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Il picco del carbone cinese, i guai della Gazprom ed altre bagatelle

Pietro Cambi avatar Lunedì 5 Maggio 2008, 13:26 in Apocalypse now di Pietro Cambi

carboneSi è parlato tanto, anche troppo, tra di noi, del picco del petrolio e del gas, senza dimenticare quelli della altre materie prime.

Al convegno di Aspo Italia 2 , tra l'altro moderato dalla Debora, Euarn Mearns di The Oil Drum, ha mostrato che entro il 2013 la Russia potrebbe non essere più in grado di onorare i contratti di fornitura in essere con i paesi occidentali.

Beh, dicono gli amministratori degati delle aziende produttrici di energia, male male, in attesa del nucleare, possiamo comunque tornare al carbone, ovviamente pulito e profumato, è chiaro.

Siamo sicuri ?(domanda retorica)

Il carbone, in realtà, si trasporta male su lunghe distanze e i paesi produttori, visti i chiari di luna hanno aumentato il consumo interno con il risultato che il mercato "libero" si restringe sempre più.

In Cina la situazione è drammatica: a causa della incredibile crescita dei consumi elettrici, solo nel 2007 hanno realizzato centrali termoelettriche a carbone per 100 GW (più del doppio della potenza installata in Italia) ed ora non riescono ad approvvigionarsi abbastanza in fretta, con il risultato che dovrebbero esaurire del tutto le scorte in pochi giorni. Questo non significa che si sia raggiunto il massimo della produzione di carbone, neppure a scala locale, ma che questa non può più tenere il passo con il continuo aumento della domanda. I mercati hanno un meccanismo ben collaudato per risolvere lo squilibrio:la distruzione della domanda tramite aumento dei prezzi e dei costi...

E dopo? Dopo cominceranno i black-outs.

Forse non è il picco, neppure quello locale, ma le conseguenze per i cinesi saranno del tutto analoghe.

18
18 commenti
18
06 Mag 2008
alle 13:42

Paolo B.

@17

Bella trovata! E chi glielo dice alla gente che non devono fare più figli? E' irrealtà pura.

Visto che la soluzione della decrescita demografica non è affare umano, ci penserà la Natura attraverso le sue sempre valide leggi vecchie di miliardi di anni...

17
06 Mag 2008
alle 11:44

cristiano

interessate punto di vista Fausto.

@9 e 10

per una rapida decrescita l'unica è figli 0 per un certo numero di anni poi 1 figlio. Poi che non credo vengano dall'aumento dei costi della vita, i paesi poveri sono i più prolifici. il controllo demografico ha un costo, le gente non rinuncia alla sessualità.

queste cose vanno dette però a tutti nel mondo. se no rimangono pippe mentali, che comunque non hanno alcuna utilità per controllo demografico :)

 

16
06 Mag 2008
alle 08:56

fausto

Vorrei puntualizzare una faccenda: anche se apparentemente lo usano per il consumo interno, una parte preminente della produzione di carbone cinese viene esportata. Lo usano essenzialmente in due settori: siderurgia (ghise ed acciai esportati a go-go) e generazione elettrica (che alimenta il mare di fabbriche da cui NOI traiamo molti beni di consumo).

Di fatto, i cinesi restano grandi esportatori di energia, ma in forma inconsueta: la esportano sotto mentite spoglie, all'interno del mare di prodotti che ci vendono.

Un'eventuale carenza di energia in Cina svuoterebbe prima di tutto i NOSTRI mercati all'ingrosso. 

15
05 Mag 2008
alle 21:01

Luigi Lucato

#14 purtroppo ho perso quasi tutta la tavola rotonda
dalle 16.30 in poi, come ho detto su petrolio.

Luigi

14
05 Mag 2008
alle 19:26

Debora/Crisis

Luigi, forse ti sei perso qualcosa perché alla tavola rotonda di ASPO 2 era presente Dalma Domeneghini, Presidente dell'Associazione Decrescita, che ha avuto uno spazio molto importante.

ASPO propone la decrescita praticamente come UNICA soluzione alla crisi energetica. Anche perché altre soluzioni non ce ne sono.

13
05 Mag 2008
alle 16:48

Luigi Lucato

#12 Scambi commerciali legati ai prodotti locali,

e culturali se riusciamo a mantenere in piedi almeno una parte della tecnologia di comunicazione attuale.

Riducendo gli sprechi di risorse attuali, penso che si possa pilotare

un cambio ancora soft, ma chi attualmente gestise le risorse deve mettersi a lavorare. 

12
05 Mag 2008
alle 16:40

Paolo B.

@11

A mio avviso le piccole comunità legate al territorio sono il miglior futuro sostenibile nel medio/lungo periodo post picco per i sopravvissuti(?) alla fine dell'era petrolifera.

Una specie di neo feudalesimo solidale nell'ambito della singola comunità e che contempli scambi commerciali con le altre del territorio circostante...

 

11
05 Mag 2008
alle 16:09

Luigi Lucato

#8 mi informo ero a Torino.

