Crisi sistemica e cambio di paradigma
Mentre una parte del mondo si arrabatta sui gommoni per venire a raccattare qualche briciola, e un'altra consistente parte è schiavizzata nelle fabbriche a cucire stracci e cianfrusaglie per pochi cent, anche qui da noi fortunati non è che sia il paradiso dei lavoratori.
Guardate cosa si stanno inventando all'IBM: i modelli matematici sugli impiegati, in modo da gestire poi ogni frazione, al minuto, del loro tempo lavorativo.
Takriti è nervoso. Il suo compito è tradurre la complessità di lavoratori ad alta competenza nello stesso tipo di equazioni e algoritmi che vengono solitamente usati per regolare le spedizioni o predire la produttività di un computer mainframe. Col tempo, la sua equipe costruirà dettagliati modelli per ogni dipendente, ciascuno completo di tutte le caratteristiche della persona, il tempo di viaggio verso il lavoro, gli alleati e persino i nemici. I modelli potranno includere persino se l'impiegato mangerà carne o pesce, quanto seriamente vivono il Sabbath, e se una puntura di vespa potrà farli ammalare.
E peggio:
Spulciando curricula e progetti passati, il team assembla il profilo di ogni dipendente. Calendari online mostrano come ciascuno usa il proprio tempo e con chi si incontra. Tracciando l'uso dei cellulari e dei palmari, Takriti può controllare i movimenti. Registrazioni di telefonate ed email definiscono i contatti sociali di ogni impiegato. A chi inviano copie di email? Mandano copie cieche a qualcuno?
Una volta che i lavoratori saranno rappresentati da modelli matematici, sarà molto più facile spezzettare le loro giornate in minuti quantificabili e distribuirli in posti di lavoro in tutto il mondo.
La "risorsa" è finalmente ridotta al suo vero ruolo: quello di un macchinario di produzione, come un camion o una fotocopiatrice. Poi dice che Marx è superato... dai fatti, è superato. E lo scopo, alla fine, è sempre lo stesso: riuscire a fare outsourcing nel Terzo Mondo anche dei lavori più altamente qualificati, creativi o intellettuali. L'indiano lavorerà su tre minuti e mezzo del progetto del suo collega americano, e l'azienda otterrà 2 centesimi di utile in più.
Che svolta.
@enrico "io intanto continuo a godermi il mio ipod prima che vada tutto a rotoli..." Queste sono parole tue, sei tu che ti inserisci nella massa, "gli altri" per me. Non ti considero certo un nemico, ma una formichina colta che segue i feromoni della lunga fila si. Se pensi di avere dei nemici comincia ad armarti.
@37
Mi basta sentire qualcuno parlare sinceramente di ideale, di avvenire, di filosofia, sentirlo dire "noi" con tono risoluto, invocare gli "altri" e ritenersene l'interprete, perchè io lo consideri mio nemico. (E.M. Cioran)
Secondo me sta finendo l'epoca in cui gli anziani guardavano dritti oltre la loro esistenza felici e convnti che il mondo sia sempre più ricco e prosperoso.I pochi che sono cresciuti nella civiltà rurale anteguerra ancora in vita non li vedo così ottimisti, anzi ammettono che in fondo insieme alle fatiche, o mentre si faticava,c'era la capacità di stare insieme, di gioire, magari per un pezzo di pane e strutto condiviso.Vedono che forse questo non è il mondo migliore che pensavano, sono preoccupati per i propri nipoti, sono confusi avendo perso fiducia nel progresso.
@enrico-Ok ascoltati il tuo ipod, critica marx mentre aspetti lo svolgimento degli eventi in fila, immobile, insieme agli altri.Ci sarà qualcun'altro a muoversi, a cambiare, e forse a salvare la nostra specie da enormi sofferenze. Come dice don Mazzi, come il conformismo è un istinto naturale che fa formare le file di formiche dove tutte possono raggiungere il cibo, anche l'anticonformismo, la fantasia sono doti istintive, che se le cose dovessero andare storte, e la fila di formiche viene interrotta impedendo l'accesso al cibo, spingono alcuni soggetti a non seguire la fila, a cambiare strada, a muoversi in altre direzioni fino a trovare altro cibo salvando la vita del formicaio.
