Mille e non più mille, ovvero quando il sonno della ragione genera mostri nucleari.
Pubblicato da Pietro Cambi alle 00:01 in Apocalypse now, Bugie, Energia, Sprechi, Vita quotidiana, politica
Di recente il nostro Presidente del Consiglio ha ribadito la sua fede incrollabile nelle magnifiche e progressive sorti nucleari del nostro Paese, del resto da sempre sua personale versione della scialuppa di salvataggio dall'enorme sconquasso energetico prossimo venturo.
Al recente incontro dei G8 ad Hokkaido, non si sa quanto realmente appoggiato dai suoi colleghi Capi di Governo (a parte Sarkozy, ovviamente) ha ribadito che il nucleare è l'unica strada per il futuro, sia pure non disgiunto da un po' di risparmio energetico e, bontà sua, da un po' di eolico.
Ma siccome l'uomo deve sempre distinguersi, costi quel che costi, l'ha sparata grossa, proponendo un progetto per costruire 1000 centrali nucleari per mettersi al sicuro dalla crisi energetica.
A questo punto, di fronte al ritorno di Godzilla mi sono messo il cappellino (internazionale per l'occasione) di "Ducks street laundress" (Lavandaia di Via dell'Oche).
Innanzitutto i costi: almeno quattromila miliardi di dollari, ad essere realistici, visto che i costi ufficiali, riportati dall'ENEA, un ente istituzionale, sono di circa 3 miliardi di euro a centrale. A cui andrebbero aggiunti (sia pure tra una trentina di anni) i costi per la dismissione.
Poi è importante considerare un aspetto del tutto trascurato ed invece vitale, ovvero l'energia necessaria per la costruzione.
Essi', perchè ce ne vuole tantissima e, tra le varie stime, permettemi di citare questo ottimo articolo dove per il nucleare si stima un Eroei (rapporto tra energia necessaria a costruire un impianto e quella prodotta dall'impianto durante la sua vita operativa) di circa 5.5.
Ora, poichè spannometricamente 1000 centrali nucleari produrebbero la stessa energia di circa 25 milioni di barili al giorno di petrolio (vi risparmio i conticini, l'ordine di grandezza è questo), PER COSTRUIRLE ci vorrebbero 25/5.5= 4.5 milioni di barili equivalenti di petrolio AL GIORNO. Questo se le costruissimo in un tempo pari alla loro vita operativa utile, che è di circa 30 anni.
Ma siccome non possiamo permetterci di aspettare tanto, diciamo che dovremmo metterci la metà del tempo, ovvero costruire 1000 centrali nucleari in 15 anni, ovvero investire qualcosa come 9 milioni di barili di petrolio equivalenti al giorno e per 15 anni, una quantità pari, per dare una idea, alla produzione di petrolio dell'Arabia Saudita. Ovviamente potremmo prendere l'energia anche dal carbone dal gas, dal nucleare, dall'eolico, dal fotovoltaico, ma sarebbe comunque energia sottratta al resto del sistema.
Semplicemente impossibile, allo stato delle cose.
Se esistesse un tale surplus energetico non staremmo a parlare di crisi energetica.
Ovviamente questo è solo l'inizio.
Perchè poi viene la domanda più importante (che naturalmente nessuno fa mai, almeno in modo serio e documentato).
Visto che non è una risorsa rinnovabile, c'e' abbastanza uranio?








