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La crisi del libero mercato e i nuovi paradigmi economici

Pietro Cambi avatar Giovedì 31 Luglio 2008, 00:01 in Distribuzione, Finanza, Politica, Vita quotidiana di Pietro Cambi

 

altan sulla felicità
Ovviamente un mercato libero non è mai esistito e, con ogni probabilità, non esisterà mai

Molto semplicemente, le elites di ogni tempo, origine e cultura, hanno sempre cercato di liberare il mercato ALTRUI a vantaggio delle merci proprie.

Alcune volte, bisogna dirlo, con rimarchevole reciproco vantaggio.

Ad esempio i superimperialisti romani avevano creato un sistema integrato che resse, con grande successo, per circa cinque secoli, basato oltre che sulla forza delle quadratissime legioni, anche sul grande vantaggio garantito da una rete di strade, di leggi e di tasse nel complesso (rispetto a quelli che sostituiva) ben armonizzato. Non dico con questo che Roma fosse una dispensatrice esclusiva di benessere di civiltà e fratellanza cosmica, bastando citare le guerre giudaiche, quelle puniche, la campagna di Gallia... eppure, quando il potere centrale cominciò seriamente a vacillare, le popolazioni locali (ad esempio in Britannia ed in Gallia) cercarono disperatamente di rimanere sotto il controllo "romano". Insomma: quel sistema economico resse, in una economia sostanzialmente stazionaria ( con alti e bassi ovviamente) per alcuni secoli: un successo insuperato, in seguito, nel mondo occidentale.

L'attuale paradigma economico dominante, basato su una specie di sacro Graal chiamato "libero mercato " ha ormai quasi un secolo anche se la sua implementazione piu' convinta, massiccia e sfrenata ha avuto luogo negli ultimi 25-30 anni.  Come vanno le cose lo vediamo: il sistema fa acqua da tutte le parti, il libero agire degli "operatori" a quanto pare non è in grado di evitare al transatlantico l'impatto con gli iceberg e questo proprio mentre a bordo si festeggiava il superamento di nuovi records.

Benchè da decenni si discutano gli stessi postulati alla base dei modelli economici mi pare interessante che finalmente si ammetta l'evidenza ovvero che questi modelli NON FUNZIONANO. Specialmente considerando una economia di stato stazionario, ovvero dove la produzione dei beni non cresce. questo è davvero un tabu' assoluto: nonostante le mille evidenze del contrario, la crescita NON PUO' essere messa in discussione, perchè in un paradigma economico come quello attuale non è possibile mantenere l'economia senza la crescita.

Prima che qualcuno parta in quarta lo voglio dire chiaramente:no, neppure il marxismo, per quel che posso capirne io, ha una soluzione al problema costituito dalla necessità di arrestare la crescita senza distruggere l'economia e la società. La redistribuzione ( peraltro in buona parte teorica) non basta, anche perchè, dimostratamente, l'efficienza (ad esempio energetica) di un sistema marxista è ancora più bassa di quella già mediocre dei sistemi capitalistici.

Da dove ripartire, allora?

Quale può essere il punto chiave, la chiave di volta di un nuovo paradigma? Potremmo partire da UN postulato: Non è dato progresso senza sostenibilità: questa deve precedere ogni decisione, presiedere ogni accordo, da essa deve procedere ogni struttura economica, sociale, giuridica.  Scusate se è poco.

 

55
55 commenti
55
03 Ago 2008
alle 02:35

Bernardo Mattiucci

Aspetta... devi guardare il problema da un'altro punto di vista.

Non vederlo con la "volonta' di andare a far danni altrove"... ma in qualche modo la "necessita' di poter continuare a far danni!".

Cioe'... se continuiamo di questo passo... e se riusciamo a sopravvivere alla crisi dei prossimi anni... tra 50 o 100 anni la civilta' umana si ritrovera' nelle stesse identiche situazioni di oggi... con problemi energetici e di minerali tali che l'economia, l'industria e l societa' tutta ne resterebbero praticamente bloccati. In una parola sola.... si avrebbe lo stallo della civilta'...

...dovuto essenzialmente all'impossibilita' di accedere a risorse "economicamente" vantaggiose. Cioe'... se devo lavorare un mese intero per estrarre solo un quintale di ferro e rischiare la vita di decine di persone... allora non mi conviene!

Lo stesso discorso puo' essere fatto per tutto il resto.. anche l'energia... se devo avere 10.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici per accendere solo una lampadina... preferiso andare avanti al buio!

La colonizzazione dello spazio va vista come inevitabile scelta per evitare lo stallo "definitivo" della nostra civilta'

54
02 Ago 2008
alle 20:48

Antonio Na

Lo scopo dell'essere umano e' diventare artefice del proprio destino, prendendo coscienza di cosa egli è,decidendo coscientemente il destino della propria specie. Liberato dalla schiavitu' di questo sistema, vivra' felice come tutti gli altri esseri viventi, che soddisfatti i bisogni naturali, vivono in un rapporto armonico con la natura, non in modo alienato. Avete mai visto un gatto o un piccione triste, dopo aver mangiato? Io no. Persino i nostri cugini primati, anche quando sono chiusi in uno zoo, hanno un'aria piu' divertita della nostra (specie i bonobo). Comunque, l'ipotesi di fuggire su altri mondi per ricreare quello che su questa terra non e' piu' possibile fare, mi sembra una fuga dalla realta'.

Sull'idea di pianificare su basi Umane l'economia, in cui sia abolita la schiavitù, mi trovi in ogni modo d'accordo. Oggi viviamo in un sistema privo di razionalita' e senza alcun timone. hO appena finito di guardare blob, e devo dire che i politici non sono altre che dei pupazzetti animati. Se non vi fosse la tv, neanche saremmo a conoscenza di nulllita' del genere. 

53
02 Ago 2008
alle 19:59

Bernardo Mattiucci

Massi, rileggiti i miei post perche' dicono tutt'altro.

Riassumendo... io sostengo che non basta ridurre i consumi qui sulla Terra... perche' le risorse, finite (nel senso che sono x e basta), vengono continuamente e sempre piu' velocemente consumate e trasformate in sostanze inutilizzabili (compresa la CO2). E questo, a lungo andare, porterebbe alla necessita' di ridurre sempre piu' i consumi fino al totale blocco della stessa vita (parlando in termini temporali di svariati secoli).

Oltre ad una ovvia diruzione dei consumi, quindi, va imposta una politica del riciclaggio TOTALE... e vanno gettate le basi per la colonizzazione spaziale... sempre che si voglia continuare a far figli, anche pochi (...ma buoni), e pensare di non aver vissuto inutilmente la propria esistenza!

Per il resto... la colonizzazione spaziale sarebbe solo una sorta di "valvola di sfogo".. che permetterebbe, oltre che spostare il centro d'attenzione dalla superficie terrestre allo spazio, anche di trasferire in esso (sulla Luna, in orbita ecc...), una parte della produzione industriale che gioverebbe della ridotta gravita' e di energia praticamente gratis. Sfruttando poi le risorse lunare, marziane e della fascia degli asteroidi, si avrebbero minerali quasi puri praticamente gratis (come ho gia' detto... non e' propriamente vero che la vita nello spazio costa uno sproposito... ma capisco che non e' facile capirlo al volo....).

Io, in sostanza, eviterei di rifare il solito errore di pensare solo ad "oggi". Se vogliamo che l'umanita' sopravviva dobbiamo iniziare a pianificare ogni nostra mossa guardando gli eventuali effetti a medio e lungo termine.

Se 50 anni fa si fosse pianificato per bene lo sviluppo delle citta', pensando sin da subito ad un sistema di trasporti efficienti, oggi avremmo molti meno problemi da affrontare!

