Crisi sistemica e cambio di paradigma

Con una drammatica votazione chiusasi durante la notte (stamattina, in italia) con 52 voti a favore e 35 contro, per una maggioranza necessaria di 60, il Senato degli Stati Uniti ha respinto il progetto di finanziamento di 14 miliardi di dollari per garantire il Bail-Out, ovvero il salvataggio in extremis, delle tre grandi case automobilistiche americane, GM, Ford e Chrysler.
Con questo si chiude, in pratica la porta ad ogni possibilità di salvare milioni di posti di lavoro, enormi impianti e un poderoso pezzo della storia dell'industria americana e mondiale.
Mentre la Ford potrebbe resistere ancora per qualche mese, la GM e la Chrysler sono già alla canna del gas, hanno liquidità sufficiente per poche settimane e potrebbero chiedere il famoso "Chapter 11 " ovvero la richiesta di fallimento controllato (il chapter 7 invece identifica il fallimento incontrollato ovvero la bancarotta, farete bene a prendere nota, ne sentiremo parlare presto). L'unica esigua speranza è quella di convincere i senatori che la finanziaria della GM possa essere considerata un istituto di credito. Estremamente poco probabile, dato il contesto.
14 miliardi di dollari in questo momento sono bruscolini, basti pensare alle migliaia di miliardi di dollari messi in gioco per salvare il sistema finanziario o, più semplicemente, Wall Street.
Nessuno nega l'esplosività di una situazione del genere, con milioni di disoccupati concentrati in un unico enorme distretto industriale già alquanto malmesso .
Ma allora, PERCHE' si ostinano a non voler salvare le tre grandi?
Una prima possibile risposta, l'avevo già data in un post precedente.
In sintesi l'idea era che, al di fuori delle tante chiacchere sul liberismo, si voleva lasciare una bella patatona avvelenata e bollente ad Obama.
In realtà questa pare solo una parte della spiegazione.
Purtroppo, ancora una volta, abbiamo a che fare con una aberrante, abnorme e imbarazzante incompetenza e ristrettezza di vedute, insomma con la mediocre stupidità della classe dirigente.
Riprendendo dall'articolo citato all'inizio:
"Many congressional Republicans and some economists said the companies would be best to pursue a prearranged bankruptcy that would allow them to restructure quickly. But most Democrats and the carmakers rejected that, arguing it would quickly lead to liquidation because consumers would never buy cars from a bankrupt auto company."
Molti membri del congresso Repubblicani e alcuni economisti ritengono che le compagnie ( automobilistiche) farebbero meglio a perseguire un fallimento programmato, che permetterebbe di ristrutturarsi rapidamente. Molti democratici e i costruttori di auto, invece, rigettano l'ipotesi, argomentando che porterebbe rapidamente alla liquidazione delle aziende (e non certo alla loro ristrutturazione), perchè il consumatori non acquisterebbero mai auto da una casa automobilistica in bancarotta.
A parte il disgustoso cinismo dei ragionamenti di "alcuni economisti e membri del congresso" il livello del dibattito è addirittura imbarazzante, somiglia più al balbettio di dilettanti allo sbaraglio. Anche il semplice aver dovuto rispondere a simili argomentazioni è dequalificante per "i costruttori delle auto e e molti democratici".
Come già altre volte abbiamo detto, è già abbastanza grave essere diretti contro un iceberg; scoprire che al comando della nave non c'e' nessuno è davvero deprimente.
Scusate , per discorsi tipo il #36 o discorsi sul massivo ricorso all'auto elettrica , ricordo a tutti che l'auto elettrica massiva esiste già e si chiama TRENO. Poi che sia gestito male e tutto quanto , ok , ma collega già tantissima parte di Italia , di Europa e di mondo. Per collegare il resto , basterebbero i tram e degli autobus elettrici. Quindi l'auto elettrica per tutti , che non esisterà MAI perchè quelle quantità di energia elettrica in piu NON sono realistiche per nessuno stato al mondo , in ogni caso è una grande e bella stronzata.
@ 36
Si pero' qui si parla di batterie che costerebbero migliaia di euro e facilmente suscettibili di rottura... ti fideresti a dare la tua in cambio di un'altra?
