Crisi sistemica e cambio di paradigma

Grazie alla famigerata "riforma Gelmini" la scuola ed i suoi problemi sono decisamente all'ordine del giorno su tutti i mass-media. Che dire: ne hanno discusso tutti, ma proprio tutti, quindi, per quel che serve, ecco i miei 2 cents.
Una cosa di cui si è sentito parlare spesso è il livello raggiunto dalla quota dei fondi scolastici che viene destinata al pagamento degli stipendi dei docenti.
Su 42 miliardi di euro stanziati per le scuole nel 2007 ben il 97% (oltre 41 miliardi e cento milioni) è stato destinato agli stipendi.
Sappiamo bene che la riforma Gelmini prevede di diminuire il numero di docenti di 110.000 unità (a regime) cosi risparmiando all'incirca 8 miliardi di euro.
E sappiamo bene che questa decisione è stata in buona parte alla base del movimento di protesta che ha visto riuniti, dopo decenni, la casalinga di Voghera e l'intellettuale della Sapienza.
La cosa curiosa è che nessuno abbia fatto presente una semplice ovvietà: Il Ministro Gelmini, volendo attuare una qualunque riforma della scuola senza aggravi fiscali non poteva far altro che agire sul personale docente e non docente, essendo percentualmente del tutto trascurabili le spese relative a tutti gli altri capitoli del funzionamento della macchina scolastica e quindi del tutto risibili gli eventuali risparmi ottenibili, qualunque fosse il miglioramento in termini di efficienza.
Ovviamente il problema è che gli otto miliardi di euro liberati, che avrebbero da soli RADDOPPIATO i fondi per la ricerca in Italia, NON sono destinati alla Scuola ma finiranno nel calderone del bilancio statale e probabilmente finanzieranno il rifacimento di una bretella autostradale, la realizzazione di 50 km di TAV, due referendum ed un paio di amministrative...
Ok, ma il luogo comune dove è?
Il luogo comune è che i cadaveri stiano solo negli armadi di una parte politica.
I numeri sono li per dirlo: il fatto che si sia arrivati ad un bilancio costituito, in pratica, SOLO da stipendi, dimostra non tanto che vi è stato un aumento di personale docente, ma che si è nel tempo TAGLIATO TUTTO IL TAGLIABILE, o, in modo del tutto equivalente, si è progressivamente aumentato il corpo docente senza aumentare le dotazioni finanziarie in modo proporzionale, cosi sottraendo risorse per le attività didattiche e formative in genere.
Si è raggiunto un limite oltre il quale diventa impossibile garantire il funzionamento del sistema educativo pubblico.
Questo purtroppo si è verificato con TUTTI i governi che si sono succeduti negli ultimi anni.
Questo limite è stato raggiunto, in modo ampiamente bipartisan, per ovvi motivi clientelari, laddove quel che importava era aumentare il corpo docente, per puri motivi di ordine sociale, senza curarsi del funzionamento corretto della scuola stessa.
Un rallentamento nel turn over degli insegnanti, quindi poteva anche essere necessario (abbiamo un rapporto tra docenti ed alunni che è piu' alto che negli altri paesi europei) ma a patto di utilizzare le risorse cosi liberate per il funzionamento della scuola.
Colpisce che ci si sia tanto concentrati sui tagli quando la cosa da rilevare era lo stato di totale anoressia in cui versa la scuola italiana, anoressia provocata da tagli (o mancati aumenti) precedenti, ampiamente bipartisan, essendo li le cifre a dimostrarlo.
La verità è che dell'educazione dei futuri cittadini, al di là delle chiacchere, importa molto poco a tutti e due gli schieramenti.
Non mi si dica che è un caso: i cittadini consapevoli hanno il vizio di farsi e fare troppe domande, soprattutto quelle scomode.
la Sig.ra Gelmini non conosce bene la scuola il 97% del badget della scuola non copre gli stipendi, perchè l'80% d 97%
finisce in progetti e progettini che non hanno nulla a che vedere con la scuola è chiaro?
