Crisi sistemica e cambio di paradigma
Ho un marito che in alcuni Paesi sarebbe forse discriminato per il colore della sua pelle.
E' italiano da settemila generazioni, e neanche meridionale (di origine montanaro/abruzzese, direi). Eppure è assai scuro di carnagione. Quando dà la mano a qualcuno, sembra la pubblicità della pace nel mondo.
Negli Stati Uniti lo prendevano continuamente per portoricano. In Germania per mediorientale. Da ragazzino, tanto per fare scandalo, raccontava di avere una nonna africana: voleva vedere se la gente era razzista.
In Italia invece nessuno si sogna di dubitare che sia bianco, come siamo bianchi tutti quanti noialtri italici. Di svariate sfumature ma insomma, razza bianca punto e basta. E il marito, su questo riflettevo oggi, è solo un po' più chiaro di Obama: come tanti italiani, e senza spingersi nella Sicilia più profonda. Mio figlio ha un compagno di scuola tunisino più chiaro di altri compagni romani de Roma. E poi ci sono gli "abbronzati", quelli veri per sole o per lampade, e contribuiscono ancora di più alla confusione e ad arricchire la gamma di colori.
Sarà per questo che faccio una fatica del diavolo a stabilire se uno è bianco o nero, oltre a non vederne l'utilità. Il tizio che in un Paese è bianco, in un altro è considerato nero, e se ci pensate la cosa è logica. Io che qui sono ritenuta una mezza biondina, in Svezia sarei una bruna esotica, e la Cucinotta una nera.
Tutto ciò per dire che mi sono mortalmente rotta di tutta questa bloggeria su Obama che sarebbe "nero", Berlusconi che lo definisce "abbronzato" e i presunti bianchi che pontificano a destra e a manca. Non esistono bianchi e neri, è solo frutto della nostra immaginazione e talvolta della latitudine da cui si guarda la faccenda.
Gli americani hanno eletto un Presidente che dice cose mai ascoltate prima, né qui né là. A me pare che sia questa la notizia, invece della sfumatura della sua cravatta pelle.
Vil, non mi sono mai posto il problema. Il che significa: non ne ho idea. So dove sono nato e dove sono nati i miei genitori e perfino i miei nonni, ovviamente, ma lì si fermano le mie conoscenze in materia. Ma che c'entra? Si parlava dell'esistenza o inesistenza delle razze in riferimento alla specie umana.
è quello che ho scritto aldo: ci sono differenze ma si parla di etnie. tu di che etnia sei?
Vil [#14]: "la razza è definita su differenze genetiche e non ne abbiamo a sufficienza"
Vil, quali differenze genetiche ci sono tra i due bovini che ho citato? Sono differenze genetiche maggiori di quelle che passano, che so, tra un aborigeno australiano e un magrebino? Nel caso dei bovini si parla agevolmente ed appropriatamente di razze, dunque per coerenza...
Le questioni culturali non hanno nulla a che fare con le razze (il significato originario del termine "razza" nasce nel campo della tassonomia, ed è l'unico che ha una sua dignità; ogni altra interpretazione deriva da una distorsione del linguaggio creata ad arte con finalità ideologiche ed è da rigettare senza se e senza ma: esistono parole specifiche per indicare le distinzioni culturali, e quelle bisogna usare per non confondere le carte in tavola).