Guardate, riguardo il problema della scarsa autonomia delle auto elettriche si potrebbe fare in questo modo: lungo le strade potrebbero mettere una sorta di "benzinaio delle batterie", ovvero tu automobilista quando hai le batterie scariche ti fermi in questa stazione, smonti al volo la batteria e te ne fai mettere al volo una carica dal benzinaio, quest'ultimo si tiene la tua, la ricarica con calma in un piccolo deposito, e quando sarà caricata farà la stessa cosa con un altro automobilista.
Potremmo definirla una sorta di "battery sharing", a patto di usare tutti la stessa marca e modello di batterie, o perlomeno batterie tutte con gli stessi standard. Se vogliamo è un po come si faceva in passato con i cavalli: il cavaliere si fermava alla locanda, lasciava li i suoi cavalli stanchi e ne prendeva altri che stavano li freschi a disposizione, e così via.
@33
Stai dicendo che i costi del trasporto sono anche nelle strade, e queste ora le paghiamo con le accise. Vero. E'un buon argomento per dire che la benzina oggi la paghiamo "il giusto" nonstante sia per oltre meta' tasse.
Ma non mi sembra il motivo per cui le auto consumino tanto. Non e' che le caseautomobilistiche siano particolarmente attente ai bisogni della finanza pubblica....
Una volta in treno ho incontrato un manager della BMW, che diceva che tutte le compagnie automobilistiche han provato a fare auto a basso consumo. Non si vendono, l'auto non e' solo un mezzo di trasporto, soddisfa anche bisogni psicologici di "potenza" (ben coltivati dalle pubblicità), e auto scattanti che consumano poco non ci sono.
Poi la tendenza e' avere auto sempre piu' sicure (per chi c'e' dentro). Le carrozzerie sicure pesano, e quindi serve energia per muoverle.
Su Tesla. Lui tentò di sviluppare un sistema di trasmissione di energia a distanza senza fili. Non e' mai riuscito a produrre niente di funzionante, pero'. Oggi sappiamo che era molto piu' lontano di quanto credesse, cominciamo ora a trasmettere potenza per poche decine di watt a pochi metri, e se si facesse qualcosa di piu' spinto, i comitati contro l'elettrosmog insorgerebbero con i forconi in piazza (anche giustamente).
Sulle politiche della case costruttrici. Vediamo proprio in questo thread cosa succede quando una casa concorrente produce una macchina più risparmiosa (e senza troppi cali di prestazioni). All'ìnizio si invoca il patriottismo, comperate macchine nazionali e non straniere. Poi quando i cittadini si dimostrano poco patriottici e si rischia il fallimento, si chiede un bail-out. Per cose come il common rail, tutti han acquistatoil brevetto e lo usano.
#31:
La tecnologia si trova nel cervello.
Se funziona anche con le attuali tecnologie abbiamo risorse da buttare. Se è avariato, niente basterà mai...
Paradosso di Jevons, l'ho letto in questo blog...!
Basta vedere gli articoi linkati da Debora nel post del 13 dicembre su petrolio.
Praticamente si dice come si avessero bisogno delle auto che bevono tanto, perchè altrimenti si sarebbe dovuto rivedere completamente il sistema di finanziamento delle autostrade, per esempio, che per adesso è dipendente dalle accise sui carburanti.
Se però se ne consuma meno, come cacchio faccio ad asfaltare??
@31 Gianni; è vero hai parecchio ragione, essere imbrogliati su queste cose è molto facile, ne ho visti di filmeti e visti di disegni ma non ci dredo finchè non avro' occasione di toccare, smontare e ricostruire. Io ti dico quello che mi è stato raccontato di prima mano di persone che stanno parecchio in alto non di mio cuggino salumiere al conad...
Il discorso poi di Tesla è abbastanza difficile, molte cose è vero sono state mitizzate altre stravolte e screditate ad arte ma certi avvevimenti che hanno segnato la storia non si possono cancellare fortunatamente la stampa dell'epoca scrisse parecchio su quello che faceva Tesla a New York, il solo esperimento di accensione delle lampadine a distanza senza fili via etere con successo venne messo da parte perchè non dava un riotno economico diretto e controllabile ed ebbe la meglio Edison.
Il mercato imprenditoriale ha molte sfaccettature, se io produco automobili che fanno 10 km con un litro nel mio paese USA e tutti le comprano a 10 mila euro e mi arriva un altro produttore che produce auto che fanno 20km con un litro sempre a 10 euro, cosa succede? Opzione a-spendo in ricerca e comincio a produrre auto che fanno 20 km con un litro? spendo in ricerca, devo rinnovare la catena di produzione, e faccio la figura di quello che è comunque indietro tecnologicamente. Opzione b-faccio accordi e compro tecnologia dal concorrente o meglio compro il concorrente e metto la tecnologia al sicuro se non ancora pubblica che utilizzero' quando mi verrà più comodo.