Ho sempre pensato che la scuola fosse un pianeta a parte e che gl'insegnanti una specie protetta. Mi sbaglio? La prova ne è che quan do si parla di scuola si penza subito ai diritti degli insegnanti, alle graduatorie dei docenti, alle vacanza dei maestri e mai al diritto degli studenti di avere davanti gente preparata davvero che insegna davvero e trasmette sapere e non solo proclami e reclami dei loro diritti. Pensate cosa capita ad un bambino con difficoltà di apprendimento: è fortunato se qualcuno se ne accorge ma, se capita, comincia il suo Calvario (insieme alla sua famiglia) di sballottamenti tra Servizi Educativi e Servizi Sociali, la scuola lo usa fintanto che può per sfruttare la posizione degli insegnanti di sostegno ma quanti di questi sono capaci e desiderosi di occuparsi di disabilità? Vi assicuri che vedo da vicino queste cose e penso che i nostri bambini siano per la scuola solo l'ultima delle preoccupazioni. Volete un'altra prova? Date in mano ad un insegnante un modulo da compilare e siatene certi sbaglierà a compilarlo! Perchè proprio quell'insegnante che utilizza i test e i questionari per le verifiche dei ragazzi (a qualsiasi livello) è il primo che è in difficoltà: sia perchè non li prepara da sè e sia perchè sono troppo schematici e riduttivi ma chiaramente più semplici per il lavoro di correzione. Ho reso l'idea?
Rispondo a Chiara: perchè tagliare a un comparto come la scuola con tanti impiegati è molto più redditizio che tagliare tanto a meno. Vorrei dire la mia da lavoratore: giustamente voi vedete il vostro mezzo bicchiere.Ma pensate al mio lavoro da dipendente ed alle mie trattenute in busta con ferie poco e male pagate non malattia ed altro ancora(maternità).sicuramente voi siete messi meglio.eppure sono io che con le mie trattenute contribuisco al Vostro stipendio. e la scuola cosa fà? come tutti gli Italiani abbiamo poca memoria storica: io della scuola prima della Gelmini ho visto maestre riprese dal cellulare,ragazzi indisciplinati,bullismo,scarsi risultati scolastici ed in coda a livello Europeo.perchè dovrei lamentarmi?utilizzare il voto in condotta,il grembiule,il maestro unico(io lo ho avuto..è non penso che sia così male), i testi per più di un anno. Poi quello che mi chiedo e vi chiedo è:ma tutti i laureati devono fare gli insegnanti?fare gli idraulici,elettricisti,muratori,con un titolo di studio è discriminante? nel'70 i docenti erano meno i bambini un pò meno ed tutti stavano bene.Adesso,come hanno scritto su un giornale Tedesco, la scuola serve più ai grandi (posti di lavoro) che ai piccoli(insegnamento) grazie
Ma gli stipendi ai politici, i tagli del personale in parlamento o alla Camera, ai Senatori a Vita, ai vari portaborse, uscieri, ecc, non si può fare? Lo stipendio minimo di un impiegato statale è di circa 1300 euro mensili, io lavoro part-time nel privato e prendo circa 550 euro mensili! Ecco dove sta la differenza! Gli sprechi chi li conosce?!!
Ribadisco Trilussa: il 97% è calcolato sulla spesa del Ministero. La spesa di investimento e strutture è degli enti locali. Quindi NON E' VERO che il 97% della spesa scolastica pubblica è assorbita dal personale.
Poi si può essere lo stesso d'accordo sulla povertà strutturale delle strutture scolastiche italiane, perché de non è il 97%, la vera quota sarà nelal migliore delle ipotesi il 90%, sempre troppo...
Scusate ma quel 97% a me non va proprio giù, perchè mi sembra un numero senza senso, un numero, come dire ... "costruito".
Se è vero che il decreto Gelmini "Non riguarda l'università" (della quale se ne occupa Tremonti ), ma riguarda la Scuola, allora sul sito del MIP si trovano dei testi "sovversivi" ... di quel numero.
Infatti qui "La scuola in cifre 2007" a pag. 10 dice e prova a spiegare qualcosa di diverso, o forse sono io che non ho ben capito la questione.
Tuttavia, il ragionamento, del "post" mi sembra molto interessante e condivisibile ... qualsiasi sia la giusta percentuale.
# 9 Ale: Non e' che un punto percentuali sposti molto , credo , nel ragionamento. I conti spannometrici sono volutamente fatti in fretta e semplificatamente per non perdere di vista il punto.