Nel mio paese e nella citta' di Sora, ad esempio, ci ritroviamo con 4 aree industriali mal-servite, distanti l'una dall'altra, con vingoli paesaggistici differenti che ne limitano lo sviluppo, e con una rete di strade che le collegano che hanno reso praticamente inutilizzabili i restanti terreni non ancora utilizzati.

E per le strade e' la stess cosa. 

La Cassino-Sora-Avezzano venne progettata quasi 70 anni fa per essere una superstrada a 2 corsie per ogni senso di marcia ma con la possibilita' di realizzarne altre 2 esterne. Nel corse degli anni, il non aver pensare o creduto alle previsioni di traffico, ha portato alla realizzazione di una superstrada a 2 sole corsie. Ed oggi e' una delle piu' trafficate (e molto pericolosa). C'e' la doppia striscia continua per quasi 80 dei 100 km circa... e per il raddoppio si parla di un tracciato ex-novo che prevede tutt'altro percorso (tra Sora e Avezzano) e 2 gallerie per totali quasi 20 km!!!

Ma parlando di energia, trasporti ecc... ecc....

...il non aver pensare alle conseguenze del trasporto su gomma, ha portato all'intasamento delle autostrade e ad un sistema di smistamento delle merci efficiente si'... ma condizionato, appunto, all'uso dei camion!

E per l'energia... quante volte l'Italia ha rifiutato progetti importanti solo perche' considerati poco attendibili, inutili o eccessivamente costosi? Rubbia.. ad esempio, e' stato quasi "cacciato".... e' andato in Spagna... ha realizzato li' il suo sistema e l'Italia ora cerca di mordersi il gomito... perche' ha capito che ha fatto una grande cazzata!

 

Per cui.... ok alla decrescita (in)felice, ok alla riduzione dei consumi... ma se non pianifichiamo tutto pensando REALMENTE al futuro dei nostri figli... non tanto al nostro, sara' assolutamente inutile ed una insensata perdita di tempo e di energie!

52
02 Ago 2008
alle 19:22

massi

@b.mattiucci- Praticamente tu sostieni che non bisogna modificare i nosrti stili di vita consumistici perchè basta andarsi a prendere altre risorse fuori dalla terra. Ma che si risolverebbe andando a prendere altre risorse sulla Luna per bruciarle qui sulla terra? Migliorerebbe le condizioni ambientali? Renderebbe gli uomini più felici? Anche quelli (la parte maggiore) che oggi vivono in povertà? Ce n'erano e ce ne sono tante di risorse sulla Terra ma mai sono state distribuite equamente, perchè quelle provenienti dalla Luna si? Arraffare ancora di più (con costi che sinceramente non oso immaginare) per continuare a sporcare questo pianeta ancora. Non farebbe altro che rendere la nostra esistenza più breve e sofferta.

51
02 Ago 2008
alle 13:45

Bernardo Mattiucci

complimenti anche a te per l'elevatezza culturale. Il fatto che non concordi con quello che dico non ti autorizza a parlarmi in questo modo.

Ma resta comunque il fatto che quando vi trovate nella condizione di non saper replicare adeguatamente... iniziate ad inveire contro le persone. Bravi! Molto bravi!

 

Mi convinco sempre piu' che l'estinzione del genere umano sia un evento INDISPENSABILE!

50
02 Ago 2008
alle 12:13

dido

Troppe seghe mentali Mattiucci.

Peccato che, ancora una volta, un post interessante venga monopolizzato, 25% degli interventi, e snaturato totalmente da una persona con troppo tempo libero a disposizione.

Ripeto l'invito fatto tempo addietro, se hai tempo libero in abbondanza, terra, voglia di salvare il mondo e l'umanitá, prendi una zappa e comincia a lavorare.

49
02 Ago 2008
alle 08:06

Bernardo Mattiucci

Beh... se vuoi vederla in questo modo sei libero di farlo. Ma e' un pensiero altamente riduttivo che denota solo la pochezza del tuo intelletto.
Io preferisco pensare che l'essere umano sia stato concepito per uno scopo.... che non e' certo quello di restare confinato in una pentola a pressione.

Ci e' stata data a facolta' di scegliere (spesso direi purtroppo....) e quella di ammirare lo splendore dell'universo che ci circonda dal quale.... che ci creda o meno.... siamo giunti anche noi!

Se pensi che l'uomo non debba espandersi nell'universo... allora non dovrebbe preoccuparti il rischio di estinzione della nostra razza... e posso anche pensare che non e' tua intenzione metter su famiglia in quanto non servirebbe a niente e sarebbe solo un modo per acquistare e far vendere altri gadget....

...vabbe'.... ci rido sopra!

48
02 Ago 2008
alle 01:19

Antonio Na

Che curioso l'essere umano: pur di continuare a vendere i suoi gadget prodotti dai miti operai leghisti, sarebbe pronto anche ad espolarare il cosmo. L'importante è che il giocattolo non si inceppi...

47
01 Ago 2008
alle 19:52

Bernardo Mattiucci

Ah.... dimenticavo...

Il SETI non ha fallito. Semplicemente non ha trovato cio' che cerca.

Tu prova a interpretare, basandosi sul modo di parlare degli esseri umani, cio' che dicono i grilli o le cicale o le formiche!

Pensi di riuscirci?

46
01 Ago 2008
alle 19:50

Bernardo Mattiucci

Tulkas, anche se andiamo fuori tema ti rispondo ugualmente.

Una civilta' evoluta, capace di viaggi interplanetari, ha sicuramente raggiunto un livello evolutivo elevato che le permette, sempre che sia di "buone intenzioni", di restarsene in disparte... a guardare, onde evitare di interferire in qualche modo, positivamente o negativamente, con una civilta' appena nata.

Il fatto che la nostra civilta' sia arrivata per l'ennesima volta ad un punto di non ritorno, non significa che ovunque nell'universo e' cosi'!

Se 50 anni fa... invece di stoppare il programma spaziale lo avessimo spinto all'esasperazione considerando non il costo in se... ma solo i benefici che ne sono derivati (e sono milioni...), oggi quasi certamente non ci ritroveremmo in quste condizioni.

E non sono io il solo a dirlo!

 

Ma resto comunque convinto che fare questi discorsi "piangendo sul latte versato" non e' costruttivo... e, anzi, aiuta a perdere la lucidita'.

Ora dovremmo unire le nostre capacita psichiche per trovare una soluzione e sforzarci di realizzarla. Solo cosi' potremo guardare in faccia i bambini, nostri o di chiunque altro, senza vergognarci dello stato in cui stiamo lasciando loro questo mondo.

Dovremmo immedesimarci in loro e chiederci "come considereremmo i nostri genitori nelle loro condizioni?"?

Proviamo  dare una risposta a questo quesito e troveremo la forza per combattere e andare avanti... pretedendo la sopravvivenza della nostra specie... e non solo desiderandola!

45
01 Ago 2008
alle 17:01

Tulkas

Perchè SETI ha fallito ?

Gli ET sono certamente esistiti, esistono ne sono convinto, perchè è molto probabile che sia così.

E allora perchè non ci contattano ?

Una risposta semplice, ovvia (da rasoio di Occcam): Perchè le civiltà non restano tecnologiche abbastanza a lungo! E non me lo sono inventato io ...

PS: siete ottimisti sul numero di persone che si possono sostenere, io propenderei per un più realistico 500 milioni. Sono convinto che non sarà una morìa volontaria.

44
01 Ago 2008
alle 11:50

Bernardo Mattiucci

OT: Solar Storage

43
01 Ago 2008
alle 10:41

marino merrotti

@40 e 41

 Infatti intendevo che c'è troppo poco tempo a disposizione e siamo troppo indietro evoluzionisticamente parlando ed eticamente...

Poi non facciamola troppo semplice....

Non lo è!

42
01 Ago 2008
alle 10:28

Paolo B.

