Crisi sistemica e cambio di paradigma
E' buffo come qualche anno fa, quando cominciai il mio orto in terrazzo, i vicini mi guardassero come una mezza matta. Adesso, che ho invaso anche il giardino condominiale con le mie zucchine (i pomodori, nei vasi, stanno fiorendo) mi chiedono consiglio e non vedono l'ora di attingere.
Moltissima gente sta cominciando a pensare di fare autoproduzione. E la cosa più incredibile è che la motivazione non è il cibo sano o l'hobby naturalistico, ma l'improvviso terrore di catastrofi incombenti. Come se si fossero svegliati tutti insieme, eccoli a fare scorte di fagioli in scatola e a zappare il giardino. Ieri parlavo di coltivazione di patate con un dentista, oggi di forni solari con un cardiologo. I dottori sono sempre avanti.
Negli Stati Uniti, dove l'inflazione sta raggiungendo livelli sudamericani (le uova raddoppiate di prezzo in quattro mesi), si fa ancora più sul serio: i forum online sull'urban gardening sono affollati più che mai, e pare che addirittura le galline siano sold out fino al mese di giugno. I commercianti di polli vivi sono basiti.
Però, come diceva la vecchia canzone, "You like tomatoes, I like potatoes". I principianti pensano ai pomodori, ma le vecchie volpi alle patate, ai fagioli, alle pannocchie. In caso di catastrofe, insomma, è bene cominciare a contare le calorie...
Dal Financial Times: "La caduta dei prezzi delle case accelera".
"C'è la sensazione che i consumatori siano incastrati in una perfetta tempesta di caduta dei prezzi delle case, aumento dei carburanti e del cibo, riduzione dell'accesso al credito, e caduta degli stipendi e delle opportunità di lavoro".
[...]
"La severità del declino dei valori residenziali potrebbe eccedere quella verificatasi durante la Grande Depressione, quando il valore delle case scese di oltre il 20%".
Anticipazioni della prossima Very Great Depression?
http://www.ft.com/cms/s/0/72d834ba-15ea-11dd-880a-0000779fd2ac.html?nclick_check=1
eh be', basta organizzarsi.
un metodo di cui ho letto su "la rivoluzione del filo di paglia", di un vecchietto giapponese (fukuoka, per esempio qui: http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_masanobu_fukuoka.php) mi sembra particolarmente adatto.
si inseriscono i semi dentro palline di argilla fresca, che poi verranno lanciate dove capita. l'argilla serve a proteggere il seme dagli uccelli, e quando piove si squaglia lasciando germinare il contenuto, ancora protetto (non c'è bisogno di interrare insomma).
rilancio l'idea romana, e con l'occasione vi invito a venire il 29 maggio alla libreria flexi di via clementina, dove ho invitato a parlare chris carlsson (conosciuto come l'ideatore principale di critical mass) del suo nuovo libro, "nowtopia" (http://www.chriscarlsson.com/)
mi interessa farlo parlare qui perché, a parte il momento nero, fa una serie di notevoli paralleli tra ciclisti "illegali", giardinieri urbani, hacker e via resistendo e reinventando.
eh be', basta organizzarsi.
un metodo di cui ho letto su "la rivoluzione del filo di paglia", di un vecchietto giapponese (fukuoka, per esempio qui: http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_masanobu_fukuoka.php) mi sembra particolarmente adatto.
si inseriscono i semi dentro palline di argilla fresca, che poi verranno lanciate dove capita. l'argilla serve a proteggere il seme dagli uccelli, e quando piove si squaglia lasciando germinare il contenuto, ancora protetto (non c'è bisogno di interrare insomma).
rilancio l'idea romana, e con l'occasione vi invito a venire il 29 maggio alla libreria flexi di via clementina, dove ho invitato a parlare chris carlsson (conosciuto come l'ideatore principale di critical mass) del suo nuovo libro, "nowtopia" (http://www.chriscarlsson.com/)
mi interessa farlo parlare qui perché, a parte il momento nero, fa una serie di notevoli paralleli tra ciclisti "illegali", giardinieri urbani, hacker e via resistendo e reinventando.
Forse OT
http://www.effedieffe.com/content/view/3022/179/
ma la burocrazia complica sempre la vita
rotafixa tu sei un grande. Anch'io avevo la fissa di fare "guerrilla gardening" in giro per Roma, ovvero buttare semi di pomodoro qua e là tra le sterpaglie dei cavalcavia e lasciar fare Madre Natura!
