Crisi sistemica e cambio di paradigma
Ancora una volta Ugo Bardi, Professore universitario di chimica fisica e Presidente di Aspo Italia, ci fa l'onore di un post.
Buona lettura
L'oro di carta
(GUEST POST BY UGO BARDI)
Uscendo l'altro giorno dal ristorante, mia moglie mi ha domandato, "ma non ti è parso un po' caro?" "Direi di no," ho risposto, " ci hanno dato da mangiare e in cambio hanno voluto soltanto dei pezzetti di carta colorata". Avrei potuto aggiungere che in certi posti si contentano di avere in cambio un quadratino di plastica, e dopo te lo rendono anche.
Il fatto che si possano ottenere beni e servizi in cambio di pezzetti di carta o di plastica colorata (che poi ti rendono anche) è uno dei tanti misteri di questo pianeta. Una volta, i pezzetti di carta avevano valore in quanto - teoricamente - erano convertibili in oro. Dal 1971, tutto è cambiato quando gli Stati Uniti dichiararono ufficialmente che abbandonavano la convertibilità del dollaro in oro. Da allora, la non convertibilità si è estesa a tutte le monete mondiali anche se, fino a non molto tempo fa, sulle banconote in lire, c'era scritto "pagabili a vista al portatore". Pagabili con cosa? Presumibilmente, con altri pezzi di carta di colore diverso. Oro di carta, evidentemente.
Sembra che il valore reale di una banconota, ovvero costo di produrla, sia di circa 0.3 eurocent; decisamente l'oro di carta è un buon affare per le banche centrali che lo stampano. Ancora meno costa la moneta virtuale; quella delle carte di credito e dei conti in banca che esiste solo in forma di bit; entità magnetiche situate nella memoria di qualche computer che non si sa nemmeno dove sia. L'oro di plastica è un affare ancora migliore per le banche.
In compenso, le monete hanno un certo valore intrinseco. Le micromonetine da 1, 2 e 5 centesimi di euro sembrano di rame, ma sono di acciaio placcato e non valgono quasi niente. Più interessanti sono le monete da 10, 20 e 50 centesimi, sono fatte di "nordic gold", ovvero una lega che contiene circa il 90% di rame. La moneta da 10 centesimi contiene circa 4 grammi di rame, al prezzo attuale di circa 3 euro al kg, vale un po' più di un centesimo. Quelle più grosse, da due euro, contengono circa otto grammi e mezzo di una lega di rame-nickel. Ai prezzi attuali, il metallo vale poco più di un paio di centesimi. In tutti i casi, il valore nominale della moneta è enormemente superiore a quello del metallo.
Allora, come mai possiamo ottenere tante cose con dei pezzetti di metallo sopravvalutati, con dei pezzetti di carta colorati, o addirittura con dei bit, entità puramente virtuali che stanno dentro un computer? Forse vi sembra normale che l'oro sia di carta o di plastica.
Ma pensateci un attimo. Nella storia, la gente si scambiava merci e servizi, ma quasi sempre in cambio di qualcosa di reale, beni o servizi. Ti do un cammello in cambio di tre pecore, oppure potevi assumere dei mercenari in cambio di un sacchetto d'oro. Un tempo, in Giappone, gli Shogun coniavano moneta indicizzata in <i>koku</i> un'unità di misura del volume di riso. Si racconta che in certi posti si usassero conchiglie come moneta, ma ho un po' il dubbio che questa sia una storiella che gli indigeni hanno inventato per prendere in giro l'antropologo. Può anche darsi che fosse vero ma, se è vero, le conchiglie dovevano avere un valore di scambio garantito dal capoccia locale in forma di capre, pelli di pescecane, o che altro.
Certo, governi, zecche e falsari hanno sempre teso a imbrogliare "svalutando" la moneta, ovvero producendo monete che valevano meno del loro valore nominale; per esempio usando leghe che contenevano meno oro. Ma quello si sapeva che era un imbroglio. Non credo che sia mai successo nella storia che si stampasse carta dichiarando esplicitamente che non aveva nessun controvalore reale e che la gente la accettasse per moneta "buona". Certo, la propaganda moderna è potente, ma che riesca a far credere alla gente che l'oro è fatto di carta sembra veramente un po' troppo.
Io un'ideuzza ce l'avrei per spiegare l'esistenza dell'oro di carta. Ovvero che i foglietti di carta colorata, in realtà, un controvalore reale ce l'hanno, anche se non viene dichiarato esplicitamente. Pensate un attimo a cosa è successo nell'agosto del 1971, quando Richard Nixon dichiarò ufficialmente la non convertibilità del dollaro in oro. Beh, pochi mesi prima, nel Dicembre del 1970, c'era stato un evento epocale. Talmente epocale che nessuno, o quasi, se ne era accorto: il picco del petrolio degli Stati Uniti. Era epocale perché da allora gli Stati Uniti cessavano di essere energeticamente indipendenti e diventavano importatori di petrolio. Per gestire questa nuova situazione, fu necessario costruire nuove strutture economiche. Fu a quel tempo che nacque quel regime economico che noi chiamiamo "globalizzazione".
