,par di capire,si deve morire di freddo. Cioè cambiare lo stile di vita versoil basso. In questo Al Gore è stato illuminante,proponendo una salvaguardia ambientale senza rinunciare agli standard di comodità moderni. Si può stare al caldo senza per forza bruciare metano,come si può avere una mobilità senza bruciare petrolio. Mangiare pomodori senza farli venire dalla Spagna o bere acqua pulita senza prelevarla da qualche sorgente in sudamerica.
Certo se la proposta è quella di vivere come i nostri bisnonni,nessuno la farà propria a parte qualche matto. E intanto si riempie di fieno la cascina di chi dice che l'unico modo per vivere bene è fumarsi l'intero pianeta..
C'e' una questione di abitudine che va considerata. Il corpo umano sa adattarsi, ed impara a farlo, sin da piccolo. Piu' lo si copre... piu' si diventa sensibili alle basse temperature.
In questa foto di Jacek Palkiewicz scattata in Siberia, le belle gambe della ragazza che lo attendeva per fargli gi "onori di casa" sembrano non patire il freddo. Eppure indossa solo delle calze a rete...
...e la temperatura esterna era moooooolto piu' bassa di quella raggiungibile alle nostre latidudini e nelle nostre citta' (se non erro era sui -35°)!
Ma a parte questo.... noi qui a casa abbiamo la caldaia a gasolio con la quale scaldiamo l'acqua sanitaria (in estate ci sono i pannelli solari) e riscaldiamo i 2 bagni con altrettante stufette elettriche da poche centinaia di watt. Il resto della casa viene scaldato dal termocamino al quale sono collegati 2 termoconvettori, uno nella zona giorno, l'altro nel corridoio della zona notte!
E si sta bene!
Deb, è questione di abitudine. Io prima di incontrare la mia compagna tenevo il riscaldamento a 22 gradi. Poi frequentando spesso la sua casa del '700 in pietra con spifferi dappertutto e stanze da letto ove si fanno le nuvolette respirando, al mio rientro a Roma non accendevo il riscaldamento per 3-4 giorni, con grande gioia dei miei amici che si lamentavano dei 14 gradi presenti! Allo stesso modo lei quando abitava nella casa paterna si faceva la doccia con un bagno ghiacciato dove io avevo timore anche solo a fare la pipi'! Ora non ci riesce piu' ed ha bisogno del termoventilatore!
Le case disabitate specie se in pietra o comunque con una grande inerzia termica sono un osso duro! Non basta riscaldare l'aria perchè il corpo umano è molto piu' sensibile all'irraggiamento, se le parteti sono a 10 gradi e l'aria a 20 si sente freddo lo stesso.
Anche io abito in condominio, ma col riscaldamento autonomo. Io da buon paraculo mi faccio scaldare dagli altri. Infatti sono andato via per quattro giorni e ho spento il riscaldamento; ma al rientro la temperatura era ancora a 17.5 gradi.
Comunque quelli al primo e all'ultimo piano piangono per i soldi che spendono, anche perché il sistema di riscaldamento del condominio non è ben progettato, in quanto gli scambiatori di calore sono stati scelti per operare a 80-90 gradi, mentre la caldaia centrale è ottimizzata per 50-60.
Sono state fatte delle misurazioni, cioè si sono lette le calorie erogate dagli scambiatori di tutti gli alloggi. La somma è stata confrontata con il consumo della caldaia centrale. Ebbene la perdita di calore è quasi equivalente a quello consumato.
camini e stufe buttano via un sacco di calore, a meno di non usare camini termici
io con 50qli di legna all'anno ci scaldo 200mq e ci fo l'acqua calda che d'inverno i pannelli solari vanno poco
certo: il camino termico e' costato 1200 euro, ma sono 4 anni che non compro piu' gasolio e compro il 50% in piu' legna...
ancora: dover gestire il camino e "incollarsi" la legna sono scocciature e fatica...
ma il discorso e' sempre quello: ci vuole tecnologia e volonta'
Questione di rodaggio e di abitudine, confermo. Sto facendo prove tecniche di riscaldamento e sopravvovenza in una bella Torino gelata come non la si vedeva da molti, molti anni.
