Mi occupo spesso di alimentazione, qui. Per due motivi: credo che la crisi si farà sentire anche in quel settore, sia per la produzione che per la distribuzione; e poi, perché una crisi economica incoraggia chi imbroglia e occorre quindi vigilare ancora di più su ciò che mangiamo.
Ultimamente, a causa di una tosse persistente e altri piccoli indizi, sospetto di essere diventata "intollerante" al latte. Sospesi latte e latticini mi pare di stare meglio. Ma la cosa che più mi incuriosisce è la seguente: sembra che milioni di bambini, e migliaia di adulti, siano diventati improvvisamente allergici al latte. I medici non battono ciglio su questa diagnosi, si limitano a trarre conclusioni e a consigliare (l'obbrobrioso) latte di soia.
Eppure, fino a vent'anni fa nessuno era allergico al latte. Trattavasi di cosa inaudita, come l'allergia all'acqua. Mai conosciuto, nell'infanzia, bambino che lo fosse. Oggi è la norma.
Insomma, qualche dubbio dovrebbe sorgere a chi di dovere. Cosa diamine c'è nel latte moderno? Processato, pastorizzato, sottoposto a trafile industriali, e infine impacchettato in tetrapak che secerne inchiostro? Quali sono queste fatidiche proteine del latte, tipo... la melamina? Cosa danno da mangiare alle mucche? Qualcuno ha mai provato a dare latte appena munto a questi bambini, per vedere se per caso l'allergia scompaia?
No, e probabilmente non accadrà mai. L'ultima novità con cui cercano di terrorizzarci è infatti proprio questa: il latte crudo fa male e spedisce i bambini all'ospedale, comprate latte del supermercato che è "più sicuro". Vien da dire che è un miracolo che tutti noi siamo ancora qui per raccontarla, date le quantità di latte non pastorizzato che ci siamo ingurgitati nell'infanzia.
9 gli "intossicati" (qualche giornale trova il numero troppo basso per i suoi gusti e lo arrotonda a 40). Il responsabile? Il solito escherichia coli, che da quel che sapevo al massimo causa qualche cagotto e ora invece spedisce i bambini in dialisi. Si sarà modernizzato anche lui.
Vorrei fare due conti della lavandaia, di quelli che fa il mio collega Pietro: in Italia ci sono 2000 distributori di latte crudo. Poniamo che ognuno venda 20 litri di latte al giorno, fa 40 mila litri. Ogni litro bevuto da 2 persone, sono 80 mila persone al giorno che bevono latte crudo.
In un anno, sono appena 9 gli "intossicati" . Mi pare una percentuale più che esigua, soprattutto confrontandola con i milioni di allergici al latte di tetrapak. Eppure, eccoli a terrorizzarci con l'allarme batteri, e si sa che i microbi spaventano la massaia molto più dei veleni chimici.
Un'ultima nota a tanto sconforto. Sapete chi è in prima fila in questa battaglia per chiudere i distributori di latte crudo e difendere er cittadino dai nemici dell'igiene? Bravi, avete indovinato: la nostra inesausta sinistra, mai paga di tutelare gli interessi degli amici suoi. Che, come si sa, non sono certo amici nostri...








1. Bernardo Mattiucci, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 09:32
A qualcuno non sta bene che il latte venga venduto ad un prezzo piu' basso. Sono sicuro che uno dei grossi produttori italiani, o tutti, ci stia rimettendo. E cosi'.... ecco l'allarmismo!
Soluzione?
Boicottaggio del latte. Niente piu' acquisti al supermercato. Scusa: costa troppo!
2. tulkas, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 09:47
Tanto di cappello Debora, ma non è che ora ci diventi destrorsa :-))?
In effetti nel 2008 i casi sono 6 e non 9, 3 sono del 2007, comunque dalle notizie NON SONO CERTI CHE SI TRATTI DEL LATTE CRUDO, è solo una supposizione e comunque vorrei vedere i referti di analisi e anche la distribuzione territoriale dei casi: comunque per il medico ignorante che fa l'anamnesi il latte crudo è il primo appiglio cui gli pare bene agrapparsi.
Detto questo, e premesso che sono ghiotto di formaggio e anche di latte di uacca, eccovi la mia opinione (basata prevalentemente su esperienza personale): il latte di vacca è il miglior cibo del mondo, se sei un vitello! Se sei un cucciolo di uomo io per lo svezzamento useri il latte di uomo ...
Ma FA MALE il latte vaccino? tra morire di fame e bere latte di vacca o il mangiare formaggio: non c'è alcun dubbio sulla scelta! Altrimenti ci sono dei distinguo da fare.
Oltre a questo vorrei farti notare che le allergie di cui soffriamo dipendono in gran parte da nostro sistema immunitario, iper reattivo perchè devastato dall'eccesso di ormoni autocrini proinfiammatori prodotti da una simultanea presenza di eccessi di insulina e omega6; causati dalla presenza negli alimenti di glucosio (zucchero) e di grassi animali in eccesso (da allevamento).
PS: non lo dico io, io sono un sopravvissuto di questi problemi, e solo perchè un giorno ho deciso di scommettere un decino su quello che scriveva quindici anni orsono un chimico americano (Sears).
3. nicola b., Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 09:58
la gente purtroppo usa raramente la propria testa.. si vuol far credere che il prodotto industriale sia più controllato, più sicuro rispetto ad un prodotto non lavorato proveniente direttamente dall'allevatore. I miei figli bevono latte crudo a volontà e stanno benissimo!! Magari tra un po' racconteranno che i cibi bio non vanno bene perchè non sono trattati con i "buoni" fertilizzanti e pesticidi...
Un grazie immenso a Debora per il suo lavoro!
4. Archimede, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 10:05
Una piccola nota "tecnica" sull'intolleranza al latte: spesso è dovuta alla perdita di un enzima necessario alla metabolizzazione del latte. Non consumare latte in determinati periodi dell'infanzia o dell'adolescenza può portare alla perdita di questo enzima, ed a questo punto per tutto il resto della vita si avranno sempre problemi di intolleranza. Se lo si consuma con continuità, problemi non ce ne saranno.
La cosa è particolarmente evidente con i cani: se ad un cane non si dà sistematicamente latte vaccino ogni giorno per i primi mesi di vita, poi diventerà intollerante, ed un solo bicchiere di latte sarà sufficiente a scatenare diarree esplosive.
I miei cani si sono SEMPRE bevuti un terzo di litro di latte vaccino al giorno, senza mai nessun "effetto colalterale"...
Quindi, uno dei problemi può essere lo scarso consumo di latte in determinati periodi dell'infanzia o dell'adolescenza: scarso consumo dovuto ovviamente a cattive abitudini alimentari, a pseudo-diete, a pessima pubblicità, o al consumo, anzichè di latte, di acqua bianca (qual'è il latte scremato), ecc. ecc.