Bene, io credo che quello che Nixon non disse, ma che era sottinteso, era che da allora il dollaro era convertibile in petrolio e che questa conversione era garantita militarmente dagli Stati Uniti che assicuravano a tutti l'accesso al mercato globale del petrolio; purché lo si pagasse in dollari. E' per questo che mettiamo tanta attenzione su quanti dollari vale un barile. Sembrerebbe che sulle banconote da un dollaro ci dovrebbe essere scritto, più o meno, "pagabile a vista al portatore in petrolio". C'è una ragione per la quale si parla tanto di "oro nero".
Legare la moneta all'oro nero, al petrolio, si presta allo stesso imbroglio che tutti quelli che hanno stampato o coniato moneta hanno fatto, ovvero svalutarla. In questo caso, svalutare la moneta vuol dire aumentare la massa monetaria; cosa che si sta facendo da molti anni. Fino ad oggi, questo non ha avuto effetti particolarmente drammatici dato che l'aumento della massa monetaria in circolazione è avvenuto in corrispondenza con aumenti paralleli della produzione petrolifera. Il petrolio ci ha arricchiti, e a questo arricchimento reale ha corrisposto un arricchimento virtuale in termini di una maggior disponibilità monetaria. Ma qui sta cominciando a nascere un problema: il fatto che la base monetaria è esauribile. Negli ultimi anni abbiamo visto una la stasi produttiva mentre la massa monetaria ha continuato a crescere. Di conseguenza, stiamo vedendo una tremenda impennata dell'inflazione che neanche gli imbrogli contabili dei vari istituti di statistica riescono più a mascherare. Con l'imminente declino della produzione petrolifera, vedremo anche il declino rapido e irreversibile del nostro curioso oro di carta.
La moneta virtuale in forma di bit è destinata a scomparire senza lasciare traccia, cancellata dalla memoria dei computer. Le banconote si potranno sempre usare per accendere il camino o la stufa, come si faceva con i marchi tedeschi negli ultimi anni della repubblica di Weimar. Per le carte di credito, non vedo molti usi a parte come sottobicchieri o per pareggiare qualche tavolo traballante. Quelle più pacchiane, quelle dorate o platinate, le si potrebbero forse usare per farne paillettes per i vestiti delle signore. Per le monete, il destino potrebbe essere diverso. Le monetine in acciaio potrebbero essere ottimi bottoni, mentre quelle che contengono rame e nichel potrebbero essere fuse per recuperarne il metallo. Oppure, le monete potrebbero rinascere in una loro vita post-petrolifera circolando con il loro valore reale, in peso di metallo, ben diverso da quello nominale.
Comunque vada, non c'è troppo da prendersela. Il denaro, alla fine dei conti è fatto "della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni". E i sogni, si sa, non durano a lungo.
Letto e seguito anche il link al colonial scrip, e infatti continuo a non capire per quale ragione lo Stato non puó gestire direttamente il sistema bancario, a parte il fatto che Enrico non vuole :P. La teoria é che l'intervento dello Stato inquinerebbe il meccanismo del libero mercato, la mano invisibile si gratterebbe le parti nobili e risulterebbe in un gran casino, mentre invece con il neoliberismo abbiamo visto che va tutto a gonfie vele e casini non ce ne sono, solo catastrofi.
Vabbe finisco subito la polemica :D
Molto interessante l'articolo, dimostra che il gold standard non é necessariamente l'unico cammino per dare un supporto fisico alle monete fiduciarie. Particolarmente interessante il fatto che la moneta locale viene supportata da risorse locali e non da fantomatici lingotti d'oro conservati non si sa bene dove.
Personalmente trovo che di fronte alla crisi sistemica risulta indispensabile impegnarsi in due campi, uno la produzione sostenibile di alimenti, due la costituzione di un sistema monetario che favorisca lo sviluppo dell'economia reale.
Risulta strano notare che la produzione sostenibile di alimenti é qualcosa di relativamente facile (occhio, relativamente...) mentre il tema monetario, che dovrebbe essere solo un supporto per facilitare la produzione primaria e relativa distribuzione si complica immensamente.
Attualmente mi sfugge l'implementazione pratica di quest'ultimo e devo studiare molto di piú prima di poter affermare qualcosa con sicurezza, piú o meno mi sono chiare le direttive, sovranitá alimentare e monetaria a livello locale, dove il concetto di locale si puó espandere o contrarre dipendendo da vari fattori.
Monete locali supportate da risorse locali che complementano il sistema monetario nazionale, che per ovvie ragioni continuerá esistendo, ma che in un certo qual modo rubano protagonismo allo stesso.
Mi pare che il colonial scrip rientri perfettamente in questa visione, e ci insegna anche che l'insidia maggiore viene dal sistema di potere instaurato che impiegherá tutti i mezzi per contrastare queste forme di sovranitá.
