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Low cost, addio.

Sabato 24 Maggio 2008, 21:25 in Trasporti di

Da vero nolimits appassionato di volo libero, Pietro Cambi apprezzerà il fatto che, tra non molto, gli unici a volare saranno i deltaplanisti.

Meno contenti noialtri, umili e tremebondi clienti del low cost. Eppure, sembra che le compagnie aeree stiano definitivamente gettando la spugna. Quante ne sopravvivranno? E soprattutto, per chi?

Negli USA, piccole compagnie locali stanno chiudendo a raffica, lasciando cittè e cittadine completamente prive di collegamenti aerei. La notizia più clamorosa degli ultimi giorni riguarda l'American Airlines, che fa una drastica cura dimagrante lasciando a terra 75 aerei e decine di migliaia di lavoratori, oltre a far pagare il biglietto anche ai bagagli. Il CEO afferma senza mezzi termini:

Il trasporto aereo come è strutturato oggi non è fatto per sostenere un prezzo del petrolio a 125 (!) dollari al barile, e certamente non quando spese record per i carburanti si accompagnano ad un economia debole.  

L'Air France riporta una perdita di oltre 500 milioni di euro solo nel primo trimestre 2008. E non è tra le più colpite: l'australiana Qantas e il vettore giapponese se la passano anche peggio. La Ryanair sta aumentando i prezzi, e si riduce a mettere appartamenti in affitto sul suo sito web.

La British Airways affida al suo direttore esecutivo altre analisi assai grigie:

Non penso che l'industria possa assorbire questi aumenti. Il carburante rappresenta il 35-37% dei nostri costi. Nel 2000 era il 9%. Per una compagnia low-cost rappresenta il 50% dei costi. Per loro è una minaccia alla stessa esistenza, molte chiuderanno.

Nessuno parla più di Alitalia, oggetto di appassionata campagna elettorale. Sta messa peggio della monnezza di Napoli, non la salva neanche San Gennaro se persino i suoi principali compratori rischiano la chiusura.

Gira voce, inoltre, che le agenzie di viaggi non garantiscano più il prezzo del biglietto dopo sole 24 ore dalla prenotazione. Se aumenta, lo paghiamo aumentato al momento dell'acquisto. Sarà la fine del low cost?

 

17
17 commenti
17
19 Ago 2012
alle 21:49

diego

Ciao, io scrivo...tanto tu pubblichi solo quello che scrivono i tuoi amici portasfiga. Non so che gusto ci sia a portare iella e ad augurarsi di stare male, tu godi se la benzina sfonda i 2 euro al litro e se le compagnie low cost falliscono...brava. A me questo pare godere del male degli altri...se finisse il petrolio domani tu diresti " ah ah ah , io lo sapevo"...brava, lo sanno anche gli asini che finirà ma io spero il più tardi possibile e non godo se dovremo tornare ad andare con l'asino. 

16
26 Mag 2008
alle 11:27

Fatman

Io avevo capito che l'aeroporto di viterbo sarebbe servito per spostare parte del traffico di roma ciampino. L'aeroporto è a Viterbo, ma servirebbe Roma. Ryan air non è estranea agli aeroporti lontani dalle città a cui sono (principalmente) destinati. Girona è a 100 km da Barcellona, lo stesso Santander da Bilbao. Non credo che l'intenzione sia servire Viterbo (anche se in italia abbiamo città anche più piccole con il loro aeroporto, quindi non si sa mai!).

15
25 Mag 2008
alle 18:14

Osvaldo

L'aeroporto di Viterbo servirà ai VIP (a grande maggioranza di sinistra) che amano spostarsi in aereo e soggiornare in villa nella quiete della bassa Toscana (Capalbio, Orbetello, ecc.) senza essere disturbati dalle orde di plebei vacanzieri.

Guardando inoltre la cartina autostradale si nota la mancanza del tratto fra Civitavecchia e Livorno, che mai si farà per lo stesso motivo.

Quindi dietro la scelta di Viterbo c'è una strategia, bisogna solo vedere a chi è utile!

14
25 Mag 2008
alle 16:13

Bernardo Mattiucci

La storia dell'aeroporto di Viterbo e' la piu' grande stronzata che i politici hanno potuto mettere a segno.
Primo perche' Viterbo non ha bisogno di un aeroporto.
Secondo perche' non ha le infrastrutture per servirlo.
Terzo perche' va costruito da zero.
Quarto perche' non servirebbe a sviluppare la zona.
Quindi perche' hanno voluto, per l'ennesima volta, preferire le conoscenze politiche all'utilitita' pratica (eventuale) di un'opera strategica.

