Crisi sistemica e cambio di paradigma
Ogni tanto saltano fuori articoli come questo della BBC e viene voglia di gettare la spugna.
La richiesta di nuove terre per coltivare cibo e ricavare carburante è destinata a superare la disponibilità, e a condurre alla distruzione delle foreste secondo un nuovo report.
La crescente domanda per cibo, biocarburanti, legname per la carta, le costruzioni e l'industria significa che saranno necessari 515 milioni di ettari di nuove terre entro il 2030. Ma sono disponibili solo 200 milioni di ettari senza distruggere le foreste tropicali.
Ci si danna per cercare di tamponare la situazione, per salvare il salvabile, e poi arrivano notizie come queste. Si ha la sensazione di svuotare il mare con un colino. "Ma c'è la crisi, non succederà" potrebbe obiettare qualcuno.
Già. Ma foreste tropicali a parte, che fine faranno i nostri boschi quando tagliare legna sarà più conveniente che usare il gas (di fornitura comunque incerta) per scaldarsi e cucinare?
la soluzione c'è e la propone Schietti nonostante venga boicottato in ogni modo.
Non serve scuoiare una pecora viva per tosare un po' di lana, non serve abbattere un melo per raccolgiere delle mele.
Vanno sfruttate razionalmente le foreste, cioè utilizzate le foglie, i rametti, le potature invernali senza abbattere gli alberi
inoltre il legno è carbonio, cioè un serbatoio di anidride carbonica fotosintetizzata dall'atmosfera, quindi lasciare nel terreno i tronchi equivale ad avere miliardi di serbatoi di anidride carbonica contro l'effetto serra
si tratta di un complotto globale per generare catastrofi tra cui l'effetto serra, la desrtificazione e la crisi
quando avranno taglaito tutte le foreste diranno che avremmo potuto solo raccogliere le foglie e potare le piante...
Giusto per chiarire, in [#9] non ho fatto minimamente cenno al controllo delle nascite (in Italia *per ora* non serve) ma alla cessazione della propaganda e degli incentivi pro-natalisti. Esplicito era invece il riferimento ad una "restrizione netta dei flussi migratori".
Spagli [#13]: "[...] la sovrappopolazione sarà un enorme problema in vaste aree del mondo... probabilmente di minore entità nel nostro paese."
L'Italia è *ora* pesantemente sovrappopolata. Non a caso uso l'indicativo presente.
Spagli: "Se comunque l'obiettivo è la popolazione sappiate che il nostro mr B. qualcosa lo sta facendo: ticket anche per i meno abbienti [ecc.]"
Daniele, in [#9] parlavo di interventi mirati a una riduzione *incruenta* della popolazione. Quelli ai quali fai riferimento sono invece interventi di tipo malthusiano.
Redarrow [#16]: "[...] se un 50% di questi anziani [11.792.752 oltre i 65 anni] rischia, riuscite ad immaginare un'Italia con 6 milioni di persone in meno?"
Certo che ci riesco e non mi sconvolge per nulla. Quando ero ragazzino l'Italia aveva giusto una quantità simile di persone in meno. La mia esperienza mi porta però a riscontrare un sempre maggior numero di persone *in più*, non in meno. Quelle persone in più non serve immaginarle in virtù di qualche teoria: sono molto concrete *ora*, continuano ad arrivare a fiumi e BISOGNA contarle con chiarezza e prendere adeguati provvedimenti per invertire la tendenza. A mio avviso, chi parla di contrazione della popolazione in Italia o non ha capito un benemerito tubo o è in malafede (ad esempio Angela e i suoi compagni di merende).
Ah, per inciso: le coperture boschive italiane sono nate in buona parte nel dopoguerra, a partire dagli anni '60. Potete osservare la cosa tramite le foto aeree dei voli RAF degli anni '40. In pratica, quando i contadin hanno preso ad abbandonare la terra per andare in fabbrica, i boschi hanno divorato i pascoli e qualche campo. Cosa evidente dai confronti con le successive coperture aerofotografiche, potete provare con quelle degli anni '70.
Il fenomeno fu evidentissimo in Appennino.
In effetti è possibile che torniamo ad una economia di rapina simile a quella che il Duce varò con la "campagna del grano". Dissesto, perdita di produttività, demolizione dei suoli e delle aree forestali. Chi vivrà vedrà.
Vi allego un bell'articolo di Latouche apparso proprio ieri - 14 luglio - su Repubblica:
Vivere (bene) al minimo / Sobri per scelta verso la felicità
Ad ogni modo, gli estensori dei commenti citati nel post fanno una cosa semplicissima: si chiama estrapolazione lineare. Di solito è sbagliata, ma occorre tempo per accorgersene.
