Crisi sistemica e cambio di paradigma
Noi di Crisis siamo del parere che, se vogliamo davvero guardare in faccia la realtà, dobbiamo avere anche il coraggio di fare "outing" e tirare fuori le pulsioni più inconfessabili, gli argomenti più imbarazzanti, i pareri più controcorrente.
Solo chi canta fuori dal coro, infatti, ha qualche chance di cantare qualcosa di nuovo e di novità ne abbiamo bisogno come il pane, lo sappiamo benissimo, se non vogliamo trovarci in guai più grossi di quelli che già ci attendono.
I ROM i loro campi ed il modo di sbarazzarsi in qualche modo della loro presenza diffusamente percepita come fastidiosa, imbarazzante, scomoda, tornano ciclicamente di moda, di solito nei momenti di crisi. Non è un caso e lo sappiamo bene: da che mondo è mondo, quando ci sono rogne in arrivo si cerca di scaricarne la responsabilità sui marginali/diversi di turno.
Ma se ci fosse una inconfessabile ed imprevista componente psicologica in questo istintivo atteggiamento verso i ROM? E' questa l'opinone, decisamente controcorrente, di Mario Ferrandi che si autodefinisce un "Marxista eretico". Buona lettura.
Noi ed i Rom
di Mario Ferrandi
Sviluppando la teoria di Nate Hagens di The Oil Drum, il nomadismo predatorio e d'opportunità andrebbe visto per quello che è: una persistenza dispiegata e coerente dei meccanismi primordiali della nostra specie, i meccanismi DI SUCCESSO della nostra specie. Curiosità per il nuovo e l'imprevisto, mobilità avventurosa, pulsione a soddisfare qui ed ora gli istinti biologici alla difesa e riproduzione.
Il grottesco psicodramma in atto in questi mesi sulla questione rom, persino ovviamente irrilevante per le sorti della nazione, ma rapidamente assurta a ossessione collettiva, secondo me deve dirci qualcosa.
L'attitudine nomadica, il piacere della promiscuità, la predazione istintiva ma minimalista del territorio, sono forse esattamente le caratteristiche che consentiranno alla specie umana di sopravvivere a una eventuale precipitazione apocalittica della crisi innescata dal fatale varcare le Porte di Orione, ovvero i limiti dello sviluppo.
E' curioso e avvincente per me, vissuto in un mondo sepharad di, fondamentalmente, ex 'terroristi' di formazione marxista eretica, osservare la schizofrenia della gente c.d. 'normale', gli alienati dell'etica del lavoro e del culto del proprio ego e della propria importanza personale. Questa gente, il grande parco buoi imperialista, vive ripetitiva e alienata dal lunedì al venerdì nell'infelicità, nella ripetitività e nel non-senso, appesa all'idea di 'divertimento' e 'vacanza', la cui radice etimologica vi sarà chiara, di-vertere e vacuum, vuoto, concesso in buona sostanza semel in annum. 11 mesi di non-senso e schiavitù per uno di supposta gioia di vivere, la mitica VACANZA.
E in cosa consiste, sostanzialmente, questa vacanza? Spostarsi in luoghi salubri e assolati, sperare in avventure sessuali tangenziali alla solita minestra coniugale, destrutturare un abbigliamento, un portamento e una scansione comportamentale grottesca illogica, vagare, magari su un camper, riprendersi un tempo libero e arbitrario, praticare e coltivare le proprie pulsioni e attitudini negate dalla giostra ostentativa degli status, calarsi liberi e destrutturati nella natura Cioè, ESATTAMENTE l'orizzonte esistenziale quotidiano dello zingaro.
E' odio-amore.
@30
Mi pare chiaro.
Chi la pensa diversamente da me non è mosso da motivazioni logiche. Semplicemente la pensa come me, ma non riesce ad essere sincero con sè stesso perchè l'invidia(?!?) gli ottenebra la mente.
@21
Chi viene danneggiato direttamente ci vede un problema, chi legge le notizie sui giornali seduto a casa specula sui massimi sistemi del nomadismo....
va be, dopo la pubblicazione delle orrende affermazioni razziste di mattiucci e la censura al mio commento (perché linkava altri? ma anche altri commenti qui hanno linkato), vorrei proprio capire cosa succede...
ganiale l'articolo di Ferrandi
e aggiungo: i commenti "stizziti" credo siano la prova che ha colto nel segno....
invidia, brutta bestia... ;-P
p.s. a Bernà... occhio che m'incappello di nuovo... ;-)
Illuminante.