@35
Che il marxismo non abbia nulla di scientifico e che le sue teorie economiche siano approssimative e superficiali mi sembra l'abbiano dimostrato in parecchi già nel secolo scorso. Mi vengono in mente ad esempio Popper dal punto di vista filosofico e Mises da quello economico. Non è che sia sufficiente definire qualcosa "scientifico" per far sì che questo lo diventi automaticamente (sempre che esista qualcosa che possa essere definito scientifico con certezza assoluta) Il marxismo comunque alla scientificità non ci si avvicina nemmeno, visto che è basato quasi totalmente su affermazioni indimostrabili alle quali pretende di dare lo status di verità assolute (dogmi appunto) Ad esempio:
1. La realtà determina la coscienza. Cosa lo dimostrerebbe? L'affermazione contraria è ugualmente accettabile. E ancora più probabile è il fatto che la coscienza sia determinata da una complessa iterazione di fenomeni interni ed esterni, non riducibili assolutamente ad un'affermazine così semplicistica.
2. L'ideologia e la cultura sono una sovrastruttura dei rapporti economici e di produzione. Ugualmente indimostrabile. Anche in questo caso è molto più sensata una teoria per la quale le cose sono strettamente interdipendenti e si influenzano reciprocamente, senza che una sia la "forza motrice" dell'altra. L'idea che si possa comprendere la realtà dei singoli individui studiando il contesto produttivo in cui si trovano poi, è talmente ridicola che non la commento nemmeno.
3. La lotta di classe. Anche dando per scontato (cosa su cui ho molti dubbi) che esistano delle classi definibili in maniera oggettiva, il che non tiene minimamente in considerazione che esse sono formate da individui ognuno con la sua storia, le sue idee e i suoi desideri, e che si possano equiparare rapporti tra classi di periodi storici differenti, mi trovo molto più in sintonia con le teorie dei libertari contemporanei, secondo le quali la vera lotta di classe sarebbe quella tra i produttori di ricchezza (di qualsiasi genere) e le burocrazie parassitarie statali. Burocrazie che proprio nei paesi comunisti hanno avuto il loro maggiore sviluppo.
4. L'alienazione. Anche dando per scontato il fatto che sia qualcosa di reale e non semplicemente "coscienziale", il che è indimostrabile, come dicevo già nei commenti precedenti mi sembra molto più sensata (nonostante non la condivida) una teoria per la quale questa sia stata creata dal passaggio da una società nomade di cacciatori/raccoglitori ad una stanziale e agricola, che non dall'avvento del capitalismo.
5. Il plusvalore. Anche se esistesse, il che è discutibile nei modi in cui lo identifica Marx, sarebbe del tutto inquantificabile, visto che i prezzi mi sembra lampante che li faccia il mercato. A meno di credere ancora in teorie ormai superate dalla storia come quella del valore-lavoro. E comunque il problema non si risolverebbe certo collettivizzando i mezzi di produzione.
6. Lo storicismo. Il fatto che ci siano delle leggi storiche universali e necessarie che porteranno all'avvento di una società socialista, che altro sarebbe se non un dogma? A meno che qualcuno non abbia il potere di porsi al di fuori della storia e di osservare i suoi processi in maniera oggettiva.
Aggiungici poi che aveva pure le sue "profezie", la maggior parte delle quali si sono dimostrate false, e a me sembra proprio una "religione" in piena regola. Poi è chiaro che ognuno la pensa a modo suo.
@33
Sei testimone del fatto che io la buona volontà di stemperare i toni ce l'avevo messa... ;)
@31
Potresti spiegare meglio cosa e' campato in aria? Cosa non e' scientifico del pensiero di Marx (che e' scientifico per definizione e quindi non dogmatico?).