@41

Sicuramente una società post-moderna dovrebbe funzionare nel contesto di una economia a stato stazionario, altrimenti la nostra civiltà non sarebbe assolutamente in grado di ripartire dal collasso della (in)civiltà dei consumi.

Il che non è affatto sicuro che avvenga in pochi decenni poichè, come sembrerebbe oggi da alcuni segnali evidenti, le elite dominanti(i grandi gruppi finanziari internazionali, le massonerie, ecc) starebbero pianificando una società in cui esse rimarrebbero tali e le masse lasciate al loro destino di dura sopravvivenza e di sicuro forte decremento demografico.

E' ipotizzabile che si stiano muovendo in direzione di un nuovo medioevo che ruoterebbe intorno ad un centro di governo totalitario mondiale.

Un feudalesimo post-moderno globale. Ovviamente i consumi generali sarebbero ai minimi termini ed in qualche modo(il peggiore) la crisi delle risorse sarebbe risolta.

Forse fantastico troppo? Se ci ragionate su trovereste che non è proprio così.

Spero comunque di sbagliarmi e confido in una società futura migliore di questa. Ma le premesse di oggi non mi inducono ad essere ottimista per il futuro di mia figlia... 

41
01 Ago 2008
alle 09:33

Bernardo Mattiucci

Le precisazioni di Paolo B. sono giuste. E vorrei far notare che una parte consistente dei prodotti ortofrutticoli che consumiamo ogni giorno viene prodotto in serra anche qui sulla Terra. Test scientifici realizzati sia dalla NASA che da altri gruppi privati, ha dimostrato possibile la coltivazioni di ortaggi direttamente nella regolite lunare (assimilabile alla farina di basalto terrestre).

Ad ogni modo.... credo che come sempre, la scelta giusta e' una via di mezzo. Puntare apertamente sulla colonizzazione lunare per calmierare le ideologie e le voglie di supremazia su un pianeta in crisi di astinenza. E ridurre i consumi procapite investendo tempo e risorse sulla RI-EDUCAZIONE delle masse.

Credo che i discorsi fatti dai due gruppi in questa serie di post... quelli sulle risorse, i consumi e le possibili alternative a questo pianeta.... e quelli sul capitalismo/comunismo/socialismo ecc.... andrebbero fusi insieme.... cercando di ottenere un mix che possa diventare un punto di partenza per creare quel nuovo paradigma che stiamo cercando di individuare.

Dai discorsi fatti mi sembra di capire, cosi' a prima vista, che il comunismo e il capitalismo vanno a braccetto. Tolto uno si toglie l'altro... Ma con cosa andrebbe sostituito? 

Ipoteticamente.... come dovrebbe "funzionare" una societa'  post-moderna?

40
01 Ago 2008
alle 08:43

Paolo B.

@39

Le serre alimentari ti fanno venire qualche idea? Le reazioni chimiche per generare acqua te ne fanno venire qualche altra?

Comunque, precisazioni sopra a parte, la realizzazione di una base lunare in questo particolare contesto storico mi sembra utopistica. E per la gravità molto ridotta sarebbe fuori luogo anche parlare di abitabilità a tempo indeterminato da parte dell'uomo.

La "salvezza" oggi è da cercare sulla nostra arca Terra...

39
31 Lug 2008
alle 20:57

Marino Merrrotti

A Bernà, che ci mangiamo sulla luna, li sassi? E che ce bevemo? Lu pis..o?

38
31 Lug 2008
alle 19:46

Antonio Na

A proposito dell'efficienza del socialismo, consiglio questo articolo:

http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/03/controllo_consumi.htm

Eccone una parte:

Nel modo di produzione capitalistico ogni produttore cerca di differenziarsi dagli altri produttori costruendosi una sua nicchia di mercato, cioè attirando nuovi consumatori con la promessa di soddisfare nuovi bisogni, cosa che potrà avvenire solo con nuove merci. Dato che il suo scopo non è la soddisfazione di bisogni umani ma la realizzazione del profitto, la merce deve ad ogni costo attirare l'attenzione, creare un bisogno per poi soddisfarlo con un valore d'uso, non importa quanto derivante da pura fantasia. In una società in cui la produzione socializzata sia libera da una tale remora, ogni attività umana sarà indirizzata alla ricerca del soddisfacimento di bisogni umani, i quali cambieranno per il semplice fatto che verrà invertito, in un primo tempo, il ciclo D ® D1 in M ® M1, dove M1 non sarà più espressione di valore ma di cambiamento qualitativo, come avviene ora all'interno della produzione prima che la merce diventi tale sul mercato.

37
31 Lug 2008
alle 19:41

Antonio na

Parto in quarta, perche' quello che affermi è frutto di un clamoroso quanto diffuso equivoco: si continua ad identificare il socialismo con l'URSS. Ma tale asserzione è assolutamente infondata. Quando Lenin e Trotsky guidarano la Rivoluzione Russa, erano pienamente consapevoli che quello era solo un punto di partenza (rileggete la Storia della Rivoluzione Russa, scritta dallo stesso Trotsky). Essi speravano che i lavoratori dei paesi sviluppati seguissero l'esempio di quelli russi, per  porre fine al massacro della prima Guerra Mondiale e capovolgere la struttura economica capitalista. Ma i lavoratori dei paesi allora piu' progrediti, complici i vari sedicenti partiti "socialisti", furono vittima della propaganda nazionalista e quel tentativo, fatto pochi decenni fa, falli' (cerchiamo di guardare la storia a grandi periodo, non a mesi o anni). La Russia era un paese semifeudale, aveva bisogno di creare un'economia moderna. La storia non procede per salti: fu cosi' inevitabile dar vita ad un capitalismo di stato, in cui agli amministratori delegati erano sostituiti da funzionari statali. Gli oppositori furono trucidati, il socialismo scientifico divenne una bandiera, come puo' essere quello nella Cina di oggi (è forse un paese comunista?). I lavoratori russi erano sfruttati in maniera simile a quelli cinesi (avete mai sentito parlare di stakanovismo?). Ovviamente un capitalismo di stato non puo' funzionare bene come un capitalismo privato. Mentre l'imprenditore ha tutto l'interesse a far aumentare il vortice che fa circolare merci e denaro, allo scopo di creare profitti, un funzionario del PCUS non aveva alcuno stimolo a far andare la macchina a pieno regime. E quindi il blocco sovietico, per fortuna dei suoi abitanti, collassò.

Pochi si sono resi conto di cio': tra essi gli esponenti della Sinistra Comunista, che continuano ancora oggi il loro lavoro, in continuita' ideale con il partito Comunista storico, nonostante i tempi difficili, vista la totale vittoria delle ideologie liberiste e neofasciste. Premetto che ho scoperto da poco il loro lavoro, grazie all'amicizia di una persona di cultura eccezionale, che mi ha spalancato delle porte che mi erano state per ignoranza chiuse. E piu' approfondisco tale impostazione, piu' mi sembra convincente. E coerente con il materialismo storico, che i lettori di questo blog, come di Petrolio e di Aspo, sanno applicare alla perfezione. Invito pertanto coloro che hanno voglia di fuggire da tutti i luoghi comuni di cui si lavano la bocca i vari politicanti (ad iniziare da Luxuria e compagnia bella), di dare un'occhiata al vasto lavoro portato avanti dagli amici della rivista n+1:

www.quinterna.org

Concludo con questa frase, che riporto dal sito menzionato:

Marx chiama comunismo l'intero processo materiale del divenire. Il comunismo, dunque, è una realtà che produce effetti già nel presente e non un modello fantastico da realizzare, chissà quando. Non è un'utopia, o una filosofia, tra le altre: è il movimento materiale verso una superiore organizzazione sociale.