C'è poi da riflettere sul fatto che degli zingari l'iconografia popolare è sempre romatico-nostalgica... A tal proposito mi è venuta in mente una canzone di Umberto Tozzi degli anni '70 (tempi un po' meno sospetti di oggi), e che ebbe anche un discreto successo.
Buon ascolto!
http://video.libero.it/app/play?id=11cb1864dc1fae85e1dda9d3ac934e24
Zingaro voglio vivere come te
andare dove mi pare non come me
e quando trovi uno spiazzo nella città
montare la giostra e il disco di un anno fa.
Zingaro senti l'ossido di che sa
attento a non ammalarti di civiltà
tua moglie col parrucchiere e' quel che vuoi
la scuola ti prende i figli e non son più tuoi.
Zingaro dente d'oro dell'Ungheria
un piatto dei tuoi fagioli che vuoi che sia
la notte io dormo al fuoco se tocca a me
ma zingaro voglio vivere come te.
Abito là ma vengo via
costa un'enormità e poi non c'e' più poesia
lei su di me pesa di più
di tutta la neve che negli anni avrai visto tu.
Zingaro voglio vivere come te
oh zingaro voglio vivere come te
oh zingaro voglio vivere come te
oh zingaro voglio vivere come te.
Zingaro quel seno al lunapark
e quello era il tirassegno egli occhi miei
mia madre diceva zingaro finirai
e adesso che sono zingaro ha vinto lei.
Sento che va sento che va
delle frittelle il fumo ecco la libertà.
Vento che va vento che va
non sono una ferrari eppure sento che va
amico mio amico dio
dimmi la verità il pazzo sono io
che amo di più che ho i nervi giù.
Zingaro voglio vivere come te
oh zingaro voglio vivere come te
oh zingaro voglio vivere come te
oh zingaro voglio vivere come te.
@26
Loro si' che vivono!
Troppo idealismo. O hanno riserve di denaro cui attingere, o la prima volta che hanno un malore grave devono sperare che quel branco di idioti che lavora 11+1 abbia messo su un sistema sanitario decente.
@27
(ma ti rendi conto di cosa vai dicendo, o no?)
Sta dicendo la verità, pura e semplice. Addirittura in un mondo che vede i Rom come il male, specifica che ce ne sono di buoni. Io vivo in una piccola cittadina. Mio zio ha trovato due rom in casa inchiodati dal cane. Il mio migliore amico ne ha rincorsi due che gli avevano rubato tutto l'oro in casa. Nell'ipermercato vicino casa una piccola folla stava per linciare due donne, che avevano rapito una bambina e la stavano spogliando.
Queste sono le "attitudini predatorie".....
Quanto al resto dell'articolo: Il tizio ha scoperto che la vita perfetta non esiste. Io mi annoio e sono un pò frustrato. Va bene. Meglio che vivere in mezzo alle pantegane ed alla sporcizia, parassitando sugli altri.
Ma va fatta una precisazione. Ci sono EBREI e EBREI. Alcuni di loro sono "anche" brave persone... altri invece sono EBREI-Bastardi... nel senso che non appartengono VERAMENTE al mondo dei "giudei". Questi sono i piu' violenti e quelli peggiori... da evitare assolutamente.
oppure
Ma va fatta una precisazione. Ci sono SICILIANI e SICILIANI. Alcuni di loro sono "anche" brave persone... altri invece sono SICILIANI-Bastardi... nel senso che non appartengono VERAMENTE al mondo dei "mafiosi". Questi sono i piu' violenti e quelli peggiori... da evitare assolutamente.
(ma ti rendi conto di cosa vai dicendo, o no?)
A mio modesto parere, il problema ROM nasce dalla constatazione che "loro" si ritrovano dei DIRITTI pur non pagando le tasse (una percentuale molto alta di loro infatti non le paga), permettendosi di fare strozzinaggio, non rispettando al 100% gli usi e i costumi della gente del posto e pretendendo quella liberta' che neanche noi del posto spesso abbiamo.