Non lo so, ci penso spesso: devo classificare voi umani in qualche modo e questo della razza è un discorso particolare. ci sono certe caratteristiche biologiche negli individui che li distinguono. Per esempio popolazioni caucasiche reggono moooolto bene gli oppiacei mentre noi europei impazziamo al primo contatto [ci riduciamo a barboni dopo breve] al contrario certe popolazioni non riescono a usare l'alcool mentre noi sbevazziamo serenamente: molti popoli sono stati anniettati proprio con questo mezzo: indiani d'america, molti popoli caucasici che non esistono +; senza ne guerra ne odio, semplicemente li si è dato da bere a volontà. Queste differenze sono proprio di natura biologica e ci contraddistinguono. da qui al parlare di razza... beh la razza è definita su differenze genetiche e non ne abbiamo a sufficienza, oggi si parla di etnie e simili ma comunemente per razza si intende uno stereotipo culturale: cinese è altro da africano e altro da europeo e altro da sudamericano etc.. ma x lo + culturalmente, a livello di dna ci sono le etnie, notate che paesino che vai trovi tipologie di volti simili fra loro e distinti dagli altri paesi? ...mischiati con geni differenti a secondo della storia.. A livello lessicale chi vive e ha radici in italia dovrebbe essere dell'etnia del suo posto, penso ci sia un etnia piemontese-sabaudo-ocitan-qualcosa, quella sicula etc... qui quando uno dice bianco fa + riferimento ai nordici del nord europa che ai propri connazionali, di bianci in italia non ce ne sono molti, un po nel nord... i finlandesi sono bianchi, e se guardate il loro ceppo noterete che sono sempre rimasti lì senza grandi scambi genetici col resto del mondo, com i giapponesi: questi hanno il dna + definito e pulito del mondo, non hanno mai lasciato l'isola e non hanno mai filiato con stranieri. Buh! L'unica cosa che potrebbe definirmi "razzista" è la mia visione dell'ebraismo ma come ho detto prima è + una questione culturale che genetica. Pensiamo invece a tutti quei geni che abbiamo nel corpo ma che non utilizziamo mai.
"Tutti noi entriamo e usciamo dall'imbecillità tante volte al giorno, senza accorgercene"
Scott Adams (il creatore di Dilbert)
Io mi ci ritrovo in pieno.
"L'imbecillità è il carburante del futuro. energia inesauribile" - sempre Sott Adams.
"L'imbecillità è il carburante del futuro. energia inesauribile" - Sott Adams.
Scusate, ma un conto è negare differenze qualitative tra le varie etnie e razze e un conto è negare l'esistenza di esse. Che esistano è palese e la cosa non è data, come si racconta sempre, dal solo fenotipo relativo ai colori, ma anche da altri particolari, come la conformazione fisica, soprattutto della testa e del viso. Che alcuni possano sembrare poi appartenenti ad altre etnie può essere dato da caratteri casuali della singola persona, o dalla presenza in quell'etnia e in quella data area di caratteri condivisi anche da altre etnie e razze. La razza, essendo, secondo gli evoluzionisti, risultato di adattamento ambientale e climatico (e forse anche culturale), inevitabilmente finisce per essere condizionata da questi elementi. Di conseguenza, in determinati climi, sarà più facile trovare determinati "aspetti" condivisi da persone appartenenti a diverse etnie, senza la necessità del meticciamento.
Poi, che Obama dica cose mai sentite... Anche Clinton diceva cose non molto diverse e si è reso responsabile di genocidi vari e altre piacevolezze assortite, oltre ad aver reso peggiore la vita dei suoi concittadini (anticipando Bush jr e proseguendo il lavoro di Bush senior). E siccome Obama si sta circondando di tipi poco raccomandabili, ne conseguirà che...
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=52
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=53La razza degli imbecilli esiste. Posso provarlo oltre ogni ragionevole e irragionevole dubbio.
Logico [#8], che tu sappia esiste un metodo per stabilire la razza d'un campione biologico tratto da bovini? Tipo, distinguere una vacca frisona da una chianina analizzando un pezzo di corno? Lo stesso metodo, ammesso che esista, applicato agli umani, sarebbe inefficace? Nel caso delle vacche accettiamo di buon grado che si parli di "razze", direi che non c'è ragione per la quale lo criterio non debba valere anche per l'animale umano.
Nel sostenere l'inesistenza delle razze nella specie umana c'è qualcosa di incoerente: i conti non tornano. Si stanno applicando due pesi e due misure a fenomeni sostanzialmente identici. Io continuo a vederci un "bias" ideologico tanto forte da indurre a negare la realtà. In caso contrario, smettiamola anche di parlare di "razze" bovine, "razze" equine, "razze" canine, "razze" feline e così via. Se non altro per coerenza tassonomica.
Circa i razzisti concordo invece con te: esistono e basano le loro discriminazioni su fattori effettivamente secondari, prendendoli a pretesto per avvalorare artatamente posizioni altrimenti indifendibili. Dobbiamo arrenderci alla loro violenza e rinnegare l'evidenza? La mia risposta è, ovviamente, no.
Non ditelo a me; sono stato perquisito a Damasco convinti che fossi un Arabo. Per fortuna non mi hanno fatto spogliare ;.)
@Aldo 2 e 3.