E mi fermo qui
A CURA DEL LABORATOIRE EUROPEEN D'ANTICIPATION POLITIQUE
Cinque paesi occidentali saranno colpiti dal crollo del sistema pensionistico privato. Un estratto dal Global Economic Anticipation Bulletin GEAB N°23 (marzo 2008).
Nel caso dei fondi speculativi almeno si parlava solamente degli investimenti più rischiosi! Ma i fondi pensione non si sarebbero affatto aspettati che i beni immobiliari e azionari sarebbero crollati come è avvenuto nei mesi scorsi in tutto il mondo. Queste categorie di beni stanno per perdere tra il 30 al 70% del loro valore tra il 2007 e il 2009, sapendo che non c'è alternativa ai mercati finanziari per cifre così elevate. Ad esempio, i 300 maggiori fondi pensione hanno raggiunto un valore complessivo di $ 10 mila miliardi nel settembre 2007 [1]. Se è certo che i prezzi di beni, energia, oro... stanno salendo proprio perché questi fondi pensione stanno ora disperatamente cercando beni da cui trarre profitto, nondimeno, nell'insieme questa ricerca è vana. La verità è semplice: questi fondi stanno perdendo un sacco di denaro ($ 1.500 miliardi persi nel gennaio 2008 [2]), e ne perderanno ancora di più nei mesi e negli anni prossimi. Noi stimiamo che, nonostante le misure di protezione intraprese per questi fondi pensione, quando, ad esempio, si sbarazzeranno degli investimenti più a rischio, perderanno collettivamente almeno altri $ 3 mila miliardi nel 2008 e i loro profitti cadranno del 5% (tolta l'inflazione) nel migliore dei casi.
Nel frattempo decine di milioni di baby-boomers neopensionati stanno iniziando a richiedere pagamenti da questi fondi. Secondo il nostro gruppo, è probabile che, entro la fine del 2008, questa crisi sarà l'aspetto dominante dell'attuale crisi finanziaria globale. Provocherà anche una crisi sociale che colpirà i pensionati, in particolare negli USA (il 45% dei beni totali di fondi pensione nel mondo), in Giappone (18 percento) e in vari paesi europei che dipendono pesantemente da sistemi pensionistici basati sul capitale, cioè Gran Bretagna (7 percento), Svezia (1 percento), Danimarca (1 percento), e, soprattutto, nell'eurozona, l'Olanda (6% dei beni totali di fondi pensione nel mondo). Anche il Canada, che rappresenta il 5% di questi beni, sarà colpito [3]. Nel resto del mondo, che equivale all'11% di questi beni, i pensionati non saranno colpiti eccessivamente.
In base a questa lista, i pensionati negli Usa, in Giappone, Gran Bretagna, Olanda e Canada, che contano su regolari rendite pensionistiche private, si troveranno in una situazione difficile. Il LEAP/E2020 [Laboratoire Européen d’Anticipation Politique n.d.t.] stima che, alla fine del 2008, mentre la crisi sistemica globale si evolverà nella sfera economica e finanziaria, metà di questi fondi pensione affronterà una drastica diminuzione delle rendite e una contrazione in valore del capitale. I regolatori nei vari paesi colpiti dovrebbero rapidamente affrontare questa questione che potrà avere drammatiche conseguenze per milioni di pensionati americani, giapponesi, olandesi e canadesi.
Note
[1] Source: Pension&Investments, 09/03/2007
[2] Source: Reuters, 01/30/2008
[3] Distribution of pension fund shares of global assets, provided by Watson&Wyatt.
Titolo originale: "Collapse of Pension Funds?"
Fonte: http://www.leap2020.eu
Link
11.12.2008
Mi interesso di free energy da 30 anni e ho visto cose che voi umani.... Soprattutto gente illusa che non aveva capito cosa stava facendo, ma ance tante truffe, vendite di bei mattoni corredati di filmato su Youtube, pile nascoste, ecc.
Nikola Tesla è vissuto un secolo fa, e da un secolo circolano i miti sulle mirabolanti scoperte che avrebbe fatto (oltre a quelle, naturalmente, che HA fatto, e che usiamo quotidianamente).