5. Luigi Lucato, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 10:19
Con tutti questi cibi industrializzati, sterilizzati ecc ...
e case e ambienti ultra puliti
semplicemente il corpo umano non sviluppa più anticorpi o enzimi che una volta era naturale possedere, e quindi si è diventati più fragili ai traumi ambientali.
lascaite giocare (infangare) i bambini nei campi ( bio altrimenti vi giocate il pupo)
e mangiate più naturale
la vostra salute ci guadagna
forse qualche multinazionale meno
la catena alimentere è troppo lunga e troppo contaminabile dalla chimica, e a questa il corpo non si abitua.
ps. per molti alimenti tipo il latte se il contatto è stato perso da piccoli ... sono guai
siamo certamente più fragili dei nostri genitori
ma non continuiamo a indebolire i nostri figli.
6. Alex, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 10:23
Il latte crudo fa male? Sì, infatti i miei nonni che avevano diverse mucche lo bollivano sempre prima di birla. Non è certamente causa di morte, però come dice Deborah può dare qualche piccolo fastidio intestinale. Per questo, vietare il latte crudo è insensato. Bisogna solo ricordare di bollirlo sempre. Sarebbe come vietare la pasta asciutta perché se non la bolli ti strozzi con un maccherone.
7. Debora/Crisis, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 10:32
tulkas, è che dalla destra le stron**te me le aspetto. A quelle della sinistra, invece, non mi ci abituo mai... :-(
8. simone, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 11:08
questa per me è una delle tante notizie (altre non vengono diffuse) che evidenziano il potere delle multinazionali e delle lobby economico /industriali.a chi cerca di uscire dalla loro logica di mercato o gli fanno semplicemente chiudere l'attività con qualche legge oppure lo portano in tribunale.sarò pessimista ma a me sembra che più questa crisi mondiale va avanti e più questa gente acquista potere decisionale che scavalca gli stati.
9. Massimiliano, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 11:12
Pero bisogna distinguere se il problema sta i alcuni processi industriali (come il confezionamento) o in altro.
Secondo me esiste sempre una via di mezzo. Ad esempio non ha senso prendere il altte crudi e poi bollirlo. A quel punto è meglio la pastorizzazione che usa di sicuro temperature più basse della bollitura.
Sul latte crudo ho alcuni dubbi:
Io lessi una volta che in Inghilterra quando fu posto l'obbligo del latte pastorizzato la mortalità infantile calo del 50%.
Ho letto alcuni articoli su analisi di controllo fatti su i distributori di latte crudo, e naturalmente ci è sempre qualcuno che fa il furbo e si scoprono distributori in cui i paramentri sono un po fuori dalla norma.
Io prendo quello fresco intero pastorizzato stando attento a evitare tutti quelli che aggiungono trattamenti su trattamenti totalmente inutili. Preferisco scegliere il minimo indispensabile per stare tranquillo.
10. Paolo, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 11:27
io consiglierei una bella indagine sull'olio (cosiddetto) "extravergine di oliva".... ;-)
11. Massimo, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 12:06
Premesso che non sono un esperto di scienza della nutrizione mentre conosco un po' come funzionano i cosiddetti "mercati", mi sento di fare alcune considerazioni:
- non posso dire in assoluto se il latte fa bene o male, certamente la mia famiglia ne consuma molto, io - in particolare - ne bevo circa un litro al giorno da almeno 10 anni;
-abbiamo iniziato ad approvvigionarci dai distributori di latte crudo da quando sono stati installati nell'area del torinese (circa due anni fa) e ci siamo sempre trovati molto bene senza mai riscontrare alcun problema di digestione o di alterazione dei normali valori ematici rilevabili con l'esame del sangue.
- l'allevatore che gestisce il distributore da cui mi rifornisco attualmente (sito in Torino) mi ha detto che eroga circa 250 litri al giorno. In effetti trovo quasi sempre coda anche la sera a tarda ora (dopo le 22);
- tenuto conto che il prezzo pagato al produttore è pari a circa 35 - 40 centesimi di Euro al litro mentre al consumatore finale costa circa 1,40 - 1,80 Euro significa che in un solo giorno l'erogatore sotto casa mia "sottrae" alla filiera della distribuzione del latte tra i 260 e i 350 Euro ovvero circa 10.000 Euro al mese!!!
- Provate a moltiplicare anche solo la metà di questo valore per il numero degli erogatori attualmente già presenti e - in prospettiva - quelli che si vorrebbero aprire vista la loro diffusione sempre più rapida (almeno per quello che posso personalmente verificare in Piemonte);
- ecco "spiegati" i casi di intossicazione - che potranno pure capitare - ma per ora sono statisticamente irrilevanti come ha illustrato Debora.
In sostanza la notizia relativa alla pericolosità del latte crudo e le azioni che da questa potranno derivare sono ESCLUSIVAMENTE un altro GROSSO favore che si vuole (o si deve) fare ai principali distributori (e produttori industriali) di questo alimento.
Massimo
12. Paolo B., Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 12:19
@7
Abituatici Debora, la sinistra che intendi tu non esiste più da tempo come anche la destra.
Una perspicace osservatrice e analizzatrice del mondo che ci circonda quale sei tu, dovrebbe aver già capito che l'era delle ideologie politiche è finità da un bel po'(forse in seguito al crollo sovietico?) ed oggi esiste solo il partito unico della finanza globale il quale muove le fila di questa balorda civiltà.
Ma sì che l'hai capito...:-)
13. roberto, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 12:30
I pericoli dovuti al consumo di latte crudo non pastorizzato hanno generato una ricchissima letteratura a livello internazionale. La FDA americana, ad esempio, ricorda che prima dell'introduzione delle prime tecniche di pastorizzazione nel 1937 il 25% delle infezioni alimentari era dovuto al consumo di latte crudo. Un recente survey condotto in Germania, e pubblicato in una rivista di settore, sostiene che nei bambini al di sotto dei tre anni la SEU costituiva il 25% di tutti i casi ed era dovuta al consumo di latte non pastorizzato. In italia sono stati condotti molti studi sull'argomento che sono stati presentati in molti consessi tecnici, l'ultimo a Tradate nella tarda primavera, dove si riferisce di sospensioni di licenza a carico dei produttori di latte crudo per contaminazione di diversi patogeni (fra cui E.c. 0157). I dati diffusi dal Ministero della Salute tagliano la testa al toro, per cui è bene non girarsi dall'altra parte. La letteratura a riguardo della SEU dice che l'indice di mortalità è fra l'1 e il 3%, e che fra i bambini colpiti tra il 30 e il 40% sviluppa dei danni permanenti ai reni. Ognuno può fare quello che crede, però è meglio non far finta di niente. In Europa 7 paesi hanno inasprito la normativa sanitaria sulla vendita di latte crudo e tra questi c'è l'Austria, il primo paese in Europa ad autorizzare le milk machine.