1. Hystaspes, Martedì 15 Luglio 2008 ore 01:36
Ovviamente il discorso dell'EROEI vale anche per le rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico. Se si dovesse intraprendere una politica energetica volta a sostituire le fonti fossili, la strada è in salita, e l'uscita dalla dipendenza dal petrolio in tempi brevi è impossibile, sia per motivi economici che energetici. Da questo pantano non se ne uscirà facilmente, in nessun modo. Occorreva pensarci prima, ora possiamo solo tentare di limitare i danni, oppure stare a guardare e goderci gli ultimi tempi di questo benessere effimero e residuale. Confesso che sulla prima ipotesi sono un tantino scettico :D
2. Lorenzo, Martedì 15 Luglio 2008 ore 07:57
Però a differenza del nucleare dove sono necessari decenni per cominciare ad avere energia in rete, per impianti fotovoltaici ed eolici i tempi necessari alla loro realizzazione sono molto inferiori. Se cominciassimo adesso a costruire centrali nucleari queste comincerebbero ad immettere energia nel sistema solo tra 10 anni e più, se cominciassimo la transizione verso le rinnovabili l'energia prodotta da queste seppur crescendo lentamente comincerebbe ad arrivare subito. Naturalmente questa transizione va accompagnata ad una riduzione (o meglio razionalizzazione) dei nostri consumi energetici.
3. Frank, Martedì 15 Luglio 2008 ore 08:30
Bravo Pietro, così, duro e puro :-)
4. Pierluigi, Martedì 15 Luglio 2008 ore 08:56
hehehe Ducks Street Launderer, Pietro Cambi come Nonna Papera.
Tutto è possibile quando si hanno 7 canali TV a disposizione. A me gli occhi.
5. Paolo C., Martedì 15 Luglio 2008 ore 09:24
nel rapporto State of the Future 2008 c'è un riferimento istruttivo al nucleare:
Yet nuclear power – the solution increasingly favoured by governments, which are planning to add another 350 reactors to the 438 already operating around the world – will not do the job. "For nuclear energy to eliminate the greenhouse gas emissions from fossil fuels, about 2,000 nuclear power plants would have to be built, at $5-15bn per plant, over 15 years – and possibly an additional 8,000 plants beyond that to 2050."
The report says that there is not enough uranium in the world to fuel all those reactors, that another Chernobyl-type accident could halt the expansion in its tracks, and that the rapid spread of the atom around the world increases the chances of nuclear proliferation and terrorism.
http://www.independent.co.uk/environment/green-living/weve-seen-the-future--and-we-may-unotu-be-doomed-866486.html
6. Mimmo, Martedì 15 Luglio 2008 ore 09:29
Da un lato mi fa rabbia l'ottusità e la malefede di certi capi, dall'altro sono relativamente tranquillo confortato dal fatto che tra il dire e il fare, in italia ci passa un oceano. E per quando dovessero essere pronte, probabilmente, non ci sarebbe nulla da bruciare dentro. Sarebbe l'ennesimo, costosissimo, buco nell'acqua (come ferrovie, alitalia, fiat...). Per quel che mi riguarda, mi basterebbe non avere rotture burocratiche e , magari l'esenzione dell'iva sui pannelli FV e mi renderei indipendente dal fornitore di energia elettrica.
7. Ste, Martedì 15 Luglio 2008 ore 11:05
ottimo questo conto della serva
posso fare un appuntino noioso e petulante?
"Eroei (rapporto tra energia necessaria a costruire un impianto e quella prodotta dall'impianto durante la sua vita operativa) di circa 5.5."
così si ottiene "1/Eroei" (1/5,5): dovresti invertire i fattori
(proprio noioso e petulante...)
8. Pierluigi, Martedì 15 Luglio 2008 ore 11:47
Steuccio, EROEI e' proprio "energy return on energy invested", e deve essere > 1 senno' pedali in perdita... credo che il buon Pietro sia corretto.
9. Ste, Martedì 15 Luglio 2008 ore 11:55
appunto.
la corretta dicitura dovrebbe essere:
rapporto tra energia prodotta dall'impianto durante la sua vita operativa e quella necessaria a costruire un impianto
e non viceversa....
(ecco, mi hai obbligato ad essere petulante 2 volte....)
10. Silvano, Martedì 15 Luglio 2008 ore 12:16
Un'altra domanda per costruire 1000 centrali nucleari: quanto rame, ferro, alluminio, ecc. ecc. sono necessari?
