Crisi sistemica e cambio di paradigma

Non sempre e solo USA: arrivano notizie anche dal Giappone. Fioriscono gli accampamenti nei parchi cittadini di Tokio, dove sorgono tendopoli di fronte agli hotel di lusso.
I principali abitanti di questi improvvisati campeggi sono, ahinoi, i lavoratori temporanei, i cococo come si chiamano qui da noi. Ne stanno licenziando a migliaia nelle aziende giapponesi in crisi, si trovano in mezzo alla strada perché molti di essi avevano anche l'alloggio fornito dall'azienda.
Il governo cerca di tamponare ospitandoli persino nelle palestre scolastiche. Una roba da tempo di guerra.
Ma il carattere giapponese è diverso da quello americano, dove ci si rimboccano le maniche e con le unghie e con i denti si cerca di essere ottimisti, e anche da quello italiano, dove la famiglia offre un paracadute sociale. Per un giapponese una sorte simile è la morte civile, uno di essi afferma "Non esiste tornare a casa. Per l'onore della famiglia, è meglio sparire." E le hotline che offrono assistenza ai potenziali suicidi lavorano 24 ore su 24...
Io in giappone ci sono stato.
Sta storia dei giapponesi granitici nell'onore e con la spada in mano pronti a fare seppuku per il disonore è da sfatare.
E' un pò come pensare "italiani spaghettipizzaemandùlino "
E' gente normale, ma dotata di un forte senso civico e molto "inquadrata".
Saludos
P.S. Qui da noi, una persona normale che volesse piantare una tenda da qualche parte nei pressi d'una qualunque città allo scopo di passare le nottate senza svenarsi in un albergo avrebbe poche possibilità di rivedere vivo il sole la mattina successiva. O, come alternativa meno drammatica ma comunque seccante, lo rivedrebbe con le tasche svuotate da qualche multa di tutto rispetto.
Damiano: "Ragazzi il male assoluto nell'uomo è L'AGIRE IN BASE A COSA PENSANO GLI ALTRI. Si deve agire in base ad un obiettivo da raggiungere non in base alla vergogna. Questa mentalità idiota è spiccatamente presente in Giappone [...]"
Direi che la stessa mentalità è abbondantemente diffusa anche in Italia!
Federico: "[...] sapete che c'è gente che in Giappone finge lo stesso di andare al lavoro anche se lo ha perso?"
Non ne dubito. Lo stesso comportamento è stato tratteggiato con grande ed efficace sarcasmo anche nel nostro italianissimo "Fantozzi". E Fantozzi, non dimentichiamolo mai, non è un personaggio di fantasia: Fantozzi sono io che scrivo, sei tu che leggi e, chi più chi meno, sono tutti coloro che ci circondano.
Ho fatto leggere la questione ad un amico che vive a Tokio, e mi dice che le tendopoli nei parchi ci sono sempre state, non è una novità, ma sono organizzatissime, le tende vengono montate a sera e rismontate al mattino, ognuno tiene pulitissimo il suo pezzetto di parco, chi non ha lavoro trova comunque sempre dei lavoretti da fare, tipo raccogliere lattine e differenziate varie, è vero che considerano un disonore tornare a casa, ma non è che sia poi cosi' per tutti. In breve.
se non siete partici della cultura giapponese o non la conoscete meglio che non facciate affermazioni...
Non che si aun esperto, ma qualchecosa l'ho capita: spaete che c'è gente che in Giappone finge lo stesso di andare al lavoro anche se lo ha perso??
E' una mentalità e una cultura profondamente diversa dalla nostra, facciamo fatica a comprendere le loro logiche: a scuola i bambini a fine giornata in piedi davanti agli altri fanno autocritica e si imegnano a migliorarsi il giorno successivo.
Non mi stupisco che un giapponese che perde il lavoro non torni a casa...significa aver fallito...un disonore...
Ragazzi il male assoluto nell'uomo è L'AGIRE IN BASE A COSA PENSANO GLI ALTRI. Si deve agire in base ad un obiettivo da raggiungere non in base alla vergogna. Questa mentalità idiota è spiccatamente presente in Giappone, mi dispiace per la patria dei Manga e degli Anime che io adoro. E' impensabile suicidarsi per quello che pensano gli altri, machissenefrega!!!!
Se non ricordo male, per i giapponesi arrendersi al nemico è un disonore. Durante la guerra il suicidio è d'obbligo. Ma qualsiasi situazione, per i giapponesi, che faccia loro perdere la dignità e il rispetto degli altri, è una vergogna, e l'unica via d'uscita è il suicidio.
Naturalmente questo ai tempi del celeste impero.Oggi dovrebbe essere differente, ma a quanto pare così non è.
I giapponesi quando perdono il lavoro cosa fanno?, karakiri?, sai che strage...
Capisco vergognarsi ma addirittura non farsi aiutare dalla propria famiglia finendo dentro a delle baracche mi sembra veramente eccessivo.
@2
In Italia c'è mammà... ;-)
e in italia ?? .. .
Anche da noi le pretese diminuiscono, pur di mantenere il lavoro:
http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=10155
alle 10:48
Damianod
Ragazzi scusate, ho espresso il mio parere sui giapponesi in base al sentito dire e in base all'articolo. In realtà so che abbiamo molto da imparare da loro: rispetto per se stessi e per gli altri, voglia di lavorare, precisione, introspezione. Ritengo però l'italiano medio forse meno legato alla paura del pensiero degli altri. Questo è il nostro seppur modesto vantaggio.