Crisi sistemica e cambio di paradigma
Avete notato?
Da ormai qualche anno è sempre più difficile vedere sui banchi delle pescherie sogliole, orate, branzini, tonni o pesci spada nostrani; il pesce arriva da sempre più lontano spesso con specie esotiche, "strane", presto sostituite da altre ancora.( ora furoreggia una cernia atlantica, pescata sulle coste del Senegal e stati limitrofi; si tratta di un pesce a lenta crescita che presto scomparirà e non solo dalle nostre tavole).
Sono comuni i pesci di profondità, le rane pescatrici e le loro più o meno orride sorellastre, tutti a lentissima crescita.
La produzione è quasi universalmente stazionaria o in calo mentre il riscaldamento globale provoca vere e proprie invasioni di specie alloctone ( ad esempio il barracuda, ormai stabilmente presente nel Tirreno) con conseguenti anomale pressioni sulla fauna locale.
Insomma, anche senza ulteriori guai i pescatori, italiani e non, se la passavano già maluccio.
L'aumento del costo del gasolio arrivando in una situazione già non brillante, ha dato il colpo di grazia a molti piccoli imprenditori del settore, e sono nate proteste spontanee, con veri e propri scioperi del pesce, ad esempio a Livorno, dove ho scattato le foto di questo post.
I pescherecci POTREBBERO anche andare a vela , come nei secoli e millenni passati. Sarebbe l'ora che qualcuno avesse il coraggio di spiegarglielo.
You wrote:
"...Insomma si chiedeva (e si chiede) allo stato (a tutti i cittadini) non solo di rinunciare agli introiti derivanti da accise ed Iva ma anche di farsi direttamente carico di una parte del costo del carburante..."
Col dovuto rispetto: è già successo. Vi ricordate la famosa protesta degli autotrasportatori? Sapete come è finita? Facile: hanno ottenuto quello che volevano.
Qualche settimana dopo, si è scoperto che il governo (Prodi in quel frangente) aveva obbligato le Università italiane a riconsegnare parte dei propri fondi di finanziamento ordinario all'amministrazione centrale, al fine di coprire le spese derivanti dalle concessioni ai camionisti. Io lo appresi da una lettera del rettore, dai toni piuttosto alterati.
In tal maniera, dissanguiamo quello straccio di ricerca che è rimasto in Italia, ed adoperiamo i soldi per foraggiare un comparto, l'autotrasporto, che è comunque condannato a fare una dieta dimagrante assai violenta. Con risorse che invece dovremmo utilizzare per liberarci della gomma.
Scommettere sul futuro è probabilmente rischioso, ma scommettere sul passato è certamente idiota.
ops per sopra!!!
oggi ho la fissa dei video
http://www.fotokrafie.com/pages/doc.html
TSUKIJI MARKET
25/7/2008Bce: i tassi possono salire ancora"Non ci arrendiamo all'inflazione"
Mi sembra tutto condivisibile, sia il post che i commenti.
Forse però manca la cosa fondamentale: tutto questo pesce ucciso e venduto nei nostri mercati è perchè noi dobbiamo mangiare pesce 2-3 volte la settimana, perchè magari ce l'ha consigliato qualche medico chè ai nostri figli fa così bene e bla bla bla e minchiate di quesot tipo...
Smettiamola di chiederne così tanto, smettiamola di considerare il tonno come un prodotto e non come un animale, smettiamola di alimentare un mercato drogato e distorto che anche grazie alla pesca fatta col satellite ha sterminato intere specie.
Siamo noi a decidere, come sempre.
monica e la cosa tragica e' che noi europei ce la prendiamo con gli immigrati... prima distruggiamo le loro fonti di sostentamento, poi ci incazziamo con loro perche' vengono a cercare pane e lavoro da noi.... cornuti e mazziati...
CRY SEA -documentario del 2007-fantastico
In Senegal cinquecento navi europee iper-tecnologiche solcano le acque nazionali pescando gigantesche quantità di pesce per il mercato europeo; contemporaneamente quindicimila piroghe provano ogni giorno a prendere quello che rimane, e con questo a nutrire 600.000 persone. I pescatori senegalesi per la ricerca del pesce si basano sull'osservazione dei movimenti dell'acqua, sul riflesso della luna sulle scaglie e sull'uso di speciali amuleti ricevuti dalle guide spirituali dei loro villaggi. Gli esperti affermano che nel giro di dieci anni non ci sarà più pesce nelle acque del Senegal, e sarà una tragedia.
Se dalla storia si impara qualcosa, secondo me il prossimo passo saranno i pescherecci trainati a tonno, altro che vela! :P
Sono proprio le navi quelle che con le nuove tecnologie eolico solari potrebbero ovviare meglio al problema del petrolio. Le navi a vela moderne sono molto promettenti, se intanto si cominciasse da questo setttore sarebbe già un passo avanti.
@4
Questo scorcio del XXI secolo è pieno di picchi in corso e prossimi a venire, segno che l'(in)civiltà dei consumi sta declinando in modo sempre più scoppiettante.
A quando il boato finale?
Quel sito lì è pieno di cose interessanti! Tra le altre, eccovi un bel grafico del pescato. Mi sembra abbastanza chiaro.
http://www.seaaroundus.org/TrophicLevel/temp/dnc-t737hebr.png?633525453488918319
Marco
Ho trovato questa mappa che mostra come sul Mediterraneo siamo relativamente parsimoniosi (per virtu` nostra o per disgrazia dei pesci). Guardate quanto consumano verso il Mare del Nord o il Baltico, e poi giù per Cina, Giappone e Indonesia...
http://www.seaaroundus.org/ecosystemsmaps/FuelMaps.aspx
Altra cosa: qualcuno ha provato a interpolare i dati del pescato con una curva a campana? Sicuramente Meadows e compagnia l'avevano fatto. Ora corro a cercare "peak fish" su Google :^)
Ciao,
Marco Bressan
Mentre leggevo il tuo post pensavo all'eventualità che i pescherecci ritornino alla propulsione a vela e poi ho letto le ultime due righe :-).
Comunque è abbastanza realistica questa eventualità perchè non penso che si possa scaricare sulle tasche dei cittadini una richiesta/pretesa francamente esagerata.
Vaglielo a spiegare alle associazioni del settore che il petrolio sarà sempre meno disponibile e di conseguenza anche il gasolio che costerà tra l'altro sempre di più.
Farebbero bene a prendere esempio dai loro colleghi inglesi, tanto l'era della motorizzazione nautica è alla fine.
Se nuovo medioevo vuol dire il ricorso con saggezza e con un po' di tecnologia del XXI secolo alle energie rinnovabili, ben venga questa nuova era...
conoscendo gli operatori del settore pesca di Livorno, quello che gli spiega che devono tornare ad andare a vela... preferirei non essere io.
;-)
alle 11:16
Cataldo
@ Monica
Grazie per il link #8