Qui da queste parti esiste una moneta complementaria, El Axarco, ma in realtá non si é mai venuta affermando pienamente e rappresenta piú che altro un gadget o una maniera per conservare un poco di argento, ma é piú conveniente comprare un silver eagle.
a proposito di standard e di moneta con un valore basato su beni fisici: avete letto questo mio?
http://crisis.blogosfere.it/2008/04/cosa-e-la-destra-cosa-la-sinistra.html
secondo me una cosa interessante, tanto più che prima o poi si dovrù pure ricominciare a prestare denaro... ed allora perchè sfruttrare degli intermediari di cui abbiamo visto le capacità e gli appetiti?
@34
Hahaha! Si, in effetti i rompipalle di quel tipo non mancano mai. Io ormai li ignoro e buonanotte. :)
@33
Ti ripeto, per me è assolutamente condivisibile pensare che una società pre-tecnologica fosse preferibile a quella attuale, anche se io, nel caso fossi costretto a scegliere tra le due, mi terrei questa con tutti i suoi problemi. Quello che contesto sono le posizioni di chi identifica il male assoluto nel capitalismo e nel libero mercato, dimenticando che la Politica e gli Stati sono tutt'altro che vittime innocenti di questo sistema, ma anzi il più delle volte ne sono gli artefici. Inoltre contesto le posizioni, sostenute da molti qui, che la soluzione ai problemi starebbe in strumenti tipo la "democrazia diretta" o la "decrescita controllata" che mi sembrano più che altro slogan a effetto, senza un fondamento concreto.
So benissimo che Fini sostiene certe posizioni (che possono essere condivisibili o meno, e personalmente io non le condivido, almeno nei termini in cui le esprime lui) da tempi non sospetti, allo stesso modo di alcuni esponenti della destra comunitarista francese tipo Alain De Benoist, però mi sembra che ultimamente la deriva da pseodoprofeta della rete ci sia stata, perlomeno a me leggere il manifesto del suo Movimento Zero dà quell'impressione.
Il discorso sul signoraggio non si riferiva a Fini, che infatti mi sembra non ne parli, ma ai molti che in rete spacciano strane teorie a riguardo, molto simili a quelle di triste memoria sul complotto demo-pluto-giudaico-massonico atto all'istaurazione del nuovo ordine mondiale. Se leggi i commenti del post successivo ce ne già sono un paio di esempi. ;)
Rothbard sostiene una posizione che prevede un ritorno al gold standard, cioè una moneta che abbia una maggiore "solidità" rispetto alla carta straccia di cui siano inondati oggi, posizione che a me sembra razionale e motivata in maniera convincente. (al contrario ad esempio del libro di Fini, che poi in fondo dice cose anche simili, ma nel quale il denaro viene visto come qualcosa di quasi metafisico) Poi, non essendo un esperto di economia non mi azzardo a fare previsioni sul possibile funzionamento di un sistema monetario di quel tipo, dico solo che il suo discorso mi sembra "filare" dal punto di vista della razionalità.
Per quanto riguarda lo Stato, per me è solo un parassita che vive alle spalle dei singoli individui. Sul fatto che poi sia necessario o meno al mantenimento dell'ordine e della giustizia non mi pronuncio, perchè troverei arrogante pretendere di proporre soluzioni definitive, però ho seri dubbi a proposito.
Ah miseria negra, prima che salti fuori il solito furbetto degli errori grammaticali, lasciatemi dire che in spagnolo il termine proprietá si scrive propiedad, e spesso e volentieri mi confondo, quindi dove dice propietá intende proprietá.
Detto fra noi trovo che la versione spagnola sia piú intuitiva.
Ah bene, scusami, ho riletto il tuo commento precedente al #8, il #6, e vedo che, come in questo ultimo, ti astieni dal pronunziare giudizi; insomma, fai un poco la scoperta dell'acqua calda ma poi decidi di non valorare se questa scoperta é buona o cattiva.
Visto che io ritengo che la "civiltá" che conosciamo, cosí come si é venuta concretando negli ultimi secoli, alla lunga sia decisamente negativa, trovo che il tuo non-commento sia cinico.
Prendiamo per esempio una societá dove il concetto di propietá privata e di moneta non esistono e dove la divisione del lavoro non é esasperata, una societá che veste di pelle e caccia con l'arco, e scopriamo che il cammino per sostituirla con una civiltá tecnologicamente avanzata e quindi, migliore(?) passa per lo sterminio, il genocidio della non-civiltá preesistente e la instaurazione di un sistema squilibrato e insostenibile che, a mio avviso, nessuna teoria economica esistente é in grado di riparare, peró basta che sia tecnologicamente avanzato e pertanto magico, per giustificare tutto e specialmente, non dimentichiamo da dove siamo partiti, l'introduzione del concetto di propietá privata.
