Crisi sistemica e cambio di paradigma

Ormai ci siamo quasi, l'industria automobilistica statunitense è vicinissima al collasso totale; questione di mesi, forse addirittura di settimane per la General Motors che, mentre scrivo queste poche note, sta perdendo addirittura il 30% in borsa (UPDATE: ora recupera il 30% su voci di un possibile compromesso per sbloccare i 25 miliardi richiesti, a partire da un fondo messo a disposizione per lo sviluppo di auto ecologiche!!!) UPDATEbis:come non detto: ora pare che i democratici rimandino tutto a Dicembre.
Durante un'audizione tenutasi ieri, gli amministratori di Ford, Chrysler e General Motors hanno spiegato che le loro aziende sono al collasso, con le vendite virtualmente ferme e il credito sbarrato, ed esauriranno le disponibilità di cassa entro poche settimane. Nelle disarmanti parole del CEO della GM Rick Wagoner "I don't believe we have the luxury of a lot of time", non credo che possiamo concederci il lusso di aspettare molto tempo.
Quello che più colpisce è la incredibile fragilità finanziaria di colossi di queste proporzioni, che costruiscono dieci milioni di auto, impiegano direttamente 266.000 persone e indirettamente un altro milione.
Due, tre mesi di crisi finanziaria e sei sul lastrico.
Al di fuori della crisi delle vendite, sicuramente imponente, mi sembra evidente che il ricorso al credito facile, incoraggiato e attivamente perseguito, ha spinto verso una quasi inesistente liquidità, rendendo le aziendi incapaci di resistere al primo temporale.
Una parte della spiegazione, sicuramente, è l'enorme leva politica che in tutto il mondo ha il settore industriale dell'automobile, per ovvi motivi occupazionali e più sottili motivi psicologici e di orgoglio nazionale. Non solo negli stati Uniti: cosa sarebbe l'Italia senza la Fiat e, sopratutto, senza la Ferrari? E la Germania senza la Mercedes, la Volkswagen, la Bmw? E la Francia senza la Peugeot e la Renault? E la Svezia senza la Saab e la Volvo?
La tecnica di "privatizzare gli utili e pubblicizzare le perdite" ha trovato nei grandi costruttori automobilistici la sua massima applicazione ed espressione e noi in Italia lo sappiamo anche troppo bene.Ogni volta che si annusava una recessione ecco prontamente arrivare "l'aiutino" salvifico: una bella iniezione di liquidita (rectius: regalia) grandi investimenti, nuovi modelli, salvataggio dei posti di lavoro e tutti contenti.
Tutti a parte NOI contemporanei che stiamo ancora pagando per i debiti contratti per salvare la Fiat e tante altre aziende nostrane dal fallimento.
Non sorprende, quindi, che QUESTA VOLTA sia diverso, che questa volta il "bailout" non sia automatico.
La misura era, oggettivamente, colma.
Sorprende, semmai, che discussioni, distinguo e imposizione delle forche caudine per le aziende, "vi salviamo ma produrrete quello che NOI vi chiediamo di produrre", avvengano per 25 miliardi di dollari di aiuti che arrivano dopo più di 1000 miliardi delberati e stanziati in un batter d'occhio, senza quasi nessuna opposizione, per salvare il sistema bancario. Una cosa sinceramente indecente, anche perchè qui parliamo pur sempre ANCHE di alcuni milioni di lavoratori e non di qualche decina di migliaia di pagatissimi e irresponsabili finanzieri e finanziari.
Eppure, se le case automobilistiche chiudono i battenti non vi sara alcuna rapida transizione alle auto elettriche, ad idrogeno, a plasma di sbrisolona, ciausculo, nduja e pancetta. Semplicemente, alcuni milioni di persone si troveranno a spasso.
Un intera galassia di grandi piccole e medie aziende scompariranno dalla faccia della terra, portandosi dietro un know-how quasi sicuramente impossibile da recuperare.
FORSE, nei suoi ultimi giorni di comando effettivo, Bush ha intenzione di materializzare una bella polpettona bollente e avvelenata, pronta a restare di traverso al nuovo Presidente, tra due mesi.
Tra parentesi una cosa è trovarsi con un paio di milioni di disoccupati in più in tutto il paese e una cosa è trovarseli tutti insieme in un unico distretto industriale.