Le razze, dal punto di vista scientifico NON esistono. Non esiste metodo certo per attribuire una razza ad una persona. O se preferisci una definizione appena più scientifica: NON esiste alcun metodo standardizzato per stabilire la razza di un campione biologico tratto da esseri umani.
Se poi le razze esistessero (ma nessuno l'ha dimostrato), avrebbero un peso molto secondario nelle mie opinioni e valutazioni. I razzisti invece esistono. E vogliono discriminare le persone in base a pre-giudizi... tra l'altro fondati sul... nulla!
Concordo invece con te per il giudizio sul Presidente degli USA: aspettiamo di vedere cosa combina (da gennaio in poi, lo scopriremo a poco a poco...).
Non sono molto ottimista: la vedo... nera 8-o
La prima cosa che salta agli occhi è la razza, cara Debora. Chiedi ad un allevatore se nel suo lavoro ignora la razza dei suoi animali, o all'agricoltore se non bada alle cultivar che semina.. se noi italiani non ci badiamo è naturale, siamo il popolo più bastardo della terra! Alle mille sfumature della pelle (dal bianco latte della biondina sudtirolese al marrone terra del siciliano) ci siamo ormai abituati. In italia c'è una gran poltiglia razziale insomma.
In sostanza, quello che contesto, o meglio, che mi rende triste, è che il nostro primo ministro si conceda alle battutine in incontri ufficiale con altri esponenti di governi stranieri. I Russi mica hanno riso alla battuta...
E' lo spessore della persona che ci comanda che mi intristisce. Per quanto mi riguarda, quando è al bar con Apicella può anche dargli del ne gro o fare battute sugli eb rei, non mi interessa.
E' un cretino, e piano piano se rende conto anche lui, per questo rosica così in questi giorni.
Ma perchè non mi pubblica mai i miei post??? che p@lle
bellissimo questo post, da far leggere nelle scuole!! ;-)
Questo è pensare bene!
P.S. Concordo sul fatto che la razza del nuovo presidente USA è del tutto irrilevante. Quel che conta è quel che farà. E non nutro grandi speranze in proposito.
Su questa storia delle razze esistono dei "bias" ideologici davvero portentosi, tipo quello della loro presunta inesistenza.
Le razze umane esistono eccome, né potrebbe essere altrimenti, giacché le razze sono il frutto dell'adattamento ai diversi ambienti. Essere spaventati da una così palese evidenza, peraltro tranquillamente ammessa per OGNI altra specie, è bizzarro e pure un po' comico.
Possono legittimamente spaventare le discriminazioni basate sulla razza, la nostra storia ne presenta un vasto campionario, ma da lì a negare la realtà solo perché qualche stupido criminale (tantini, occorre ammetterlo) non è o non è stato in grado di gestirla ce ne corre.
Quanto ad Einstein, se veramente ha parlato di "razza umana" ha commesso un errore davvero madornale. Piuttosto, per essere preciso, avrebbe dovuto parlare di "specie umana".
Ora mi aspetto che per queste mie parole qualche anima candida se ne venga fuori a darmi del razzista. Sappia fin d'ora che parlerebbe a sproposito nonostante il plauso della folla. :)
"Gli americani hanno eletto un Presidente che dice cose mai ascoltate prima, né qui né là. A me pare che sia questa la notizia, invece della sfumatura della sua cravatta pelle."
Eh, ma è quello che dico anch'io. Però lo stesso mi dico triste per quello che ha detto Berlusconi. Non in se perchè l'ha definito "abbronzato" - per me poteva anche definirlo negro e non cambiava nulla - quanto perchè noi abbiamo un presidente del consiglio che invece di fare un discorso sull'elezione più importante degli ultimi decenni, fa le battutine.
E' un cretino, e forse piano piano lo capisce anche lui.
Nel Padrino di Coppola, in lingua originale, viene nominata almeno 3 volte la parola Guinea come appellativo dispregiativo per gli italo-americani. Guinea come Guinea-negro.
Quando sento parlare di "razze", mi torna sempre alla mente l'aneddoto su A. Einstein al suo arrivo in america. All'addetto all'immigrazione che tra le altre cose (nome, cognome, data di nascita ecc.) gli chiedeva, alla domanda "Razza." Einstein rispose tranquillamente "umana".
L.
alle 03:27
Francesco
Dal punto di vista genetico gli odierni spagnoli sono molto, molto,molto più simili agli svedesi che non ai dirempettai marocchini..qualcosa vorrà dire......