Crisi sistemica e cambio di paradigma

(da: Il Vernacoliere , o LivornoCronaca)
Con l'aumento verticale dei costi dei derivati del petrolio, certe pratiche di diserbo "chimico" si accingono ad essere abbandonate o almeno fortemente ridotte. Non tutto il male viene per nuocere...
Ah, per inciso: la sfida del futuro è arare la terra spendendo poca energia. Checchè se ne dica, l'accoppiata lavorazione + rotazione ha funzionato per mille anni, credo sia il caso di rispolverarla in fretta.
Tendenza in atto da vent'anni. A fare differenza sul costo non sono tanto i prodotti utilizzati, ma piuttosto il costo dei mezzi necessari. Se pochi kg di chimica sono abbordabili, non si può dire lo stesso dell'abbinamento trattore + atomizzatore necessario ad applicarli.
In questo senso, l'agricoltura tira da tempo la cinghia sulla lavorazione del terreno (semine su sodo), sull'irrigazione (cultivar resistenti alla siccità e semine anticipate), sulle colture poco redditizie (terra a riposo piuttosto che coltivata con roba che non copre i costi), etc.
Oggidì, se ti viene la bislacca idea di trattare il grano contro i pidocchi ti mangi il raccolto prima di aver trebbiato: parola di uno che ieri sera guardava sconsolato la terra incolta dei propri genitori, domandandosi quando il prezzo dell'orzo tornerà a coprire i costi di produzione.
Questo trend è iniziato quando ero bambino, non è cosa nuova. Preoccupiamoci.
@6 il roso sarebbe il riso, amaro nella circostanza
parlando di diserbi chimici, i miei zii stanno nel Vercellese, dove da decenni i coltivatori di roso abusano di diserbanti pesticidi e zozzerie varie... non solo le RANE, tradizionale piatto locale, sono SPARITE, ma la gente si ammala di tumori a frotte.... bella roba...tutto va a finire nelle falde aquifere e quindi in circolo nella catena alimentare, a cominciare dall'acqua del rubinetto...
Vorrei segnalare il seguente blog :
http://traboccomentale.blogspot.com/
Credo che tratti argomenti di crisi...
Saluti
Non capisco se si tratta solo di uno spunto per fare la battuta oppure é una notizia seria, ho seguito il link ma non approfondisce.
In primo luogo direi che gli anticrittogamici non hanno niente a che vedere con i diserbanti, e successivamente aggiungerei che la notizia postata non mi pare tanto buona come sembrerebbe.
Non credo che, visti i costi attuali, i coltivatori facciano un uso spregiudicato di pesticidi e compagnia bella, invece cercano di limitare gli apporti al minimo consentito dalla logica investimento->profitto.
L'abbandono di certe pratiche per ragioni prettamente economiche, visto come é strutturata la produzione agraria oggigiorno, porterebbe ad una riduzione della produttivitá e ad un incremento di problematiche che alla fine si ripercuoterebbero sempre sul prezzo finale. Tanto vale alzare direttamente il prezzo e continuare come sempre... se si puó.
Cambiare le metodologie e gli apporti della produzione agroindustriale non avviene semplicemente operando una riduzione o sostituzione di determinati inputs ma richiede cambiare totalmente l'approccio attuando una conversione che puó richiedere anche svariati anni.
alle 11:59
Aldo
@ Pierluigi [#3]
Di che ti lamenti? Una bella legge per alzare i limiti di tollerabilità e tutto va a posto (vedi il caso atrazina, per citare il più noto tra quelli della mia generazione).