@33
Ma si dai, ci si divertiva solo un po'... ;)
Antonio ed Enrico, ricordate lo slogan? "Marx, e di nuovo in forma!" (forse non era del tutto così) :)
Date retta, non vale la pena accapigliarsi su cose di questo genere, a meno che siate tra quelli che possono decidere fattivamente in merito alla struttura sociale della CE o, almeno, dell'Italia che purtroppo ne fa ormai parte a causa di Lisbona.
@31
Continuiamo a non capirci. Io sto contestando proprio il fatto che le sue teorie abbiano qualcosa di scientifico. Non è una questione di come è sviluppata la teoria, il problema è che si basa su delle fondamenta completamente campate in aria, sia dal punto di vista filosofico che economico.
@30
Peccato che Marx sia il fondatore del socialismo scientifico, e le leggi che regolano il capitalismo rimangono le stesse anche oggi. Si vede che, a differenza dei capitalisti che lo studiano a fondo, non hai mai capito nulla di Marx e parli per sentito dire.
@29
No, non hai capito bene, io considero idiozie le teorie di Marx in generale, sia dal punto di vista filosofico che economico, quindi poco cambia se dove sono state applicate hanno portato al socialismo o al capitalismo di stato.
@5
Se avessi la pazienza di studiare un po', capiresti che il socialismo non e' l'URSS, dove vi era un capitalismo di stato, come lo stesso Lenin sapeva bene.
Se ci si ferma sulla forma anziche' sulla sostanza, si arriva persino a sostenere che la Cina e' un paese comunista...
http://italia.etleboro.com/?read=13095
in albania raccolti di granoturco senza il granoturco...
@24
Qualche aggeggetto mp3 lo avevo anch'io ma adesso non lo uso quasi mai.. e se si prova a usarlo poco e niente si valorizzerà molto di più anche la musica, vedi, altro vantaggio? =) certo sentire De Andrè mi mancherà ma non è detto che con una dinamo manuale o qualche aggeggio strano non sarà possibile farlo, di rado ovviamente..
@25
Non è mica una visione nostal-romantica del tutto positiva o indolore, oh, son conflitti! ma anche la mia lavorava dai 10 anni.. e ci lavorano anche i miei.. e ogni giorno gli chiedo, già ma.. per fare cosa? il difetto principale è che mi sa che si esagera.. o come ho detto sopra si è esagerato nel lavoro, il tutto per andare appresso a cose del tutto inutili. Basterebbe solo fermarsi 5 minuti a pensare che si vuole dalla vita no? E in ogni caso, per non essere miopi, bisognerebbe pensare che se tu oggi non ti spacchi la schiena ma puoi comprare da mangiare, ricorda che da qualche parte c'è comunque qualcuno, anzi, sicuramente più di qualcuno che si spacca la schiena per farti mangiare ma nel frattempo mangia molto meno di te.. Non è che oggi sulla terra si sta meglio tutti.
@23
infatti io ho scritto "al livello tecnologico della società contadina che avevamo in Italia 60 anni fa", non rimpiango certo le figure sociali del "padrone" (che sotto sotto, e mica tanto, rimangono anche oggi, minori in numero, maggiori in potenza) .. infatti togliendo "al livello tecnologico" occorrerebbe aggiungere almeno "sparando a vista a chiunque ostenti atteggiamenti da padrone".. E poi penso che ci si spostava nelle fabbriche anche per poter avere i soldi, necessari per gli innovativi e irrinunciabili oggetti del progresso come tv, macchina e telefono.. TU NON PUOI FARNE A MENOOOOOOOOOOOO, DEVI AVERLI!!! E poi.. Com'è bella la città, no?
Comunque a dormire coi ragni io mi ci sono trovato bene, non sarà tanto diverso, tessono anche loro no?! e prendono le zanzare!
@21
Visto tutta la gente che ho conosciuto di quegli anni e visto il confronto con i coetanei, e visti ovunque i danni ambientali provocati dal nostro piccolo boom, penso che i vantaggi ci sarebbero..Comunque..
Si, ovvio, stiamo teorizzando =) nella pratica non puoi farci niente quindi staremo a guardare, chi continuando a lavorare, chi tirando a campare, chi provando a (ri)tornare a una vita più Fukuokamente naturale.. e come si dice qua: "Cu si vaddò si savvò"..
