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I limiti dello sviluppo 35 anni dopo

Pietro Cambi avatar Sabato 12 Luglio 2008, 00:00 in di Pietro Cambi

 

limiti dello sviluppo
 

 

 
Tutto cominciò circa 40 anni fa quando un Italiano, Aurelio Peccei , un grande manager, fondatore tra l'altro della Fiat Argentina, ex amministratore delegato della Olivetti (che consegnò in perfette condizioni all'Ing. De Benedetti... sappiamo bene come è finita) dopo aver girato cosi tanto il mondo e al culmine di uno sviluppo tumultuoso che aveva infine portato l'uomo sulla Luna cominciò a farsi delle domande.

Questo sviluppo avrebbe potuto continuare all'infinito?

Era concepibile un sistema economico che garantisse un benessere sufficiente alla larga maggioranza della popolazione mondiale senza dover per questo depauperare tutto il pianeta?

Dove ci avrebbe portato il trend di crescita esponenziale che già si manifestava in quegli anni in tutta la sua potenza?

Aurelio era un uomo pratico e decise di invitare a riflettere sul problema alcune personalità che ritenne essere le piu' adatte per affrontare la cosa senza paralumi ideologici, ma sulla base di una comune base conoscitiva, rimandando ai politici il compito di definire il come e perchè della azione pratica.

Rapidamente l'incontro, promosso a Roma (da cui sarebbe nato il cosidetto "club di Roma") degenerò in una mezza rissa tra le opposte ideologie occidentali e comuniste ( marxiste e maoiste).

Ricordiamocelo, eravamo nel 1968....

Aurelio quindi decise di finanziare le ricerche che venivano portate avanti da un eccezionale gruppo di scienziati del MIT di Boston, che per primi avevano ideato non solo molti strumenti matematici ma anche un modello al computer basato su una complicata serie di equazioni differenziali risolte alle differenze finite.

Il risultato di questi studi fu, nel 1972 (MILLENOVECENTOSETTANDUE!!!) un libro, I limiti dello sviluppo (Limits to growth, alla crescita nel titolo orginale che in Italia fu cambiato e non casualmente...), autori Donella e Dennis Meadows, oltre a  Jorgen Randers, che è ancora oggi il maggior successo editoriale della storia dell'editoria "ecologista/ambientalista", con decine di milioni di copie vendute (il signor Aurelio, anche quando agiva per motivi non immediatamente commerciali, aveva buon naso).

Nel libro si evidenziavano i primi risultati dell'applicazione del modello di cui sopra, venivano esposte in linguaggio chiaro e comprensibile le ipotesi che ne stavano alla base, e si illustravano i risultati, terrificanti, che ne scaturivano.

Si chiariva anche che molte delle assunzioni fatte parevano ragionevoli agli autori ma non per questo erano incontrovertibili.

La cosa più interessante (nel senso della maledizione cinese) era che il modello era molto "robusto", ovvero, anche cambiando in misura notevole certe grandezze o postulando decisioni di "global governance", non venivano cambiate se non di poco le conseguenze ultime (il modello prendeva in considerazione il periodo fino al 2100).

Per evitare un collasso più o meno accentuato erano necessarie misure estreme in più settori, da quello industriale a quello finanziario, a quello sociale (controllo delle nascite, servizi sociali, educazione). 

Questo libro, che, sulla base di solide considerazioni scientifiche e modernissimi modelli numerici, confutava molti dogmi ed assiomi della dottrina economica ai tempi (ed ancora oggi, aime') prevalente, fu immediatamente e ferocemente contestato, non tanto nelle parti sostanziali (molto robuste, appunto) ma su piccoli dettagli ed esempi.

Poi si passò al più classico dei metodi di disinformazione, semplicemente divulgando la leggenda che il libro prevedesse l'esaurimento del petrolio entro il 2000.

