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Ott 08 7

Sheherazade ed il banchiere.

Pubblicato da Pietro Cambi alle 01:23 in Finanza


 

Sherazade

Vi ricordate della protagonista delle mille ed una notte, vero?

Vi ricordate come la Principessa riuscisse a guadagnarsi tre anni di vita, una notte per volta, raccontando una bella favola al Sultano, che era solito far strangolare le giovani vergini che lo avevano "intrattenuto"?

E' quello che stanno cercando di fare i governatori delle banche Nazionali, delle principali banche private e in generale tutti quelli che in qualche modo si occupano "istituzionalmente" della crisi finanziaria.

Solo che le favole, ormai non bastano piu' e, bisogna dirlo, i banchieri non sono né belli né affascinanti né probi come  Sheherazade. La bella(?) favola (??!) è finita, la realtà si preannuncia alquanto meno rosea.

Una cosa fondamentale se non da comprendere, almeno da intuire è che, con estrema rapidità, si volatizzerà la liquidità.

La stessa leva finanziaria che è stata usata per moltiplicare in modo artificiale il capitale in circolo funzionerà al contrario per smaterializzare multipli delle perdite bancarie.

MOLTO presto resteranno solo i capitali veri, fisici, i valori reali e i beni reali.

Quanto a capitali e valori e rendite finanziarie, saranno una frazione non grande di quanto c'e' ora. Sto parlando dei capitali e dei valori  nel senso più ampio possibile.

Sarà un bagno di umiltà e poverta globale, FORSE salutare ma doloroso, dolorosissimo, per miliardi di persone.

La maggior parte di noi compresi.

Sulla scala personale per mille piu' una ragione, tutti coloro che non hanno liquidità fisica, reale, tra le mani, si troveranno con una piccola porzione dei propri risparmi, in pratica saranno proprio cancellati buona parte dei risparmi dei beni e delle relative rendite finanziarie. Non succederà DOMANI, neanche dopodomani, sia chiaro, ma, secondo ogni ragionevole previsione, succederà.

Una cosa assolutamente logica: erano risparmi, beni, valori e rendite presi in prestito, con il meccanismo della leva finanziaria, dal futuro.

Il nostro, quello dei nostri figli, quello del sistema Paese. Un futuro irrealistico, di crescita perpetua, che sta evaporando sotto i nostri occhi.

D'ora in poi si ricomincia da capo; il futuro è di nuovo una pagina bianca su cui cercare di scrivere qualcosa di sensato.

Dove arriveremo?

Si scenderà, con un processo auto-alimentantesi (cosidetto feed-back positivo) fino a che il denaro REALE esistente, qui ed ora, sarà sufficiente per la gestione dell'ordinario e un eventuale surplus potrà essere messo a disposizione delle residue attività economiche o dei privati che intendono investire.

SE quello è il livello da raggiungere e potrebbe anche darsi (la borsa di Wall street nel 1929-32 perse oltre il 90% del suo valore) allora si potrebbe vedere spazzato via oltre il 95% dei risparmi esistenti, in molti modi diversi, dal crollo del mercato immobiliare, alla perdita di posti di lavoro, alla svalutazione obbligata dalla mancanza di liquidità nelle casse dello Stato e cosi via.

Per ora il problema della mancanza delle materie prime potrebbe essere momentaneamente accantonato. Il che ovviamente non siginifica risolto.

Considerando che eravamo già arrivati chiaramente al limite delle capacità del pianeta e considerando che continueremo comunque a consumare risorse non rinnovabili a ritmi elevati, sono ragionevolmente certo che il mondo non raggiungerà più, nel corso della vita della maggior parte delle persone adulte, un livello di consumi comparabile a quello attuale.

Sarei anche indescrivibilmente contento di essere smentito, perchè questo implicherebbe che, tutto considerato, siamo riusciti a fare una transizione dolce verso una economia sostenibile.

Ma questa è una favola, purtroppo, una bella favola su un futuro possibile, che abbiamo provato a raccontare anche noi, bella da ascoltare ma, ora come ora, assolutamente improbabile.

Cosi stanno le cose, ci piaccia o  non ci piaccia; prima accetteremo la cosa, meglio sarà.

Ma tutte queste sono chiacchere.

Quello che dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, la gravità della cosa è questo lancio di agenzia.

Bravo, è già qualcosa, sia pure leggermente tardivo.

Ora ci vorrebbe un passettino avanti, ad esempio ammettendo che è passato il temo del "crescete e moltiplicatevi", ovvero dell'interpretazione atemporale e letterale della Bibbia, a meno che non si intenda riesumare anche la storia di Giosue che fermò il sole.

Certo che questo implicherebbe smentire quanto appena affermato .

Non è mai troppo tardi, comunque, come ci insegna la parabola del figliol prodigo.