C'e' una visione nostal-romantica della vita contadina di quegli anni. Ma ben pochi di quelli che scrivono qua' hanno la benche' minima idea di cosa volesse dire quel tipo di vita. Ho avuto la fortuna di avere la nonna sino a poco fa' che mi ha raccontato una vita nei campi a spaccarsi la schiena.. sin dai 10 anni.. altro che lavoro minorile. E fosse solo questo... Vivo in una zona con un alta percentuale di aziende agricole e anche oggi e' un lavoro duro.. figuriamoci 50 anni fa'.
@23
Eh, vaglielo a spiegare... io intanto continuo a godermi il mio ipod prima che vada tutto a rotoli... :P
@19,20
Ma guardate che la vita contadina anni '50, (nel decennio '60 gia si cominciava a spostarsi nelle fabbriche) non si era di certo liberi. Anzi tutto la mezzadria era presente nel 90% dei casi, ed il padrone amministrava come meglio credeva la forza lavoro. Non c'era l'opulenza che permetteva di avere il piatto pieno tutti i giorni. Ma vi immagite vivere in camera da letto con in soffitta i bacchi da seta? o portare un sacchetto posto generalmente tra i seni delle donne per far schiudere le uova dei bachi? Vivere nell'ignoranza con un analfabetiso altissimo?
Va la va la - prima chiedete a qualche anziano contadino che e' meglio.
@20
Guarda che un individuo puoi esserlo tranquillamente anche ora, basta volerlo... ;)
@19
Io non penso che il problema sia la tecnologia avanzata in sé, ma il fatto che questa abbia provocato un numero enorme di cambiamenti in un tempo brevissimo, con il conseguente tentativo di "gestirli" per renderli meno incontrollati, che invece ha finito solo per peggiorare ulteriormente le cose.
Per quanto riguarda il ritorno alla civiltà contadina di sessant'anni fa non riesco a vedere quali grandi vantaggi potrebbe portare. E poi come faresti ad imporre il mantenimento di quello specifico livello di tecnologia? Non che il primitivismo sia più realistico, ma almeno ha la coerenza di proporre una soluzione che tenta di risolvere il "problema" alla radice.
Comunque io credo che invece di affannarsi a cercare soluzioni improponibili, tanto valga attendere il disastro e vedere cosa ne viene fuori. Dopotutto l'uomo, con tutti i suoi limiti, rimane sempre una creatura sorprendente e non mi stupirei se riuscisse a tratte qualcosa di positivo anche da una situazione del genere.
Sull'affermazione che il contesto non possa fare nulla rispetto alla natura dell'individuo siamo perfettamente d'accordo, infatti era proprio il senso della mia critica a chi proponeva soluzioni più o meno marxsiste.
Ciao :)
la societa' contadina italiana degli anni 60.... quanta nostalgia... quanto era piu' vera la gente allora.. nelle campagne ognuno era un individuo, una macchietta, la gente cantava e bestemmiava e aveva sempre la battuta pronta... oggi siamo cosi' drammaticamente massificati e inespressivi.
@12/18
ho citato quel filmato che gira, "la storia delle cose", come motivazione del fatto che secondo me più è avanzata la tecnologia usata (da noi) più ciò equivale a rubare, in ogni caso sono punti di vista personali..
Ripeto, penso che tu prenda troppo alla lettera il suo primitivismo. Regredire al livello tecnologico della società contadina che avevamo in Italia 60 anni fa penso basti.. Mi pare sia una questione di interpretazione quindi mettiamo che io la interpreto così ed è così che la espongo:
si, l'intento era quello che hai descritto tu, e se guardiamo alla tecnologia "avanzata" essa è dannosa in se stessa, ma fra questa e le tecnologie tipo lavorare il ferro c'è un abisso! sia sul piano etico che pratico! se aggiungi il fatto che lui è arrivato a quella conclusione tenendo in considerazione i danni arrecati all'ambiente e all'uomo stesso, capisci che per essere coerente non è necessario girare con una mazza con gli ossi ai capelli, ma che si possono evitare quei danni in maniera meno drastica.. In fondo è proprio colpa della tecnologia avanzata se oggi abbiamo quel problemino di 7 miliardi di omini.. che po alla fine non è chiaro se li hanno fatti crescere perché si vogliono tanto bene i bimbi o perché sono ottimi consumatori-convogliatori-di-energia-e-potere-nelle-mani-di-pochi..non era forse meglio evitarlo?