Era una bugia, una falsità, e si poteva confutare semplicemente riportando la copertina del libro o uno dei grafici, che vedete qui riprodotto.

Il libro, che per espressa dichiarazione degli autori, era solo una ipotesi di lavoro, poi enormemente "rifinita" nei decenni successivi, sosteneneva che ci saremmo trovati in grossi guai qualche tempo dopo il 2000. Le curve dei grafici di allora stanno li a dimostrarlo.

Ma potete controllare da soli,  

con una ricerca su internet si riesce a trovare una copia scansionata dell'introvabile originale...

Oppure potreste decidervi a comprarne una copia (ovviamente usata)

O magari dare una occhiata all'aggiornamento 30 anni dopo... 

Ne vale la pena.

Spiega, meglio di milioni di pagine di retorica ideologica, l'incommensurabile colpa di questa generazione di politici ed intellettuali, peraltro espressione di un'intera società, che, pur di non rinunciare al PROPRIO stile di vita ed ai PROPRI intoccabili (perchè santificati dal credo "religioso" prevalente) princìpi ha messo una enorme ipoteca sui propri figli, nipoti e bisnipoti.

Il punto era chiarissimo anche ai membri del Club di Roma: 

"Se il Club di Roma ha avuto qualche merito, questo è stato  il fatto di essersi ribellato, per primo, alla suicida ignoranza della condizione umana"
Aurelio Peccei

Non so se esiste un inferno, ma se esiste stanno preparando una bella graticola king size per coloro che hanno scientemente mantenuto la stragrande maggioranza della popolazione (comprese le sedicenti classi intellettuali) in una  ignoranza non solo suicida ma anche omicida (vi ricordate, vero? "the american way of living is not negotiable").

Possiamo solo chinare la testa davanti a questi scienziati che hanno combattuto per decenni, con stile e pacatezza, una defatigante battaglia, non solo per far prevalere le loro idee e modelli, ma per difendersi da mille e mille infamie lazzi e maldicenze varie. 

Chinare la testa ed offrire il nostro tributo personale buttando almeno un occhio su questo libriccino del 1972.

Chapeau, Mr Randers, Mrs e Mr Meadows (io e Deb abbiamo avuto l'onore di incontrare  D. Meadows nel 2006, ancora brillante, audace e lucidissimo come e piu' di 35 anni or sono).

 

28
28 commenti
28
23 Nov 2011
alle 13:42

Anto R.

Ho posseduto quel libro, ma, haimè, lo prestai e non tornò mai più a casa. Da allora ho sempre confrontato la triste realtà con quei vecchi contenuti. I popoli d'Europa hanno mantenuto istintivamente un trend buono rispetto alla demografia. Purtroppo i politici disattendono le tendenze dei popoli e pongono mille bastoni fra le ruote del vero progresso. In 35 anni di svogliate ricerche non ho ancora trovato un trattato di economia teorica che possa dimostrare le possibilità di successo di una tranquilla discesa verso stili di vita sicuramente migliori di quelli attuali. 

 

27
04 Feb 2011
alle 15:03

UnUomo.InCammino

La cecità (ma molto spesso la malafede) induce ad arrampicate sui vetri e a frasi che arrivano ad essere... comiche.
Leggere le odi alla crescita, al PIL, affermare che il lavoro di MIT & Peccei è sbagliato confrontando degli importi monetari è da una parte esilarante, dall'altra sconfortante sul fatto che i vari ismi accrescitivi e sviluppisti negano l'evidenza dei limiti ambientali ed ecologici.
Prendiamone una a caso, di queste perle

> è che non tiene realmente conto delle innovazioni tecnologiche

L'Homo Stupidus Stupidus del 2011 consuma, "grazie" alla tecnologia 600 volte più risorse dell'Homo Europeo del medioevo.
Qui abbiamo la nevrosi tecnofila che impedisce di osservare che quasi sempre, per l'uso di massa, la tecnologia risolve problemi introdotte da tecnologie precedenti.