I comunisti non sono coloro che "vogliono" il comunismo, ma coloro che lo vedono già all'opera nel processo incessante che rende obsoleta la forma economico-sociale in cui stiamo vivendo, e agiscono di conseguenza.

I comunisti aderiscono a qualcosa che esiste realmente, non a una dottrina filosofica, a una delle tante "interpretazioni" del mondo.
p.s. Pietro, il nostro collega Bordiga sono certo che se fosse in vita sarebbe qui a discutere di questi temi. Lo faccio indegnamente io, sperando che valga quella massima per cui, anche se siamo dei nani, possiamo guardare lontano, essendo sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto.

 

36
31 Lug 2008
alle 19:36

Antonio na

Parto in quarta, perche' quello che affermi è frutto di un clamoroso quanto diffuso equivoco: si continua ad identificare il socialismo con l'URSS. Ma tale asserzione è assolutamente infondata. Quando Lenin e Trozsky guidarano la Rivoluzione Russa, erano pienamente consapevoli che quello era solo un punto di partenza (rileggete la Storia della Rivoluzione Russa, scritta dallo stesso Trotzky). Essi speravano che i lavoratori dei paesi sviluppati seguissero l'esempio di quelli russi, per poter porre fine al massacro della prima Guerra Mondiale e capovolgere la struttura economica capitalista. Ma i lavoratori dei paesi allora piu' progrediti, complici i vari sedicenti partiti "socialisti" furono vittima della propaganda nazionalista e quel tentativo, fatto pochi decenni fa, falli' (cerchiamo di guardare la storia a grandi periodo, non a mesi o anni). La Russia era un paese semifeudale, aveva bisogno di creare un'economia moderna: la storia non procede per salti: fu cosi' inevitabile dar vita ad un capitalismo di stato, in cui agli amministratori delegati erano sostituiti funzionari statali. Gli oppositori furono trucidati, il socialismo scientifico divenne una bandiera, come puo' essere quello nella Cina di oggi (è forse un paese comunista?). I lavoratori russi erano sfruttati in maniera simile a quelli cinesi (avete mai sentito parlare di stacanovismo?). Ovviamente un capitalismo di stato non puo' funzionare bene come un capitalismo privato. Mentre l'imprenditore ha tutto l'interesse a far aumentare il vortice che fa circolare merci e denaro, allo scopo di creare profitti, un funzionario del PCUS non aveva alcuno stimolo a far andare la macchina a pieno regime. E quindi il blocco sovietico, per fortuna dei suoi abitanti, collassò.

Pochi si sono resi conto di cio': tra essi gli esponenti della Sinistra Comunista, che continuano ancora oggi il loro lavoro, in continuita' ideale con il partito Comunista storico, nonostante i tempi difficili, vista la totale vittoria delle ideologie liberiste e neofasciste. Premetto che ho scoperto da poco il loro lavoro, grazie all'amicizia di una persona di cultura eccezionale, che mi ha spalancato delle porte che mi erano state per ignoranza chiuse. E piu' approfondisco tale impostazione, piu' mi sembra convincente. E coerente con il materialismo storico, che i lettori di questo blog, come di Petrolio e di Aspo, sanno applicare alla perfezione. Invito pertanto coloro che hanno voglia di fuggire da tutti i luoghi comuni di cui si lavano la bocca i vari politicanti (ad iniziare da Luxuria e compagnia bella), di dare un'occhiata al vasto lavoro portato avanti dagli amici della rivista n+1:

www.quinterna.org

Concludo con questa frase, che riporto dal sito menzionato:

Marx chiama comunismo l'intero processo materiale del divenire. Il comunismo, dunque, è una realtà che produce effetti già nel presente e non un modello fantastico da realizzare, chissà quando. Non è un'utopia, o una filosofia, tra le altre: è il movimento materiale verso una superiore organizzazione sociale.

I comunisti non sono coloro che "vogliono" il comunismo, ma coloro che lo vedono già all'opera nel processo incessante che rende obsoleta la forma economico-sociale in cui stiamo vivendo, e agiscono di conseguenza.

I comunisti aderiscono a qualcosa che esiste realmente, non a una dottrina filosofica, a una delle tante "interpretazioni" del mondo.
p.s. Pietro, il nostro collega Bordiga sono certo che se fosse in vita sarebbe qui a discutere di questi temi. Lo faccio indegnamente io, sperando che valga quella massima per cui, anche se siamo dei nani, possiamo guardare lontano, essendo sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto.

 

35
31 Lug 2008
alle 18:34

Bernardo Mattiucci

#34

Considera che e' un luogo comune considerare "inutilmente dispendiosa" una base lunare... perche' e' vero che per costruire la prima "fase" devi utilizzare risorse ed energia terrestri, ma e' pur vero che dalla seconda fase in poi la Luna garantirebbe risorse in quantita' per noi quasi illimitate....
La base utilizzarebbe solo l'energia solare, prodotta localmente 24 ore su 24, con pannelli fotovoltaici prodotti con materiali lunari.

Inoltre le risorse presenti sulla Luna permetterebbero un piu' facile sviluppo dell'energia da fusione nucleare (la si potrebbe sviluppare interamente sulla Luna, con minori problemi sia tecnici che progettuali).

Insomma... ci sarebbe solo da guadagarci!

 

A livello etico e filosofico invece, la colonizzazione dello spazio aprirebbe una frontiera che favorirebbe lo sviluppo culturare e scientifico/tecnologico del genere umano, garantendo un luogo "indolore" (per noi umani) nel quale sfogare le proprie voglie di potere. Cioe'...tra il 1960 e il 1980/90 non ci sono stati grossi conflitti (a parte il Vietnam) proprio perche' la stragrande maggioranza dei fondi veniva investito nel settore aerospaziale. Quando l'interesse verso lo spazio e' venuto meno, l'istinto umano e' stato sfogato con nuove e sanguinose guerre!

Il discorse e' semplificato.... ma comunque immagino che se gli USA colonizzassero con una propria base la Luna, nel giro di qualche anno anche la RUSSIA, la CINA, l'EUROPA e via via tutti gli altri che ne avrebbero le possibilita', vorrebbero il loro pezzetto di Luna da sfruttare. E molti degli attriti si estinguerebbero.

E forse qualcuno potrebbe anche sopravvivere!

34
31 Lug 2008
alle 17:23

M.Persico

Ste questo discorso non e' a mio avviso valido. E' vero l'uomo consuma, ma cosa? Petrolio, metalli, nessuna cosa realmente utile per il resto delle forme di vita. Quindi  ''ha depredato, sfruttato, ribaltato, inquinato a più non posso.'' si riduce ad '' ha inquinato.''

Tenendo conto che facciamo comunque ancora parte del regno animale e siamo soggetti (anche se in maniera diversa) alle leggi di natura, il risultato e' che la nostra estinzione e' giusta. L'uomo ha modificato il proprio ecosistema (tutt'altro che un posto facile dove vivere), attraverso via via metodi piu' complessi. Questi metodi si sono scontrati contro difficolta' dimensionali in piu' di un occasione, e l'uomo ha sempre risposto modificando il proprio ecosistema in un altra maniera. E' quindi normale che la soluzione in linea con il comportamento normale sia quella di progredire tecnologicamente per proseguire in quello che chiamate spreco. (ma il petrolio hai leoni a cosa serve?????) Per questo i post di Bernardo non sono cosi' assurdi. Anche se penso che la colonizzazione spaziale sia una possibilita' remota, e forse inutile (qual'e' il disavanzo energetico/commerciale di una base lunare?), potrebbe rappresentare un evoluzione possibile.

Infine i ritmi biologici del pianeta ci cancellerebbero comunque nel giro al massimo di 100.000, come e' successo al homo-sapiens. La natura e' madre crudele ed indifferente.