Ad essere pignoli:
- il bilancio della scuola è stato di 42.5 miliardi di euro
- la parte che è andata in stipendi è di 41.174 miliardi di euro
- la parte che è andata per TUTTO IL RESTO è di un miliardo di euro e 326 milioni.
Ovvero IL 3.12 %
QUindi mi devo correggere, in effetti. trattavasi non già del 97% ma del 96.88%.
Peraltro, già che ci sono, vorrei dire che le cose sono peggiori di come sembrano
MOLTO
pggiori
infatti di quel 3% abbondante ( ...) che avanza una volta pagati gli stipendi I DUE TERZI vanno per l'edilizia scolastica.
cifr. ad esempio:
Quindi non già di 900 milioni trattavasi, per il funzionamento odinario della scuola ma solo 425 miloni di euro, milione piu' milione meno.
@15
Io non confondevo niente, ce l'avevo proprio con lo Stato. :)
Purtroppo sulla scuola c'è troppa scarsa informazione come -purtoppo noto- anche in questo sito, peraltro ben atto per molte altre cose.
Chiariamo:
1 - E' già stato detto, ma è bene ribadirlo: il 97 % delle spese DEL MINISTERO sono riservate al personale, semplicemente perchè il personale E' L'UNICA SPESA RIMASTA AL MINISTERO.
Tutte le altre spese sono state demandate agli enti locali, anzi, io non mi spiego in cosa consiste il restante 3% !?!
2 - Se vengono ridotti gli insegnanti, NON vengono ridotti i privilegi degli insegnanti, ma viene ridotta la qualità dell'insegnamento; io non so quanti alunni hanno negli altri paesi, ma secondo voi, veramente una classe di 30, 35 alunni è gestibile?
io ho una classe di poco più di 20 alunni e vi dico che è difficilissimo, per questioni proprio di tempo; ogni bambino ha i suoi problemi e i docenti -che non sono affatto fannulloni, perlopiù- cercano di trattare ognuno come un unicum, magari prendendolo da parte, facendogli imparare a leggere, etc..
Ma con 30, 35 alunni, questo è umanamente impossibile! potete credercui o meno, ma è così.
3 -Relativamente al maestro unico, gli effetti saranno due: molti maestri perderanno il posto (e qualcuno potrà goderci), ma soprattutto addio al tempo pieno, semplicement perché il Ministero pagherà solo la mattina; per il pomeriggio dovrano pensarci i comuni e le scuole !?!
ci credete voi che i comuni potranno pagare tutti i tempi pieni di tutte le scuole elementari? O addirittura dovranno farlo le scuole stesse? Con quali soldi, che non hanno neanche i soldi per la carta!
Ma il tempo è galantuomo! Fra un paio d'anni le famiglie cominceranno ad accorgersi di tutto!
Scusate, ci sono caratteri spuri il coda al link. Quello corretto è:
http://xoomer.alice.it/alberto_pagliarini/TAB2008conaumento1e77.htm
@15
Il basso costo iniziale del docente si riferisce a docenti che entrano in ruolo, non ai precari (assegnisti), che sono un altra cosa. Dopo aver vinto il concorso, i docenti restano per tre anni in un "limbo" con stipendi bassi, e solo dopo essere stati confermati dopo una valutazione dei titoli prodotti nel triennio hanno riconosciuta l'anzianità pregressa e hanno gli aumenti.
I ricercatori da poco hanno avuto il triennio ridotto a un solo anno (relativamente allo stipendio, non alla conferma), dato il basso stipendio iniziale (1260 euro nette/mese).
Per la verità, poi, l'8% di scatto non si applica su tutto lo stipendio, ma solo su alcune voci. In compenso, ogni anno c'è un adeguamento al valore medio degli aumenti ricevuti dagli altri statali (dell'ordine del 1-2%).
Le tabelle complete degli stipendi degli universitari le trovate qui: http://xoomer.alice.it/alberto_pagliarini/TAB2008conaumento1e77.htm
Enrico, non confondere lo Stato con i governi (di qualsiasi sfumatura cromatica siano).
Michele [#13]: "Un docente all'inizio costa poco [...]"
