Classi-ponte per immigrati. Non sarà una "honey trap"?
Pubblicato da Debora Billi alle 18:36 in Psicologia
Faccio surfing in giro per la Rete italica e non si parla di altro: le classi-ponte per immigrati. Nessuno si esime dal mostrare il proprio orrore ed abominio verso una simile discriminante iniziativa.
Non c'è blog che non si sia fatto un punto d'onore di approfondire, analizzare, interpretare la faccenda. Repubblica tuona da giorni, persino Famiglia Cristiana (a cui finora evidentemente la Riforma Gelmini andava, chissà come mai, benissimo) ha preso ferma posizione.
Tutto ciò mi ricorda qualcosa, non so neanch'io cosa. Forse quando ci si strappavano i capelli e si andava in piazza per l'articolo 18, mentre sottobanco si legalizzava il precariato. Non so, ma sono sicura che è già successo altre volte... Si propone una riforma orrida, che va ad incidere pesantemente sulla vita dei cittadini e sulle tasche dei contribuenti. Poi, non appena il Paese manifesta dissenso, vi si aggiunge un qualche provvedimento che è una lapalissiana bestialità. Tutti immediatamente dimenticano l'orrida riforma per concentrare la propria indignazione sulla bestialità di turno, che alla fine viene rimossa con soddisfazione di tutti. Lasciando, naturalmente, il resto così com'è. Abbiamo vinto! La riforma è certo brutta, ma abbiamo tolto di mezzo l'abominio! Possiamo quasi esser contenti, vero?
Le classi differenziali non si faranno, statene certi. E' previsto dall'inizio. In compenso, sono state molto utili per farci dimenticare i licenziamenti dei ricercatori, le Unversità privatizzate, le classi di 30 bambini, il tempo pieno abolito, le maestre licenziate, i soldi della scuola dirottati su Alitalia e sulle banche, la scuola pubblica a pezzi.
Il governo cederà, i bambini immigrati non saranno discriminati, e le anime belle avranno "vinto": tanto impegno e tanto sgolarsi sortiranno l'effetto sperato. Ovvero, farsi prendere in giro un'altra volta.








1. Aldo, Martedì 21 Ottobre 2008 ore 21:47
Post: "[...] la scuola pubblica a pezzi [...]"
Di tale situazione, voluta ed ambita, si avvantaggerà inevitabilmente la scuola privata. Che, guarda caso, è in massima parte di proprietà di quella parte abusiva del Governo italiano che va sotto il nome di "Chiesa".
P.S. Le classi-ponte in effetti non dovrebbero esistere: sarebbe sufficiente che venissero (finalmente) ammessi in Italia solo coloro che conoscono la lingua italiana in modo sicuramente efficace. Anzi, proporrei certamente di fare così.
2. Andrea M, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 12:09
Tutto questo mi ricorda quello che Travaglio ha definito il "pizzo di berlusconi": faccio quattro proposte di legge, progressivamente sempre più devastanti... almeno una, la più light, saranno costretti a farmela passare. :) Un metodo oramai consolidato.
3. Debora/Crisis, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 13:24
Ah beh, non lo sapevo. Allora non è solo una mia impressione...
4. fausto, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 13:59
Università a pezzi? Già, a partire dal primo consistente taglio al finanziamento ordinario realizzato da Prodi. Doveva accontentare i camionisti.
Queste scelte rappresentano dei feedback positivi: promuovono il collasso.
5. Gianni Comoretto, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 19:38
@4: Ho vissuto 3 legislature come ricercatore. Non e' che con Mussi si stesse bene, ma con Berlusconi ci si spara.
Per il post. Spero che Debora abbia ragione. Sulla ricerca stiamo protestando tutti da settimane, non e' che questa ultima enormita' riesca a far inorridire ulteriormente chi e' gia' inorridito. E non sono sicuro faccia inorridire il cittadino medio, anzi, e' un contentino dato al razzista quadratico medio, finalmente si leva dalla classe dei nostri figli tutti quei cinesi, rumeni, albanesi. Se le classi differenziali forse non si faranno e' perche' costa troppo, non per le proteste.