33
31 Lug 2008
alle 16:52

Bernardo Mattiucci

Ste, concordo anche io con quanto hai scritto... la penso esattamente come te.... ma il problema non e' capire chi siamo... cosa saremmo dovuti essere.... il problema al quale bisogna trovare una soluzione, subito e non tra 100 anni, e' come uscire da questo vicolo cieco.

Se vogliamo le alternative sono 3....
1) l'inquilino e' disposto a SUICIDARSI per espiare le proprie colpe....
2) l'inquilino e' disposto a diventare ANORESSICO onde evitare di pesare ulteriormente su questo pianeta...
3) l'inquilino e' disposto ad andare "fuori" a cercarsi quelle risorse che sulla Terra non ci sono piu'!

 

Per cui ti chiedo....: se ti chiudi in una stanza con delle provviste... quanto tempo riusciresti a resistere? Occhio perche' le risorse non sono infinite... Anche il sole non e' un'energia al 100% rinnovabile perche' si sa bene che la Terra periodicamente si raffredda fino a gelare per buona parte... e nel prossimo futuro questa possibilita' deve essere presa in considerazione... specialmente pensando a quanti danni vengono provocati giornalmente dai cambiamenti climatici (naturali o artificiali che siano).

 

Termico qui ribadendo un concetto che avevo sottinteso: e' logico che va COMUNQUE modificato il nostro modo di pensare... ma limitarsi a fare questo senza pensare a dove bisogna andare a cercare nuove risorse per sostenerci... mi sembra un tantino azzardato!

32
31 Lug 2008
alle 16:43

ste

guarda, io la penso così:

l'uomo è un inquilino del pianeta. finora è stato un pessimo inquilino. ha depredato, sfruttato, ribaltato, inquinato a più non posso.

con questa mentalità da parassita, non si andrebbe lontano manco se colonizzassimo l'intero sistema solare.

quello di cui l'uomo ha bisogno, è la mentalità dell'inquilino rispettoso ed educato.

se avessimo imparato a vivere in armonia con i ritmi biologici del pianeta, probabilmente non saremmo in questa situazione scomoda...

31
31 Lug 2008
alle 16:40

Bernardo Mattiucci

Carlo, come ha gia' detto Paolo B., il problema non e' da "considerare" solo per la nostra generazione... ma anche e soprattutto per quelle future.

La sostenibilita' degli 1.5 miliardi di individui e' data dalla quantita' di terra emersa realmente coltivabile in condizioni di clima FAVOREVOLE e con uno stile di vita STANDARD tipico degli anni 60... ovvero con la quasi totalita' degli individui AUTOSUFFICIENTI dal punto di vista ALIMENTARE.

Ad oggi questo livello sarebbe impossibile raggiungerlo per i motivi citati ormai milioni di volte...

ovvero...

1) clima impazzito

2) desertificazione (come per la Cina, l'Australia, parte dell'Africa, parte degli USA, e l'Europa)

3) siccita' cronica (oltre ai problemi di clima, molti sono gli stati che usano ormai esclusivamente l'acqua geologica, quella cioe' presente ad oltre 600 metri di profondita' come nel caso della Libia)

4) flora selvatica

 

Il 4° punto non e' da da sottovalutare....
Con l'avvento degli antiparassitari, dei fertilizzanti e concimi vari, non solo abbiamo aumentato esponenzialmente la produttivita' alimentare, ma abbiamo innescato anche un'evoluzione "forzata" delle piante e delle erbacce che, ad oggi, riusciamo a controllare sempre con disserbanti sempre piu' potenti, tossici e costosi!
Se smettessimo di utilizzare in agricoltura tutti i derivati del petrolio che giornalmente vengono utilizzati, ci ritroveremmo a combattere con pianete, erbacce, insetti e microorganismi che avrebbero vita facile.. troppo facile....

Proprio nei giorni scorsi e' stato fatto un post riguardante una pianta indigena per le nostre zone che sta dilagando creando non pochi problemi.

Ecco... moltiplicate quei problemi per tutte le piate conosciute che attualmente vengono tenute sotto controllo con i disserbanti!

Paura della giungla?

30
31 Lug 2008
alle 16:29

Paolo B.

OT

Qualcuno si è accorto che il prezzo del petrolio cerca di rialzare la testa? 126,42 $/b

29
31 Lug 2008
alle 16:25

Bernardo Mattiucci

ste, forse non te ne sei accorto.... ma io non sto scherzando.
Capisco che dicendoti questo inizierai a preoccuparti seriamente per la mia stabilita' mentale.... ti ringrazio... ma preferirei che sprecassi le tue energie cercando di renderti conto che per raggiungere un livello demografico costante e utile al fine di tenere sotto controllo lo sfruttamento delle risorse, comunque limitate, presenti sul pianeta, come minimo ci vorranno altri 2 o 3 secoli.
Va rifondato tutto... dalla A alla Z.

E per tutto intendo sia il modo di pensare che lo stile di vita, il perche' esistiamo, il cosa siamo e cosa ci stiamo a fare su questo pianeta. E dei 7 miliardi di individui che siamo attualmente ne dovra' restare meno di 1, cosi' che, avendo x figli a testa, potranno NON superare il limite teorico degli 1.5 miliardi di individui totali.

A livello teorico sarebbe il massimo che una societa' ben organizzata possa permettersi.... ma e' utopistico anche solo pensarci.

La gente, le famiglie che hanno appena messo al mondo il loro primo bebe', i governi, gli industriali e quant'altro, pretenderanno con la forza che siano altri, sempre e solo altri a rinunciare.

Tu, anche se non so se ne hai, sacrificheresti i tuoi figli?

Se nel tuo quartiere il prescelto fosse un'altro e non tuo figlio?

Parlare e' facile... lo sappiamo tutti quanti.... E' agire che inizia a diventare un tantinello difficile!

 

Se solo riusciste a capire che basterebbe l'equivalente di 12 mesi di guerra in IRAQ per finanziare la costruzione di una coloniza abitata sulla Luna... utilizzando le STESSE risorse consumate dall'esercito USA in quel periodo... beh... forse la pensereste in maniera diversa!

Forse!

Spero!

28
31 Lug 2008
alle 16:25

Paolo B.

@27

Qui si parla di sostenimento a tempo indeterminato della specie umana, quindi valido solo nel caso vivessimo tutti come i nativi americani del Nordamerica, cacciatori-raccoglitori ed occasionalmente agricoltori o, appunto, se fossimo circa 2 miliardi di individui nel contesto di una economia a stato stazionario.

Infatti erano pochi individui(i pellirosse) in rapporto allo sterminato territorio.

4,5 miliardi di Europei con l'odierno stile di vita o 1,5 miliardi di persone viventi all'americana, prima o poi avrebbero gli stessi problemi di finitezza delle risorse.

Tanto per precisare e non fare confusione sul tipo di sostenibilità del pianeta...

27
31 Lug 2008
alle 15:45

Carlo

@ 20. Bernardo.

E' vero che siamo quasi 7 miliardi, ma il numero di persone che la terra può sostenere dipende dagli stili di vita.

Se non ricordo male, la terra è in grado di sotenerci tutti se viviamo come gli indiani, oppure può sostenere 4,5 milardi di europei oppure solo 1,5 miliardi di persone che vivono "all'americana".

... era solo una precisazione. d'accordo sul resto. :-) 

 

26
31 Lug 2008
alle 15:43

Paolo B.

Nessuna dittatura mondiale, semmai ci sarà, riuscirebbe a gestire una qualche decrescita (in)felice, nel senso che decresceremo non per volontà umana.

Ma davvero qualcuno di voi crede alla decrescita felice? Chi convincerà ciascuno dei 7 miliardi di individui sul pianeta a ridurre i consumi consapevolmente, in particolare quelli ipernutriti, in sovrappeso e spesso obesi e pieni di robaccia superflua di quelle parti già ricche ed emergenti del globo?