Per quanto riguarda Fini, mi domando se hai letto "lo sterco del demonio" o se ti basi soltanto su quel paragrafo che é stato riportato quí. Dire di uno scrittore/saggista/filosofo (per quanto possano importare queste etichette) che é piú fumo che arrosto, che é uno pseudoprofeta dell'era digitale, mi fa pensare che non conosci l'opera di Fini, il quale giá negli anni '80, assolutamente controcorrente, denunciava ed illustrava il modus operandi della nostra "civiltá" i cui risultati, problemi, o meglio catastrofi, stiamo osservando ogni giorno.
Poi, se mi dici che Fini non é il Dio in terra e che le sue opere sono abbastanza leggere e non esaustive, siamo d'accordo, e leggo con piacere che per te anche Rothbard non é Dio incarnato, il discorso che fa sará anche piú razionale non lo so, visto che mi sono addormentato leggendo il suo libro, riproveró a leggerlo; ma la sintesi nelle due paginette lascia molto a desiderare, se l'idea era proporre qualcosa migliore di Fini, direi che non é molto azzeccato.
Sul signoraggio non mi pronuncio peró mi pare che Fini non lo menzioni affatto nel suo saggio, invece la teoria che gli Stati sarebbero povere vittime del sistema bancario, con tutti i distinguo del caso, non la trovo tanto risibile... ma forse é un problema di terminologia e che, forse, Enrico, per te lo Stato non siamo la collettivitá?
@31
Cosa ci sarebbe di cinico nel mio commento, scusa? Sostenevo solo che, a mio parere, senza la moneta, la divisione del lavoro e la proprietà privata, difficilmente ci sarebbe la "civiltà" come la consideriamo oggi, né tantomeno una società tecnologicamente avanzata come quella attuale. Che poi questo per l'uomo sia un bene o un male non saprei dirlo, era solo una considerazione.
L'articoletto che propone Scinco è una sintesi dei concetti espressi da Rothbard nel suo Lo Stato Falsario, che a me sembra un tentativo di spiegazione più efficace dei problemi del sistema attuale rispetto alle solite farneticazioni signoraggiste, secondo le quali gli Stati non sarebbero altro che le povere vittime dei cattivi banchieri e del loro piano per dominare il mondo, o alle visioni alla Massimo Fini che trasformano il denaro in qualcosa di quasi soprannaturale e demoniaco. Poi non penso che Rothbard sia la verità rivelata, però perlomeno mi sembra che faccia un discorso più razionale.
Riguardo a Fini non ho mai detto di disprezzarlo, nonostante le sue prese di posizione non mi sembrino particolarmente "audaci" o originali. Criticavo solo la tendenza di alcune persone a dare un peso eccessivo a certi personaggi che si atteggiano un po' a "profeti" dell'era digitale, ma che poi andando alla sostanza dicono cose abbastanza insignificanti.
Enrico, vorrei capire cosa cerchi di dimostrare, in particolare il tuo commento #8 mi pare abbastanza cinico. Se una società tecnologicamente avanzata per andare avanti si deve appoggiare sullo sfruttamento di altre societá "primitive" a mio parere c'é qualcosa di sbagliato.Tanto valeva andare avanti con arco e frecce.
Per quanto riguardo l'articoletto che continua a proporre Scinico, che ti piace tanto e che a quanto pare dovrebbe spiegare tutto, non lo trovo affatto chiarificatore.
Sul trattamento che riservi a Fini, vabbé, magari potresti motivare il perché di tanto disprezzo, il libretto sullo sterco del demonio non mi é sembrato affatto malvagio, quantomeno presenta una prospettiva differente.
Un post che cade guardacaso dopo l'annuncio del governo Usa di coprire con 1000 mld di dollari i buchi della finanza americana.
A questo punto la tendenza si sta chiarendo: sarà (iper?)inflazione. Per qualche tempo nelle ultime settimane ho creduto che almeno in Europa la crisi sarebbe stata sciolta con un massiccio riassetto della struttura produttiva (con la conversione della società industriale in una società agricola ad alta intensità di lavoro), senza scosse inflazionistiche di rilievo. Ma ora sembra che la salvaguardia della moneta non interessi più di tanto. Forse ciò che avverrà sarà una via di mezzo, inflazione ma non iperinflazione.
Da un pezzo non c'è nessun mistero per cui si comprano beni reali con carta di nessun valore intrinsico. Si tratta del signoraggio, cioè del potere del signore (l'altroieri, ieri lo Stato, oggi le banche) di imporre (per i suoi comodi) un valore nominale della moneta maggiore di quello reale.
Ops... ll commento sopra era riferito al 26 :)
@24
Ecco, ora ci mancano solo i soliti discorsi sul complotto dei cattivi banchieri che rubano allo Stato il diritto di battere moneta, intascandosi chissà quali fortune con il signoraggio e siamo al completo. Che li stampi lo Stato o le Banche Centrali poco cambia, la cartaccia rimane sempre cartaccia.