Conoscevo dei ragazzi ROM tempo fa... gente per bene se presa nel verso giusto. Ma in qualsiasi momento, se gli fai uno sgarro, la tua vita e' in periolo.
Ma va fatta una precisazione. Ci sono ROM e ROM. Alcuni di loro sono "anche" brave persone... altri invece sono ROM-Bastardi... nel senso che non appartengono VERAMENTE al mondo degli "zingari". Questi sono i piu' violenti e quelli peggiori... da evitare assolutamente.
Ma resta il fatto che loro, senza un lavoro, con le case popolari assegnategli dai vari comuni in barba alle liste dei cittadini italiani che aspettano e fregandosene che ci sono persone piu' bisognose in attesa..., si permettono il lusso di pretendere i diritti acquisiti dai cittadini di una nazione senza, peraltro, esserne cittadini... e quindi senza dover sottostare ai doveri.
Il nomadismo dell'articolo e' tutt'altro.... piu' vicino a quello dei "vagabondi", ovvero persone anche molto colte che decidono di girare il mondo in cerca di avventure... o per gustare appieno il senso della vita. Anche di questi personaggi ne conosco tanti... persone che in totale solitudine hanno viaggiato a piedi e/o con mezzi di fortuna, dalla Terra del Fuoco a Panama, da Sidney a Pert, da Los Angeles a New York, da Lisbona a Stoccolma, da Roma a Pechino.
Gente che sa vivere a contatto con la natura e che e' gentile e disponibile con chiunque. Gente che si ferma nei paesi per fare provviste lavoricchiando qua e la per pochi euro o dollari.
Gente che, come un mio amico italiano, ha incontrato la donna della sua vita in una sperduta cittadina al centro dell'australia. E dopo tanti anni di vita da "vagabondo", vivere in un posto solo lo rende nervoso... agitato.... stressato...
Lui e' ripartito... e lei e' con lui.
Non hanno niente. Ne una casa, ne una macchina, neanche un PC. Ma hanno una cosa che tutti noi messi insieme non abbiamo: la liberta'!
Loro si' che vivono!
Si può dire "Comunista?"
:-)E
Il prossimo che menziona la parola "sinistra" lo banno.
E' proprio vero che quando il dito indica ecc ecc...
Concordo con elipsos. Questo articolo dice tutto e il contrario di tutto in un linguaggio addirittura più incomprensibile di quello usato da Giordano e Bertinotti
Il brano e' bello, nel senso che e' suggestivo e induce a pensare, ma e' basato piu' su miti che sulla realta'. Lo "zingaro" invidiato dal sedentario sgobbone che si fa le vacanze a Rimini in realta' non esiste, e' una leggenda metropolitana, proprio come le zingare che rubano i bambini. Nomadi? basta chiederlo a loro, se vogliono essere nomadi o se invece preferirebbero potersene stare in pace da qualche parte, magari in una casetta, anziche' in una roulotte o in una baracca di lamiera. Stranieri, Paolo B.? Sono in maggioranza cittadini italiani, e numericamente irrilevanti rispetto al totale della popolazione. E quoto gli interventi che hanno sottolineato come la loro emarginazione sia molto piu' imposta che cercata, cosi' come il fatto che ricorrano a mezzi non proprio legittimi per vivere.
E tuttavia, e' pur vero che l'immagine che la maggior parte degli italiani ha degli "zingari" e' fondamentalmente un mito, quindi la riflessione di Ferrandi e' legittima. D'altra parte l'invidia sembra uno sport abbastanza diffuso, dalle nostre parti.
Riporto un discorso di De Andrè, in risposta a tutti coloro che, nel fatto che gli zingari rubano, ci vedono un problema e non una conseguenza:
"..D'altra parte si difendono come possono; si sa bene che l'industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali. Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli (in special modo del rame), addestratori di cavalli e giostrai - tutti mestieri che, purtroppo, sono caduti in disuso."
il discorso "completo" qui:
http://lapennachegraffia.blogspot.com/2008/05/travaglio-mi-ha-spiegato-come-prendere.html
@19
E che c'entrano le vacanze? Che c'entra Marx?!?! Basta dire: destrutturato, e sei subito marxista?
La condizione esistenziale dello zingaro, con la differenza magari che lo zingaro ha la dimensione del rischio, e anche una serie di altri accidenti: freddo, difficoltà a potersi curare, ogni tanto un bel po' di gattabuia... c'è una bella differenza.
