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Il giorno dei trifidi.

Lunedì 28 Luglio 2008, 07:21 in Apocalypse now di

Il contadino Ste ogni tanto fa di questi post e non sa che cambiano la vita alla gente. A me, per esempio.

Quando circolate in auto per autostrade e tangenziali, passate il vostro tempo a osservare tutti i cespugli, gli alberi e le piantacce selvatiche che crescono nei fossi e nei dirupi? Io no. Ora sì: guardo gli ailanthus. Li conto. Li misuro. Inveisco e li stramaledico. 

Chi sta in macchina con me alza gli occhi al cielo, un'altra stramberia. Invece io prendo molto sul serio certi allarmi ambientali. Gli ailanthus sono piante straniere che qualche cretino ha introdotto per allevare nonsoquale lepidottero che poi non ha allevato. Ed è andata a finire come prevedibile: l'ailanthus sta invadendo tutto. Perché il fetuso non ha nemici naturali tranne nonsoquale saturnide che gli fa appena il solletico, cresce come un pazzo, si riproduce che neanche i conigli, non si estirpa nemmeno dandogli fuoco, non serve a un accidente e per giunta puzza.

Sospetto che abbia deciso di far fuori tutte le altre piante. Di sostituirsi, inosservato, a ulivi, oleandri, limoni. Persino l'ortica dà segni di cedimento. E dopo aver eliminato i suoi nemici del regno vegetale, indovinate quale sarà la prossima vittima?

Ne ho scoperto uno in giardino, crede di passarla liscia. Ma ha scelto il posto sbagliato. Giusto mi avanza una tanica di napalm.

(E no, non sono l'unica pazza. Il commando è numeroso. Morte ai trifidi, ripeto, morte ai trifidi) 

  

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20 commenti
20
24 Giu 2009
alle 12:44

Vincenzo

Vorrei sapere anche io come combattere questa pianta... ho il pollaio PIENO! Hai voglia di strappare i rami e tagliare i tronchi... è tornato vigoroso e fa giungla! Ma neanche un diserbante o un disseccante?

19
09 Giu 2009
alle 18:06

azzurra

Aiuto....ma qualcuno sa come si elimina?Mi sta'distruggendo casa.

18
30 Lug 2008
alle 12:47

Debora/Crisis

Ello sapevo che vi mandavo in fissa... :D

17
29 Lug 2008
alle 22:27

nickvandeerpeers

Finalmente ho scoperto che ra quella pianta cje mi è cresciuta nel vaso con i fiori, una per balcone, ha una crescita incredibilmente veloce, non l'ho tolta perchè volevo vedere come si sviluppava, adesso che la conosco in giro ne ho viste dappertutto; è una vera invasione, se il sistema di radici ha la stessa crescita del fusto puo' darsi che sia il primo organismo che riesca a demolire asfalto e cemento.....

16
29 Lug 2008
alle 12:37

MadMax

@13 - Carlo

Da permacultore posso comprendere il punto di vista di Hemenway, ma va evidenziato che una parte del suo discorso è puramente ideologico. I tempi della natura non sono i nostri e prima che una forma di vita trovi un predatore/concorrente in grado di imporre un fattore limitante efficace possono passare secoli. Guarda ad esempio la Robinia pseudoacacia (anch'essa alloctona) che ha infestato il nostro territorio ormai da tempo immemorabile.

L'adattamento richiede molto tempo e nel frattempo le forme di vita autoctone soccombono, gli endemismi scompaiono e la biodiversità genetica si riduce. Con gravi ripercussioni su tutto l'ecosistema.

15
29 Lug 2008
alle 11:45

Marco Ciolli

E' vero, le specie esotiche si possono manifestare in territori degradati, ma è possibile ed è successo che sia la deliberata  o accidentale introduzione di specie esotiche a degradare il territorio... 

Dimenticavo, una possibile applicazione l'ailanto parrebbe averla. Sembra che se ci si spalmano le foglie addosso, l'odore tenga lontane le zanzare. Ci ho provato e fa veramente schifo, l'odore tiene lontano qualsiasi essere vivente, ma è veramente insopportabile e appena possibile mi sono lavato via quell'orrore. Comunque, chi lo sa, se fossi sperduto e senza antizanzara...