 

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Commenti

1. simone, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 08:49

uno dei passi verso il nuovo futuro non potrebbe essere l'immediata chiusura delle borse?

nella mia ignoranza mi sembra che il mercato azionario sprechi solo denaro (il nostro e quello dei piccoli azionisti) e generi panico

bastano un pettegolezzo o gente come soros che il mercato trema e aziende quotate bene crollino improvvisamente,

le aziende che si quotano pensano solo ai dividendi degli azionisti,spesso gruppi finanziari dai nomi tranquilizzanti come ''cerberus'' o ''blackstone''

se poi le cose vanno male (per chi poi) ecco che si chiede denaro a chi paga le tasse cioè operai ed impiegati,i big della finanza non rischiano mai nulla (vedi parmalat,olivetti,fiat e tutti i vari fallimenti aziendali)

l'altro passo sarebbe l'eliminazione ,scusate sostituzione,dell'attuale classe politica e burocratica,purtroppo da noi comandano mafia,massoneria e qualcun'altro ed il''dittatore illuminato''è solo un'utopia come anche,secondo me,il nuovo medioevo che molti sperano.

per me il futuro sarà brutto e basta,o ci fermiamo tutti adesso

oppure ci ammazzeranno un pò per volta e non ci potremo ribellare perchè saremo in pochi.

2. Paolo B., Martedì 7 Ottobre 2008 ore 09:48

L'era dell'abbondanza sta per terminare(per molti lo è già) ed è da vedere come i popoli abituati a tale abbondanza, quelli dei paesi industrializzati, si troveranno a vivere in un'economia di guerra o quasi.

Cioè, questi popoli demograficamente frutto dell'era petrolifera(quindi tante, troppe persone nonostante la crescita zero degli ultimi anni) e in assenza praticamente di opportune politiche di decrescita attuate per tempo, in che modo si adegueranno ai tempi di magra prossimi venturi?

Mi vengono i brividi se penso che sono sufficientemente giovane(44 anni) per ritrovarmi in quei tempi...

3. Bernardo Mattiucci, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 10:20

Ma come..... ero io a dover essere il piu' pessimista dei frequentatori di questo blog... non voi! Mi state rubando la scena e non posso accettarlo.
Dai... tornate positivisti e cercate di vedere lo spiraglio di luce in fondo al tunnel (oppure e' solo una tonalita' leggermente piu' chiara del nero?)!

Chiacchiere a parte...
....il problema e' sempre stato lo stesso: se il futuro uno non se lo costruisce preparandolo per tempo e preparando ogni singolo passo... semplicemente non lo avra'!
Noi, come societa' industrializzata, non abbiamo mai pensato a costruirci un futuro serio e solido... perche' grazie al Dio Denaro era possibile creare ed ottenere qualsiasi cosa.
Questi sono i risultati!

Per quanto riguarda le borse... nella mia profonda ignoranza ho sempre pensato che in realta' non hanno mai "bruciato" soldi veri. Nel senso che hanno sempre considerati per "veri" i guadagni.... e "virtuali" le perdite. E questo ha generato una vera e propria virtualizzazione delle capacita' economico-finanziarie dei vari attori sulla scena. Capacita' che nel corso dei primi 7 mesi del 2008 tutti hanno cercato di trasformare in petrolio.... un po come si fa quando i mafiosi devono riciclare il denaro sporco!

Ma vabbe'... la pacchia e' finita per tutti!

Mi piacerebbe sapere solo cosa succedera' effettivamente a chi non ha risparmi ma debiti... :P

4. massi, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 10:35

E cosa pensi che possa succedergli?La forca?L'espropriazione di un rene?

5. kzpaul, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 10:38

Dobbiamo ritornare ad un'economia reale ed abbandonare quella virtuale (speculazione).
Tenuto conto che non ci sono più materie prime sufficienti e ancor meno petrolio, dobbiamo iniziare una nuova economia reale basata solo su fonti rinnovabili.
Ci saranno abbastanza fonti rinnovabili per 7 miliardi di umani?

6. daniele spagli, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 10:48

@4

una possibile e parziale via d'uscita in effetti potrebbe essere: abbassare i tassi d'interesse a tutti quelli che hanno contratto mutui e debiti negli anni precedenti ed una stretta molto forte alle nuove erogazioni.

Al tempo stesso tagliare di molto i tassi di tutti i depositi.

Ma per fare questo immagino ci sia bisogno di fornire liquidità alle banche... e non ho neppure ben chiaro cosa potrebbe succedere alle industrie.

Secondo me male non farebbe, ma di economia ci capico poco.

7. daniele spagli, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 10:52

uhm... dalla home di bloomberg sono scomparsi i titoli italiani (che d'altronde erano pesantemente negativi). lo spread si è riportato a 0.85

E' successo qualcosa di brutto?