@24
Il problema è che oggi il "controvalore equivalente" gli enti emittenti dubito che ce l'abbiano! :)
@25
Ma hai il disco registrato? Ripeto, non mi riferisco solo all'Unione Sovietica, ma ad almeno una dozzina di tentativi di applicare in giro per il mondo quelle idee demenziali, tutti miseramente falliti. Certo, se poi tu sei convinto che esista realmente qualcosa come il fantomatico plusvalore, tutti i discorsi sulle applicazioni pratiche sono superflui... ;) Il fatto che il capitalismo (in particolare quello odierno) sia un sistema molto discutibile, non significa che si debba per forza tentare di sostituirlo con qualcosa che ha dimostrato in più occasioni di essere ancora peggiore. Poi se tu sei convinto che sia più "umana" una società che ragiona in termini di entità puramente astratte come le "classi" o la "collettività" ignorando il fatto, che a me sembra evidente anche per un bambino, che solo gli individui pensano, ragionano ed agiscono, non so che dirti.
#24 ente emittente della moneta...lo stato????... si le Monetine....!!!!!
Vatti a vedere di che sono le banche centrali........
@23: se ti riferisci all'Unione Sovietica, quello non era socialismo. Era capitalismo di stato, in cui si estraeva plusvalore dal lavoro in modo non molto dissimile a quanto accade oggi in una multinazionale.
Quanto alle sofferenze in ogni caso, non trascurerei quelle provocate, che provoca e che provochera' il capitalismo (seppure come diceva Marx, e' inevitabile passare per quella fase): cosa sono le due Guerre Mondiali se non una conseguenza dello sviluppo capitalistico (incudo anche l'URSS in questo processo)?Capitalismo che, in quanto sistema naturale e non umano, rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza della nostra specie e non solo.
Mah, non sono certo che il prof c'azzecchi. Una moneta ha valore perchè l'ente emittente (di solito uno Stato) è in grado di rilasciare un controvalore teoricamente equivalente al valore nominale della moneta. Non era necessario che fosse oro, e non è necessario che (oggi) sia petrolio. Potrebbe essere rame, oppure divani, oppure brevetti.
@20
Prova a vendere un'automobile a un indigeno della foresta amazzonica e vedrai quanto gliene frega della quantità di lavoro necessaria a produrla. Il valore di una merce è fatto da un'infinità di fattori, tra i quali, a mio parere, quello più incisivo è la legge della domanda e dell'offerta, il che lo rende molto soggettivo, il più delle volte oggettivamente inquantificabile. D'altra parte il link che hai postato dice tra l'altro "il tempo di lavoro sociale non esiste, per così dire, che allo stato latente nelle merci, e non si manifesta che nel loro processo di scambio; non è dunque un presupposto bell'e fatto, ma un risultato che diviene" come dire che il prezzo lo fa il contesto nel quale la merce viene scambiata, visto che questo valore che esisterebbe allo "stato latente" si rivela alla fine una pura astrazione intellettuale. Riguardo alla delocalizzazione, si tratta semplicemente del tentativo da parte delle imprese di minimizzare i costi e di massimizzare i profitti, sfruttando le differenze nel costo della "merce" manodopera tra i due mercati. Quello che aumenta è quindi il profitto e non il plusvalore che è solo una costruzione mentale creata arbitrariamente per dare valenza pseudoscientifica a una concezione della storia e del'economia basata su un'idea dogmatica e puramente soggettiva di "sfruttamento". Che poi dal punto di vista etico questa cosa possa essere deplorevole è un altro discorso, e credo che su questo le nostre posizioni potrebbero essere molto più vicine di quanto non ti aspetteresti, ma un conto sono le convinzioni etiche dei singoli individui, un altro è la realtà oggettiva. Comunque hai ragione, la storia non la determinano certo le nostre chiacchiere, ma neanche le presunte "leggi scientifiche" che qualcuno pretendeva di aver "scoperto" (quando invece esistevano solo nella sua testa) e che altri, cercando di applicarle in maniera del tutto acritica, hanno reso fonte di terribili sofferenze per qualche milione di essere umani.
@21
Hai voglia a postarlo, tanto qui sono quasi tutti convinti che la Verità sia nelle banalità degli pseudoprofeti alla Massimo Fini.
LA GRANDE CRISI: PER L'ECONOMISTA ROGOFF SERVONO 1000 MILIARDI PER SALVARE LA FINANZA USA.
Cifra stratosferica, soprattutto se si considera che, fino ad oggi, il Governo degli Stati Uniti (considerando anche i recenti salvataggi dei colossi dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac, e della compagnia assicurativa Aig), ha speso " solo" 200 miliardi di dollari.
Si fanno sempre più cupe le previsioni di economisti ed analisti sui futuri sviluppi della crisi finanziaria statunitense. E, soprattutto, su quanto ancora costerà alle casse del Tesoro.