Silvano
11. Hystaspes, Martedì 15 Luglio 2008 ore 12:38
@2:
Lorenzo, in realtà se si volesse incrementare in italia la produzione di energia elettrica da fotovoltaico, in modo da installare una potenza media pari a quella di 4-5 centrali nucleari, stando alla attuale capacità della filiera produttiva di pannelli solari, ci vorrebbero forse ben più di 10-15 anni. Oggi il solare FV soddisfa soltanto lo 0.01% del fabbisogno elettrico nazionale, una quota ridicola, ancora meno se si considera il fabbisogno primario. E le cose vanno ancora peggio se si considerano i costi.Fissando i prezzi di mercato considerando, con una ipotesi ottimistica, che i costi di produzione dei pannelli rimangano sostanzialmente stabili per i prossimi decenni (supponendo un andamento compensativo tra tendenza al rialzo per aumento delle materie prime dovuta a crisi energetica, e tendenza al ribasso dovuta allo sviluppo di nuove tecnologie), se si volesse puntare a coprire il fabbisogno elettrico attuale (e non primario) solo tramite FV, un incremento dell'1% ogni anno avrebbe un costo dell'ordine di grandezza di 30 miliardi di euro l'anno (una mega finanziaria), arrivando ipoteticamente all'indipendenza dai combustibili fossili fra 100 anni.
12. Hystaspes, Martedì 15 Luglio 2008 ore 12:45
Non volevo con questo sminuire l'importanza delle fonti rinnovabili, certamente, volevo solo sottolineare che ad una prova pratica, ci ri rende conto che le soluzioni facili non esistono, ne dall'una ne dall'altra parte. Scelte radicali avrebbero dovuto essere fatte in passato e non sono state fatte, ora tocca cercare di limitare i danni, per quanto inevitabili, e adattarci a fare scelte difficili. La "soluzione" alla crisi energetica, ammesso che esista, è nel ricorso a tutte le possibili fonti di energia.
13. antonio na, Martedì 15 Luglio 2008 ore 13:10
Se non si accetta di rimettere in discussione l'attuale modello di sviluppo, tutte le discussioni resteranno aria fritta.
E' inutile cercare di aggiustare dall'interno la macchina. Occore per un attimo scendere e capire cosa non va. L'energia che la Terra ci offre è sufficiente per soddisfare i bisogni umani, non per aumentare all'inifinito il PIL, che con gli esseri umani ha poco a che vedere.
14. Pierluigi, Martedì 15 Luglio 2008 ore 13:40
@9 Ste hai ragione... il fatto e' che per istinto difendo sempre l'insegnante, essendo un ex... Pietro, in ginocchio sui ceci! Oppure alla lavagna a scrivere 100 volte "l'EROEI e' il rapporto fra l'energia ottenuta e quella investita".
15. fausto, Martedì 15 Luglio 2008 ore 13:49
Attenzione: il FV oggi costa parecchio (e sconta un Eroei deludente quanto quello nucleare) perchè non esiste una filiera indistriale di produzione del silicio solar grade. Non esiste in nessuna nazione, ad oggi, anche se si comincia a discuterne. Oggi il semiconduttore usato deriva dagli scarti di lavorazione dei materiali di uso elettronico.
In pratica, stiamo tentando di far decollare una filiera energetica con gli scarti di fabbricazione delle playstation. E' chiaro che in questo modo il FV non riuscirà ad espandersi adeguatamente. Ed è chiaro che, in caso di seria industrializzazione del processo, il costo finale di installazione sarà certamente più basso rispetto all'attuale.
16. Ste, Martedì 15 Luglio 2008 ore 14:18
@14
;-) (OT: di che materia?)
@13 Antonio
ti stra-quoto (tanto per cambiare)
i nostri cari fantocci/politici si ostinano a ritenere "indispensabile" una montagna di energia che effettivamente NON ci serve, ma che appunto, serve solo alla crescita del PIL
(e qui inserisco il famoso discorso di Bob Kennedy...)
decrescita, decrescita, decrescita
17. Paolo C., Martedì 15 Luglio 2008 ore 14:23
ma ci vorrebbe tanto a investire in progetti come questo del MIT?
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Moltiplicare_l_efficienza_delle_celle_solari/1332663
Si parla di tre anni, mica dei decenni necessari al nucleare...