I motori magnetici di tuttii i tipi li vedo appunto da 30 anni, e sono la versione del 20^ secolo (non del 21^) delle leve ed ingranaggi che circolavano ai tempi di Leonardo. Siccome oggi piu' o meno sappiamo come funzionano le leve, mentre per i campi magnetici è più difficile, è più facile imbrogliarsi (o imbrogilare) con questi ultimi, magari corredando il tutto di parolone come "quaternioni", "campi scalari", "energia di vuoto".
Sulla fusione fredda non mi pronuncio, almeno dietro ci sono (anche) scienziati seri che ci lavorano, ma sono decenni che "l'anno prossimo" comparirà un oggetto funzionante in modo ripetibile.
Ma continuano ad esserci leggende di "mio cugino" che ha visto in laboratori segreti o di grandi industrie oggetti che priducono "free energy". Raga', sveglia, l'oca dalle uova d'oro non esiste.
Se ci fosse un sistema di energia decentrato non ci sarebb la struttura oppressiva di potere? Ma dove? Chi e', OGGI, che ci ricatta con la produzione centralizzata di energia? Certo, i Irak è un antro discorso, ma secondo voi se gli USA avessero a free energy, andrebbero a rompersi in Irak? Le compagnie petrolifere si metterebbero a far altro, es.a vendere frutta tropicale o caffé, e i loro soldi li avrebbero uguali. E QUI i grossi industriali si metterebbero a produrre free energy per le loro fabbriche.
Se vuoi produrre energia, non ci sono problemi, il mercato ora è libero. Se non ti agganci in rete, poi, puoi farti il tuo impianto che alimenta il paese o la frazione, e nessuno ti dice nulla.
Difatti cominciano a nascere cooperative di autoproduzione. Ma è ancora molto difficile andare in pari.
Raga svegliatevi, ma che credete che l'apice della tecnologia è quella che conosciamo noi?
Ci sono cose che noi umani vedremo in commercio tra 10 anni e che i militari utilizzano da 20 (non imilitari italiani ovvio) vedi internet e i GPS per fare un paio di esempi, andatevi a vedere le applicazioni di tutte le maggiori invenzioni nei primi 10-20 anni dalla loro scoperta..
C'è un amico che ha visitato di persona i BEll Laboratories e mi ha raccontato che ha visto cose incredibili tra cui delle invenzioni che svelate sconvolgerebbero l'umanità tra cui l'energia libera gratis e illimitata.
Andatevi a cercare i motori magnetici o il punto sulla fusione fredda o qualsiasi altra cosa non ufficiale.
Magari una ravanatina a Nikola Tesla dato che ci siete.
Il sistema capitalistico si basa su pochi fattori essenziali; creare un bisogno, creare una merce o u servizio per soddifarslo avendone il controllo pressochè totale; se avessimo macchine che si ricaricano con il sole gratis a chi gioverebbe?, con moti elettrici che durano 300.000 km e com mautenzione pressochè zero; a chi gioverebbe; le batterie ci sono e sono pure fantastiche, vedi le ALTAIRNANO o altre nanotecnologie, 9000 cicli di carica e scarica (24,65 anni ad 1 ciclo al giorno, 85% dell'efficienza alla fine dei 9000cicli), non surriscaldano e non esplodono, possibilità di ricarica dalla presa di casa in 6 ore o in 10 minuti da impianti dedicati ad alto voltaggio; autonomia 160km su una SUV da 2400kg a pieno carico 4 passeggerie e 460 kg di carico, non vi basta? Ah niente cambio olio ne filtri pochissime parti in movimento.
Non mi dite che non si puo' fare.
@ y
Il caro governo ha appena rimosso buona parte degli incentivi destinati ai privati per darsi alle rinnovabili.
Perdipiu' se non sbaglio in Italia e' vietato dotarsi di impianti dotati di dimensioni che in sostanza vanno oltre il consumo privato, ergo un comune che volesse fare economie di scala a livello locale dovrebbe ancora fare i conti con l'ENEL...
Mi correggete se e dove sbaglio?
Un po in disordine: alla fine, e' probabile qualcosa si fara' ed i soldini verranno fuori.
<a me piu' che il fatto, gia' enorme, in se, quello che aveva fatto impressione era la faciloneria e l'approsismazione brancolante di chi deve prederen decisioni di questa portata.