@15 monica (evviva! un'altra donna che partecipa al blog!) infatti non c'e' nessuna intenzione nelle alte sfere di salvare il pianeta, questo e' chiarissimo. sanno benissimo che le dichiarazioni di intenzione di voler ridurre la CO2 sono profezie autorealizzanti, semplicemente perche' di qui a 20 anni non ci sara' piu' niente da bruciare su sto pianeta, ne' petrolio ne gas naturale, ne'... FORESTE. Temo che l'Amazzonia collassi fra massimo 10 anni - questo significa un incendio grosso come mezza Europa - e a sto punto buonanotte ai suonatori.
Ma perche' dico queste cose. Farei meglio a stare zitto. Io ormai mi sono fatto una ragione, ma all'inizio quando scopri ste cose e' dura davvero.
dal sito istat... http://demo.istat.it/pop2007/index.html
TOTALE oltre 65 annise un 50% di questi anziani rischia, riuscite ad immaginare un italia con 6 milioni di persone in meno?
..i 2 o 3 fenomeni che decidono l'andamento dell'economia mondiale (e non sono componenti del patetico G8) se ne strabattono di questi problemi.... di azioni concrete e realizzabili per salvare il salvabile..... non sono costretti a compiere tutte quelle piccole attività che ci consentono (in alcuni casi anche male) di sopravvivere- andare da qui a là e ritorno, lavorare, mangiare, informare, informarsi..... E' loro interesse sfruttare tutto fino all'esaurimento......la cosa inquietante è che forse c'è consapevolezza nella volontà di eliminare anche quei pochi alberi che- ironia della sorte- potrebbero essere utilizzati ad uso domestico...
..sudddai allegri non è poi così grave!!!!!
anche io penso che quello della sovrappopolazione in italia sia l'ultimo dei nostri problemi, tenete conto che l'età media degli italiani si è innalzata tantissimo, con l'arrivo di una crisi vera chiunque sopra i 65 anni per me rischierà grosso, a causa del freddo, del caldo, del poco cibo, delle malattie...
aldo e c. a questo mi sa che non ci hanno pensato :-)
Non vorrei apparire troppo buonista, però tutta questa foga nel cercare una decrescita nel numero di persone (cosa per'altro in atto da molto tempo nel nostro paese se non fosse per via degli immigrati) pur di rinunciare al meno cose possibili mi sembra un po... come dire... al limite del patologico.
Il controllo delle nascite e la sovrappopolazione sarà un enorme problema in vaste aree del mondo... probabilmente di minore entità nel nostro paese.
Buona parte degli immigrati probabilmente si auto ritireranno nelle loro terre molto prima di arrivare a problemi alimentari per via della inflazione galoppante e della crisi economica.
Il problema grosso sono i consumi... se riduciamo alla fame ampie parti del mondo pretendendo di viaggiare a biofuel o facendo innalzare notevolmente il prezzo del petrolio non riducendo i consumi... non ci sarà Berlusconi o Maroni a salvarci dalla disperazione delle popolazioni meno fortunate.
Forse potrebbero pensarci gli americani con qualche atomica, ma il metodo non mi sembra molto "ortodosso".
Se comunque l'obiettivo è la popolazione sappiate che il nostro mr B. qualcosa lo sta facendo: ticket anche per i meno abbienti, tanto per iniziare... Alitalia in fallimento... FIAT in cassa integrazione... riduzioni del personale sanitario... bonus bebè promessi e non mantenuti... termovalorizzatori... centrali nucleari.
Ah... non dimentichiamo l'importante accordo per ridurre le emissioni di CO2 entro il 2050.
Dai... non lamentatevi sempre, qualcosa in fondo lo stanno facendo.
Non per difendere Grillo & co. Non è il mio mestiere nè sono un grillino. E' chiaro però che alcune cose si possono dire altre si possono solo ipotizzare, perchè se l'opinione pubblica non è ancora pronta al concetto di decrescita, figuriamoci al controllo delle nascite !!! Un conto sono gli studiosi, un altro è la politica, che deve vivere di ragion pratica e di obiettivi raggiungibili. Se si riesce a far passare il concetto della decrescita, del picco delle materie prime, del problema ambientale, allora verrà anche di conseguenza parlare di controllo delle nascite. Parlarne, politicamente, adesso, si rischia di "sputtanare" il lavoro per far passare i concetti fondamentali.
Ad ogni modo non credo proprio che si riuscirà a fare una "rivoluzione politica", i media sono in mano ai soliti noti che hanno tutto l'interesse a coltivare falsi miti, credo che l'unico modo sarà quello di "toccare il culo per terra", con tutte le conseguenze immaginabili.
Nessuno avrà il coraggio e la convenienza a decelerare, anzi, schiaccieranno ancora di più l'acceleratore (vedi centrali nucleari od a carbone, vedi ponte sullo stretto o TAG in val di susa, base di vicenza, ecc...)