E poi si sa che la capacità di carico della Terra, su un'economia di tipo sostenibile o a stato stazionario, è non più di 1,5/2 miliardi di persone.

L'umanità va filata come un treno verso il muro dei limiti dello sviluppo(secondo questo folle paradigma economico) e non si vede alcun segnale di rallentamento della corsa, anzi è in accelerazione, nè del resto le elite dominanti mostrano alcuna volontà di farlo, tanto non sono a bordo del treno...

 

 

25
31 Lug 2008
alle 15:34

lucaspazio

Bernardo tutti i torti non li ha, ma bisogna cambiare radicalmente il modo di concepire la societá, col modello attuale

1) Non riusciremo mai a partire dalla Terra prima di averne consumato tutte le risorse per fare quattrini

2) Ci ritrovermmo, nel qual caso ad un comportamento alla "Alieni di Independence day"

Il problema é trovare uno stato sociale che permetta, anzi, meglio, che obblighi all'evoluzione della specie, al bene dell'umanitá, accompagnato dal bene del singolo cittadino, accompagnato al rispetto (protezione) di tutto ció che ci circonda...

Bella sfida no? In soldoni é fondere un comunista, un liberista ed un buddhista insieme! ;)

 

24
31 Lug 2008
alle 15:26

ste

se l'ha fatto lui, perchè non potremmo farlo noi?

http://www.youtube.com/watch?v=hq_U15xKPz0

23
31 Lug 2008
alle 15:23

Hydraulics

Concordo sulle idee di fondo del post, ma mi sembra che l'esempio dell'impero romano sia uno dei più infelici per almeno due motivi.

Per prima cosa, l'economia non era per nulla stazionaria: le casse dello stato erano continuamente rimpinguate dalle conquiste, e non è un caso che il declino sia iniziato proprio quando i confini erano diventati troppo estesi per permettere altre campagne militari e un controllo del territorio. La continua svalutazione della moneta imperiale può essere vista come un meccanismo per traslare nel futuro i pagamenti tramite inflazione: ci sono notevoli analogie con l'attuale situazione mondiale.

Per quanto riguarda le popolazioni, esistono testimonianze che mostrano come in molti casi siano arrivate ad acclamare i barbari pur di togliersi dalle spalle il peso che ormai esercitava un impero in dissoluzione: in Macedonia ad esempio, e anche in Gallia. Non sempre e ovunque quindi, ma nemmeno in casi troppo isolati.

Un certo Tainter ha scritto un libretto piuttosto illuminante a riguardo.

22
31 Lug 2008
alle 15:23

Luigi Lucato

#19
"evoluzione"
non vuol dire per forza crescita incontrollata
ma può essere anche una decrescita mirata a un riequilibrio con le risorse Naturali a disposizione
e con un miglioramento anche dei valori Morali della vita

oggi si sprecano quantita enormi di risorse per correre
dietro al nulla creto dai vari PUBBLICITARI.

Ovvio che l'assestamento sarà duro siamo in tanti
ma non vedo la soluzione nella fuga su un altro pianeta per pochi eletti.

perchè il costo energetico sara enorme.

21
31 Lug 2008
alle 15:16

SergioScalet

il Fatto è che la Terra non ci sostiene più. Si scrollerà di dosso l'umanità. Rimarranno solo Podmork e qualche superstite.

20
31 Lug 2008
alle 15:06

Bernardo Mattiucci

#17

mi sa che non avete ben chiara la situazione reale allora.

Sul pianeta Terra ci sono 7 miliardi di persone.

Il pianeta Terra, in condizioni di normale stabilita' socio/climatico/mineraria, puo' sopportare solo 1.5 miliardi di persone. 

Ora la situazione socio/climatico/mineraria non e' affatto stabile, ma in rapida evoluzione in quanto...
1) la societa' aumenta continuamente i propri consumi in quanto
 1a) le persone totali aumentano
 1b) i consumi procapite aumentano
2) il clima si sta tropicalizzando in zone del pianeta prima "temperate" e i danni da alluvioni e siccita' alterne sono sempre piu' evidenti
3) l'accesso alle risorse minerarie e' sempre piu' critico e costoso. L'aumento di costo non e' solo "speculativo", ma anche dovuto al costo dei macchinari, delle persone, della necessita' di raffinare sempre di piu' il minerale stesso, l'aumento dell'energia ecc.... ecc.... ecc....

Di questo passo, quindi, l'umanita' non potra' ristabilirse in tempi brevi... per dovra' trovare il modo di smaltire circa 5 miliardi di "cadaveri" inevitabili. Ma questa decrescita non potra' essere attuata in modo "indolore", perche' ci sono i 5/7 della popolazione del mondo che PRETENDONO di accedere alle comodita' "tipiche" alle quali i restanti 2/7 dell'umanita' si sono abituati negli ultimi 100 anni. A queste persone cosa gli si deve dire? Qualcosa che suoni come "scusate... dovete tornare all'eta' della pietra perche' noi abbiamo gia' esaurito tutte le risorse?"
E' come se in una fila alla mensa della Caritas i primi 10 mangiano tutto il cibo preparato per le 1000 persone in fila. E agli altri cosa gli racconti? Tornate domani? Non e' semplice!

Anche perche'... la riduzione della popolazione e dei consumi andrebbe perpetrata con la forza, quindi in modo dittatoriale, sia per quelle persone che ne sono consapevoli, sia per quelle che se ne fregano altamente.

Quanti di voi hanno compreso negli ultimi 2 anni la necessita' di una decrescita felice? E quanti hanno messo al mondo un bambino e/o hanno pensato di farlo nel prossimo futuro?

 

Invece provate a pensare ad una decrescita felice, ma con la speranza che un giorno il nipote o il pronipote DI QUELL'UNICO BAMBINO AUTORIZZATO A VIVERE nel vostro quartiere  possa desiderare a mettere al mondo tutti i figli che vuole... non e' meglio? Non vi sembra piu' sensato?

In Cina... dove la dittatura si sa e' di casa... nonostante la politica di un solo figlio per famiglia.... la popolazione e' aumentata negli ultimi secoli fino ad arrivare ad 1.4 miliardi di persone. Moltiplicate il tutto per l'intera popolazione mondiale... che deve diminuire, nel giro di 10 o 15 anni, dagli attuali 7 miliardi ad appena 1.5.... non e' mica uno scherzo!

 

19
31 Lug 2008
alle 14:49

Bernardo Mattiucci

che palle.

Ma e' mai possibile che voi il termine "evoluzione" non lo riuscite proprio a capire?

L'unico modo che un'essere vivente dotato di opportuna intelligenza ha per raggiungere uno scopo e' quello di evolversi per passi fino a soddisfare le proprie necessita'.... sviluppando metodologie e tecnologie atte a raggiungere lo scopo.
Perche' se si parla di mercato o di energia rinnovabile o di qualsiasi altra cosa sulla Terra questo ragionamento e' "normale"  mentre se si parla di colonizzare la Luna per accedere ad una energia praticamente infinita e GRATIS non lo e' piu'?
Ditemelo voi.... perche' io il vostro modo di ragionare proprio non lo capisco. Certo... non ci basteranno un paio di generazioni per arrivare ad ottenere risultati concreti.... gli ordini di grandezza in gioco sono elevati.... ma se l'Umanita' non vuole ritrovarsi nelle stesse identiche condizioni di oggi tra non piu' di 50/100 anni, dovra' scegliere, OGGI, cosa fare nel prossimo futuro!

Se mentre state guidando la macchina decidete di svoltare a destra o a sinistra al prossimi incrocio... prima di arrivare all'incrocio iniziate a frenare... e scalare di marcia... a mettere la freccia e controllare se c'e' qualcuno sull'altra corsia o meno!