Ed è proprio per questo che si continua ad alimentare il precariato: il precario non matura avanzamenti stipendiali, a meno che sia insegnante di religione. In quel caso, visto che è coinvolta la mano lunga di un potere forte (la chiesa), anche ai precari sono garantiti gli avanzamenti (non saprei dire se hanno mantenuto la cadenza biennale, con ulteriore privilegio rispetto ai "comuni mortali", o se sono passati a una cadenza sessennale).
Michele [#13]: "[...] una scala di aumenti biennali (portati da poco a triennali per stipendi alti) dell'8%, per cui costa sempre di più all'università."
Ma guarda che scopro una interessante novità! Nell'ordine di scuola nel quale lavoro, invece, quella scala riguarda periodi di sei anni... Sarebbe interessante conoscere le ragioni di questa sperequazione (in effetti c'è poco da conoscere: è lampante).
@12
L'assicurazione la devo pagare perchè c'è lo Stato che mi impone di farlo per legge, quindi non mi sembra un esempio molto calzante. Sul fatto che l'istruzione pubblica abbia un'impostazione imparziale stendo un velo pietoso, visto che il contrario è dimostrato ogni giorno da tutti quelli che, come te, predicano l'assurdità, in contrasto con ogni evidenza, che lo Stato sia il garante della convivenza civile.
Per quanto riguarda l'università, dove lavoro, vi assicuro che la quota eccessiva degli stipendi è dovuta al fatto che, mentre sino al 1997 i concorsi erano nazionali e fatti ogni 4-5 anni con un numero fisso e quindi limitato di idonei, dal 1998 si sono aperte le cateratte, con concorsi locali e 3 idonei per concorso (poi 2). Così sono entrati nei ruoli o sono stati promossi moltissimi docenti, senza la minima programmazione economica e in genere con una qualità decrescente, almeno negli anni di maggior picco di assunzioni (ebbene, anche noi abbiamo il picco!).
Un docente all'inizio costa poco, perché nei primi tre anni, sino alla conferma, è pagato relativamente poco. Poi matura di colpo l'anzianità pregressa (max. 8 anni), e viene posto su una scala di aumenti biennali (portati da poco a triennali per stipendi alti) dell'8%, per cui costa sempre di più all'università.
Quando i docenti sono stati assunti o promossi in gran numero (circa sino al 2004), il loro stipendio rientrava bene nel "budget" delle università, ma ora sta esplodendo, e le università meno previdenti stanno peggio. La soluzione può essere un blocco del "turn-over", visto che entro pochi anni andrà in pensione il 40% dei docenti, quelli con stipendi maggiori, e a ciò mira (esagerando) la legge Gelmini.
Ora, personalmente credo che l'Italia spenda troppo poco nell'istruzione e nell'università, ma dare i soldi a piè di lista a chi a portato a questa situazione sarebbe assurdo. L'aumento della spesa si potrà e dovrà fare solo a nuove condizioni.
BTW, non sono mai stato un Berlusconiano e non ho mai votato per il PdL, ma onestamente mi pare che la Gelmini qualcosa cerchi di fare, anche per l'università. Certo, per ora sono solo tagli e, se resta tutto così, sarebbe inaccettabile (anche se forse meritato). Per ora io sospendo il giudizio in attesa delle prossime mosse relative ai concorsi e alla valutazione delle università.
@enrico
Il fatto che un servizio sia privato non significa che non lo devi pagare comunque. Pensa alle assicuraizoni auto. Puoi scegliere quale pagare, ma una la devi pagare e se fan schifo tutte le paghi comunque. Se le scuole fossero tutte private, con la stessa qualita' delle pubbliche ora, avresti la stessa possibilta' di scelta di ora, in cui son tutte pubbliche. E si fan gia' concorrenza, perche' vengono pagate un tot a studente.
La componente di "mercato" quindi ora c'e' già. La differenza e' che le scuole pubbliche devono garantire una certa uniformita' di programmi, devono avere un'impostazione laica, non possono presentare una visione di parte, non possono discriminare chi ci entra. Le scuole private basta rispettino alcuni standard minimi, e possono avere una impostazione ideologica. Oltre a selezionare chi ci va.
Che lo Stato sia "tutti oi" mi sembra un elemento basilare di convivenza civile. Anche se in Italia non e' un concetto molto popolare, e i risultati si vedono.