#9 Certamente subito i consumi, poi con tempi lunghi la popolazione.

Non credo a governi più o meno mondiali

più un sistema diventa grande e più diventa instabile e vorace nei consumi

forse molti dei guai della popolazione sono stati creati da politiche di assistenza che hanno permesso uno sviluppo altrimenti molto minore.

Credo più in piccole comunità legate al territorio.

 

 

 

10
05 Mag 2008
alle 16:05

Marco I.

@ 9

credo che la politica demografica di un figlio unico per coppia possa anche venire da un aumento del costo della vita esponenziale, senza bisogno quindi di un governo mondiale dittatoriale.

la cosa che mi preoccupa è la situazione energetica italiana. se paesi come la russia, date le riserve energetiche che hanno, possono permettersi piani di lunga durata per preparare ed invogliare in qualche modo la decrescita nel loro paese, in italia ci ritroveremo a usare le candele da un momento all'altro.grazie alla cecità dei nostri politici, e alla nostra (che li votiamo).

9
05 Mag 2008
alle 15:58

Paolo B.

A mio avviso vedo più realizzabile la decrescita dei consumi in generale piuttosto che quella demografica.

Non so ma, esclusa l'opzione di un Governo totalitario, come si fa ad imporre alla gente di mettere al mondo non più di un figlio?

In parole povere, per una seria e rapida decrescita demografica in tutto il pianeta, si dovrebbe perseguire necessariamente e per un certo numero di anni la politica del figlio unico per coppia, per poi salire(ad opportuna decrescita raggiunta) a due figli per coppia in modo da avere una popolazione umana numericamente stabile nel tempo.

Facile a dirsi ma impossibile a realizzarsi a meno di avere un Governo mondiale dittatoriale che imponga tale politica demografica.

Visto il poco tempo che ci rimane per decrescere e non augurandomi l'eventualità di una dittatura globale, temo che la decrescita demografica avverrà in ogni caso e in modo drastico in seguito agli effetti del picco...

8
05 Mag 2008
alle 15:57

Carlo

Luigi Lucato: di decrescita dei consumi/popolazione credo se ne sia parlato - praticamente in parallelo con ASPO (Torino) - all'Assemblea dei Mille (Chianciano)

7
05 Mag 2008
alle 15:19

Luigi Lucato

#6 La decrescita subito nei consumi, e nel tempo anche della popolazione

ma non ho visto nulla di questo come proposte anche ad ASPO2

purtroppo tutto il nostro sistema è orientato alla crescita continua

e in un mondo finito è impossibile.

  

6
05 Mag 2008
alle 15:15

cristiano

la decrescita a mio modesto avviso è l'unica soluzione o meglio è l'unico scenario possibile.

si tratta di capire quindi come si la si vuole gestire, visto che esaurite la maggior parte delle risorse all'incirca 5 persone su 6 saranno di troppo.

io personalmente non vedo alcun segnale concreto che mi faccia ben sperare nel futuro...

5
05 Mag 2008
alle 15:14

Luigi Lucato

Ultima miniera umana a basso costo da sfruttare

forse esiste anche un picco dei lavoratori? 

comunque stanno sviluppandosi con un costo ambientale enorme

penso che siano già al limite. 

 

 

4
05 Mag 2008
alle 15:10

Paolo B.

Mi sa tanto che la Cina abbia scelto(per volontà dell'Occidente ovviamente) il momento sbagliato per cercare di arrivare allo standard di vita dei paesi sviluppati.

Una economia in così tumultuoso sviluppo, di stampo neoliberistico e consumistico e che fa arricchire solo una minoranza della sua smisurata popolazione ha il suo peggior tallone di achille proprio nell'immenso fabbisogno energetico.

Di certo se la dirigenza di pechino si ostina a perseguire il raggiungimento del nostro stile di vita, che non è compatibile comunque con la finitezza delle risorse terrestri, per mezzo del dogma neoliberistico, la Cina non ha futuro...

 

3
05 Mag 2008
alle 14:56

Luigi Lucato

NB: anche noi dobbiamo cambiare e in fretta
non vedo con quali prospettive si finanziano progetti legati a presupposti di crescita continua, quando
si dovrebbe cominciare a parlare di decrescita almeno dei consumi.

2
05 Mag 2008
alle 14:52

Luigi Lucato

Con crescite cosi tumultuose come quella cinese
oltre al picco delle materie prime come produzione
esite il picco della logistica per la distribuzione delle stesse

e comunque una logistica troppo sovradimensionata sui consumi attuali o presunti andrebbe in crisi al primo picco dei carburanti.

non vedo soluzione tranne un modello di vita diverso da quello occidentale.

1
05 Mag 2008
alle 14:38

luca

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=571654

 

 

il peggio della crisi a Wall Street è passato". Per il miliardario americano Warren Buffett la fase peggiore della crisi dei mercati innescata dalla stretta del credito per la Borsa americana potrebbe essere passata. Ma "se si guarda alla gente, ed ai loro mutui, arriveranno ancora dolori".

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