14
29 Lug 2008
alle 11:37

Marco Ciolli

La lista delle specie alloctone, sia animali che vegetali è purtroppo lunghissima e destinata ad allungarsi, non solo in Italia ma ovunque. Pochi paesi, come l'Australia, (dopo aver vissuto ripetute crisi ambientali in seguito all'importazione di specie alloctone, come la Cane toad, il gatto, il fico d'India ed aver pagato un prezzo assai alto in termini di estinzione di specie autoctone) si sono resi conto che è necessario cercare di fare qualcosa per limitare questo problema ed effettuano molti controlli in entrata. Mi risulta però che lo facciano soltanto per ciò che entra nel paese e non per ciò che esce e già questo la dice lunga. L'unica speranza è che la natura riesca da sola a riequilibrarsi, predete il caso della Robinia pseudacacia, volgarmente nota come acacia o cascia pianta alloctona diffusa per tenere le scarpate ferroviarie. La Robinia in qualche modo si è abbastanza "integrata" e viene tenuta a bada dalle nostre specie autoctone quando gli ambienti non sono troppo disturbati dall'uomo tendendo a diminuire la propria presenza a favore delle specie originarie. Basta però rinnovare il disturbo ed ecco che riesplode. Comunque non sempre si può essere così fortunati e molto spesso le specie alloctone distruggono ecosistemi e ambienti, magari preparando il terreno per la fame futura, come succede per i pesci persici introdotti nei laghi africani, o per il salmone atlantico introdotto nel pacifico. Per chi si vuole sbizzarrire:

http://ec.europa.eu/environment/nature/invasivealien/index_en.htm

http://marinebio.org/Oceans/AlienSpecies.asp

http://www.issg.org/database/species/search.asp?st=100ss 

13
29 Lug 2008
alle 11:07

Carlo

Sto leggendo "Gaia's Garden - A Guide to Home-Scale Permaculture" di Toby Hemenway e nell'introduzione parla anche delle specie esotiche e delle crociate per estirparle. Il punto di vista dell'autore è che tali piante infestano territori degradati e la loro estirpazione è impossibile senza il recupero ecologico del territorio. Le piante esotiche riempiono un vuoto e mantenere quel vuoto costa fatica ed energia. Quel vuoto è contro natura e la natura si dota di tali piante, a crescita veloce, per riempirlo. A lungo andare tali piante troverebbero "predatori" (animali o piante) che ne limiterebbero la diffusione. E' un punto di vista molto intrigante.

12
29 Lug 2008
alle 10:42

Aldo

Qualche anno fa scrissi, in merito a "Più verde del previsto":

Un libro di narrativa, non certo un trattato scientifico.
Sbaglierebbe di grosso il lettore che cercasse in questo romanzo di Ward Moore una qualsiasi parvenza di verosimiglianza scientifica. Il valore di questo scritto risiede altrove, risiede nella sarcastica e feroce capacità di penetrare la reale essenza della natura umana.

La figura del protagonista, Albert Weener, costituisce una denuncia senza possibilità di appello contro la presunzione, l’aggressività e l’avidità del genere umano. Gli altri personaggi, che si avvicendano con lo snodarsi della narrazione, completano il quadro, arricchendo questa nutrita rassegna delle umane bassezze.

“Più verde del previsto”, incredibilmente, è del 1947. Un anno ormai seppellito nella notte dei tempi.
Il dato è tutt’altro che marginale, se si pensa che nell’immediato dopoguerra era ancora ben oltre l’orizzonte la possibilità di manipolare geneticamente gli organismi, oggi così tremendamente d’attualità. Moore pare avvisarci, con mezzo secolo di anticipo, dei rischi che si corrono ad arrogarsi il ruolo di losche divinità, celando prima di tutto a se stessi la propria natura animale. Con tutte le implicazioni che ne conseguono. Il riferimento agli OGM (organismi geneticamente modificati) è semplice ed immediato, ma non indispensabile per rendere preziosa la lezione di questo sconosciuto scrittore. Una lezione principalmente etica.

Il lettore più attento potrà anche cogliere, nell’erba stessa, nel suo inesorabile avanzare, nel suo fagocitare l’intero pianeta assimilandolo ad essa ed eliminando qualsiasi forma di vita concorrente, una metafora del genere umano, oggi come non mai intento a escogitare modi sempre più efficienti per trasformare una parte sempre maggiore della biosfera nella propria stessa essenza protoplasmatica. Nell’attesa di un concorrente in grado di riservargli lo stesso trattamento.