I sintomi causati dal "tumore" sono sempre più evidenti

http://unuomoincammino.splinder.com/post/23985408/da-sempre-in-crescita-2

e confermano la logica semplice, elementare dell'incompatibilità di ogni curva esponenziale in un mondo finito.
Ma ci sempre nuove credenze, nuove religioni che drogano le menti distraendole dall'insopportabile realtà della realtà.

Prego, fate pure.
Mi piacerebbe dire a questi, scendere pure dalla barca, l'unica, sulla quale ci sono anche io.
Non avete alcun diritto a diventare sempre più pesanti, ingombranti, parassitari perché esso finisce dove inizia il mio, della vita non umana, delle generazioni future.
La tua crescita finisce dove inizia il mio spazio.

26
08 Set 2009
alle 11:10

filipporiccio

Ho la versione della biblioteca della EST del 1974.

Purtroppo è una pubblicazione che ha limiti evidenti; il più grosso è nel confonde la scienza (i modelli previsionali) con la politica (le azioni che "bisognerebbe" intraprendere per scongiurare le nefaste conseguenze previste dai modelli).

Per esempio, la limitazione della popolazione è sempre vista in termini di "la politica deve imporre un controllo delle nascite". Eppure, in Europa e in Giappone la popolazione si è stabilizzata da sola, senza interventi politici.

Un altro problema di questo libro, almeno quando pretende che le sue estrapolazioni vengano impiegate per giustificare l'azione politica, è che non tiene realmente conto delle innovazioni tecnologiche, di cui si dice aprioristicamente che, se fornissero una soluzione, "sopravverrebbe probabilmente troppo tardi [...] e l'effetto sarebbe quello di ritardare piuttosto che evitare la crisi"; lo stesso punto sostenuto ancor oggi senza giustificazione dai seguaci della "decrescita". Per non parlare del fatto che il sistema economico è in continuo adattamento alle mutate condizioni (es. l'uso massiccio del riciclaggio). Sembra presupporre piuttosto che il sistema lasciato libero andrebbe verso l'autodistruzione, a meno che la politica non "decida per tutti" di "correggerlo".

Un altro fatto molto interessante è il confronto tra le previsioni statistiche pubblicate nel libro (risalenti al 1970) e quelle odierne. Gli autori hanno estrapolato (come in tanti altri casi) i dati sul PNL pro capite al 2000: cosa risulta? Ecco il confronto...

Cina: previsione 100$, dato 949$
India: previsione 140$, dato 453$
URSS: previsione 6330$, dato 1775$ (Russia)
USA: previsione  11000$, dato 34599$
Pakistan: previsione  250$, dato 531$
Indonesia: previsione 130$, dato 800$
Giappone: previsione 23200$, dato 36649$
Brasile: previsione 440$, dato 3707$
Nigeria: previsione 60$, dato 369$
Germania: previsione 5850$, dato 23114$
L'apparentemente sterile confronto (che va ovviamente corretto per il diverso valore del dollaro) ci dice, oltre all'evidente fallimento del sistema comunista dell'URSS, una cosa: che rispetto a quanto ci si aspettava, i paesi più poveri sono cresciuti in proporzione molto di più di quelli ricchi. Gli USA hanno un PIL pro capite triplo rispetto alla previsione, mentre la Cina 9 volte, il Brasile 8 volte, l'Indonesia 6 volte. Da soli questi paesi sono più di 1/4 della popolazione mondiale.

Il libro stesso afferma che queste estrapolazioni non hanno valore di previsione: ma dice comunque che "il processo di sviluppo economico si svolge oggi in modo tale da accentuare in valore assoluto il distacco tra paesi ricchi e paesi poveri". A parte la disonestà intellettuale nel porre il "valore assoluto" come indice di riferimento*, è chiaro che "qualcosa" che non era prevedibile agli autori sta operando per far crescere più rapidamente del previsto alcune economie ormai ex-povere, contrastando con l'altra affermazione aprioristica che "l'equilibrio può divenire realtà solo se i paesi in via di sviluppo progrediranno sostanzialmente [...] ma questo può ottenersi solo ricorrendo a una strategia globale". La strategia globale non c'è, ma molti paesi "in via di sviluppo" stanno progredendo rapidamente.