18. lavocedelpopolo, Martedì 15 Luglio 2008 ore 14:53
Il vero problema è: dobbiamo ancora prendere sul serio le ridicole esternazioni del piduista corrotto e corruttore pluripregiudicato e puttaniere?
19. lavocedelpopolo, Martedì 15 Luglio 2008 ore 14:54
ops... mi è sfuggita qualche parola pesante.... Pietro ti prego cancella tutto!!!
20. alessandro, Martedì 15 Luglio 2008 ore 14:56
ma anche tecnologia GIA' esistente, GIA' funzionante...
www nanosolar com
La prima in assoluto ad aver prodotto una linea di produzione di pannelli solari da 1GW con 1.5 milioni di dollari. Macchinari simili (cioè una singola linea produttiva) ma al silicio producono dai 20 ai 30 MW all'anno, con investimenti 10-50 volte maggiori. (cercate nelle news sul sito, c'è anche un video)
Vuol dire che con 10 di quelle macchine (linee produttive), anzichè produrre 30 MW ne produco 10GW, con costi alla vendita di un dollaro al watt!
O iniziamo a installare solare termodinamico, coi pannelli sottovuoto (o heatpipe) d'inverno si raggiungono temperature dell'acqua di 80°... Dobbiamo decidere solo se far investire, o investire noi stessi (tanto i soldi vengono sempre dal nostro amato sudore!)
21. Paolo B., Martedì 15 Luglio 2008 ore 15:23
Insomma, dalla mail 11 alla 20 desumo che il nostro futuro energetico italico potrebbe essere...alla luce delle candele.
Le ipotesi positive riguardano un grande miglioramento della tecnologia FV e solare termodinamica(oltre l'eolico) giusto per assicurare in tempi decenti, dopo il definitivo declino delle centrali termoelettriche, un quantitativo di energia elettrica procapite per tutti(ma non credo per tutto il giorno) e senza alcuno spreco; le ipotesi negative(le più realistiche) sono incentrate sul fatto che non ce ne sarà per tutti, un po' perchè si doveva partire molti anni fa con le rinnovabili, un po' perchè non ci sono abbastanza energia fossile e risorse(silicio) per costruire le infrastrutture energetiche rinnovabili.
Ma soprattutto, oggi come oggi, perchè abbiamo un'intera classe politica di decerebrati che ci sta spingendo verso un futuro energetico basato sulle candele...
22. Antonio Na, Martedì 15 Luglio 2008 ore 17:04
Sul fotovoltaico io sono moderatamente ottimista. Col tempo, l'EROEI e l'efficienza media dei pannelli dovrebbe crescere.
Ci sono tecnologie promettenti, come il solare fotovoltaico a concentrazione. E poi ci sarebbe eolico, piccolo e grande, solare termodinamico, geotermico ecc. ecc.: a patto di spendere l'energia fossile che ci rimane per sviluppare tali tecnologie. Il petrolio ha raggiunto il picco, ma non e' finito, per fortuna.
23. Zapata, Martedì 15 Luglio 2008 ore 17:56
@15
Come non esiste?
Esiste eccome una filiera produttiva dedicata solo al fotovoltaico.
I prezzi alti sono ancora legati a logiche di economie di scala e, in questo particolare periodo dell'anno, all'eccesso di domanda rispetto all'offerta
24. Archimede, Martedì 15 Luglio 2008 ore 22:02
@ Zapata
Io invece confermo: al momento, praticamente non esiste una filiera produttiva di silicio solar grade.
I primi stabilimenti finalizzati solo alla produzione di silicio solar grade sono storia dell'ultimo anno, ed ovviamente soddisfano al momento solo una quantità minima del fabbisogno.
Non confondere la "filiera produttiva del fotovoltaico" con quella del silicio solar grade.
Fare pannelli non è semplice, ma se hai 5 milioni di euro una fabrichetta discreta la puoi metter su.
Ma se non hai il silicio, ovvero la metria prima, di pannelli ne farai pochi...