Se le tre grandi americane dovessero fallire ( ma potrebbe bastare una sola di loro) a Detroit dovranno dichiarare, molto semplicemente, il coprifuoco.
UPDATEquater: la GMA, la finanziaria della GM ha chiesto lo status di holding fianziaria in modo da poter accedere ai finanziamenti già stanziati per le banche...siamo veramente all'assurdo !!!
@
Nel medio-evo la terra abbondava ed era di ottima qualità
La terra era abbondante solo per il drastico e repentino calo della popolazione. E comunque vorrei ricordare che le carestie in europa sono state debellate solo alla fine del 1800 l'ultima quella Iralndese (tranne poi sporadici casi nell'est europa che non coinvolgono la totalita' della popolazione) 1845-47. Nel medio-evo erano la normalita'.
Nel medio-evo la terra abbondava ed era di ottima qualità
oggi scarseggia in generale ed è di pessima qualità
oltre al fatto che in un collasso più o meno drammatico dell'industria
inquinamenti di vario tipo ridurranno ulteriormente le superfici utili.
piccole comunità , ma non per tutti ...
La storia si ripete. Sempre.
Ma ogni volta ci appare in modo differente.
Anche il nostro futuro vedra' il ripetersi di "situazioni" gia' vissute... ma ci apparira' comunque differente.
Il contesto, comunque, e' cambiato.
Nel medio-evo c'era abbondanza di terra.
Ora questa quantita' e' drasticamente inferiore! E non ce ne vogliamo rendere conto!
1- la caduta dell'impero produsso il medio-evo solo attraverso un calo demografio allucinante si passo' da 20 milioni a 4 in Italia.
2-andreaX ''signorotti chiusi nei loro castelli che tiranneggiano il loro popolo, sennò veramente non ci sarebbe nulla da stare allegri.'' Niente di piu' sbegliato, ormai gli storici concordno con il fatto che fino al 1300 i servi della gelba erano volontari, cioe' si univano alla comunuta' di un feudatario volontariamente, per ottenere protezione, anche da carestie (le comunita' troppo piccole in caso di calamita' naturale muoiono). Il feudatario in una regione geografica aveva fame di uomini, non di terra.
3-Anche nel medio-evo per quanto bassa cera circolazione di merci, e le region erano completamente autosufficienti. Es. Liguria e lombardia erano in forte legame economico, per questo l'ascesa dei Malaspina che controllavano la cisa fu' inevitabile.
4-24. Luigi Lucato non posso che concordare, gli asetti se mai cadra' in qualche modo lo stato, sposteranno il potere verso figure in che qualche modo abbiano un prestigio che permetta loro di fare da garante (come e' successo con i vescovi nei borghi)
Arieccomi!!!!
Tralasciamo per ora il problema del "dove" e concentriamoci sul "cosa" o sul "come".
La differenza tra il medioevo che c'e' stato e quello che ci sara' e' nel "contesto".
Fino a qualche anno fa il contesto prevedeva la possibilita', naturale, di una crescita piu' o meno costante. Combattere ed espandersi permetteva alle comunita' piu' forti ed organizzate, di poter diventare piu' grandi e potenti... piu' forti, stabili e sicure. Se non si combatteva e si evitava di soccombere, semplicemente si lasciava a Madre Natura la liberta' di decidere la velocita' di crescita della comunita' stessa che, per inciso, comunque "cresceva".
Oggi il discorso e' diametralmente opposto. Abbiamo molte meno risorse di allora, siamo quasi 7 miliardi, abbiamo gravi problemi interni e sociali, abbiamo dimenticato l'arte del vivere con poco e piu' semplicemente siamo diventati "fragili". Lasciare che sia Madre Natura a regolare la nostra vita significa che il declino sara' tendenzialmente in aumento. Ovvero piu' passa il tempo e piu' velocemente sara' il nostro declino. Ma e' un DECLINO e non una CRESCITA. E questo a causa dell'inquinamento, dell'instabilita' politico-sociale... geologica e tutto il resto.
Per cui le piccole societa', se decidessero di crescere, non otterrebbero nulla di buono... anzi. Ad oggi non e' piu' valida l'equazione +figli = +braccia ma quella +figli = -cibo! Il che e' drammaticamente diverso!