Eppure, nonostante l'enorme incertezza e la palese irrealisticità del modello proposto, non si esita minimamente nel concludere che "bisognerà precisare tutti i programmi a lunga scadenza", che "non sembra che rimangano più di 100 anni per decidere di mettere sotto controllo il processo di sviluppo", perché quando i limiti "si saranno resi manifesti in tutta la loro inequivocabile gravità, sarà ormai troppo tardi".

Fidatevi della mia parola e dateci il potere (o datelo ai nostri politici di riferimento), o morirete tutti tra atroci sofferenze e sarete responsabili della distruzione del mondo. Esattamente come Al Gore in "An Inconvenient Truth", ma in modo ancora più esplicito. Questa, mi dispiace dirlo, non è scienza. E io non mi fido di nessuno che, sulla base di modelli come minimo discutibili, pretende di decidere per il mondo intero.

* se io oggi guadagno 10$ e tu 1$, tu sei molto più povero di me. Se domani guadagno 100$ e tu 80$, il "valore assoluto" del distacco è più che raddoppiato, ma tu sei poco più povero di me. Ecco perché la misura che conta è il rapporto tra i PIL pro capite (ovvero la differenza in percentuale) e non la differenza in valore assoluto.

25
03 Mag 2009
alle 11:23

ornella

politici, azionisti e governanti, lobbies, ecc... sono colpevoli di non prendere in considerazione gli effetti distruttivi di scelte mirate all'innalzamneto del benessere, ma mi chiedo quanto siano veramente consapevoli delle loro scelte e quanto, anche loro, come la maggior parte della gente alla quale si attribuisce giustamente un mediocre stato di conoscenze e competenze, (siamo istruiti dal grande fratello e dall'affaccendamento per preparare il matrimonio di renzo e lucia, a scuola la geografia si studia a memoria e in percentuale di popolazione, pascoli...ecc..) siano offuscati da convinzioni fasulle e non abbiano maturato una coscienza planetaria essendo ancora troppo"ignoranti e involuti" da questo punto di vista. Sostituire poilitici e imprenditori con una nuova fascia di persone che pensano e vivono in una propsettiva ecologista. ma come riuscire, ad esempio, e in breve, a combattere retaggi sostenuti dalla chiesa nella loro prospettiva antropocentrica, nel attribuire superiorità al genere umano rispetto alle altre forme di vita...quale mentalità scaturisce da ciò ? il popolo vota chi gli somiglia di più.

24
28 Lug 2008
alle 18:04

Fabio80s

Ho scaricato la versione in inglese ed oggi ho quasi finito di leggerla. E' un libro molto bello, che ho letto con voracità, assolutamente comprensibile e scritto in un linguaggio chiaro e semplice. Le conclusioni a cui giunge sono per noi, gente del XXI secolo, catastrofiche perchè la sostanza di ciò che il libro prefigura (non prevede) sta accadendo e perchè probabilmente non c'è più tempo per evitare il collasso finale. Consiglio a chiunque di leggere questo libro, non è necessario essere degli ingegneri per capirlo.

Adesso cercherò il successore "I nuovi limiti dello sviluppo", perchè sono curiosissimo di conoscere le evoluzioni del modello e il suo comportamento con i successivi 35 anni di dati e misurazioni. E magari per poter sperare ancora per un po'...

23
20 Lug 2008
alle 22:06

Gigi

C'è qualcuno che ha recuperato delle versioni in italiano?