Una delle altre contendenti era Frosinone... a meta' strada tra Roma e Napoli. A 2 passi dall'Abruzzo. A 1/2 passo da quello che, se completato, diventera' uno dei piu' grandi parco giochi d'Europa dopo DisneyWorld Paris. E, tra l'altro, con un aeroporto gia' esistente, benche' militare e limitato ai soli elicotteri, gia' ampiamente servito da infrastrutture di ogni tipo.

Ma forse e' meglio cosi'...

13
25 Mag 2008
alle 15:51

Vil

Gli aerei sono necessari per i grandi spostamenti oltre i 5000 km, sotto non so quanto convengano. da mosca a torino ci vogliono circa 3-4 giorni a velocità di convoglio in treno e non mi sembra tantissimo. Mi chiedo quanta energia ci vuole per far viaggiare il treno ed in che misura sono sostenibili a lungo termine. Sarà l'ora che abbandoneremo quei pazzi americani sulla loro vecchia terra?

12
25 Mag 2008
alle 12:56

Pippetto

Sarà crisi anche per la Ryanair? E pensare che a Viterbo presto cominceranno i lavori per un nuovo aeroporto dedicato alla compagnia low cost. Un'altra opera inutile come il ponte sullo stretto e le centrali nucleari?

11
25 Mag 2008
alle 11:32

Giuseppe corona

Una piccola compagnia, che effettua voli da e per l'Isola di Man, la EuroManx, ha ammesso che ha chiuso i battenti anche per il caro-petrolio. Nella sua home page ringrazia i dipendenti che per ben 6 mesi hanno lavorato senza sapere quale fosse la loro "fine". Ora i voli di questa compagnia vengono effettuati dalla Flybe.

10
25 Mag 2008
alle 11:13

Luigi Lucato

#9 e #3
peso cavallo 5 ql consuma 11.5 ql di fieno per ql
5 x 11.5 = 57.5 ql un buon Ha di prato.

9
25 Mag 2008
alle 10:49

Aldo

Nickvandeerpeers [#3]: "Se avessi lo spazio mi comprerei un bel CAVALLO [...]"

Quello spazio, in Italia, non ce l'abbiamo [più] e ne avremo sempre meno continuando l'attuale trend di crescita demografica. A mio avviso non abbiamo neppure più lo spazio per tutta la gente che abita l'Italia, il che è una bella grana.

8
25 Mag 2008
alle 10:45

Bernardo Mattiucci

La realta' e' molto complessa.... ma analizzarla, per chi non si fa preconcetti e accetta qualsiasi potenziale visione, non e' affatto difficile.

Gia' un anno fa avevo pronosticato una drastica riduzione del settore turistico... e lo facevo con dati alla mano visto che lavoravo nel settore.

Il costo del biglietto aereo e' solo una piccola parte dei costi che stanno aumentando in tutto il mondo a causa del caro petrolio.

Se il solo "viaggio" puo' far lievitare i prezzi di diversi punti percentuali, il costo dell'energia e dell'alimentazione fann il resto.

La gente si sposta meno perche' c'e' meno sicurezza economica e le priorita' restano altre.

Quelli che continueranno a spostarsi sono sempre meno e sono sempre quelli che, guardacaso, hanno un reddito sopra la media o che fanno dell'apparenza una regola primaria da garantire ad ogni costo.

Non mancano i ricchi, sia in Italia che nel resto del mondo... ma quelli non fanno testo!

E' come per le macchine... ci sono le fuoriserie numerate che costano svariate centinaia di migliaia di euro... e le piu' o meno "piccole" vetture per il grande pubblico. Un calo delle vendite delle prime non interessa a nessuno. Un calo delle vendite delle seconde, invece, e' un problema serio da considerare e analizzare anche sulla base delle implicazioni sociali, industriali ed economiche.

Il volo aereo diverra' sempre piu' costoso.... spariranno tantissime compagnie aeree e si tornera' indietro nella storia di qualche centinaio di anni... quando, per andare in america, ci si imbarcava sui grandi velieri che solcavano LENTAMENTE gli oceani!

Meditate gente... meditate...

o meglio...

Pedalate gente... pedalate... 

7
25 Mag 2008
alle 09:52

Giuseppe corona

Una piccola compagnia, che effettua voli da e per l'Isola di Man, la EuroManx, ha ammesso che ha chiuso i battenti anche per il caro-petrolio. Nella sua home page ringrazia i dipendenti che per ben 6 mesi hanno lavorato senza sapere quale fosse la loro "fine". Ora i voli di questa compagnia vengono effettuati dalla Flybe.

6
25 Mag 2008
alle 09:31

Bri

Pietro, sei tu in foto? Mettiamo su  una compagnia di trasporto deltaplanistico, decollo a verricello (elettrico, o trazione manuale o animale, ovviamente)....

Salutoni Gianni 

5
25 Mag 2008
alle 02:01

tapro

"Il film poi ti fa stare male solo per il fatto di stare da questa parte della barricata..."

