Crisi sistemica e cambio di paradigma
Sulla base dei vostri suggerimenti vi propongo, senza tante chiacchere da parte mia, un sito segnalato dal mio amico/fratello Marco Ciolli, dove si parla di un modo diverso di fare agricoltura, non in qualche arcana landa del middlewest ma in Italia. Si tratta dell'agricoltura sinergica, una pratica agricola che unisce in un affascinante mix modernità scientifica e metodi di coltivazione tradizionali.
Se ci date un occhio vedrete che si applica particolarmente bene agli orticelli intra e periurbani a prova di crisi, di cui ogni tanto dibattiamo.
Buona lettura! (commenti/intergrazioni/esperienze sono benvenuti)
BUMP
Is there anybody out there?
@15. fausto
"E comunque non è l'unica fissatrice a cui rivolgersi"
per esempio? non tenerci sulle spine
@ Massimo #12
Guarda un po'. Il trifoglio che ammanta le vigne di mio padre, e di cui lui si vanta tanto, a qualcosa serve. Però è molto sensibile al contesto ambientale, e la sua presenza varia pesantemente da un anno all'altro. E comunque non è l'unica fissatrice a cui rivolgersi.
@ Massimo V
grazie per la risposta, approfitto per chiederti un'altra cosa... volevo sapere se si riesce a coltivare in maniera "sinergica" anche le patate su estensioni medio-grandi (anche se a dir la verità mi sembra impossibile)
@ 11 - Luigi
Ho ricevuto la tua email e ti ho risposto. Come già detto mi scuso ma in questi giorni sono un poco impegnato.
Grazie e a presto.
@ 10 - Hypnotoad
In linea generale le piante azoto-fissative sono le leguminose. Esse infatti favoriscono la proliferazione nell'apparato radicale di batteri azoto-fissatori.
La leguminosa più utilizzata per questo scopo (come ha anche descritto Fukuoka) è il semplicissimo trifoglio. Se infatti si osserva il comportamento di prati incolti, vi è una tendenza naturale alla proliferazione del trifoglio, che di fatto è un infestante. La tecnica prevede la semina del trifoglio e il successivo sfalcio lasciando gli sfalci sul terreno che assolvono alla duplice funzione di fertilizzante naturale e pacciamatura.
OT
Situazione:
sentito Daniele Spagli tutto ok.
Per Massimo V e Aldo
non ho risposta dalle vostre e_mail
provate a mettere queste coordiante su GOOGLE MAPS
44.7935N 8.7783E
e mi trovate
per i Ciociari
41.7613N 13.186E
però sono giù raramente
Pietro se puoi passargli la mia e_mail almeno ci sentiamo
Ciao Luigi
sito molto interessante....
"Per le colture in pieno campo, in ambienti siccitosi, si prepara il suolo stabilendovi una copertura vegetale permanente di piante azoto-fissatrici a portamento basso, con massima copertura del suolo, resistenti alla siccità e che si mantengano in vita durante la stagione secca.
Per cominciare, si semina la specie di copertura in tutto il campo, e questa operazione può richiedere un'aratura... sarà l'ultima volta che si disturba il suolo."
pensavo potesse andar bene l'erba medica (medicago sativa)... ma poi scopro che è tossica per la germinazione delle altre piante (e anche dei suoi stessi semi).... http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=2894414
qualcuno ha in mente qualche alternativa?
@ Massimo V
sto collaborando alla realizzazione di un blog di un mio amico e fornitore agricoltore, potresti inserire alcuni tuoi commenti o aiutarci ad inserire nuovi post sulla permacultura o sul biointensivo?
www.alconfin.blogspot.com
grazie.
Questosistema assomiglia molto all'agricoltura biodinamica proposta da Rudolf Steiner, dove il concetto prevalente è di lasciare fare alla terra. Rotazioni, concimazioni solo con letame, riposo del terreno e utilizzo delle conoscenze astronomiche e astrologiche per le semine, in modo che le piante non debbano ricorrere a antiparassitari.
Secondome è l'agricoltura delfuturo; non ho trovatu nulla di più naturale, assolutamente non l'agricoltura biologica.
PS per Pietro Cambi.
Quella riprodotta nella foto è una struttura a spirale per le erbe aromatiche che fa parte dei concetti di Permacultura. Peccato che abbia misure leggermente troppo grandi. In teoria il centro dovrebbe essere raggiungibile a mano per piantare e cogliere le erbe senza entrarci dentro e calpestare la pacciamatura.
@ Massimo.
Dove hai preso il diploma di designer? sai se c'è qualche corso in Veneto?