14. Luca Lombroso, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 13:00
Ottimo e ben scritto Deb, difendici tu!
Deb Santa Subito!
Qualche giorno fa prendendo il latte a un distributore con un amico, ci siamo commentati fra noi: la GDO non aspetta altro che la prima occasione per smontare questo sistema perchè parte dal basso, gli da fastidio e gli fa concorrenza!
Inoltre, penso e spero per i gestori che la vendita media sia di ben più di 20 litri, quindi la percentuale di (ipotetici) intossicat è anche molto più bassa di quanto hai calcolato.
Inoltre, i sistemi industriali ammesso e non concesso che siano piàù sicuri, quando gli capita qualche cosa che non va, ne intossicano (o avvelenano lentamente) milioni in un colpo solo!
A quanto pare poi
http://bioetiche.blogspot.com/2008/12/allarme-per-il-latte-crudo-la-moda.html
siamo individui che si arricchiscono e fanno busines. E concordo, deprimente vedere la sinistra e le coop in prima linea, la coop in particolare ha scritto nel suo giornalino che non mette i distributori di latte perchè non danno garanzie sanitarie! che dire? la coop sono loro, nonpiù io.
15. Clara, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 13:30
Bel post, grazie Debora.
Usiamo la testa e non beviamoci passivamente tutto quello che raccontano i giornalisti solo per fare un bel pezzo allarmista e fare un favore ai soliti noti!
9 casi sono un numero irrisorio per stabilire una relazione causa effetto.
Vorrei sottolineare che l'uso dei distributori (non solo di latte) oltre ad accorciare la catena produttore-consumatore favorisce il riuso dei contenitori e limita la produzione di rifiuti.
ben vengano i controlli per garantire la sucurezza, tuttavia non va sottovalutato che spesso l'intossicazione da latte crudo è responsabilità del consumatore che non pone la necessaria attenzione alla conservazione e alla sterilizzazione delle bottiglie.
PS consumo latte crudo da un anno, è buonissimo e non ho mai avuto problemi.
16. avaracar, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 13:57
da ex lavoratore in un piccolo caseificio mi fido molto di più dei processi industriali che del buon contadino.
Detto questo, cambiando prospettiva, da un punto di vista energetico come vedete i distributori di latte crudo? Non si spreca meno con la catena di distribuzione classica che costruendo e alimentando tutti quei distributori dedicati? Forse si risparmia su trasporto e confezionamento ma non son convinto che il bilancio sia positivo.
17. Jò, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 14:04
a me quello che stupisce non è tanto che il latte possa causare intolleranza (e altri gravi problemi), nè che chi ci governa (indipendentemente da quali riferimenti dica di avere) non favorisca le multinazionali ...Quello che mi stupisce è che nessuno ragioni sul fatto che siamo l'UNICA specie animale a bere latte di un'altra specie, per di più dopo lo svezzamento! Nessun altro animale, svezzato, cerca latte di un'altra madre, e nemmeno continua a berne della propria o delle "sue sorelle". Detto questo, sapete come il latte viene prodotto? Sapete la sofferenza che ci sta dietro? Sapete che è possibile - se si ritiene necessario - sostituirlo con succedanei vegetali bio, ottimi di gusto e sani per il corpo? Sapere vuol dire scegliere, e fare scelte consapevoli, solidali, sane ed economiche per noi, per le altre specie, per il pianeta
http://www.infolatte.it/
http://www.viverevegan.org/latte/latte.html
p.s. bel sito, interessante
18. felis, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 14:08
Comunque giustamente fatto notare da Archimede, l'intolleranza al latte è perfettamente naturale: nessun mammifero adulto dopo lo svezzamento beve più latte, soprattutto non beve latte di altre specie. Non esiste alcuna necessità di assumere a vita un alimento studiato espressamente per un neonato, soprattutto quando comporta sfruttamento animale ed un consumo energetico molto maggiore delle alternative vegetali; abituatevi al latte di soia o equivalenti, prima che sarete costretti dalla fine dei sussidi e dall'impennata dei costi dei mangimi! :-)
19. Debora/Crisis, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 14:55
Luca, con i 20 litri al giorno sono voluta appositamente stare stretta.
roberto,
"La letteratura a riguardo della SEU dice che l'indice di mortalità è fra l'1 e il 3%,"... UHMMMM le statistiche si rigirano a piacimento. Questo 1-3% è probabilmente l'incidenza di mortalità tra coloro che si ammalano e non, come lasciano intendere i furbacchioni, tra tutti i consumatori di latte crudo!!! Ciò significa che se abbiamo 9 casi di ammalati l'anno ci vogliono almeno 10 anni per avere 1 morto... qualsiasi altro alimento, carne e uova inclusi, ha probabilmente una mortalità superiore, se non altro per choc anafilattico!!! E ogni anno almeno un bambino si soffoca con l'uva!
Ma noi siamo superficiali, leggiamo "1% di mortalità" e ci terrorizziamo... ehhhh....
20. FreeMind, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 17:45
Tranne qualche commento intelligente e utile come quelli di Alex, Massimiliano e Roberto pare che per tutti gli altri (Debora compresa) Louis Pasteur fosse un imbecille. Complimenti!! Da una sana presa di scoscienza delle manipolazioni (andrebbero chiamati crimini deliberati di massa per il profitto individuale) alle quali siamo sottoposti da decenni a tutti i livelli e contro le quali organizzarsi con puntiglio e competenza, mi raccomando: sparacchiamo plausi a casaccio e inebriamoci di sano entusiasmo pauperistico pur di sentirci "diversi" e "liberati".... E' proprio vero, l'umanità dei cosiddetti "adulti" non riesce proprio a liberarsi del proprio nefasto e complice infantilismo. Ragazzi! Se continuate così non si va da nessuna parte, e gli abili "manipolatori" l'avranno sempre vinta a mani basse.
Meditate gente... meditate....21. Debora/Crisis, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 17:47
Il prossimo che scrive "Meditate gente meditate" lo banno.
:P
22. Valerio, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 19:23
Scusate... non ho avuto il tempo di leggere tutti i commenti.
Non è che vogliano catalizzare l'attenzione sul latte crudo per distogliere l'attenzione da altre cose (tipo la modifica delle detrazioni fiscali del 55% tanto per fare un esempio...). Forse sto diventando troppo sospettoso nei confronti dei tg e dei politici...