Il Governo americano, infatti, dovrà raschiare ancora il fondo delle proprie casse, con conseguenze che graveranno sull'economia, con un possibile aumento dell'inflazione e un calo della crescita. Lo scrive in un fondo sul Finciancial Times Kenneth Rogoff - riporta l'agenzia Apcom - professore di Harvard ed ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale.
La cifra necessaria per uscire dal tunnel, sostiene lo studioso, si aggirerà sui 1000 miliardi di dollari. Cifra stratosferica, soprattutto se si considera che, fino ad oggi, il governo degli Stati Uniti (considerando anche i recenti salvataggi dei colossi dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac, e della compagnia assicurativa Aig), ha speso " solo" 200 miliardi di dollari.
Lo sforzo, insomma, dovrebbe quintuplicare. E forse non basterebbe. Se la crisi finanziaria finesse oggi, prosegue Rogoff, i costi sarebbero stati dolorosi ma gestibili, piú o meno come un anno di guerra in Iraq.
Sfortunatamente però, « la crisi è lontana dalla fine, ed è difficile immaginare come il Governo possa avere successo nel creare una protezione da ulteriori contagi del sistema senza spendere da cinque a dieci volte tanto quanto ha già speso, vale a dire un ammontare vicino ai 1.000-2.000 miliardi di dollari».
Secondo l'economista, la crisi potrebbe arrivare a toccare anche i debiti societari e dei consumatori. A quel punto si genererebbe una forte pressione sul governo affinché effettui « salvataggi di sempre maggiore entità».
Una spinta che ad un certo punto si farà « irresistibile», accrescendo enormemente il debito pubblico e causando, conseguentemente, costi fiscali enormi sugli Stati Uniti, andando ad incidere sulla crescita.
« Sicuramente renderà più difficile per gli Stati Uniti mantenere il predominio militare, che è stato uno dei pilastri per il dollaro».
Inoltre, secondo Rogoff, è difficile pensare che la Federal Reserve possa permettersi di non concedere un periodo di elevata inflazione.( Fonte: Osservatorio sulla Finanza/ Valori.it)
@17 Ai nostri tempi diciamo pure che il valore di una merce puo' essere anche alterato grazie al marketing: al tempo di Marx la pubblicita' non esisteva in pratica.
Ma che alla base del valore di una merce vi sia il lavoro necessariao a produrlo mi pare fuori di discussione: come spiegheresti allora la delocalizzazione della produzione in paesi a basso costo della mano d'opera? E' opera di del demonio, come direbbe Blondet?
p.s. Pensa pure quello che vuoi, tanto la storia non la determinano di certo queste nostre chiacchere...
RAgazzi vi consiglio questa bella discussione sull'argomento
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2833
ragazzi, una volta qualcuno ,qui su crisis, aveva postato una spiegazione ,sul perchè un'economia non deve andaere in recessione per non avvitarsi nella spirale del debito
Datemi spiegazioni
@13
Eh certo, il buon vecchio Marx non poteva mancare! Addirittura le sue "scoperte" sarebbero una rivoluzione copernicana nel campo economico. Peccato che questo fantomatico "valore di una merce legato al lavoro necessario alla sua produzione" sia un puro dogma senza nessun fondamento razionale.
ultimo tentativo
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente.
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
la moneta può essere qualsiasi cosa.. basta che ci sia un accordo comune per accettarla... e che ci sia un controllo efficace sulla QUANTITA' in circolo
il problema non è che la moneta di oggi è solamente carta (10% del totale) o bit (90%)... potrebbe funzionare benissimo se solo.........
il problema è un altro e preferisco non parlarne qui...
il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
mi arrendo... ho provato decine di volte... forse è meglio che non sia stato pubblicato
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente. Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande... la moneta può essere qualsiasi cosa.. basta che ci sia un accordo comune per accettarla... e che ci sia un controllo efficace sulla QUANTITA' in circolo il problema non è che la moneta di oggi è solamente carta (10% del totale) o bit (90%)... potrebbe funzionare benissimo se solo......... il problema è un altro e preferisco non parlarne qui... comunque il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente.
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
la moneta può essere qualsiasi cosa.. basta che ci sia un accordo comune per accettarla... e che ci sia un controllo efficace sulla QUANTITA' in circolo
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il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
oggi non pubblica i post un pò lunghi... (senza link)
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il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
prova
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
la moneta può essere qualsiasi cosa.. basta che ci sia un accordo comune per accettarla... e che ci sia un controllo efficace sulla QUANTITA' in circolo
il problema non è che la moneta di oggi è solamente carta (10% del totale) o bit (90%)... potrebbe funzionare benissimo se solo.........
il problema è un altro e preferisco non parlarne qui...
il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
la moneta può essere qualsiasi cosa.. basta che ci sia un accordo comune per accettarla... e che ci sia un controllo efficace sulla QUANTITA' in circolo
il problema non è che la moneta di oggi è solamente carta (10% del totale) o bit (90%)... potrebbe funzionare benissimo se solo.........
il problema è un altro e preferisco non parlarne qui...
