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La fine del consumismo?

Pietro Cambi avatar Giovedì 20 Novembre 2008, 00:01 in Apocalypse now, Distribuzione, Sprechi, Vita quotidiana di Pietro Cambi

 

who killed santa claus

Personalmente non ci ho mai creduto ne mai ci crederò.

Il consumismo, in qualche modo, è "cablato" profondamente nel nostro Dna.

Ci piace avere cose che ci piacciono, che ci aiutano in quello che facciamo, che ci danno una qualche forma di status sociale, comunque inteso; se avessimo bisogno di conferme in tal senso, a parte l'intera storia umana pronta a dimostrarcelo, basterebbe pensare a quel che succede tra fratelli, pure all'interno di un nucleo cosi ristretto come quello familiare: anche a questa scala il "socialismo" è quanto mai difficile da realizzare ed avviene, frequentemente a causa di uno "stato di necessità". 

Nonostante questo, con almeno una certa ragionevole e provvisoria certezza possiamo affermare che il consumismo parossistico e compulsivo di cui il Natale è la massima espressione, è finito.

Non voglio tirare fuori la tiritera sul valore esclusivamente commerciale della festività, al punto che anche la tradizionale veste bianca e rossa di Babbo Natale deriva, in buona parte, dai colori aziendali di un notissima bibita gassata, che già negli anni 30 cominciò a sfruttarne massicciamente l'immagine (tradizionalmente Santa Claus era vestito di verde, coperto di pelliccia, magro, basso, alto, grasso, insomma non aveva una iconografia ben definita).

Voglio solo mostrarvi una stima fatta dall'American Research Group, riportato dall'ottimo Iceberg finanza che stima una diminuzione della volontà/possibilità di spesa natalizia delle famiglie (americane) del 50%.

 

andamento spese di natale

 

I numeri, un calo del 50 % delle previsioni di spesa natalizia, si commentano da soli e ci mostrano come i consumi non si limiteranno a frenare ma piuttosto si scontreranno con un muro di cemento, frontalmente.

Intendiamoci: di per se il calo dei consumi sarebbe da accogliere come una notizia positiva, fosse stato pianificato e voluto.

In questa situazione, invece, si configura solo come una catastrofe di magnitudine senza precedenti, di cui questi dati sono solo un pallido preannuncio e che colpisce, in primo luogo, le persone normali, che perdono il lavoro, non sanno come pagare la casa, si vedono volatizzare gli investimenti, le pensioni ed i conti correnti e forzatamente rinunciano alle spese men che indispensabili, anche perchè il deficit spending con le carte di credito sta anche esso arrivando alla fine.

Il fatto di averla largamente prevista non ci fa stare meglio.

Nemmeno un po'.

22
22 commenti
22
26 Giu 2012
alle 14:25

Nicholas

Ciao, quando dici che il consumismo è "cablato" nel nostro DNA hai ragione, anche se io la chiamerei più avidità, anche se sono differenti punti di vista.

Quindi il tuo ragionamento non fa una piega, ma c'è un problema: il consumo ossessivo, come tu lo chiami giustamente, dipende da qualcosa di fondamentale: le risorse.

Non sono un eco-allarmista, ma il nostro pianeta, penso sia risaputo, ha risorse finite, non infinite.

Quindi, indipendentemente dalla volontà umana, prima o poi questo fenomeno dovrà finire e gli stili di vita dovranno essere gestiti in modo più sostenibile. Basti dire che se tutti vivessero come un americano, ci vorrebbero le risorse di 5 pianeti come la Terra per soddisfare i consumi di tutti, 3 pianeti se tutti vivessero come un europeo (francese, italiano, inglese, eccetera).

Se non vogliamo trovarci con un pianeta morto e completamente depredato (e tornare all'età della pietra come Einstein aveva previsto) ci converrà, prima o poi, redistribuire le risorse e dimenticarci la nostra avidità.

La tecnologia ci può aiutare senz'altro ma non può invertire le sorti dell'umanità, donando al pianeta risorse infinite.

Ciao!

21
23 Nov 2009
alle 11:40
20
27 Nov 2008
alle 22:43

dany

si crisi crisi ma i consumi per ridotti che siano producono comunque rifiuti che ormai ci sommergono :-(

guardate stò video

http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html?id=697128&pVideo=3&posVideo=0

19
21 Nov 2008
alle 10:39

Alby

@11 per ora no, se ne arrivassero cambieremmo certamente le priorità, ovvio che ogni cosa vien messa in fila. Non è ad esempio un problema spostare avanti di qualche anno uno dei suddetti lavori se dovesse arrivare un pargolo, il tetto sulla testa c'è e nessuno dei 2 redditi è a rischio nel breve-medio periodo.

@14 niente affitti: la casa come detto è stata acquistata cash no mutuo con anni di risparmi messi da parte sia da noi che dalle famiglie.

18
21 Nov 2008
alle 10:07

Exodus

Vengo anch'io!