23. Valerio Brutti, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 19:33
@7
Debora dovresti esserti allenata per bene alle stron**te della sinistra (come tu le definisci) nell'ultimo governo Prodi. Secondo me tra un po' cambieriai sponda (non so se ti convenga...). Secondo me i partiti sono molto simili... Comunque sia se andiamo avanti così non riusicirò ad andare a vorare:(
24. Valerio Brutti, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 19:35
Scusate... volevo dire votare
25. FreeMind, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 20:01
@Debora/Crisis
Oooops... lo prendo come un sì, hai ragione ? ;-)
Mi pareva che l'articolo, comunque posto, fosse uno dei tanti spunti di riflessione scritti proprio per meditare e riflettere.... ma se dobbiamo credere obbedire e combattere le pluto-masso-latto-crazie-pastorizzate occidentali per sentirci tutti un po' meglio basta dirlo, perbacco!!
Sarà, ma mi pare che l'articolo (e alcuni commenti) fossero un "filino" (chiedo scusa per il capalbiese stretto) superficiali e fuorvianti... Bah! Visti i tempi andarsi ad infilare in altri "cul de sac" senza una seria analisi mi pareva inutile tafazzismo.
Comunque sia, saluti lattiero caseari (crudi crudi) a tutti.... :-\
26. Mark, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 20:02
Volevo solo correggere il conto della lavandaia…
I distributori del latte tengono sui 400 litri e li vuotano tutti i giorni, fate voi i conti…
PS gli eroi che distribuiscono il latte direttamente hanno l'USL in casa tutti i giorni con controlli su controlli. Sui distributori è scritto di bollirlo SOLO PER I BAMBINI di pochi anni. Il latte crudo per gli adulti non ha controindicazioni anzi esattamente il contrario.
http://www.biola.it/benefici-del-latte-crudo.aspx
27. Aldo, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 20:37
Ehi, gente, finitela di "consumare" il latte, e cominciate a BERLO, che è meglio! Sembra una sciocchezza, ma quella parolaccia (consumo) e i suoi derivati sono diventati davvero troppo pervasivi. Un caso o un esempio di "indirizzamento del pensiero"?
28. vincenzo, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 21:33
Mi è sempre piaciuto il latte, ma da un pò di anni a questa parte lo trovavo insulso e privo di nutrimento, inoltre avevo sempre qualche piccolo rigurgito, mi tornava in gola la sensazione di latte acido. Da quando ho scoperto il latte crudo sono tornato bambino, è buonissimo e riesco a digerirlo senza alcuna difficoltà e sazia molto.
29. enrico, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 21:38
@17 che scrive: nessun mammifero adulto dopo lo svezzamento beve più latte, soprattutto non beve latte di altre specie....
Diciamo che nessun mammifero adulto è in grado di mungere una mammifera adulta, eh?! Perchè se al mammifero adulto il latte glielo dai se lo beve eccome...!!!
Per quanto mi riguarda il latte crudo lo bevo da sempre, non sono ne intollerante, ne ho avuto problemi, niente di niente, nel mio paese di origine ci sono vecchi centenari che il latte lo hanno bevuto da sempre in ogni sua forma.
30. tap, Venerdì 5 Dicembre 2008 ore 23:13
Le posizioni della sinistra su queste vicende sono sempre interessanti. @12 paolo, la distinzione fra destra e sinistra c'è. Quello che interessa alla sinistra è metter su un sistema in cui non vi sia alcuna concentrazione di potere perchè sono convinti che la gente sarebbe più felice in un mondo siffatto. Vogliono una specie di società-meccanismo nella quale a ciascuno spetta il dovuto (sulla base del "lavoro" ieri , del "merito" oggi). L'autonomia degli allevatori che si permettono di scalzare tutto il mega meccanismo della distribuzione organizzata da fastidio perchè permette all'agricoltore di diventare un uomo relativamente indipendente, perturbando l'utopico disegno sinistroide del meraviglioso equilibrio di poteri. Quello di destra invece è colui che non si preoccupa dell'esistenza nella società di concentrazioni di potere, ma spesso ciò avviene perchè è lui a detenerlo!!
31. alessandro, Sabato 6 Dicembre 2008 ore 14:09
x massimiliano
Io sono un produttore di latte crudo. Forse tu non sai che i parametri per la vendita del latte crudo sono più restrittivi rispetto al latte venduto come alta qualità(carica batterica: alta q.:<100000ufc/100ml mentre latte crudo:<25000)inoltre nel latte alta q è ammessa la presenza pur minima(<2ufc) di germi patogeni mentre nel crudo è richiesta la totale assenza, pena lo stop della vendita. Tu dirai:tanto la pastorizzazione elimina i germi patogeni. risposta: si, ma non le loro tossine, che sono molecole proteiche e resistono anche alle temperature della sterilizzazione
32. alessandro, Sabato 6 Dicembre 2008 ore 14:20
dimernticavo,nel fresco pastorizzato di massimiliano c'è anche il latte rimanente del giorno prima che porto a casa quando rifornisco i distributori e la sera lo vendo alla centrale
33. alessandro, Sabato 6 Dicembre 2008 ore 19:03
...e chi parla di dati storici di Inghilterra e America forse non sa che negli ultimi anni abbiamo migliorato le tecniche di produzione del latte:
Per vendere latte crudo è richiesto:
-mandria indenne da TBC, BRC e leucosi(in Italia sono quasi eradicate)
-idoneità igienica dei luoghi di mungitura e conservazione del latte
-analisi periodiche del latte da parte dell'allevatore nel piano di autocontrollo e da parte delle ASL per verificare l'assenza ASSOLUTA di S.Aureus, Coli, Salmonella, Listeria, Campylobacter (a differenza di chi non vende latte crudo)
-mantenimento della catena del freddo che mantenga il latte ad una temperatura inferiore ai 4°C
-analisi periodiche dell'allevatore, dell'ASL, della centrale e dell'associazione allevatori per carica batterica, cellule somatiche oltre a grasso proteine ecc.
-Analisi delle feci di un campione rappresentativo di animali per verificare l'assenza di Campylobacter
-Piano di autocntrollo che elenchi dettagliatamente tutte le operazioni riguardanti il latte, dalla lavorazione dei campi,al rifornimento del distributore alla disinfezione degli impianti ecc.
-analisi ASL delle superfici (beccuccio, ecc)con tamponi sterili per verificare l'assenza di patogeni
E voi credete che questo era richiesto in Inghilterra nel 1937?!!!
Tutto questo impegno di persone, soldi, tempo e tanto impegno 365 giorni l'anno per dare al consumatore la possibilità di bere un latte vivo...... e adesso un pediatra per dormire tranquillo dice:fatelo bollire.......ma vaf.......