Poi tutto gioca: l'arroganza dei vari AD delle big, che dieci anni fa intentarono causa ( vincendola, aime') contro molti stati americani per aver introdotto leggi limitatrici della loro liberta d'impresa, ovvero per aver cercato di spingere nei confronti di veicoli meno inquinanti e ora invece stanno con il cappellino a chiedere soldini, la voglia di dire non a qualcosa/qualcuno tanto per dire che loro mica danno soldi a tutti e tante cose non dette che si sapranno solo tra decenni. Ve ne cito solo una: un po buffo, no, che la Lehman sia stata fatta fallire e le altre no...
Secondo me il Congresso Usa è restio a salvare imprese reali - non finanziarie - perchè questo svelerebbe inconfutabilmente a tutto il mondo la fine del capitalismo così com'è inteso fino ad oggi.
Se passassero tali aiuti le altre imprese degli altri stati farebbero pressione sui governi per ottenere protezione ( vedi quanto detto da Marchionne).
Il bel giocattolo della libera concorrenza non deve rompersi.
Gli Usa non vogliono la fine del "Capitalismo di Rapina " che vede loro all'apice di una catena di sfruttamento su scala mondiale per cui faranno in modo che alla fine tale aiuto sembrerà all'opinione politica mondiale come NECESSARIO per salvare anche le loro economie.
La caduta delle borse di ieri e la successiva ripresa " miracolosa " nel finale non è altro che la messa in scena di tale spettacolo.
Lo spettacolo a cui assistiamo è previsto e gia scritto in anticipo ( vedi quanto detto dal prossimo vice di Obama prima delle elezioni su quello che accadrà a gennaio) a noi non resta che pagare un salato biglietto per saperne il finale.
@x
se le tecnologie esistono da decenni, chi o cosa ti impedisce di usarle? il regime di oppressione brutto e cattivo?
Non sai che i pannelli sono liberamente in vendita, le auto elettriche pure?
E' chiaro che se l'energia vennisse lasciata produrre autonomamente da ogni singolo cittadino (villette, condominii....) con tecnologie che non solo esistono gia' da decenni, ma che ormai appartengono alla preistoria come il fotovoltaico, che l'automobile o il motorino ce li ricaricassimo da noi, liberta' qua', liberta' la' e' ovvio che alla fine tutto il regime d'oppressione crollerebbe.
E questa, e' una cosa che non si possono permettere.
"le tecnologie non sono ancora pronte..."
Che ridre..... e' come sentire:"La liberta' non e' ancora pronta".
E' una cosa con cui siamo nati, la liberta'.
Qualche commento generale.
Non credo che le fabbriche chiuderanno. Non tutte. Oltre all'enorme segmento di mercato che sparisce ci sono milioni di auto circolanti di ciascuna delle tre big, e in qualche modo occorre garantirne l'assistenza. Quindi vedo possibili vari scenari, e non essendo esperto sicuramentene ne dimentico altri.
- il bail-out puro non passa, ma qualche forma alternativa (es. acquisizione di un pacchetto di maggioranza) di finanziamento statale potrebbe passare
- il fallimento controllato fa si' che gli impianti vengono rilevati a prezzo di liquidazione da qualche big estera. Del resto i fallimenti controllati servono proprio a questo.
Personalmente se le tre big chiudessero e ci fosse una contrazione del mercato auto di quella entità non ne sarei che felice (anche se la mia compagna ha una Ford e rischierebbe di doverla rottamare al primo guasto). Ma e' un po' come la storia della popolazione mondiale. In quasi 7 miliardi siamo in ampio overshoot delle capacita' di carico del pianeta. Ma la soluzione semplice (ammazzare una persona ogni due a caso, o menglio cominciando da quelle ceh consumano di più) non mi piacerebbe per niente.
Se ci fosse un piano di bailout delle tre big in cui tutto viene riconvertito a far pannelli fotovoltaici (o qualsiasi altra cosa drammaticamente urgente) qui tutti applaudirebbero. Se il loro fallimento portasse a questo per qualche meccanismo di mercato, idem. Ma se lo scenario è quello di milioni di disoccupati, un po' di preoccupazione ce l'ho.