22
15 Lug 2008
alle 09:55

cla

complimenti. ottima riflessione

21
15 Lug 2008
alle 00:19

No Algore

Peccei predicava (come Fulco Pratesi del Wwf) contro l'aumento demografico: ha fatto 3 figli (oltre la media) che a loro volta hanno 7 nipoti. Idem Pratesi: 4 figli. Quindi sono gli altri a dover limitarsi ? E se non l fanno da soli, cosa succede ? Mah...
http://ambientalismodirazza.blogspot.com/2008_06_01_archive.html

20
14 Lug 2008
alle 19:30

pierino c.

Consiglio di leggere "entropia" di Rifkin, si lui libro di 30 anni fa. dopo aver letto molti libri negli anni sulle risorse ho deciso di far qualcosa. Attualmente sono un medio imprenditore nel settore dei servizi ambientale e energetici. Sono soddisfatto del mio impegno, ma molto rammarricato del peggioramento del tutto. Purtroppo, penso che non c'e' la faremo, perche' siamo troppi stupidi. Vi consiglio di leggere anche "le leggi fondamentali della stupidita' umana" di Carlo M. Cipolla. e una alta testimonianza "campanello d'allarme per il XXI secolo" di Aurelio Peccei e Daisaku Ikeda.

19
14 Lug 2008
alle 11:28

max

mi ricorda il romanzo l'anno del sole quieto dove un demografo, incaricato dal governo Usa del '78, viene catapultato nel 1980 e poi ancora + avanti per annotare e poi riferire i mutamenti sociali.

purtroppo per lui le cose non saranno liete!

18
14 Lug 2008
alle 10:47

cristiano

@14

concordo, forse nel modello non erano compresi effetti di feedback positivo o altre varibili. d'altra parte deve essere un modello tremendamente complesso. sarebbe interessante avere un grafico aggiornato

17
14 Lug 2008
alle 10:10
16
14 Lug 2008
alle 00:10

No Algore

Aurelio Peccei apparteneva alla massoneria e faceva parte del Comitato dei 300 (Il Comitato fu fondato dalla Nobiltà nel 1729 per occuparsi dell'attività bancaria internazionale, dei problemi legati al commercio e per sostenere il traffico dell'oppio indiano. E' controllato dalla Corona britannica. Comprende l'intero sistema bancario mondiale e i più importanti rappresentanti delle nazioni occidentali. Si tratta di trecento famiglie che, generazione dopo generazione, governano il mondo sotto la supervisione di gruppi più piccoli). Una volta Aurelio Peccei confessò al suo amico Alexander Haig (Commissione Trilaterale) di sentirsi "un Adam Weishaupt incarnato" (Weishaupt fu l'uomo che ispirò i moderni Illuminati; frase citata da John Coleman in "The Cospirators' Hierarcy: The Story of the Committee of 300, 1992, pag. 15). Peccei diresse la Fiat Concord sotto Giovanni Agnelli, massone e preminente membro del Gruppo Bilderberg nonchè del Comitato dei 300. Il Club di Roma fu fondato in realtà durante alcuni incontri nella proprietà di famiglia degli Agnelli a Bellagio (Gary Allen, The Rockefeller File). Il vero scopo del Club di Roma era ed è quello di organizzare la propaganda sulla crisi ambientale e sfruttare quest'ultima per giustificare la centralizzazione del potere (secondo il paradigma problema-reazione-soluzione), la soppressione dello sviluppo industriale sia in Occidente che nel Terzo Mondo ed il controllo della popolazione mediante l'eugenetica. Aurelio Peccei era un ferreo sostenitore del governo mondiale ed il suo Club di Roma ha messo a punto piani per riorganizzare il mondo in cinque regioni sotto il controllo di un'autorità mondiale centrale. Lo stesso studio "I limiti dello sviluppo" è stato sponsorizzato dai Rockefeller e questo ha permesso di farne 18 edizioni in 23 lingue. Questo studio è stato citato ampiamente dal mondo ambientalista a supporto delle proprie tesi. In realtà, a mio parere, il mondo ambientalista farebbe meglio a pensare che tutto ciò che proviene dal Club di Roma fa parte di un piano dell'Elite volto a manipolare il pensiero umano ed a persuadere la gente ad accettare gli scopi del Nuovo Ordine Mondiale. Potrebbero anche, gli ambientalisti, considerare il fatto che Aurelio Peccei in seguito ammise che il computer utilizzato per elaborare i loro dati e per formulare le loro tesi era stato programmato a produrre il risultato desiderato. Disse che ciò era stato fatto perchè le nazioni avevano bisogno di una "schockterapia" se si voleva far loro accettare il controllo della popolazione (Executive Intelligence Review, Special Report, Global 2000: Blueprint for genocide, pag. 16). Approfondimenti sul mio blog:

http://ambientalismodirazza.blogspot.com/2008_06_01_archive.html

15
13 Lug 2008
alle 21:28

Frank Galvagno

uhm il picco della popolazione, che estrapolo ad cc a 13 MLD nel 2050, mi sembra un po' "tanto", e "tardi". Credo che piccheremo prima

14
13 Lug 2008
alle 19:08

Fabrizio

Una delle critiche più ragionevoli è che se gli investimenti tecnologici faranno spostare lo sviluppo da tutto quello che è energia fossile all'apporto delle energie non fossili, la curva della popolazione non sarebbe più una campana, ma una logaritmica. Alcune civiltà del passato ci sono riuscite.

Un'altra critica è invece il fatto che, sotto opportune condizioni economiche e politiche, le donne possano emanciparsi e cambiare la "produzione" di nuovi esseri umani. Per cui la curva di nuovo si stabilizzerebbe. Cosa successa in tutti i paesi occidentali.

13
13 Lug 2008
alle 14:53

Santaruina

 

Spero voi stiate scherzando.
Il club di Roma finanziato dall'alta finanza mondialista riunì un gruppo di criminali uniti solo dall'odio verso il genere umano.

 Per chi desidera avere un po' di completezza di informazione:

 

http://santaruina.splinder.com/post/13251797/La+fine+delle+risorse%2C+ovvero+

 

http://ambientalismodirazza.blogspot.com/

 

A presto.

 

Blessed be

12
13 Lug 2008
alle 13:11

Pierluigi

stavo guardando il grafico, secondo me e' molto ottimista, non tiene in conto il global warming che nel 1972 non era ancora identificato come una variabile del sistema.

11
13 Lug 2008
alle 13:05

Pierluigi

trovato anch'io, chi fosse interessato mi contatti vernetto at yahoo dot com  , non lo stampo per far un favore agli alberi.

10
13 Lug 2008
alle 12:51

Tapro

@6 se lo trovi, qualche mese fa ho dovuto girare per Milano per trovare l'ultima copia alla Feltrinelli in Duomo.

9
13 Lug 2008
alle 11:39

Fabio80s

Scaricato, ora lo stampo e inizio a leggerlo non appena finisco Gomorra ;-)