@ #1 D
L'agricoltura sinergica, è la trasposizione in chiave europea del metodo di Fukuoka. Fukuoka infatti, vista la situazione geoclimatica del suo paese, si è specializzato nella coltivazione di riso e cereali invernali, oltre che mandarini.
I risultati di Fukuoka sono molto interessanti, al punto che ha ottenuto coltivazioni di riso con una produzione di chicchi per spiga maggiore di quello coltivato industrialmente.
In ogni caso, parlare di industrializzare questo sistema è un controsenso: il sistema funziona proprio perchè non è industrializzato. Inoltre parlare di bio equivale a parlare di nulla. I vari tipi di agricoltura naturale: sinergica, biodinamica, biointensiva, ecc. sono tutte colture biologiche. Disponendo le varie tecnologie in una scala potremmo dire che la coltura genericamente biologica sta nel mezzo e ai due estremi ci sono la Permacultura da una parte e la coltura Idroponica dall'altra.
A questo proposito, la Permacultura è a parer mio una soluzione più completa. Innanzi tutto perchè non esclude che in un ambito permaculturale si possa fare un orto sinergico o biodinamico, ma soprattutto perchè è un approcio interdisciplinare che prende in esame tutte le componenti: energia, acqua, terra, biodiversità e fattore antropico.
La Permacultura inoltre è una coltura di tipo intensivo nel senso che è in contrapposizione alle colture estensive. Questo significa che funziona su scala individuale ma d'altra parte prende come presupposto il fatto che ognuno di noi dovrebbe essere responsabile del proprio cibo. Se si va a vedere quello che è successo a Cuba nel periodo speciale, si può notare che ci sono molti punti in comune con la Permacultura. Inclusa la Permacultura urbana che è sostanzialmente quello che si fa ancora oggi a Cuba, dove in una città come l'Havana più del 50% del cibo viene prodotto nella città stessa.
In un bellissimo discorso di qualche tempo fa, intitolato "Fifty Million Farmers", Richard Heinberg dice: "Dopo aver visto il beneficio della produzione biologica su scala ridotta, i leader cubani hanno deciso che, se anche trovassero un'altra fonte di petrolio poco costoso, essi manterrebbero comunque i nuovi metodi decentralizzati e a bassa energia."
Ho conseguito l'attestato di designer in Permacultura e posso dire che è un'esperienza illuminante. Da quando me ne sono interessato e cominciato a documentarmi ho provato il piacere di capire che le cose si possono fare, che si devono fare, e che non è difficile farle. Abituati come siamo a non saper più fare nulla perchè lo fanno gli altri per noi, abbiamo perso la capacità di osservare i modelli naturali e produrci da soli le cose essenziali per la nostra vita. Il cibo innanzi tutto, ma anche l'energia, la casa, gli strumenti, e altro ancora.
Consiglierei a tutti questo percorso che a parer mio è la riscoperta dell'uomo. Un uomo che osserva quello che accade intorno a lui e vive in sintonia con la natura che lo circonda, la utilizza per la sua sopravvivenza senza danneggiarla e in molti casi arricchendola. E se qualcuno pensa che al di la delle belle parole. sia una pratica al limite del metafisico posso dire che non è affatto così. Al contrario è un approcio estremamente pragmatico ma che non dimentica che esiste nell'uomo una componente spirituale altrettanto importante.
E' molto meglio una coltura che produce e rende felici piuttosto che una che produce e basta o, peggio ancora, rende infelici.
D, la questione è qui bisogna trovare qualcosa di non industrializzabile...
Qui bisogna partire anche col blog dedicato agli orti di guerra...
Quando avete un po' di tempo spendete qualche parola anche per la Permacultura: i concetti sono molto simili a quelli dell'agr. sinergica ma con più stress sulla produttività.
Come dici giustamnte, per il momeno si puo applicare solo agli orticelli. Quardando il sito ho comunque qualche perplessità...
Vedremo in futuro se il sistema è industrializzabile, e se i risultati non vengono contraddetti. Al momento mi pare più probabile un passaggio verso il bio (che è già qualcosa).
D.
alle 01:02
Nicola
Bhè... come azotofissatrici ci si può "rivolgere" un po' a tutte le leguminose... dal trifoglio ai carrubi dipende cosa si deve fare.
e si, si può coltivare anche patate su estensioni "medio grandi" come dici tu ma sconfinando un po' in permacultura o abbassando leggermente la resa ma preservando sicuramente i meccanismi di autofertilità del terreno...
Era tardi per la risposta? ;)
E, non so, ma ci sono grosse differenze tra agricoltura sinergica, biodinamica e permacultura...