1) riscaldamento a gas acceso anche di notte sui 12 gradi nelle camere da letto, sennò i tubi gelano, si spaccano gli impianti e il padrone di casa mi manda il conto dei danni. E' previsto dal contratto d'affitto (da tutti i contratti d'affitto), e considerate che in questi giorni stanno gelando alla grande i tubi esterni dell'acqua calda collegati ai boiler a gas, dove peraltro è sempre accesa la fiammella della veilleuse
2) riscaldamento a gas acceso di giorno in cucina a 16 gradi, più caminetto quando siamo in casa. Ma non c'è santo, se fuori c'è la nebbia gelata bisogna alzare il termostato a 18 gradi, caminetto o non caminetto. Col gelo e basta non ce n'è bisogno. In bagno 20 gradi: non siamo nati per soffrire
3) letto scaldato con bottiglie di vetro piene di acqua bollente prima di andare a fare la nanna
4) due canottiere, due paia di calzettoni e pantaloni del pigiama sotto i pantaloni per uscire di casa. Anche lì, non c'è santo. Ridete pure, ma provate voi ad aspettare l'autobus al mattino quando è ancora buio con -8 gradi. A volte -6, a volte anche -10. . Puoi imbacuccarti finchè vuoi, puoi mettere cappotto e stivali ma il nostro abbigliamento invernale (almeno: il mio) non è da Siberia, bensì da Europa meridionale. Ergo il doppio strato ci vuole.
Mia sorella mi sfotte, abita in condominio, riscaldamento centralizzato, sempre 20-22 gradi in tutta la casa. Mah...
la prima cosa che ho imparato in montagna, è di sigillare il caminetto ermeticamente in inverno e usare una stufa, dal camino effettivamente se ne esce tutto il calore della casa.
Comunque siamo abituati troppo bene, 14 gradi all'interno bastano, non si sta in maglietta, ma che bisogno c'è?
Trentini: prova a revocare i privilegi economici dei quali godono per via del loro Statuto Speciale, e vedrai che in quattro e quattr'otto ridiventano più parsimoniosi. Chissà quale percentuale del loro tenore di vita pesa sulle spalle di chi vive in una regione che a statuto speciale non è...
Casa toscana: come hai giustamente osservato, non puoi pretendere d'arrivare in un edificio dove le pareti sono ghiacciate per il loro intero spessore e pretendere di scaldarle con una stufa nel giro di poche ore, specie se sono pareti molto massicce!
Tra l'altro, senza essere in montagna, questa mattina mi sono svegliato con 13° in camera. Non sono morto. Nel momento esatto in cui scrivo, il termometro segna 16° e sto benone pur non essendo più un giovanotto. Non serve essere supereroi, è solo questione di "rodaggio" e di qualche piccolo accorgimento che si impara con la pratica.
E' semplice, quando accendi il camino provochi un immensa aspirazione d'aria dall'esterno della casa verso l'uscita del camino.
= scaldi l'aria sopra la casa e da te entra i freddo che sta fuori...
Perche' da qulache parte l'aria deve pur entrare in casa, altrimenti muori soffocata, dato che il camino brucia tutto l'ossigeno.
Io invece quest'anno per evitare si essere DERUBATO con la spesa del gas, dato che abito da solo, mi sono comprato un bel paio di elettroradiatori ad olio, che consentono di scaldare anche una sola stanza per radiatore. E ti assicuro che la mia cemera e' bella calda. Nel resto della casa si gela, ma che importa.
Ho fatto dei discreti calcoli, con uno strumento che misura i KWh, preso alla lidl, e ti posso assicurare che -passando l'inverno cosi'- finiro' per spendere 1/3 di quello che spendevo per scaldarmi col gas.