E gli investimenti per metter su una fabbrica di silicio sono di alcuni ordini di grandezza superiori...
25. Ugo Bardi, Martedì 15 Luglio 2008 ore 23:29
Ohimè, Pietro, ma tu pensi che i politici sappiano fare un conto appena un po' più complicato di 2+2? Se gli parli di EROI; quelli magari pensano a Garibaldi. Niente da fare. Guarda il post di Terenzio oggi su aspoitalia, quelli ragionano come al bar.
26. Stefano, Martedì 15 Luglio 2008 ore 23:35
Segnalo un articolo su Le Scienze (rivista pro-nucleare peraltro) che affronta il problema dello stoccaggio delle scorie. Stiamo "piccando" lo spazio nei depositi temporanei nei siti di riprocessamento e quindi le scorie se le dovranno tenere le centrali, in appositi silos. Per qualche milione di anni. Aggiungo che aumentando il numero di centrali aumenterebbe statisticamente anche il numero di incidenti. Il tutto per tenere il nostro stile di vita sprecone qualche anno in più. Ma non stiamo un po' esagerando? Per favore fermate il mondo e fatemi scendere!
27. Logico, Martedì 15 Luglio 2008 ore 23:36
Bello il "conto in tasca" ai nuclearofili.
Per non parlare poi del vero ineludibile limite: dove mettiamo le scorie? Chiedi a Caorso quanto costano ANCORA OGGI quelle delle centrali dismesse ormai da 20anni!!!
Sul solare: sembra che Rubbia continui a lavorare in Spagna su progetti di un solare termodinamico (per banalizzare: sale fuso scaldato dal sole) , e lui da tempo sostiene di poter produrre una inverosimile quantità di energia (sufficiente ai consumi attuali del globo) con "soli" 200 kmq di Sahara a disposizione...
Invece, tanto per finire di deprimersi, la UE ha previsto che entro il 2020 tutti i nuovi dispositivi elettrici ed elettronici dovranno abbattere di oltre il 70% il loro consumo... in stand-by. Cioè dovranno avere un consumo in stand-by abbattuto per poter essere omologati in Europa. Come dire: la nave affonda nella tempesta e loro pensano ad apparecchiare bene i cucchiaini in tavola!
28. Pierluigi, Mercoledì 16 Luglio 2008 ore 00:44
@16 Ste (scusate l'OT pauroso) ero insegnante di Sistemi Automatici e Automazione Industriale, Elettronica, Statistica, Antenne e Iperfrequenze, Informatica, Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l'ITI di Verres e la succursale del Politecnico di Torino presso Aosta. Una vita sprecata, in Italia non hai soddisfazioni come ingegnere, se rinasco faccio il parrucchiere per signora.
29. Pierluigi, Mercoledì 16 Luglio 2008 ore 01:23
mi sono permesso di creare questo post:
http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=5&t=422
Il Nucleare è una boiata pazzesca
30. Zapata, Mercoledì 16 Luglio 2008 ore 02:57
@ 24
Mi dispiace ma non sono d'accordo. Colossi come Wacker Chemie producevano nel 2004 circa 4.000 tonnellate/anno di silicio solar grade. Nel 2010 la produzione mondiale si dovrebbe aggirare attorno alle 200.000 tonnellate.
31. fausto, Mercoledì 16 Luglio 2008 ore 13:33
Ah, e nel mentre va a picco il mercato auto, in tutta Europa stavolta. Questa è la certificazione ufficiale.
Per il silicio: speriamo in bene. Ma quanti ritardi abbiamo accumulato.
