Crisi sistemica e cambio di paradigma

Era il cuore del Midwest, l'Ohio, lo Stato che inventò l'aereoplano. Lo Stato dove si producevano le Jeep, e pezzi di ricambio, pneumatici, macchinari, acciaio, plastiche, chimica.
Probabilmente hanno chiuso tutti o quasi, come racconta anche Michael Moore parlando del suo Michigan, e adesso la gente dell'Ohio si trova in massa a dipendere sempre più dalla (scarsa) assistenza pubblica. Con oltre 235.000 posti di lavoro persi, si batte un record in questi giorni: il 10% dei cittadini dell'Ohio, oltre 1 milione di persone, va avanti con le tessere annonarie per ottenere cibo, come quelle che c'erano da noi al tempo di guerra. E sembra che altre 500 mila ne abbiano fatto richiesta senza risultato.
Come funziona la tessera annonaria USA? E' un buono di 100$ al mese a famiglia, meno di 1 dollaro a pasto a persona. Eppure, qualcosa fa, perché a Cleveland hanno anche un altro record negativo: quello dei prestiti a breve scadenza, poche centinaia di dollari che devono essere restituiti in qualche settimana, con interessi che arrivano anche all'800%.
Ecco perché, solo in Ohio, ci sono ben 1650 attivissime società finanziarie: sono gli avvoltoi, e per loro questo è il momento d'oro.
"Mi sa che aspetteremo :-(..."
No, se eleggono quel no-global black-block di Tremonti.
Recessione economica a parte, la disoccupazione di massa è soprattutto conseguenza delle scellerate scelte della classe dirigente USA(e UE) di delocalizzare le industrie manifatturiere nei paesi a bassissimo costo del lavoro(Cindia e simili).
E' la realizzazione pratica della ideologia neoliberistica e l'effetto della dannata globalizzazione economica.
E' prassi che tutto ciò che accade oltreoceano, che sia positivo o negativo, prima o poi arriva anche da noi.
Non ci resta che aspettare... o mandare via a calci le nostre caste politiche/economiche e riprenderci tutte le attività manifatturiere delocalizzate dove il lavoro costa poco.
Mi sa che aspetteremo :-(...
alle 09:09
fausto
Errato. Le acciaierie scappano in Cina perchè laggiù c'è il carbone. La favola del lavoro gratis (che comunque incide per un nonnulla sull'industria pesante) oramai la bevono in pochi. Perdonate l'acredine.
Se vogliamo fabbriche in Italia, diciamoci chiaramente quale fonte di energia dovrà azionarle, quale sarà la sua durata temporale e quanta parte di essa sarà di provenienza estera.
Senza queste risposte, tra dieci anni staremo ancora a domandarci per quale motivo i nostri altiforni vengono smontati e venduti ai cinesi (caso reale occorso a Bagnoli).