17
21 Nov 2008
alle 00:58

Mario

Esatto

Decolonizzare l'immaginario

E poi scandalizzare i parenti per Natale, a cominciare dall'odiosa zia Pina

"Ma come, non hai messo il condizionatore da 8800 btu in offerta a euronics a 472 euro?"

"No, ci ho comprato un etto di ganja e ci sono andato una settimana in campeggio libero, canadese e autostop con due topine di 19 anni del movimento studentesco sul delta del Po alla faccia tua" :)

16
20 Nov 2008
alle 23:16

Exodus

#15

Vero.

Il problema è che se non la compro mi rimangono i soldi. E i soldi si deprezzano. E allora la scelta si pone fra un bene inutile e soldi deprezzati/occasioni perdute. E non è più così facile decidere.

Il "sistema" in cui viviamo è una trappola. Per topi. Dovremmo imparare a ideare, accettare, sognare mondi diversi. Non aver paura di rivoluzionare. "Decolonizzare l'immaginario" (Serge Latouche).

 

15
20 Nov 2008
alle 21:43

Aldo

Lego [#9]: "Da anni e annorum quando compero qualcosa mi chiedo sempre: mi serve realmente?"

Io invece mi chiedo "quanto ho dovuto lavorare per averlo?" e aggiungo "vale davvero la fatica spesa per quel lavoro alienante?". Le risposte, di solito, sono nell'ordine "troppo" e "no". La decisione viene di conseguenza.

14
20 Nov 2008
alle 18:16

massi

#10 Pagate qualche affitto?

13
20 Nov 2008
alle 17:32

Exodus

#12:

Se hai davvero pensieri grandi, nuovi, originali, nessuno ti applaudirà. Al massimo ti schiaffano su di una croce.

Per essere applaudito, devi essere mediocre e sembrare grande, immenso. Magari non sei difettoso, ma assolutamente "a posto". E' questo il dramma.

12
20 Nov 2008
alle 16:46

Mario

Non so che dire, forse sono io che sono uscito dalla fabbrica difettoso ma, se devo sintetizzare il senso elementare del gusto di vivere, per me, mi vengono in mente:

- un altro essere umano nel lettone

- applausi a scroscio in un'assemblea per quello che ho pensato e detto

- posti magici nella natura raggiugibili solo a piedi

11
20 Nov 2008
alle 16:45

Exodus

#10: 

Avete bambini?

10
20 Nov 2008
alle 13:00

Alby

@7 eh quanto catastrofismo con questa fede di svegliarsi il giorno dopo.

Informarsi e sapere fare i conti di quel che serve e tagliare quel che non serve e usare le risorse per fare quel che serve fare.

Non è una questione di fede, è una questione di razionalità, di sper fare bene il bilancio delle spese.

Ho cambiato casa senza fare un mutuo, l'ho ristrutturata senza avere fretta di fare tutto e subito.

Nel 2007 i pavimenti, gli impianti idraulico, elettrico e di riscaldamento a pavimento: il necessario per andarci a vivere.

Nel 2008 porte e cucina.

Nel 2009 lavori nel seminterrato e predisposizione impianto solare termico se ci arrivo, senno' ciccia, si passa al 2010 tanto il seminterrato se resta così com'è non mangia.

A seguire secondo le disponibilità di cassa impianto solare termico e fotovoltaico.

L'auto resta quella che è: il motore gira (a metano) e va ancora bene nostante i suoi 12 anni e mezzo e i 270.000 km sulle spalle.

Quanto guadagnamo? Siamo in 2 e portiamo a casa 1200€ e 750€ rispettivamente. Si va avanti bene anche perchè non abbiamo fatto nessun mutuo ingrassando le banche.

 

 

9
20 Nov 2008
alle 12:52

Lego

Da anni e annorum quando compero qualcosa mi chiedo sempre: mi serve realmente?

Questo ovviamente non significa che ho abolito il superfluo, tutt'altro.Ma ultimamente il superfluo è arrivato a livelli minimi.

Per quanto riguarda il natale, la frenesia dei regali fatti per forza non l'ho mai sopportata.Dovrebbe essere una festa dove la spiritualità viene posta sopra ogni altra cosa, ma invece...e se lo dice uno che è ateo...

8
20 Nov 2008
alle 12:10

Antonio na

Suggerisco di leggere, "Avere o essere", di Erich Fromm, o anche "Psicoanalisi dell'amore", dello stesso autore. L'identificazione del proprio valore con ciò che si possiede è una sorta di patologia, che si associa ad un carattere predominatamente anale (per dirla con Freud). Tale carattere è quello predominante nella nostra epoca e si associa ad un atteggiamento necrofilo (amore per tutto ciò che è morto e inanimato, in primisi gli oggetti). Tipico esempio di tale carattere era Hitler. Ad esso si contrappone invece un atteggiamento biofilo, che fa dell'amore della vita, del prossimo, la sua caratteristica predominante. Esso rappresenta il pieno sviluppo delle facoltà umane, ma trova nella mercificazione di tutto e tutti un ostacolo difficilmente sormontabile. La persona biofila non ha bisogno di un SUV per sentirsi realizzata.