E poi tanto per cambiare dal 1° gennaio l'elettricita' e' calata del 5%, il gas solo dell'1 !
ciaoEcco... volevo dirlo anche io... la casa, qualunque casa, se e' vuota e' anche fredda. Prima di riuscire a riscaldarla, devono passare diversi giorni con la fonte di calore sempre in funzione.
E questo vale anche per gli appartamenti in citta'!
Ad ogni modo e' anche vero che oggi si parla, si discute, si prova, ci si inizia ad organizzare... ma non e' che siamo "costretti" a vivere o a sopravvivere in condizioni critiche...
...io, ad esempio, ho dormito diverse decine di volte in un piccolo rifugio di montagna, con soltanto il caminetto... temperatura interna +5° C., esterna -15° C. Eppure non sono ne morto... ne tanto meno ho patito il freddo (a dire il vero crepavo per il caldo :D ). Mi e' bastato usare un buon sacco a pelo... e dormirci dentro praticamente nudo (avevo solo gli slip!).
Quando facevo il militare, invece, per sopportare il freddo dei cameroni della caserma di Fano, indossavamo il pigiama sotto la tuta... e qualche volta mantenevamo anche la mimetica. Il tutto era si' scomodo... ma ti manteneva in qualche modo il calore corporeo.
Oggi, ad esempio, sono andato in montagna, sulla neve, a fare una escursione con le ciaspole. Indossavo un semplicissimo pantalone in tessuto (cotone) abbastanza pesante e sotto avevo messo una calzamaglia che normalmente si usa per andare a sciare. Non sono morto per il caldo ma c'e' mancato poco! :D Eppure c'erano tra i -1° e i +1° C.!
Quindi... se e quando ci saranno problemi per il riscaldamento degli ambienti nei quali andremo a vivere... ci si organizzera' in qualche modo.
Ma il segreto e'... prima di tutto...
1) avere una salute di ferro (o quasi)
2) evitare l'umidita' (che ti si infila nelle ossa)
3) usare o realizzarsi "giacigli" termini (cioe'... lo stesso principio del sacco a pelo, ma esteso all'intero letto o alla stanza intera.
Infine una piccola curiosita'....
...una volta mi e' capitato di trascorrere qualche ora in un vecchio castello di caccia, di epoca medievale, ...all'interno di una vallata in mezzo alle montagne del nord Italia.
Ebbene... non c'erano infissi alle finestre (cioe' niente vetri... aperto da tutte le parti). Era in inverno e il proprietario aveva preparato un grande fuoco nell'unico caminetto a meta' tra la cucina e la sala da pranzo. Le camere si trovavano al piano superiore. Dormire, pensavo, sarebbe stato impossibile visto che fuori c'erano piu' o meno i -10°C. Con mio grande stupore, invece, le stanze erano calde quanto la cucina e la sala da pranzo.
La circolazione dell'aria era stata progettata in modo tale che doveva SEMPRE passare per il caminetto acceso... e fuoriuscire dai comignoli posti sul tetto, dopo aver attraversato praticamente tutte le stanze. Se il caminetto si spegneva... il castello ripiombava nel gelo piu' assoluto. Piu' era forte il fuoco... piu' erano caldi gli ambienti.
L'unica stanza FREDDA dell'intero stabile era la rimessa... sotto il focolaio, dal quale entrava aria. Una stanza di una ventina di metri quadrati nella quale la temperatura, sia in inverno che in estate, era estremamente bassa (circa 9°C) ma costante!
In estate, mi raccontava il proprietario, il castello era confortevole perche' l'aria fredda fluiva nello stesso modo attraverso le stanze e la temperatura interna era sempre sui 20°C.
La differenza di pressione che si creava negli ambienti, di fatto, impediva all'aria esterna di entrare dalle finestre. Come questo fosse possibile non lo so. Ma era una tecnica spettacolare!