:D
grazie mille,siete fantastici :)
qui a roma sto organizzando delle semine nei parchi pubblici. ho cominciato da poco a colonizzare le vaste terre fuori dal mio orto sul terrazzo, e finora ho seminato broccoletti e pomodori a villa celimontana e al colle oppio.
stimo di colonizzare anche villa aldobrandini, che è più vicina a casa mia (rione monti).
c'è qualche roman* in questo luogo che vuole aiutarmi? mi potete contattare usando la mail sul mio sito.
Farmers' Markets da provare senza ombra di dubbio...
D.
Mio padre 25 anni fà comprò un appezzamento di terreno non molto distante da dove abitiamo. 2000 metri quadrati dai quali ricaviamo insalata, fave, patate e qualche ciliegia. E' bello vedere come sia diversa la verdura "naturale" da quella dei mercati, oltre ad essere più grande è anche più verde, per il sapore poi.....non c'è conronto che regga.
@Marco: cerca permacultura con google, ci sono cose veramente interessanti (in plain english, oltretutto)
ok tnx ^^
mi sà che mi tocca andare nei forum americani ma sono ferrato fino a un certo punto hihi ^^
Eh Marco, quando cominciai dovetti ravanare nei forum americani (non ti dico che fatica districarsi tra "parsley", "blueberries" eccetera...). In Italia c'è quasi nulla: qualche vivaio con notiziole semplici, qualche sito su fasi lunari e coltivazioni astrologiche e poco altro. Puoi provare su giardinaggio.it o le liste di giardinaggio in generale.
debora potresti consigliarci un forum, un sito dove si tratta in modo dettagliato di orti casalinghi? vorrei tanto cominciare :)
Sei tu nella foto? Come direbbe la Marchesini:"...Tanto caruccia.." :-)
Scherzi a parte, con un tetto verde come il mio (140mq) con mia moglie stiamo "contrattando" sull'area di competenza...
La delocalizzazione dei call center ha varcato una nuova frontiera. Da anni gli americani sanno che quando prenotano un hotel di Dallas, un’autonoleggio, o un volo Chicago-Boston, con ogni probabilità l’operatore telefonico risponde da Bombay o Calcutta. Se chiamano il servizio di assistenza per risolvere un problema con l’email, il Blackberry o il computer, certamente l’aiuto arriva da Bangalore. Di recente l’outsourcing ha coinvolto un mestiere assai più delicato: il recupero-crediti. Milioni di famiglie americane colpite dalla recessione fanno fatica a pagare le scadenze mensili dovute sui mutui-casa, a rientrare dallo scoperto sui conti correnti, a rimborsare gli acquisti fatti con le carte di credito o le rate sull’automobile. Molte banche e società finanziarie subappaltano lo sgradevole mestiere di incalzare i debitori insolventi. Il nuovo compito dei call center indiani è telefonare nelle case all’ora di cena per richiamare all’ordine i debitori, insistere sulla puntualità dei pagamenti. E’ un crudele scherzo del destino. Proprio mentre la crisi economica riduce i posti di lavoro e inasprisce le difficoltà delle famiglie americane, i banchieri Usa spostano in India un’altra attività. E quelle telefonate che arrivano dai call center d’Oriente evocano simbolicamente un’amara verità. Per anni, l’America è vissuta al di sopra dei suoi mezzi, proprio grazie ai prestiti che venivano dall’Asia.
l' orto casalibgo è fantastico!
io cerco di sfruttare al meglio il balcone a sud che la fortuna mi ha concesso e il piccolo giardino della casa fuori porta della mia famiglia...
sono appena tornato esausto dopo una giornata a zappare!
Ho una domanda per te debora (se non ricordo male vivi a roma) dove hai trovato i semi delle zucchine romanesche? io ho dato un occhiata in un paio di vivai in zona tiburtina ma niente da fare... :-((
grazie
credo che il vero problema non siano tanto le zucchine o i pomodori (per quanto importanti in una dieta equilibrata), il vero catastrofista dovrebbe preoccuparsi piuttosto dello staple food ovvero il cibo base che ti può tenere in vita (grano, mais, legumi, patate o se messi male castagne, noci, nocciole, ghiande, carrubo, quinoa, amaranto, semi di canapa ecc..)
alle 16:59
calmail
Le perdite sul fronte mutui spingono banche e istituzioni finanziarie ad alzare i tassi di interesse per i detentori di carte di credito, anche se questi pagano nei tempi previsti. Una decisione presa a dispetto del deciso taglio dei tassi di interesse da parte della Fed e quindi del minor costo del denaro.
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