34. rosacroce, Sabato 6 Dicembre 2008 ore 23:16
il latte provoca una caduta di calcio nell'organismo
di chi lo assume ,quindi esteoroporosi a lungo andare.il latte di soia è pure peggio,contiene sostanza indigeribili e perfino tossiche(medicinenon.it,per un dossier completo su soia e derivati).
il migliore è sicuramente il latte crudo l'unico da prendere in considerazione ,ma da quali vacche?
solo mucche al pascolo garantiscono un prodotto sano .
il latte che si trova normalmente in pianura
provviene da animali malati,intossicati da ormoni ,antibiotici,vaccini,nutriti con mangimi in cui è
consentito per legge introdurre "olio esausto da motori" ,la legge si limita a fissare il quantitativo di olio da macchine usato in percentuale con cereali e soia ,eventualmente ogm.
si forma cosi "DIOSSINA nelle carni e naturalmente nel latte,la legge stabilisce il quantitativo massimo in base alle esigenze dei produttori,non certo dei consumatori .
solo l'uomo tra tutti gli animali consuma latte dopo lo svezzamento.
non è certo una dieta naturale
nè salutare
quasi sempre è tossica
35. rosacroce, Sabato 6 Dicembre 2008 ore 23:26
aggiungo ancora, sui vecchi centenari che bevono latte. hanno bevuto il latte di una VOLTA,
mica quello di oggi,cari miei,è per quello che sono centenari .quelli che bevono il latte di oggi ai 100 anni ,,,,,, non ci arrivano.
il latte di una volta non c'è piu'
è scomparso dalla faccia della terra
ci vorrebbe l'acqua e l'aria e la terra e gli animali di una volta.
non ci sono piu', c'era una volta e non c'è piu'.....
tutto questo è il progresso ..belllezza36. giovanni, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 10:41
x rosacroce
ma sei sicura di quello che dici? NON E' VERA la storia dell'olio, gli animali destinati a produrre latte crudo sono SANI, l'uso di ormoni è vietato in Italia, l'uso di farmaci prevede tempi di sospensione e la compilazione di un apposito registro, al mondo il 99,99% della soia è OGM.Dai dimmi quello che ritieni essere un alimento salutare, considerando che sul nostro pianeta non esiste metro quadro di terreno o litro di acqua o aria che non sia inquinato da diossine. Ormai il pianeta è tutto contaminato. E le diossine spostate dal vento arrivano anche sui pascoli dei tuoi sogni allora non si dovrebbe mangiare più niente?
37. Hackatao, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 11:43
I Primi miei 17 anni li ho vissuti in un ambiente contadino. Bevevo il latte mentre mungevo le vacche, mai avuto malanni. Quando sono venuto a milano ho provato il latte confezionato. A parte lo stupore iniziale per il fatto che non sapeva di latte, dopo qualche settimana mi sono accorto che non lo digerivo, quindi l'ho eliminato. Quando torno in montagna mi condeco ancora del latte vero.
38. indopama, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 13:55
infatti gli enzimi per la digestione del latte sono contenuti nel latte e non nell'organismo umano. proviamo a pensare da dove li tira fuori il nostro organismo tutti gli enzimi necessari alla digestione dei cibi. se non fossero gia' quasi tutti nei cibi moriremmo presto.
infatti chi mangia "cotto" campa poco, e male.
anche per gli animali vale lo stesso discorso, le mucche devono mangiare crudo e non mangimi secchi, morti.
io e la mia famiglia abbiamo risolto quasi tutti i nostri problemi fisici da quando abbiamo tagliato il latte e i latticini, osteoporosi inclusa e aggiunto frutta.
39. upuaut, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 15:45
A parte il tono allarmistico, la richiesta di piu' informazione al consumatore, specie per quanto riguarda la necessita' di bollire il latte crudo, mi sembra sensata. E' una cosa che ho sempre sentito dire da mia madre, quando ancora in casa nostra arrivava il latte crudo, e mia madre a latte appena munto ci e' cresciuta (anch'io, almeno per la prima parte della mia vita), latte appena munto da lei stessa e dalla sua famiglia.
Quanto agli interessi "altri", non credo che fino ad ora la concorrenza del latte crudo abbia inciso davvero sui grandi produttori, ma potrebbe farlo in futuro e questa forse e' una strategia preventiva. Tra i senatori firmatari c'e' pure il nome dell'ex sindaco del mio paese. Mi risulta difficile comprendere come una persona nata e cresciuta qui possa sottoscrivere una roba simile. E si' che mi sembrava anche in gamba...
40. LaLica, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 17:50
accidenti che pastrocchio..
bevo poco latte ed ogni tanto lo prendo al distributore per ovvie ragioni (ha un'altro sapore)
scrivo pur non avendo letto tutto (ho smesso dopo la pubblicità della birra che non ripeto per evitare il ban) perchè in questi ultimi giorni ho letto un articolo sul latte pastorizzato e sul fatto che la pastorizzazione distruggerebbe un componente essenziale per la sua corretta assimilazione...
non ricordo bene e non ritrovo il link, ho memorizzato la cosa perchè ho pensato: caspita! ma c'è ancora qualcosa che si può mangiare senza paura?
forse avete visto anche voi l'articolo, io intanto riporto un link ad unforum dove parla di una cosa simile
http://www.bevilatte.it/forum/viewtopic.php?t=9&sid=66bad2b5245fef8a48c8dc0bafb7492d
41. fausto, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 18:05
Bella questa storia del latte! Vorrei dire questo: i produttori che smerciano latte alla spina sono solitamente già attrezzati per la pastorizzazione, e dalle mie parti esistono distributori di latte INTERO FRESCO, quindi latte del luogo pastorizzato e non scremato. Buono ed economico.
L'attrezzatura per la pastorizzazione è una cosa semplice, si tratta di un boiler in pressione per far vapore. Incidentalmente, queste attrezzature le trovate in qualsiasi caseificio di campagna. Nulla di trascendentale.
A me piacerebbe saper quanti sono realmente i distributori di latte crudo, e quanti invece di latte inteo fresco. Forse avremmo gradite sorprese.
E poi la pastorizzazione: fa grossomodo quel che fa la bollitura, ma opera a temperatura leggermente più alta e per tempi molto brevi, preservando al meglio le qualità del prodotto. Non ha senso giudicarla un processo dannoso, è dannosa quanto un pentolino scaldato sul fornello. Anzi, meno.