Infine.. insomma se non sbaglio il manifesto finiva lasciando ai posteri il compito di migliorarlo, quindi penso che reinterpretarlo sia un dovere.. considerando anche che la tecnologia che abbiamo oggi qua lui la aveva già 20 anni fa, contornata da una società molto peggiore della nostra, e che, come ho detto prima, se guardi in faccia l'uomo capisci che l'unico modo per non fargli fare una cosa è demonizzarla.
".. sarebbe solo il contesto a fare gli individui e che basterebbe modificare quello per creare il paradiso in terra" - beh, mi pare chiaro che il paradiso in terra non esiste =) e quindi il contesto non può far nulla rispetto alla natura dell'individuo.
bye ;)
@15
Guarda che si parlava del ritorno da una civiltà industriale avanzata ad una primitiva pre-agricola di cacciatori/raccoglitori, il che compoterebbe qualcosina in più della perdita dell'iphone... ;) Secondo me il grosso problema è proprio che siamo in sei miliardi e rotti e finchè non si mette un freno a quello c'è poco da fare.
@16
Scusa, perchè l'appartenenza ad un determinato contesto storico e sociale dovrebbe escludere che esistano gli individui? Posso darti ragione se mi dici che esistono infiniti rapporti di interdipendenza che modificano e plasmano continuamente il nostro modo di essere, ma non tirarmi fuori le farneticazioni del barbuto che piace tanto all'amico del commento numero 1, secondo le quali sarebbe solo il contesto a fare gli individui e che basterebbe modificare quello per creare il paradiso in terra, perchè in quel caso ti ricorderei che più di uno ci ha già provato e abbiamo visto tutti come è andata a finire. Per non parlare della solita solfa sulle tv di Berlusconi che traviano da trent'anni i poveri italiani, distruggendo un non meglio precisato tessuto politico o sociale.
@17
Dubito che la scelta di Huxley sia stata casuale... ;)
pierluigi: "Sì in Huxley il ribelle muore, ma mica va sempre a finire male, il fascismo nel 1943-45 l'abbiamo ben cacciato."
C'è qualcosa che non mi torna... Il fascismo l'ha istituito la maggioranza dei nostri avi negli anni '20, se non erro. E l'hanno "cacciato" gli Americani quando quegli stessi avi e i loro figli hanno perso la II guerra mondiale, guerra nella quale il fascismo (che avevano almeno inizialmente voluto) e i suoi fiancheggiatori del mondo degli affari li avevano trascinati (ma ricordo pure filmati di piazze urlanti, entusiaste per le avventure belliche che si prospettavano, per cui quel "trascinati" non è detta che sia il termine migliore).
Che poi quegli avi possano esser stati ingannati (come in tempi più recenti, lo ammetto, è accaduto molte altre volte indipendentemente dalle sfumature cromatiche indossate dal camaleonte di turno) è senza dubbio un'ipotesi più che plausibile.
Dunque... non toccarmi Huxley!!! :)
P.S. Chissà se è un caso che Bernardo, l'antieroe pusillanime di Brave New World, faceva "Marx" di cognome. Se la scelta è strumentale, be', allora questa è una caduta di tono di Huxley. Ma gliela perdono di buon grado per la lucidità dimostrata in altre numerose occasioni.
ma dove sono finite le donne? una volta ogni tanto c'erano pure dei posts di donne... non e' che noi maschietti siamo troppo cerebrali e scoraggiamo l'altra meta' del mondo?
comunque io non credo che esistano gli "individui". ognuno di noi fa parte di una momento storico e un contesto sociale, mica ci inventiamo dal nulla. per cui anche noi "individualisti" siamo parte del "popolo" di individualisti creati da 30 anni di bombardamento massmediatico berslusconifico che ha sfasciato il tessuto politico dell'Italia.