E non credo nemmeno che le comunità rurali (ahimè, visto che vivo in una comunità semi-rurale) si potranno salvare quando le città si spopoleranno.... Forse ho visioni catastrofiste, ma certamente i grandi della terra, italiani compresi, non aiutano a pensare poisitivo... speriamo che il genio umano riesca nell'impossibile, ovvero nel trovare l'escamotage
paolob su grillo e di pietro leggiti pue questo post_
http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1079&Itemid=62
@9
Ma Grillo ha già trattato il peak oil nel suo blog in modo simile a come lo tratta questo blog.
La decrescita demografica è uno dei tanti aspetti da perseguire della sostenibilità non certo l'unico che invece nella tua mail è centrale.
E comunque, tra la m...a che governa e quella che fa opposizione non c'è niente da scegliere, salvo osservare meglio chi sembra cavalcare il malcontento popolare.
Poi se eventualmente votarlo è tutto da vedere...
Paolo [#7], mi puoi indicare qualche documento nel quale Di Pietro (ed i suoi amichetti Grillo e Travaglio) si sono apertamente e chiaramente espressi in favore di una riduzione incruenta della popolazione presente sul territorio nazionale, ottenuta ad esempio con interventi in tema di restrizione netta dei flussi migratori e di rimozione delle incentivazioni e della propaganda natalista? Sono notoriamente un distratto, ma non mi risulta che l'abbiano mai fatto, né che abbiano intenzione di farlo.
Non c'è polemica nelle mie parole, ma solo il desiderio di mettere le cose in chiaro: nessun dirigente (neppure Di Pietro) ha in agenda gli obiettivi che ho citato.
Il post, fastidiosamente, mi riporta alla mente la questione dei 488.000...
P.S. In questo blog è consentito sfogarsi inveendo con un turpiloquio violento contro le classi dirigenti? Be', comunque sia, fate conto che l'abbia appena fatto.
@4
Opportunità politico/popolare o reale interesse per la gente, direi di tenere d'occhio Di Pietro che con le sue ultime esternazioni sembra voler dissociarsi dal "potere" cavalcando il malcontento popolare associandosi a Grillo e Travaglio.
Sarà interessante vedere l'esito delle prossime politiche(che potrebbero benissimo aver luogo prima del termine di questa legislatura), potremmo avere grosse sorprese...
Ci pensavo, ai boschi, l'altro ieri mentre pedalavo in Val di Susa e guardavo il panorama... mi sono chiesto che fine avrebbero fatto i boschi non appena il gas avrebbe iniziato a scarseggiare; poi ho visto una casa con dei pannelli fotovoltaici e mi è tornata un po' di speranza.
@ ..se salta la FAO fa solo bene .. una passerella inutile di vip con nessuno scopo..
bisogna costruire piu termovalorizzatori, TAV e ponti di messina, solo queste grandi opere supertecnologiche ci salveranno dal collasso ecologico. e anche assicurare l'impunita' al premier, difenderci dalle toghe assassine, dai rumeni e zingari etc.
Come vedi Debora il nostro governo ha bene in mente le grandi sfide del secolo, io mi sento tranquillo e protetto. Berlusconi e' il mio pastor, non manco di nulla nei suoi pascoli.
Ci si puo' anche pensare per tempo (per il riscaldamento intendo). Impianto FV + pompa di calore.. magari affiancato da pannelli termici di ultima generazione. Un bello strato di poliuretano tutto intorno....
credo che nel corso dei prossimi 10-15 anni salteranno tante organizzazioni (ONU, FAO E FORSE CEE E NATO) e quindi ogni paese farà storia a se. Della serie chi ha le risorse, sceglierà quando come e a chi darle ?
E alla fine di tutta una serie di picchi delle risorse ci sarà il picco definitivo: quello della popolazione umana mondiale.
Mi sembra ovvio che non ci sia alcuna volontà, ad oggi, dei gruppi politico/finanziari che comandano il mondo di passare ad un paradigma economico sostenibile che riesca a mantenere in vita quanti più esseri umani possibile sul pianeta.
Il futuro declino demografico, viste le premesse attuali, si annuncia catastrofico.
Non deprimerti troppo Debora, quei gruppi suddetti non li scalzerà nessuno dalla stanza dei bottoni...
alle 12:32
Fabio Converio
Salve a tutti, finalmente uno spazio dove tra persone intelligenti si discute di cose serie!
Considerato quello di cui state dibattendo, ho pensato di segnalarvi un libro straordinario, consultabile anche online, gratuitamente. Credo di essere abbastanza ben informato sui temi ambientali, tuttavia mi ha dato moltissimo, compresa la speranza e nuova voglia di darmi da fare. L'ha scritto Lester Brown e si intitola Piano B 3.0