Rendiamoci conto che allo stato attuale, per tutta una serie di problemi, i paesi ad elevata DENSITA' di abitanti NON SONO AUTOSUFFICIENTI. Ci tocca importare cibo... il che significa lunghi trasferimenti... il piu' veloce possibili..., metodi e sistemi di conservazione e tante altre cose. Tutte caratteristiche che verranno meno, man mano, nel mondo post-industriale e post-petrolifero!
Come e' stato gia' detto... la differenza tra impero e comunita' e' essenzialmente una...
Se lasci (o vieni cacciato) l'impero ne troverai sicuramente un'altro che ti possa accogliere... tanto... uno in piu' o uno in meno non fa differenza.
Se lasci (o vieni cacciato) la comunita', significa quasi sicuramente piu' cibo per chi rimane. Ma c'e' sempre il limite sotto il quale la produzione di cibo nella comunita' scende. E quello e' il limite da mantenere. Cioe'... bisogna organizzarsi in modo che le persone che fanno parte di una comunita' sono quelle che servono e bastano per produrre il cibo per la stessa!
Poi, ovvio, ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione. Ma in generale e' cosi'!
Ad ogni modo, scordatevi un clima di pace e tranquillita' per il prossimo futuro... anzi! E non mi riferisco solo ai problemi "politici" o "geopolitici"... ma anche e soprattutto a quelli CLIMATICI e GEOLOGICI!
Tutto bello... ma non capisco dove si dovrebbero mettere queste piccole comunità auto-organizzate in italia.... nella pianura padana stanno già strettissimi, immaginiamo di disintegrare roma in qualche migliaio di paesini.... dove si mettono scusate?
#25:
E' vero. Storicamente le piccole comunità autosufficienti sono esistite ma erano vessate dai Signorotti (Medio Evo). E molti storici considerano questo periodo fra i più cruenti dell'intera storia europea. Per quanto assurdo sembri, il periodo di massima prosperità per una buona parte del mondo occidentale è il dopoguerra (seconda guerra mondiale), con la presenza di due Imperi contrapposti. Certo, poteva anche finire male, in un bel botto nucleare, ma è andata così.
Nelle piccole Comunità c'è anche un maggior controllo sociale, economico, politico. Se non sei d'accordo col capo, o lo butti giù o fai le valigie. In un "grande Impero" fai un po' quello che vuoi, talmente sei insignificante rispetto al tutto. E poi, l'esilio da una piccola Comunità significa la fine (luoghi inospitali vicini, impossibilità di difenderti, procurarti il cibo, essere accettato da piccole altre Comunità chiuse...). Se l'esclusione avviene in una città, è brutto, ma si ricomincia.
Poi ogni tanto venivano sterminate dalle Comunità vicine (sud e nord america, arcipelago nipponico...)
Boh, io preferisco l'Impero, forse la sua periferia. Come in una grande azienda: sei più "sindacalizzato", "protetto", e nella massa di soldi e di risorse che si perdono qualcosa a te viene sempre.
# 24
il Vangelo è un'ottima via, ma prima occorre trovare i Cristiani. E costruirli è un problema ben più difficile di tutti gli altri...
@15
Purtroppo la realtà non si dipana sulle nostre aspettative, non fa ciò che deve, fa ciò che può data la realtà dispiegata in concreto e nel tempo storico dato
Il lumpen-parco buoi imperialista occidentale partorirà un nuovo fascismo, eventualmente verniciato in altro modo, ma quello;
Questo a sua volta partorirà un nuovo antifascismo comunista, variamente verniciato, ma quello;
ognuno andrà dove lo porta il cuore.
Mi dispiace m non riesco a intravvedere neanche un minimo di visione medievale bucolica. No dico ma quand'è che gli uomini hanno incominciato ad essere tutti onesti senza bisogno di alcuna autorità? Queste non sono prospettive ma utopie anarchiche su cui metterei subito la firma ma penso che se si arriva veramente ad un neo-medioevo ci saranno anche molti signorotti ben armati pronti ad accaparrarsi beni e risorse.
prima del medio evo arrivano i BARBARI.
ed è quello che sta succedendo adesso ogni industria categoria gruppo , assalta le risorse rimaste.
nessun programma di cambiamento più o meno soft per tutta la società.
si stanno formando dei gruppi (feudi) che si accaparrano tutte le risorse possibili per il loro futuro indipendentemente da chi li circonda.
se non si abbandona il dio denaro e finanza
per tornare a valori etico e morali diversi ...
per me il Vangelo è una buona via ...
il futuro è dei barbari.