8
13 Lug 2008
alle 11:20

monica

Vacanza a Sarroch per 15 giorni, in gommone a remi per non contribuire all’inquinamento globale utilizzando aereo e/o traghetto. Da circa 10 anni alloggio al solito posto, un accogliete stanzuccia presso un villaggio turistico (l’unico) vista golfo e in primo piano la fantasiosa architettura dell’imponente Petrol Industry. Non c’è la solita vita caotica di tanti posti balneari. In fondo non è quello che mi aspetto da una vacanza. Adoro il mare, nuotare, qualche passeggiata, gustose e abbondanti cene a base di pesce. Quattro chiacchere con gli abitanti del paese, e in questi anni ne ho conosciuti parecchi; signore conosciute al mercato che a volte mi invitano addirittura per un thè o per un aperitivo dipende. Quest’anno ho anche conosciuto la signora Letizia e la signora Milly, d’estate trascorrono qualche giorno in una modesta villetta vicino all’industria dei rispettivi mariti. Si sa, tra donne è un continuo parlare, parlare, e il marito e i figli e il lavoro e Letizia impegnata a ridurre le emissioni di anidride carbonica a Milano entro il 2015 e suo marito Gianmarco che dice di pensare a qualcosa per ridurre anidride carbonica ma anche ossido di azoto, biossido di zolfo, acido solfidrico qui a Sarroch entro…!!!….questo non me l’ha detto (si sa gli uomini devono avere sempre qualcosa in più da fare). E la Milly fissata con l’ambiente. Da quanto ho capito fa una testa così al marito Massimo perché vorrebbe obbligarlo a far giocare l’Inter (la squadra di calcio di cui è presidente nel tempo libero dagli impegni di gestione della raffineria) in stadi appositamente costruiti nel pieno rispetto di tutte le normative in materia di sicurezza sul lavoro, a impatto ambientale zero, ecc… con il prato non quello sintetico che chissa con che cosa è fatto ma con un’erbetta bio al 100% coltivata su Marte, così che quando questi ragazzoni cadono, scivolano, si sbucciano ginocchia e gomiti, non rischiano di prendersi infezioni a causa del contatto con qualche brutta sostanza nociva. Dice che è già in contatto via e-mail con un agricoltore americano che già da alcuni anni si occupa di coltivazioni sperimentali su Marte - erbetta per stadi e giardini appunto, e poi frutta e verdura - e ha già brevettato l’esclusiva per questa attività spaziale per il trasporto da e per Marte ecc… (chissà che gente conosce questo qui). Io penso che come tutte le novità magari avrà successo, penso anche che la Milly è un po’ troppo ossessiva e se fossi un uomo non vorrei essere al posto di suo marito.
Le mie giornate di mare le trascorro su uno dei pontili dove attraccano le petroliere, e sulla spiaggia privata dell’industria, mi fanno entrare perché mi conoscono tutti e non disturbo. Per mantenermi in forma e perdere giusto quei 2 etti accumulati in inverno, al mattino corro sul pontile e arrivata in fondo mi tuffo in mare e torno a riva a nuoto; avanti e indietro per quattro o cinque volte, ovviamente senza stress da prestazione fitness, tra un percorso e l’altro mi fermo a respirare a pieni polmoni, a leggere qualcosa insomma una pacchia per me, senza urla, palloni, radio, moto d’acqua, cellulari con le suonerie più insopportabili, odore di creme solari ecc….Quando inizia un certo languore e stordimento dovuto magari al sole e/o all’eccesso di aria pura, capisco che è ora di mangiare qualcosa. Sulle petroliere attraccate al pontile c’è sempre qualcuno dell’equipaggio che nell’attesa si è calato in mare e  ha tirato su qualche riccio, o vongole o cozze o pesciolino da mangiare così bello fresco crudo una spruzzatina di limone e via … come fai a dire di no? A volte capita addirittura che la Sara, una ragazza conosciuta al bar del paese e che fa le pulizie nella mensa dell’industria, quando sa che sono li in spiagga e che è di turno in mensa, nella mezz’ora di pausa mi porta un pasto completo: risotto e cotoletta alla  milanese con patate al forno, il tutto bello confezionato e sigillato; le vivande della mensa per i pasti di circa 1.000 dipendenti sono cucinati da una mensa di Milano e tutti i giorni si fanno il loro bel viaggetto in aereo. A me è sembrata una cosa un po’ strana, ma la Sara e altre persone che abitano a Sarroch e lavorono nell’industria a due passi (sono circa 200, io pensavo più numerosi), preferiscono andare a casa per il pranzo, il risotto e la cotoletta riscaldata non l’apprezzano molto, preferiscono cibarie tipiche dell’ottima cucina sarda.
Nel pomeriggio basta mare, mi riposo nella mia stanzuccia, pennichella, leggo. Poi esco a fare due passi in paese, relazioni sociali da coltivare, gelatino, insomma le solite cose.
Per cena mi fiondo in uno dei due o tre ristoranti di Sarroch e mi strafogo di pesce, adoro soprattutto il polpo cucinato in tutte salse e poi molluschi, orate. Tutto freschissmo di giornata e con la certezza di essere stato pescato in loco.
Dopo cena al bar a chiacchierare tra una birretta e l’altra. A nanna e così via giorno dopo giorno in completo relax.
Se per arrivare ho impiegato 2 giorni remando sul mio gommone, al ritorno mi va meglio, perché in tutti questi anni anche se per un breve soggiorno il mio fisico acquista delle potenzialità umanamente impensabili, ma spiegabili. Mi sono sottoposta ad esami clinici, ho fatto studi, ricerche e dopo tanto pensare ho vomitato dal mio cervello un progettino per un aggeggino che non sto ad illustrare, mica sono scema prima lo voglio brevettare, aggeggino dicevo che collega il mio corpo al motore Mercury 2,5 HP 4T del gommone e raffinando le energie emanate dai miei organi le trasforma in oil sufficiente per raggiungere come una scheggia il continente in circa 5 o 6 ore, dipende dalle condizioni del mare.