il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
la moneta può essere qualsiasi cosa.. basta che ci sia un accordo comune per accettarla... e che ci sia un controllo efficace sulla QUANTITA' in circolo
il problema non è che la moneta di oggi è solamente carta (10% del totale) o bit (90%)... potrebbe funzionare benissimo se solo.........
il problema è un altro e preferisco non parlarne qui...
il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
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il problema non è che la moneta di oggi è solamente carta (10% del totale) o bit (90%)... potrebbe funzionare benissimo se solo.........
il problema è un altro e preferisco non parlarne qui...
il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!!
in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente
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in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
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in Inghilterra per 500 anni si sono usati bastoni di legno con le tacche (tally sticks) per pagare le tasse al re e di conseguenza come moneta per tutti gli scambi... e funzionava perfettamente
Le tredici colonie americane utilizzavano i Colonial Script, non garantiti da niente (oro o argento) e il sistema andava alla grande...
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il problema non è che la moneta di oggi è solamente carta (10% del totale) o bit (90%)... potrebbe funzionare benissimo se solo.........
il problema è un altro e preferisco non parlarne qui...
il ritorno al gold standard NON è la soluzione!!! sarebbe ancora peggio!
Sui problemi della moneta, suggerisco questo articolo:
http://www.quinterna.org/archivio/1945_1951/problemi_moneta1.htm@9
Non capisco il tuo ragionamento. Se ci sono le tasse è perchè c'è uno Stato che le impone. Che c'entra la proprietà privata con questo?
Forse il problema è di natura leggermente diversa
ORO DOLLARI EURO
tutto poteva funzionare e in parte ha funzionato
anche come catalizzatore per accumulare enormi risorse
necessarie alla relizzazione di certe opere
Tutto è saltato quando qualcuno ha cominciato a BARARAE
sulle leghe delle monete , sul valore della carta ecc....
La crisi è principalmente di ONESTA' e FIDUCIA RECIPROCA
questi valori sono saltati e non si recuperano facilmente
percio' salta il SISTEMA
TROPPI HANNO BARATO .... RUBATO
Se anche non usavo le monete e aiutavo un vicino
con TRE giornate di lavoro di 8 ore
e quando me le doveva rendere mi rendeva TRE giornate di 5 ore
salta la fiducia e salta il sistema
Per questo non credo che si possa evitare il BOTTO FINALE
e penso che la soluzione siano solo piccole comunita' ecologiche
ma non bastano per TUTTI.
Non si può abolire la proprietà privata per legge, come non si può abolire il matrimonio per legge. Inoltre su ogni proprietà privata grava una ipoteca sociale. O almeno dovrebbe. Perché visto le banche centrali sono private ora praticamente vale il contrario: su ogni politica sociale grava una ipoteca privata, quella delle banche.
La differenza fra interesse e usura propriamente non esiste; è affidata solo al buon senso. Visto che il buon senso è finito, da ora in poi ogni rimedio sarà peggiore del male. Ciò significa che propriamente ai nostri giorni non esiste alcun bene rifugio.
Il petrolio non protegge, piuttosto è da proteggere.
La scommessa WASP della felicità per tutti e della liberazione dal bisogno (vedi Costituzione Americana) è fallita.
Per evitare che sempre più se ne accorgano non resta che aumentare la posta, all'interno dell'Impero USA favorendo i consumi (mutui non riscattabili) e all'esterno facendo leva su pericoli ideologici (i vari Imperi del male che occupano i media occidentali).
Concludo come diceva quel tale: "Ormai sappiamo già quello che ci aspetta e perciò ci possiamo dedicare ad altro."
Cosa significa il termine "proprieta' privata"?
Analizzando le due parole si capisce che si sta parlando di un qualcosa di cui si puo' disporre liberamente... senza che qualcuno ti imponga qualcosa.
Ebbene... esiste la "proprita' privata"?
NO!
Perche' sia per i terreni che per le case, devo pagare le tasse.... e se un terreno e' destinato ad uso agricolo, non posso farci una casa o un capannone industriale. E se, peggio, e' a meno di 150 metri dal fiume, la destinazione d'uso non cambia e non potro' MAI farci niente... e anzi lo devo anche tenere pulito e con i fossi di scolo in ordine!
Insomma.... quel tizio recinto' il suo terreno e disse a tutti "questa e' proprieta' privata".... e tutti gli credettero.... e lo imitarono!
Lo sbaglio non fu "credergli"... ma imitarlo!
Ed oggi paghiamo una quantita' di tasse enorme per un terreno che non vale niente..... perche' il valore REALE del terreno corrisponde a quanti beni quel terreno riesce a produrre. Se il terreno non produce niente... semplicemente non vale niente.
E se un terreno produce o meno dipende da noi se lo coltiviamo/sfruttiamo o meno!
@7
Su cosa? Sul fatto che senza la divisione del lavoro, la moneta e la proprietà privata possa esistere una società tecnologicamente avanzata?