6. Alberto V, Mercoledì 22 Ottobre 2008 ore 20:25
favorevole alle classi ponte. Non si tratta di razzismo,semplicemente non si possono mettere in classe dei ragazzi stranieri che non conoscono una parola di italiano. Quindi ben vengano le classi ponte, dove verranno loro insegnate le basi dell'italiano, che potranno poi perfezionare con il loro inserimento nelle classi con i nostri ragazzi. Fosse stata una separazione definitiva certamente non sarei stato d'accordo, ma se è una cosa temporanea per permettere un primo apprendimento dell'italiano a me pare una buona cosa.
7. Marisa, Giovedì 23 Ottobre 2008 ore 07:54
Vogliamo le classi ponte, poi, però, andiamo all'estero a fare "full immersion" per imparare bene l'inglese. Le lingue si imparano solo stando a contatto con chi le parla!
I Bambini, oltretutto, imparano più velocemente degli adulti.
8. WB, Giovedì 23 Ottobre 2008 ore 09:26
le classi ponte servono un sacco: insegnano l'italiano ai piccoli immigrati, e senza neanche un insegnante in più indottrinano tutti (italofoni e non) al razzismo di Stato. Quindi realizzano l'auspicato risanamento delle nostre finanze, che possono essere utilizzate per sostenere automobili e lavatrici.
Poi forse ha ragione Debora, e non le faranno. Ma hanno allargato l'area del "pensabile", e quindi, indirettamente, del "realizzabile".
Con buona pace dei (finti?) ingenui che stanno pure lì a chiedersi se "magari", "almeno un po'", "in effetti se proprio non sanno una parola..." e non vedono che, di rimbalzo dalla testa degli immigrati, il manganello sta per colpire la loro, di "bravi cittadini italiani produttivi..."
Mah.
WB
9. Aldo, Venerdì 24 Ottobre 2008 ore 11:13
Per conto mio, in Italia dovrebbe entrare solo chi già conosce efficacemente l'italiano. Gli altri, che lo imparino preventivamente (a proprie spese) con corsi full-immersion tipo quelli citati da Marisa. Si chiamano "vacanze-studio" (e si pagano di tasca propria). DOPO potranno pensare a entrare in Italia per altre ragioni. Troppo rigido? Provate ad andare in Nuova Zelanda per lavorare senza conoscere l'inglese, poi ne riparliamo. Neozelandesi razzisti incivili? Dài, siamo seri...
P.S. Rimane anche il fatto che il nostro territorio da alcuni decenni non è più in grado di tollerare alcuna crescita della popolazione, ivi compresa quella dovuta ai moti migratori. Ma si continua a far finta che l'Italia sia come il gonnellino di Eta-Beta: più roba ci ficchi, più ce ne sta.
10. gianni, Venerdì 24 Ottobre 2008 ore 17:09
la legge è giusta
11. filippo, Venerdì 24 Ottobre 2008 ore 17:15
nn puoi mandare un bambino che non sa nulla di italiano a studiare in una scuola e fargli imparare dei programmi che vanno capiti bene...e non è compito dei professori barcamenarsi per farsi capire dallo studente straniero, in quanto gli insegnanti hanno un programma da portare a termine entro una determinata data e non possono perdere troppo tempo per uno su 20-25-30 studenti non capisce la lingua
12. lelena, Martedì 28 Ottobre 2008 ore 11:11
ogni scuola si organizza ed è perfettamente in grado di gestire la "problematica" del bambino che arriva e non conosce l'italiano, ogni territorio italiano è diverso. non credo sia opportuno imporre una direttiva dall'alto tanto più che ciò che sta sotto questa proposta è proprio l'idea che colui che arriva debba "riprogrammarsi" in base al paese che lo ospita per meglio integrarsi...come se non ci fosse una storia ed un vissuto precedenti...mi sembra davvero che il rischio è che si possa perdere la ricchezza e il dono che ogni persona che arriva nel nostro paese può portare ...
mi sembra che questo governo ci riduca ad mostrarci ( e forse anche ad essere) esserini piccoli, brutti, infimi, ripiegati solo su se stessi e privi di capacità di accogliere amare e vivere in comunione profonda con l'altro...13. Kate, Venerdì 21 Novembre 2008 ore 14:25
"le classi di 30 bambini, il tempo pieno abolito, le maestre licenziate, i soldi della scuola dirottati su Alitalia"
ma che decreto ha letto l'autore??
da nessuna parte si parla di tutto ciò!