32. Lorenzo, Mercoledì 16 Luglio 2008 ore 18:00
Mi sembra che stiate comunque trascurando l'energia eolica (nel mio post avevo parlato di entrambe) che ha un EROEI pari a 30 e costi notevolmente inferiori. Sono d'accordo che i tempi per una transizione alle energie rinnovabili sono relativamente lunghi ma quello che volevo dire è che, se il nucleare in italia potra (molto ottimisticamente!!) immettere energia in rete solo tra 10 anni e fino ad allora la loro costruzione ne assorbirebbe solo, se si usassero questi soldi per impianti eolici (e chi dice che sono "brutti" vada al diavolo!!) e fotovoltaici (magari solo dopo che viene raggiunta la saturazione dell'eolico) l'energia prodotta da questi potrebbe arriverebbe subito e si potrebbe in parte utilizzare per produrre nuovi impianti. Naturalmente tutto ciò (come avevo già scritto) deve essere visto in un ottica di riduzione drastica dei consumi anch'essa soluzione più immediata. Io penso sia questa l'unica possibilità, anche se mi rendo conto che vista la politica attuale è un utopia.
33. Hystaspes, Mercoledì 16 Luglio 2008 ore 19:39
Io volevo mostrare che si fa presto a parlare dei i limiti di una fonte, come è stato fatto per il nucleare in questo post, e a mostrare l'impossibilità per quella sola fonte a soddisfare, DA SOLA, il nostro fabbisogno. Ma, a ben vedere, anche il FV e le altre fonti hanno dei grossi limiti. L'eolico va benissimo, ma basta vedere cosa succede in spagna, che da 20 anni investe in questa tecnologia ed ha prodotto risultati importanti, ma difficilmente tale fonte potra espandersi significativamente in futuro, perchè la produzione è discontinua e determinata dalle condizioni atmosferiche.
Ogni fonte di energia ha i suoi pregi e i suoi difetti, non esiste la fonte energetica perfetta, perchè altrimenti vorrebbe dire che la soluzione al problema energetico è a portata di mano, e non staremo nemmeno qui a discuterne.
Preso atto che comunque il calo dei consumi, non è solo auspicabile, ma inevitabile (se non ci penseremo noi sarà il crollo dei nostri standard di vita ad imporlo), l'unica strada possibile sta nel sfruttare al massimo gli aspetti positivi che ogni fonte di energia ci mette a disposizione, facendo ricorso ad un mix intelligente tra le varie fonti. Solo chi mettera in atto una politica del genere potrà gestire la transizione e attutire l'impatto della crisi nel modo migliore.
34. Carlo Fusco, Giovedì 17 Luglio 2008 ore 11:13
La necessità di integrare le varie fonti energetiche rinnovabili richiede la delocalizzazione della produzione e della distribuzione energetica. Questo significa la perdita del monopolio distributivo di cui certe aziende italiane godo ad oggi. Non a caso viene indicata dal mondo politico solo la via del nucleare, che al contrario si integrerebbe perfettamente nel paradigma attuale.
In pratica l' unica via percorribile per uscire da queste pantano verrà attaccata alla morte da chi può permettersi di pagare i politici. Non c'è da farsi alcuna illusione su quale strada verrà intrapresa.
35. Gigi, Domenica 20 Luglio 2008 ore 09:34
Io ho molte aspettative dal Kitegen (italiano) o anche dalle celle al tellurio di cadmio che dovrebbero intrare in produzione entro fine anno in Lombardia (si parla di meno di 1Euro/Watt per il privato e meno di 0.5 Euro/Watt).
36. Dede, Lunedì 4 Agosto 2008 ore 18:26
Vorrei porre una domanda, quanto e' complesso ottenere idrogeno dall'acqua marina ?
Mi ricordo che qualche tempo fa avevo letto un post di risposta su un'articolo di punto-informatico (e vallo a trovare 8-\ )
dove un tipo diceva che in teoria sfruttando il mose e l'acqua che ci passa atraverso,si potrebbe ottenere idrogeno a costi irrisori...
37. Pietro C., Mercoledì 6 Agosto 2008 ore 16:20
#33:sono d'accordo con te: puntare tutto su una fonte, tantopiu' se questa fonte energetica è il nucleare è miope.
Direi stupido, anzi.
Ma non mi sono inventato io l'argomento: mi sono limitato a fare i conti in tasca all'ultima sparata del nostro esimio Presidente del Consiglio, una sparata talmente evidente che e' caduta nell'imbarazzato ed imbarazzante silenzio degli altri partecipanti al G8, perfino dell'amicone ed ovviamente nuclearista Sarkozy...