@6
be' io ho dubbi su quanto affermi...
@1
Beh, dipende da che punto di vista vedi la questione. Senza quell'uomo probabilmente saremmo ancora nelle caverne con l'arco, le frecce e i vestiti di pelle. Che poi una situazione di quel tipo potesse essere migliore di quella attuale non lo escludo a priori, però ho qualche dubbio a proposito.
Vil [#1]: "[...] e tutti fessi gli credettero."
Probabilmente quell'uomo era un marcantonio a sei ante, per cui quelli che si comportavano come se la sua pretesa non fosse seria si ritrovavano con le gambe spezzate. Esattamente come oggi, anche se i modi sono forse più raffinati. Forse. Nella sostanza non è cambiato nulla.
e mettiamoci un'altra cosetta: la crescita del prezzo del petrolio (congiunturale nel '73, strutturale oggi) fa sì che il mondo abbia una fame di dollari enormemente accresciuta, quindi ottimo affare per chi controlla le rotative.
Davvero, continuo a pensare che il "groppo" tra peak USA '70, Nixon oro '71 e crisi energetica '73 sia inestricabile. Una crisi geologica fu gestita provocando due crisi economiche.
Eh, ragazzi, queste sono le leve che qualcuno ha in mano: quando ci dicono che democrazia è scegliere tra Veltroni e Berlusconi, mha....
Mi sembra il discorso sia molto piu' compllicato di questo gia' complicato articolo (le cose che scrive Ugo non sono mai semplici, anche se lui ha il dono di esprimerle in modo molto chiaro).
Ad esempio io non ho mai capito questa passione per l'oro. Che me ne faccio di un forziere pieno d'oro? Piu' o meno quel che me ne facciodi un pacco di banconote, la differenza maggiore e' che l'oro non posso svalutarlo fabbricandone altro, devo estrarlo da una miniera, cosa non semplice soprattutto considerando che il picco dell'oro c'e' gia' stato. Ma si tratta della stesso preciso concetto: ci siamo messi d'accordo che l'oro serve come merce di scambio, e QUESTO ne determina il valore.
Alla fine il valore dei soldi e' esattamente la quantita' di beni che posso comperarci. In un'economia ideale, il valore del circolante corrisponde al totale dei beni che puoi acquistare. L'inflazione e' un modo "naturale" di dirigersi verso questa situazione quando, come succede sempre, si stampano nuovi soldi per aumentare la ricchezza di chi (Stato, banche) puo' farlo.
Ma fin qui non c'e' molta differenza tra oro, bit o carta. La differenza e' solo nella solidita' dele strutture che ci stan dietro. E niente vieta che, se le banche fallissero, i pezzi di carta continuino a valere.
Poi ci sono tante complicazioni. Il fatto che una banconota dura in media 3 anni, e poi vada sostituita (da una banca). Il fatto che ogni volta che presto dei soldi (a una banca o a un amico) creo soldi, in quanto posso utilizzare il mio credito come fosse moneta (e' esattamente quel che faccio con il bancomat), ma nello stesso tempo i soldi prestati continuano a circolare. Il legame tra circolazione di moneta e creazione di ricchezza (intesa come beni).
Insomma, sono anni che studio (da dilettante) queste cose, e ho solo allargato i confini di quello che so di non sapere.
Gianni
Ha volte mi sembra di vivere in una di quelle epoche in cui sono avvenuti cambiamenti epocali (es. caduta dell'impero romano , scoperta dell'america etc.).Quale sara' il futuo??O meglio sopravviveranno gli U.S. alla massa monetaria con cui hanno inondato il mondo? e noi in Europa??Sarebbe bello sapere quanti dollari hanno effettivamente stampato e quanti ne stamperanno per salvare le banche dalla crisi e chi paghera' poi tutti i conti(la risposta tutti noi e' scontata)
alle 09:39
roberto pino
Gli Stati Uniti hanno comandato il mondo proprio esportando inflazione, attraverso la compravendita del petrolio. Da quando prima Iraq, poi Iran, han parlato di cambiare la moneta di riferimento per la Borsa del Petrolio in €, gli Usa hanno iniziato a fare interventi militari (Iraq) con la scusa del ricatoo di Saddam (poveri noi occidentali strozzati dal dittatore che ci faceva mancare il carburante..) e con l'Iran ad inventare la volontà di distruggerci con l'atomica. Pensate ad una Borsa Valori del Petrolio in euro... Gli Usa dovrebbero stampare dollari e creare inflazione nel loro paese per potersi comprare le stesse quantità di oro nero ai loro fabbisogni mentre adesso siamo noi paese extra Usa che dovendo comprare dollari per scambiarlo col petrolio assorbiamo questa inflazione svalutando le nostre monete... Vada come vada, la produzione del petrolio doveva essere assicurata dall'intervento in Iraq..e invece il pèetrolio è salito alle stelle... arricchendo Bush, proprietario della texaco.. Mah...!