@22
Spero in un medioevo moderatamente tecnologico adattato allo spirito moderno di libertà dell'essere umano...
@21
Visione bucolica?, quello che dici sostanzialmente lo condivido, però come ho gia detto l'epoca storica un cui la società appare proprio come tu la descrivi era proprio il medioevo, ovvero: piccole comunità organizzate in feudi, ogni comunità sostanzialmente era indipendente dalle altre, le città si svuotarono e la maggior parte della popolazione si trasferì nelle campagne. Come sarà il medioevo postindustriale?, spero non ci siano signorotti chiusi nei loro castelli che tiranneggiano il loro popolo, sennò veramente non ci sarebbe nulla da stare allegri. Se invece ci fosse un ritorno alle campagne inserito in un contesto di libertà e di autosufficienza sostenibile per ogni nucleo familiare allora la cosa potrebbe anche andare bene.
@19
Come ha scritto Bernardo Mattiucci, anch'io credo che l'organizzazione in piccole comunità autosufficienti sarebbe il miglior modo di sopravvivere al crollo di questo paradigma economico e dopo.
Niente più medie e grandi città, niente PIL, niente consumismo, niente dogma della crescita continua, vita più semplice e piena e meno esseri umani sul pianeta.
Riconosco che la mia sia una visione un po' bucolica ma è da augurarsi davvero che dal caos prossimo venturo scaturisca alla fine un mondo migliore per chi verrà dopo di noi...
La fase precedente l'avvento della borghesia e del capitalismo viene storicamente definita "mercantilismo".
Lo Stato è il Re. Che guarda con sospetto i privati che vogliono accaparrarsi le risorse (nascente borghesia). I quali vogliono rovesciarlo (rivoluzioni francese, ma anche americana) per non pagare più esose tasse e avere mano libera di sfruttare a loro volta la situazione.
Le classi povere comunque sono la maggioranza della popolazione. Quindi per loro non cambia molto. La situazione precipita con l'industrializzazione e il "concentramento" della popolazione in luoghi geografici definiti (fabbriche).
Sta succedendo anche oggi in alcuni Paesi, ma l'impatto di fine ottocento è stato devastante. La prima causa di morte era l'alcolismo nei nuovi centri urbani, seguita dagli incidenti sul lavoro... poi suicidi, omicidi, malattie, consunzione...
Viene preferito il lavoro minorile e femminile, meno costoso, innescando una guerra sui prezzi del lavoro. Che crollano. La prima legge di protezione del lavoro minorile viene emanata in Francia per motivi "militari": la metà dei giovani chiamati alla visita di leva che proviene dai distretti industriali è già inabile, menomata. E lo Stato ha bisogno di soldati abili.
Non è mai stato un mono in cui si diventa vecchi facilmente...
Come potremmo definire l'economia al tempo degli antichi romani?,o più in generale l'economia delle società preindustriali?, "paleocapitalismo"?.
"Economia allo stato stazionario" a me fa venire in mente il MEDIOEVO, però credo che sia sostanzialmente corretta.
Forse si potrebbe parlare di "economia autarchica", ovvero ogni comunità si produce da se quello di cui ha bisogno. Il successo dell'economia moderna si basa proprio sull'estrema interdipendenza che gli esseri umani hanno ognuno nei confronti dell'altro. Se ogni essere umano producesse tutto ciò di cui ha bisogno l'economia non esisterebbe proprio, in quanto essa ha come assunto: cliente da una parte, venditore dall'altra.
..il sistema di essere quello che sei, dire quello che pensi, fare quello che ti piace...(se non scassi le palle ad altri!!)
alcuni intellettualoidi, giornalisti, e satiri vari iniziano ad accennare timidamente al fatto che qualcosa di buono, utile al cambiamento di questa società in malora, potrebbe arrivare dall'individuo......chissà!... forse.....
@16
ad esempio?, la comunità degli hamish negli stati uniti?, le attività dei frati nei conventi del medioevo?.
@15
"Economia allo stato stazionario".
L'unico modello compatibile con la dignitosa(mai più opulenta) sopravvivenza del genere umano in un contesto moderatamente tecnologico...
Per me la sequenza del crollo economico sarà questa:
prima le automobili
poi le compagnie aeree
dopo i commerci internazionali
a seguire non saprei, probabilmente in Italia ci metterei il settore edilizia ed immobiliare.