@11:
L'accumulo ad idrogeno e fuel cell è indietro da far schifo. Una fuel cell contiene un sacco di soldi in platino, e non si sono ancora trovati sostituti (che funzionino sulla scala di un'auto). Richiede di funzionare a regime costante, e quindi ti serve comunque un discreto sistema di accumulo elettrochimico. Quindi ci sono SOLO tanti bei prototipi, carissimi e non fabbricabili in serie.
Sull'accumulo a batterie, Pietro e' un esperto, direi. Ma le prestazioni che si ottengono (le stesse delle auto ad idrogeno "pure") sono di 250 km massimi, di solito 100-150. E all'automobilista medio non bastano, anche se per l'uso quotidiano basterebbero eccome. I prezzi, anche pensando ad economie di scala, sono maggiori di queli di un'auto a benzina, anche se MOLTO minori di quelli di un'auto ad idrogeno.
I supercondensatori, per ora, han densità di energia insufficienti.
In breve non esistono oggi alternative all'auto a benzina SE VOGLIAMO LE STESSE PRESTAZIONI E GLI STESSI COSTI. Il trasporto privato di massa economico e a lunga percorrenza è possibile solo con una fonte di energia "concentrata" come il petrolio. Se vogliamo una ragionevole mobilità privata, a costi accettabili anche se alti, direi ci sono solo le batterie.
Qualcuno ricorda John Tidor ? beh mi pare che ci stia azzeccando alla grande; DEBBY vero?
Secondo me questa storia delle case automobilistiche sarà lo svolta delle nostra epoca; tutto dipende da come si risolverà la crisi; aiuti di stato? nulla cambierà, fallimento allora si andrà ad un bivio con una possibilità di cambiare veramente le cose.
Staremo a vedere
la cosa della patata bollente a obama però è carina, me la rivendo come barzelletta.
@ 18
La solidarieta' non si persegue tenendo in piedi gli aziende che non hanno mercato. Piuttosto che diano gli stessi soldi ai dipendenti allora.
LA "solidarieta' " (io la chiamo semplicemente privilegio) ha messo sul lastrico l'Italia (FIAT, FFSS, Alitalia, Ministeri, Difesa e chi piu' ne ha piu' ne metta) intera. Te ne accorgerai presto.
La solidarieta' non passa dalle grandi aziende.
Chi vuole il collasso? e a chi giova?
Domanda non risposta nel post. Eppura sarebbe proprio quello da indagare. Io qualche idea ce l'avrei: ad esempio le banche centrali (e i loro azionisti: da indagare), per arrivare a un governo globale, due o tre monete mondiali, e tanta concentrazione di denaro e potere nelle mani di poche famiglie. Stiamo correndo verso un mondo in cui veramente dovremo pagare royalties per tutto: dall'aria all'acqua, dai semi a qualsiasi forma vivente, senza dimenticare la terra: mezzadria ovunque.
Ed ecco che l'eccesso di capitalismo in cui siamo, l'osannare la proprietà privata, è diventao uguale identico ai risultati del comunismo estremo: in nome della sacralità della proprietà privata arriveremo in una situazione di spoliazione della proprietà a vantaggio di un monopolio totale dei possedimenti terrieri, e il mondo si troverà a dovere pagare la pigione ai pochi proprietari (finanziari) delle terre del mondo.
Isole borghi porti aeroporti stazioni boschi foreste fiumi e paesi interi saranno di proprietà di questo gruppo occulto che governa con la mano invisibile.
In quanto alle macchine, è vero, non è detta l'ultima parola. Alla fine forse molleranno l'osso, oppure no. In ambo i casi non cambia assolutamente niente a quel progetto di cui si cominciano a vedere i contorni e di finanziarizzazione di tutto.
Io, francamente, faccio fatica a credere a vendette da parte di senatori repubblicani.
E anche io mi chiedo chi abbia l`interesse di far fallire GM&co. Forse e` solo un nuovo capitolo della "shock economy" che l`ha fatta un po` da padrone negli ultimi anni. Staremo a vedere: non si fanno fallire aziende dal fatturato di 150-200 miliardi di dollari senza avere interessi ben precisi.
Un po` di solidarieta` (caro Lorenzo) non ha mai messo sul lastrico nessuno.
#14 e #15
a parte il fatto che il post è firmato da Pietro, non Debora, lo stesso auspicio di Aldo, è già stato postato sul blog qualche tempo fa, quindi si tratta di connettere i puntini. Le contraddizioni sono apparenti...
Quoto la prima parte di Aldo @ 14.