42. andrea busetto, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 18:52
Aiuto ,ci sono i babbiocchi come rosacroce che credono alle frottole che dichiarano?Comunque l'olio dei motori è una cazzata, e le vacche di pianura ,se trattate bene ,sono meglio di quelle di montagna.La questione è che col mio lavoro (vaccaro che vende latte direttamente)si dà fastidio a lobbies pigre e potenti, e l'ex min de castro le frequenta abitualmente.
andrea busetto
www.lattemontefeltro.com
43. rosacroce, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 20:29
ripeto in rete si trovano testimonianze di veterinari
(mednat.org) che dichiarano,con nome e cognome che i mangimi contengono olio esausto di motore e
antibiotici ingrassanti .è perfettamente legale.basta rispettare le dosi stabilite dallo stato,si produce diossina(potentemente cancerogena) che si ritrava nelle analisi dei prodotti: latte, carni, formaggi.
anche residui di antibiotici e ormoni si ritrovano nei prodotti di animali che si nutrono di tali mangimi,mangimi che possono contenere soia e mais OGM senza l'obbligo di denunciarlo.
la pastorizzazione ,la bollitura ,peggio la sterilizzazione del latte avviene a gradi 60 e oltre
gli enzimi e le vitamine oltre 50 gradi vengono distrutti.la diossina, gli ormoni,gli antibiotici
restano.
perciò :
solo il latte crudo,non bollito proveniente da mucche che si nutruno esclusivanente al pascolo , senza mangimi industriali è alimento accetabile,considerando
che per essere digerito assorbe calcio dalle ossa e dai denti e dalle articolazioni del consumatore.
considerando
che ciò comporta a lungo andare" osteoporosi "
risulta che solo chi ha una dieta ottima cioè ricca di verdure biologiche e frutta biologica che sono ricche di calcio e apportano calcio all'organismo,
solo questi possono consumare limitate quantita di latte con danni relativamente piccoli
44. rosacroce, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 20:33
la FDA americana è al servizio delle multinazionali
ciò, che sostiene è generalmente falso.
di solito il contrario di ciò che dice è vero
45. rosacroce, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 20:38
sulla FDA ,a la loro opera "criminale" esiste ampia documentazione su disinformazione.it
46. rosacroce, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 21:48
ultimissima "ansa it" ritirata carne di maiale in irlanda ,in cui si sono trovate dosi di diossina oltre 100 volte il cosentito dalle leggi europee,in base
alle indagini .all'origine della contaminazione un
mangime
ecco la riprova;
nei mangimi si mette OLIO ESAUSTO di motori
ed è legale
questo provoca diossina ,la legge della commmissione europea
si limita a fissare il quantitativo massimo di diossina presente nei prodotti .
ricordo che i ricercatori sostengono che la DIOSSINA è sostanza cancerosa e mutagena
in dosi minime.e che non esiste una soglia al di sotto della quale non espichi i suoi effetti e che permane nell' ambiente per un tempo lunghissimo.
questo è il progresso ,,,bellezza
47. Ale, Lunedì 8 Dicembre 2008 ore 14:24
x rosacroce
La storia dell'olio esausto è una cazzata..
1)la razione per le vacche viene decisa dall'allevatore e dall'alimentarista.. il mangime viene prodotto in base alle esigenze di ciascuna azienda e l'allevatore dice al mangimificio cosa mettere nel nucleo o nel mangime.
2) se metti dei preparati dannosi nel mangime avresti dei riscontri negativi sia sulla produzione quantitativa e ancor di più sulla produzione qualitativa oltre che sul benessere dell'animale stesso.. non converrebbe a nessuno avere in stalla animali malsani che non producono..
3) Gli ormoni in Italia sono proibiti
4) Per la produzione di latte crudo in caso di trattamenti con antibiotici bisogna rispettare un tempo di carenza di almeno 2 gg in più rispetto a quello previsto dalla casa farmaceutica.
5) la maggior parte della della soia prodotta è OGM e quindi anche quella destinata alla produzione di latte di soia e derivati.
48. Ale, Lunedì 8 Dicembre 2008 ore 14:56
Ecco qui un articolo riguardante una ricerca dell'università di basilea sull'effetto preventivo del latte crudo su alcune allergie.
IL CONSUMO REGOLARE DI LATTE CRUDO PROTEGGE
DA ALCUNE FORME ALLERGICHE
E’ quanto riportano alcuni ricercatori dell’Università di Basilea
“Il nostro studio ha dimostrato che bambini che devono latte crudo soffrono
con minor frequenza di asma e febbre da fieno” – dice il Dr. Waser
responsabile della ricerca – “Dobbiamo continuare a lavorare per capire
perché e come il latte crudo possa offrire ai bambini questo alto livello di
protezione e cercare di ottenere un prodotto che garantisca la stessa
protezione con il massimo della sicurezza igienico-sanitaria”.
E’ già noto da tempo che i batteri probiotici (buoni) sono in grado di ridurre il
rischio di aczemi e asma nei bambini e si è pensato inizialmente che questa
proprietà, non verificata per il latte pastorizzato acquistato nella normale
distribuzione, fosse dovuta a un “benefattore” appartenente alla componente
microbica termosensibile del latte.
Recentemente uno studio europeo che ha riguardato 14893 bambini di età
compresa tra 5 e 13 anni che vivono in aree rurali in Austria, Germania,
Olanda, Svezia e Svizzera, ha dimostrato che il consumo di latte crudo è
associato a una riduzione dell’asma (-26%), della febbre da fieno (-33%) e
delle allergie alimentari (-58%) mentre nessun effetto si è avuto con l’eczema.
Ma il risultato più interessante è che gli stessi benefici effetti sono osservabili
anche se il latte crudo viene bollito prima del consumo.
“Questo dimostra” – afferma il Dr. Waser – “che la pastorizzazione non è così
importante come si pensava inizialmente e che non sono i batteri i veri o i soli
protagonisti, ma per esempio gli acidi grassi omega3 potrebbero essere
coinvolti”.
Altre ipotesi sono riferite al “tempo” se si considera che una differenza tra
latte crudo acquistato in stalla e bollito in casa e latte crudo pastorizzato in un
impianto e venduto in negozio è il tempo che passa tra il momento della
mungitura e il consumo. Il tempo è sicuramente più breve, anche per ovvi
motivi di stabilità del prodotto, nel primo caso; si potrebbe pensare a una
molecola protettiva, ma di “vita” breve; nuove ricerche potranno chiarire
meglio i meccanismi.
Riferimenti: M. Waser, K.B. Muchels, C.Bieli, H. Floistrup, G. Pershagen, E. von Mutius, M. Ege,
J. Riedler, D. Schram-Bijkerk, B. Brunekreef, M. van Hage, R. Lauener, C. Braun-Fahrlander, the
PARSIFAL Study team “Inverse association of farm milk consumption with asthma and allergy inrural and suburban populations across Europe” Clinical and Experimental Allergy May 2007,
Volume 37, Pages 661-670
49. frad, Lunedì 8 Dicembre 2008 ore 18:34
documentatelo su:
http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html50. rosacroce, Lunedì 8 Dicembre 2008 ore 19:36
Fonte: www.disinformazione.it
** POLLI ITALIANI "SICURI"? **
1° Articolo.
Questo articolo è datato, ma purtroppo molto attuale!