Il tuo punto di vista è radicalmente nuovo rispetto a tutta la paccottiglia informativa che si trova in giro.
Grazie per avermi chiarito le idee in maniera così esemplare
@8
Che lo Stato siamo "tutti noi" lo penserai tu, io no di certo. Comunque non ho detto che il servizio offerto dalla scuola pubblica faccia automaticamente schifo. E' chiaro che può variare da scuola a scuola o da insegnante a insegnante, resta però il fatto che anche nel caso faccia schifo siamo costretti a pagarlo con le tasse. E' questa la differenza
il 3% di 42 miliardi è 1.26 miliardi, non 900 milioni... uffa da voi non me lo aspetto che mi sbagliate questi semplici conti!
La sostanza non cambia ma l'informazione deve essere corretta.
Ercole28 [#5]: "il tutto sarà pagato dai soliti noti....i Precari..."
No, non "il tutto". Sicuramente i precari saranno quelli che si beccheranno la bastonata più energica, ma anche agli altri toccheranno situazioni di consistente deterioramento della condizione lavorativa, in numerosi altri casi (come il mio) toccherà pure farsi carico di crescenti spese per i trasporti e di crescenti tempi morti non pagati, dovuti allo spezzettamento dell'orario su più sedi.
Non credo di doverti spiegare che deterioramento delle condizioni di lavoro significa deterioramento della qualità della vita, né che aumentare le spese che gravano sulla paga del dipendente ed aumentare i tempi morti non retribuiti significa ridurre di fatto lo stipendio a fronte di una quantità di lavoro (neppure minimamente riconosciuto) maggiore.
Enrico [#6], secondo me sei fuori strada: il dipendente pubblico lavora per lo Stato, cioè per tutti noi. Inoltre, prima di dire che il servizio offerto dalla scuola pubblica fa schifo, prova a verificare cosa accade nella scuola privata, se ne hai la possibilità. Per quel che ne so, la scuola privata non offre affatto un servizio migliore di quella pubblica, se non per il fatto che può permettersi di selezionare l'utenza lasciando o buttando fuori quelli che potrebbero "creare problemi". E spesso, nonostante quella possibilità di selezione, offre comunque un servizio scadente, abilmente "glassato" per restituire un sapore dolce a chi si limita ad una leccatina superficiale.
Ercole, Enrico, spesso per capire veramente le cose bisogna viverle.
Le due ipotesi che fai per arrivare ad un 97% delle spese scolastiche in stipendi non sono equivalenti. E' diverso se procedi a tagli di tutto il tagliable (fuorché gli stipendi perché non puoi licenziare) o se assumi in modo incontrollato. Da quel che vedo, nel mio lavoro ma anche nella scuola, si tratta del primo caso.
Di anno in anno le risorse per il "funzionamento ordinario" sono calate, in modo drammatico. oggi mi sembra siano un decimo di 10 anni fa. La scuola funziona perchè oggi i locali, la luce, il riscaldamento sono pagati dal Comune, le fotocopie dai genitori, e il materiale didattico spesso dai docenti. Restano appunto fuori le spese di personale, ma anche per quelle si cerca da anni di tagliare, limitando i casi di "sostegno", aumentando al massimo il numero di studenti per classe, coprendo le supplenze come si può (es. sfruttando le ore di compresenza di insegnanti).
Per la ricerca è lo stesso. Il FFO copre i servizi base, luce, riscaldamento, biblioteca, centro di calcolo, e il resto arrangiatevi. Chi riesce ad accedere a fondi europei, bandi, collaborazioni straniere, bene, gli altri si attacchino. I PRIN (progetti di ricarca di interesse nazionale) distribuiscono pochi soldi a pochi progetti, non e' raro vedere un progetto biennale con decine di ricercatori finanziato per 50.000 euro. Il costo lordo di UNO stipendio.
Quindi ridurre il personale non significa ottimizzare la spesa, Significa che siamo arrivati a mangiare l'osso, e lo rompiamo per recuperare il midollo, prima di buttare il tutto.
Dai, basta con la retorica che è la scuola a farti diventare un "cittadino consapevole". Basta aprire internet e trovi tutte le informazioni che vuoi, se poi uno è pigro e non gli interessa informarsi è solo colpa sua.