38. monica, Mercoledì 6 Agosto 2008 ore 22:44
prima di decidermi a combinare qualcosa sopra al tetto della mia casa...al momento sto solo pensando...perchè mi sono fissata a come sono costruiti questi pannelli fotovoltaici. La nuova tecnologia sul fotovoltaico è il film sottile formata da una pellicola trasparente a base di telloruro di cadmio racchiusa tra due lastre di vetro che cattura raggi solari producendo elettricità. Questa fonte energetica alternativa e non unica in sostituzione al petrolio, sta prendendo piede e per soddisfare la richiesta in Italia si sta avviando la lavorazione industriale per fabbricare film sottili per il fotovoltaico e non dover dipendere da Germania, Giappone e Cina principali produttori di celle solari al silicio. Una certa ditta interessata a questa attività è la soc. Arendi facente parte del gruppo MARCEGAGLIA (per fare un esempio). Ora, questi pannelli hanno un ciclo di vita di circa 25 anni, forse anche qualche anno in più, poi sarà necessaria la sostituzione e il conseguente smaltimento come rifiuti normali se considerati come apparecchiatura elettrica. Il telloruro di cadmio nella sua forma metallica risulta essere una sostanza tossica con tendenza ad accumularsi nella catena alimentare. L'arsenico dovrebbe essere presente solo nei moduli usati per i satelliti. Vorrei tanto, prima che venga proposta come alternativa di massa, che il ciclo di produzione, i materiali, la conseguente dismissione sia ben chiara e precisa a tutti. Tra 30/40 sicuramente non sarà un mio problema, però vorrei evitare ai ragazzini di oggi una mazzata tra capo e collo simile all'amianto, o alla degenerazione odierna causata dall'utilizzo sfrenato dai derivati del petrolio, o all'allegria di alcuni villaggi africani sommersi da discariche composte da aggeggi elettronici e tecnologici vari. La Candela e il Camino non mi spaventano, gli affari sì, e molto. Forse è vero che siamo in tanti e non tutti possiamo, dobbiamo essere sereni e tranquilli e contenti... troppo ansiolitica e preoccupata per nulla ??? mah! vediamo, vedremo...
39. Pietro C., Giovedì 7 Agosto 2008 ore 03:59
Beh:intanto tra 30 40 anni ci sara' abbastanza poca trippa per gatti da rendere interessante il recupero DI QUALUNQUE COSA, figuriamoci di materiali "esotici" e con elementi rari come il gallioed il tellurio. Secondariamente potresti sempre installare un impianto "classico" basato sul silicio, questo si sicuramente NON inquinante.
Alla peggio si ossida e ritorna ad essere quello che era:sabbia....
polvere eri e polvere ritornerai...
8o)
40. Hydraulics, Giovedì 7 Agosto 2008 ore 23:47
@ Monica:
Lo smaltimento dei pannelli contenenti CdTe è sicuramente un aspetto che va preso in considerazione, ma tieni presente che anche molti dei classici pannelli al Silicio hanno saldature al Piombo, e per quelle nessuno protesta...
In effetti molte ditte produttrici di pannelli fotovoltaici stanno formando consorzi per il riciclo degli elementi arrivati a fine vita utile, anticipando una legislazione che è ancora carente. Comunque il Cadmio contenuto nei pannelli non è particolarmente pericoloso, perché si trova allo stato solido e in un composto molto stabile. Trovi molte informazioni in questo pdf:
http://www.nrel.gov/pv/cdte/pdfs/cdte_factsheet.pdf
41. monica, Venerdì 8 Agosto 2008 ore 18:21
auguriamoci solo una cosa almeno: lo stipendio di chi sarà costretto a separare gli elementi per il riciclo, raggiunga un potere d'acquisto tale da farli godere ogni tanto dal possesso di un qualche gingillo tecnologico nuovo di pacca...;))
http://www.youtube.com/watch?v=9ob7smn6pH4&eurl=http://ilprofessorechos.blogosfere.it/2006/11/emergenza-ewaste.html