Per l'umanita' il ragionamento e' identico. E infatti oggi ci ritroviamo in questa situazione critica proprio perche' siamo arrivati in fondo al vicolo... superando i vari incroci che c'erano, con una velocita residua ancora troppo elevata. E non possiamo piu' indietreggiare.

Al prossimo bivio l'Umanita' fara' bene a trovarsi pronta per la grande svolta... altrimenti' si auto-codannera' a vivere di stenti e a dover ridurre sempre piu' il proprio numero, senza possibilita' alcuna di poter pensare al futuro!

 

18
31 Lug 2008
alle 14:19

ciasky

E perchè Ruffolo, che ha scritto cose così innovative e radicali, si è iscritto al PD italiano..??

 

17
31 Lug 2008
alle 14:10

ciasky

Beh, che l'impero romano abbia retto grazie al lavoro degli schiavi è vero. Ma voi oggi come considerate uno che ha una rata del mutuo a 800 euro e ne guadagna precariamente 1100..??..Ci siamo raffinati e usiamo tecniche più sofisticate, ma il sistema è molto simile.

Non sono affatto d'accordo poi che dobbiamo iniziare a sfruttare risorse di altri pianeti perchè la terra è alla frutta. Questa è una teoria che ci porterà comunque a guerre (chi andrà per primo sul pianeta Y a scavare..??) e ad un'estinzione dolorosa quanto inevitabile. Oggi la strada più vicina e attuabile è la decrescita, abbassando i consumi in maniera veloce e indolore, almeno dal punto di vista individuale. In attesa che qualche governo, e qualche politico che forse deve ancora nascere, si decida a governare questo ridimensionamento radicale dei consumi e della società dei debiti fondata su soldi virtuali che fanno danni concreti. Sempre che nel frattempo i popoli del sud ("sottosviluppati") non ci abbiano sterminato e a ragione.

Provate a decrescere, è sano e fa star meglio. Tutti.

16
31 Lug 2008
alle 14:10

Corrado

Questo post è una parafrasi del bellissimo recente libro di Giorgio Ruffolo, Il capitalismo ha i secoli contati, che consiglio proprio a tutti.

ah, incidentalmente Ruffolo è un moderato riformista di formazione socialista, isvritto al PD, eppure propone soluzioni molto più radicali di quelle della fumosa decrescita "anni '60" alla Latouche... 

15
31 Lug 2008
alle 13:31

ste

@14

oserei dire elementare

anzi, da asilo...

14
31 Lug 2008
alle 13:22

paolo p.

...appunto...il ragionamento che fai è estremamente semplice...

13
31 Lug 2008
alle 13:22

Luigi Lucato

#12

le risorse RINNOVABILI sono X e noi dobbiamo

consumare al massimo X .

Le risorse nello spazio non sono facilmente accessibili, e quindi non infinite. 

Esiste un solo pianeta Terra 

cerchiamo di evitarne la distruzione. 

 

 

12
31 Lug 2008
alle 13:06

Bernardo Mattiucci

Beh... Paolo P., il ragionamento che faccio e' estremamente semplice: Sul pianeta Terra ci sono X miliardi di tonnellate di risorse. Noi siamo Y e ne consumiamo Z a testa. Finite quelle risorse ci tocchera' decidere se eliminarci a vicenda o se andare da qualche altra parte dove poter trovare altre X1, X2 ecc.. ecc... risorse.

Nello spazio la quantita' di risorse che una civilta' puo' utilizzare per la propria evoluzione/espansione e' praticamente infinito e dipende, guarda caso, proprio dal livello di evoluzione raggiunto.

Piu' ci si evolve, piu' risorse si possono sfruttare per mantenerne il livello ed anzi aumentarlo.

Noi, in questa fase, non abbiamo ancora capito che rischiamo seriamente l'involuzione. E per la nostra "delicata" civilta' questo e' un rischio troppo elevato che non possiamo correre!

11
31 Lug 2008
alle 11:50

paolo p.

 

...il problerma non è andare sulla Luna o rimanere sulla Terra, il problema e chi o cosa stiamo diventando....(si finisce per diventare quello che si crede di essere)

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3241211.html?ref=hpsbdx2

10
31 Lug 2008
alle 10:43

Dr.Tenebre

Per quanto riguarda l'economia dell'Impero Romano, va rimarcato il ruolo non trascurabile che aveva il lavoro schiavile, e ricordato che gli schiavi provenivano, come prigionieri, dalle frequenti campagne militari ai confini. Infatti non è un caso se la crisi economica dell'Impero Romano andò di pari passo con l'arresto dell'espansione territoriale e l'inizio di un logoramento militare in campagne difensive.

insomma, l'economia dell Impero Romano sarà stata stazionaria ma mi pare tutt'altro che un modello di sostenibilità

9
31 Lug 2008
alle 10:26

daniele spagli

veramente mi sembrava che il capitalismo fosse messo in discussione da questo post... eccome.

O sono io che (convinto del fatto) leggo cose non scritte?

8
31 Lug 2008
alle 09:50

Bernardo Mattiucci

La prima cosa da mettere in conto nel prossimo futuro e' la sostenibilita' di ogni nostra azione, come giustamente viene evidenziato da Marco Bo. nel post #1.

Personalmente al secondo posto rivedrei volentieri il sistema economico/capitalistico, come descrive altrettanto giustamente affermano Tulka nel post #4 e Paollo P. nel post #5.

Poi, pero', va trovato un'obiettivo e perseguirlo ad ogni costo. E non c'e' obiettivo migliore dell'EVOLUZIONE sotto tutti i punti di vista. Che vi piaccia o meno, se la razza umana non accetta la possibilita' di dover, un giorno, uscire dal pianeta Terra per andare a colonizzare un nuovo pianeta, allora e' meglio che si estingua subito. E' come in una gara di Formula 1.... Se il pilota alla prima gara non accetta la possibilita' di rimettersi in gioco una seconda volta... poi una terza e cosi' via... non e' un pilota degn di nota. Valentino Rossi ha vinto 7 titoli mondiali perche' si e' sempre rimesso in gioco. Se si fosse fermato a gareggiare sempre e solo la prima gara, sullo stesso identico circuito, con la stessa moto di sempre, non sarebbe diventato il Valentino Rossi che tutti conosciamo. Identicamente l'umanita' deve ricostruire la propria esistenza e rimettersi in gioco per perseguire l'evoluzione che gli permetterebbe di continuare ad esistere, su questo pianeta come nello spazio, per secoli e secoli a venire. Altrimenti l'unica soluzione e' un ferreo controllo delle nascite.... che sfocerebbe automaticamente in una dittatura unica mondiale (un po come le patenti di guida di Tokyo.. che le danno solo se hai un posto macchina TUO!).

Il Libero mercato, comunque, non ha funzionato e non funzionera' mai perche' in campo ci sono concorrenti con velocita' e modus operandi differenti. C'e' il giovane di 18 anni, atletico e scattante, cresciuto in una famiglia normale, che fa il suo tempo e la sua gara, lasciandosi indietro i piu' deboli.
C'e' il vecchio di 102 anni che prima di fare un passo deve concentrarsi e stare attento a dove mette i piedi. E c'e' il giovane che si droga per essere piu' veloce di tutti. Il libero mercato dovrebbe avere regole fisse per tutti. Non e' ammissibile che alcuni debbano limitare la produzione in favore di altri... o che alcuni debbano obbligatoriamente rispettare degli standard ed altri invece possono immettere sul mercato porcherie di vario tipo fregandosene altamente di tutto e tutti.

Questo e' stato il piu' grande sbaglio del mondo occidentale: dare la possibilita' ai paesi emergenti di accedere ad un mercato regolamentato... con la possibilita' di ignorare qualsiasi regola!

Per finire... le banche.... basterebbe imporre una coppia di regole ben precise:
1) l'emissione del denaro e' riservata solo ed esclusivamente allo stato e non al privato
2) la banca deve avere il 100% del capitale REALE sul quale vuole operare. 