@2
Credo per il semplice motivo che i lavoratori privati li pagano i privati (in teoria, poi in Italia vanno sempre tutti a battere cassa dallo Stato appena arriva un minimo di crisi) e se non ci interessano i prodotti del loro lavoro possiamo decidere di non acquistarli, mentre quelli pubblici li paghiamo noi con le tasse e dobbiamo tenerceli anche quando i servizi fanno schifo... :)
l'obiettivo della riduzione numerica degli insegnanti si otterrà in due modi:
1) attraverso un blocco del turn-over;
2) rilasciando un numero elevato di precari.
Quindi, formalmente, non ci saranno "esuberi"...
il tutto sarà pagato dai soliti noti....i Precari...
oramai è la categoria che deve pagare sempre per prima, in ogni scenario di riorganizzazione/taglio.
E' vero, si potrà dire che: <<sono giovani, hanno poca esperienza, costano poco, non avranno difficoltà a ricollocarsi>>.
Penso però che nel tempo la categoria dei Precari sia molto cambiata, non ci sono più solo giovincelli alle prime armi (basta guardare nella scuola, dove ne troviamo di 50enni). Non è più solo una sorta di trampolino di lancio nel 'vero' mondo del lavoro. Ci sono persone che non ne escono mai..e...numericamente..mi sembra siano circa 4 o 5 milioni.
Prima o poi si incazzeranno.....e saranno guai!
:-| Licio Gelli dice:"In linea di massima sono d'accordo con la riforma Gelmini perché ripristina un po' di ordine", ha detto l'ex Gran maestro della P2. "Il maestro unico è molto importante - ha spiegato - perché, quando c'era, conosceva l'alunno. Poi il tema dell'abbigliamento è importante perché l'ombelico di fuori non dovrebbe essere consentito, e poi la confidenza tra alunno e professore dovrebbe essere limitata" :-|
quindi tutto sto casino solo per maestro unico e grembiulino?
W la semplificazione!
siamo testimoni di eventi Fantastici!
-migliaia di soldati nelle città, anzichè contro le mafie
-taglio ai posti di lavoro, anzichè agli sprechi
-provocatori infiltrati nelle piazze
-crisi bancaria "che non coinvolgerà le banche italiane", con rassicurazione che Profumano di menzogna
UNIAMO I PUNTINI: Che succede se avviene il crack? E se, come in Argentina, la gente assaltasse le banche per riavere i suoi soldi? Vedremmo i militari sparare sui cittadini rivoltosi?
Non solo mi sembrano le condizioni propiziatorie per un colpo di stato, ma sembra proprio che se lo stiano cercando!
Già, già... peccato che quando si parla di riduzione di posti di lavoro in settori privati si inneschi tutto un repertorio di lamentazioni considerate degne e virtuose (quasi addirittura doverose), si caldeggino interventi dello Stato a sostegno delle aziende in crisi cosicché i tagli non abbiano luogo, e così via; quando invece si parla di riduzione dei posti di lavoro nel settore pubblico si apre tutto un capitolo a base di "tagli degli sprechi", "razionalizzazione", "lotta ai fannulloni" e così via. Eppure, anche i dipendenti pubblici, come quelli dei settori privati, si alzano la mattina presto per assolvere i propri compiti e si barcamenano con stipendi pari a quelli di tutti gli altri. Come mai i tagli nei settori pubblici suscitano plausi e quelli nei settori privati lamentazioni a non finire? Varrebbe la pena chiederselo con una frequenza e un'oggettività un po' maggiori.
Se poi come pare i fondi alle scuole cattoliche saranno aumentati ... un singolare combinazione nevvero?
alle 10:15
Pietro/crisis
#25 Angie: Credo che farebbe bene a tornare a scuola.
In tutti i sensi possibili da dare a questa mia.
Se poi vuol dire che i nostri sottopagati insegnanti sono anche sotto istruiti: beh, suvvia, è ovvio: non si destinano risorse a tal fine e quelle poche esistenti, comprese quelle che consentono gli insegnanti di sostegno, sono state tagliate.
#26 Luciano: bAdget?? Lol.
Per il resto: vale anche per lei quel che ho scritto per Angie: tonri a scuola. ne ha bisogno, per chiarirsi le idee, in tutti i modi possibili.
Saluti