8. simone, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 10:56

@ Mattiucci

se le borse hanno ''bruciato denaro virtuale'' allora se io mi compro un harddisk da 1 terabyte quanti soldi ci stanno?

il denaro virtuale alla fine lo paghiamo noi e ci rimettiamo tutto dalla casa al lavoro alla vita,se fosse virtuale perchè non cancellare il debito e ripartire da zero? io penso che sia perchè qualcuno quel denaro lo vuole realmente non gli basta il potere virtuale di possederlo.

fosse per me  i vari rockfeller rothschild shapiro potrebbero avere tranqulillamente e per sempre il loro conto di 1000 e 1000 fantastiliardi di dollari o euro,io mi accontento di 1 casa 1 lavoro e me ne sbatto di bei locali e bei vestiti.

per chi ha debiti c'è la morte per fame (forse meglio impiccarsi oppure usare il metodo palestinese)

per chi ha risparmi se intendi denaro ci penserà l'inflazione se intendi oro (come stanno facendo i ''simpatici'' inglesi) bisogna vedere per quanto tempo basterà.

9. Alessandro, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 11:58

La borsa non crea e non distrugge nulla, è solo un mercato ovvero un posto dove si scambiano carte x denari.
E in pratica, alla fine, quando gli attori al mercato sono tanti, i soldi girano un pò x le tasce di tutti.
Certo c'è sempre ki ne esce con le tasche vuote e ki con le tasche piene, e x come è configurato il mercato della borsa, le tasche piene sono in genere negli speculatori e finanzieri ma anke nei grossi gruppi industriali mentre quelle del popolo bue ne escono vuote.

Tanimodi, a qualcuno di noi è cambiato qualcosa ?
Il mio tenore di vita è grossomodo lo stesso e intorno a me vedo la x lo + ke tutto si svolge come sempre.
Al momento la grande crisi la leggo ma non la vedo.
Prossimamente magari me ne accorgerò, ma oggi è come 6 mesi fa o un anno fa ... nulla di eclatante o di diverso intorno a me.

I problemi grossi ce li hanno esclusivamente in USA.
E ben gli sta ;)

MAX_ALEX
isoladieden.wordpress.com

10. simone, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 12:20

@9 Alessandro buon per te se la crisi non la senti,qui da me la sente anche chi non ha il mutuo,l'azienda dove lavoro se va bene arriverà a fine 2009,altre aziende hanno chiuso,se bar e negozi non chiudono è perchè li prendono i cinesi,case non se ne vendono,lavorano solo le grosse imprese che ingrassano come i funzionari pubblici,la manovalanza è straniera e in nero.

per quanto riguarda la borsa,anche se come dici tu il denaro è virtuale alla fine i soldi alle banche li dà lo stato cioè noi,i banchieri non tirano fuori nulla,se un piccolo artigiano sbaglia un lavoro lo rimette a posto di tasca sua,eventualmente può discutere con li committente,ma non gli può chidere di ripagare tutto.

comunque la crisi in borsa si ripercuote su tutto(vedi discorso aziende che chiudono),se è specultiva ancora di più.

11. alby, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 12:47

...e pensa che qui da me anche i negozi dei cinesi chiudono.

Fino a uno-due anni orsono comperavano gli appartamenti in contanti.

12. alby, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 12:53

Anche oggi Unicredit -7 e rotti %... quanto resisterà ancora?

Dal Sole 24 ore:

===

In Europa i titoli finanziari restano sotto pressione ovunque.

A Parigi Dexia perde l'8,9%, Societè Generale il 2,84% e il Credit Agricole l'1,12%. A Francoforte pesanti Commerzbank (-13,03%), Hypo Re (-13,85%) e Deutsche Bank (-10,74%), mentre a Londra affondano Rbs (-31,7%), Lloyds (-12,74%) e Barclays (-10,59%) sulle indiscrezioni, riportate dalla Bbc ma smentite dalle banche, secondo cui gli istituti starebbero chiedendo l'ingresso del Governo nel capitale. Male anche Hbos (-16,42%).

===

Poi in TV si vedono spot  di Conto Arancio e Barclays che ti promettono il 4,5/5% all'anno... sì, ma tra un anno ci sarà ancora la banca?

13. Paolo B., Martedì 7 Ottobre 2008 ore 15:49

Ma una volta i guru liberisti non dicevano che lo Stato non poteva mettere assolutamente il naso nel "libero" mercato?

Dove sono andati a nascondersi adesso?

14. Aldo, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 16:40

Paolo B. [#13], nel corso d'un'anteprima stampa [Radio 3] ho sentito addirittura leggere un "ragionamento" del tipo: lo Stato intervenga, ma solo fino al momento in cui la crisi sia stata appianata, dopo di che tutto torni nella mani del mercato. Ovvero: i poveracci paghino i debiti, quindi si tolgano cortesemente dalle palle per permettere ai soloni di accumulare ricchezza.

O non ci ho capito niente, o c'è qualcosa di losco in tutto ciò.

15. massi, Martedì 7 Ottobre 2008 ore 18:28

Quel ragionamento si trova sul corriere del cavolo della sera di oggi, a me non stupisce affatto.

16. Vil, Mercoledì 8 Ottobre 2008 ore 02:20

La sovrapopolazione conseguente ci ha impoverito tutti, la cosa migliore ora sarebbe una guerra che la riporti a dei livelli di sostenibilita.  i beni materiali per farla ci sono, le risorse anche.  sara una g che mira a diminuire la popolazione e colpira sopp la popolazione.

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