Nel 1989 è crollato il comunismo
Nel 2009 crollerà il capitalismo?
Qualcuno mi sa dire se esistono altri sistemi economici, ipotetici o reali che siano, oltre a questi due?.
si si, lo sappiamo, il capitalismo è lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo mentre il comunismo è tutto il contrario...
Bernardo [#6]: "L'uomo deve imparare a comandarsi in piccoli gruppi... semplici nella struttura e nell'organizzazione"
Hai ragione da vendere, anche se mi tocca (dolorosamente) constatare che stiamo seguendo la strada opposta.
Vorrei far notare la leggera differenza tra i danni causati dal cosidetto socialismo reale e il capitalismo contemporaneo: gli uni fanno parte della storia, è possibile studiarli, quantificarli, giudicarli storicamente, gli altri non si sa nemmeno se ci sarà ancora qualcuno ad analizzarli!
E INTANTO ANCHE LA BASF ha le pezze al culo e pianta a casa 20000 persone.
Gli dei stanno crepuscolando da almeno cinque anni. Non e' una crisi di oggi, ma una crisi sistemica quella dell'auto americana. Non sono riusciti a produrre una vite di innovazione negli ultimi 10 anni, accorgendosi due mesi fa' che un moderno 1400 turbocompresso equivale ad un loro pachidermico V8 6000 e che consuma pero' quattro volte tanto.
Leggero OT
Se qualcuno ancora crede che Obama sia il salvatore degli USA e del mondo, dovrebbe leggersi questo interessante articoletto illuminante sui finanziatori della campagna elettorale del 44° presidente a stelle e strisce http://www.disinformazione.it/obama2.htm .
Già si sapeva comunque, no?
IL problema è il modello socio/valoriale, non economico in senso stretto: quale sarebbe il problema con 3 milioni di disoccupati a Detroit ? Non morirebbero certo di fame, basterebbe che coabitassero 2/3 nuclei familiari per unità abitativa abbbattendo drasticamente il costo della loro vita: a fine 800 c'erano davvero solo cipolle e patate da mangiare per la vera classe operaia....Qua in Europa poi avremmo soldi a bizzeffe da recuperare dalla spesa pubblica, altro che America dove tutto è pensato a misura delle giovani famiglie, al contrario dell'Italia.
...Quanto al titolo, "crepuscolo degli Dei ", non vedo nessun oltre/super uomo Nietschiano in vista...Basterebbe riportare un po di equilibrio : in Italia siamo ormai mortalmente malati di familismo e gerontofilia : la sinistra dovrebbe far leva su chi guadagnerebbe da un riequlibrio del sistema, cioè i giovani ed i figli di nessuno, invece di aver paura di toccare le rendite esistenti.
#6:
Mi permetto di dissentire.
Motivo: due anni impiegati per preparare una tesi di laurea sui sistemi di sicurezza sociale. Quelli che riparano dalla povertà.
Quindi: forse sbaglio, ma non parlo con i paraocchi. Sono documentatissimo invece. I sistemi moderni di sicurezza sociale (modello europeo, legato al lavoro) nascono in Prussia. Autore: Otto Von Bismark. Motivo: bloccare l'ascesa socialista che ha stravinto le elezioni. Mezzi: annullamento delle elezioni, incarceramento, soppressione della libertà di stampa e... introduzione di una serie di misure sociali "volte a tagliare l'erba sotto i piedi ai signori Socialisti".
Frase rimasta nella storia (di Bismark): "I signori democratici suoneranno vanamente il flauto quando il popolo si accorgerà che i principi hanno a cuore il suo benessere".
Non ho paraocchi. Io so. (ok, questa l'ho rubata a Pasolini!). So che il "benessere" regalato alle masse è solo frutto della paura del socialismo, del vedersi requisita la ricchezza. O qualcuno pensa che un bel giorno qualcuno abbia deciso di regalare prosperità?
Fosse solo per questo il socialismo ha avuto un senso, un effetto positivo su una parte del mondo. Ma non sono nostalgico. E il modello di ieri è inapplicabile oggi. Valgono solo alcuni principi su cui si potrebbe costruire.
Chiedo comunque scusa se ho osato parlare. Magari, come ho detto altre volte, anche quello rappresenta un pericolo.