Se potessimo ricostruire la storia di ogni singolo oggetto di cui facciamo uso ogni giorno, avremmo delle amare sorprese.

Se ne trai le conseguenze, l'unica possibilità di salvezza è darsi alla vita ascetica nei boschi.

 

4
25 Mag 2008
alle 01:20

nickvandeerpeers

@Tapro, neanche a farlo apposta giusto iedi sera mi sono noleggiato "BLOOD DIAMOND" a parte la crudezza della pellicola che non mi ha fatto dormire, i panorami in alcune scene sono davvero incantevoli. Il film poi ti fa stare male solo per il fatto di stare da questa parte della barricata...

riprendendo il mio post precedente ecco un bel link sulla trazione animale a cui ci dovremo abituare...

3
25 Mag 2008
alle 01:11

nickvandeerpeers

Io non mi preoccuperei; probabilmente hanno qualche asso nella mancia tipo i BOEING a propulsione NUCLEARE!

@Michele, tu parli bene e fai un analisi precisa, c'è solo un'incognita, quando il prezzo del petrolio si fermerà?

Solo quando il prezzo del petrolio sarà stabile e dico stabilizzato nell'arco di almeno una o due annualità, potremmo delineare uno scenario su cui fare le opportune previsioni.

Le strade non sono molte, quelle praticabili intendo, posso stringere i denti e cercare di assorbilre il maggiori costi guadagnando un po' meno per mantenere la clientela, ma a lungo andare se il mio margine si assottiglia e devo scaricare i maggiori costi sui clienti, se poi la clientela è "depressa" di suo per la situazione di crisi economica strisciante non sarà il costo del biglietto a limitare il costo dello spostamento ma graveranno costi maggiorati anche sulla vacanza all'eltero o sul soggiorno del weekend nella capitale europea di turno.

Ovvio che le aviolinee nazionali sono quelle che in teoria dovrebbero saltare prima secondo le leggi di mercato, ma vedi il caso ALITALIA che viene mantenuto in vita artificialmente (Dead man walking= Morto che cammina) quindi paradossalmente sono quelle che poi hanno le maggiori possibilità di salvarsi.

Se avessi lo spazio mi comprerei un bel CAVALLO che male che vada lo attacco alla ruota con una alternatore e mi produce energia elettrica (sarebbe interessante trovare qualche dato sulla trazione animale con cui generare energia..)

Notte

2
25 Mag 2008
alle 01:05

tapro

Io invece mi preoccuperei più per questi: 

http://online.wsj.com/public/article/SB121142174211212997.html?mod=2_1577_leftbox

1,063,572% - Un milione per cento di inflazione, entro la fine dell'anno arriverà sui 5 milioni annui. E lo Zimbabwe è da sempre uno dei paesi meno poveri dell'africa.

Ora "Il dollaro dello Zimbabwe è ... totalmente svalutato: attualmente i prezzi cambiano da un momento all'altro, con tutte le conseguenze del caso. Qualsiasi prodotto ha costi altissimi: medici ed infermieri non si recano al lavoro perché i trasporti sono troppo dispendiosi, manca il denaro per mettere benzina nelle ambulanze, le quali per questo non possono circolare; anche il servizio telefonico incontra problemi. È amaro notare che l'inflazione nel 1997 era solo del 20%. E proprio l'inflazione ha costretto all'introduzione di biglietti da 250.000, 500.000 e 750.000 dollari, ...  il taglio massimo introdotto è di 10 milioni di dollari locali." da wiki

Per farvi un'idea dello stato di alcune nazioni africane e delle responsabilità del primo mondo, guardatevi "Blood Diamond". Valido per i diamanti ma anche per tutte le materie prime, compreso il petrolio nigeriano: www.lettera22.it/showart.php?id=6131&rubrica=30

Nessuno si sogna di alimentare guerre civili e massacri mettendo gasolio nel serbatoio, andando a Parigi in aereo per il week-end, o comprando un anello alla fidanzata.

Eppure è così, la nostra sete di materie prime inonda di armi le zone di guerriglia.

1
24 Mag 2008
alle 23:06

Michele

Certamente ci sarà una riduzione dei voli e un aumento dei prezzi.

Le migliori low-cost come Ryanair, però, hanno una flotta di aerei nuovi e minori costi strutturali. Quindi, i differenziali di costo rimarranno rispetto ai vettori tradizionali. Solo, ci sarà meno differenza in percentuale.

Quindi, molte aviolinee con aerei vecchi e/o che non sapranno strutturarsi per affrontare la crisi chiuderanno, ma molte low-cost rimarranno più forti di prima. Io, casomai, mi preoccuperei di più per le aviolinee tradizionali. 


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