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Qualcuno coltiva a Detroit.

Giovedì 11 Dicembre 2008, 10:38 in Agricoltura, Apocalypse now, Reimparare di

ray bradbury l'abisso di chicagoUna volta, un uomo mi chiese di ricordargli il cruscotto di una Cadillac. Glielo descrissi nei minimi particolari. Aveva la faccia inondata di lacrime. Lacrime di gioia o di nostalgia? Non saprei. Io so solo ricordare. In realtà io non sono altro che un mucchio di rifiuti dove si accumulano i resti rutilanti e vani di una civiltà che è precipitata in un baratro.

L'Abisso di Chicago è un bellissimo racconto di Ray Bradbury, la storia di un vecchio che in una città devastata dall'atomica era l'ultimo custode e narratore dei "bei tempi andati". Ci penso ogni volta che leggo storie su Detroit, di cui parlo spesso qui sul blog.

L'Abisso di Detroit, quello in cui sta sprofondando la città dell'auto, è forse solo il primo di altri che seguiranno. A Detroit ci sono oggi abbastanza aree abbandonate da riempire San Francisco, la gente fugge riducendo la popolazione ad appena 850mila unità. Coalizioni locali promuovono faticosamente la piccola impresa, cercando di riassorbire le migliaia di disoccupati "20 persone alla volta". Ci sono almeno 55 mila lotti vacanti, lasciati incolti e non produttivi.

Così, cominciano ad accadere piccoli miracoli. La gente prende la zappa e coltiva il cibo, seminando fagioli al centro di Motown.

In molte parti di Detroit, su terreni che ospitavano soltanto case oggi crescono zucche, pomodori, peperoni.

La città ha più di 500 orti urbani, e i raccolti vengono venduti ai farmer's market. "Quest'anno il raccolto è andato via velocemente, la gente ha un disperato bisogno di cibo." racconta una delle promotrici di Urban Farming. E la presenza degli orti coltivati aiuta anche a mantenere il valore delle case circostanti.

Chissà cosa sarà di Detroit. Non ci sono bailout che tengano, in disastri come questo. Probabilmente finirà col diventare una città spopolata, ridotta a poche decine di migliaia di persone: Pietro mi ricorda spesso che la stessa cosa accadde a Roma, nel più profondo medioevo. Ma forse quelle poche migliaia riusciranno ad avere una vita buona, sana, sicura e sostenibile. E magari, staranno meglio di tanti altri altrove...

 

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12 commenti
12
12 Dic 2008
alle 18:26

Aldo

Luca, a proposito di "dare lavoro"... ma il lavoro non era un DIRITTO? Dunque, non è che qualcuno me lo possa DARE: tutt'al più quel qualcuno me lo potrà RESTITUIRE. O no? Eh, il bello della semantica applicata alla formazione del pensiero comune...

11
12 Dic 2008
alle 14:37

luca

la GM forse chide dentor il 2008 ... strano pero che ci siano 700 miliardi da dare agli speculatori finanziari .. e non 15 a chi da lavoro a milioni di persone .. visto che la finanza creativa non produca nulla.. ..

10
12 Dic 2008
alle 13:47

Bernardo Mattiucci

Il SENATO USA ha bocciato il piano di salvataggio delle industrie automobilistiche. Detroit e' destinata a soccombere!

9
12 Dic 2008
alle 09:13

marco

SIgnori,

tutti a zappare!

8
11 Dic 2008
alle 15:54

Aldo

Mmm... quale potrà mai essere la qualità del terreno in una città? Quanto sarà mai lunga la lista dei contaminanti? Quale l'effetto a lungo termine sulla salute di chi mangia quel che vive di quei terreni? C'è poi la questione dell'acqua...

7
11 Dic 2008
alle 13:28

AAndrea

Un'altra cosa... io a Detroit ho sperimentato un altro racconto di Bradbury. Si narrava della polizia che ferma un tizio che va a piedi, perchè non credibile che uno abbia voglia di farsi una passeggiata. Un giorno ho detto: "vado a piedi fino al parco" (qualche chilometro)..... non ci potevano credere! poi mi sono venuti a prendere!

6
11 Dic 2008
alle 13:24

AAndrea

Io sono stato a Detroit nel 94. A parte l'immensa periferia residenziale tutta uguale casetta-box-canestro, la downtown è deserta, già dagli anni 90. In centro non c'è assolutamente nulla, a parte l'enorme stadio del baseball, e alcuni grattacieli. Non ci vive nessuno. Non è New York. Attorno quartieri ghetto per gente "abbronzata". A un'ora d'auto (!) dal centro le zone residenziali. Città fantasma davvero assurda.  

 

5
11 Dic 2008
alle 13:16

andreaX

Appena comprai casa la prima cosa che feci fu rimuovere qull'odioso cemento che soffocava la terra del giardino, ed una volta ritornata alla luce finalmente vi è cresciuta l'erba..

4
11 Dic 2008
alle 12:59

listening

orti urbani (che poi è agricoltura di prossimità, dove gli orti si raggiungono a piedi e in bicicletta) e togliere un bel pò di automobili dalle strade cittadine, sostituendole con la mobilità in bicicletta (quando serve con traini o con portapacchi integrato davanti, secondo il modello danese), migliorerebbe anche i quartieri più duri, non c'è dubbio. purtroppo la città è ancora un'occasione allettante di speculazione da parte dei soliti noti, e quando non speculano sono comunque imbecilli (se la credono poi, parli di queste cose e si stampano sulla faccia un sorrisino di sufficienza che la dice tutta sulla corrispondente attività neuronale). segnalo anche l'ultimo dei post di jeff vail sulla riconversione di suburbia negli stati uniti (il numero 4 di a resilient suburbia)

http://www.jeffvail.net/ 

3
11 Dic 2008
alle 12:01

Paolo B.

Morale? Stringere i denti(e la cinghia) e rimanere a vivere in città anche nelle condizioni più critiche perchè alla fine saremo in pochi e premiati.

Ad esserne sicuri!

A proposito, quali erano le condizioni di vita di quei circa 10.000 coraggiosi, che rimasero nella Roma fantasma di una penisola sconvolta dalle guerre gotiche???

2
11 Dic 2008
alle 11:56

Spengler

Coltivare le carotine / alle ardeatine?

o abbeverare il broccolo / dalle parti del Gianiccolo?

e arando portare alla luce / un vecchio busto del duce? 

1
11 Dic 2008
alle 11:32

prefe

mhhh ...

sei piuttosto ottimista...

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