L'orizzonte esistenziale quotidiano di chi?!?! Natura, sesso libero, il camper ... Ma che davero davero? Manca giusto una bella cannetta ogni tanto ... Alla faccia della prosa creativa!!! Il titolo del post poteva anche essere: perchè i lavoratori si sono definitivamente rotti le palle della sinistra? La parola all'eretico ...
quoto persico @9
nei momenti di crisi sono sempre i rom a pagare per primi, poi a ruota tutti quelli considerati diversi, non credo serva una lista, poi una mattina ti svegli e scopri che il diverso sei proprio tu. Si stanno fomentando istinti pericolosi o almeno ho questa sensazione da un po di tempo e la cosa mi mette un po a disagio.
Sto leggendo Porrajmos, sull'Olocausto degli Zingari da parte del regime nazista. E' interessantissimo quello che dice; "i nazisti ci hanno scacciato in mezzo ai boschi, proibito di farci vedere in citta', tolto i nostri mezzi di sussistenza, costringendoci cosi' a rubacchiare e ad elemosinare. Ecco allora che possono additarci come ladri e vagabondi, e condannarci alla forca per dei reati che ci hanno costretto a compiere".
Concordo molto con Gianni Comoretto. Sinceramente,più che la tesi dell'odio-amore qui ipotizzata, sicuramente divertente intellettualmente, ma molto teorica, mi sembrano più interessanti questa serie di post che vi invito a leggere:
http://ilpresente.splinder.com/post/17226111/Cabaret+politico+n.3+%28gli+immi
http://ilpresente.splinder.com/post/17309702/Roma+trema
http://ilpresente.splinder.com/post/17327175/Scopri+il+leghista+che+%C3%A8+in+t
http://ilpresente.splinder.com/post/17388910/Il+malloppo+immigrazione#17388910
Buona lettura
Quanto concordo con quel che ha scritto Paolo B. nel commento #2 in merito alla "rilevanza" dei forestieri quando sono TROPPI! Attenzione: "forestieri", non necessariamente "clandestini", "extracomunitari" o "stranieri" (etimologicamente, "forestiero" è in senso ampio "colui che vien da fuori"). Col che dimostro pure di aver accolto l'invito di Debora a usare in modo appropriato un linguaggio basato su un lessico che superi le 300 parole. :)
A me ha colto la recrudescenza di episodi di "furti di bambini". E' una delle leggende metropolitane piu' vecchie del libro, a fronte di NESSUN caso documentato di rapimento di minori (mentre la patria potesta' ai rom viene tolta molto allegramente).
Il cpione e' sempre lo stesso, una donna rom si avvicina ad una donna con bambino (casualmente, per chieder el'elemosina, per guardare il bimbo come fan tutte le donne di 'sto mondo). Questa si sente aggredita e comincia a gridare. La rom si allontana, ma viene circondata da passanti ed arrestata. Se le va bene si passa una notte in carcere, se le va male le conviene patteggiare. La storia si arricchisce di improbabili particolari, come nel caso di Brescia di qualche anno fa, in cui due rom complottavano tra di loro in uno stentato italiano ("adesso rubare bimbo") anziche' in Romane', o a Napoli, con il bimbo nascosto sotto la gonna e fatto camminare, zitto, per un centinaio di metri in quella scomoda posizione.
@ 9: premesso che le statistiche personali hanno appena il valore di "opinioni"... non capisco la tua: a me risulta che l'mmaginario del "popolo bue" ha sempre visto gli zingari come ladri (addirittura di bambini) e accattoni. D'altra parte loro non mi sembra affatto abbiano tutta questa invidia di vivere come noi. O meglio, quelli che hanno deciso di vivere nel nostro mondo, l'hanno fatto. Ma il resto vive secondo le loro regole, che Noi non capiamo/accettiamo, e che porta immediatamente ad individuarli come "alieni", e pericolosi, quando i tempi si fanno più bui, il futuro più incerto, la grassa tranquillità del vivere borghese, meno certa. Allora occorre individuare il "nemico", o meglio il "capro espiatorio".
Del resto è storia vecchia. Nessuna invidia-rabbia. L'analisi filosofico-psicologica del Ferrandi è per me condivisibile, ma se presa per quello che è: solo filosofica, ed in parte psicologica.
