Crisi sistemica e cambio di paradigma
Si deve trovare un elemento di originalità, simpatia, interesse in cose alle volte oggettivamente "spinose".
Pubblicizzare un vino dai quarti di nobiltà recenti deve essere difficile, non c'e' dubbio; l'associazione con qualcosa di "cool", "figo", alla moda è un classico.
Ma il creativo autore della pubblicità che vedete, a cosa stava pensando, quando è stato colto dall'idea vincente: al meraviglioso SUV del suo collega più bello, più alto, più fortunato, più ricco?
Perchè se c'e' una cosa di cui si può star sicuri è che l'Isetta non aveva assolutamente niente di sbagliato ed anzi è un progetto di sfolgorante sintesi e praticità di cui ci siamo ingiustamente dimenticati.
Per essere creativi un pò di intelligenza e capacità di analisi non guastano.
Sono qualità non molto diffuse, ahinoi, assolutamente non ricercate in una struttura sociale dove la prevalenza del mediocre è la vera legge aurea del sistema. A pensarci bene in questa vicenda i mediocri sono stati almeno due: il pubblicitario ed il committente che ha accettato senza colpo ferire una pubblicità demente.
Chapeau.
vero, la smart "catalizza" gli/le automobilisti/e più pericolosi/e e maleducati/e in assoluto...
chissà perchè?
forse perchè l'oggetto "cool" e "trendy" ha più "appeal" sui/sulle figetti/e che, com'è noto, trasudano arroganza da tutti i pori..?
la seconda che hai detto...
ma anche la prima che hai detto...
che io son ciclista e la smart è più pericolosa di un tir (per come la guidano)
Grazie Silviù. Chissà perché il pubblicitario non ha preso la Smart come esempio di "macchina sbagliata": è piccola, pericolosa, instabile, non ci sta dentro niente e ha pure poca autonomia. O forse la Smart paga meglio le agenzie che non un ferrovecchio BMW dimenticato? ;-)
L'Isetta originale, e il suo sferragliare fra i binari del tram di Milano, io la ricordo benissimo. E non mi pare che le "vetturine Isetta-like" la ricordino molto...
Lo spot e i video correlati sono invece favolosi (la Isetta monstre....). Grazie Coqui :-)
Bella! A parte il fatto che a Milano di vetturine Isetta-like con motorino due tempi 50 cc se ne vedono parecchie, vi segnalo un paio di spot Isetta dell'epoca: http://tinyurl.com/6ch8dg . Nel primo spot (un cartone animato con la famiglia felice che viaggia sulla Isetta) notate, per inciso, la notevole e secondo me non casuale somiglianza del jingle con la celeberrima colonna sonora di "La vita è bella"... :-)
L'età media e il livello culturale. Chi ha visto "Consigli per gli acquisti" di Baldoni sa cosa intendo, anche senza aver messo mai piede in agenzia!
in tutte le agenzie il committente ha il diritto di veto, e considerata l'età media della committenza italiana è chiaro il perchè del divario col resto del mondo.
Che poi francamente, anche considerando le varie Porsche in secondo piano, secondo me la Isetta è decisamente più cool.
Appunto, il particolare delle auto nello sfondo non risulta subito evidente, ma è in effetti il termine di paragone inteso dal pubblicitario.
"Ma il creativo autore della pubblicità che vedete, a cosa stava pensando, quando è stato colto dall'idea vincente: al meraviglioso SUV del suo collega più bello, più alto, più fortunato, più ricco? "
no, a qualcosa di un po' più sobrio, forse simile ai bolidi sullo sfondo: porsche, corvette...
e vi ricordate la pubblicità della fiesta? recitava più o meno come "la fine dell'era delle utilitarie" come se le utilitarie avessero fatto male a qualcuno.
Proprio oggi cercavo una di quelle microcar usate, che si guidano senza patente e scaopro che anche di queste ormai non ne esistono senza vetri elettrici, autoradio, aria condizionata e altre minchiate .
Speriamo nella indiana spartana tata.
Concordo con steu...
Basta vedere la frequenza delle pubblicità di automobili in televisione per rendersi conto di quanto funzioni bene. L'italia è satura di auto, nuove strade, nuovi parcheggi, la casa è diventata la palafitta con sotto il garage a sei posti auto. la pubblicità fa levitare l'imbecille che la segue dalla merda quotidiana e lo trasferisce in una dimensione in cui c'è solo lui e il catorcio in oggetto, con quello avrà successo, scoperà di più, valicherà montagne, fotterà col turbo i pedoni e ciclisti. poi qundo aumenta il carburante intervengono tutti a dire la loro cagata, le associazioni dei consumatori il sole 24 ore il governo l'eni i giornalisti, il prezzo del petrolio non può aumentare, dicono, sennò il mercato dell'auto va in crisi, gli italiani saranno "paralizzati" ma come? non può succedere 'sti arabi i terroristi curdi il tifone le accise... ma dico io, vaffanculo!!
alle 02:54
roberto B.
In Italia il creativo (di tutti i settori dei media) è sempre l'ultima ruota del carro. E la pubblicità non sfugge a questa crudele regola. Ho lavorato per un quindici di anni come art director in grandi agenzie, e in genere le idee più belle sono sempre rimaste nel cassetto. Mentre tra le più cretine potrei annoverare sicuramente quelle più apprezzate dai clienti. Che non dimentichiamocelo, hanno sempre l'ultima parola sulla scelta. E a volte non solo l'ultima.