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Polli messi al forno, prima di "impazzire"
Guglielmo Donadello, consulente aziendale settore zootecnico e
agroalimentare
Che cos'è oggi il pollo da carne? Stiamo parlando di broiler.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto
il mondo, sono oramai solo di un paio di razze
ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono
in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate
nei segreti laboratori di genetica applicata,
selezionate esclusivamente per l'ingrassaggio. Il
risultato di queste selezioni è una vera macchina
biologica ad elevatissimo "indice di
conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo
di mangime e ne "produce" uno di carne. Lo fanno
vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo
per diventare pazzo). Questi polli denominati
"galletti" quando arrivano a "maturazione" pesano
vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto
circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e
cicli biologici così accelerati servono
allevamenti e mangimi adatti.
Come vengono allevati
Si chiama allevamento integrato. Assoggettato,
cioè, alla filiera industriale della produzione
di carne, le cui principali fasi sono: produzione
della gallina ovaiola, incubatoi delle uova,
produzione dei pulcini, magnifici, macelli,
industria di lavorazione, logistica,
commercializzazione nella rete della grande
distribuzione organizzata. Nel nostro paese due
aziende controllano oltre il 70% del mercato. Una
è l'AIA del gruppo Veronesi e l'altra è del
gruppo Amadori.
L'allevamento viene svolto in grandi capannoni
dove possono stare decine di migliaia di
volatili: con una densità di 10-15 per
metroquadro, sino a 30 chili di "carne" a mq. (I
regolamenti UE per gli allevamenti biologici
stabiliscono in tre polli per metro quadrato la
densità massima ammissibile). Beccano tutto ciò
che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie
all'illuminazione artificiale. Le temperature
sono sempre elevate (anche a causa della luce e
delle deiezioni, che vengono raccolte con una
ruspa per la produzione della pollina,
sottoprodotto usato come concime agricolo o
combustibile; e fino a 10 anni fa come mangime
per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli
animali vivono dal primo all'ultimo giorno della
loro brevissima vita calpestando e dormendo sulle
loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono
contrastate dal primo all'ultimo giorno di vita
con gli antibiotici contenuti nei mangimi; ma per
i virus - come si sa - non ci sono farmaci. Da
qui l'uso di vaccini che, come è noto, creano una
quantità di anticorpi che contrastano
l'estrinsecazione delle manifestazioni
patologiche del virus, ma impediscono la
eradicazione dello stesso, consentendo che
animali solo apparentemente sani siano
commercializzati: con il rischio che il virus si
trasferisca dall'animale all'uomo. A questo si
aggiunge il rumore spaventoso provocato dal
pigolare di 50.000 - 100.000 animali spaventati,
tenuti in quelle condizioni.
L'organismo del broiler, che è pur sempre un
animale diurno, viene messo a dura prova,
l'apparato digerente stressato, la sua capacità
di resistenza agli agenti patogeni fortemente
indebolita. Nel territorio dove sono inseriti,
senza un minimo di criterio di biosicurezza,
questi allevamenti sono delle vere e proprie
bombe batteriologiche, pericolose e costose per
tutta la collettività. Pericolose, in quanto
incubatoi di possibili virus trasmissibili agli
uomini, come salmonelle e influenze; costose,
come il caso dell'ultima peste aviaria costata
alla sola regione veneta 110 miliardi, e altri
500 allo stato.
Cosa mangiano
I polli dovrebbero mangiare mais, soia e fibre.
Trasformano proteine vegetali in proteine nobili.
I broiler, che rappresentano il 99% dei 520
milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che
mangiamo ogni anno, mangiano esclusivamente
mangimi industriali, prodotti in larghissima
misura da due o tre aziende. Le formule di questi
metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la
soia, che sono i componenti principali (fino al
60/70%), sono in grandissima parte di
normative per i bovini, i mangimi per pollame e
tacchini possono contenere farine di carne e di
origine animale. La vicenda di due anni fa dei
di PCB, ma se sta nei limiti tollerati si può
Ma i risultati migliori si ottengono con le
proteine animali derivate dalle interiora, dalle
teste, dalle zampe, dalle piume derivate dai loro
fratelli morti in precedenza; oltre alle proteine
animali acquistate dove costano meno (farine di
sangue e di pesce). Ai polli ed ai tacchini ne
vengono somministrate una quantità fino al 30%
nel tacchino, un po' meno per il pollo.
Cosa si ottiene
Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti
o tacchini, con una carne senza gusto né qualità
organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati se li cucini due minuti di
più letteralmente si sbriciolano, se li lasci
raffreddare rilasciano il classico odore di pesce
con cui sono stati allevati. Oggi la carne di
pollo non viene offerta da nessun ristorante
degno di questo nome, viene data solo nelle mense
delle fabbriche, delle scuole o per le mense
delle famiglie sotto i due milioni al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è
letteralmente immangiabile. Amadori la tritura,
aggiunge un po' di manzo e propone in questi
giorni con la pubblicità i rotoloni di carne "per
una buona domenica da passare in famiglia".
Questi rotoli sono fatti con la carne di tacchini
con aggiunta di carne di manzo e - come si dice
in gergo - con la giusta quantità di
aromatizzanti.
Nessuno, ad esclusione dei pochi NAS, protegge i
consumatori. Nessuno controlla, e i nostri 7000
veterinari pubblici, come da precise istruzioni,
guardano, registrano, e alla fine non possono
fare altro.
----------------------------
2° Articolo
Altro che polli asiatici! Tutta la verità su quelli italiani
Paola Magni e Claudio Vigolo - tratto da www.lifegate.it
Ai microfoni di LifeGate Radio, il Dottor Enrico
Veterinari di Salute Pubblica, ha risposto a
questa e altre domande
Quali sono le condizioni igieniche negli allevamenti italiani?
Le condizioni sono critiche. Siamo in situazione
di sovraffollamento. Gli animali vengono tenuti
per tutto il periodo della loro vita sulla stessa
lettiera, respirano l'ammoniaca che si libera
dagli escrementi che loro producono. Hanno uno
stato di stress continuo, che deve essere
corretto - anche se gli allevatori smentiscono -
con la somministrazione di farmaci.
Recenti analisi di laboratorio commissionate da
Lav e Il Salvagente hanno evidenziato la presenza
di residui di antibiotici in 4 polli italiani su
10S Perché vengono somministrati gli antibiotici
e con che frequenza?
Gli antibiotici sono la base dell'allevamento
intensivo: gli allevamenti intensivi sono
storicamente nati nel momento in cui sono stati
disponibili grandi quantità di antibiotici.