7
13 Lug 2008
alle 10:54

Pierluigi

@3 Aldo, Moana Pozzi disse "la storia ci insegna solo che gli uomini non imparano nulla dalla storia". O lo disse Einstein? O Gandhi?

6
13 Lug 2008
alle 10:41

gabriele

Di "Limits to Growth,The 30-Years Update"

esisite anche la versione italiana:

"I nuovi limiti dello sviluppo" oscar saggi Mondadori 2006.

5
13 Lug 2008
alle 00:14

re

ho iniziato a leggerlo subito anche grazie al link al file scannerizzato, sito di cui non conoscevo l'esistenza :-)

 

 

4
12 Lug 2008
alle 16:41

andrea

io ho letto "nel buio degli anni luce" di Piero Angela, un libro anni 70 che divulga i contenuti del "limits to the growth".

non posso essere più preciso perché l'ho prestato e non me lo hanno ancora restituito (acc.!)

ed ora il sig. Angela sembra dire , in TV, cose un po' diverse! 

3
12 Lug 2008
alle 14:48

Aldo

Questa storia dello sbeffeggiamento di chi ha un'intuizione geniale mi ricorda la vicenda di Darwin, circa un secolo prima...

E' proprio vero che la storia non insegna nulla. O, meglio, la storia si sforza assai di insegnare ma gli asini pervicaci, quelli proprio non vogliono imparare e ragliano, ragliano, ragliano. E se la storia, nel suo impeto didattico, insiste in modo che quegli asini ritengono molesto ogni tanto tirano pure qualche calcio...

2
12 Lug 2008
alle 10:28

Pierluigi

avevo cominciato a leggerlo ed ero rimasto incantato per la bella prosa, la lungimiranza e la profondita' di pensiero... poi l'HD e' andato in crash e ciao... mo lo cerco di nuovo.

Ricordo da ragazzino il libro "il cerchio da chiudere" dell'ecologista Barry Commoner http://en.wikipedia.org/wiki/Barry_Commoner , altrettanto profetico e inascoltato. Ma poi cos'e' un ecologista, e' uno che dice che non puoi mangiarti il pianeta e averlo allo stesso tempo. Lo chiamerei piuttosto un logico, un razionalista.

1
12 Lug 2008
alle 09:06

Luigi Lucato

 1972 che anno ...

 diplomato Geometra

 primo anno di università a Fisica Nucleare

 e nel 1973 conversione alle fonti alternative

 i Limiti avevano colpito.

 e a Genova polo Nucleare allora era dura. 

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