Si in Huxley il ribelle muore, ma mica va sempre a finire male, il fascismo nel 1943-45 l'abbiamo ben cacciato.
@enrico-E se ci fossi compreso pure tu tra i sei miliardi e mezzo di persone eliminate? Sarebbe più grave che rimanere senza iphone che dici? Davvero la tecnologia è così invitante, indispensabile? Visto che non serve ad alimentarsi, sembrerebbe che la tecnologia dia vero e proprio piacere, come un pomodoro quando si ha fame o acqua quando si ha sete, come un bacio desiderato o un tramonto allucinato. Per me la tecnologia equivale a comodità ma visto che poi tutti la vogliono si trasforma più spesso in stress e nervosismi. Se solo ci si fermasse un attimo ad osservare quello che ancora ci può dare la natura e l' enorme valore che ha! Non lo si scambierebbe certo per un aggeggio luccicante.
Pierluigi [citanto Huxley]: "oh meraviglioso mondo nuovo, che contieni simile gente... grandissimo Aldous Huxley con il suo Brave New World. Ma alla fine la gente non si lascia ridurre a macchina piu' di tanto, c'e' sempre spazio per una sana ribellione"
Pierluigi, tristemente ti ricordo che la ribellione del selvaggio ha avuto come conseguenza il suo suicidio, mentre quella di Bernardo Marx e Helmholtz Watson viene neutralizzata (tra l'altro, Helmholtz ne è pure contento). Dunque: nessuna ribellione efficace è possibile nel Brave New World di Huxley.
Pierluigi [citanto Huxley]: "oh meraviglioso mondo nuovo, che contieni simile gente... grandissimo Aldous Huxley con il suo Brave New World. Ma alla fine la gente non si lascia ridurre a macchina piu' di tanto, c'e' sempre spazio per una sana ribellione"
Pierluigi, tristemente ti ricordo che la ribellione del selvaggio ha avuto come conseguenza il suo suicidio, mentre quella di Bernardo Marx e Helmholtz Watson viene neutralizzata (tra l'altro, Helmholtz ne è pure contento). Dunque: nessuna ribellione efficace è possibile nel Brave New World di Huxley.
@11
E in base a quale principio il fatto che "ci abbiano sbattuto su degli operai" equivarrebbe a rubare?
Mah, a me sembra che lui sostenesse proprio che ad essere dannosa sia la tecnologia in sé e non semplicemente l'uso che se ne fa, tanto che il suo scopo dichiarato era rovesciare l'attuale società con la violenza per favorire un ritorno ad uno stato pre-tecnologico. Infatti se volessimo essere veramente coerenti l'unica cosa da fare sarebbe eliminare totalmente quei 10000 anni di civiltà come dice anche Zerzan, altrimenti si torna sempre alle soluzioni proposte dall'amico del commento numero 1, che hanno già dimostrato ampiamente nel secolo scorso di produrre disastri peggiori del problema che vorrebbero risolvere.
Il manifesto avrebbe potuto farlo girare su internet (ah, già era contro la tecnologia) e avrebbe avuto più o meno la stessa risonanza (praticamente nulla) ottenuta facendo fuori tre persone e ferendone un'altra ventina. Oppure poteva starsene tranquillo nella sua capanna nei boschi a vivere nel modo che gli piaceva tanto, scelta decisamente più corente con le sue idee... :)
Tecnologia non è forse rubare? i tasti del pc non crescono sugli alberi, ci hanno sbattuto sù degli operai.. che si fà in crisis.blogosfere.it, si diffonde "La storia delle cose" e poi si tralasciano questi dettagli?
Con pedagogico intendevo che il messaggio di eliminare del tutto i 10000 anni di civiltà non và mica preso alla lettera!! non è la tecnologia (semplice, quella avanzata è dannosa per costituzione) in sè ad essere dannosa ma l'uso (errato) che (sicuramente) il "popolo" (ma non è detto che anche il singolo..!) ne farà.. quindi l'unica cosa da fare è demonizzarla visto che è certo che l'uso di massa può solo creare danno! anche le religioni fanno così in fondo..
