Crisi sistemica e cambio di paradigma

Questi soldati umani sono proprio un disastro. Vanno in guerra, e poi si fanno prendere dalle emozioni: sparacchiano a destra e a sinistra senza costrutto, scappano, si vendicano e commettono persino, pensate un po', crimini di guerra. Davvero un fallimento, così non si combina nulla.
Molto meglio i robots.
Entro il 2010 gli USA avranno investito 4 miliardi di $ in un programma di ricerca in "sistemi autonomi" (gergo militare per "robots"), in grado di non soccombere al desiderio di vendetta che affligge i soldati in prima linea. Un esperto inglese di robotica è ora consulente del Pentagono per aiutarli a costruire robots che non violino la Convenzione di Ginevra.
Certo non è facile, ammettono gli esperti. Ci vuole pur sempre qualche umano che li comandi, come accade per i droni. E cosa succederebbe se anche questo umano finisse col diventare assetato di sangue? Uhmmm. L'unica soluzione è una bella Intelligenza Artificiale che vada a combattere per conto suo, con il suo bravo codice etico.
Riflette uno scienziato universitario:
Ho un brivido lungo la schiena. Ho lavorato con le intelligenze artificiali per decenni, e l'idea di un robot che prende decisioni sul "terminare" un essere umano è terrificante.
E chi l'ha detto che debba accadere necessariamente ciò? Il problema è che si pensa sempre in modo etnocentrico: NOI facciamo robot che vanno ad ammazzare nemici umani. A nessuno balena l'ipotesi che anche il "nemico" potrebbe costruire tanti bei robot da mandare in guerra. Personalmente, non ce li vedo i cinesi lì buoni a farsi massacrare da Terminator. In quel caso, potremmo starcene tranquilli a guardare lo spettacolo alla TV senza rimorsi, hollywoodiane battaglie tra robot in cui si bruciano sì miliardi di dollari che potrebbero servire ad altro, ma si combatte anche una doverosa guerra senza violare le Convenzioni. Civilissimo tutto ciò, non vi pare?
E anche assolutamente demenziale.
@11
Appunto, anchio penso che ogni forma di civiltà tecnologica abbia scritto nel proprio "DNA" l'autodistruzione.
Diversamente, ovvero non modificando l'ambiente in cui vive e non consumando risorse non rinnovabili, forse non diventerebbe mai una civiltà...
@10
Belle osservazioni: mi rimandi al paradosso di Fermi.
E' interessante pensare che ogni specie capace di realizzare una civiltà tecnologica, per emergere in mezzo al proprio ambiente naturale di origine, debba per forza farsi spingere da istinti quali quello di riprodursi smodatamente e di impadronirsi delle risorse e degli spazi precedentemente condivisi con altre specie.
Può essere che il tracollo delle civiltà evolute sia insito nel loro atto di nascita: una civiltà che non crolli e che non distrugga l'ambiente che la ospita probabilmente contraddice i requisiti ad essa richiesti per affermarsi nei suoi primi attimi di esistenza.
Forse è una contraddizione in termini.@9
Mah! A mio avviso è il connubio "logica del profitto", che è sempre esistita nella storia umana almeno da quando è stata inventata la proprietà privata, e "intelligenza(tipo umana)" di una qualsiasi specie animale, che non dovrebbe mai esistere.
Ci aggiungo anche la tecnologia del XX secolo e il gioco è fatto: siamo sull'orlo dell'abisso.
Chissà, potrebbe essere che qualsiasi altra forma di vita intelligente nell'universo abbia avuto, abbia e avrà gli stessi problemi della specie umana.
Forse nessuna specie intelligente riuscirebbe a sottrarsi all'avidità, almeno nei primi millenni della propria storia...
Se serviva una (ulteriore) prova del fatto che l'uomo e' bene che scompaia dall'universo, eccocela servita!
L'intelligenza artificiale, nella variente inquietante che in questo post si arriva a paventare, è totalmente irrealizzabile. Da almeno trent'anni chi si occupa di intelligenza artificiale ne è consapevole; da non più di un decennio ne è sicuro. Semplicemente il meccanismo di base del funzionamento neurale non è riducibile ad alcun assetto computazionale. Se sarà possibile farlo, non sarà certo tramite i computer che conosciamo fino ad oggi, qualsiasi potenza essi abbiano. Se invece si otterranno processi complessi basandosi su logiche non computazionali si potrebbe forse riuscire. Bisognerebbe però scoprire prima come funziona veramente il neurone. Credo non ci arriveremo prima di qualche altro millennio. E a quel punto, dopo secoli dal picco del petrolio, dei computer ne parleranno si e no nelle favole che si raccontano ai bambini prima di dormire.
La saga della trilogia "Terminator" e svariati romanzi di fantascienza prendono spunto dalla consapevolezza raggiunta dall'intelligenza artificiale(robot, androidi, reti intelligenti) e di vedere di conseguenza gli esseri umani come specie superflua e da eliminare.
Non so nella realtà, semmai si riuscisse a costruire un'intelligenza artificiale consapevole, cosa potrebbe mai succedere, ma se ci penso mi vengono i brividi.
Per quanto di cibernetica e robotica non sappia quasi nulla, mi pare di aver letto da qualche parte che col computer "quantico", ancora teorico, questo traguardo sarebbe alla portata dell'uomo...
C'è qualcosa di più demenziale della guerra tra droni? Immagino la guerra tra esseri umani.
...E Susan Calvin a psicanalizzarli! :P
Il nome per la fabbrica ce lo metto io.
U.S. Robotics and Mechanical Man corp. ;DD
Massimo, ma dove la vedi tu una superintelligenza (artificiale o meno) a Palazzo Chigi???
Lì di artificiale ci stanno solo i capelli!
:D
beh, fior di scienziati ritengono che con l'intelligenza artificiale bisogna stare attenti...
Io preferirei che non facessero guerre e basta.
Magari coi videogame.
segretamente stanno già sperimentando i droni in un paese europeo infiltrandoli come ministri, segretari, sottosegretari, portaborse, portavoce, nel governo (pardon, CdA) nazionale, com una superintelligenza artificiale che è inserita come amministratore delegato (pardon, presidente del consiglio)
alle 17:41
Mario
Come ragiona lo Stato Imperialista delle Multinazionali, una nuova corsa agli armamenti sarebbe una eccellente misura anticiclica per rilanciare l'export