Inoltre rifletterei sul concetto di valore d'uso e di valore di scambio. Quanti oggetti ci servono realmente e quanti, invece, ci vengono presentati come utili da una martellante pubblicità?

E quante cose, che invece sarebbero utili a miliardi di esseri umani, non sono prodotte perchè non c'è sufficiente profitto (anche se ci sarebbero milioni di individui che, in cambio di un salario dignitoso, lavorerebbero volentieri per produrle)? 

Ieri durante la partita della nazionale mi ha dato fastidio una pubblicita' di un'acqua minerale, che speculava sulla crisi. Diceva grosso modo: mica vorrai rinunciare in tempi difficili alla salute? Bevi percio' l'acqua xxx e rimarrai sano e giovane...

Il socialismo non equivale a divisione della miseria, in ogni modo. Esso implica due cose fondamental: l'abolizione dello sfruttamento di un uomo sull'altro uomo (possibile in virtù della proprietà privata) e la rispondenza dell'economia non a leggi matematiche (come avviene ora nel sistema capitalistico), ma a leggi umane, in modo che l'Uomo, inteso come specie intelligente e cosciente, diventi artefice del proprio destino e non più in balia di forze disumane. E riesca anche a moltiplicare la sua forza creatrice, capace nella storia di cambiare il volto della terra.

E' un compito  immenso, ma prima di scartare questa ipotesi,  ricordiamo che l'alternativa  è il cannibalismo (applicando una concezione malthusiana).

7
20 Nov 2008
alle 11:44

simone

secondo me siamo arrivati al canto del cigno,si spenderà quei pochi soldi che si hanno (prima che le banche ce li portino via,una cosa che prima pensavo molto lontana)in previsione anche di un 2009 nerissimo e forse anche con l'idea di togliersi qualche ''soddisfazione'' fin che si può.

penso sia impossibile anche per chi ha sempre vissuto in modo economico e senza troppi sprechi passare ad uno stile di vita basato quasi sulla fede e sulla speranza di svegliarsi il giorno dopo.

6
20 Nov 2008
alle 10:54

Alby

Ho sempre odiato il Natale consumistico, il cenone di capodanno, il carnevale, San Valentino e, adesso che ce la propinano, la festa di Halloween perchè li ho sempre visti come dei momenti di illusione, di obnubilamento mentale, consumistico e ottime occasioni per farsi in..lare del denaro con spese voluttuarie.

Il mio obiettivo è essere SERENO, fare un lavoro che mi appassiona (non è facile ma ci son riuscito) per i restanti 360 giorni dell'anno che essere felice e gaudente in quei 5/6 giorni particolari che poi lasciano anche poco se ci pensate.

Saro' triste per come la pensano molti, ma il mio compleanno ho smesso di festeggiarlo quando avevo 11 anni.

Qualcuno penserà: "che tristezza, che piattezza, così si finisce per pensare al suicidio", ecc. ecc., tentazione che invece non mi ha MAI sfiorato.

5
20 Nov 2008
alle 10:21

Paolo B.

E' in Italia come siamo messi oggi come volontà/possibilità di spesa natalizia delle famiglie?

Non penso male come le famiglie USA, almeno non quest'anno, e visto che da oltreoceano ci arriva tutto con un certo ritardo, immagino che il Natale 2009 potrebbe essere molto magro.

Anche i Natali a venire, perchè non è come ci vogliono far credere Governo, Confindustria e Confcommercio(GCC) che dal 2010 in poi usciremo dalla crisi economica, tanto per buttare fumo negli occhi del popolo bue, il quale non immagina minimamente che la recessione è di tipo strutturale, nè immagina gli effetti negativi a tempo indeterminato che produrrà sulla società.

Ma GCC, almeno nei suoi massimi esponenti, è a conoscenza di tutto questo, eccome...

 

4
20 Nov 2008
alle 09:43

vil

L'essere umano fondamentalmente è ciò a cui è stato educato di essere. L'egoismo, individualismo etc sono fattori che ritengo culturali e sistemici: solo così forgi un perfetto consumatore.

3
20 Nov 2008
alle 09:25

andreaX

"nulla è più indispensabile del superfluo" diceva Oscar Wilde.

Addirittura Gesù Cristo 2000 anni fa affrontava l'argomento dicendo che non è la ricerca di beni materiali che da la felicità bensì donarsi completamente ai bisognosi, e se lui sollevava la questione 2000 anni fa, quando la società non era ancora pervasa da questo materialismo ed individualismo odierni, figuriamoci adesso!.

Purtroppo l'essere umano fondamentalmente è egoista, pensa solo all' animaccia sua, per questo il consumismo ed il capitalismo prosperano, fanno parte della sua natura.

Adesso però come la mettiamo?,boh...

2
20 Nov 2008
alle 08:30

Gibi

Beh, magari sarà la volta buona che riscopriremo la spiritualità del Natale.....

1
20 Nov 2008
alle 03:11

rotafixa

in qualche modo adoro chi come debora e pietro si sbattono per rendere digeribile ciò che ad alcuni sempra ovvio e a molti altri sembra asociale.

al momento credo che ciò sia preso per iattura da molt*


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