Ps. penso c'è voluta pedagogia anche nello spedire pacchi-bomba: alla fine ha ottenuto quel che voleva, cioè diffondere il manifesto, ed era l'unico mezzo che gliel'avrebbe consentito, vista l'ottusità del "popolo"..
@8
Ma perchè sempre il "popolo" e mai gli individui? ;)
@9
Meglio rubare che cosa, scusa? Se permetti a me interessa più la seconda. Se vivessimo in mondo in cui la popolazione è 1/10 di quella attuale ci sarebbero sicuramente meno problemi per tutti, a buttare via in un sol colpo più di 10000 anni di "civiltà" (con tutti i suoi pregi e difetti) ci penserei un po' più a lungo.
I "quattro gadget" che potrei produrre da solo in una società primitiva quali sarebbero? L'arco con le frecce e il gonnellino di pelle di qualche animale?
Se il suo scopo fosse stato solo "pedagogico" dubito che avrebbe spedito pacchi-bomba in giro per tutti gli Stati Uniti... :)
@5
Ci siamo sulla prima parte ma la seconda proprio no eh: è proprio inaccettabile perdere gli agi! meglio rubare.. ed io che pensavo che delle due conseguenze fosse la prima ad essere più drammatica (anche se necessaria)!
Beh comunque mi pare che il messaggio del pazzo sia così drastico semplicemente a scopo pedagogico, è immediato realizzare che la razza umana non sa regolarsi, ma non è detto che tu come singolo non possa tenerti o costruirti da solo quei 4 gadget che semplificano molto la vita primitiva pur mantenendo la coerenza..
beh tipo disobbedienza civile, scioperi bianchi, obiezione di coscienza... c'e' molto che un popolo puo' fare senza ricorrere alla violenza.
@6
Si spera solo che la "sana ribellione" non porti a risultati ancora peggiori... :P
oh meraviglioso mondo nuovo, che contieni simile gente... grandissimo Aldous Huxley con il suo Brave New World. Ma alla fine la gente non si lascia ridurre a macchina piu' di tanto, c'e' sempre spazio per una sana ribellione
@1
Se la soluzione è tornare all'applicazione di idee che hanno già dimostrato di produrre modelli di società ancora più aberranti, quasi quasi mi tengo Takriti e i suoi amichetti... ;)
@4
Ecco, lui già ci aveva preso un po' di più, ma in quel caso per essere coerenti fino in fondo bisognerebbe tornare ad una società pre-agricola di cacciatori/raccoglitori come sostiene il buon Zerzan. Ma visto che comporterebbe la riduzione della popolazione come minimo a 1/10 di quella attuale e la perdita di tutti gli agi della modernità, non so quanti sarebbero d'accordo (io di sicuro no, perlomeno sulla seconda parte). Sempre che poi non vada a finire lo stesso così, indipendentemente dalla nostra volontà.
Lo si prendeva per pazzo eh?
http://www.serial-killer.it/public/contenuti_documenti/Il_manifesto.pdf
Bizzarrie del capitalismo terminale.
Dopo lo schianto globale saranno solo storia aziendale.
Se non ci sarà un Governo(totalitario) mondiale ovviamente...
Che tristeza...........sembra che devono sfruttare gli umani come un pozzo di petrolio: vogliono sempre il massimo.
A proposito dei rotturi dei limiti dell'azienda, sempre per restare in tema:
http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/04/rottura_azienda.htm
alle 10:26
Enrico
@39
Il "nemico" ovviamente era da intendere in senso lato, nella realtà non farei del male a una mosca. La citazione era per rimarcare il fatto che da sempre quando qualcuno cerca di "cambiare il mondo" e di fare qualcosa nella convinzione che sia il "bene collettivo", provoca soltanto disastri. Io credo che conoscendo solo un punto di vista soggettivo e parziale, l'unica cosa che possiamo fare senza rischiare di peggiorare la situazione è cambiare noi stessi.