11
29 Lug 2008
alle 10:41

Aldo

Debora, hai mai letto "Più verde del previsto", di Ward Moore (1947)? E' un romanzetto di fantascienza (in effetti è anche altro) leggero leggero che, ironicamente, parla di cose che potresti trovare interessanti. Se in questa calda estate hai voglia di svagarti per qualche ora leggendolo e non riesci a trovarlo, scrivimi all'e-mail che accompagna questo commento.

10
28 Lug 2008
alle 19:50

MadMax

La pillola rossa è purtroppo molto grande e il problema non è limitato al mondo vegetale ma è anche peggiore in quello animale. Ma in fondo le cose sono correlate.

E la motivazione è sempre la stessa: l'uomo e i suoi interessi, economici o venatori (che è la stessa cosa).

Qualche esempio:

- Le nutrie, roditori di grosse dimensioni importati negli anni 70 quando andava di moda la pelliccia di "castorino". Svanita la moda, hanno pensato bene di liberarle. Sono grosse, aggressive, non hanno predatori e sotto il profilo sanitario sono peggio dei ratti. E scavano gallerie enormi negli argini facendoli crollare.

- I cinghiali alloctoni, importati dall'Ungheria perchè sono più grossi e si riproducono più velocemente. Allevati e magari incrociati volutamente con i maiali (maghiali). Ovviamente tutto per esigenze venatorie.

- Le trote. Quelle locali (fario e marmorata) sono ormai imbastardite con la fario atlantica e la iridea.

- Gamberi di fiume. Abbiamo sterminato anche quelli alloctoni (americani).

- Minilepri. Importate da qualche cretino che le trovava belle da tenere in giardino o da farne un sacco durante la caccia. Si riproducono alla velocità della luce.

E poi ancora scoiattoli, pernici, e qualunque altro animale vi venga in mente. Specialmente se è una specie cacciabile. 

9
28 Lug 2008
alle 15:28

Deserteur

Hai scelto la pillola rossa, e da ora in poi il mondo non ti apparirà più come ti appariva prima, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio (nonché la radice dell'ailanto). :-)

8
28 Lug 2008
alle 15:23

Andrea

per quando è previsto il picco del sambuco? :D :D

7
28 Lug 2008
alle 14:57

riccardo

e che dire delle canne di bambù?

6
28 Lug 2008
alle 12:59

Weissbach

Noi circa 10 anni fa ne abbiamo abbattuto uno per dar spazio a 2 noci.

È stata una delle cose più sante mai fatte.

L'ailanto non solo cresce a dismisura soffocando le altre piante, ma altera la composizione chimica del terreno per contrastare i concorrenti!

Più tardi lo si taglia e più tardi il terreno ricomincia a respirare.

5
28 Lug 2008
alle 11:05

AndreaX

L'elenco di specie vegetali e animali introdotte in un ambiente estraneo e molto dannose è assai lungo, ad esempio il punteruolo rosso che attacca le palme, tanto per dirne una.

4
28 Lug 2008
alle 10:13

Luigi Lucato

Quanti danni fatti con l'importazione di sementi e piante dall'estero

dalle mie parti con le semine nelle scarpate di tangenziali e autostrade si è

diffusa moltissimo l'ambrosia

http://it.wikipedia.org/wiki/Ambrosia_(botanica)

e sono aumentate le allergie. 

3
28 Lug 2008
alle 09:28

Paolo B.

Curioso, sembra la storia della specie umana, distrugge tutto e si sta sostituendo a tutto.

Il vero ailanthus siamo noi :-(...

2
28 Lug 2008
alle 09:22

lucaspazio

Qui in costa azzurra invece il "nemico" (tra rigorose virgolette perché porta pure un sacco di soldi e non solo l'8 marzo) é la mimosa. Invasiva, difficile da estirpare, infiammabile con estrema facilita in una terra soggetta ogni estate ad incendi boschivi.

Portata a metá dell'800 dall'Australia ha trovato terreno fertile lungo la cosra e si é sostituita praticamente interamente alla vegetazione autoctona.

1
28 Lug 2008
alle 08:48

lone wolf

é stato introdotto nei primi del novecento per allevare un succedaneo dei bachi da seta che si stavano ammalando.

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