Bello il testo, ma i ROM, con i loro 4-8 figli per coppia, come saranno accolti in un mondo sempre più povero? E quale sarà, in un mondo povero, la tolleranza verso chi ruba? E' così casuale che quei porci dei nazisti se la fossero presa proprio con loro?
Noi dobbiamo imparare ad essere un pò meno intolleranti, ma questo lo potremo fare solo se loro accetteranno stili di vita sopprtabili anche per le comunità che li dovranno ospitare. Si chiama civile convivenza.
Bella osservazione l'ultima tua, M.Persico.
Naturalmente quella di Mario è un'analisi più filosofico-psicologica che politica o sociale, da qui la prosa creativa che è anche un suo tratto caratteristico (a me piace molto, peraltro...).
Non è obbligatorio essere semplici e comprensibili: si può essere anche colti e letterari. Siamo troppo abituati a linguaggi da bambini dell'asilo, e alla fine ci ritroviamo tutti con un vocabolario di 300 parole.
@8 l'incapacità di comunicare con la gente è da anni uno dei problemi della sinistra, e le conseguenze le abbiamo viste.
Credo pero' che quanto scritto Mario Ferrandi serva a sottolineare con l'uso di antipodi la situazione attuale.
Se e' vero che puo' capitare a molti di vivere solo per le vacanze, ad altri di avere profonda poverta'. Andando oltre ci si accorge di come in realta' entrambe le situazione portate all'eccesso siano simili. Da un lato vivere chiusi nella pochezza del proprio mondo, scaricando le vogli represse 1 mese all'anno se va bene, dall'altro essere chiusi in un mondo di sussistenza a margine della societa' senza mai parteciparvi realmente.
Da qui L'odio-amore come ultima analisi, la rabbia repressa dei primi perche' i ROM non lavorano; dall'altra la rabbia di chi vede fasti del consumismo e non puo' parteciparvi.
Invidia e rabbia credo siano i veri sentimenti.
E se non ci credete, chiedete a chiunque del popolo che chiamete bue perche' odia i ROM e vi rispondera' perche non lavorano prima di dire perche rubano.
crisi innescata dal fatale varcare le Porte di Orione
destrutturare un abbigliamento, un portamento e una scansione comportamentale grottesca illogica
praticare e coltivare le proprie pulsioni e attitudini negate dalla giostra ostentativa degli status
concesso in buona sostanza semel in annum
Ma perché per spiegare una cosa così semplice bisogna usare frasi e parole ricercate, citazioni latine e una sintassi ardita? Poi si chiedono perché la Sinistra non la vota più nessuno: ci credo, non si capisce nulla di quello che scrivono.
Ottimo post.
Odio-amore, forse invidia per chi ha la libertà di non avere responsabilità, tempi, lavoro, soldi, tasse da pagare.
Ma è una libertà relativa e molto dura (in fondo .......come la nostra).
Lungi dall'essere "liberi e belli", i rom sono costretti a tagliare la corda appena la gente si accorge della loro presenza, non possono vivere a lungo in un posto solo, ma devono comunque soggiornare vicino ai grandi insediamenti urbani (dov'è il "calarsi liberi e destrutturati nella natura?") per poter sopravvivere, nutrendosi delle briciole della nostra società. In qualche modo sono costretti a far parte del parco buoi anche loro o a dipendere da esso, pur non potendone accettare le regole per loro intrinseca cultura. Sono ex-indiani senza riserva, ex popoli nomadi senza vasti territori, abbrutiti dalla vita ai margini di una società opulenta guardata e desiderata da lontano, alla quale non hanno accesso e alla quale non possono e non vogliono (giustamente) adeguarsi.
Quanto all'essere senza struttura, che io sappia, una struttura familiare e di clan, con regole e leggi rigide, ce l'hanno eccome.
Poi non credo che nell'orizzonte esistenziale dei rom non ci sia il desiderio o il possesso e fruizione di alcuni orpelli della società opulenta.
Insomma, un quadretto idilliaco ma poco realistico, da erba del vicino sempre più verde della nostra.
Io direi che descrive molto bene il nostro modo romantico di pensare alla vita libera "da zingaro", ma mi viene subito in mente la canzone "ho visto anche degli zingari felici" di claudio lolli.