#2
L'articolo si riferiva agli USA, quindi ho dato per scontato che anche tu ti riferivi a quella nazione!
#5
Mi piacerebbe tantissimo che qualcuno si rendesse conto una buona volta della realta'... che si decida a parlare sapendo quello che sta dicendo e soprattutto scendendo dal pulpito sul quale si e' elevato. Il tuo discorso e' condivisibile solo in parte, perche' traspare, dalle tue parole, un concetto che secondo me (e i fatti di mezzo mondo lo hanno sempre dimostrato) e' radicalmente sbagliato. Ovvero che se ci fosse stato il comunismo non ci saremmo ritrovati in questa situazione.
Vorrei altresi' ribadire che la situazione attuale e' la naturale evoluzione e conseguenza di quanto accaduto negli ultimi 2000 anni almeno... e non solo di quello accaduto in qualche settimana o mese!
Il comunismo, nel mondo, non ha MAI portato a nulla di buono... Come non lo hanno fatto tutte le altre forme ideologiche basate sul comando, da parte di pochi, di grandi masse.
E' sempre stato cosi'... e sempre sara'!
L'uomo deve imparare a comandarsi in piccoli gruppi... semplici nella struttura e nell'organizzazione. Quando il numero delle persone aumenta a dismisura, aumentano gli interessi di chi comanda o comunque di chi detiene il potere. E tutto cio' che e' ideologico, se ne va a farsi benedire!
Per cui, se bisogna parlare, cerchiamo di non farlo con i paraocchi. Perche' non c'e' peggior sordi di chi non vuol sentire... o peggior cieco di chi non vuol vedere!
#2:
il Partito Comunista Italiano era il più grande del blocco ovest. Odiato da metà Paese, amato dall'altra metà.
Dopo il crollo del muro di Berlino, e il disfacimento dell'Unione sovietica il Capitalismo è rimasto padrone, senza alternative. Adesso fa quello che vuole, come vuole, quando vuole.
Ma non si torna indietro: i cervelli sono piegati al consumo estremo, alla gioia della pubblicità, alle spese del natale, all'adorazione dei modelli alla Silvio, cui tutti vogliono assomigliare.
Si parla di mercato, competizione, globalizzazione, previdenza integrativa, come se tutti fossimo economisti invece che pappagalli. L'area del cervello deputata al ragionamento è colonizzata dalle chiacchiere dei media onnipotenti...
Di "Comune" rimarrà sempre il finanziare la classe parassita al potere. Parlamento Italiano: pregiudicati e criminali che rappresentano degli idioti.
Sí, giustissimo! Ma come mai proprio in questo blog si trova un banner con la pubblicità della nuova ford fiesta???????????
Stai parlando di rendere COMUNISTA un paese che ha sempre odiato i comunisti?
Ma la questione di fondo e'... aiutare le case a fare cosa? a restare aperte e produrre auto che nessuno piu' puo' permettersi di acquistare? Sarebbe piu' logico far pagare gli stipendi direttamente allo stato.... cosi' almeno si risparmiano risorse ed energia e non si crea ulteriore inquinamento!
Vedrai che tempo qualche mese... e verra' offerto a tutti i dipendenti delle 3 grandi di Detroit, un accesso speciale nelle file dell'esercito... con lauti compensi e tutto il resto. Del resto la guerra e' ancora lunga e servono braccia forti... tipiche dei costruttori di automobili!
A seguire vedremo il crollo delle societa' di elettronica e microelettronica... che si vedranno crollare di colpo le vendite di prodotti...
E quando tutto questo sara' realta'... i disoccupati tra USA, UE e CINDIA raggiungera' gli 1.2 miliardi di individui!
Aiutare per aiutare (aiutare, come giustamente hai scritto, significa in effetti rendere pubbliche le perdite per privatizzare i profitti), perché non statalizzare il tutto? Sarebbe davvero tanto fuori luogo immaginare lo Stato come una specie di super S.p.A. della quale azionista sia ogni singolo cittadino?
alle 10:47
Luigi Lucato
#34
La terra era abbondante ... mancavano autostrade, centri commerciali, industrie e un mare di nuovi quartieri ...
magari abbondavano anche i boschi
oggi manca tutto e la popolazione è ben più abbondante
allora si poteva pensare di mettere a coltura nuove terre
oggi al max i giardini pubblici ...
quanto alle carestie basta aspettare.