Sono l'ultimo che vuole buttarla in politica visto che on voto da piu' di 10 anni, pero' questo e' un tipico esempio di sdoppiamento della personalita' riguardante coloro i quali votano a sinistra negli ultimi 15 anni almeno...
Da un alto contro il padrone (e non solo di cause automobilistiche) e il sistema........dall'altro sempre pronto a giustificare aiuti di stato (pagati dai contribuenti) per la causa del "manteniamo i posti di lavoro (anche se non servono a un c****.
Certo mi stupisce constatare che proprio Debora non si renda conto che anche e soprattutto in economia nulla si crea e nulla si distrugge (nonostante le "buone" intenzioni).
Le Big Three non sono soltanto automobili, sono soprattutto fondi pensionistici e assicurazioni sanitarie, migliaia di persone perderanno anche quel poco di tutela che credevano di avere.
Qualche milione di automobili in meno in fondo saranno il male minore.
Debora, c'è una cosa che mi sembra un po' schizofrenica: dopo tanto tuonare contro la mobilità privata, ora ti stracci le vesti perché viene "aiutata" l'industria automobilistica a continuare lungo quel percorso così criticato? Piuttosto, mi lamenterei per il fatto che i lavoratori non vengano reindirizzati d'ufficio verso attività più costruttive, magari secondo un percorso che garantisca loro continuità d'impiego. Magari (oggi mi sento un po' eretico) in forme di pubblico impiego create per l'occasione secondo le necessità collettive!
Mica sbagliata, l'insinuazione di Spengler #6...
Piccola riflessione:
Serve proprio una ristrutturazione mirante a soluzioni energetiche alternative?
Se soltanto gli americani si accontentassero di auto che vediamo comunemente dalle nostre parti fare 25km con un litro di gasolio o benzina o metano o gpl....
Mi sembra che le alternative ai mostruosi Suvvoni o alle mastodontiche ammiraglie ci fossero già da tempo.... solo che gli americani.... o fanno le cose in grande o... preferiscono fare qualche guerra in qua e in la per il mondo piuttosto che modificare le loro dispendiose abitudini!
In ogni caso, se proprio devono dare dei soldi, che li diano alla povere gente, invece che ai soliti volponi!
@9 la tecnologia è pronta eccome, invece, l'unico problema è l'anello debole della catena (il sistema di accumulo dell'energia), per il quale ci sono varie soluzioni proposte: idrogeno come vettore combinato in Fuel Cell, energia elettrica caricata in batterie, energia elettrica caricata in supercondensatori.
Il primo è quello che Case e petrolieri preferirebbero utilizzare e propinarci: consentirebbe loro di mantenere il controllo sulla rete di distribuzione, che erogherebbe idrogeno ottenuto magfari con il reforming di metano e altro idrocarburi.
Qui siamo effettivamente indietro, ma non tanto nella tecnologia quanto nella rete di distribuzione.
Il secondo e il terzo sono in rapida evoluzione, ma hanno lo svantaggio di lasciare nelle mani dell'utente la gestione del riforniment, basta farsi un impianto solare fotovoltaico sul tetto ed ecco che costi di trasporto e della rete di distribuzione svaniscono. E' percolosissimo per la casta dei petrolieri, così come lo è per i costruttori di auto che hanno già qualcosa da venderci e non hanno la minima intenzione di investire per offrirci qualcos'altro.
Se qualcuno dei costruttori apre i cancelli la strada sarà in discesa: fatto passare il primo veicolo senza motore termico e ricaricabile in casa poi passeranno tutti gli altri.
Forse la strada per trasformare velocemente le Big Three in aziende che producono auto elettriche e moderne invece che degli incroci tra stufe e scaldabagni su 4 ruote passa proprio per il fallimento... a volte è più convenientedemiolire e ricostruire che non ristrutturare e riqualificare se la casa è cadente, ha impianti obsoleti e fuori norma e il tetto perde, non isola dalle inemperie ed è da rifare.
Dissento dall'analisi. La tecnologia verde non è ancora pronta. L'immissione di liquidità andrebbe solo a beneficio delle banche. Non era qui che si diceva che bisogna prepararsi presto ad andare a piedi, o almeno a dimezzare la cilindrata?
Perché le auto giapponesi e coreane vendono e quelle USA no?
E' normale che un deputato faccia gli interessi della sua popolazione che solo in minoranza sono lavoratori dell'Auto.