E aggiungerei "ho visto anche dei buoi felici", a quanto pare la felicità dipende in minima parte dalla struttura della società in cui si vive.
Secondo me, il problema Rom (ma anche Sinti, famiglie di quartieri tipo Scampia, ecc.) va affrontato facendo applicare la legge, che deve essere uguale per tutti.
Un Rom, ma anche chiunque altro, che mandi i propri figli minori ad accattonare o a rubare, deve essere punito, e gli deve essere tolta la patria potestà, esattamente come deve accadere per gli italiani con simili comportamenti, o per integralisti di vario tipo che non mandano i figli a scuola per non "contaminarli".
Chi ruba va messo in galera, e a ogni recidiva andrebbero aumentate le pene del 20%. Se mancano le galere, costruiamone di altre, o usiamo dispositivi per rendere certi gli arresti domiciliari.
Proprio le statistiche sulla vita media e la mortalità dei Rom indicano che queste culture, o sub-culture, rubano l'avvenire dei loro figli. Non sono accettabili in una società moderna. Chi vuole vivere una vita nomade onesta, può fare il venditore ambulante, il giostraio, o altro. Moltissimi Rom e Sinti lo fanno, e non creano alcun problema nè all'Italia (di cui molti sono cittadini), nè ai loro figli.
ovviamente volevo dire "pisTolero"
Mi pare un po' forzata questa tesi di Ferrandi, partorita per puro intento polemico verso la "borghesia" che poi borghesia tanto non è.
Un conto è fare 2 settimane di vacanza in camper dopo un anno di lavoro stanziale, con la sicurezza produttiva che questo comporta, un altro è procurarsi le risorse per tutto l'anno vivendo da nomade.
Insomma, non è che se a uno piace il cinema western, per questo va irriso per un suo ipotetico inconfessato sogno di vivere da pisolero.
E ce ne vuole di coraggio per parlare del nomadismo predatorio come "meccanismo DI SUCCESSO" della specie umana: sarà stato vero nel neolitico. Si vadano a vedere le percentuali di mortalità infantile tra gli zingari, prima di parlare di successo...
E ce ne vuole per parlare di
D'accordo sull'attrattiva della vita "da zingari", e anche suul'alienazione degli altri 11 mesi dei "normali". Un aspetto, pero' e' da tenere a mente: chi aspetta 11 mesi per vivere da zingaro lo fa coi suoi mezzi, ricorrendo a risorse economiche che si e' messo da parte col suo lavoro. La vita dei ROM, almeno oggi, e' soprattutto rubare ed elemosinare, checche' se ne dica. Ed e' su questo che la gente ha da ridire, non su nomadismo e promiscuita'. Per esempio, quegli ultimi pastori superstiti che si dedicano ancora alla transumanza, sono visti come una curiosita', un retaggio storico, anche con ammirazione, quindi, non e' la vita nomade la causa di discriminazioni. Cosi' la promiscuita': su questo oggi c'e' una discreta varieta'. Quindi, riassumendo: vita da zingaro (se ti piace) OK, furti ed elemosina (di bambini, magari) NO.
"persino ovviamente irrilevante per le sorti della nazione"
Beh, riempire un'Italia già affollata di milioni di stranieri non mi pare sia tanto irrilevante per le sorti della nazione nel post peak.
Sono d'accordo però sull'analisi psicologica da parte dell'autore del "popolo bue", che include molta gente ma non tutti(io ad esempio non vivo in funzione dell'agognata vacanza).
Tornando alla mia obiezione, penso che il nostro paese avrà grossi problemi a gestire 60 milioni di individui(e forse più) quando arriveranno i veri effetti collaterali del post picco.
Molto più grossi di quelli che avranno i paesi scandinavi o la Nuova Zelanda, nazioni a basso tasso demografico come si sa...
alle 21:39
elipsos
@ 11
Va bene che non bisogna essere semplici e banali, però quando si comunica su Internet e con un testo così breve bisogna cercare di essere efficaci e comprensibili, altrimenti è tutta aria fritta.
Poi, naturalmente, se l'autore vuole farsi capire solo da una ristretta élite di persone colte (che in Italia sono quattro gatti) e obbligare gli altri ad analizzare il testo parola per parola manco fosse la Divina Commedia, io non posso farci granché.