Se avessi fatto come me che il capodanno sono andato a passarlo nel sud della Sicilia.... ti dico solo che il primo gennaio alle 3 di notte in riva al mare, c'erano 7-8 gradi! ;-)
Su regà, è una casa in pietra coi muri spessi un metro e passa e 4 finestrelle col triplo vetro.
O pensate che mi sia fatta la casa di cartongesso? Sarò pure femmina, ma che diamine, dovete mica spiegarmi l'ABC!
(Il vero problema è che una casa disabitata NON si scalda tre giorni al mese...)
La solite donne: accorati appelli, instancabile propaganda, focosi discorsi, ma appena si fa sul serio... :D
Debora è tutta una questione di abitudine e di organizzazione. Secondo te nei sperduti paesini della Russia, Norvegia, Scandinavia, Svezia, ecc. come facevano una volta (prima dell'uso del gas)? Usavano la legna (quella adatta) certo, ma le case dovevano essere fatte veramente a regola d'arte con muri massicci e molto spessi, una o al massimo due finestre piuttosto piccole, e il camino doveva essere costruito certamente con accorgimenti diversi da quelli che oggi ci propongono, altro che coibentazione "moderna".
Attenzione alla qualitá della legna. Da quello che dici la legna (nella casa toscana) non era di buona qualitá... è un'ipotesi...
@3 secondo me è purtroppo è solo questione che non siamo più abituati a patire il freddo o anche il caldo,io ho fatto diversi anni con i ''ghiaccioli'' in casa nonostante i termosifoni e a girare in mutande d'estate perchè non avevo neanche il ventilatore. nella baracca dove vivo adesso (tipo la casa di tyler durden) ho dai 17°(notte) ai 19.5°(giorno) gradi(temp esterna -2 circa).
se potessi vorrei solo un camino e una stufa a legna di quelle di una volta ,che potresti anche buttarci dentro un cadavere.
per le stufe a pellets ho dei dubbi nati anche da discussioni con amici:il pellet si può fare da soli o occorrono macchinari speciali? perchè se arriva una crisi energetica con che cosa si fanno funzionare i macchinari per produrre il pellet,oppure l'olio combustibile eccetera?
La casa è molto ben coibentata e ristrutturata, Sergio. Ma sinceramente non potevo permettermi spese stratosferiche per riscaldamenti troppo ganzi, in una casa dove d'inverno si va in tutto 20 giorni! ;-)
(Almeno per ora...)
Mi spiace Debora ma devi utlizzare tecnologia anche con la legna. Il recupero termico nei camini a legna (che sono il massimo dell'inefficienza) è indispensabile, stufe a pallets (che si caricano solo una volta al giorno) e solare termico come repowering del sistema di riscaldamento, sono solo alcune delle possibili soluzioni ai tuoi problemi energetici che possono farti evitare una fine prematura che nessuno di noi desidera. Poi dipende come le case sono fatte (e ristrutturate). Ti posso assicurare che nella mia baita in Valle d'Aosta (pareti in pietra da 80 centimetri, legno a più non posso, doppie finestre, e lana di roccia dietro alle perline) scaldiamo, 21 gradi, due piani di casa (circa 120 mq) con una sola stufa a pallets posta al piano inferiore, mentre la notte si va a meno 20 (spesso anche a -25). Il camino lo usiamo solo come coreografia visto che accedendolo la temoperatura scende!!! Comunque compolimenti per il post. Molto divertente.
Ah, Ah, Ah,
^___^
Grazie, almeno oggi.... ci hai ritirato su il morale!
Che risate che mi fai fare... :D
Debby la tosta...
Debby la superwoman di noialtri...
Debby la... surgelata in vacanza :P
Ma chi te lo ha ordinato di andare in vacanza?
:P
alle 14:47
Defcon1970
A-riscusa,
non avevo letto i precedenti post dove è tutto ampiamente dibattuto.
Saluti