Vogliamo proprio che si crei una competizione drogata con l'industria europea. Ma a nome di chi parla questo sito?
Mah, forse così verranno impiegati i fondi del programma TARP, che saranno distolti da altri usi. Anche oggi sospetto che Wall Street, dopo aver affossato le borse europee, chiuderà in guadagno, i giochini iniziano a diventare ripetititvi.
OT. segnalazione:
VENERDI 19 DICEMBRE 2008 ORE 14:30
Presso l'ACCADEMIA DI BRERA, Scuole di nuove tecnologie, 71 Viale Marche, MILANO
Verrà proiettato: OIL
un film di Massimiliano Mazzotta
Il documentario, frutto di un lungo lavoro sul campo, racconta l'odissea della popolazione di Sarroch (Cagliari) in rapporto con l'impianto petrolchimico e gli effetti di quest'ultimo sull'ambiente e la salute dei cittadini.
Saranno presenti il regista Massimiliano Mazzotta, Ezio Cuoghi (Direttore della scuola di Nuove Tecnologie per l'Arte, Accademia di Brera), Antonio Caronia (Docente di Comunicazione multimediale, Accademia di Brera), Annibale Biggeri (Ricercatore, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Statistica, Università degli studi di Firenze).
LA FORZA DEVASTANTE DEL PETROLIO
LA DIGNITA' DEL POPOLO SARDO
www.oilfilm.it
I repubblicani puniscono gli stati che hanno votato Obama, mi sembra chiaro. E' la logica di Prodi che taglia i fondi al Veneto, colpevole di aver votato Lega
Eppure la cosa non mi torna:
fallissero di un botto GM e Chrysler (e pure Ford), mancherebbero sul mercato dai 10 ai 15 milioni di auto all'anno.
Va bene il crollo dei mercati, ma un blocco simile della produzione verrebbe recuperato solo e soltanto con l'aquisto degli impianti produttivi da altri operatori del settore.
Selezione naturale, drammatica, ma ampiamente prevedibile considerando che le case americane (e i consumatori aggiungo io) si sono impegnate negli ultimi anni a diventare le peggiori del pianeta in termini di sviluppo dei modelli e di ecologia.
la domanda nel titolo del post di Pietro è importante.
Chi vuole il collasso ?? A chi giova ??
Io è da molto che mi pongo questa domanda e non riesco a trovare una risposta.
Nel mio modo di ragionare da onesta formichina operosa non c'è spazio per capire chi potrebbe mai lavorare per portare scientemente al collasso un sistema che gli da da vivere.
Eppure la sensazione è quella...qualcuno vuole questo epilogo.
Chi mi spega perchè?
@2
Potrebbe essere come dici tu se ci fosse più tempo a disposizione, ma qui siamo troppo agli sgoccioli per ipotizzare qualche sorpresa dell'ultimo momento.
Non hanno fatto la stessa cosa con i 700 miliardi per le banche ?
Prima no poi forse e alla fine si.
Secondo me alla fine tirano fuori la granda, devono prima riuscire ad infilarci dentro qualche privilegio per questa parte equalche privilegio per l'altra parte ecc.
Se poi invece le fanno fallire di sicuro è qualcosa di calcolato. Magari lo voglio fare per fondere tutte e tre in unica casa. Non era Marchionne che diceva che ne rimarranno solo poche ?
Strano, questo autolesionismo americano davvero mi sorprende, eppure qualche banca è stata salvata dal governo USA, perchè le automobili no?, tra l'altro la cosa mi suona ancora più strana considerando le forti lobby dei petrolieri che premono affinchè la gente continui a usare le automobili, o forse...
...o forse hanno davvero finito i soldi?
alle 16:00
Pietro/Crisis
37 e 36: lo stato dell'arte consente ricariche rapide in 10 minuti.
Nel caso del mio cinquino con batterie li po ( non parliamo quindi di prototipi fantomatici e mirabolanti) si potrebbe fare in un ora.
Premesso che il progresso nel settore e' vertiginoso e potrebbe darsi che ogni barriera sia abbattuata entro dieci anni, va gia' beni cosi come e':Non c'e' bisogno di pensare a grandi autonomie senza ricaricare: 200 km sono piu' che sufficienti.
Sulle autostrade si potrebbe tranquillamente ricaricare le auto per induzione attraverso il manto stradale (le persone sarebbero schermate dal corpo vettura stesso, nessun rischio di radiazioni elettromagnetiche).