La 2° sembra scontata... ma non lo e'. Ogni banca ha, in media, un capitale REALE pari a non piu' del 5% del capitale sul quale lavora. E in questo 5% vengono compresi anche i valori immobili.

Praticamente una banca puo' anche non avere affatto soldi... ma avere tanti immobili che teoricamente valgono un sacco di soldi se qualcuno se li compra. Ma nella realta' la banca e' povera...!

Infine c'e' una legge che andrebbe applicata anche ai piu' grossi... ovvero.... se l'azienda privata o partecipata fallisce... non bisogna dare la possibilita' ai vertici di quell'azienda di rinegoziare il debito.

Attualmente se un singolo cittadino si indebita... la banca gli fotte la casa.
Se una societa' srl o spa si indebita, la banca gli fornisce altri soldi per continuare a lavorare. E il debito aumenta.

Quando, come nel caso Fiat o Alitalia, il debito diventa troppo grosso per poterlo gestire a livello di singola banca, allora e' il govern che ci mette le mani... garantendo in prima "persona". Il risultato e' che la Fiat e' una grande azienda, che fa lavorare tante persone... ma ha un debito talmente alto che in realta' sta indebitando tutto il resto del paese. L'Alitalia e' la stessa cosa!

7
31 Lug 2008
alle 09:22

Paolo Marani

Non sarebbe male affrontare finalmente, in maniera completa, il discorso sulla "Decrescita". Come pilotarla, su quali basi può diventare un paradigma per il seme di una società futura. Questa inquietudine che pervade tutti coloro che si ritengono informati sui problemi dati dal Picco, dalla Sostenibilità, etc. deve avere qualche sbocco di natura politica e sociale. Fra capitalismo e comunismo è opportuna una terza via, che renda entrambi antichi e obsoleti ricordi di un epoca dove lo sfruttamento era eretto a sistema, e la gestione delle risorse sintomo di un desiderio sciagurato di autolesionismo inconsapevole.

Quando si inizia a parlare seriamente di "decrescita" ? (felice o non) 

6
31 Lug 2008
alle 09:19

Carlo

Ho scritto di recente un post nel mio blog proprio su questo argomento.

http://carlobraggio.blogspot.com/2008/07/estalgia.html

Il capitalismo non durerà per sempre. Bisogna trovare un nuovo modo di allocare le risorse naturali sempre più scarse. Ma non guardate negli anni '60 ... 

5
31 Lug 2008
alle 09:13

paolo p.

@4

...aggiungerei anche, anzi forse premetterei, una cambiamento di atteggiamento etico. Perchè se passiamo dalle banche allo stato ma l'atteggiamento di individualismo e sopraffazione rimane (invece della MIA azienda il MIO partito) , allora faremo di nuovo poca strada....

P.S. questo vale anche, a fortiori, nei confronti della sopraffazione sull'ambiente

4
31 Lug 2008
alle 08:54

tulkas

Non sono d'accordo nel NON mettere in discussione il capitalismo. In particolare il valore del denaro e il controllo privato (attuale) su di esso.

Con i meccanismi attuali è il TUS a generare inflazione e non il contrario come la dottrina -fallita- dei banchieri ci vuole far credere: avete mai pensato che al tasso del 5% in 20 anni (circa) sparisce tutto il circolante? e poi con cosa restituiamo il capitale ricevuto?

Ci pensate che ogni anno il 5% del circolante finisce nelle tasche di Intesa-SanPaolo (per il tramite della controllata Banca D'Italia) in termini di reddito monetario?

Ho chiesto in CH, ad esempio dove l'ente emittente è pubblico: il reddito monetario, cioè gli interessi che tutti noi paghiamo alla Banca di Emissione per gli € che abbiamo in tasca in ragione del 4.25% (per ora), serve a finanziare le amministrazioni locali (i CANTONI elvetici/le regioni italiane ad esempio)!

Per cambiare rotta innanzitutto bisogna che la sovranità monetaria TORNI a chi detiene il potere sovrano. Con essa si possono decidere delle politiche diverse, invece di dare soldi ai banchieri che li prestano ai cittadini-schiavi del debito per costruirsi la casa, perchè non stampare direttamente € per costruire le case dandole in affitto sostenibile?

Per lo meno ci sarebbero soldi veri (M0) in circolo; invece le case sono state costruite NON con denaro, ma con moneta interbancaria denominata in euro (M3). Infatti i mutui sono basati sull'EURIBOR che NON è il tasso con cui si prestano gli € veri (che è il TUS), ma il tasso in cui nel sistema bancario si fa circolare il denaro scritturale bancario denominato in €.

Cosa vuol dire questo? Che se -come ora- in circolo non c'è abbastanza denaro vero (€/$ - perchè drenato dal csoto del petrolio/materie prime) per rimborsare gli interessi (più la piccola quota di capitale della rata) la banca si ritrova in crisi di liquidità/insolvente.

Allora invece di dare ai cittadini i denari veri con cui poter rimborsare il debito contratto (aumento di stipendio per compensare gli € drenati dalla petro-inflazione), si preferisce prestare ulteriore denaro (vero stavolta/vedi le spaventose iniezioni di liquidità) alle banche che già hanno distrutto quello che avevano.

Ma come si ripaga il debito in questo sistema corrotto nei meccanismi fondamentali? Solo se esiste crescita, cioè se il valore di quello che produrremo tutti assieme vale domani di più di quello che vale oggi (PIL): in caso di decrescita o di inflazione da rarefazione monetaria (quando € sono dati a stati esteri per il petrolio ad esempio) il sistema monetario attuale non regge, fallisce.

NON ESISTE MODO: bisogna che il sistema monetario venga ricondotto in mano pubblica, spazzate via le banche che drenano denaro dai poveri per darlo ai ricchi, e si riprenda a stampare denaro vero come titolo di pagamento del debito pubblico!

3
31 Lug 2008
alle 08:29

Luigi Lucato

#2 forse va modificata:

abbiamo diritto a un po di felicità,

ma ... non ce nè più da rubare ... raggiunto il picco anche della felicità.

 #1 concordo in parte.

2
31 Lug 2008
alle 08:22

daniele spagli

Questa vignetta va incorniciata...

1
31 Lug 2008
alle 08:07

Marco Bo.

Mi sono posto la stessa domanda alcuni mesi fa e sono partito dal concetto di benessere. L'impressione che ho è che questo sistema economico (il libero mercato) sia viziato da alcuni fallimenti che ne pregiudichino il buon funzionamento (esternalità e asimmetrie informative per citare le più evidenti). Ho ripensato alla mia formazione economica e notato che il concetto di bene economico è stato stravolto... ripensare la funzione dei beni e la rivalità nel consumo, nonché i beni pubblici è fondamentale.

Ho ipotizzato una funzione di produzione che sia effettivamente fatta per massimizzare il benessere complessivo nel tempo attraverso la produzione di beni di consumo fatta in modo sostenbile (cioè riproducibile)  mentre i beni di investimento creati anche con le risorse scarse (minerali e petrolio).

Se si mettono in discussione i diritti acquisiti ci sarà conflitto sociale per cui preferirei mettere in discussione non il capitalismo (che ha anche molti pregi... soprattutto se pragonato alle precedenti forme di distribuzione della ricchezza) quanto all'espressione consumista che ne è derivata.

In sintesi: per mangiare devo usare risorse rinnovabili, per costruire beni durevoli posso utilizzare anche risorse non rinnovabili massimizzandone l'impiego della risorsa nel tempo.

Se uso la plastica per creare oggetti durevoli (un righello che dura 100 anni) ha senso, se uso le stesse materie per un bicchiere usa e getta non ha più senso. 

Ciao

M. 

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