Questi farmaci rendono possibile l'allevamento,
altrimenti lo stress, il sovraffollamento, le
carenti condizioni igieniche farebbero scoppiare
delle malattie. Questi farmaci aumentano la
crescita degli animali e contemporaneamente li
proteggono da alcune malattie. Nel caso dei virus
non servono. Il fatto che l'antibiotico sia
somministrato continuativamente, nonostante sia
ammesso farlo solo in caso di terapia, è
facilmente dimostrabile. Qualche anno fa, ad
esempio, ci fu lo scandalo in Gran Bretagna dei
polli che venivano rietichettati e venduti anche
un mese dopo la reale scadenza. Ebbene, questo fu
possibile proprio perché i polli sono pieni di
altri cereali. In più vi sono degli integratori a
base di sostanze grasse per favorire la crescita.
Italiani, che sono considerati come dei "grandi
riciclatori". Molti sottoprodotti sono quindi
pollo. Bisogna dire che chi mangia carne ha una
forte possibilità di mangiare proteine
geneticamente modificate, proprio perché negli
allevamenti non biologici l'uso di mangimi
geneticamente modificati è permesso.
Illuminazione artificiale che li tiene 24 ore su
24 alla luce e densità di 15-20 polli per metro
quadroS Animali così stressati saranno anche più
deboliS
L'illuminazione artificiale tende a creare
un'atmosfera uniformemente "grigiastra" , perché
se ci fosse troppa luce sarebbero acuiti i
fenomeni di cannibalismo. In queste condizioni la
mortalità degli animali è comunque alta, ma il
loro valore commerciale è così basso da non
preoccupare particolarmente l'allevatore.
Parlare degli allevamenti intensivi italiani come
di "bombe batteriologiche" è esagerato?
Le definirei piuttosto "bombe ecologiche": al
problema della presenza di batteri si somma il
problema delle deiezioni da smaltire, e quindi
dell'eutrofizzazione delle acque e della presenza
di nitrati nelle falde acquifere.
Quale strada intraprendere per migliorare la
qualità degli allevamenti e prevenire così
epidemie come l'influenza aviaria?
Bisognerebbe mangiare meno carne o addirittura
smettere di mangiarne. Questa risposta può
sembrare un po' estrema ma rende bene l'idea di
come per migliorare il benessere - anche di
quelli che vogliono mangiare la carne- sia
indispensabile per tutti noi abbassarne i consumi.
Paola Magni e Claudio Vigolo
puo essere che qualche allevatore si faccia da se i mangimi,e che quindi non contengano olio esausto.
ma non cambia il fatto che i mangimi industriali che coprono la maggiore parte del consumo,e le cui formule sono "top secret" li possono contenere
51. nickvandeerpeers, Martedì 9 Dicembre 2008 ore 21:00
Anche qui a verona il giornale locale sta caricando sulla vicenda e ricordo bene l'articolo letto la settimana scorsa che parlava di 9 casi di escherichia. Bollire il latte e mantenere la catena del freddo sono 2 cose essenziali, 9 casi su quante migliaia di consumatori non è dato a sapere. Questa estate ho parlato personalemnte con gli allevatori della montagna veronese che pascolano le mucche nei prati e produconoil latte che poi viene distribuito con le casette del latte. A fronte di una paga di 0,44 cent litro quando va bene riescono a venderlo a 1 euro che con tutte le spese e i controlli non è male. Mi dicevano che il problema della bontà del latte è dato anche dal clima, un'estate piovosa rovina il pascolo e le mucche producono poco e tendono ad ammalarsi. Il problema è che mi hanno anche detto che non sanno per quanto ancora terranno duro, il guadagno è scarso e molti negli ultimi anni hanno mollato, venduto i capi di bestiame e smesso il pascolo.
Hanno pure eliminato la comunità montana del BALDO GARDA LESSINIA.
Sono molto pessimista
52. tulkas, Mercoledì 10 Dicembre 2008 ore 10:36
Salve a tutti.
Mi sono fatto una opinione (informata/scientifica) su alcuni fenomeni che avete osservato, e ve la racconto. Vi riporto opinioni quindi non ho la pretesa che siano leggi, tuttavia i medici che me le hanno raccontate le hanno documentate e mi sono parse degne di fiducia. Per la parte allergie/asma/ipertensione ho sperimentato con successo sulla mia pelle.
(1) osteoporosi: la perdita di calcio dalle ossa dipende dall'equilibrio acido/basico del sangue: carne e proteine in genere inacidiscono, frutta e verdura basificano il ph. Per evitare osteoporosi bisogna REGOLARMENTE mangiare frutta e verdura a tutti i pasti. Le altre componenti, pur presenti, influiscono solo marginalmente nel bilancio del calcio.
(2) allergie/asma/ipertensione: sono causate da una iperreattività del sistema immunitario causata da uno squilibrio degli ormoni autocrini (tipo le prostaglandine) a vantaggio di quelli proinfiammatori. I mattoni di questi ormoni sono gli acidi grassi (omega-6 e omega-3), gli omega-6 favoriscono le infiammazioni, l'ipertensione, la rigidità cellulare da cui l'insulino-resistenza; al contrario gli omega-3 sono i naturali antagonisti a feedback dei primi. Ecco dove rosaspina ha colto nel segno, pur nella sua "semplicità di vedute": nell'alimentazione moderna della nostra catena alimentare (da mangimi, anche se non tossici) non ci sono omega-3, il grasso animale (e del latte, ma anche l'olio d'oliva) è composto in pratica solo da omega-6 (anche nei pesci allevati a mangimi). Quindi produciamo ormoni autocrini in prevalenza infiammatori perchè i mattoni di base che ingurgitiamo sono di quel tipo (senza considerare l'influenza attivatrice dell'ormone insulina sulla delta-5-desaturasi, l'enzima che dirige la digestione degli acidi grassi verso gli ormoni infiammatori e ne moltiplica la produzione).
Trovate del tempo per documentarvi, provate a mangiare completo (NON DISSOCIATO) senza farine raffinate (anche per un solo mesetto), con carne/pesce frutta e verdura a tutti pasti, fate molti pasti (5 o 6) con meno cibo. Attenzione agli omega-3, molti inquinanti sono liposolubili e il pesce purtroppo ne è contaminato: se comprate integratori fatelo in FARMACIA e non al supermercato, tanto sono più concentrati e ne dovete usare meno.
Fatevi misurare l'ormone insulina a digiuno e se è maggiore di 5 mg/dL la vostra dieta contiene troppo glucosio, eliminatelo.
PS: l'olio di pesce è mutuabile per chi ha avuto un infarto (in quanto determinante ad impedire il ripetersi della crisi cardiaca), ma allora perchè non alimentare tutta la popolazione, in particolare i bambini ? semplice, non ce n'è per tutti!
53. Debora/Crisis, Mercoledì 10 Dicembre 2008 ore 11:12
Mi ero persa questa splendida discussione. Colgo l'occasione per invitare vaccari e contadini sul forum di Crisis, dove siamo interessatissimi alla vostra produzione (e anche molto solidali!).
Anche chi si intende di alimentazione è invitato...